Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2687 del 15 novembre 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2687/XIII - Disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste. Legge finanziaria per gli anni 2013/2015. Modificazioni di leggi regionali".

Presidente - Riprendiamo i lavori con l'esame dell'articolo 2 del disegno di legge n. 210.

Se non ci sono richieste di intervento, lo pongo in votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 28

Favorevoli: 21

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

Presidente - Articolo 3: stesso risultato. Articolo 4: stesso risultato. Articolo 5: stesso risultato. All'articolo 6 vi è l'emendamento n. 1 dell'Assessore La Torre.

La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - "L'articolo 6 è sostituito dal seguente..." e nell'emendamento viene citato per intero. Il significato...concerne disposizioni di interesse degli enti locali, che recepiscono nella sostanza le istanze formulate dal Consiglio permanente degli enti locali nel parere reso ai sensi dell'articolo 65 della legge regionale n. 7, quindi è un accoglimento delle richieste del CELVA.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 dell'Assessore La Torre, che recita:

Emendamento

L'articolo 6 è sostituito dal seguente:

"Art. 6

(Concorso degli enti locali al riequilibrio della finanza pubblica)

1. Sino alla completa definizione delle funzioni comunali da esercitare in forma associata e dei relativi fabbisogni di personale, e comunque per l'anno 2013, è fatto divieto agli enti locali di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato, ad eccezione di quelle da effettuarsi nell'ambito dei servizi socio-assistenziali e socio-educativi necessarie ad assicurare il rispetto degli standard organizzativi minimi dei predetti servizi definiti dalla Giunta regionale. Prima dell'espletamento delle procedure concorsuali, gli enti locali sono in ogni caso tenuti ad avviare le procedure di mobilità di cui all'articolo 43, comma 4, della legge regionale 23 luglio 2010, n. 22 (Nuova disciplina dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale e degli enti del comparto unico della Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, e di altre leggi in materia di personale), con riferimento al personale appartenente alla medesima categoria e posizione in servizio presso altri enti locali. Per le assunzioni a tempo determinato, si applicano, anche per il 2013, le limitazioni stabilite con la deliberazione della Giunta regionale adottata ai sensi dell'articolo 11, comma 1, della l.r. 30/2011.".

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 7 (Bertin, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Louvin, Patrizia Morelli, Rigo)

Il Consiglio approva.

Presidente - Vi è ora l'emendamento n. 4 di ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Abbiamo valutato importante la necessità che si evitino situazioni particolari di cumulo di funzioni politiche ed amministrative in quello che ormai è un comparto unico a tutti gli effetti e il fatto di assolvere queste funzioni con una duplice remunerazione sul versante lavorativo e sul versante dell'ente che si amministra comincia a creare delle situazioni particolari di distorsione. Apprezziamo che ci sia una disponibilità da parte di chi è impegnato lavorativamente presso enti pubblici ad accollarsi anche l'onere di essere amministratore di enti pubblici, peraltro riteniamo in tempi come questi che il fatto di disporre già di una remunerazione adeguata per il proprio lavoro di base possa consentire lo svolgimento delle due funzioni anche senza un aggravio di spesa pubblica. Abbiamo espresso questo concetto in un emendamento che è articolato su due commi e che fa sì che i dipendenti del comparto unico regionale, che svolgono le cariche di sindaco, vicesindaco, assessore e consigliere comunale e che non sono collocati in aspettativa, quindi per i quali non scatta la sospensione del rapporto remunerativo, svolgano a titolo gratuito le funzioni inerenti all'esercizio del loro mandato.

Siamo anche intervenuti con questa proposta a chiedere che quando si...chiedo scusa, siamo troppo avanti, faccio ammenda e chiedo scusa ai colleghi, siamo in un ambito diverso sempre collegato agli enti locali, ma di natura diversa. Qui siamo in ordine alle funzioni interne e allo svolgimento delle attività del CELVA. Il CELVA è il Consorzio degli enti locali della Valle d'Aosta, è un soggetto giuridicamente di diritto privato, ma interamente finanziato da fondi pubblici, addirittura nell'ambito della finanza locale attraverso un'apposita quota che gli è riservata e abbiamo valutato con una certa preoccupazione la dimensione che questo organismo ha acquisito anche dal punto di vista delle consulenze. Crediamo sia pericoloso che ci siano eccessivi appesantimenti strutturali ed introduciamo un tetto che ci sembra ragionevole dell'ordine del 50 percento della spesa, da destinare ad incarichi di collaborazione e consulenza. Questi incarichi hanno avuto negli ultimi due anni notevole ridimensionamento nell'ambito della finanza pubblica in generale e riteniamo sia opportuno che anche il CELVA faccia un attimo di ridefinizione.

Non so se i colleghi hanno consultato attraverso il sito internet del CELVA la dimensione organizzativa complessiva che ha assunto questo ente, che effettivamente sta diventando un soggetto molto pesante. Sappiamo che questo ente è attualmente in particolare turbolenza, sono state annunciate ieri...non abbiamo capito se rassegnate o annunciate...le dimissioni da parte del suo Presidente, segno di un'evidente difficoltà del settore di apprensione anche per quanto si prepara in ordine agli enti locali della Valle d'Aosta, tematica molto complessa che approfondiremo presto. Qui ci limitiamo alla questione interna organizzativa di questo ente, dando un segnale, che possa avvalersi però tale ente del comando di personale da parte degli enti locali per evitare di fare costantemente ricorso a consulenze, collaborazioni esterne che gravano in modo eccessivo sulla struttura. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Riteniamo che questo emendamento non debba essere accolto, anche perché siamo qui a discutere nei confronti dello Stato e a rivendicare un'autonomia gestionale. Credo che il CELVA abbia fatto la sua parte per il contenimento della spesa pubblica e che abbia diritto a gestirsi al suo interno in maniera autonoma le sue funzioni. In questo senso ritengo che sia da respingere.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Mi pare singolare che, nel momento in cui disponiamo una serie di limitazioni per tutti gli enti locali, ci sia una zona franca che si chiama CELVA. Abbiamo all'interno di questa finanziaria la riproposizione di limitazioni organizzative molto significative nei confronti di questi enti. Ricorderei, fra l'altro, a beneficio dell'Assessore e di tutti i colleghi, che a godere di un'autonomia costituzionalmente protetta sono gli enti locali, non i consorzi che li vedono confluire in attività congiunte. Non mi sembra quindi che sia pertinente, si può anche non condividere e ritenere che sia adeguato il sistema organizzativo che viene attualmente in essere. Noi abbiamo un'opinione diversa, sicuramente non siamo in un ambito slegato dalla possibilità, e direi anche dal dovere, di intervenire da parte nostra. Manteniamo ferma questa posizione avendo ben valutato le dimensioni che ha conseguito tale struttura nell'arco di un decennio, che di fatto in molte situazioni diventa interlocutore della Giunta più di quanto non sia questo Consiglio. Rimaniamo fermi nella nostra posizione.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Ad integrazione vorrei solo sottolineare al collega Louvin che su questo capitolo abbiamo già ridotto la percentuale di intervento: prima erano 2.000.000 di euro, adesso sono ridotti a 1.600.000. Tenete conto che in questi 1.600.000 - ne abbiamo discusso - ci sono le consulenze fatte per tutti i Comuni, non è più il Comune che ha un problema e va all'Ufficio legale, ma chiede al CELVA di occuparsene e unendosi in modo che il parere serva per tutti, cosa che è auspicabile, altrimenti prima c'erano tre o quattro Comuni che senza parlarsi ponevano lo stesso quesito ad altrettanto legali o commercialisti che magari davano pareri discordanti, così che le soluzioni erano anche peggio delle difficoltà operative degli stessi. Sotto questo profilo, riteniamo che sia legittimo che venga mantenuto tale intervento senza ulteriori limitazioni.

Président - La parole au Vice-président Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Condividiamo la necessità del consorzio, da una parte l'asticella che è stata abbassata dal punto di vista finanziario da 2.000.000 a 1.600.000, ma questo emendamento va in un'altra direzione. Se condividiamo la necessità dei Comuni di avere delle professionalità mirate su certi temi per convergere le necessità dei 74 Comuni, d'altro lato questo emendamento va nella direzione di dire: ci sono delle professionalità nel comparto che possono specializzarsi su dei temi, lasciamo da parte i giuristi o gli avvocati, ma tolta la parte di chi fa il parere, l'intento dell'emendamento è quello di valorizzare le competenze interne. Per questo abbiamo dato due possibilità: per il 50 percento potete incaricare dei collaboratori esterni e per l'altro 50 percento creare quelle figure importanti, può essere il 40 o il 45 percento, ma facciamo crescere delle professionalità nel nostro comparto e non cerchiamo delle scorciatoie esterne quando queste professionalità possiamo farle crescere internamente. Questo è lo spirito dell'emendamento.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 4 du groupe ALPE, qui récite:

Emendamento

Dopo il comma 1 dell'articolo 6, è aggiunto il seguente:

"1bis. Per l'anno 2013, la spesa complessivamente sostenuta dal Consorzio degli enti locali della Valle d'Aosta (CELVA) per gli incarichi di collaborazione e di consulenza non può eccedere il 50 per cento di quella sostenuta nell'anno precedente per le medesime finalità. Per lo svolgimento delle funzioni relative a suddetti incarichi, il CELVA si avvale del personale appositamente comandato dagli enti locali, ai sensi dell'articolo 45 della legge regionale 23 luglio 2010, n. 22 (Nuova disciplina dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale e degli enti del comparto unico della Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, e di altre leggi in materia di personale).".

Consiglieri presenti: 32

Votanti: 29

Favorevoli: 5

Contrari: 24

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Vi è ora l'emendamento n. 5 di ALPE.

La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Comprendiamo lo spirito con cui si dice che i sindaci, i vicesindaci, gli assessori nominati come membri in organi di gestione e di controllo di società controllate e dagli enti svolgano a titolo gratuito. Ora credo che già oggi la partecipazione dei sindaci a questi organi sia legata ad un compenso minimale che copre le spese vive, da quello che sappiamo, quindi non riteniamo che ci sia un risparmio effettivo intervenendo sugli eletti che partecipano ad alcune società, come le piccole società a cui sono chiamati ad intervenire, quindi siamo contrari.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Presidente, ci possono essere dei casi nei quali questo avviene, noi guardavamo in altra direzione, soprattutto nella direzione di persone che operano nell'ambito della pubblica amministrazione con incarichi fiduciari, remunerati a livello dirigenziale, che prendono anche dei compensi più che significativi e tutt'altro che onorifici all'interno delle amministrazioni. Mi riferisco alle figure di alcuni segretari particolari che sono in questa condizione e che già godono...torneremo sull'argomento più avanti, perché abbiamo dedicato delle proposte alla categoria dei segretari particolari che, vorrei sottolineare, è un livello molto elevato rispetto alla nostra amministrazione, sono remunerati come dirigenti e hanno tempo per fare, pur mantenendo inalterato il loro trattamento economico, delle funzioni rilevanti all'interno di enti locali della Regione, di Comuni, eccetera. Questi ci sembrano i casi da avere sott'occhio, crediamo sia un problema reale che sta diventando un'abitudine, insomma ci si pone a cavallo di diverse funzioni, si fa da raccordo politico-amministrativo fra diversi livelli di governo e con questo si cumulano dei trattamenti economici su diversi versanti. Ci sembra che sia un sistema sul quale occorre iniziare ad intervenire, abbiamo presentato delle proposte e ci aspettiamo attenzione.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Il problema posto dai colleghi di ALPE non è peregrino, ma ci pare che questo sia uno di quei temi che meriterebbe un approfondimento in commissione, sarebbe interessante se almeno in via di recepimento, come è avvenuto per la questione dei compensi alti dei top manager delle partecipate, anche questo tema venisse preso in conto. La linea che però abbiamo seguito su queste tematiche è che vorremmo che il primo segnale forte arrivasse dal Consiglio, un po' come ci dà fastidio che il Parlamento, che non prende provvedimenti su sé stesso, li prende per le Regioni, allo stesso modo vorremmo che arrivasse prima questo segnale dei tagli ai Consiglieri regionali e contestualmente fare una riflessione sulle ricadute che arrivano sugli enti locali. Sarebbe un po' fuori da una discussione organica anticipare e colpire un settore, quando magari noi quel passo non siamo ancora pronti a farlo, soprattutto perché, come Partito Democratico, avevamo aperto la riflessione su quello che significava avere doppi incarichi e altre remunerazioni rispetto al ruolo di Consigliere regionale, ma questa cosa non ha avuto un grande consenso in quest'aula. Diciamo che il suggerimento è interessante, ma merita un approfondimento specifico.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 5 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Alla fine del capo II, dopo l'articolo 6, è aggiunto il seguente:

"Art. 6bis

(Misure di contenimento dei costi per l'esercizio di funzioni pubbliche comunali)

1. I dipendenti del comparto unico regionale chiamati a ricoprire la carica di sindaco, di vicesindaco, di assessore e di consigliere comunale, non collocati in aspettativa ai sensi dell'articolo 15 della legge regionale 4 settembre 2001, n. 23 (Norme concernenti lo status degli amministratori locali della Valle d'Aosta. Abrogazione delle leggi regionali 18 maggio 1993, n. 35, 23 dicembre 1994, n. 78 e 19 maggio 1995, n. 17), svolgono a titolo gratuito le funzioni inerenti all'esercizio del proprio mandato.

