Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2780 del 23 gennaio 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 2780/XIII - Dichiarazione del neo-Consigliere Livio Perron.

Presidente - La parola al Consigliere Perron.

Perron (ALPE) - Buongiorno. Grazie Presidente.

Signori Consiglieri, signori della Giunta, com'è noto buona parte della mia esperienza lavorativa come perito industriale è trascorsa per anni in un gruppo industriale della Bassa Valle e, dopo aver raggiunto il meritato traguardo della pensione, non mi aspettavo certo di essere chiamato a far parte del Consiglio regionale. Perdonerete quindi la mia emozione nel prendere la parola in quest'aula. Difficile da dimenticare l'odore delle lamiere, il calore delle officine ed i devastanti colpi delle presse nei reparti; difficile dimenticare la preoccupazione, l'ansia di quelle donne e di quegli uomini con i quali condividevo quella realtà industriale ahimè oggi quasi scomparsa della nostra regione. E oggi la ricordo quella realtà dimenticata, a quel ricordo mi sento legato e, in contempo, mi sento impreparato per il compito che mi attende. Forse però proprio per questo motivo riuscirò ad esprimere con voi un dialogo costruttivo, con maggiore libertà e spirito di collaborazione.

E concedetemi una parentesi: prendo oggi fisicamente il posto di un amico che, seppur ancora giovane, ha scritto pagine importanti della vita delle istituzioni valdostane degli ultimi 30 anni, lasciando in bianco altre pagine che non avrebbero fatto onore alla collettività valdostana. Dopo aver dato prova in tanti anni di essersi messo al servizio del bene comune, Robert Louvin si è dimesso, pronto a rinunciare a profitti personali allorquando i principi di serietà e fedeltà alle proprie idee vengono messi in discussione. Chapeau! Direbbero Oltralpe, mentre qui qualcuno, forse, ha già scritto il suo necrologio politico; giudizio affrettato, prematuro, in futuro la nostra Regione potrà contare ancora su di lui, ed è ciò che auspico.

Tornando alla mia persona, sono stato per lunghi anni un amministratore legato al territorio e radicato nella comunità di Châtillon, comunità che ho avuto l'onore di rappresentare a livello comunale. Per quanto la dimensione amministrativa e quella politica non sempre sono facili da scindere, sia nei pesi che nelle misure, la mia partecipazione al mondo politico si è come fermata al 2008, anno nel quale facevo parte di un movimento, "Vallé d'Aoste Vive", che oggi, cinque anni dopo, non esiste più. Il mio impegno politico, fin dai suoi inizi legato a liste civiche, si è sempre contraddistinto per spirito d'indipendenza. Proprio in conformità a questo spirito ho deciso di mantenere fede ai principi che mi hanno consentito di ricevere la fiducia personale anche di elettori non legati a specifiche ideologie ormai storicamente superate e appartenenze e logiche di partito o apparato.

Decido dunque oggi per questi motivi e con la massima trasparenza di non abdicare alla mia autonomia di pensiero e seguire da indipendente il solco tracciato dal movimento ALPE nel 2010. Sebbene conscio che questa legislatura volge ormai al termine e che gli sguardi più lungimiranti o forse meno disinteressati sono già proiettati verso le prossime ormai imminenti elezioni, prendo di fronte a quest'Assemblea l'impegno di svolgere le mie mansioni con la massima serietà, costantemente rivolto al bene dell'intera collettività regionale, che siamo qui tutti chiamati a rappresentare. Fuori da quest'aula c'è una realtà silente che affronta una delle più gravi crisi economiche e sociali del Dopoguerra, sia le fasce sociali più deboli, che quelle tradizionalmente più produttive si ritrovano strangolate da una burocrazia tentacolare e da squilibri finanziari che hanno origini lontane, europee o addirittura mondiali. È quindi con i commercianti, con i cassintegrati, con i giovani precari, con gli anziani, che intendo sempre dialogare e comunque confrontarmi. Ritengo infatti che nel mondo globalizzato sia vitale un tramite tra le strutture politiche nazionali e sovranazionali percepite, a ragione, come sempre più lontane, e le realtà locali, vera spina dorsale di questo Paese e di ogni Regione. È in questa funzione ed in quest'ottica che intendo lavorare.

Signor Presidente, signori della Giunta, signori colleghi, grazie per la pazienza che avete avuto e auguro a tutti un buon lavoro.

Presidente - Grazie collega Perron.

Possiamo passare al punto 4.1 all'ordine del giorno.