Oggetto del Consiglio n. 1744 del 20 gennaio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1744/XIV - Relazione ai sensi dell'articolo 4, comma 2, della legge regionale 18 giugno 2004, n. 10 recante: "Interventi per il patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività produttive e commerciali".
Viérin M. (Presidente) - Passiamo al punto n. 28.01 dell'ordine del giorno. La parola all'Assessore Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Cari colleghi, arriviamo oggi a discutere di una relazione che doveva essere affrontata già l'anno scorso. Abbiamo già affrontato questo problema rispetto alla relazione e alla sua esposizione in aula, perché c'è stato un intreccio tra la normativa (l'articolo 4 della legge n. 10/2014) e la conseguente delibera del Consiglio regionale (la n. 2625 della XII legislatura), con una sovrapposizione con la legge n. 8/2013 e la delibera di Giunta regionale n. 384/2015. Sicuramente per il futuro ci impegniamo ad armonizzare le due norme e ad arrivare ad un'unica relazione, che tenga anche conto delle prospettive future, com'è previsto dalla legge n. 8/2013. Per quanto mi è stato possibile, ho fatto avere comunque ai Capigruppo il PEA 2016 e il POST per gli anni 2016, 2017 e 2018, che in qualche modo aiutano a capire meglio anche che cosa si sta facendo oggi nel presente.
La relazione 2014 comunque è importante, perché già in sé contiene elementi fortemente importanti per capire cosa sta accadendo. C'è stata una sostituzione nei vertici del Consiglio di amministrazione di VdA Structure e la nuova gestione a fine 2014 è diventata pienamente operativa. Da subito sono emersi i problemi che sono noti all'interno di questa struttura. C'è un patrimonio immobiliare dal valore enorme, una ricchezza straordinaria per la comunità valdostana. Ovviamente i dati di mercato possono oscillare, ma comunque siamo ampiamente sopra i 300 milioni di euro di valore degli immobili, quindi una potenzialità enorme che in alcuni casi è stata determinante per consentire la sopravvivenza delle attività imprenditoriali e industriali nel territorio regionale. Cosa che non va sottovalutata, perché il dato sociale di VdA Structure è che in questo momento, negli stabili locati da VdA Structure lavorano oltre 2250 addetti, ovviamente non sono la fotografia di tutti gli addetti nella realtà valdostana. Mi era stato chiesto tempo fa quanti erano gli addetti, per esempio, della Bassa Valle: più di 800 solo negli stabili di VdA Structure, ma, dal punto di vista industriale, nella Bassa Valle ci sono oltre 1000 lavoratori occupati in attività industriali e questi sono dei dati rilevanti per far capire l'importanza che questo settore riveste anche nella nostra realtà regionale, quindi una forte proprietà, un forte valore sociale di questa proprietà.
I numeri però di sintesi brutale ci dicono che anche nel 2014 il risultato della società è in forte perdita. Per capire anche le ragioni di questa realtà e come andare a correggerle - e voi vedete che dalle relazioni del PEA e del POST si capisce che c'è la linea per correggere questi dati -, bisogna partire da alcuni dati oggettivi. Nel 2010 la tassa ICI pagata per questi immobili era di 444 mila euro, nel 2014 il costo IMU era 1,224 milioni. Nudo e crudo il dato, se io vedo i dati progressivi delle difficoltà di VdA Structure, sempre in alcuni casi sopra i 3 milioni di euro, in alcuni casi 2 milioni, l'unico anno in cui si è scesi sotto i 2 milioni di euro è l'anno in cui c'è stata una vendita e quindi una compensazione con i 400 mila euro che ha fatto scendere la perdita, sennò siamo sopra i 2 milioni di euro. È vero che siamo sempre allineati, ma in realtà il risultato di gestione, tenendo conto di un dato come questo, è migliorato perché abbiamo avuto un netto incremento dei costi IMU.
Un'altra considerazione riguarda gli ammortamenti, che incidono in maniera enorme sui costi della gestione e portano in negativo la gestione. Scorporata dagli ammortamenti, questa gestione nel 2014 non era in pareggio, ma assolutamente nella prospettiva 2016 arriva al pareggio, quindi quello è un altro dato di cui bisogna tenere conto nella valutazione complessiva. Ho detto quindi le imposte, altro elemento di criticità sono gli ammortamenti, però ho spiegato come anche il dato degli ammortamenti consente di dire che la gestione è corretta.
Altro elemento estremamente delicato è quello che in passato era l'aspetto creditizio ed era quello che faceva sorgere anche parecchi problemi, c'erano veramente milioni di euro di crediti. Da una parte, ovviamente quando si esaminano i dati nudi e crudi di VdA Structure, ci si chiede com'è possibile che ci siano dei crediti di questo tipo; dall'altra parte, andando a vedere caso per caso, c'è la realtà produttiva, c'è l'imprenditore e dietro di esso la realtà degli operai. È chiaro che nel gestire questa partita bisogna anche avere un'attenzione alla responsabilità sociale, perché se uno decide che la risposta rispetto al problema degli affitti è mandare Equitalia a risolvere il problema, si fa in fretta, però si fa in fretta anche a vedere le imprese che chiudono. Qui è stata invece attivata nel 2015 una politica di recupero molto interessante, basata sulla gestione del patrimonio di fatture a disposizione delle imprese, che sta producendo dei risultati molto interessanti. Imprese che avevano un forte disavanzo stanno fortemente recuperando questo disavanzo, ma grazie ad un accordo con VdA Structure, quindi non attraverso un'azione meramente di forzatura e senza che questo sia andato ad incidere sulla loro operatività.
