Oggetto del Consiglio n. 2808 del 6 febbraio 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 2808/XIII - Interpellanza: "Criteri per la costruzione delle graduatorie della Società dei Servizi".
Presidente - Ha chiesto la parola per l'illustrazione il collega Donzel, ne ha facoltà.
Donzel (PD) - Nella situazione che sta vivendo la nostra regione di particolare difficoltà per quanto riguarda il mondo del lavoro è chiaro che tensioni che magari una volta potevano apparire marginali rispetto ad una questione come quella dei posti in graduatoria...quando c'erano tanti posti di lavoro, l'attenzione a queste tematiche era forse meno sentita, ne parleremo anche meglio rispetto ad una legge che...un regolamento che oggi è in discussione in questo Consiglio regionale. La questione che noi abbiamo voluto riproporre in questa sede rispetto ad una precedente risposta positiva che avevamo avuto è che, stante il principio che è stato riconosciuto grazie ad un accordo che, al di là che fosse separato, si poteva in qualche modo ridurre il tempo della riassunzione dei precari, resta il fatto che il meccanismo che si viene comunque a creare...cioè nella vacanza del mese diciamo che si interrompe la riproposizione di un rinnovo del contratto...è chiaro che intervengono situazioni in cui non è detto che il principio fondante della graduatoria, cioè il suo rispetto rigido, determini poi di fatto che colui che si trova in una posizione migliore in graduatoria, e quindi generalmente sia colui che da più anni lavora nell'amministrazione, sia comunque poi quello che viene chiamato a svolgere il lavoro per più lungo tempo. Facendo un esempio concreto, un lavoratore che magari è primo in graduatoria si trova nella vacanza del mese del non rinnovo del contratto e proprio in quel mese partono delle opportunità di lavoro di sei, sette, otto mesi e lui non può essere chiamato, quindi lavorano quelli dietro di lui in graduatoria, dopodiché, quando arriva il suo turno, magari ci sono due mesi di lavoro. È chiaro che questa cosa comporta una situazione di stravolgimento delle graduatorie, a questo poi si inserisce anche una problematica che mi consento di chiarire con una battuta, anche se non è oggetto, diciamo, di questa interpellanza in maniera diretta: in questo mondo già pressato, stressato dalla condizione della precarietà, alle volte arrivano annunci come quelli che fanno riferimento a stabilizzazioni, ecco noi non vorremmo che la parola "stabilizzazione" fosse riferita al posto di lavoro e non al lavoratore, cioè che noi andiamo a dire che rimangono tot posti di lavoro, ma in realtà i lavoratori cambiano. Ecco allora che il principio, che è fondamentale, è che nel mettere mano a queste graduatorie, nell'andare eventualmente a correggere, nel fare eventualmente dei concorsi...qui bisogna aver ben chiaro che le persone che da anni svolgono un'attività di fatto per l'Amministrazione pubblica non possono vedere completamente stravolto questo regolamento. Queste cose stanno portando anche a delle tensioni molto forti in campo, con quella che io giudico sempre una deriva negativa quando si adisce alle cause, al Giudice del lavoro e quant'altro, bisognerebbe trovare delle soluzioni condivise, perché quella segna comunque anche per quanto mi riguarda non un successo, una causa è sempre un fallimento di un'azione da parte dell'Amministrazione ed è l'ultima ratio del lavoratore...bisogna trovare delle soluzioni che siano chiare. Io credo che, di fronte alle pressioni dei nuovi che arrivano, e quindi vogliono entrare nel meccanismo del lavoratore, del lavoro, esistono dei precedenti e, secondo me, hanno creato non meccanismi perfetti, perché l'equità perfetta non c'è, ma meccanismi per esempio che hanno creato situazioni di scaglioni in cui esiste una fascia diciamo di scaglione A, che consente però a chi arriva successivamente nel mondo del lavoro di essere inserito in queste graduatorie senza che si crei sempre quest'ansia dello scavalcamento, del dover mettere chissà quali regole per difendere e tutelare i lavoratori. Penso che a questi lavoratori, che hanno già dovuto subire l'esperienza dell'entrare nella Società dei Servizi, che hanno avuto in questi anni molti problemi, non ultimo quello adesso causato dai limiti rigidi imposti dalla "riforma Fornero", ecco andrebbero in qualche modo date delle garanzie, perché - ripeto - la tensione che si sta creando anche in Valle d'Aosta sul mondo del lavoro deve determinare anche per chi comunque rimarrà assunto a tempo determinato e lavorerà a scaglioni, a pezzi, quindi in condizioni di estrema difficoltà, almeno una maggiore serenità dal punto di vista psicologico, qui non è più il problema che porto a casa soltanto 900 o 1.000 euro al mese: il problema è che, mentre sto guadagnando soltanto 900 euro al mese, non so cosa mi succederà tra due mesi: questa è l'angoscia che vivono queste persone, non è soltanto una questione di reddito basso, è proprio una questione di incertezza delle loro prospettive di vita. Il percorso delle graduatorie quindi in qualche modo deve essere un percorso tutelante per questi lavoratori.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente Rollandin per la risposta, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Sì, grazie Presidente.
