Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1926 del 22 marzo 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1926/XIV - Interpellanza: "Criteri adottati per l'inserimento delle opere nel piano di settore degli interventi di cui alla legge regionale 26/2009".

Follien (Presidente) - Punto n. 18 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Laurent Viérin.

Viérin L. (UVP) - Merci, Monsieur le Président.

Tra i temi che come gruppo UVP avevamo sollecitato e portato all'attenzione di questo Consiglio in sede di discussione del bilancio c'era la questione del rilancio dell'edilizia e del settore dei piccoli cantieri, come già da noi sollecitato nel precedente bilancio con un emendamento che, dal punto di vista tecnico, non aveva avuto l'approvazione. C'era stato un impegno politico, che però per tutto il 2015 non aveva visto praticamente attuazione e possibilità di attuazione di questi investimenti. Tra i vari ordini del giorno invece proposti da noi in sede di discussione del bilancio di previsione c'era anche quello di andare attraverso l'affidamento di cottimi fiduciari a rilanciare il piccolo indotto, che noi riteniamo fondamentale, delle imprese che vivono sul territorio e che possono, a rotazione, vedere un po' di prospettiva, imprese che hanno lavoratori valdostani e famiglie radicate sul territorio che in questi ultimi anni hanno visto il crollo verticale dell'edilizia e degli investimenti pubblici. Principalmente l'edilizia aveva avuto un grande rallentamento, c'era stato anche un grido d'allarme da parte delle categorie, c'era stato un confronto qui, in Consiglio, e abbiamo preso atto con soddisfazione che il Governo ha approvato una delle delibere che vanno a studiare i piani degli interventi nei Comuni. Tecnicamente avete costruito la delibera riprendendo in parte il settore forestazione ed edilizia, in parte l'impegno del Consiglio regionale, quindi in sede di bilancio l'avete ripreso, e questo ci fa piacere.

Abbiamo poi letto che lei, Assessore Baccega, ha presentato il piano semplicemente prendendo atto con soddisfazione che uno degli impegni che noi avevamo sollecitato oggi viene concretizzato. Volevamo sapere, visto che abbiamo letto il Piano degli interventi, quali sono stati i criteri, al di là dei tecnicismi citati in delibera, il piano di priorità. Diciamo questo perché abbiamo visto che c'è la realizzazione di una strada in un comune piuttosto che la realizzazione di un parcheggio in un altro. Volevamo capire quali sono stati i criteri di inserimento e quali le priorità, perché è importante. Quando abbiamo investito negli anni su tutta una serie di misure - pensiamo al FOSPI - avevamo codificato delle priorità in modo da creare delle regole chiare anche per le Amministrazioni comunali, affinché si eviti in questo caso la politica del cappello in mano. Che non sia la benevolenza dell'amministrazione di turno per finanziare o meno un'opera, ma che ci siano delle regole chiare, ad esempio che le scuole o le strade abbiano priorità diverse sapendo che la scuola è un'urgenza, è una priorità che noi sentiamo, mentre magari la strada lo è meno. Faccio degli esempi per dire che vogliamo capire i criteri. Poi, invece, a fronte dei circa 3 milioni o qualcosa di più di investimenti che hanno finanziato e che finanziano 13 piccoli interventi, che comunque vediamo favorevolmente, se ce ne sono altri. I criteri sono legati anche alla capienza delle risorse e ad eventuali altre richieste. Questo per dire che un Amministratore comunale si chiede come mai hanno finanziato la strada in quel comune e il mio parcheggio no, il parcheggio in quel comune e la strada del comune vicino no. Per capire che regole vi siete dati, sicuri e certi che tutte queste regole siano state condivise, e che quindi ci sia trasparenza su questa cosa. Aspettiamo la sua risposta, Assessore Baccega.

Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Baccega.

Baccega (SA) - Grazie Presidente.

Collega Laurent Viérin, è corretto dare queste informazioni affinché tutto il Consiglio sia informato e comunque anche la popolazione e i Sindaci che ci seguono possano ulteriormente capire le informazioni che l'Assessorato, l'Assessore e gli uffici riescono a comunicare nei percorsi di confronto che si hanno quando vengono presentati i progetti. Siamo alla legge n. 26 che riguarda interventi di pubblica utilità degli Enti locali. Si parla di importo di lavori a base d'asta inferiori a 250 mila euro, utili a soddisfare queste esigenze. I criteri e le modalità di presentazione delle domande da parte degli Enti locali sono definiti dalla delibera, si parla di opere finanziate che dovranno prioritariamente riguardare la sistemazione viaria, la sosta, la riqualificazione della viabilità, e la stessa delibera individua le tempistiche per la presentazione delle richieste. Nello specifico, entro la data del 30 giugno di ciascun anno devono essere presentati gli studi di fattibilità presso gli uffici.