2. I sindaci, i vicesindaci e gli assessori comunali nominati quali membri di organi di gestione e di controllo di società controllate, anche indirettamente, dalla Regione e dagli enti locali, svolgono a titolo gratuito le funzioni inerenti all'esercizio del proprio incarico.".

Consiglieri presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 5

Contrari: 26

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Vi è ora l'emendamento n. 6 di ALPE.

La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Solo per ritirare l'emendamento n. 6 dato che è stato già affrontato in sede di ordine del giorno.

Presidente - L'emendamento n. 6 del gruppo ALPE viene ritirato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Alla fine del capo II, dopo l'articolo 6bis, come aggiunto dall'emendamento n. 5, è aggiunto il seguente:

"Art. 6ter

(Misure di contenimento dei costi nelle società controllate dalla Regione)

1. I compensi annuali lordi omnicomprensivi spettanti ai componenti di organi di gestione e di controllo di società controllate, anche indirettamente, dalla Regione, non possono essere determinati in misura superiore a euro 160.000.

2. Agli amministratori e ai dirigenti delle società di cui al comma 1 non possono essere concesse autovetture a titolo di benefit.".

Vi è ora l'emendamento n. 7 di ALPE.

La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie. In questa legislatura più volte abbiamo affrontato questo tema, ancora ieri nella mia relazione sul bilancio triennale ho cercato di focalizzare la necessità di avere una visione generale dell'impatto di un bilancio regionale, soprattutto la possibilità di avere sul tavolo un bilancio che non è così trasparente e avere tutte le carte delle società controllate, quanto meno le più importanti. L'emendamento va in quella direzione, nel momento in cui le risorse sono calate di tanto, in questi anni il bilancio regionale è passato da una disponibilità di circa 1.800.000.000 di euro nel 2008-2009 a 1.316.000.000 nel 2013, vi è la necessità di visionare come commissione, confrontarsi e dibattere le linee strategiche delle società più importanti. Abbiamo inserito nell'emendamento il tetto di 1.000.000 per il bilancio, se c'è la volontà del Governo regionale di modificarlo e portarlo a 1.500.000 o a 3.000.000, non ci soffermiamo su discorsi tecnici, ma è un discorso di volontà.

Per quanto riguarda il comma 2, proprio perché è importante la parte di dibattito prima di approvare un bilancio, è altrettanto importante il rendiconto, quindi a posteriori anche qui abbiamo messo: "entro il 30 giugno", non vorremmo soffermarci su un mese in più o in meno, ma l'obiettivo era di poterci confrontare, relazionare in commissione sul rendiconto dell'anno precedente e avere la possibilità di un dibattito serio e onesto sugli indirizzi, su cosa si intende fare per l'anno successivo e anche il rendiconto di quello che le società hanno fatto e avere un discorso di ricaduta più globale. A nostro avviso, è urgente questa possibilità che al momento il Consiglio non ha, avere una visione generale anche sulle società controllate è necessario e fondamentale in questo momento. Questo è l'obiettivo dell'emendamento a nostro avviso importante; per questa legislatura ormai il treno è passato, ma è importante per la prossima legislatura, perché sempre più sarà necessario avere tutte le informazioni sul tavolo per prendere delle decisioni anche epocali. Grazie.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, La Torre.

La Torre (FA) - Anche questo emendamento non lo condividiamo, ci sono già gli organi amministrativi che rispondono alla Regione...quindi non lo condividiamo.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Per quanto ci riguarda, noi questo emendamento lo riteniamo molto interessante, importante. Si tratta di consentire un lavoro che comunque spetterebbe alle funzioni ispettive del Consigliere regionale, semplicemente il meccanismo è di dover fare delle richieste e delle procedure burocratiche che in questo caso sarebbero semplificate. Pensiamo che non ci sia nulla da nascondere, che tutto sia trasparente e pubblico e quindi non vediamo perché non consentire un passaggio ufficiale che viene formalizzato, come richiesto in modo esplicito e corretto dai colleghi di ALPE. Sono un bene pubblico le nostre partecipate, non capiamo perché questo bene pubblico non debba consentire a chi esercita la funzione di consigliere di capire il loro funzionamento. Ripeto: non sono dati segreti che possano mettere in discussione il loro operato, si tratta di verificare anche se la loro mission è portata a pieno compimento, se non vi siano anche dei suggerimenti che vengono da consiglieri che hanno esperienza nel mondo economico-finanziario e che conoscono la realtà produttiva. Ci sembra davvero curioso non consentire la formalizzazione di questo passaggio, non ne vediamo la ragione.

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Mi spiace, Assessore, perché lei predica molto bene, è un buon oratore - molto meglio di me -, ha tanta esperienza, è da decenni che fa politica attiva ai massimi livelli, ieri abbiamo discusso sulla finanza locale, lei ha fatto il Sindaco come me, ci ha dato un po' di lezioni di autonomia ieri, ma martedì pomeriggio nella sua relazione, che ho riletto attentamente martedì sera per preparare il mio intervento di ieri mattina, ha inserito una frase importante che ieri ho riletto, perché mi ci trovo: "occorrerà aprire anche ragionamenti ad ampio raggio sulle società partecipate dalla Regione, analizzando costi, benefici e traendone le adeguate conseguenze". Allora predica bene e razzola molto male, perché se lei dice che ci sono gli organi amministrativi, cioè l'obiettivo di questo emendamento va nella direzione di avere delle informazioni per poter magari analizzare chi sarà rieletto nella prossima legislatura e poter mettere in campo un bilancio forse più organico e di ampio raggio, con più dettagli e ricadute... Ieri ho fatto un parallelo: immaginiamoci che il buon Assessore Marco Viérin con il suo piano operativo dei lavori pubblici, molto decantato...un'unica società controllata aggiudica più lavori di tutto l'Assessorato dei lavori pubblici e quindi questo emendamento voleva proprio avere qualche informazione in più nel momento in cui la commissione competente inizia ad analizzare i futuri bilanci. Visto che le risorse all'interno del bilancio regionale sono sempre meno importanti e fuori invece ci risulta che il motore economico è ancora bello solido...niente, l'obiettivo dell'emendamento era in quella direzione.

Mi spiace, Assessore, che lei banalizzi con un semplice: "ci sono gli organismi amministrativi, non rompeteci le scatole". Peccato che invece, quando legge la sua relazione, dica che occorrerà aprire veri confronti, dibattiti, adeguate conseguenze, costi, benefici, occupazione, disoccupazione, trasparenza, appalti, per poi non parlare di concorsi o non concorsi. Ci dispiace.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Volevo solo confermare quello che ho scritto nella relazione, infatti considero il bilancio il momento in cui si fanno le valutazioni non sulle intenzioni, ma sulle concretezze. Il bilancio per definizione contiene tutto quello che non solo è la vita amministrativa finanziaria, ma anche la programmazione e la gestione. Come ho detto nella relazione, quindi sarà il bilancio il momento del confronto e in cui si potrà fare una valutazione costi-benefici. Confermo quello che ho scritto nella mia relazione e respingo il suo emendamento.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 7 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Alla fine del capo II, dopo l'articolo 6ter, come aggiunto dall'emendamento n. 6, è aggiunto il seguente:

"Art. 6quater

(Clausola valutativa)

1. Entro il 31 ottobre di ogni anno, gli organi di gestione delle società controllate dalla Regione con bilancio superiore a un milione di euro relazionano alla Commissione consiliare competente in merito alle linee strategiche e di indirizzo delle società stesse per l'anno successivo.

2. Entro il 30 giugno di ogni anno, gli organi di gestione delle società controllate dalla Regione con bilancio superiore a un milione di euro relazionano alla Commissione consiliare competente sul rendiconto dell'anno precedente.".

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 8

Contrari: 26

Il Consiglio non approva.

Presidente - All'articolo 7 vi sono diversi emendamenti del gruppo ALPE.

La parola al Consigliere Louvin sull'emendamento n. 8.

Louvin (ALPE) - Abbiamo accennato poco fa alla tipologia di rapporto lavorativo che investe la categoria dei segretari particolari. Queste figure hanno avuto circa 10-12 anni fa un formidabile scatto in avanti dal punto di vista del loro inquadramento, che è stato definito a livello dirigenziale, e sono stati assorbiti all'interno della nuova ridefinizione delle figure dirigenziali. Come tutti i lavori, merita la massima considerazione e il fatto di essere un lavoro di tipo fiduciario non riduce la sua valenza. Una valenza che, a nostro avviso, è stata ampiamente sopravvalutata con dei riflessi di natura finanziaria molto importanti, tanto che l'articolo 8 al comma 2 individua una spesa complessiva di circa 860.000 euro per il pagamento dei soli segretari particolari, più 90.000 del segretario particolare della Presidenza del Consiglio regionale.

Qui si impone una riflessione, anche se siamo consapevoli che la formulazione del nostro emendamento ha incontrato delle resistenze sul piano tecnico da parte della struttura delle Finanze, che si è espressa nel ritenere non adeguato l'intervento in quanto sono attualmente in corso dei contratti che non sarebbe possibile onorare. Noi vogliamo dare un segnale in questa direzione, in quanto, avendo verificato anche scorrendo i profili professionali dei segretari particolari attualmente in carica che la quasi totalità è inquadrata per ruolo di provenienza e comunque sia per titoli posseduti in livelli inferiori, ci sembrerebbe adeguato un riallineamento in ordine al quale proponiamo che si concretizzi nella categoria D della fascia remunerativa più elevata all'interno di questa categoria. Secondo i nostri calcoli, questo si tradurrebbe in un risparmio considerevole dell'ordine di circa 380.000 euro. Pensiamo che questa sia una delle indicazioni da dare nel nuovo rapporto che ha la politica con le sue strutture di collaborazione, cioè chi fa il segretario particolare che ha gestione di agenda essenzialmente nella vita di un eletto, e ci sono anche dei nostri colleghi che lo hanno fatto con dei profili di inquadramento che erano quelli precedenti e che sanno di cosa stiamo parlando... Riteniamo che qui sia possibile preparare anche per la legislatura a venire un notevole ridimensionamento di spesa per la funzione pubblica regionale, ripeto. Fra l'altro, un numero considerevole di questi segretari particolari si dedica attivamente ad attività politiche diverse, qualche volta è anche scarsamente reperibile sul posto di lavoro perché diversamente impegnato, quindi consideriamo che un riquadramento di queste funzioni dal punto di vista della remunerazione sia auspicabile. Non lo abbiamo squalificato, lo abbiamo semplicemente ricollocato nella nostra visione di insieme dei problemi che stiamo affrontando e che deve toccare un po' tutti, in questo modo viene ad essere effettuata un'operazione quanto mai ragionevole.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Comprendo il ragionamento che svolge il collega Louvin, ha un senso e potrà sicuramente essere oggetto di riflessione, va in una direzione di un risparmio, ma, come ha fatto notare lui, manca la copertura finanziaria e nella situazione economica in cui ci troviamo...scusate, è esattamente il contrario: nello specifico l'importo sarebbe sufficiente solo per la retribuzione di base esclusa qualsiasi indennità accessoria. Non è solo questa la motivazione, ritengo che quello che lei dice possa avere un senso e che sarà un argomento sicuramente in discussione nella prossima legislatura. Invito a respingerlo.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Grazie Presidente.

