Oggetto del Consiglio n. 2062 del 11 maggio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2062/XIV - Interrogazione: "Lavori affidati dagli enti pubblici regionali alle ditte colpite da interdittive antimafia del Questore di Aosta".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 5 dell'ordine del giorno. La parola all'Assessore Baccega.
Baccega (SA) - Rispetto a questa interrogazione, vorrei iniziare chiarendo che la legge 6 novembre 2012, n. 190 (legge anticorruzione), ha istituito le white list, che sono elenchi costantemente monitorati e aggiornati dalle Prefetture contenenti la documentazione antimafia dei fornitori, prestatori di servizio ed esecutori di lavori operanti nei settori più permeabili alle organizzazioni criminali. Tramite la consultazione delle white list viene accertata nei confronti dei soggetti che operano nei settori sensibili l'assenza dei motivi ostativi ai fini antimafia. Per "settori sensibili" si intendono alcune attività quali il trasporto di materiali in discarica per conto di terzi, il trasporto anche transfrontaliero e smaltimento di rifiuti per conto di terzi, l'estrazione, la fornitura e il trasporto di terra e tanti altri interventi. Le imprese che operano nei settori sensibili hanno l'onere di iscrizione nelle white list, mentre le stazioni appaltanti, qualora debbano concludere un contratto in un settore sensibile, sono tenute ad acquisire la documentazione antimafia solo attraverso la consultazione delle white list. Bisogna verificare che l'impresa sia iscritta, oppure, nel periodo transitorio, che quanto meno abbia presentato l'istanza di iscrizione in questo elenco. In quest'ultimo caso la stazione appaltante potrà comunque dare avvio all'iter contrattuale, previa comunicazione alla competente Prefettura di essere in attesa di quel provvedimento definitivo. Nel caso in cui sia successivamente accertata la mancanza delle condizioni per l'iscrizione, la Prefettura competente adotta il provvedimento di diniego dell'iscrizione e ne dà immediatamente comunicazione all'interessato, mentre i contratti e i subcontratti a cui è stata data esecuzione vengono revocati dalla stazione appaltante. Gli appalti affidati dalla Regione alle società Agf e Icf non riguardano quindi settori sensibili, trattandosi di servizi di manutenzione invernale. Ciò posto, gli accertamenti che la struttura era tenuta ad effettuare erano quelli previsti dall'allora vigente articolo 38.
Premesso quanto sopra, rispondo al primo quesito. Dai dati ricavati dall'Osservatorio regionale dei contratti pubblici, che raccoglie le comunicazioni obbligatorie che le stazioni appaltanti devono trasmettere all'Anac, non risultano affidamenti in favore della ditta Agf S.r.l., mentre per la ditta Icf S.r.l. risultano i seguenti dati: un affidamento di appalto per il servizio di sgombero neve da parte del Comune di Valtournenche per le stagioni 2010/2011 e 2011/2012 per un importo di aggiudicazione di 240 mila euro; 22 affidamenti in subappalto dal 2011 al 2013, tutti riguardanti il Comune di Châtillon e tutti riconducibili a lavori edili, per un importo complessivo pari ad euro 1.397.610. A questi dati va poi aggiunto che la Sav ha comunicato di aver sottoscritto, sempre con la ditta Icf, quattro successivi contratti stagionali per il servizio di mantenimento della viabilità invernale con autocarri per le stagioni invernali dal 2012 al 2015 (importo complessivo fatturato 65 mila euro). Devo poi anche segnalare che il Dirigente della struttura regionale viabilità ha comunicato che per quanto riguarda la società Icf di Aosta, con provvedimento dirigenziale n. 5764 in data 28 dicembre 2007 e a seguito di pubblico incanto, è stato affidato il servizio di manutenzione invernale lungo le strade regionali 19 di Pollein e 35 di Grand Pollein per il quinquennio compreso tra le stagioni invernali 2007/2008 e 2011/2012, per un importo di 196.193 euro. Per quanto riguarda invece l'impresa Agf, sempre il Dirigente della struttura viabilità ha comunicato che, con provvedimento dirigenziale n. 559 in data 21 febbraio 2014, è stato preso atto dell'affitto del ramo d'azienda tra la società Icoval di Arnad, impresa aggiudicataria del servizio di manutenzione invernale della strada regionale 44 della Valle del Lys per il quinquennio compreso tra le stagioni invernali 2012/2013 e 2016/2017, e l'impresa Agf, con decorrenza dal giorno 16 ottobre 2013. L'efficacia di questo provvedimento è stata subordinata all'esito positivo delle verifiche e controlli di legge. La struttura competente ha quindi provveduto a verificare il possesso dei requisiti di ordine generale (ex art. 38 d.lgs. n. 163/2006) risultando regolari. Per quanto riguarda l'accertamento antimafia richiesto alla Questura di Aosta in data 18 novembre 2013 e 16 dicembre 2013, essendo decorsi i termini di cui all'articolo 92, comma 2, del decreto n. 163/2006, ai sensi del successivo comma 3, dovendo garantire l'espletamento del servizio di manutenzione invernale in prossimità dell'inverno, si è proceduto, in assenza dell'informazione antimafia, sotto condizione risolutiva. La comunicazione che attesta la regolarità relativa alla non sussistenza di tentativi di infiltrazioni mafiose è stata rilasciata il 26 luglio 2014 dalla Questura di Aosta con nota protocollo n. 153.
