Oggetto del Consiglio n. 2799 del 6 febbraio 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 2799/XIII - Interrogazione: "Proposta di insediamento di un polo regionale di innovazione tecnologica nell'area "ex Tecdis" in comune di Châtillon".
Président - Merci. La parole à l'Assesseur Pastoret.
Pastoret (UV) - L'interrogazione del Consigliere Caveri ci riporta allo stabilimento Tecdis, si chiedono una serie di chiarimenti al riguardo della società Vallée d'Aoste Technology, in particolare in riferimento ad attività pregresse svolte da alcuni membri della società in questione. Ripercorrendo brevemente gli eventi, ricordo che Vallée d'Aoste Structure è in contatto da oltre un anno con la società Vallée d'Aoste Technology, che il 6 marzo scorso, nel 2012, ha avanzato alla partecipata regionale una formale richiesta di disponibilità dell'immobile. Il Consiglio di amministrazione di Vallée d'Aoste Structure ha esaminato, approfondito e approvato tale proposta e, in considerazione della specificità dell'insediamento industriale ex Tecdis, ha deliberato di concedere alla NewCo la disponibilità dell'immobile tramite un comodato di nove mesi, volto a coprire due delle tre fasi in cui si articola la proposta di insediamento. L'azienda in questione ha pure avuto contatti, risalenti anch'essi a diverso tempo fa, con Finaosta e in seguito, anticipando i tempi inizialmente ipotizzati, in data 15 novembre 2012 ha trasmesso alla Regione, a Finaosta e a Vallée d'Aoste Structure una relazione sul piano di revamping del sito, nonché dello sviluppo successivo del polo di innovazione su un orizzonte di cinque anni, chiedendo nel contempo di avviare la procedura per pervenire all'insediamento.
Come sempre avviene a seguito di una proposta di insediamento, da chiunque essa sia avanzata e in ogni fase, gli uffici dell'Assessorato, coadiuvati da Finaosta e Vallée d'Aoste Structure, hanno fatto dei primi approfondimenti sui proponenti e sull'attività dagli stessi prospettata, li hanno incontrati e, come è ovvio immaginare, hanno anche assunto una serie di informazioni relative alle loro attività pregresse, che peraltro da loro non sono mai state nascoste, considerato anche che è sufficiente digitare il nome dei proponenti su qualsiasi motore di ricerca per trovare informazioni al loro riguardo. Evidentemente però incontrare dei proponenti un'attività non corrisponde a dare fiducia a priori a chicchessia, bensì a scambiare le informazioni utili al fine di verificare la possibilità di sviluppi concreti. È noto poi che gli eventuali insediamenti possono aver luogo solo dopo l'istruttoria di una due diligence, che deve essere sottoposta alle valutazioni di Finaosta, Vallée d'Aoste Structure e Assessorato delle attività produttive alla luce di un piano di insediamento che deve ovviamente presentare le caratteristiche di affidabilità e tenuta. È in questa fase che oggi ci troviamo ed è proprio per evitare di correre rischi gravissimi per un'area strategica per la reindustrializzazione della Valle, e anche per la particolarità dell'immobile, che la Giunta ha incaricato Finaosta e Vallée d'Aoste Structure, ognuno per la parte di rispettiva competenza, a sviluppare contatti diretti con la società in questione: Vallée d'Aoste Technology, proprio per poter compiere in maniera approfondita tutte le valutazioni necessarie per giungere all'eventuale insediamento nell'area ex Tecdis.
La pubblica amministrazione, lo sappiamo tutti, deve basare le proprie decisioni e la propria azione su atti e, se pure a conoscenza di quanto rappresentato in forma più o meno completa dagli organi di stampa, in nessun caso avrebbe potuto non dare corso ad una formale istanza avanzata da un'impresa e così ha fatto. Ad oggi, peraltro, la Società Vallée d'Aoste Technology ha dimostrato nei fatti, in tutte le azioni che ha intrapreso in relazione all'immobile Tecdis di comportarsi in modo serio, rispettando tutti gli impegni da lei assunti. In ogni caso, la valutazione sulla bontà dell'iniziativa e dell'eventuale insediamento nell'area in questione da parte di Vallée d'Aoste Technology sarà fatta da Vallée d'Aoste Structure e da Finaosta con le dovute analisi e attenzioni sulla base dei progetti che saranno sviluppati negli incontri previsti.
Président - Pour la réplique, la parole au collègue Caveri.
Caveri (UVP) - Assessore Pastoret, si allacci la cintura di sicurezza, perché io ho l'impressione che non ci sia niente di peggio alla vigilia delle elezioni di accendere una fabbrica dei sogni per il riutilizzo tardivo della Tecdis. Si allacci la cintura di sicurezza perché stupisce che un Governo regionale, dopo un anno di trattativa con questa società, giunga addirittura ad una deliberazione di Giunta recentissima, già oggetto di iniziative ispettive, senza rendersi conto di cosa sia capitato a due dei medesimi soggetti di questa società in un'operazione del tutto simile che si è svolta in provincia di Cuneo. Chi è questo Alessandro Ferrario? Attualmente Direttore generale di Confartigianato. Chi è quest'altro personaggio già venditore di auto, che è questo socio Veglia, il quale è stato Vicedirettore di questa iniziativa fallimentare che si è chiamata Tecnogranda? Come mai Ferrario è stato solo un anno Direttore di Finpiemonte? Avete acquisito delle informazioni dalla Regione Piemonte? Avete acquisito delle informazioni sul perché oggi Tecnogranda versi in uno stato di gravissimo indebitamento: un milione e mezzo di euro, che ha portato di fatto alla chiusura di questa struttura, che, guarda caso, somiglia molto alla medesima struttura che dovrebbe sorgere nella Tecdis? Qui non si tratta né di delazione, né di raccontare delle favole: si tratta purtroppo di prendere atto di un'attività imprenditoriale che era nata con ottimi intenti sotto l'egida della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, questa Tecnogranda in comune di Dronero, e che poi, come dimostra non solo l'ampia pubblicistica, ma anche tutta una serie di dati ulteriori, porta oggi ad una situazione purtroppo molto molto grave.
Ci sono su questa vicenda una serie di rumors piuttosto impressionanti. È vero, lei dice, che avete dovuto reagire ad una richiesta di questo genere, però è anche vero che, se lei mi dice che è un anno che ci sono stati degli approfondimenti e soprattutto da parte di alcune partecipate della Regione, c'è da chiedersi come mai le partecipate della Regione interessate non abbiano ad un certo punto manifestato queste preoccupazioni, perché, lo ripeto, basta leggere la storia di Tecnogranda per renderci conto che ci sono situazioni che hanno portato ad una situazione deficitaria che sono imbarazzanti: ratei attivi dei progetti, bilanci fantasmagorici che segnalavano all'inizio dell'attività dei grandissimi utili, grosso volume di "fuoco" di questa iniziativa, che poi purtroppo si è spenta in maniera piuttosto imbarazzante, per cui invito, tenendo conto dell'aspetto strategico di quest'area industriale - che come dire...già ha avuto una storia abbastanza travagliata: è stata frutto dell'accordo Seiko-Olivetti, poi sappiamo dell'attività negli anni dell'ingegner Morezzi giunta fino a purtroppo conseguenze gravissime e grandissime difficoltà di riutilizzo dell'immobile -, oggi c'è veramente da chiedersi come sia possibile che interlocutori che possono essere considerati non troppo affidabili si affaccino in questa area industriale.
Président - Point 6 à l'ordre du jour.