Su questo emendamento posso parlare con cognizione di causa essendo stato segretario particolare, ma quando i segretari particolari erano allora collocati nella fascia C, un gradino più sotto della fascia D, ahimè! Appena lasciato l'incarico, i segretari particolari hanno visto riconosciute migliori posizioni nella scala gerarchica; esattamente l'opposto di quanto sta avvenendo per i Consiglieri regionali. Arrivo io e i Colleghi sono sottoposti a decurtazioni economiche. Solo coincidenze? Battute a parte quello che stiamo affrontando è un argomento serio che non si può sviluppare in pochi minuti: è legato anch'esso ai costi della politica. Nel dibattito che si aprirà fra poco fra le forze politiche potremmo inserire anche questa problematica. Invito quindi l'Assessore a considerare che anche questo argomento venga messo all'ordine del giorno nelle discussioni che faremo per quanto riguarda le partecipate, i costi dei Consiglieri regionali e via di questo passo. Grazie.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 8 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Il comma 2 dell'articolo 7 è sostituito dai seguenti:

"2. Il comma 3 dell'articolo 12 della l.r. 22/2010 è sostituito dal seguente:

"3. L'incarico di segretario particolare è a tempo determinato, di durata non superiore alla durata in carica degli organi che lo hanno proposto. Il rapporto di lavoro è regolato da un contratto di diritto privato di lavoro subordinato, nell'ambito del quale è definito il trattamento economico spettante, in misura corrispondente a quello determinato dal contratto collettivo regionale di lavoro per i dipendenti appartenenti alla categoria D collocati nella fascia retributiva più elevata. L'incarico e l'eventuale revoca sono disposti, su proposta degli organi di cui al comma l, dalla Giunta regionale.".

2bis. Ai sensi dell'articolo 12, comma 2, della l.r. 22/2010, i segretari particolari, definiti in 10 unità di personale di cui 1 unità assegnata all'organico del Consiglio regionale, sono collocati al di fuori della dotazione organica. La spesa è autorizzata per l'anno 2013, per euro 709.500 (UPB 1.02.01.12 Altri interventi per il personale regionale - parz.) e per euro 74.250 (UPB 1.01.01.10 Consiglio regionale - parz.).

2ter. La disposizione di cui al comma 3 dell'articolo 12 della l.r. 22/2010, come sostituito dal comma 2, si applica agli incarichi di segretario particolare conferiti successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge. Per gli incarichi di segretario particolare in essere alla medesima data, il trattamento economico complessivo rimane stabilito nella misura determinata dai rispettivi contratti di diritto privato di lavoro subordinato.".

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 8

Contrari: 24

Il Consiglio non approva.

Presidente - Sempre all'articolo 7 vi è l'emendamento n. 9 di ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie. Il settimo comma di questo articolo dispone che, per le finalità di cui alla legge n. 22/2010, relativa all'organizzazione dell'Amministrazione regionale, la spesa degli addetti alle attività giornalistiche e di informazione è autorizzata per il 2013 per euro 255.000 a carico dell'Amministrazione regionale e 225.000 a carico della Presidenza del Consiglio regionale. Si tratta di 480.000 euro, quasi un miliardo di vecchie lire, per soli addetti alle attività giornalistiche e di informazione, sono delle figure professionali con le quali siamo a contatto costantemente non solo quando lavoriamo in quest'aula, ma anche esternamente e sappiamo che fanno un'attività importante. Credo che anche qui ci sia da fare un attimo di riflessione. La Regione ha bisogno di addetti ad attività giornalistiche per quasi 500.000 euro, oppure può cominciare a guardare verso un ridimensionamento dei propri uffici stampa? Gli uffici stampa regionali sono decisamente pesanti come anche diventano pesanti uffici stampa di altre strutture. Prima abbiamo parlato del CELVA che ha un suo ufficio stampa, parleremo fra poco della Chambre, tutti hanno i loro uffici stampa, sembra che non si possa vivere senza l'Ufficio stampa e noi crediamo che sia da rivedere l'impatto complessivo da un lato della spesa, dall'altro, guardando anche il flusso delle informazioni, di cosa mangiano dal punto di vista informativo i nostri concittadini. Per il 90 percento mangiano delle informazioni che vengono dal Palazzo e poi vengono ridistribuite attraverso agenzie di stampa e vari organi che riprendono e le cose che passano dagli uffici stampa della Giunta e del Consiglio, ma anche di altri organismi, sono a loro volta oggetto di un'eco. Sembra che l'informazione abbia un flusso unidirezionale e l'impatto è assolutamente sovradimensionato rispetto al fatto che dobbiamo avere in questa comunità una pluralità di informazioni e non tutto deve venire da Palazzo. Ci sembra che la crescita che ha avuto, anche per effetto dell'applicazione di contratti recenti, il contratto giornalistico, che è stato applicato per motivi normativi alle Amministrazioni regionali non per una scelta discrezionale dell'Amministrazione, debba imporre in termini di prospettiva un ridimensionamento.

Faccio osservare che c'è un leggero squilibrio fra un Consiglio regionale e un'intera Amministrazione regionale, in questo caso a beneficio della Giunta che ha un volume informativo di altro rilievo, cioè bisogna riportarci tutti...noi stiamo facendo non la caccia alle streghe delle diverse figure professionali, ma un discorso generale che cerchiamo di applicare a tutte le categorie. Qui vengono in evidenza, perché sono oggetto di norme specifiche, crediamo che sia possibile dare un segnale di ridimensionamento, la nostra proposta non è di azzeramento, ma è di portare a 127.500 euro quello della Giunta e 112.500, perché sono stati riparametrati in proporzione a quello che sono attualmente, nella considerazione che, arrivati a scadenza della legislatura, si possa ripartire in un equilibrio diverso e in un volume di spesa diverso. Siccome credo questo attenga anche a spesa del Consiglio regionale, è possibile che ci siano delle osservazioni di natura tecnica, riproponiamo la questione fortemente in senso politico di una ridefinizione quantitativa del personale a supporto. Poi avremo il terzo passaggio fra poco che riguarda questa cosa.

Aggiungo solo una parola sull'emendamento successivo, che non è così drastico, ma riduce meno sensibilmente proprio in funzione della necessità di graduare questo intervento, qualora le forze di maggioranza e il Governo regionale ritengano accoglibile il suggerimento, per dire che non si va verso soluzioni talebane, si va verso soluzioni applicabili in modo più graduale che non la prima versione: quella dell'emendamento n. 9.

Con questo ho illustrato entrambe le proposte. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Farò anch'io riferimento ad entrambi gli emendamenti. Le dico che non possiamo accettarli perché questa Amministrazione non abusa assolutamente dei collaboratori, ne utilizza meno del passato, anzi ne utilizza meno di quelli che le sono concessi. In particolare per l'emendamento n. 9 le dico che ci sono dei contratti in essere che scadranno a luglio e, se si riterrà nella stipula di nuovi contratti di introdurre delle riduzioni, non entro nel merito di questo, sarà competenza di chi verrà dopo. Questa non è un'Amministrazione che abusa dei collaboratori, ne utilizza molti meno - nell'ordine della metà - di quelli che sono concessi e che potrebbero essere utilizzati.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Come segno di buona volontà e per la salvaguardia dei contratti in essere, l'emendamento n. 9 lo ritiriamo e manteniamo l'emendamento n. 9bis, che consente di andare a scadenza per quanto riguarda i contratti in essere. Grazie.

Presidente - L'emendamento n. 9 del gruppo ALPE viene ritirato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Il comma 7 dell'articolo 7 è sostituito dal seguente:

"7. Per le finalità di cui agli articoli 14 e 15 della l.r. 22/2010, la spesa degli addetti alle attività giornalistiche e di informazione è autorizzata, per l'anno 2013, per euro 127.500 (UPB 1.02.01.12 Altri interventi per il personale regionale - parz.) a carico dell'Amministrazione regionale e per euro 112.500 a carico della Presidenza del Consiglio regionale (UPB 1.01.01.10 Consiglio regionale - parz.).".

Pongo in votazione l'emendamento n. 9bis del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Il comma 7 dell'articolo 7 è sostituito dal seguente:

"7. Per le finalità di cui agli articoli 14 e 15 della l.r. 22/2010, la spesa degli addetti alle attività giornalistiche e di informazione è autorizzata, per l'anno 2013, per euro 210.375 (UPB 1.02.01.12 Altri interventi per il personale regionale - parz.) a carico dell'Amministrazione regionale e per euro 185.625 a carico della Presidenza del Consiglio regionale (UPB 1.01.01.10 Consiglio regionale - parz.).".

Consiglieri presenti: 32

Votanti: 30

Favorevoli: 5

Contrari: 25

Astenuti: 2 (Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Ancora all'articolo 7 vi è l'emendamento n. 10 di ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Siamo al terzo capitolo di questa storia interna ad uno stesso articolo della finanziaria e ci riferiamo in tale circostanza ad una terza figura anch'essa di carattere fiduciario, che è una relativa new entry della complessa galassia che si è progressivamente formata intorno alle figure istituzionali della nostra Regione. Allora, i segretari particolari sono stati un'innovazione di circa 20 anni fa, gli uffici stampa hanno progressivamente preso corpo nel corso degli ultimi anni, qui stiamo parlando dei collaboratori di supporto, che è una nuova figura, spesso banalizzata con termini che hanno un sapore vagamente spregiativo di portaborse, ma noi non vogliamo che sia denigrato un ruolo che può avere in astratto un significato. Dico "in astratto", perché nel concreto dei nostri tempi ci sembra che questo genere di funzioni non sia sempre indispensabile al buon funzionamento della macchina amministrativa. Per tali nuove funzioni la legge finanziaria prevede nella proposta del Governo che ci siano 50.000 euro a carico dell'Amministrazione regionale e 50.000 a carico del Consiglio regionale per l'utilizzo di queste figure professionali, dai contorni piuttosto incerti e dalle mansioni non sempre comprensibili.

Crediamo sia possibile fare a meno di queste funzioni, ci sono altri modi di operare che consentono di fare il nostro lavoro, ci riferiamo anche al Consiglio regionale che ha già 84 unità di personale assegnate da questo articolo e che non riteniamo debba necessariamente munirsi di collaboratori di supporto, ma la stessa cosa vale per la Giunta regionale. Per la verità, non so se ci sia attualmente in carico un collaboratore come funzione di supporto per la Giunta; per il Consiglio regionale ne sono a conoscenza, perché è stato oggetto di discussione in tempi recenti, ma - ripeto - non stiamo guardando a situazioni individuali: stiamo guardando come può funzionare bene e con minor peso questa macchina amministrativa e di Governo della Regione, e quindi siamo a chiedere con l'emendamento n. 10 la soppressione del fondo di finanziamento per le figure di supporto e con l'emendamento n. 10 bis, che si fa carico anche di una situazione potenzialmente in essere, di andare a dare un'indicazione che consenta di non riattivarli nel corso della prossima legislatura.

Ci è stato detto che la copertura di spesa è stata immaginata in funzione di uno svolgimento di attività sull'arco dell'anno. Noi toglieremo il disturbo dal punto di vista delle nostre presenze in questo Consiglio, salvo per chi desidererà un eventuale ritorno, al 30 giugno, noi vorremmo lasciare il tavolo sgombero per chi verrà, nel senso di non avere impegnata questa spesa, di consentirne il recupero nei primi mesi dell'anno in funzione di altre priorità. Stiamo tirando la cinghia, stiamo negando borse di studio, stiamo facendo riduzioni su delle partite molto sensibili nel sociale, crediamo che con qualche piccolo riallineamento troveremo dei soldi che potranno essere utili. L'emendamento n. 10 è più radicale, è soppressivo dell'ottavo comma e l'emendamento n. 10bis ne fa una rimodulazione che consente un'evoluzione in positivo.

Sappiamo che è stata comunicata dalla Presidenza del Consiglio la richiesta di fabbisogno, sappiamo che ci sono dei contratti, ma tutto questo scade inevitabilmente con lo scadere del mandato politico, perché sono figure individuate discrezionalmente. Se questa è la decisione del Consiglio regionale, ci sembra che almeno nella formulazione dell'emendamento n. 10bis questo sia percorribile.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Confermo quello che ho detto prima sui collaboratori, la tranquillizzo sul "bene" perché vengono utilizzati secondo le esigenze e con il minor peso possibile sulle Finanze, perché sono meno quelli utilizzati di quelli che si potrebbero utilizzare; in questo senso sono accettabili. Per quello che riguarda i contratti, hanno una scadenza che non coincide di poco, perché il passaggio alla legislatura successiva aprirà a nuovi contratti.