Ovviamente anche qui bisogna capire la realtà delle imprese. Ci sono delle imprese valdostane che sono talmente cresciute di livello, che però sono entrate in un mondo in cui l'esposizione finanziaria è terribile. Si fanno dei contratti, per esempio, con la Ford e la Mercedes che mi sono stati fatti vedere, che hanno valore per i prossimi sei anni, però è anche una realtà dove, a fronte della consegna della merce, le prime fatture pagate arrivano dagli otto ai dieci mesi, anche un anno dopo. Effettivamente, per certi prodotti bisogna fare un investimento sulla linea o sulle macchine - e parliamo di 3-4 milioni di euro di investimento su una linea per arrivare ad un prodotto -, poi bisogna aspettare ovviamente sei mesi-un anno per vedere arrivare le prime fatture, ma nel frattempo i 100-150 operai bisogna pagarli. Effettivamente quindi c'è un aspetto delicato in questa gestione dei crediti, però devo dire che sono stati affrontati correttamente, andando anche a tenere conto delle reali esigenze di alcune realtà e quindi, da quel punto di vista, c'è stata una svolta importante e interessante.
Vi è poi invece l'aspetto, secondo me, più critico come cultura dell'impresa in Valle d'Aosta e questo non può essere misconosciuto e emerge in modo trasparente da una relazione che è assolutamente franca - spesso diciamo che vogliamo più trasparenza, ma qui la trasparenza bisogna riconoscere che è massima, ci sono tutti i dati che permettono di fare delle riflessioni -: ci vuole un maggiore dinamismo rispetto a quella che in questo momento è la necessità di - come la chiamo io - arare il campo e seminare. Per troppo tempo forse in Valle d'Aosta abbiamo arato poco il campo dell'imprenditoria, abbiamo seminato poco e quindi diventa difficile raccogliere i frutti. Se si vanno a vedere le altre realtà in questo momento che sono forti, cioè l'area del Milanese e del Veneto in particolare, è tutto un pullulare di startup, guardate che la percentuale di moria delle startup in Lombardia è altissima: per 50 imprese che nascono 40 non vanno da nessuna parte, però 10 vanno in porto e diventano imprese. È evidente quindi lo sforzo che è stato fatto...e Pont-Saint-Martin ne è già una piccola dimostrazione, abbiamo lì una pépinière che ha funzionato, alcune di quelle startup sono diventate imprese che escono e fanno un insediamento. Su Aosta bisogna riconoscere che i dati della pépinière sono insoddisfacenti e quindi è in atto una riflessione per provare a modificare le modalità di gestione e insediamento all'interno delle pépinière. Paradossalmente uno poteva venire qui a dire di aver fatto quattro nuovi contratti, che stanno arrivando tre-quattro insediamenti in pépinière. È assolutamente insoddisfacente, è un dato che non può lasciare contenti, anche se questo dato lo vedete in uno schemino, proprio negli anni più duri della crisi non sono mai venuti meno questi insediamenti, però non possiamo essere soddisfatti, cioè le pépinière devono essere piene zeppe di queste startup. Da questo punto di vista, quindi molto interessanti sono le azioni che vengono messe in campo: la startup, per esempio, che permette davvero di dare l'opportunità a giovani, a giovanissimi di avvicinarsi al mondo delle imprese e creare impresa, ma bisogna davvero seminare tanto per poi riuscire a raccogliere. Oggi è una soddisfazione vedere delle realtà che da pépinière arrivano ad insediarsi in attività industriale e creano dieci posti di lavoro, questo è il percorso, però evidentemente questo percorso va supportato di più.
Così come anche non vanno sottovalutate le azioni tipo quella impresa in azione che, grazie alla collaborazione con le istituzioni scolastiche che c'è sempre stata in passato e anche adesso, permette di creare cultura imprenditoriale in Valle d'Aosta. Io ho avuto l'opportunità già da Consigliere regionale, prima ancora che da Assessore, di incontrare questi ragazzi e trovare veramente una straordinaria capacità e motivazione a costituire impresa, perché non va dimenticato che in Valle d'Aosta, da questo punto di vista, ci sono delle realtà economiche che avrebbero le condizioni per fare impresa, però, per fare impresa, ci vuole un dinamismo, un coraggio, una volontà che non è scontata e, da questo punto di vista, va incoraggiato sin da quando i giovani sono nella realtà scolastica.
Tra gli elementi che ho riscontrato in queste relazioni fatte da VdA Structure c'è quello che sia nella relazione 2014, sia nel PEA sono state richiamate alcune azioni considerate assolutamente importanti da fare nel più breve tempo possibile e tra queste azioni è stata spesso citata la necessità di snellire le procedure di insediamento. Mi fa piacere presentare queste relazioni oggi dicendo che quel punto, lo snellimento delle procedure di insediamento, è stato già realizzato, cioè abbiamo già fatto la delibera che ha sostituito la n. 922 ed è un messaggio. La Valle d'Aosta oggi, in questo momento, in cui non può offrire magari più i contributi a fondo perduto che offriva anni fa, però offre una cosa che nessun altro territorio offre: la delibera n. 1883/2015, una delibera di insediamento che dice ad un imprenditore: "se hai le caratteristiche, se hai le condizioni economiche e finanziarie previste dal tuo business plan, in 60 giorni in Valle d'Aosta insedi un'impresa". Ho incontrato esponenti che vengono da altre realtà, mi hanno detto a Cuneo è da due anni che stanno cercando di insediare un'impresa e non ne vengono a capo.
