Oggetto del Consiglio n. 1961 del 5 aprile 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1961/XIV - Interrogazione: "Notizie sui programmi di gestione e d'investimento da parte della società proprietaria del metanodotto che attraversa la regione".
Viérin M. (Président) - Point n° 12 de l'ordre du jour. La parole à l'Assesseur Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Gentili colleghi, al fine di rispondere al vostro quesito, che chiede cosa si stia facendo rispetto agli aspetti anche di sicurezza di cui voi chiedete conto nella premessa dell'interrogazione, è importante chiarire subito che naturalmente gli impianti rispondono a tutti i requisiti di sicurezza previsti dai relativi decreti ministeriali, opera costruita con tubi in acciaio saldati in testa con un sistema di controllo performante, ogni sei chilometri ci sono dispositivi installati per l'intercettazione dei flussi del gas. Tengo a precisare che nella vostra interrogazione si parla della pressione a 24 bar del metanodotto che va da Pollein verso il Piemonte, cioè nell'asse centrale, ma le altre diramazioni hanno una pressione che è la metà o meno. Quindi per quanto riguarda quel tipo di tratta siamo nelle condizioni di un'installazione di per sé molto performante, molto sicura, doppio tipo di protezione intorno ai tubi contro l'erosione. Proprio per andare nella direzione da voi richiesta, è previsto un ingente investimento per implementare le condizioni di sicurezza del metanodotto, e proprio in questi giorni abbiamo tutti appreso con piacere sui giornali dell'accordo fra SNAM, Regione e Comune di Pollein rispetto alla possibilità di realizzare una stazione performante con il sistema Pig intelligente che permetterà il controllo interno della rete, quindi aumenterà ulteriormente le condizioni di sicurezza. Dico questo perché l'opera è strategica per la Valle d'Aosta. In questo momento sappiamo che soprattutto per la Plaine è stato fondamentale l'arrivo del metano, perché ha permesso di abbattere sensibilmente le emissioni e, siccome l'aria si muove verso il fondovalle, lo è stato anche per gli altri comuni di fondovalle. Naturalmente lavoriamo per ridurre l'utilizzo del metano con una riqualificazione energetica generale, ma in questo momento quell'opera è importantissima, e il fatto che si investa per metterlo ulteriormente in sicurezza va nella linea corretta.
Questa è l'occasione per dire che quando si riesce a fare squadra tra Comune e Regione si riescono anche ad ottenere situazioni molto positive, perché oltre a migliorare la sicurezza - e mi piace ricordarlo - nell'area di Pollein non si è andati a realizzare un impianto estremamente invasivo che avrebbe in qualche modo danneggiato una zona agricola significativa, e quindi siamo riusciti a conciliare le esigenze di tutela del territorio con le esigenze di migliorare ancora le caratteristiche di sicurezza dell'impianto e dire ai valdostani che in qualche modo per il futuro saremo ulteriormente rassicurati di un'opera che, per la sua importanza, riveste un carattere strategico per la Regione Valle d'Aosta.
Presidente - La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Grazie Presidente e grazie Assessore.
L'interrogazione aveva come obiettivo una ricognizione generale su un'infrastruttura che ha ormai credo più di 30 anni come data di sua esecuzione della struttura che porta il gasdotto inizialmente previsto a 40 bar, oggi ridotto a 24, dal Piemonte fino ad Aosta. Allora, nella sua fase di costruzione, era anche il tempo in cui c'era poco rispetto del territorio, in generale per le grosse aziende a livello nazionale - vale per gli elettrodotti, per i gasdotti e per gli oleodotti - si passava anche in maniera un po' selvaggia sui territori. Il gasdotto attraversa per esempio paesi della Bassa Valle, uno di questi dove sono stato Sindaco per tanti anni, e proprio in quel periodo avevo cercato di avere contatti con questa azienda per capire quali misure di sicurezza erano legate alle condizioni dell'infrastruttura, ma soprattutto se erano in previsione attività di investimento. Credo valga per Hône, ma anche per altri paesi della Valle d'Aosta.
L'iniziativa serve quindi non tanto a creare preoccupazione, ma a creare l'occasione per una valutazione generale di quello che sta succedendo. Mi fa piacere che lei l'abbia raccolta in questo senso, ma non mi limiterei alla tecnologia, se fosse possibile. Quello che stanno cercando di realizzare è sicuramente interessante, perché va nella condizione di avere sempre una valutazione di quello che succede nell'infrastruttura e soprattutto nella tubazione, però poi nel tempo tutto si usura e avere all'interno dei paesi dei gasdotti in pressione non è sicuramente una cosa piacevole.
Le chiederei pertanto e chiederei al Governo, se fosse possibile, di essere puntuali nel valutare insieme a SNAM programmi di investimento futuri, magari partendo dalle zone più condizionate, dove il gasdotto crea anche condizionamenti di tipo urbanistico perché poi sa bene che, al di là della sicurezza, avere sotto casa o vicino alle strade impianti di queste dimensioni, pur essendovi aziende infrastrutturate con personale che gestisce e che si fa trovare presente, vuol dire un appesantimento burocratico non indifferente per qualsiasi opera.
Io credo che la Regione possa essere di aiuto ai Comuni magari aprendo una discussione con loro, per immaginare un programma futuro di investimento, di miglioramento, che possa permettere anche in termini economici qualche investimento in più da parte di SNAM. La ringrazio per la risposta, per ora è sufficiente. Le chiederei un'azione di pungolo e magari una valutazione puntuale anno per anno di possibili investimenti che SNAM, azienda importante, possa dedicare alla Valle d'Aosta partendo dai Comuni più condizionati. Grazie.
