Oggetto del Consiglio n. 2047 del 21 aprile 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2047/XIV - Approvazione del nuovo statuto della Finaosta S.P.A..
Viérin M. (Presidente) - Punto 44 all'ordine del giorno, la parola all'assessore Perron.
Perron (UV) - La proposta che il Governo regionale formula oggi al Consiglio è sostanzialmente di tipo tecnico e viene formulata perché lo statuto della Finaosta, disciplinato dalla legge n. 7/2006, prevede che le modifiche da apportare debbano essere approvate con una deliberazione del Consiglio regionale e, in una fase successiva, approvate e ratificate dall'assemblea dei soci.
Le modifiche che presentiamo oggi, sostanzialmente di tipo tecnico, sono necessarie per la presentazione della domanda di iscrizione all'albo unico di cui all'articolo 106 del Testo unico bancario. Sono modifiche che la Banca d'Italia ritiene necessarie affinché Finaosta possa avanzare la sua richiesta di iscrizione come gruppo finanziario.
Questo già esiste ma va perfezionato, e ciò è dovuto al fatto che Finaosta detiene una partecipazione di controllo su Aosta Factor S.P.A, anch'essa intermediario finanziario. C'è una circolare della Banca d'Italia (n. 288/2015) secondo la quale "i soggetti che assumono le caratteristiche richieste per l'acquisizione della qualifica di capogruppo, sono tenuti a richiedere alla Banca d'Italia l'iscrizione del gruppo nell'albo dei gruppi finanziari". In ragione di questa disposizione, la Banca d'Italia, per poter dare avvio al procedimento di iscrizione, ha richiesto espressamente di apportare queste modifiche, necessarie da un punto di vista statutario, affinché sia esplicitata, coerentemente con l'istanza che dovrà essere presentata, l'esistenza, come è già nei fatti, del gruppo finanziario.
Di conseguenza, Finaosta dovrà procedere a vari adempimenti, al fine di definire il suo ruolo di capogruppo e di controllo sull'attività posta in essere dalla controllata.
Vi sono altre piccole modifiche che riguardano il ruolo del presidente della società, cui la nuova disciplina in materia preclude l'assunzione di alcuni poteri gestionali che invece possono e devono essere assunti dall'altra figura di vertice, cioè dal direttore generale, strutture organizzative già presenti in Finaosta. Quindi si trattava solamente di prescriverlo e di aggiornare lo statuto di conseguenza.
É necessaria l'approvazione oggi, perché esiste un termine, il 12 maggio, entro il quale Finaosta deve approvare questo, si tratta quindi di una sorta di passaggio dal vecchio regime al nuovo regime normativo.
Presidente - La parola al collega Chatrian.
Chatrian (ALPE) - In quest'ultimo mese, in Commissione abbiamo avuto modo di confrontarci soprattutto con i vertici della nostra finanziaria, con il presidente e con il direttore generale ma al di là delle modifiche tecniche - che io chiamerei d'obbligo - questa è stata la volontà, che condividiamo, di dare gambe alla necessaria modifica del lo statuto, proprio per avere la possibilità come gruppo finanziario di assolvere le regole che la Banca d'Italia ci impone. Questo è quanto ci è stato dichiarato. Ci siamo comunque confrontati all'interno della Commissione competente.
Primo volet, l'Assessore dice: "abbiamo fatto qualche piccola modifica all'interno dello statuto", a questo punto non sono più delle scuole di pensiero, ma anche qui ci sono degli obblighi, dove c'è stata la volontà del legislatore principale di suddividere molto bene le responsabilità, e soprattutto le competenze, fra consiglio d'amministrazione e direttore generale.
Quindi con l'articolo 26, da come ho potuto studiare lo statuto e il dossier, per la prima volta si va a codificare all'interno dello statuto di Finaosta - e lo ratifichiamo nero su bianco - che "il Consiglio d'Amministrazione nomina e revoca il direttore generale, determinandone il compenso, (soprattutto) i poteri e la durata della carica".
Nella seconda parte dell'articolo, invece "il Direttore Generale prende parte con un parere consultivo", ma praticamente ha in mano tutta la macchina della finanziaria. Il consiglio d'amministrazione, così come è stato codificato, conserva comunque quella parte di competenza di indirizzo e di vigilanza.
Terza considerazione, più di ordine generale - ne parlavamo anche con l'assessore Perron e con il Presidente nelle scorse settimane - ci sarebbe piaciuto che ci fosse stata la possibilità di approfondire - lo faremo probabilmente nei prossimi mesi, anche lì obbligati in parte dal legislatore nazionale - da parte nostra di rivedere la veste della Finaosta, della nostra finanziaria anche nei rapporti con la Regione, con gli assessorati, con la sua mission, visto e considerato che e è una società che ha un suo peso non indifferente ed è giusto regolare i rapporti tra il legislatore e il suo braccio operativo-finanziario.
Io ritengo che sia interessante entrare nel merito e trovare, se non una nuova veste, una nuova riscrittura dei rapporti fra legislatore e braccio operativo, braccio finanziario. Queste sono delle considerazioni di natura generale in una visione generale, per la prima volta vengono indicate nero su bianco all'interno dello statuto le due strade principali: da una parte l'indirizzo, in capo al consiglio d'amministrazione, e dall'altra il ruolo della direzione generale che deve far andare avanti la macchina e che ha tutte le sue responsabilità interne.
Noi su questo atto ci asterremo per le motivazioni che vi ho detto, ben consci e con tanta voglia di portare il nostro contributo nel momento in cui si andrà a riscrivere lo statuto, ma non solo, anche i rapporti fra legislatore e braccio operativo finanziario.
Presidente - La parola al collega Rosset.
Rosset (UVP) - Noi prendiamo atto dell'obbligatorietà di adeguare questo statuto alle richieste della Banca d'Italia. In sede di Commissione abbiamo preso atto delle diverse proposte, di quanto è stato esposto dall'assessore. Come è stato correttamente enunciato sia dall'assessore sia dal collega Chatrian, emergono in evidenza soprattutto le modifiche dell'articolo 26, in attesa di cosa andrà a modificare in questo contesto, di una previsione di quanto avverrà a livello nazionale in riferimento alla legge Madia.
É importante rivedere questo rapporto con la nostra azienda Finaosta, anche nella prospettiva futura, nell'ottica di un possibile polo creditizio valdostano. In un momento molto difficile della nostra economia, soprattutto per le nostre famiglie, credo che sarebbe fondamentale in quell'ottica poter rivedere questo aspetto.
Da parte nostra, quindi, prendiamo atto di queste modifiche tecniche in attesa di rivedere poi il contesto dei rapporti con Finaosta.
Presidente - Non ci sono altre dichiarazioni, per cui dichiaro aperta la votazione.
Presenti: 34
Votanti: 20
Favorevoli:20
Astenuti:14 (Si sono astenuti i colleghi: Bertin, Bertschy, Certan, Chatrian, Cognetta, Fabbri, Ferrero, Gerandin, Grosjean, Morelli, Nogara, Roscio, Rosset, Viérin L.).
Il Consiglio approva.