È chiaro che queste cose si realizzano se c'è una consapevolezza collettiva della sfida che abbiamo davanti. Vi è quindi una triangolazione efficace tra l'Assessorato, cioè la struttura delle attività produttive, VdA Structure e Finaosta. In questo contesto si stanno creando queste condizioni di positiva triangolazione, quindi si creano quelle condizioni per cui un imprenditore che arriva in Valle d'Aosta per un colloquio in un giorno, in una mezza giornata è in grado di vedere uno stabilimento, incontrare Finaosta, avere delle risposte, incontrare VdA Structure e avere dei chiarimenti. Vengono quindi fornite quelle condizioni per cui c'è un grado di servizi intorno all'impresa che non sono indifferenti. Sul concetto di servizi da offrire alle imprese sicuramente bisogna anche lì migliorare. Ci vuole maggiore assistenza e ancora più vicinanza rispetto alle realtà che partono, alle realtà che hanno bisogno di essere guidate in questo percorso. Da questo punto di vista, quindi VdA Structure è chiamata davvero a fare un'operazione molto importante.
Dal punto di vista degli investimenti, se avete avuto modo di vedere la pagina riepilogativa degli investimenti 2016 che richiamavo anche poc'anzi, dà l'idea innanzitutto che ci sono oltre 6 milioni di euro di investimenti quasi tutti mirati o a realtà che sono operative e hanno davanti uno sviluppo imprenditoriale importante, oppure a realtà che stanno per insediarsi. È molto importante capire che questi investimenti sono strutturati in modo tale da non insistere su un'unica area, non è che si è investito solo su Aosta. Si è investito su Aosta 1 milione di euro in Cogne 2016, che noi leggiamo 1 milione di euro nel bilancio di VdA Structure, ma c'è dall'altra parte corrispondente 900 mila euro di investimento Cogne e lì andiamo ad investire, per esempio, soprattutto sulla piccola fucina, che è la possibilità veramente di far evolvere lo stabilimento Cogne verso produzioni estremamente nuove e avanzate. Non è soltanto la parola magica aerospace, ma vuol dire che quello stabilimento pieno di fumo, che è uno stabilimento che alle volte ha ancora una strutturazione da vecchia fabbrica siderurgica, diventa una fabbrica modernissima dove all'interno della piccola fucina ci saranno dei locali dove bisognerà entrare con il camice bianco, si lavorerà sulle leghe in acciaio in modo completamente diverso da come si era lavorato fino ad oggi, fino ad arrivare a dei prodotti che sono realizzati nelle parti terminali in totale isolamento e confezionati uno per uno in un sacchetto di plastica, quindi per dare l'idea di come anche quello stabilimento sta evolvendo.
Assolutamente importanti sono gli interventi sulla realtà di Verrayes, che è una realtà produttiva che è strettamente legata ad una fabbrica, il cui nome penso richiami l'attenzione di tutti: la Grivel, quindi un'imprenditoria che è fortemente radicata e legata al territorio valdostano e gli investimenti su Arnad, dove andiamo a fare un importante rifacimento della copertura del tetto della SICPA, l'ex Olivetti I-Jet, perché ovviamente non possiamo permettere che piova dentro uffici e camere bianche, quindi l'investimento di una società che ha comunque davanti a sé un potenziale enorme, una multinazionale svizzera che ha la sua sede in Italia proprio qui ad Arnad.
Un altro investimento fondamentale è quello che più volte è stato citato sull'ex Xerox: 1 milione di euro che però va a chiudere e a completare un investimento già di oltre 4 milioni di euro, che permetterà di chiudere tutti gli interventi sull'ex Xerox, un'enorme fabbrica dove venivano costruiti dei computer che si trasforma completamente, diventa una realtà di svariati tipi di produzioni, quindi si va dalla sensoristica alla meccatronica, ai call center e avremo all'interno di quella realtà la possibilità di insediare il centro ricerca del Politecnico.
Sto guardando lei, Gerandin, perché lei dice di non fare proclami. Non è un proclama questo, è una realtà che quella cosa che si era sognata magari per Châtillon la vedremo realizzata concretamente su Pont-Saint-Martin e potrebbe essere uno spunto per guardare ad un'evoluzione sull'altra realtà. Certo, ci sono voluti 6 milioni di euro di investimento, ma, per esempio, una realtà come Quintetto ha siglato un accordo con il CNR e quindi avremo anche dei rappresentanti del CNR che opereranno in collegamento con la società Quintetto all'interno di quello stabilimento vicino ad un centro ricerca del Politecnico. Non ci sono quindi solo proclami, ci sono anche cose concrete, sto parlando di cose che sono già realtà, quindi che sono degli esempi che bisognerà valutare nei prossimi anni, sicuramente potrebbero essere interessanti per poterli estendere ulteriormente.
