Oggetto del Consiglio n. 128 del 28 marzo 1975 - Verbale
OGGETTO N. 128/75 - ASSISTENZA E TUTELA DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE A FAVORE DI CONSORZI ED ALTRI ORGANISMI COMUNITARI VALDOSTANI CONTRO LA SPECULAZIONE IMMOBILIARE. (Mozione dei Consiglieri Manganoni, Chincheré e Crétier)
Mozione
Con sempre maggior frequenza si verificano casi di sopraffazione o di abusi da parte delle forze speculatrici che stanno colonizzando la nostra Valle nei confronti di organismi e comunità locali ed agricole ed in particolare i Consorzi irrigui.
Sono recenti i casi dei Consorzi irrigui di Echallod (La Salle), dell'acquedotto di Pesan (Challant St. Anselme) e di Rumiod (St. Pierre).
Società immobiliari o singoli imprenditori si sono appropriati o tendono ad appropriarsi di sorgenti che da secoli alimentano canali irrigui od acquedotti, sottraendo o tentando di sottrarre dette acque ai legittimi utenti per destinarli ad acquedotti privati alimentanti condomini od altre costruzioni che nulla hanno a che vedere con le necessità edilizie degli abitanti o con il normale sviluppo urbanistico dei nostri Comuni.
Si tratta di costruzioni sottoposte alla logica del profitto e della speculazione che deturpano il nostro paesaggio, il nostro ambiente.
Oppure di Consorzi irrigui come il Rû de Doire e Rû Valpierre (Sarre e St. Martin de Corléans) il cui Rû è stato manomesso dalle imprese costruttrici della circonvallazione nord di Aosta, causando infiltrazioni di acque sulle strade sottostanti, e non sistemato, malgrado le sollecitazioni verbali e scritte del Consorzio che oggi viene citato in magistratura per il pagamento di centinaia di milioni di danni causati dalle infiltrazioni di dette acque.
Di fronte allo strapotere non solo economico e finanziario di dette forze, i nostri Consorzi, i nostri agricoltori sono sprovvisti di mezzi e di potere per difendere i loro legittimi diritti.
Considerato il dovere dell'Amministrazione Regionale di tutelare queste Comunità valdostane che, se abbandonate a sé stesse, devono o dovranno soccombere di fronte alla prepotenza dei nuovi feudatari della Valle d'Aosta, il Consiglio Regionale
Delibera
- di affidare all'Assessorato all'Agricoltura, coadiuvato dall'Ufficio Acque dell'Assessorato ai LL.PP. e dall'Ufficio legale della Regione, il compito di assistere e tutelare, se richiesti, dette Comunità anche in casi di procedimenti giudiziari.
Aosta, lì 12.2.1975 -
F.to: Manganoni Claudio - Franco Chincheré - Crétier Egidio
Caveri (U.V.) - La mozione sulla questione degli acquedotti è a firma dei Consiglieri Manganoni, Chincheré e Crétier. Siete pregati di illustrare la vostra mozione.
Manganoni (P.C.I.) - Dunque, brevemente, per evitare delle lunghe illustrazioni, io mi limito a citare due casi: a Echallod (La Salle), un colonizzatore acquista un terreno, vuole costruire dei condomini, il Comune gli dice: "no, perché non abbiamo l'acqua potabile". Questo Signore acquista da un privato una sorgente a monte, il privato gliela vende; cosa ne viene fuori? Che questa sorgente andava a finire in un torrente, a valle c'era la captazione di un rû per l'irrigazione di Echallod. Allora, vendendo questa sorgente che dovrebbe essere incanalata per il condominio, non può più alimentare il torrente e quindi il canale irriguo. Cosa succede? Che il Consorzio di questi piccoli proprietari ha dovuto adire vie legali, presentarsi ad Aosta da un avvocato, il quale ha detto loro: "benissimo, subito 100.000 lire di anticipo, poi il resto vedremo". Poi, dato che qui... la faccenda non la espongo per ragioni di tempo... hanno dovuto rivolgersi a Torino da un altro avvocato. Non sappiamo quali saranno le spese cui andranno incontro per difendere il loro diritto.
