Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2189 del 8 giugno 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2189/XIV - Ricomposizione delle Commissioni consiliari permanenti.

Rosset (Presidente) - Procediamo con il punto 31.001 all'ordine del giorno. Porto a conoscenza l'Assemblea delle sostituzioni che sono avvenute all'interno delle varie commissioni: I Commissione: è stato sostituito il consigliere La Torre dal consigliere Fosson; il consigliere Follien dal consigliere Bertschy; il consigliere Gerandin dal consigliere Chatrian; il consigliere Restano dal consigliere Marco Viérin. La Commissione si riduce da 10:9 a 6:3 nel rapporto.

II Commissione: il consigliere Isabellon è sostituito dal consigliere Fosson; il consigliere Rosset è sostituito dal consigliere Fabbri.

III Commissione (rapporto 5:2): il consigliere Nogara è sostituito dalla consigliera Morelli.

IV Commissione (rapporto 5:2): il consigliere Farcoz è sostituito dalla consigliera Péaquin; il consigliere Bertschy è sostituito dal consigliere Nogara.

V Commissione: la consigliera Morelli è sostituita dal consigliere Roscio; il consigliere Gerandin è sostituito dal consigliere Bertschy e la consigliera Péaquin è sostituita dalla consigliera Certan.

Per quanto riguarda la Commissione di regolamento, con decreto odierno, il Presidente del Consiglio è sostituito dal sottoscritto e il consigliere Gerandin è sostituito dal consigliere Bertschy. Ha chiesto la parola il consigliere Bertin. Ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Io non ho seguito nel dettaglio la questione, ma vorrei sollevare due aspetti generali: uno che riguarda il consigliere Gerandin che ieri ha assunto una posizione piuttosto anomala, per non dire altro, il quale da una parte si dice appartenente alla minoranza, ma poi è iscritto a un gruppo di maggioranza. Una situazione alquanto assurda.

Ancora più assurda, degna delle comiche, è poi la posizione sostenuta ieri dal capogruppo di UVP, il quale ha ammesso candidamente di essere in maggioranza, ma con una parte del gruppo che è in minoranza.

È una posizione francamente ridicola, nel senso che l'ABC della politica e del funzionamento delle istituzioni rende questa posizione insostenibile: un gruppo è di maggioranza o è di opposizione, non può avere una parte di maggioranza e una parte di opposizione. Questo è l'ABC della politica prima, delle istituzioni poi, pertanto, non l'ho seguita ma questa questione deve essere risolta.

Un altro aspetto che voglio sottolineare è il fatto che da ieri - per la prima volta dal 1983, quando è stata istituita la Presidenza del Consiglio e l'Ufficio di Presidenza - la minoranza non è presente nell'ufficio di Presidenza. Peraltro nel lontano 1983, il Presidente era stato addirittura indicato dalla minoranza; ma comunque da allora ad oggi, per trenta e passa anni, l'ufficio di Presidenza è stato sempre composto dalla maggioranza e dall'opposizione, con persone designate dalla minoranza. Per la prima volta si è interrotta questa prassi consolidata sul come si formano gli uffici di Presidenza e abbiamo un ufficio di Presidenza formato esclusivamente da membri designati dalla maggioranza, tra i quali il consigliere Cognetta rappresenta in ufficio la maggioranza ed essendo un rappresentante della maggioranza, si pone il problema anche in questo caso del ruolo di questo Consigliere: si considera ancora di maggioranza o di minoranza? È un po' questo l'aspetto.

Non vorrei che si formassero poi queste minoranze "gialle", riprendendo un termine che si usava riferito ai sindacati gialli degli Stati Uniti: sindacati foraggiati e istituiti dai proprietari delle aziende, dai padroni che giocavano un po' di qua e un po' di là. Bisogna che ci sia chiarezza su chi è in maggioranza e su chi è in minoranza, perché le cose funzionino bene, al di là delle questioni strettamente regolamentari. Abbiamo ieri rotto una consuetudine trentennale e bisogna tenerne conto.

Questi sono i due aspetti che sollevo, non riferiti tanto al Presidente del Consiglio che, abbiamo visto ieri, prestandosi a questo giochino, ha dato la cifra di quella che sarà la sua Presidenza, ma, in generale, mi rivolgo ancora a chi ha un senso del funzionamento delle istituzioni in termini generali: come poi possono funzionare le istituzioni, quando c'è poca chiarezza e ci sono questi giochini, i quali hanno degli effetti anche sul funzionamento delle istituzioni piuttosto importanti?

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Vorrei specificare a quest'aula una cosa molto semplice, che magari è sfuggita ieri a tanti che hanno seguito i lavori: c'è stato un certo momento di convulsione di ciò che è accaduto che mi ha decisamente sorpreso.

Vorrei precisare due o tre cose. La prima è che ovviamente sono un esponente dell'opposizione, direi dell'unica opposizione che c'è in questa Regione, di conseguenza a pieno titolo posso rappresentare il posto dell'opposizione all'interno del Consiglio Valle.

Vorrei ricordare che qualcuno invece c'è stato per decenni all'interno del Consiglio Valle, ha fatto tutto quello che poteva fare senza nessun problema, anzi, spendendo e spandendo e oggi viene qui a farmi la morale.