Se da una parte quindi la relazione 2014 è una relazione che obiettivamente ci mette di fronte al fatto che la realtà di VdA Structure aveva un trend sostanziale di perdita molto pesante, molto oneroso per la Valle d'Aosta, al di là della sua valenza sociale di gestire e aiutare imprenditori e lavoratori; dall'altra parte, le ultime relazioni ci dicono che è iniziata un'azione di controtendenza. Sicuramente nel 2016 saremo ampiamente sotto quella perdita e l'ipotesi è che nel 2017 saremo sotto il milione di euro di perdita.
C'è però una questione che chi ha letto l'ampia documentazione avrà notato e anch'io richiamo all'attenzione. Siccome c'è una responsabilità sociale d'impresa, c'è da fare attenzione a quelle realtà che sono in difficoltà, la Regione ha deciso di intervenire a supporto anche di tutte quelle realtà patrimoniali delle nostre cooperative, del nostro mondo agricolo e quindi di incorporarle all'interno di VdA Structure. È chiaro che questa è un'azione assolutamente indispensabile, che risponde alle esigenze di attenzione a quel mondo agricolo, che è indispensabile per lo sviluppo della nostra regione; dall'altra parte, è inevitabile che questa cosa qualche segnale negativo di primo impatto lo comporterà, soprattutto sulla voce "ammortamenti", però mi sembra un segnale importante che una società come VdA Structure abbia risposto ad un'esigenza di gestire un importante patrimonio come quello del mondo agricolo. Su questo voglio essere chiaro: la destinazione agricola di questi locali è fuori discussione e nessuna decisione verrà presa - a parte che già la legge di VdA Structure prevede che tutte le decisioni di eventuale dismissione e valorizzazione vengano prese dal Consiglio - senza che sia preliminarmente ampiamente consultata la parte che si occupa di agricoltura. Non c'è quindi una visione che non tenga conto anche e soprattutto di quella realtà.
In conclusione però segnalo una problematica che naturalmente affronteremo - spero - a brevissimo ed è la realtà che ci sono delle volontà di alcuni piccoli imprenditori di acquisire direttamente delle aree industriali, quindi stiamo valutando se, mantenendo la finalità assolutamente industriale di quegli edifici che oggi non siamo in grado di ristrutturare per mancanza di fondi, possano in qualche modo essere messi in disponibilità di imprenditori che hanno voglia di allargare le loro attività e sono in grado di farsi carico di questi immobili, andando a valorizzarli, a creare valore aggiunto alla nostra realtà produttiva.
Si dà atto che dalle ore 18.15 assume la presidenza il Vicepresidente Follien.
Follien (Presidente) - La parola al Consigliere Nogara.
Nogara (UVP) - Merci Monsieur le Président.
Ho ascoltato con attenzione l'intervento dell'Assessore Donzel dopo essermi letto con attenzione la documentazione che avevamo su Vallée d'Aoste Structure. Devo dire che l'esposizione dell'Assessore è stata molto corretta, perché ha toccato tutti i punti sia critici che positivi di Vallée d'Aoste Structure.
Innanzitutto si evince dalle relazioni che ci avete fornito effettivamente quali sono le problematiche di Vallée d'Aoste Structure, che, come ha ben detto lei, Assessore, sono i costi di ammortamento e i pagamenti dell'IMU. Sono le due cose di cui spesso Vallée d'Aoste Structure parla nella sua relazione, perché sono i punti deboli di questa struttura. Bisogna dire che si è cercato in tutte le altre voci di abbassare i costi, come, per esempio, per le spese legali, perché le spese legali servivano soprattutto per pagare i legali che facevano causa alle persone che affittavano i capannoni. Se lei si ricorda, Assessore, io ho portato avanti per un anno quasi una battaglia su queste cose e devo dire che ascoltandola e leggendo anche questa relazione la cosa positiva che noi avevamo anche chiesto a suo tempo era, per esempio, quella del marketing, della pubblicità, del promoting per cercare di portare fuori dalla Valle d'Aosta il prodotto che possiamo dare e mi aveva colpito anni fa quando il Consigliere La Torre era Assessore, dove diceva che era il momento di prendere le valigie in mano e andare in giro per promuovere le cose che avevamo qui in Valle. Tutto positivo. Lo snellire le procedure per l'insediamento è senz'altro una cosa da fare, l'operazione creditizia è quello che abbiamo sempre chiesto di fare.
Arriviamo poi al tasto dolente. Io le dico, Assessore, fossi una persona come questi professionisti che stanno gestendo Vallée d'Aoste Structure, avrei avuto delle resistenze per acquisire i 27 immobili che vi sono stati dati dall'Agricoltura. Adesso non voglio fare nessun tipo di polemica, io mi sono andato anche a cercare un suo intervento che aveva fatto proprio su queste cose qua qui in Consiglio, lei aveva definito questa cessione di immobili come il passaggio di una patata bollente, che si deve prendere in mano questa patata bollente. Effettivamente, dopo aver letto in diversi capitoli i problemi sugli ammortamenti e sull'IMU, ad un certo punto noi ci troviamo con questo conferimento dei 27 immobili rurali per un valore di 13,8 milioni e un'ipotetica spesa di 125 mila euro di IMU con un ulteriore aggravio per il bilancio di Vallée d'Aoste Structure. Io ricordo la dichiarazione che aveva fatto lei: ci sono anche tutte le lamentele da parte di chi gestisce questa struttura e in più si carica sulle spalle un peso ulteriore. Quando l'Assessore Marquis aveva presentato per la prima volta questa relazione, lei aveva detto che tutte le volte si parla, si fanno programmi, si dice che si migliorerà, ma poi alla fine non si fa niente, io spero vivamente che quanto ha asserito lei, che condivido e che apprezzo, in questo giro si possa attuare. L'unico dubbio, l'unica perplessità, come le ho detto, è su questi immobili, perplessità che avevo già espresso quando ho chiesto all'Assessore alle finanze Perron com'era stato il giro di questi immobili, era stato un giro di cassa praticamente. Siccome è stata una vendita e questi sono immobili rurali, però si poteva anche pensare se in certe situazioni certe cooperative, certe latterie fossero interessate all'acquisto di questi immobili. Probabilmente avevano anche una prelazione rispetto a Vallée d'Aoste Structure per poterli acquisire, però nella situazione in cui si trova in questo momento Vallée d'Aoste Structure, che vacilla con 2 milioni di passivo tutti gli anni, forse anche vendere qualche struttura non sarebbe male. La ringrazio.