Al 30 giugno 2015 erano state presentate le richieste di interventi da parte di 34 Comuni per un importo stimato di lavori pari a 8,4 milioni di euro, corrispondenti ad un investimento di circa 10,5 milioni con l'IVA e le somme a disposizione comprese. Il numero delle richieste negli anni sta aumentando, è passato da 26 Comuni nel 2012 a 29 nel 2014 e siamo arrivati a 34 nel 2015. Nei mesi successivi al 30 giugno gli uffici hanno provveduto a verificare le richieste valutando la loro ammissibilità, fattibilità e l'impatto sul territorio e sulle comunità locali. Tenuto conto delle disponibilità finanziarie previste in fase di predisposizione del bilancio, per il 2016 c'erano 3 milioni, per il 2017 c'erano 2,5 milioni e per il 2018 altrettanti. Sono quindi stati individuati questi 13 possibili affidamenti. Si è assegnata una priorità ad opere che potevano essere in tempo breve cantierabili. Non a caso noi abbiamo presentato la delibera, come anche il collega Testolin, ancora prima della presentazione del piano triennale, proprio per dare il via a questi interventi che prevedono anche l'assunzione di operai da parte delle ditte incaricate per la realizzazione e per effetto della clausola sociale inserita in questa delibera. Si sono quindi valutati quali erano gli interventi cantierabili immediatamente, un'attenzione ai costi che evidenziavano buone ricadute sulla collettività e un elevato interesse generale con significativi miglioramenti sul fronte della sicurezza, dei servizi verso i cittadini e della riqualificazione urbana nel quadro di un interesse più generale. Ahimè, sono state presentate anche richieste che riguardavano realizzazione di piazzali a servizio magari di due casette, di due villette e abbiamo chiesto di ritirarle, proprio perché non avevano senso, mancava quel senso di collettività, di servizio pubblico che sta alla base di questa legge. È stato anche valutato un equilibrio della rotazione dei Comuni e della distribuzione geografica degli interventi, così da fornire diverse opportunità lavorative nelle varie località della regione. Tutti i Comuni hanno presentato i progetti esecutivi, per tutti gli interventi è già stata avviata la procedura per l'affidamento dei lavori mediante cottimo fiduciario, e si prevede che i cantieri possano essere operativi entro il mese di giugno dell'anno in corso. Va detto che ai Sindaci è stato garantito che questi interventi - quelli che sono ammissibili e che sono stati in qualche modo accantonati per quest'anno - saranno eseguiti nel triennio e quindi si è dato questo tipo di disponibilità; c'è una sorta di priorità a chi presenta prima, laddove è ammissibile. Spesso gli interventi sono paragonabili nello stesso ambito e offrono lo stesso servizio alle collettività e allora si è concordato che l'anno successivo e l'anno successivo ancora per alcuni interventi si poteva avviare il percorso.

Per quanto riguarda il quesito n. 2: "quali sono gli intendimenti per futuri investimenti per il rilancio del settore edile", noi a breve presenteremo il piano triennale tutta una serie di interventi che sono già previsti dalle risorse disponibili messe a disposizione dalla legge finanziaria, e che hanno visto spostare sul mutuo regionale, ovviamente, importanti risorse: per il triennio 2016/2018 colate da detrito per 11,5 milioni, strade regionali per 5,7 milioni, valorizzazione del patrimonio per 6,9 milioni, 50 milioni per il patrimonio immobiliare con interventi di conservazione e valorizzazione nel triennio, alla Scuola di Jovençan 3,9 milioni per finanziamento FOSPI, 7 milioni di euro per il Piano scuola, oltre ad una serie di opere per pubblica utilità (gli 8 milioni della legge n. 26 di cui abbiamo parlato prima). Io mi rendo conto che non è tantissimo. Qui ci sono poi i mutui prima casa che nel 2015 hanno finanziato 16 milioni di interventi; sono comunque interventi che valgono per il settore dell'edilizia e quindi averli finanziati avrà una ricaduta positiva nel 2016.

