Oggetto del Consiglio n. 133 del 12 marzo 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 133/81 - AUMENTO DEI PEDAGGI AUTOSTRADALI DA PARTE DELLA SOCIETÀ AUTOSTRADE VALDOSTANE. (interpellanza)
Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino, Carral, Cout e Péaquin:
I sottoscritti Consiglieri regionali del PCI chiedono alla S.V. di voler inserire all'ordine del giorno della prossima seduta consiliare la seguente
INTERPELLANZA
La S.A.V., Società Autostrade Valdostane, forse preoccupata di perdere il primato di autostrada più cara d'Italia, ha con decorrenza 1 febbraio 1981 aggiornato i pedaggi autostradali.
L'aumento sfiora per alcune categorie di autovetture il 70% ed incide pesantemente sia per gli spostamenti interni che per il traffico turistico; un pedaggio troppo elevato provoca, inoltre, un aumento del traffico sulla strada statale già lento e difficoltoso nell'attraversamento di alcuni paesi.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
la Giunta regionale per sapere se è a conoscenza delle ragioni che hanno portato ad aumenti così elevati dei pedaggi e quale è stato l'atteggiamento dei rappresentanti della Regione nel Consiglio di Amministrazione della S.A.V..
Presidente - La parola al Consigliere Tonino per svolgere l'interpellanza.
Tonino (PCI) - Credo che sia sufficientemente chiara la richiesta che facciamo alla Giunta: conoscere quali siano le ragioni di questi aumenti e quale sia stato l'atteggiamento dei rappresentanti della Regione, così numerosi all'interno di quel Consiglio di Amministrazione. È evidente infatti che l'aumento è stato sproporzionato e ha stupito un po' tutti, soprattutto coloro che usano l'autostrada per lavoro.
Presidente - Risponde il Presidente della Giunta.
Andrione (UV) - La questione dei pedaggi autostradali - non credo di dare notizie nuove - non è regolamentata dai Consigli regionali in genere, ma direttamente dallo Stato in base al rapporto di concessione.
Per quanto riguarda gli ultimi aumenti - quelli precedenti non erano stati praticati dalla S.A.V. - credo che la loro causa reale sia il deficit che continua a esistere, malgrado la legge della fine del '79 che ha previsto il ripiano dei debiti garantiti dallo Stato. Tale deficit autorizza le concessionarie ad aumentare i canoni in maniera proporzionale a quella che dovrebbe essere considerata una gestione non solo in pareggio, ma addirittura con un leggero avanzo di amministrazione per poter poi rifondere quei debiti o per fare quelle manutenzioni che finora sono state rimandate.
Effettivamente l'aumento è notevole ma per quanto riguarda la S.A.V. siamo ancora ad di sotto degli aumenti delle altre autostrade, ad esempio quella dei Fiori è semplicemente raddoppiata.
Il malcontento che questa interpellanza denuncia è reale perché gli aumenti sono continui: una volta aumenta l'IVA, una volta aumenta la tassa di concessione, la volta dopo di nuovo l'IVA, poi la tassa di concessione, in due anni credo che ci siano stati 5 aumenti.
Il fatto fondamentale è che, pur con questi aumenti, la gestione della S.A.V. è al limite e non vi sono state delle significative diminuzioni di traffico. Poiché ha pesato sul traffico autostradale la disastrosa stagione sciistica di quest'anno, bisognerà arrivare a quest'estate per vedere se tale aumento influisce sul traffico.
Le ragioni non vengono consultate, concludendo, né in materia hanno una possibilità qualsiasi di negoziazione, perché è il contributo dello Stato che determina, sentita l'Anas, la tassa specifica di concessione.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Sono solo parzialmente soddisfatto della risposta: sono soddisfatto della spiegazione delle ragioni che hanno portato all'aumento, non lo sono altrettanto per quanto riguarda l'atteggiamento dei rappresentanti della Regione. È vero che noi non abbiamo competenze in merito e che le regioni non vengono consultate, ma sembra abbastanza elementare che i rappresentanti designati dalla Regione si consultino con l'Ente che li ha designati, in questo caso la Giunta regionale.
Resta il fatto che fenomeni di questo tipo, questi continui aumenti che incidono - lo ha detto anche il Presidente della Giunta - sul flusso turistico, sugli stessi spostamenti interni e quindi per noi dannosi, dovrebbero vedere la Giunta regionale, i rappresentanti della Regione all'interno di questo organismo, su delle posizioni differenti rispetto agli interessi più grossi, soprattutto di carattere commerciale e internazionale.
Presidente - Essendo presente il Consigliere Martin, possiamo dare corso all'ultima delle interpellanze rinviate dalla seduta di ieri, la n. 13.