Presidente - Grazie. La parola al Consigliere Cognetta.
Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.
Assessore, ho ascoltato con molta attenzione la sua relazione, in cui ha descritto in maniera completa una parte del problema di VdA Structure, nel compendio di ciò che ha detto mancano alcune parti. VdA Structure negli anni passati è stata usata come ammortizzatore sociale, sostanzialmente quando c'era un qualche problema di un'azienda, la si metteva in una nostra proprietà oppure si acquistava la proprietà, la si metteva poi in capo a VdA Structure e i problemi magicamente si risolvevano, oggi paghiamo lo scotto di questa politica. Mi chiedo, per esempio: quando la Lavazza andrà via che cosa succederà con quello stabilimento? Con la Balzano che succederà? La Tecdis, ad esempio, che io ho visitato non più tardi di cinque o sei mesi fa, ha dei grossissimi problemi di revamping, ma non è soltanto quello il problema: il problema è che non c'è nessuna idea neanche sul territorio. Lei ha detto che ci sono gli imprenditori pronti a...speriamo, ma è una cosa che gira già da diverso tempo. Tutte queste cose insieme chiaramente non sono imputabili alla gestione attuale, che fa quello che può. Va già meglio di quella che c'era prima, che non faceva neanche quello, che assumeva persone, si ricorda la questione della persona che doveva guidare il trattore che poi non lo poteva guidare: il giardiniere, perlomeno queste cose non accadono più, almeno non ne abbiamo notizia. La perdita che c'è adesso però non è detto che si riprenda il prossimo anno, questo comporta che, alla luce di ciò che sta accadendo anche a Roma rispetto alle società partecipate e controllate, un ragionamento profondo va fatto, perché non vorremmo rischiare che, nonostante la grossissima patrimonialità che ha, lei diceva 300 milioni, ma dipende dalle cifre che si prendono, c'è il valore di mercato, arriva fino a 500 e può scendere fino a 250, ciononostante, una società che continua a perdere dopo tre bilanci ha dei problemi e noi dobbiamo comunque continuare a ricapitalizzare nonostante abbiamo un patrimonio enorme, perché l'abbiamo gestito male, perché spesso abbiamo fatto scelte su immobili che non andavano fatte, spesso ci siamo accollati dei macchinari che non dovevamo accollarci per risolvere questioni che nulla hanno a che vedere con la gestione patrimoniale. È una bella gatta da pelare direi, caro Assessore, piuttosto complessa, grossa e articolata. I 2 milioni di questo bilancio sono ancora poca cosa, perché se dovessimo vedere poi quanto ci andrebbe come investimento per risistemare gli immobili, lì è vero che abbiamo quella capitalizzazione, ma chissà quanto dovremo spendere per renderli tutti quanti nuovamente agibili, funzionali e ad un livello da poter essere spesi sul mercato: è questo che, secondo me, andava anche detto. Faccio i migliori auguri a lei e agli amministratori di riuscire a venirne fuori, non sarà facile data la situazione industriale, data la situazione dei trasporti del nostro territorio e data la situazione della manodopera nel nostro territorio, perché un altro problema grosso è che, quando scegliamo di far insediare certe aziende, a volte queste hanno difficoltà a trovare i lavoratori adatti, perché le nostre professionalità sono comunque limitate e solo in certi ambiti, quindi auguri.
Presidente - La parola al Consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Anche se un po' in ritardo, comunque c'è la possibilità di fare una diagnosi, un'analisi dettagliata a seguito dei documenti che ci avete fornito qualche settimana fa. Io partirei dall'analisi che viene fatta dei principali costi operativi, dove gli spazi sono limitati a certe voci e da lì soprattutto gli amministratori ci danno contezza su come eventualmente si potrebbe calmierare e modificare. Ci sono quindi costi fissi importanti - lo diceva poc'anzi lei, Assessore Donzel - che ammontano oggi a 7,3 milioni di euro, di questi costi la parte più importante la fanno gli ammortamenti che si avvicinano al 40 percento. Abbiamo poi due voci importanti: una è quella del personale dipendente che impatta in maniera pesante all'interno del bilancio; l'altra è quella dell'IMU e l'altra è la somma dei costi minori a disposizione, che è all'incirca di un 16 percento. Il tutto è più che normale, che, dal punto di vista tecnico, il valore degli ammortamenti sia in funzione al valore di conferimento degli immobili è una cosa abbastanza ovvia e la posta relativa al fondo di svalutazione crediti è tanto più elevata quanto meno efficace è il processo di incasso dei canoni. Non so se condividete, è un altro passaggio abbastanza ovvio. Quello che ci dicono gli amministratori è che risulta dunque strategico porre immediatamente in essere il sistema di incasso maggiormente efficace, mi sembra ovvio anche quest'elemento. Obiettivi principali della nuova Amministrazione sono il raggiungimento di valori positivi per il saldo della gestione finanziaria, questa mattina discutevamo sui due hôtel, il famoso margine operativo lordo della società.