Presidente - Visto che ha fatto un accenno alla posizione della Presidenza del Consiglio, nell'ambito della riorganizzazione della struttura organizzativa del Consiglio regionale ricordo che c'è stata la soppressione di ben tre figure dirigenziali e l'introduzione di questa posizione, perché tale operazione ha portato un risparmio di circa 90.000 euro, scelta questa che non è un dato di secondo piano, che porta un impegno per questa legislatura e non va a vincolare l'operato della prossima legislatura.

Pongo in votazione l'emendamento n. 10 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Il comma 8 dell'articolo 7 è soppresso.

Consiglieri presenti: 33

Votanti: 30

Favorevoli: 5

Contrari: 25

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 10bis del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Il comma 8 dell'articolo 7 è sostituito dal seguente:

"8. Per le finalità di cui agli articoli 11 e 14, comma 2, lettera b), della l.r. 22/2010, la spesa dei collaboratori di supporto è autorizzata, per l'anno 2013, per euro 25.000 a carico dell'Amministrazione regionale (UPB 1.01.01.11 Giunta regionale e Presidente della Regione - parz.) e per euro 25.000 a carico della Presidenza del Consiglio regionale (UPB 1.01.01.10 Consiglio regionale - parz.).".

Stesso risultato.

All'articolo 7 vi è l'emendamento n. 11 di ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Abbiamo ritenuto possibile, nell'ambito di un ridimensionamento generale della spesa, che si proceda ad una rivisitazione di quella relativa a questa commissione di valutazione. È una spesa decisamente importante, ci si avvale per queste funzioni di soggetti esterni che vengono da fuori Valle, sono dei soggetti universitari e di alta funzione pubblica che vengono reclutati per questa attività. Si tratta di compensi supplementari rispetto alle funzioni professionali che svolgono, sono stati valutati nel tempo con una discreta generosità e crediamo che si possa, utilizzando delle tecnologie che non obblighino a trasferimenti continui personali, ma anche ad un lavoro in teleconferenza, svolgere le funzioni in oggetto in modo meno oneroso per la Valle d'Aosta.

Sono stati preventivati 180.000 euro per il funzionamento della Commissione indipendente della valutazione della performance, che è finalizzata all'erogazione di determinati benefici economici per la nostra funzione pubblica. Crediamo che, nella logica generale di un ridimensionamento della spesa, si possa andare ad una rivisitazione di questi contratti e delle modalità operative di questa commissione.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Non entro nel merito delle sue valutazioni, le dico solo che non è possibile accettarlo, perché il parere delle Finanze è anche negativo, in quanto oggi i contratti esistenti per il funzionamento di questa commissione supererebbero l'importo dei 100.000 euro che lei ha fissato e non è possibile. Le riflessioni che lei fa saranno utili nell'insediamento della prossima commissione per le valutazioni che saranno prese.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Il punto qui diventa politico. È possibile, è definitivo che un impegno contrattuale preso dalla pubblica amministrazione anche per gli anni a venire sia definitivamente fissato senza che il Consiglio, che di anno in anno deve stabilire le risorse che ci saranno nel periodo successivo, possa andare a dare un colpo di timone? Mi rendo conto che siano stati firmati dei contratti, perché, quando ci si mette d'accordo con una persona per un lavoro di durata, si stipula un contratto, ma come c'è la possibilità per l'interessato di recedere in qualsiasi momento, crediamo ci sia la possibilità, con un atto di legge che impone una ridefinizione quantitativa, di andare a rivedere questi contratti e di farne una ridefinizione. Qui mi pare strano, al di là delle valutazioni generali - mi pare che stiate seguendo la logica del nostro ragionamento, non la condividete, ma l'avete ben compresa -, che siamo vincolati a delle determinazioni che ha assunto la Giunta nel tempo e rispetto alle quali non possa svincolarsi attraverso una rinegoziazione di questi contratti, fondati su un obbligo di legge. Ma come? Il Governo nazionale sta massacrando le autonomie, obbligandole con riduzioni di interventi contributivi, con riduzioni di consulenze, con riduzioni di mostre, eccetera, a rivedere una serie di azioni, e noi diciamo: abbiamo fatto con delle figure professionali dei contratti di durata e, siccome li abbiamo firmati, quelli rimangono.

Un momento...crediamo che lo strumento della legge debba essere uno strumento che ha una prevalenza sullo strumento amministrativo e non condividiamo per niente questo fatto che si possa svincolare l'azione della funzione pubblica e degli uffici...in fondo quanti dipendenti pubblici hanno firmato dei contratti di lavoro e si sono visti rivedere anche i loro trattamenti economici in funzione di norme di legge? Nessuno ha mai invocato il fatto che fossero stati firmati dei contratti precedentemente. C'è una prevalenza della legge e non crediamo opportuno che ci si trinceri dietro queste argomentazioni; se poi la valutazione è diversa nel merito, ritenete che quasi 200.000 euro, che spendiamo solo per far valutare a scopo di definire dei livelli remunerativi la nostra struttura, continuino ad essere adeguati malgrado il cataclisma che investe le nostre finanze? Vuol dire che abbiamo punti di vista diversi.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Capisco che lei, come avvocato, vuol dare del lavoro alla sua categoria, io la prendo come raccomandazione e terremo conto delle cose che lei ha detto.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 11 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Al comma 10 dell'articolo 7, le parole: "euro 180.000" sono sostituite dalle seguenti: "euro 100.000".

Consiglieri presenti e votanti: 31

Favorevoli: 8

Contrari: 23

Il Consiglio non approva.

Presidente - Sempre all'articolo 7, vi è l'emendamento n. 12 di ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Siamo in materia di telelavoro ed è un capitolo sul quale crediamo non ci sia stato finora un impegno adeguato da parte dell'Amministrazione. Lo diciamo tranquillamente perché abbiamo visto la lentezza con la quale si è messo in opera questo meccanismo del telelavoro e le somme che sono disponibili per questo ci sembrano essere al di sotto delle necessità, necessità che sono legate alla possibilità, in tempi in cui la mobilità dei dipendenti diventa sempre più onerosa, di dare maggiore forza a queste modalità. Vogliamo dare un segnale politico di rafforzamento, questo emendamento all'interno di questa logica articolata dei dipendenti pubblici è l'unico che porta ad un innalzamento molto limitato dei valori di spesa e lo porterebbe da 18.000 a 20.000 euro.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Vorrei segnalare al collega che sul telelavoro in questa prima fase cosiddetta "di sperimentazione", che tale era in quanto le modalità organizzative del telelavoro non sono così banali come può pensare, perché non si tratta di dire ad uno: "adesso tu stai a casa e vai a lavorare lì", non è così...dicevo, in questa fase sperimentale, che oggi si chiude positivamente, stiamo analizzando le procedure con cui prevedere una migliore organizzazione sul territorio che faciliti un aumento delle richieste di telelavoro. A breve verrà proposta alla fine di questo periodo sperimentale una nuova fase in cui verrà implementato di suo e, se ci saranno le proposte, ci sarà l'adeguamento dell'intervento finanziario. Ad oggi non è che non condividiamo, stiamo andando in questa direzione, anzi in questi tre anni abbiamo fatto un lavorone per risolvere una serie di problemi non piccoli che erano di ordine giuridico, legati ad alcune situazioni venutesi a creare. Condividiamo lo spirito, ma non possiamo votare adesso questo cambiamento, prendendoci l'impegno che daremo anche la relazione su tale stato di cose e sulla nuova fase che si verrà a creare dall'anno prossimo.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 12 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Il comma 11 dell'articolo 7, è sostituito dal seguente:

"11. Per le finalità di cui agli articoli 29 e 66 della l.r. 22/2010 e 8 della legge regionale 18 aprile 2008, n 16 (Disposizioni in materia di telelavoro), è autorizzata la spesa per complessivi euro 30.000 a decorrere dall'anno 2013 che trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione per il triennio 2013/2015 nell'UPB 1.03.01.11 (Comitati e commissioni - parz.). Al finanziamento dell'onere di cui al presente comma si provvede mediante l'utilizzo degli stanziamenti iscritti nel bilancio di previsione della Regione per il triennio 2013/2015:

a) nell'UPB 1.03.01.11 (Comitati e commissioni - parz.) per annui euro 18.000;

b) nell'UPB 1.01.01.10 (Consiglio regionale - parz.) per annui euro 12.000.".

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 7

Contrari: 26

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 7:

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 26

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 8 vi è l'emendamento n. 2 dell'Assessore La Torre.

La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Anche questo è un emendamento che è stato richiesto dall'Assemblea degli enti locali: "il comma 5 dell'articolo 8 è sostituito: "per l'anno 2013, una quota delle risorse finanziarie di cui al comma 4, lettera b), pari a 3.220.000, è destinata a spese di investimento", il resto è abrogato.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 dell'Assessore La Torre, che recita:

Emendamento

Il comma 5 dell'articolo 8 è sostituito:

"5. Per l'anno 2013, una quota delle risorse finanziarie di cui al comma 4, lettera b), pari a euro 3.220.000, è destinata a spese di investimento.".

Consiglieri presenti: 33

Votanti e favorevoli: 26

Astenuti: 7 (Bertin, Cerise, Chatrian, Donzel, Louvin, Patrizia Morelli, Rigo)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 8 vi è l'emendamento n. 13 di ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Questo, contrariamente agli altri, è un emendamento di pura forma, ma una forma significativa. Si presuppone nel testo proposto che gli enti locali concorrano, per quanto di rispettiva competenza, al finanziamento dei servizi erogati ai propri cittadini. Siccome i Comuni non erogano servizi solo ai cittadini, ma erogano una quantità di servizi anche a cittadini che non sono i propri cittadini, propri degli enti locali, riteniamo che sia più giusto che sia definito nell'ambito del loro territorio. Suggeriamo che sia modificato in questo senso. Ripeto: è di pura forma, ma ci sarebbe una limitazione indebita secondo noi, così almeno abbiamo letto il testo.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - È forma, ma può diventare sostanza, nel senso che, siccome il discorso del territorio è legato a possibili modifiche delle associazioni dei Comuni, il discorso è giusto che sia ai propri cittadini, indipendentemente dalla territorialità. Non è solo territorio, perché possono esserci dei servizi prestati in commissione, solo per quello, quindi ai cittadini.

Presidente - L'emendamento n. 13 di ALPE viene ritirato, ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Al comma 8 dell'articolo 8, le parole: "ai propri cittadini" sono sostituite dalle seguenti: "nel proprio territorio".

Sempre all'articolo 8, vi è l'emendamento n. 3 dell'Assessore La Torre.

La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Si tratta di un'ottimizzazione della norma della scadenza dei segretari comunali, che serve ad uniformare le scadenze.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - C'è stata una richiesta da parte di un Comune di poter fruire della disponibilità di mantenere ancora per due anni alla scadenza, rispetto a quello che è previsto nell'ambito del codice dei segretari, cioè che ad una certa età devono chiudere. È stata valutata con il CELVA rispetto alla situazione generale dei segretari e non ha avuto parere contrario, quindi abbiamo ritenuto di dare la possibilità al Comune che ha presentato questa richiesta ufficiale.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Se ci sono dei casi da esaminare, si ha il garbo di rappresentarli e si possono fare valutazioni di ordine generale e magari anche approfondimenti del caso; non ci sentiamo di avallare delle norme individuali non sapendo a cosa siano riferite. Prendo la norma base, che è quella che verrebbe modificata, che dice: "i soggetti già iscritti alla parte seconda dell'Albo regionale dei segretari...che abbiano superato il sessantacinquesimo anno di età o che siano in quiescenza sono cancellati d'ufficio...", e qui si fa questa operazione non in modo generalizzato per tutti, ma si dice: "dal 30 aprile 2015 o dalla data di scadenza naturale dell'incarico se successiva". Si viene a fare una finestrella che riguarda solo qualcuno e a noi questo modo di procedere ad personam in leggi regionali, con emendamento messi sul tavolo all'ultimo minuto e non spiegati...e, fra l'altro, se è una richiesta di un Comune, perché si dice che questo viene fatto per accogliere delle istanze formulate dal Consiglio permanente degli enti locali? Questa non è un'istanza del Consiglio permanente degli enti locali: questa è un'istanza di un Comune che l'avrà fatta passare sul tavolo, ma, Assessore, lei che è firmatario di questo emendamento, se ne prende la responsabilità a cuor leggero, o non avrebbe dovuto magari venire in commissione a spiegare la situazione per consentirci di affrontare queste situazioni? Potrebbero essercene altre in scadenza...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

...lei sa sempre tutto, Presidente, noi non sappiamo niente, noi ci troviamo davanti delle norme personali e questo ci dà molto fastidio per il modo in cui è rappresentato!