Certo, vorremmo fare di più, il settore sono certo che si aspetta molto di più, ma queste sono, ahimè, le risorse a disposizione. Noi cercheremo comunque di recuperare ulteriori risorse, soprattutto di accelerare le procedure come si è fatto in questo caso, anticipando la delibera del piano triennale che permette di mettere in campo subito le risorse per fare questi interventi. Grazie.

Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Viérin Laurent.

Viérin L. (UVP) - Merci Président.

Grazie Assessore per la risposta. La nostra era un'intenzione di sottolineatura, e finalmente qualcosa si muove nel settore dell'edilizia. Noi abbiamo spesso detto che riteniamo fondamentale la questione della casa e dell'emergenza abitativa, ma che c'è anche il settore dell'edilizia, che forse è stato un po' trascurato in questi ultimi anni e che rappresenta la spina dorsale dell'economia valdostana, perché per anni l'Amministrazione ha programmato, ha tessuto regole, leggi e normative che davano una prospettiva anche di piccolo respiro. Pensiamo a dopo l'alluvione, alle leggi di settore che sono state abolite, alle imprese che hanno lavorato sull'alluvione, dopodiché ci sono state delle ristrettezze rispetto a quel momento. Quindi la comunità si è attrezzata, non nell'emergenza ma nella normalità, ad avere un indotto basato su risorse umane valdostane che hanno investito la propria professionalità, sapendo che spesso poi socialmente venivano recuperati i cosiddetti "cantieri forestali", perché avevano ancora da dare alla comunità, soprattutto al settore di competenza, però quando è andato in crisi anche quel pezzettino è chiaro che abbiamo avuto un disagio di imprese valdostane solide che hanno dovuto far fronte ad un periodo di difficoltà. Questo ridà ossigeno.

Sappiamo anche noi che si potrebbe magari investire di più, però crediamo che già un piano, partendo da questo di 3 milioni, ricordando il FOSPI che riprende in parte le priorità scolastiche piuttosto che altre priorità, rimane uno spiraglio che può rilanciare almeno per quest'anno, aspettando una programmazione futura di più ampio respiro, quello che è un settore in crisi. Il settore non mette solo in crisi le imprese, ma chi fornisce materiale. Tutto l'indotto che attorno a queste imprese era cresciuto nel tempo oggi non solo è ridimensionato, ma abbiamo imprese che hanno anche chiuso.

Chiediamo quindi al Governo in generale, spalmato sulle diverse competenze, che ci sia veramente un'attenzione a questo settore. Parallelamente ad investimenti che sono stati fatti negli anni, questo può rappresentare in questi anni...e noi lo diciamo spesso, magari invece che parlare di crisi parliamo di cambiamento, perché la crisi può anche passare, ma qui siamo in presenza di qualcosa di diverso, soprattutto per il modello Valle d'Aosta. La ristrettezza economica derivante dall'autonomia bistrattata non è solamente una crisi, è che bisogna che ci reinventiamo certe misure, così le sollecito che nella legge che lei citava (la n. 26) ci sono delle priorità che sono del passato. Chiediamoci magari se queste priorità di pubblica utilità sono ancora attuali o nell'insieme della rivisitazione del periodo economico, e soprattutto del momento che viviamo anche in termini di reinventarsi un modello, magari queste priorità possono anche essere riviste, modificate o parzialmente rilanciate con altri bilanciamenti. Questo per dire che torneremo sull'argomento per dare invece organicità a quello che è un intervento tampone, che noi avevamo sollecitato, per ritrovare per il futuro un piano di investimenti che sia consono alle esigenze della comunità, ma anche che dia prospettive ai Comuni, sapendo che se non viene finanziata un'opera con le priorità e le regole che sono state inserite questo rientri poi in futuro, sapendo anche che un'Amministrazione comunale può programmare, e ricordandoci che i Comuni stanno vivendo un momento di riorganizzazione e di tagli pesanti.

Torneremo sull'argomento, ma ci sta particolarmente a cuore, se vogliamo far ripartire la Valle d'Aosta e l'economia, che questo parta veramente dall'edilizia, dal settore delle piccole e medie imprese, dei piccoli e medi lavori, e soprattutto dall'indotto nei Comuni, perché i Comuni sono la base del nostro federalismo ma rappresentano anche la piccola impresa vicino al paese, quella che è pronta nelle emergenze, quella che può effettivamente rappresentare la vicinanza alla nostra comunità dell'Amministrazione, che non ha abbandonato o che deve dimostrare di non aver abbandonato il settore dell'edilizia, ma che semplicemente, passato il momento di difficoltà, tornerà ad investire in questo settore. Grazie.