Oggetto del Consiglio n. 1783 del 2 febbraio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1783/XIV - Interpellanza: "Interventi per garantire l'attività e la fruibilità del Parco regionale del Mont Avic".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 32 dell'ordine del giorno. La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Quest'interpellanza riguarda il Parco del Mont Avic, ma potrebbe riguardare anche tante altre strutture simili nel settore naturalistico, ma anche in altri settori. Nel caso specifico i parchi caratteristici della Valle d'Aosta hanno un'importanza rilevante e vanno sostenuti, valorizzati per molte ragioni sia di rispetto dell'ambiente che di promozione turistica, eccetera. Negli anni questa struttura, come altre simili, ha avuto delle riduzioni significative degli stanziamenti da parte della Regione, riduzioni che mettono in difficoltà poi l'operatività di questa come di altre strutture simili. Fra queste una che ha delle difficoltà ad essere mantenuta è quella riguardante il centro visitatori presenti nel parco, attività che servono anche per valorizzare l'intera attività del parco e che hanno una funzione divulgativa importante. Esse sono sostenute con la partecipazione dei Comuni, che in questi anni hanno assicurato un'apertura minima di queste strutture, sufficiente a mantenerle aperte. Se guardiamo i bilanci e le prospettive, a forza di ridurre diventerà sempre più difficile garantire quest'apertura minima e comunque dare un senso alla presenza di questo parco.
Passando alle domande previste da me nell'interpellanza, volevamo sapere il costo di realizzazione, di gestione e il numero dei visitatori nei centri visitatori; inoltre se l'apertura di questi centri nel parco sarà garantita anche per gli anni prossimi, il problema è proprio avere una prospettiva di lungo periodo, perché, a mio avviso, le conseguenze negative potrebbero essere significative e avere una stabilità in questo senso importante. La terza domanda riguarda più in generale se e come il Governo regionale intende intervenire per assicurare la piena attività del Parco del Mont Avic. Con la quarta domanda si chiede la situazione finanziaria e lo stato delle attività delle altre riserve naturali della nostra regione. Potrebbe essere anche l'occasione di avere un incontro in commissione per poi scendere più nei dettagli rispetto a questa e ad altre problematiche che certo in Consiglio non possono essere sviluppate nei loro dettagli. Grazie.
Presidente - Grazie collega Bertin. La parola all'Assessore Testolin.
Testolin (UV) - Grazie Presidente.
Rispondo volentieri in merito ad un argomento che è molto sentito all'interno dell'Assessorato e in maniera puntuale cercherò di dare delle risposte precise. In riferimento al primo punto dell'interpellanza, cioè al costo di realizzazione, di gestione e al numero di visitatori delle strutture richiamate in premessa, siamo a segnalare che, per quanto riguarda il centro visitatori di Champorcher che è stato inaugurato nel 1999, il suo costo di realizzazione comprensivo degli allestimenti ammonta a circa 1,75 milioni di euro, mentre il costo annuo complessivo di gestione della struttura, riferita all'annualità 2015, è di circa 28 mila euro. Il fabbricato comprende altresì una base operativa a disposizione dei guardia parco e una foresteria utilizzata da ricercatori e studenti che generano per l'Ente Parco introiti a titolo di rimborso spese che, seppur marginali, possono contribuire alla gestione dello stesso. Con riferimento invece al centro visitatori di Champorcher, Villa Biamonti, inaugurata nel 2014, si segnala che il costo di realizzazione allestimenti è stato pari ad euro 1,43 milioni di euro, mentre il costo annuo di gestione della struttura, relativamente sempre al 2015, ammonta a circa 11.300 euro. A questi dati vanno aggiunte le spese di gestione sostenute direttamente dal Parco con personale interno per l'apertura nei periodi di bassa stagione. Per quanto riguarda i dati relativi al numero di visitatori, il centro di Champorcher, relativamente al 2015, ha fatto registrare circa 3040 presenze, mentre a Champdepraz si è avuto un riscontro di circa 5000 presenze durante il 2015.
In merito al secondo quesito: "se l'apertura dei centri visitatori del Parco sarà garantita anche negli anni a venire e se siano state valutate le ricadute negative nell'area del Parco dovute ad un'eventuale chiusura o ulteriore ridimensionamento dei centri visitatori", si sottolinea come l'eventualità di una chiusura dei centri non sia mai stata ipotizzata, anche tenuto conto dell'importanza e del ruolo essenziale svolto da tali strutture ai fini divulgativi e turistici, così come bene evidenziato dai documenti programmatici dell'Ente, quali il piano della performance dell'Ente 2016-2018 e la dichiarazione ambientale EMAS 2015-2017, nella quale, tra l'altro, si evidenzia un andamento costante dei dati relativi ai centri visitatori e un aumento dei flussi turistici nel vallone di Champdepraz. Le due strutture risultano peraltro anche essenziali per l'attività di divulgazione, com'è stato spiegato dal collega Bertin, e anche a fronte di questa non intenzione di chiudere i centri pertanto non è stata mai fatta una valutazione in merito ad eventuali ricadute negative di questa scelta.