Voteremo molto convintamente contro questo emendamento.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 dell'Assessore La Torre, che recita:

Emendamento

Dopo il comma 9 dell'articolo 8, sono aggiunti i seguenti:

"9bis. Al comma 3 dell'articolo 7 della legge regionale 9 aprile 2010, n. 14 (Modificazioni alla legge regionale 19 agosto 1998, n. 46 (Norme in materia di segretari degli enti locali della Regione autonoma Valle d'Aosta)), le parole: "dalla data di scadenza naturale dell'incarico" sono sostituite dalle seguenti: "dal 30 aprile 2015 o dalla data di scadenza naturale dell'incarico se successiva".

9ter. In deroga a quanto disposto dall'articolo 23, comma 1, del regolamento regionale 3 febbraio 1999, n. 1 (Ordinamento finanziario e contabile degli enti locali della Valle d'Aosta), per le Comunità montane e il Consorzio dei Comuni della Valle d'Aosta ricadenti nel bacino imbrifero montano della Dora Baltea (BIM), fino al 31 dicembre 2013, il fondo per il finanziamento di spese in conto capitale non ha destinazione vincolata a spese di investimento.

9quater. In deroga a quanto disposto dall'articolo 23, comma 3, del r.r. 1/1999, fino al 31 dicembre 2013, le Comunità montane possono utilizzare l'avanzo di amministrazione per il finanziamento delle sole spese correnti correlate all'esercizio in forma associata delle funzioni comunali in ambito socio-assistenziale per gli anziani e i minori; in deroga al medesimo disposto, il BIM può utilizzare l'avanzo di amministrazione per il finanziamento di tutte le spese correnti.

9quinquies. I commi 4 e 5 dell'articolo 19 della legge regionale 20 gennaio 2005, n. 1 (Disposizioni per la manutenzione del sistema normativo regionale. Modificazioni e abrogazioni di leggi e disposizioni regionali), sono abrogati.

9sexies. Al comma 3 dell'articolo 2bis della l.r. 48/1995, dopo la parola: "stabilisce" sono inserite le seguenti: ", tenuto conto delle spese correlate all'esercizio delle funzioni devolute dalla Regione al sistema degli enti locali in ambito socio-assistenziale,".

9septies. In deroga a quanto stabilito dall'articolo 3, comma 1, della legge regionale 16 dicembre 1997, n. 40 (Norme in materia di contabilità e di controlli sugli atti degli enti locali. Modificazioni alle leggi regionali 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale) e 23 agosto 1993, n. 73 (Disciplina dei controlli sugli atti degli enti locali)), gli enti locali approvano il bilancio di previsione pluriennale 2013/2015 entro il 28 febbraio 2013. Nelle more dell'approvazione del bilancio di previsione pluriennale 2013/2015, gli enti locali sono autorizzati alla gestione del bilancio in esercizio provvisorio, consistente nella gestione degli stanziamenti di spesa del secondo anno dell'ultimo bilancio di previsione pluriennale approvato, con le destinazioni previste dalla relazione previsionale e programmatica di cui all'articolo 9 della l.r. 48/1995. L'esercizio provvisorio è limitato all'assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi specificatamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse e, in generale, alle sole operazioni necessarie e adeguatamente motivate per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all'ente locale.".

Consiglieri presenti e votanti: 31

Favorevoli: 24

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo così emendato:

Articolo 8

(Determinazione delle risorse destinate alla finanza locale)

1. L'ammontare delle risorse finanziarie da destinare agli interventi in materia di finanza locale è determinato, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, della legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale), in euro 234.811.259 per l'anno 2013.

2. Per l'anno 2013, le risorse di cui al comma 1 sono ripartite e destinate con le modalità di cui ai commi 3, 4 e 5, anche in deroga alla l.r. 48/1995, in relazione agli impatti sulla finanza regionale e locale derivanti dalla partecipazione della Regione agli obiettivi complessivi di finanza pubblica, nonché a quelli di perequazione e di solidarietà e dell'esercizio dei diritti e dei doveri dagli stessi derivanti.

3. Per l'anno 2013, la somma di cui al comma 1 è ripartita fra gli interventi finanziari di cui all'articolo 5 della l.r. 48/1995 nel modo seguente:

a) trasferimenti finanziari agli enti locali senza vincolo settoriale di destinazione, euro 95.170.000 (Area omogenea 1.4.1 Trasferimenti di finanza locale senza vincolo di destinazione);

b) interventi per programmi di investimento, euro 11.434.005 (Area omogenea 1.4.3 Speciali programmi di investimento) da utilizzare:

1) quanto ad euro 9.000.000, per il finanziamento dei programmi del Fondo per speciali programmi di investimento (FoSPI) di cui al capo II del titolo IV della l.r. 48/1995;

2) quanto ad euro 2.434.005, per gli interventi previsti dalla legge regionale 30 maggio 1994, n. 21 (Interventi regionali per favorire l'accesso al credito degli enti locali e degli enti ad essi strumentali dotati di personalità giuridica);

c) trasferimenti finanziari con vincolo settoriale di destinazione, euro 128.207.254 ripartiti ed autorizzati nelle misure indicate nell'allegato A, ai sensi dell'articolo 27 della l.r. 48/1995 (Area omogenea 1.4.2 Interventi di finanza locale con vincolo settoriale di destinazione; UPB 1.15.1.10 Oneri per interessi - parz. e UPB 1.15.1.30 Quote capitale per ammortamento mutui - parz.).

4. Per l'anno 2013, le risorse finanziarie di cui al comma 3, lettera a), sono destinate:

a) per euro 4.441.529, al finanziamento dei Comuni, ripartiti secondo il criterio di cui all'articolo 6, comma 2bis, della legge regionale 17 dicembre 1997, n. 41 (Legge finanziaria per gli anni 1998/2000);

b) per euro 85.978.471, al finanziamento dei Comuni;

c) per euro 3.750.000, al finanziamento delle Comunità montane;

d) per euro 1.000.000, al Comune di Aosta quale ulteriore trasferimento finanziario senza vincolo settoriale di destinazione.

5. Per l'anno 2013, una quota delle risorse finanziarie di cui al comma 4, lettera b), pari a euro 3.220.000, è destinata a spese di investimento.

6. Salvo quanto previsto dalla presente legge, gli enti locali si fanno carico degli oneri per la realizzazione degli interventi previsti nell'allegato A per quanto eccedente gli stanziamenti iscritti nei pertinenti capitoli di spesa del bilancio di previsione della Regione.

7. I Comuni concorrono al finanziamento delle Comunità montane di appartenenza, al fine di garantirne un adeguato funzionamento. In caso di mancato accordo, ogni Comune contribuisce al finanziamento della Comunità montana in base alla spesa di riferimento determinata ai sensi dell'articolo 11 della l.r. 48/1995.

8. Gli enti locali concorrono, per quanto di rispettiva competenza, al finanziamento dei servizi erogati ai propri cittadini.

9. Per l'anno 2013, le risorse disponibili derivanti dai sovracanoni idroelettrici, destinate dal Consorzio dei Comuni della Valle d'Aosta ricadenti nel Bacino imbrifero montano della Dora Baltea (BIM) ai Comuni valdostani, sono determinate in un importo pari a quello delle risorse ripartite tra i medesimi Comuni nell'anno 2009; le ulteriori risorse disponibili sono accantonate in un fondo vincolato costituito presso il BIM per il finanziamento di specifici interventi in materia assistenziale e sanitaria.

10. Al comma 3 dell'articolo 7 della legge regionale 9 aprile 2010, n. 14 (Modificazioni alla legge regionale 19 agosto 1998, n. 46 (Norme in materia di segretari degli enti locali della Regione autonoma Valle d'Aosta)), le parole: "dalla data di scadenza naturale dell'incarico" sono sostituite dalle seguenti: "dal 30 aprile 2015 o dalla data di scadenza naturale dell'incarico, se successiva".

11. In deroga a quanto disposto dall'articolo 23, comma 1, del regolamento regionale 3 febbraio 1999, n. 1 (Ordinamento finanziario e contabile degli enti locali della Valle d'Aosta), per le Comunità montane e il Consorzio dei comuni della Valle d'Aosta ricadenti nel bacino imbrifero montano della Dora Baltea (BIM), fino al 31 dicembre 2013, il fondo per il finanziamento di spese in conto capitale non ha destinazione vincolata a spese di investimento.

12. In deroga a quanto disposto dall'articolo 23, comma 3, del regolamento regionale 1/1999, fino al 31 dicembre 2013 le Comunità montane possono utilizzare l'avanzo di amministrazione per il finanziamento delle sole spese correnti correlate all'esercizio in forma associata delle funzioni comunali in ambito socio-assistenziale per gli anziani e i minori; in deroga al medesimo disposto, il BIM può utilizzare l'avanzo di amministrazione per il finanziamento di tutte le spese correnti.

13. I commi 4 e 5 dell'articolo 19 della legge regionale 20 gennaio 2005, n. 1 (Disposizioni per la manutenzione del sistema normativo regionale. Modificazioni e abrogazioni di leggi e disposizioni regionali), sono abrogati.

14. Al comma 3 dell'articolo 2bis della l.r. 48/1995, dopo la parola: "stabilisce" sono inserite le seguenti: ", tenuto conto delle spese correlate all'esercizio delle funzioni devolute dalla Regione al sistema degli enti locali in ambito socio-assistenziale,".

15. In deroga a quanto stabilito dall'articolo 3, comma 1, della legge regionale 16 dicembre 1997, n. 40 (Norme in materia di contabilità e di controlli sugli atti degli enti locali. Modificazioni alle leggi regionali 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale) e 23 agosto 1993, n. 73 (Disciplina dei controlli sugli atti degli enti locali)), gli enti locali approvano il bilancio di previsione pluriennale 2013/2015 entro il 28 febbraio 2013. Nelle more dell'approvazione del bilancio di previsione pluriennale 2013/2015, gli enti locali sono autorizzati alla gestione del bilancio in esercizio provvisorio, consistente nella gestione degli stanziamenti di spesa del secondo anno dell'ultimo bilancio di previsione pluriennale approvato, con le destinazioni previste dalla relazione previsionale e programmatica di cui all'articolo 9 della l.r. 48/1995. L'esercizio provvisorio è limitato all'assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi specificatamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse e, in generale, alle sole operazioni necessarie e adeguatamente motivate per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all'ente locale.

Consiglieri presenti e votanti: 31

Favorevoli: 24

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 9 vi è l'emendamento n. 6 dell'Assessore La Torre.

La parola all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Questo è l'articolo che riguarda il FOSPI, abbiamo presentato un emendamento tramite l'Assessorato delle finanze, nella relazione si capisce molto bene: con questa disposizione si propone l'inserimento in legge della postilla che permette di poter concedere ai Comuni i contributi progettuali per le spese di progettazione previsti dalla legge regionale n. 48/1995 per i progetti esecutivi relativi al triennio 2012/2014 e già consegnati ad ottobre 2012 agli uffici regionali da parte dei Comuni; la legge n. 48 prevede il rimborso dell'80 percento delle spese dei progetti: questo per evitare ai Comuni di non rispettare nella parte di competenza i loro bilanci.

Il discorso è chiaro, basta leggere la relazione in fondo all'emendamento, io aggiungo: per evitare ai Comuni di non rispettare nella parte di competenza i loro bilanci 2012, poiché ci hanno segnalato tale questione, avendo messo a bilancio il contributo della Regione su progetti inerenti il FOSPI del triennio 2012-2014, è chiaro che, se non inseriamo questo emendamento, rischiamo che loro devono fare tutti delle variazioni di bilancio perché hanno previsto l'ingresso del contributo nella parte entrata: è un aspetto tecnico che devono per forza avere.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 6 dell'Assessore La Torre, che recita:

Emendamento

Al comma 4 dell'art. 9 (Fondo per Speciali programmi di investimento - FoSPI) sono aggiunte le seguenti parole: "Resta salva la facoltà di concedere, limitatamente ai progetti esecutivi la cui istruttoria abbia dato esito positivo, il contributo sulle spese progettuali di cui all'art. 21 della l.r. 48/1995.".