Al quesito n. 2 rispondo dicendo che, a seguito degli atti di diniego emessi dal Questore di Aosta il 19 aprile 2016, sono state fin da subito impartite dal Dirigente della struttura viabilità disposizioni al personale della struttura affinché, in caso di ulteriori nevicate sulla strada regionale n. 44 della Valle del Lys, il servizio di manutenzione venisse eseguito direttamente con mezzi e attrezzature di proprietà regionale. Con nota del 3 maggio 2016 è stato invece disposto formalmente all'impresa Agf l'immediata sospensione del servizio di manutenzione invernale sulla strada regionale 44 della Valle del Lys, in attesa dell'adozione del provvedimento di revoca del servizio.
Dalle ore 10:13 assume la presidenza il Vicepresidente Follien.
Follien (Presidente) - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - E siamo a quattro. Sono ben quattro in meno di un anno le imprese valdostane colpite da interdittive antimafia, imprese nelle quali la situazione è talmente grave, nelle quali sussistono dei tentativi di infiltrazione tali da condizionare le scelte dell'amministrazione di queste società, sono situazioni serie riguardo all'infiltrazione. La cosa purtroppo mi sorprende fino ad un certo punto.
Sono ormai anni che evidenzio il pericolo della presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta, una presenza che può condizionare negativamente il futuro di questa regione nell'ambito economico, e non solo. Queste interdittive antimafia sono l'ennesima dimostrazione che il problema esiste. Diversamente da quanto si è cercato di fare finora, di guardare da un'altra parte, il problema dell'infiltrazione e della presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta è un problema serio e soprattutto in certi settori che conosciamo, quello edilizio e quello turistico, che sono in parte legati. Possono condizionare gravemente l'evoluzione di questi settori economici, anche in ragione delle disponibilità finanziarie che hanno a loro disposizione le organizzazioni criminali di stampo mafioso in Valle d'Aosta, come in tutto il nord Italia.
Le forze di polizia stanno facendo in modo egregio la loro parte, e per questo vanno ringraziate; anche queste interdittive dimostrano che le forze di polizia stanno seguendo in modo adeguato la situazione che rimane seria. È un'opera di contrasto nel caso delle interdittive, e anche di prevenzione, perché le interdittive hanno pure un valore preventivo rispetto a possibili danni che possono effettuare nel sistema economico queste imprese potenzialmente infiltrate.
Non soltanto le forze di polizia devono fare la loro parte come stanno facendo, ma tutta la società deve fare la propria parte, in primis le istituzioni politiche, che per troppo tempo hanno fatto finta di niente. La legalità deve essere la priorità a tutti i livelli. Bisogna smetterla di sottovalutare la questione della 'ndrangheta. L'attenzione deve essere massima, sia degli enti locali che della Regione. Anche in questo caso vediamo che sono quasi 2 milioni gli euro di lavori affidati a queste imprese, poi riconducibili a questa fattispecie, per cui è anche superfluo separarle, perché sono legate allo stesso provvedimento e hanno gli stessi fondamenti che giustificano il provvedimento interdittivo. Sono circa 2 milioni e se ricordiamo quanto successo con la Gecoval, che ha avuto quasi 7,5 milioni di lavori dal 2008 ad oggi, 7,5 milioni sono tanti, soprattutto in un periodo nel quale gli appalti pubblici sappiamo che non sono così numerosi. La cosa che fa riflettere ancora di più è che ben 2,5 milioni di questi lavori affidati a Gecoval sono stati affidati per cottimo fiduciario senza gara d'appalto. È una cosa che deve fare riflettere, perché affidare per cottimo fiduciario ad una società che poi si vede essere in qualche modo vicina alla 'ndrangheta, a tal punto da esserne potenzialmente condizionata, è un fatto grave che deve farci riflettere. Probabilmente la nostra società valdostana non ha ancora tutti gli anticorpi per capire cosa sta succedendo e la gravità della situazione. Per questo dobbiamo tenere alta l'attenzione delle istituzioni politiche e sensibilizzare a tutti i livelli a stare attenti.