Oggi noi analizziamo il 2014 fino al 2018, vedo dai documenti che ci avete fornito. Ci spiace che nel 2014 nella sua interezza non sia stato inserito neanche un euro per il marketing e la pubblicità, perché visti i costi, bisogna andare a giocare con le azioni sui ricavi. Ci dispiace che nel 2014 tale società che è nata per quello: per valorizzare le proprietà pubbliche, quindi valorizzarle, cercare di riempirle, di fare indotto e, di conseguenza, introitare dei canoni per poi creare occupazione, in un anno solare neanche un'azione, un euro è stato speso per aggredire - mi passi il termine collega Donzel -, dal punto di vista di marketing e co-marketing, quella che è la pubblicità, abbiamo parecchi metri cubi a disposizione anche dal punto di vista logistico interessanti, ma che oggi sono solo dei costi, lo diceva anche lei prima. Indubbiamente c'è anche un'analisi che dobbiamo fare nel merito: quant'è l'incidenza della CAS sull'operazione Vallée d'Aoste Structure. La CAS all'interno di quest'operazione comunque incide per circa il 42 percento del patrimonio e ha una redditività bassina. Non so se sia corretto il termine "bassina", ma che comunque va a modificare un po' l'impianto del bilancio della società, questo però è lo stato dell'arte del 2014.
Una criticità che vorrei porre all'attenzione del Consiglio è che calano comunque bruscamente gli addetti: all'interno della gestione del patrimonio immobiliare, nell'andamento occupazionale di Vallée d'Aoste Structure gli addetti calano, questo è un campanello d'allarme...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...sì, sto parlando del 2013 e del 2014...è un campanello d'allarme che non deve essere sottovalutato, poi gli investimenti che sono stati messi in campo tra il 2014 e il 2015...
Apro un'altra parentesi, dal nostro punto di vista, importante. Dieci anni fa ormai il legislatore ha creato quella possibilità di alienare i beni che avevano questa destinazione produttiva e una parte importante di imprenditori valdostani hanno acquisito il bene, quindi la parte proprio immobiliare. Nel 2014, così risulta dalla relazione, non c'è stata nessuna alienazione di beni immobili e nessuna acquisizione: questo è un dato che però deve farci riflettere. Non so se lei lo condivida come ragionamento, ma se in questo momento ci fossero degli imprenditori che ad oggi hanno un contratto d'affitto con Vallée d'Aoste Structure, con noi, con l'Amministrazione pubblica e decidessero di acquistare, io penso che, mantenendo quella destinazione dal punto di vista urbanistico, possa essere utile per entrambe: per l'imprenditore che decide di investire vuol dire che ci crede, che guarda ancora più lontano e probabilmente ha voglia di innovare la propria azienda e, dall'altra, forse ci dà anche quei costi inferiori da gestire e dà la liquidità da reinvestire in altri settori, non so se condividete il ragionamento. Io direi nel 2016-2018, nel prossimo triennio di creare le condizioni se ci sono interessi da parte degli affittuari, ma creiamole veramente, che vuol dire per noi una vera boccata di ossigeno, vuol dire che c'è un imprenditore che ci crede, noi abbiamo della liquidità e con quella magari facciamo altri investimenti nel settore, come dicevamo poc'anzi parlando dell'ex Tecdis o dell'ex Fera.
Altre piccole considerazioni. Sempre nelle tabelle che ci avete fornito, ci sono delle buone intenzioni del Consiglio di amministrazione, del Presidente e del suo Amministratore delegato legate alle nuove imprese insediate, il dettaglio delle imprese invece che sono uscite e poi ci sono delle criticità - non ho capito bene se sono già aggiornate a gennaio 2016, o se sono ancora aggiornate ad un anno fa - legate alla pépinière di Aosta, dove sono rappresentati nelle varie planimetrie numerosissimi lotti ancora disponibili. C'è del denaro investito, gli investimenti sono stati fatti, i locali sono vuoti, bisogna trovare delle strategie, delle formule per poterli riempire, che stiano in piedi per l'imprenditore, ma anche per la società, altrimenti diventano un costo per la società ribaltato poi sul bilancio regionale.
Per quanto riguarda invece le attività di indirizzo 2015-2018, è positivo quello che è stato fatto per il recupero parziale dei crediti di diversi imprenditori, che ancora oggi devono onorare i propri impegni, ma, dai prospetti che ci avete fornito, dall'analisi comunque finale 2016-2018...forse lei prima si è confuso quando ci ha dato un dato, soprattutto per chi ci ascolta...e per le dinamiche comunque di una società importante come Vallée d'Aoste Structure, dal prospetto che noi abbiamo se dovessimo aumentare i ricavi e diminuire leggermente i costi, così com'è strutturato il piano finanziario 2016-2018, nel 2018, collega Donzel, avremmo comunque una perdita di esercizio sempre vicina ai 2 milioni di euro, questo dai documenti che ci avete fornito, nel migliore dei casi, almeno dalle tabelle che ci avete fornito.