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 26

Astenuti: 5 (Bertin, Cerise, Chatrian, Louvin, Patrizia Morelli)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 9 vi è l'emendamento n. 14 di ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Questo comma dell'articolo 9 consente di ammettere a finanziamento dei progetti anche se rimodulati. Abbiamo interpretato positivamente questa possibilità nell'ambito di un FOSPI che ormai è al lumicino, ma sappiamo che è possibile che alcune opere siano riviste e ci pare intelligente la prospettazione quando si dice: "a condizione che ci sia un risparmio nei costi di investimento, rimangano inalterate le funzionalità principali del progetto preliminare e si è dimostrata la perdurante convenienza economica dell'opera modificata". Capiamo bene, si va a farne un rimaneggiamento, magari si conseguono delle piccole economie e si può mantenere il progetto, anche se modificato rispetto alla versione originaria. Noi preciseremmo a mo' di indicazione prospettica anche sotto forma di minore onerosità di gestione o di maggiore risparmio energetico, per guardare le opere e che si faccia questo tipo di valutazione. Non è un grande aiuto che diamo, ma ci sembrava un suggerimento accoglibile.

Presidente - La parola all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Questi concetti sono già compresi nella convenienza economica, ma posso dire che c'è una normativa precisa sul risparmio energetico e sul fatto esistono precise disposizioni di legge. Diciamo che può essere un'ulteriore precisazione e siamo disponibili ad accettare questo emendamento per una maggiore chiarezza dell'articolato del FOSPI.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 14 di ALPE, che recita:

Emendamento

Al comma 8 dell'articolo 9, dopo le parole: "perdurante convenienza economica" sono inserite le seguenti: ", anche sotto forma di minore onerosità di gestione o di maggiore risparmio energetico,".

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo così emendato:

Articolo 9

(Fondo per speciali programmi di investimento - FoSPI)

1. Ai fini del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma FoSPI 2011/2013 la spesa complessiva di euro 38.722.139, già determinata ai sensi dell'articolo 14, comma 1, della legge regionale 10 dicembre 2010, n. 40 (Legge finanziaria per gli anni 2011/2013), è rideterminata in euro 36.868.721 (UPB 1.4.3.20) e ripartita nel quadriennio 2011/2014 ed è così suddivisa per gli anni 2013 e 2014:

a) anno 2013 euro 9.000.000;

b) anno 2014 euro 7.385.831.

2. Il comma 2 dell'articolo 19 della l.r. 30/2011 è abrogato.

3. Ai fini dell'approvazione e del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma FoSPI 2012/2014, la spesa complessiva di euro 17.894.132, già rideterminata ai sensi dell'articolo 19, comma 1, della l.r. 30/2011, è ulteriormente rideterminata in euro 17.862.504 (UPB 1.4.3.20) e ripartita nel quinquennio 2012/2016 ed è così suddivisa per gli anni 2014 e 2015:

a) anno 2014 euro 1.614.169;

b) anno 2015 euro 9.000.000.

All'autorizzazione della spesa residua di euro 7.222.826, si provvederà con legge finanziaria per il triennio 2014/2016.

4. L'approvazione e il finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma FoSPI 2012/2014 sono rinviati all'anno 2014, ad eccezione dei progetti già presentati alla data del 1° agosto 2012 e per i quali la relativa spesa sia già stata approvata e impegnata. Resta salva la facoltà di concedere, limitatamente ai progetti esecutivi la cui istruttoria abbia dato esito positivo, il contributo sulle spese progettuali di cui all'articolo 21 della l.r. 48/1995.

5. Ai fini dell'approvazione e del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma FoSPI 2013/2015, la spesa complessiva di euro 15.000.000, già rideterminata ai sensi dell'articolo 19, comma 3, della l.r. 30/2011, è ulteriormente rideterminata in euro 13.444.327. La realizzazione delle opere inserite nel programma FoSPI 2013/2015 è posticipata al triennio 2016/2018 e l'approvazione e il finanziamento dei progetti esecutivi sono rinviati all'anno 2016. Il termine di cui all'articolo 20, comma 3, della l.r. 48/1995 per la presentazione dei progetti esecutivi relativi al programma FoSPI 2013/2015 è posticipato di un anno.

6. L'attuazione del programma FoSPI 2014/2016 è posticipata al triennio 2017/2019. Ai fini dell'approvazione del programma FoSPI 2014/2016 i termini previsti dall'articolo 20, commi 1, 2 e 3, della l.r. 48/1995 sono posticipati di un anno. La relativa spesa di riferimento, già determinata in euro 15.000.000 ai sensi dell'articolo 19, comma 4, della l.r. 30/2011, è rideterminata in euro 9.000.000. All'autorizzazione della spesa e alla sua articolazione per annualità, ai fini dell'approvazione e del finanziamento dei progetti esecutivi relativi alle opere inserite nel programma, si provvederà con legge finanziaria per il triennio 2017/2019.

7. In deroga alla l.r. 48/1995, le eventuali economie realizzate dalla gestione dei residui e dalla gestione della competenza nell'ambito dell'UPB 1.4.3.20 sono destinate in sede di assestamento del bilancio alla medesima UPB.

8. Dopo il comma 3 dell'articolo 20 della l.r. 48/1995, è inserito il seguente:

"3bis. In deroga a quanto stabilito dal comma 3, lettera b), numero 2), i progetti esecutivi possono essere ammessi a finanziamento anche se comportano modificazioni rispetto al progetto preliminare a condizione che vi sia un risparmio nei costi di investimento, rimangano inalterate le funzionalità principali del progetto preliminare e sia dimostrata la perdurante convenienza economica, anche sotto forma di minore onerosità di gestione o di maggiore risparmio energetico, dell'opera modificata.".

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 25

Astenuti: 7 (Bertin, Cerise, Chatrian, Donzel, Louvin, Patrizia Morelli, Rigo)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 10:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 25

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin sull'articolo 11.

Louvin (ALPE) - Non sia mai detto che facciamo mancare al Presidente Rollandin un momento di approfondimento su Aosta capoluogo, che è stato uno dei polpettoni che abbiamo avuto sul tavolo per tanti anni! Qui chiederei a chi segue questa problematica di farci nuovamente il punto, perché qui risaliamo di 20 anni nell'avvio di questa progettazione di interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale, siamo ancora prima di Aosta capitale e sono ancora sul tappeto 3.257.000 euro per il 2013, 1.953.000 per il 2014, 2.200.000 per il 2015, siamo a circa 7.500.000 di euro ancora non spesi, né rendicontati. Se si applicassero i criteri dell'Unione europea, si sarebbero già disapplicate da tempo queste procedure e si sarebbero già stoppati tutti i finanziamenti. Chiediamo alla Giunta di riferire puntualmente sugli interventi oggetto di ulteriore finanziamento e chiediamo quali siano le intenzioni per quanto riguarda l'accensione di prestiti a medio-lungo termine, cioè per finanziare queste opere che sono delle lunghe code di vicende precedenti, non sappiamo a cosa si riferiscano concretamente, abbiamo ancora da accendere prestiti, diamo autorizzazione alla Giunta di indebitarci ulteriormente. Qual è il quadro reale della situazione, cosa stiamo finanziando su questa partita e fino a quando dovrà andare avanti questa vicenda? Secondo noi, dovrebbe essere stata archiviata da tempo.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Questo è un articolo di carattere finanziario della rimodulazione per il triennio 2013-2015 dell'autorizzazione di spesa: è il mantenimento degli impegni che ci siamo assunti nei confronti di Aosta, credo sia doveroso da parte nostra. Sono stati declinati in tutte le salse, politiche e amministrative, i programmi della città; lei giustamente gioca il ruolo politico dello stimolo e della contrapposizione, questo attiene all'autonomia della città di Aosta, di cui lei ha fatto parte del Consiglio comunale, quindi dovrebbe conoscere, come conosco io, quali sono...

(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)

...stiamo finanziando gli impegni che abbiamo assunto e il Comune porta avanti i suoi programmi, quindi la domanda a che punto sono i programmi del Comune la faccia al Comune! Se invece chiede se la Regione sta portando avanti gli impegni assunti, questo è l'articolo che conferma gli impegni presi dalla Regione nei confronti del Comune di Aosta che finanziariamente assolviamo.

Presidente - La parola all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Qui è stata una modulazione che ha tenuto conto di quello che serve per chiudere il rapporto sulla legge n. 3/1992. Se il collega Louvin vorrà, posso dargli una situazione precisa nei prossimi giorni, ma è solo un'operazione di carattere finanziario.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Sembra che parliamo al bar di noccioline: sono 7.500.000 di euro, pari a 15.000.000.000, ricordo bene che era di questo importo l'inizio dell'operazione Aosta capoluogo. Vent'anni dopo abbiamo ancora lo stesso importo sul tavolo che stiamo rimodulando. Allora, non abbiamo chiesto la luna: abbiamo chiesto di farci brevemente un quadro di cosa rimane in piedi e di come andiamo ad indebitarci, perché qui c'è un'autorizzazione all'indebitamento, a contrarre mutui passivi, vorremmo sapere per che cosa. La risposta che ci è stata data è una non risposta, perché avete girato dei fattori tecnici, delle rimodulazioni, eccetera; qui non è una questione di rimodulazione, bisogna sapere cosa si sta pagando, cosa è ancora aperto al Comune di Aosta. Ci sono passato fino al 2008 e ricordo bene che, ogni volta che si discuteva di questo, si andava a vedere caso per caso, come si è fatto anche qui spesso nell'andare a vedere cosa era ancora aperto. È possibile che tutta la Giunta non sappia dirci quali sono i progetti che sono ancora in corso? Mi sembra al di sotto delle aspettative che abbiamo dal punto di vista puramente amministrativo.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 11:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 25

Contrari: 7

Il Consiglio approva.

Presidente - Articolo 12: stesso risultato. Articolo 13: stesso risultato.

All'articolo 14 vi è l'emendamento n. 15 di ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Qui abbiamo una richiesta che facciamo perché c'è un cambiamento sostanziale per quanto riguarda il settore della sanità, lo abbiamo visto quando abbiamo valutato le pagine, c'è un trasferimento che prende forme diverse rispetto al passato. Mi riferisco - in un'illustrazione congiunta agli emendamenti n. 15 e n. 16 - alla questione della mobilità, che, essendo ormai demandata interamente all'USL, non verrebbe più ad essere oggetto di valutazione da parte del Consiglio e della commissione nel momento in cui si ha un quadro generale della mobilità attiva e passiva. Ogni anno facevamo delle norme apposite di finanziamento per questo e avevamo costantemente il tableau de bord per quanto riguarda tale dinamica. Non è secondario che ci poniamo questo problema, perché sapere se aumenta o diminuisce la mobilità attiva o passiva è sicuramente un indicatore di funzionamento del sistema sanitario. Riteniamo quindi positivo che ci siano dei momenti di approfondimento per quanto riguarda il trasferimento che facciamo in campo sanitario: il primo riguarda le spese di investimento per le quali si prevede da parte della Giunta che ci sia un piano di interventi sottoposti alla Giunta. È giusto che ci sia un momento programmatorio da parte della Regione che dà il via libera agli investimenti dell'USL, altrettanto giusto ci sembra che passi anche dalle parti della commissione affinché ne possa avere conoscenza.

Secondariamente, per quanto riguarda la mobilità sanitaria attiva e passiva contabilizzata nel corso dell'anno precedente, chiediamo che, entro il 28 febbraio dell'anno successivo, se ne dia conto al Consiglio con una comunicazione all'apposita commissione, di nuovo nel quadro di una verifica generale. Non siamo né ad approvare atti, né a rappresentare un momento di intralcio, ma che ci sia la corretta informazione sulla mobilità sanitaria attiva e passiva ci pare opportuno.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Visto che sono stati illustrati i due emendamenti...per quanto riguarda la mobilità, effettivamente cambiano le regole e adesso sarà l'Azienda USL a provvedere sul proprio bilancio. Devo dire che in particolare sull'emendamento n. 16 non è possibile entro il 28 febbraio di ogni anno, perché le regole del sistema nazionale di mobilità prevedono che la mobilità attiva debba essere valutata al 30 aprile, quindi i flussi della mobilità attiva sono valutati al 30 aprile, mentre quelli della mobilità passiva al 30 giugno di ogni anno. Queste sono le regole del sistema nazionale di mobilità, quindi al 28 febbraio non si può fare una valutazione sulla mobilità.