Voglio innanzitutto ricordare che non a caso abbiamo previsto che la Società dei Servizi fosse una delle società che continuava il proprio lavoro secondo quanto era alla base della sua istituzione: per dare la possibilità di dare una fornitura corretta di personale alle varie istituzioni regionali che di volta in volta ne hanno la necessità. Tra queste voglio ricordare la scuola, il settore turistico, il settore dei castelli, che senza questa società non avrebbero nemmeno potuto aprire, cioè questo lo abbiamo detto a più riprese, il Castello Gamba, per dirne una, se non c'era la possibilità di attivare dei meccanismi, prima formativi, poi di utilizzare del personale che in qualche modo potesse essere messo a disposizione, non ci sarebbe stato questo...
Ora, fatta questa premessa e detto che abbiamo, come ricorderà il collega, anche espressamente richiamato la valenza della Società dei Servizi, nell'ambito di questo raccordo abbiamo fatto un'analisi con le forze sindacali, in particolare il 16 gennaio c'è stato il primo incontro, che ha messo in evidenza la necessità di fare un'analisi di quanti di questi servizi non diventavano più temporanei, ormai si estendevano sui 12 mesi dell'anno e quindi con un'esigenza di arrivare alla stabilizzazione. Quando parliamo di stabilizzazione, quindi non parliamo di stabilizzazione del posto, ma evidentemente di stabilizzare le persone che poi possono occupare un posto a tempo indeterminato. Se non ho capito male, quindi si va nella direzione che anche lei auspicava, cioè di togliere da una serie di situazioni difficili i lavoratori che sono oggi in una situazione precaria: questo naturalmente non vale per tutti quelli che invece continueranno ad essere dei servizi che possono essere di sei, quattro mesi a seconda della disponibilità, questo quindi per quanto riguarda la procedura... È aperta con i sindacati la stabilizzazione di un numero di personale, che sarà anche importante, si sta valutando con loro nelle singole fasce interessate e con la società i riscontri e le risultanze ad oggi di quelle persone utilizzate, ma soprattutto - e vengo al punto che le interessava - il discorso dell'utilizzo delle graduatorie e soprattutto quindi la valutazione necessaria per garantire che i singoli contratti a tempo determinato siano considerati per la procedura di stabilizzazione...e gli opportuni meccanismi per tenere nella dovuta considerazione la situazione dei titolari delle graduatorie a tempo determinato: quelli che lei definisce nella sua interpellanza "precari storici". Questo, quindi, è uno degli obiettivi che sono alla base degli incontri che vengono fatti fin dalla prima riunione con tutte le forze sindacali, pertanto credo che questo sia un altro aspetto importante. Voglio quindi rassicurare che quanto lei auspicava viene puntualmente tenuto in considerazione in questa procedura, che arriverà poi ad un processo di stabilizzazione di un numero di precari che sarà il risultato di tale lavoro. Grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola per la replica il Consigliere Donzel, ne ha facoltà.