Per quanto attiene il terzo punto dell'interpellanza: "se e come il Governo regionale intenda intervenire per assicurare la piena attività del Parco in questione", va sottolineato che nel complesso delle rimodulazioni del bilancio regionale dovute al ridimensionamento delle risorse complessive emerge come evidentemente anche per il Parco naturale del Mont Avic si siano operati dei ridimensionamenti sui contributi erogati, il cui calo si attesta tuttavia intorno ad un 10 percento rispetto ai trasferimenti che venivano erogati nel 2012, a testimonianza comunque di un'attenzione e di una volontà di sostenere la piena attività del Parco, per il 2016 l'Amministrazione regionale assicura all'Ente un trasferimento pari a 890 mila euro. Evidentemente, prendendo atto di una contrazione dei trasferimenti regionali diretti, l'Ente sarà chiamato a mettere in atto opportune valutazioni gestionali che consentano di proseguire, e dove possibile di potenziare, le attività di apertura dei centri: prima tra tutte l'attivazione di progetti europei finalizzati alle iniziative di promozione e gestione del Parco, sulle quali poter spesare parte delle azioni da realizzare e per garantire il mantenimento di tutte le attività attualmente già gestite dal Parco stesso. A tale proposito è con piacere che segnaliamo come la Regione sostenga l'Ente Parco nell'attivazione di nuovi progetti europei e nello specifico proprio in quest'ottica parteciperà in qualità di partner al progetto di cooperazione transfrontaliera 2014-2020 Visit Alp, volto alla creazione di una rete di centri e musei delle aree protette, al fine di promuovere la conoscenza e le opportunità di promozione del territorio che queste strutture possono sicuramente stimolare. A completamento degli interventi che il Parco dovrà mettere in campo si sottolinea, come già peraltro avvenuto e come anche già sottolineato nelle premesse sviluppate dal collega, la necessità del coinvolgimento dei Comuni interessati, oltre che degli operatori del comprensorio, per un'operazione sinergica di sostegno alle attività dell'Ente stesso e di valorizzazione del comprensorio nel suo insieme.
In merito al quarto punto: "qual è la situazione finanziaria e lo stato delle attività delle altre riserve naturali della regione", segnaliamo come i fondi di bilancio dedicati alle altre riserve naturali regionali e ai siti della rete Natura 2000 abbiano subito un fisiologico ridimensionamento nel corso degli ultimi anni. Per l'anno 2016 il bilancio regionale prevede una dotazione complessiva di circa 75 mila euro per le varie attività relative alle aree protette della nostra regione, alla gestione ordinaria, alla promozione e divulgazione. Considerato il numero dei siti e la loro estensione, è evidente come tali somme dovranno essere implementate necessariamente dal reperimento di risorse comunitarie, come già sopra evidenziato anche per il Parco naturale del Mont Avic e così come già avvenuto nella passata programmazione in cui si è fatto un massiccio ricorso ai fondi europei. Importanti risorse comunitarie sono in effetti state impiegate nella vecchia programmazione per le attività di creazione del sistema di promozione VIVA-Valle d'Aosta unica per Natura, per l'approfondimento delle conoscenze, per la realizzazione di importanti interventi di recupero e valorizzazione, vedi la riserva naturale di Les Îles a Saint-Marcel, piuttosto che il lago di Villa, piuttosto che i sentieri e l'allestimento di strutture espositive come Maison Gargantua.
In conclusione, considerato che non si ipotizza ad oggi un aumento delle dotazioni ordinarie, si evidenzia che, per assicurare tali attività, si farà pertanto riferimento alle opportunità offerte dai programmi europei e in tal senso la struttura competente ha già provveduto ad elaborare cinque proposte progettuali di cooperazione transfrontaliera ALCOTRA, che saranno presentate nel bando in scadenza il prossimo 15 febbraio e, se lo riterrete opportuno, assolutamente saremo disponibili a presentare anche questo tipo di interventi in commissione consiliare.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Come accennavo in premessa per questo tipo di valutazione, è meglio evidentemente un incontro in commissione che non un'interpellanza in Consiglio, nel quale non si può scendere nei dettagli. In termini generali però bisogna tenere in considerazione che questo settore è un settore importante per una Regione come la nostra. Va bene ed è essenziale usufruire di tutte le possibilità fornite dai fondi europei, bisogna però altrettanto avere un'idea generale di come far funzionare queste strutture e anche inventarsi qualcosa, sono degli aspetti importantissimi per una Regione come la nostra. Negli anni, tra l'altro, si sono investite molte risorse nel settore. Accennava prima a quanto si è speso per realizzare questi centri visitatori all'interno del Parco del Mont Avic, non ci vorremmo trovare nella situazione paradossale che, dopo aver speso tutti questi soldi, alla fine questi centri si chiudono perché non ci sono più risorse. Questa è una paura che non esiste soltanto per questa struttura, perché nel tempo diventerà sempre più difficile tenere aperto, bisogna però riuscire a garantire l'attività di questi parchi e di queste strutture, altrimenti le risorse a disposizione restano soltanto per il mantenimento della struttura e basta e le attività non si riescono più a fare e la stessa ragione di esistere del Parco o di altre situazioni simili alla lunga viene a sminuirsi.
È pertanto un settore nel quale bisogna intervenire e intervenire con una programmazione, perché se la tendenza è questa, nel medio, neanche nel lungo periodo, il rischio che questa e altre strutture simili si trovino in una situazione di impasse tale da non riuscire a continuare a fornire delle attività, tipo quella del centro visitatori, non è così remota. Se si guarda e si legge rapidamente la relazione di bilancio approvata di recente, ci si rende conto che ci sono pochi margini di manovra. L'invito pertanto è a seguire attentamente questo settore, poi magari a programmare un incontro in commissione per valutare più attentamente ogni singolo aspetto delle varie riserve e dei parchi presenti sul territorio della nostra regione. Grazie.