Per quanto riguarda la possibilità di relazionare in V Commissione sui dati della mobilità, non credo di essermi mai sottratto a questo impegno, peraltro per la precisione quest'anno abbiamo un importo sulla mobilità sul saldo di 12.972.000, l'anno scorso era di 13.475.000, con un miglioramento di circa 500.000 euro e si cominciano a vedere gli effetti dei servizi che stiamo erogando nella nostra regione, dove abbiamo avuto nel 2011 una mobilità attiva di 9.700.000 e una mobilità passiva totale di 23.000.000, il saldo del 2011 lo avevo ricordato prima, quindi c'è un miglioramento. Sul fatto di prevedere un passaggio previo parere della commissione all'articolo 14, comma 4, ricordo che abbiamo istituito il Consiglio sanitario, che mi sembra un luogo dove poter portare a conoscenza i programmi dell'azienda, peraltro compresi nell'accordo di programma, dove si parla di spesa di investimenti. Sono sempre stato disponibile ad andare in commissione qualora siano chiesti dei chiarimenti, pertanto sono due emendamenti non accoglibili.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Sulla cortesia personale dell'Assessore Lanièce non abbiamo nulla da dire, ma sul fatto che si consideri che un passaggio in Consiglio sanitario abbia la stessa valenza di verifica politica generale di sostenibilità di spese di investimento in campo sanitario...non vogliamo sostituirci al Consiglio sanitario, ma che noi non abbiamo informazione sul piano di investimenti nell'ambito sanitario, noi come Consiglieri regionali...vedo che la cosa non appassiona particolarmente questo Consiglio, mi chiedo se sia interessante ad offrire al Consiglio delle opportunità di operare seriamente quando non ha nessuna voglia di farlo, questo giustifica anche molto dell'atteggiamento che può permettersi il Governo regionale nei nostri confronti e che squalifica questo Consiglio di fronte alla sua opinione pubblica. Dicevo, il Consiglio sanitario ha delle sue competenze, che la commissione valuti con un proprio parere il piano degli investimenti a noi sembra essere una cosa che politicamente ha molto significato e ne ribadiamo l'assoluta necessità.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, se l'Assessore legge l'emendamento, non vi è scritto: "i dati relativi alla mobilità dell'anno precedente", ma vi è scritto: "i dati relativi ai flussi della mobilità sanitaria attiva e passiva contabilizzati nel corso dell'anno precedente". Diamo quindi addirittura all'USL rispetto alla cadenza che lei ha indicato, lei mi pare di aver capito dica che l'USL non ha la contabilità della mobilità in relazione al sistema sanitario nazionale se non a giugno, bene, noi diamo tempo fino al 28 febbraio dell'anno successivo, sette mesi, per venire ad informare attraverso la trasmissione di un dato, cioè una lettera. Immagino che con i suoi uffici siano ogni tanto in relazione i Signori dell'USL, quindi saranno in grado di aggiungere un destinatario alla comunicazione e di comunicare che la mobilità che c'è stata nell'anno ancora precedente a questo punto...se arriva la comunicazione ad agosto, a settembre, all'inizio della sessione autunnale, si avrà il quadro dell'anno precedente, siamo assolutamente nei termini e non imponiamo a nessuno di andare fuori linea.

Assessore, se non è da parte sua un escamotage verbale di cui non capiamo l'importanza, questo emendamento è assolutamente accoglibile, per cui insistiamo affinché questo Consiglio non si spogli, nel momento in cui si dà un pacco di risorse di 280.000.000 di euro all'USL, della possibilità di sapere cosa sta succedendo in ambito sanitario. Abbiamo una sola USL in questa regione, abbiamo necessità di avere questo sotto controllo, lo stiamo facendo con un esame della spending review nel campo sanitario, ma se in futuro mancherà questo flusso informativo, chi verrà a fare questa funzione sarà sicuramente privo degli strumenti necessari.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 15 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Al comma 4 dell'articolo 14, dopo le parole: "piano di interventi da sottoporre", sono inserite le seguenti: ", previo parere della Commissione consiliare competente,".

Consiglieri presenti e votanti: 31

Favorevoli: 8

Contrari: 23

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 16 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Al comma 5 dell'articolo 14, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Entro il 28 febbraio di ogni anno, l'Azienda USL trasmette alla Commissione consiliare competente i dati relativi ai flussi della mobilità sanitaria attiva e passiva contabilizzati nel corso dell'anno precedente, comprensivi delle singole prestazioni sanitarie erogate.".

Stesso risultato.

Pongo in votazione l'articolo 14:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 24

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin sul sub-emendamento che sostituisce l'emendamento n. 22 e l'emendamento in subordine n. 22bis del gruppo ALPE.

Louvin (ALPE) - Questa proposta si inserisce nel momento di particolare difficoltà che attraversa la nostra comunità, in particolare di fronte alle situazioni di povertà estrema che si stanno manifestando in modo sempre più intenso. Penso che molti di voi abbiano avuto contezza del fatto che persone che si trovavano in soglie di limitata disponibilità finanziarie siano state rigettate oggi anche in condizioni addirittura di avere perso possibilità di alloggio e vitto in qualche caso. Abbiamo avuto modo di confrontarci con gli operatori del settore che a stento suppliscono a queste gravi indigenze attraverso varie forme di sostegno alle persone, associazioni, organismi di volontariato, di promozione sociale; stanno mettendosi a disposizione in modo egregio per far fronte a questo e siamo sicuri che i prossimi mesi saranno aumentate sicuramente le richieste in tale senso.

Abbiamo articolato questa proposta di creare un fondo straordinario per il sostegno alle persone in condizioni di particolare indigenza, che demanda alla Giunta di stabilire criteri e modalità attraverso le quali far pervenire adeguati finanziamenti al terzo settore, agli organismi di volontariato e promozione sociale che all'interno della regione si fanno carico di questo problema.

Abbiamo cercato di rastrellare dove abbiamo trovato che c'erano delle disponibilità e siamo grati agli uffici finanziari che ci hanno aiutati a riformulare, rendendo ammissibile sul piano tecnico tale emendamento, perché ci sembra in questo momento un segnale quanto mai necessario. Forse sarebbe stato più bello se fossimo riusciti a conseguire questo risultato attraverso economie provenienti dal rasciugamento della spesa della funzione pubblica, in particolare della funzione politica, ma i tempi non lo hanno consentito. Avremo presto delle iniziative riguardanti questo settore, per intanto ci sono, a nostro avviso, delle disponibilità che sono acquisibili e raccogliere circa 400.000 euro per il prossimo anno per far fronte a questo che sarà un urto pesante... Ho avuto modo di conoscere persone che hanno perso, per ragioni di separazione e di perdita di lavoro, la loro abitazione, che stanno vivendo in condizioni di estremo disagio, ospiti di parenti o da mesi in alloggiamento precario presso questa o quella struttura. Crediamo sia possibile attrezzare in questo modo delle piccole abitazioni di soccorso, dei sistemi che diano un tetto a persone che in questo momento si trovano ad essere in mezzo alla strada e ugualmente per fare in modo che ci sia un pasto caldo per molte persone che in questo momento non riescono più a provvedere ad un sostentamento adeguato. Ci sembrava giusto, in un momento difficile per le finanze, fare questo piccolo sforzo supplementare, individuare delle modalità che venissero incontro alle associazioni che operano nel settore, non tanto per loro associazioni, quanto per la destinazione a cui vogliamo devolvere questi fondi.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente.

Ho voluto ascoltare bene l'illustrazione del sub-emendamento per capire se avevo colto qual era la necessità. Se l'obiettivo è quello di aiutare le persone con particolare indigenza nell'ambito di vitto e alloggio, devo dire che interveniamo altro che con 400.000 euro! Proprio utilizzando l'importante concorso delle associazioni di volontariato del terzo settore (cooperative sociali), abbiamo progetti rischio povertà, poi molto è previsto dal Testo unico sull'assistenza sociale, quindi rispetto al rischio povertà, visto che siamo in periodo di bilancio, cito le cifre: 150.000 euro alla Caritas per l'Abri (dormitorio Caritas) più Tavola Amica, 30.000 euro a Tenda Amica di Saint-Vincent, adesso con Caritas si sta ragionando sulla gestione del dormitorio pubblico nell'ottica di affidarne la gestione a grosse associazioni come la Caritas. Abbiamo tutto il settore dell'emergenza abitativa, l'appalto che è già stato assegnato (Mura Oltre le Mura) è stato raddoppiato, perché, proprio per la necessità urgente di trovare un tetto, prima avevamo le strutture di Pollein e di Montjovet, abbiamo previsto una nuova struttura che la cooperativa vincitrice dell'appalto ha individuato a Saint-Marcel, quindi abbiamo raddoppiato i posti: questo appalto pesa 400.000 euro. Ci sono poi tutti gli interventi relativi al minimo vitale, destinati a queste categorie di persone particolarmente sfortunate.

Abbiamo quindi un impegno, non abbiamo tagliato, anzi l'anno scorso, partendo con un nuovo appalto (Mura Oltre le Mura), abbiamo raddoppiato: con 1.500.000 di fondi in questo settore. Questo è un settore dove crediamo di incidere, anche se naturalmente aumentano sempre più le persone in difficoltà, lo vediamo con le domande che aumentano sul minimo vitale e sui contributi straordinari, quindi tale emendamento non è accoglibile, perché interveniamo già tre volte rispetto a quello che è stato proposto.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Siamo consapevoli di quello che è in corso, abbiamo seguito sia Tenda Amica che Tavola Amica, che le altre iniziative a cui faceva riferimento. Proprio dalla conoscenza di queste situazioni, ci siamo resi conto che le strutture in questione sono oggi sotto tensione e in oggettiva difficoltà per far fronte all'impatto della richiesta, sono molto più numerose le situazioni di bisogno di quanto non possano affrontare queste prime iniziative lodevoli e fortunatamente molto dinamiche nel loro piccolo e che già si avvalgono di forze di volontariato. Non confonderei il piano con gli interventi di emergenza abitativa e con gli altri progetti di cui lei ha fatto menzione, a noi sembra che si apra una fase critica a cui quello che è oggi in campo, sulla base delle risorse e dei soggetti che lei ha indicato, non è più sufficiente. Ci sembra che il problema stia superando dimensionalmente di gran lunga quello che abbiamo fatto, abbiamo apprezzato gli sforzi che ci sono stati finora, ma riteniamo che l'onda d'urto sarà nettamente superiore; è una preoccupazione, ma che non deve trovarci, soprattutto lei che in questa fine legislatura ha in carico l'Assessorato competente nella condizione di dire: "non possiamo fare niente perché non ci sono risorse", questo è il momento per recuperare.

Se si vuole con una piccola economia sugli interventi per il personale regionale e su altre unità di spesa, questo è attuabile; se non lo si ritiene, temiamo con rammarico che la Regione non darà quel sostegno che anche gli enti locali oggi per la loro frammentazione non sono in grado di dare. Abbiamo registrato casi in tutta la Valle di questa natura non solo concentrati nel capoluogo, o nell'area di fondovalle, ma i piccoli e medi Comuni non sono in grado di operare a questo livello, per cui, visto il numero dei senzatetto e delle persone che oggi non hanno un pasto caldo, che sono tante e anche con molta discrezione persone conosciute nel nostro ambito locale, persone anziane e non solo, che si avvicinano alla Tavola Amica per avere un pasto caldo, crediamo che mettere in moto qualcosa di più che riesca a sommare all'impegno dell'Amministrazione anche l'impegno dei privati, facendo sì che diventiamo noi perno per nuove iniziative sul territorio negli anni freddi che ci aspettano sia una cosa quanto mai auspicabile. Ci rincresce che non ci sia disponibilità in questo senso da parte del Governo.