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Vede, per chi magari non segue il mondo del lavoro come...insomma io ho avuto anche un po' la fortuna, diciamo, sia per il mio percorso universitario, sia poi per l'opportunità che mi è stata data di operare all'interno di un'organizzazione sindacale...sentir parlare dell'opportunità di riuscire a stabilizzare del personale riempie il cuore, cioè è una cosa che...il problema qual è? È che generalmente queste stabilizzazioni arrivano quando i governi si avvicinano alle elezioni, che siano governi di centro-sinistra o di centro-destra non cambia. Il meccanismo è che, mi consenta Presidente, questi tipi di interventi, di interrogazioni fatte due, tre anni fa avevano generalmente la risposta: "le norme nazionali non lo consentono, le norme ci impediscono di...non riusciamo a..." e poi generalmente, quando si arriva vicino alle elezioni, che siano governi di centro-sinistra o di centro-destra, arriva il provvedimento che riesce finalmente nell'intento di stabilizzare. Io dico: andiamo a vedere le carte, ma, quando dobbiamo andare a vedere le carte, parte un periodo di studio e di analisi, di approfondimento, bisogna conoscere bene, sapere in quali servizi effettivamente...come dicevo prima, si deve prima fare un calcolo di quella che è la stabilizzazione io la chiamo del posto di lavoro, non del personale, cioè quindi si individuano i posti che devono essere trasformati a tempo indeterminato, dopodiché parte quella che è la vicenda difficile, quella che è la guerra dei poveri, in cui uno dice: "ma io sono anziano, ormai mi mancano solo due anni alla pensione, non potete rimettermi in circolo...", eccetera, oppure il giovane che dice: "io avrò soltanto 45 anni, ma è 20 anni che faccio questo lavoro, quand'è che mi stabilizzate?". No? Ci sono poi i nuovi arrivati, che dicono: "bisogna competere tramite un concorso". È allora opportuno che quando si affrontano queste cose delicate che a me piacerebbe venissero affrontate...io auguro ai consiglieri regionali della prossima legislatura di mettere al primo punto dell'ordine del giorno quando entrano in Consiglio regionale il tema del precariato del lavoro, perché avranno cinque anni davanti per lavorare...ecco che non si arrivi sempre sul fotofinish per dire che si sta valutando, si sta studiando la procedura per cui si arriverà a stabilizzare il personale, ma io dico: ma non lo potevamo fare l'anno scorso? Non lo potevamo fare due anni fa? Perché aspettiamo adesso, in piena campagna elettorale, di parlare di "congruo numero di persone che vengono stabilizzate"? Che non è un numero...è un buon numero, ma non sappiamo quale, non sappiamo in base a quali rapporti: in base al numero dei precari della Valle, in base al numero di quanti stanno lavorando oggi a tempo determinato, ecco...
Presidente - Un po' di silenzio, grazie.
Donzel (PD) - ...ho l'abitudine di non denigrare mai a priori il lavoro altrui e quindi ben venga che si veda l'operazione stabilizzazione, ma come dire...il tempo è scaduto, siamo a fine legislatura, vediamo di non fare l'operazione...insomma proprio quella becera pre-elettorale, ma facciamo un'operazione di lungo respiro che crei veramente le condizioni per cui si chiarisca definitivamente la questione della "salvaprecari"...per quanto mi riguarda, ci sono degli ambienti sindacali che ancora mettono in discussione rispetto al suo funzionamento, cioè non è del tutto chiarito questo funzionamento rispetto all'erogazione dei servizi. Esiste ad oggi personale che sta lavorando proprio nel settore più delicato, quello scolastico - lei adesso ha anche le funzioni di Assessore all'istruzione e cultura -, che non ha superato le prove necessarie. Stabilizzeremo anche questo personale?
Presidente - Vuole precisare qualcosa Presidente? No? Vuol dire qualcosa? Ci sono ulteriori precisazioni? Non ci sono più richieste di precisazione, allora andiamo avanti. Punto 14 all'ordine del giorno.