Secondo aspetto molto importante, direi che anche sulla successiva votazione del Segretario, qualcuno ha preso voti che forse non erano direttamente correlati al proprio gruppo, anche lì nessuno ha avuto nulla da ridire, però chissà perché si guarda i voti che ho preso io; tra l'altro non essendo neanche stato candidato, è questa la cosa più divertente. Probabilmente, qualcuno ha cercato di giocare e di mettermi in mezzo, su questo posso essere d'accordo con voi, ma lei non ha detto questo, collega Bertin: lei ha detto che io mi sono venduto. Se volessimo essere precisi sui venduti, mi permetta, qui ne avremmo da dire di ogni, anche su di voi: vogliamo parlare di quello che fate nei vari comuni? Vogliamo parlare di tutti gli accordi che avete fatto negli anni? Vogliamo parlare anche delle trattative che avete fatto fino adesso e per le quali voi siete rimasti fuori? Se volessimo dirci tutto, ce lo possiamo anche dire, però dovremmo cercare di mantenere un contegno istituzionale - io credo - e non trasformare le cose a proprio piacimento, soprattutto per quanto riguarda la mia persona. Se fossi veramente un esponente di maggioranza, a questo punto io starei zitto, come fa normalmente la maggioranza: resta in silenzio. Invece io sono qui per dire una cosa molto chiara: lei da un punto di vista politico, è quello che maggiormente ha minato la famosa "renaissance", se la ricorda? Lei è stato l'artefice più grande del fallimento di quell'operazione politica. Ovviamente accompagnato molto bene dalla sua collega Certan. Quindi per cortesia, non dica a me chi si vende, chi non si vende, chi fa e chi non fa, perché veramente ne avremmo da dire di ogni.

Per quanto riguarda invece la questione della Vicepresidenza, io vorrei essere, ancora una volta, più chiaro: è un ruolo di garanzia che io porterò avanti con il lavoro che ho sempre fatto, cioè di di estrema opposizione, ma una opposizione costruttiva, perché io le cose me le studio e poi parlo; non leggo i giornali e faccio interpellanze a caso, come magari fa qualcuno, anche del mio gruppo. Chiaro? Quindi per cortesia, restiamo in un ambito istituzionale tutti quanti, sennò diventa un pollaio, cosa che voi volete fare sempre più spesso.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin. Ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Sul fatto del pollaio e su chi fa il pollaio, lasciamo stare, rimaniamo sul piano istituzionale, perché altrimenti qui la polemica continuerebbe sul piano politico, e rimanendo sul piano istituzionale il suo collega di gruppo non ha la sua stessa posizione, per cui c'è un problema di chiarezza istituzionale. Le ripeto, poi lei mi risponde sul piano politico e io avrei tante altre cose da dire, che non dico qua perché non è il caso, ma restiamo sul piano istituzionale. Il suo collega dice altro, pertanto la questione si pone, ed è evidente che si pone. Poi dovete anche decidere un po' da che parte state l'uno e l'altro. La questione c'è e rimane, non è chiusa così, dovete anche un po' decidere come gruppo se siete di qua o di là.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan. Ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Dopo questa lezione, credo che il collega Cognetta dovrebbe vergognarsi...

Presidente - Chiederei, per cortesia, un atteggiamento un po' più appropriato all'Assemblea; evitiamo la guerra. Io posso capire la questione politica, il ruolo è istituzionale, lasciamo perdere i fatti personali.

Certan (ALPE) -...gli lasciamo tranquillamente fare l'opposizione che crede; il nostro gruppo non ha i problemi che ha il suo gruppo, e quindi credo che ognuno debba pensare innanzitutto a se stesso. Comunque, il tempo è galantuomo, il tempo chiarirà tutto e, caro collega Cognetta, se lei mi ritiene responsabile del fallimento della "renaissance" per come la intendeva lei e per come è stata intesa da alcuni altri, io sono estremamente orgogliosa e fiera di esserne stata l'artefice. Visti i risultati di ieri e quello che lei definisce essere stato un passaggio democratico, se lei ritiene che sia io la causa del fallimento della "renaissance" -sappiamo benissimo tutti perché è fallita, non certo per colpa né mia, né del collega Bertin, né del gruppo ALPE, che ha sempre in modo chiaro detto certe cose, non ha mai creduto in alcuni personaggi, ma ha sempre creduto nell'alternativa -ribadisco: se lei mi ritiene responsabile del fallimento di quel tipo di "renaissance", ne sono fiera, orgogliosa e ne sarò responsabile di fronte ai valdostani.

Presidente - Io mi sento in dovere di rispondere al collega Bertin, io credo che dal punto di vista istituzionale le votazioni di ieri siano state chiare. Capisco l'amarezza, ma non posso agire diversamente, se non prendere atto di quanto questa Assemblea ha deciso, indipendentemente da maggioranza e minoranza. È l'organo che decide, l'organo ha deciso la nomina di Cognetta, altro non esiste.

Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy. Ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Per chiarire in questo momento la situazione del gruppo, come è corretto che sia, ma con la massima tranquillità. In piena libertà abbiamo fatto le nostre discussioni, in piena libertà abbiamo ragionato su questo momento politico: ciò che ha dichiarato ieri il collega Gerandin è quello che è venuto fuori dalle discussioni: in questo momento la maggioranza è a ventisette, il gruppo sta facendo il suo lavoro con l'espressione che c'è; non ci sono motivi per i quali non poter ragionare in questo senso. Per fortuna, la libertà di pensiero e di espressione c'è, ognuno prende le sue posizioni. Per quanto ci riguarda, non c'è niente di ridicolo. Poi, se tutto quello che fanno gli altri è ridicolo, l'importante è che sia chiara la posizione: il collega Gerandin ieri l'ha detto, ha votato i nostri candidati alle due cariche e manterrà la sua posizione. Stop.

Presidente - Non ci sono altre richieste, possiamo proseguire quindi rispetto a quanto già annunciato sui cambiamenti nelle Commissioni e possiamo procedere alla votazione palese sulle proposte annunciate. Dichiaro aperta la votazione.

Presenti: 34

Votanti : 34

Favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.