Di questi ce ne sono diversi, ad esempio, il Village des Salasses e tutto quello che ne segue. Cito il secondo esempio: Rû Valpierre, Rû de Doire. Quando hanno costruito la circonvallazione nord, sono andati a scavare dove c'è la strada per l'accesso alla Regione Chabloz, a scalzare il canale irriguo. Il Consorzio Rû de Doire ha inviato al Comune, all'impresa e all'ANAS, che eseguiva i lavori, delle lettere dicendo: "dato che voi scalzate quel Rû, innanzitutto ci saranno delle perdite d'acqua; in secondo luogo c'è anche il pericolo che il Rû parta". Naturalmente, orecchie da mercante, nessuno risponde, questo cinque o sei anni fa. Quel canale, avendolo scalzato, perde l'acqua, che scende sulla circonvallazione nord e va a finire nella cunetta. La cunetta non è pulita, l'acqua esce dalla cunetta e va a finire sulla strada; nel mese di ottobre gela, arriva un TIR che va a finire dentro a una casa. Bene, situazione da parte degli avvocati: "per il Rû Valpierre e il Rû de Doire si devono pagare 200 milioni di danni, perché il TIR, uscendo dalla strada, ha prodotto danni per 200 milioni. L'origine? Voi, perché voi non dovevate lasciare arrivare l'acqua sulla strada!". Va bene?
Ho citato due casi, ma potrei continuare. Allora, noi sappiamo che questi poveri Consorzi non hanno dei fondi. Questi contadini, se noi non li aiutiamo, va a finire che devono piegarsi, devono subire la prepotenza di potere e di denaro di queste grandi società speculatrici e tanti, per non affrontare perdite di tempo, spese - che poi chi le paga queste spese? - stanno zitti, tacciono, non reagiscono, non fanno valere i loro diritti e così, un po' alla volta questi Consorzi vengono privati delle acque a cui hanno diritto da secoli. Ecco le ragioni per cui avevo esposto questo, nel senso che, disponendo l'Amministrazione regionale di Uffici (Ufficio Acque, Forestale, Lavori Pubblici, eccetera), domani questi Consorzi che non sanno a chi rivolgersi, rivolgendosi all'Amministrazione regionale, che naturalmente non può fare l'avvocato, ma esprimere un parere, beh, almeno questi sarebbero già confortati da un parere e anche certe imprese, certi speculatori, sapendo che la Regione in un certo modo tutela questi Consorzi, andranno molto più adagio nelle loro prepotenze.
Caveri (U.V.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Siamo d'accordo sulla mozione e anche specialmente a causa dell'illustrazione del Consigliere Manganoni e cioè che non possiamo fare noi direttamente gli avvocati e dunque ad un certo momento si dovrà andare per vie legali e certi inconvenienti non potranno essere eliminati. Già da diversi anni...insomma, quando la Regione è stata interessata, l'Amministrazione in quanto tale ha sempre cercato di tutelare gli interessi dei Consorzi. Ci sono dei casi particolari in cui non solo non siamo stati richiesti, ma addirittura le giuste istanze della Regione sono state messe da parte. Non voglio alludere soltanto al Rû Courtod, ce ne sono anche tanti altri di esempi. Effettivamente il grosso problema delle acque, dell'uso dell'acqua potabile in Valle d'Aosta esiste. Secondo noi, il modo migliore di intervenire in questa materia, indirettamente - e ancora una volta non il caso del camion che è andato fuori strada... quelle sono anche delle arrampicate sui vetri, io non so fino a che punto ci possa essere una responsabilità di quel genere - è una pianificazione urbanistica, non c'è altra strada. Comunque la mozione l'accettiamo e possiamo votarla.
Caveri (U.V.) - Pongo in votazione la mozione sugli acquedotti presentata dai Consiglieri Manganoni, Chincheré e Crétier. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 27.
Il Consiglio approva all'unanimità.
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Il Consiglio approva la soprariportata mozione.