Lei prima ha detto: "con quello che stiamo cercando di mettere in campo scenderemo tranquillamente o scenderemo sotto il milione di euro". Dalle proiezioni che ci avete fornito, se tutto andrà nella direzione giusta, si abbatteranno i costi e si aumenteranno i ricavi, che poi sono le due leve principali, comunque questa società perderà ancora 1,8 milioni di euro a livello di perdita di esercizio, che vuol dire il sacrificio vero sul bilancio. Senza poi dimenticarci gli investimenti dall'altra parte, che nulla c'entrano con questo, dell'azionista principale che è la Regione, perché poi alla fine l'azionista principale è la Regione che deve comunque cacciare il grano, le risorse da investire invece sugli immobili non ancora locati e che gli imprenditori gradirebbero avere fiammanti e utilizzabili.
Su questo altre due riflessioni. Lei prima ha detto: "cerchiamo di essere più rapidi". Va benissimo, ottimo, è un primo elemento, però poi, come succede in altri settori, non basta essere rapidi, dobbiamo avere anche un po' di appeal, perché l'imprenditore capisce che Vallée d'Aoste Structure va subito ad aprire la porta dello stabilimento vuoto, cercate di mettere insieme le risorse umane tra Finaosta, Assessorato e Vallée d'Aoste Structure, ma perché dovrebbe venire ad investire in Valle d'Aosta? Perché l'imprenditore valdostano dovrebbe utilizzare l'ex Tecdis o l'ex Fera a Saint-Vincent? Su quello io penso che dobbiamo, come Consiglio regionale, trovare una sommatoria di elementi per essere interessanti e quindi competitivi anche dal punto di vista fiscale per poter dire: se venite da noi, abbiamo i trasporti che funzionano; se venite da noi, l'autostrada costa un po' di meno; se venite da noi, abbiamo una ferrovia che funziona; se venite da noi, vi azzeriamo l'IRAP per cinque anni; se venite da noi, magari sulla nuova occupazione giochiamo la partita con tasso zero; se venite da noi, sui tassi di interesse vi diamo questo.
Ciò detto, ottima la rapidità che lei ci diceva, che saremo i più bravi del mondo per dare risposte nei 60 giorni, ma se manca poi la sostanza... Sulla forma quindi ci trova d'accordo, collega Donzel, sulla sostanza se però non mettiamo insieme i sette-otto elementi che potrebbero essere attrattivi e quindi di conseguenza l'imprenditore piccolo o medio, perché forse è meglio andare su un qualcosa di più solido senza farci portare magari in utopie varie, che poi non si concretizzano in alcun tipo di contratto vero e proprio, ma alla fine penso che la "ciccia" finale sia quella che o siamo competitivi, altrimenti non capisco perché un imprenditore debba venire ad investire in Valle d'Aosta, o i nostri imprenditori debbano investire nelle strutture pubbliche, quindi des deux l'une, è ottimo il discorso della forma e della rapidità, però poi, dall'altra parte, ci deve essere sostanza. Il nostro gruppo cercherà di portarlo su questi tavoli, come abbiamo fatto poc'anzi, ad esempio, sul discorso degli interessi e sugli investimenti, sul discorso dei trasporti, sull'altro ancora delle politiche fiscali, solo così potremo probabilmente - non è bello il termine - riempire tutti questi immobili pubblici, che oggi sono dei costi, dei problemi e che, invece di creare sviluppo, sono una zavorra che ci fanno chiudere un bilancio con una perdita di esercizio che si avvicina ai 2,5 milioni di euro. Grazie.
Presidente - Grazie. Ci sono altri interventi? La parola al Consigliere Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Président.
Tanto è stato detto e penso sia inutile ripetersi su alcuni concetti che chi mi ha preceduto ha già esposto. Alcune brevi considerazioni, nel senso che indubbiamente il cambio di strategia o comunque il cambio di volontà di impostazione in Vallée d'Aoste Structure è visibile, è palese e in commissione l'abbiamo evidenziato, ci si è posti in maniera assolutamente diversa.
Rimangono ancora alcuni aspetti che per noi sono difficilmente comprensibili: il primo nasce dal fatto che comunque Vallée d'Aoste Structure è una società in house e noi abbiamo ricevuto insieme con il bilancio 2014 anche il PEA e il POST riferito al triennio, però incomprensibilmente non riusciamo a capire come mai nella delibera di Giunta del 30 dicembre Vallée d'Aoste Structure non sia stata neanche menzionata. È stata presa in considerazione Finaosta, società di servizi, società previdenziali, ma Vallée d'Aoste Structure no. Può darsi che abbiano presentato in ritardo, io immagino nella data di fine ottobre quelle che erano le relazioni, immagino, è la mia idea che mi sono fatto. Di certo però la nostra idea è che, quando c'è la buona volontà da parte di un interlocutore, come pare in questo momento Vallée d'Aoste Structure, la politica non può abbandonarla, non può lasciarli senza avere un input politico. Dico questo, perché è risaputo che il PEA e il POST si presentano entro il 31 ottobre di ciascun anno, ma è la Giunta regionale che con delibera deve approvare il programma operativo strategico triennale, il programma esecutivo annuale di tali società, per cui in questa delibera c'è la possibilità di dare le indicazioni sulle strategie future. Perché dico questo? Perché a nostro parere...qualcuno che mi ha preceduto ha spiegato un po' il discorso riferito al conferimento delle 27 strutture agricole, delle cooperative che graveranno per 550 mila euro come ammortamento, questo è un dato di fatto che si spera che possa essere almeno pareggiato come entrate; c'è poi la parte legata all'IMU, sappiamo tutti che hanno delle agevolazioni fiscali, per cui probabilmente saranno molto contenute. Perché si dice questo? Perché l'impressione è che da parte della politica ci sia poca volontà di venire incontro allo sforzo che viene fatto a livello di Vallée d'Aoste Structure.
Parlo di un caso palese: il discorso della variazione delle condizioni di contratto della Sima. Si fa un'operazione per sgravare un costo legato a quello che era un ammortamento per quel che riguardava un debito, si fa un'operazione in cui Finaosta provvederà a sottoscrivere per 7 milioni e più il valore residuo dell'immobile, per cui non ci sarà più a carico di questa società l'onere per quel che riguarda il saldo di questo debito che c'era, però contestualmente si riduce di 200 mila euro il valore del canone d'affitto della Sima. Tanto per capirci, stiamo parlando dello stabilimento Heineken. Per carità, tutto è frutto di un accordo, per la Regione fino a poco tempo fa con il discorso delle accise era una delle fonti principali di finanziamento del bilancio regionale, ma non per colpa vostra, non per colpa nostra, non per scelta di nessuno, ma in questo momento, di fatto, le accise legate a quello che noi abbiamo introitato fino a poco tempo fa relativamente allo stabilimento Heineken sono drammaticamente crollate. La politica, oltre a quell'azione che avevamo detto di ammortizzatore sociale che in questi anni si era data Vallée d'Aoste Structure, vuole vedere se magari quelle multinazionali che in questo momento probabilmente dispongono ancora di capitali...invece di andare automaticamente a ridurre un affitto di 200 mila euro all'anno all'Heineken, magari era meglio lasciare che la Heineken non avesse più quel debito residuo che gli costava più o meno...anche perché in tutta quest'operazione Vallée d'Aoste Structure ha un meno 33 mila, perché è vero che non paga i 167 mila euro di debito annuo complessivo, ma se togliamo 200 mila di affitti, l'operazione in negativo è di meno 33. Questo per fare alcuni esempi dove la politica potrebbe dare una mano a chi ha buona volontà di correggere il tiro.
Stesso discorso, noi pensiamo che ci siano delle possibilità di intervenire per altre questioni: una questione su tutte è quella degli affitti. Ci sono degli immobili di Vallée d'Aoste Structure vuoti e l'Amministrazione regionale nel 2014 ha speso 1,83 milioni di affitti, nel 2015 ne spende 1,587, non so cosa spenderà nel 2016, ma prima utilizziamo magari i magazzini e le strutture che abbiamo noi. Non potrebbe essere un aiuto anche questo a Vallée d'Aoste Structure? Non calcolo poi le società a partecipazione diretta in house e neanche quelle che sono a partecipazione magari solo indiretta, ma lì ce ne sono altri. Di fronte a questa realtà vogliamo dare una mano politicamente, intervenendo in altra maniera, perché più di tanto con la buona volontà non è che si possono risolvere tutti i guai di questa società.
Altro concetto che ho già espresso, su cui ho fatto interpellanze, ne ho parlato in commissione, abbiamo la centralina dell'ex Balzano inutilizzabile, è una cosa veramente appetibile perché io penso che una volta messa sul mercato ci sarebbe la possibilità di introitare. È lì inutilizzata, sono stati spesi dei soldi per sistemarla, mi hanno detto che non è completamente conclusa l'opera di messa a norma e quant'altro, però è uno stabile inutilizzato, potremmo fare cassa con questo.
In conclusione la politica dia una mano per risanare questa società, perché la buona volontà di coloro avete messo, e che comunque a noi hanno fatto anche una buona impressione, non riuscirà a risolvere una situazione che è di fatto difficile. Ha ragione anche l'Assessore Donzel: non è che possiamo metterci a fare cause con tutti, che poi alla fine non portiamo a casa il becco di un quattrino e spendiamo pure per i legali. Magari sarebbe meglio arrivare ad una transazione in cui si riesce a recuperare il credito nell'arco di qualche anno. È un'azione legittima e corretta, però nello stesso tempo noi crediamo che ci siano dei margini importanti, dove la politica può intervenire, a cominciare dall'utilizzare dei locali non utilizzabili o che in questo momento non lo sono, o che sono stati messi sul mercato e che non interessano in questo momento, utilizziamo questi locali. No, paghiamo 2 milioni all'anno di affitto, senza contare le partecipazioni dirette e indirette.
In definitiva crediamo anche che ci siano anche alcune stime di parte per quel che riguarda le prospettive del 2016. Ciò non toglie che comunque la relazione, il PEA e il POST siano fatti con quel criterio di trasparenza che ha sottolineato l'Assessore, di cui noi prendiamo atto e crediamo sia un buon approccio per il futuro. Grazie.
Presidente - Ci sono altri interventi? Se non ci sono interventi, il Consiglio prende atto.