Presidente - Do lettura, per il verbale, dell'emendamento n. 22 e del sub-emendamento n. 22bis del gruppo ALPE, che recitano rispettivamente:

Emendamento

Alla fine del capo V, dopo l'articolo 14, è inserito il seguente:

"CAPO Vbis

INTERVENTI IN MATERIA DI ASSISTENZA SOCIALE

Art. 14bis

(Fondo straordinario per il sostegno alle persone in condizioni di particolare indigenza)

1. È istituito il Fondo straordinario per il sostegno alle persone in condizioni di particolare indigenza, finalizzato al concorso alle spese per i servizi di vitto e alloggio erogati da organizzazioni del terzo settore, associazioni e organismi di volontariato e di promozione sociale operanti nel territorio regionale senza fini di lucro.

2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale definisce, con propria deliberazione adottata previo parere della Commissione consiliare competente, i criteri e modalità nonché ogni altro adempimento o aspetto, anche procedimentale, relativi alla fruizione del Fondo di cui al comma 1.

3. L'onere derivante dall'applicazione del comma 1, valutato in annui euro 586.250 a decorrere dall'anno 2013 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione per il triennio 2013/2015 nell'UPB 01.08.01.11 (Altri interventi di assistenza sociale - parz.).

4. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede mediante l'utilizzo degli stanziamenti iscritti nel bilancio di previsione della Regione per il triennio 2013/2015:

a) nell'UPB 1.02.01.12 (Altri interventi per il personale regionale - parz.) per annui euro 278.000;

b) nell'UPB 1.01.01.10 (Consiglio regionale - parz.) per annui euro 178.250;

c) nell'UPB 1.01.01.11 (Giunta regionale e Presidente della Regione - parz.) per annui euro 50.000;

e) nell'UPB 1.03.01.11 (Comitati e commissioni - parz.) per annui euro 80.000.".

Sub-emendamento

Alla fine del capo V, dopo l'articolo 14, è inserito il seguente:

"CAPO Vbis

INTERVENTI IN MATERIA DI ASSISTENZA SOCIALE

Art. 14bis

(Fondo straordinario per il sostegno alle persone in condizioni di particolare indigenza)

1. È istituito il Fondo straordinario per il sostegno alle persone in condizioni di particolare indigenza, finalizzato al concorso alle spese per i servizi di vitto e alloggio erogati da organizzazioni del terzo settore, associazioni e organismi di volontariato e di promozione sociale operanti nel territorio regionale senza fini di lucro.

2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale definisce, con propria deliberazione adottata previo parere della Commissione consiliare competente, i criteri e modalità nonché ogni altro adempimento o aspetto, anche procedimentale, relativi alla fruizione del Fondo di cui al comma 1.

3. L'onere derivante dall'applicazione del comma 1, valutato in annui euro 380.250 a decorrere dall'anno 2013 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione per il triennio 2013/2015 nell'UPB 01.08.01.11 (Altri interventi di assistenza sociale - parz.).

4. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede mediante l'utilizzo degli stanziamenti iscritti nel bilancio di previsione della Regione per il triennio 2013/2015:

a) nell'UPB 1.02.01.12 (Altri interventi per il personale regionale - parz.) per annui euro 195.125;

b) nell'UPB 1.01.01.10 (Consiglio regionale - parz.) per annui euro 80.125;

c) nell'UPB 1.01.01.11 (Giunta regionale e Presidente della Regione - parz.) per annui euro 25.000;

d) nell'UPB 1.03.01.11 (Comitati e commissioni - parz.) per annui euro 80.000.".

Pongo in votazione il sub-emendamento del Consigliere Louvin, sostitutivo dell'emendamento e del sub-emendamento sopracitati del gruppo ALPE, che recita:

Sub-emendamento

Alla fine del capo V, dopo l'articolo 14, è inserito il seguente:

"CAPO Vbis

INTERVENTI IN MATERIA DI ASSISTENZA SOCIALE

Art. 14bis

(Fondo straordinario per il sostegno alle persone in condizioni di particolare indigenza)

1. È istituito il Fondo straordinario per il sostegno alle persone in condizioni di particolare indigenza, finalizzato al concorso alle spese per i servizi di vitto e alloggio erogati da organizzazioni del terzo settore, associazioni e organismi di volontariato e di promozione sociale operanti nel territorio regionale senza fini di lucro.

2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale definisce, con propria deliberazione adottata previo parere della Commissione consiliare competente, i criteri e modalità nonché ogni altro adempimento o aspetto, anche procedimentale, relativi alla fruizione del Fondo di cui al comma 1.

3. L'onere derivante dall'applicazione del comma 1, valutato in annui euro 408.000 a decorrere dall'anno 2013 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione per il triennio 2013/2015 nell'UPB 01.08.01.11 (Altri interventi di assistenza sociale - parz.).

4. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede mediante l'utilizzo degli stanziamenti iscritti nel bilancio di previsione della Regione per il triennio 2013/2015:

a) nell'UPB 1.02.01.12 (Altri interventi per il personale regionale - parz.) per annui euro 278.000;

b) nell'UPB 1.01.01.11 (Giunta regionale e Presidente della Regione - parz.) per annui euro 50.000;

c) nell'UPB 1.03.01.11 (Comitati e commissioni - parz.) per annui euro 80.000.".

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 8

Contrari: 24

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 15:

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 25

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 16 c'è l'emendamento n. 17 del gruppo ALPE.

La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

All'articolo 16 abbiamo proposto l'emendamento n. 17, che va nella direzione di affrontare i criteri per quanto riguarda soggetti portatori di handicap individuati nella legge regionale n. 54/1981 per poterci confrontare in commissione su criteri, modifiche ed integrazioni varie. Speriamo che sia accolto dal Governo regionale, l'obiettivo dell'emendamento è quello di portare il nostro contributo in sede di commissione.

Presidente - C'è qualcuno che vuole intervenire? Do lettura dell'emendamento n. 17 del gruppo ALPE:

Emendamento

Al terzo comma dell'articolo 2 della legge regionale 28 dicembre 1983, n. 89, come sostituito dall'articolo 16, dopo le parole: "con propria deliberazione,", sono inserite le seguenti: "previo parere della Commissione consiliare competente,".

Nell'emendamento le parole: "previo parere della" vengono sostituite con la parola "sentita".

Pongo in votazione l'articolo 16 nel testo così emendato:

Articolo 16

(Contributi per i lavoratori disabili. Modificazione alla legge regionale 28 dicembre 1983, n. 89)

1. L'articolo 2 della legge regionale 28 dicembre 1983, n. 89 (Norme integrative alla legge regionale 11 agosto 1981, n. 54, concernente: interventi per favorire l'inserimento lavorativo di cittadini portatori di handicaps), è sostituito dal seguente:

"Art. 2

1. Alle cooperative che abbiano come soci o dipendenti soggetti portatori di handicap, come individuati dalla legge regionale 11 agosto 1981, n. 54 (Interventi per favorire l'inserimento lavorativo di cittadini portatori di handicap), il contributo può essere concesso, a scelta del beneficiario:

a) nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 41 del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato;

b) in regime de minimis, ai sensi della normativa europea vigente.

2. Possono inoltre essere riconosciuti, nella determinazione dell'ammontare dei contributi, alle condizioni di cui all'articolo 42 del regolamento (CE) n. 800/2008, i costi totali o parziali relativi al tempo impiegato per l'affiancamento di personale di sostegno ai soggetti portatori di handicap.

3. La Giunta regionale stabilisce con propria deliberazione, previa illustrazione alla Commissione consiliare competente, i criteri e le modalità, anche procedimentali, per la concessione dei contributi di cui al presente articolo. La predetta deliberazione è pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione.".

Consiglieri presenti: 33

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 6 (Bertin, Cerise, Chatrian, Carmela Fontana, Louvin, Patrizia Morelli)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 17:

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 25

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - Articolo 18: stesso risultato.

All'articolo 19 vi è l'emendamento n. 18 del gruppo ALPE e in subordine il n. 18bis.

La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Lo spirito è lo stesso, poi, se vogliamo, al posto di "previo parere", mettere: "sentito"...il nostro obiettivo è poterci confrontare in commissione per quanto riguarda la gestione speciale di Finaosta, quindi lo emendiamo.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Correttamente si faceva notare che fra "previo parere"...prima avevamo detto "sentita", ma la correzione verbale era "previa illustrazione", altrimenti è giusto che ci sia la dizione corretta, perché c'è o "previo parere", o "previa illustrazione", non c'è più il "sentita".

Presidente - Se non ho capito male, l'emendamento n. 18 viene ritirato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Dopo il comma 1 dell'articolo 19, è aggiunto il seguente:

"1bis. Al comma 2 dell'articolo 6 della l.r. 7/2006, dopo le parole: "appositi incarichi conferiti dalla Regione", sono inserite le seguenti: ", previo parere della Commissione consiliare competente,".".

Pongo in votazione il sub-emendamento n. 18bis, che viene così modificato:

Sub-emendamento

Dopo il comma 1 dell'articolo 19, è aggiunto il seguente:

"1bis. Al comma 2 dell'articolo 6 della l.r. 7/2006, dopo le parole: "appositi incarichi conferiti dalla Regione", sono inserite le seguenti: "previa illustrazione alla Commissione consiliare competente,".".

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 19:

Consiglieri presenti: 34

Votanti e favorevoli: 26

Astenuti: 8 (Bertin, Cerise, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Louvin, Patrizia Morelli, Rigo)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 20 vi è l'emendamento n. 19 del gruppo ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Non credo sia opportuno ritornare sull'argomento, ne abbiamo fatto oggetto di ampia discussione stamani. Questo emendamento stopperebbe l'erogazione del contributo per la realizzazione del polo fieristico in località autoporto. Ci siamo detti tutto il necessario, sappiamo le posizioni diverse che abbiamo su questo punto, le intenzioni sono state chiarite sulla discussione dell'ordine del giorno che è stato respinto, ma rimanga a memoria la nostra proposta di espungere dalla legge finanziaria di quest'anno l'erogazione del contributo che era stato previsto dalla legge finanziaria come proposta dalla Giunta.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 19 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Dopo il comma 1 dell'articolo 20, è aggiunto il seguente:

"1bis. Per l'anno 2013, l'erogazione del contributo per la realizzazione del nuovo polo fieristico in località Autoporto nel Comune di Pollein, di cui all'articolo 53, comma 1, della l.r. 30/2011, è sospesa.".

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 8

Contrari: 26

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 20:

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 26

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 21 vi è l'emendamento n. 20 del gruppo ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Nel corso delle audizioni che abbiamo svolto in commissione, ce n'è stata una particolarmente interessante con una categoria economica che ha fatto presente che anche le categorie stesse devono fare la loro parte. Ha dato un segnale che personalmente ho apprezzato, come i colleghi di commissione, dicendo: non sono tutti solo a prendere, sanno che c'è un momento particolare, bisogna anche dare. Siccome riteniamo che sia doveroso non lasciar cadere nel vuoto delle indicazioni, che non sono indicazioni che vengono in incontri supposti carbonari, come ritiene l'Assessore La Torre, ma sono degli incontri ufficiali con tanto di registrazione, e, se avete piacere, li rileggiamo insieme sui verbali: ecco è venuta un'indicazione molto precisa, cioè le categorie devono fare la loro parte, non devono venire nelle strutture anche a beneficiare di emolumenti, ma devono fare come disponibilità il loro impegno.

Siccome prendiamo sul serio le persone quando vengono, soprattutto quando vengono in rappresentanza ufficiale delle categorie, abbiamo ritenuto di farci portatori di un emendamento che ha un carattere significativo, cioè la Chambre, che è un organismo che costa molto - ricordo le dimensioni che aveva il problema dei servizi camerali e della promozione quando era ancora nell'alveo dell'Amministrazione regionale - e abbiamo visto crescere - poi parleremo anche di un altro aspetto relativo alla Chambre - esponenzialmente negli ultimi anni i costi di questo settore. Se così è, a noi sembra molto semplice: nell'ambito della legge di riordino dei servizi camerali, precisiamo che l'attività del Presidente e dei componenti del Consiglio e della Giunta della Chambre è svolta a titolo gratuito. Non è obbligatorio farlo per periodi troppo prolungati, non devono diventare delle sinecure, sono delle funzioni di servizio che sono rese, poi possiamo dire vengono rese da persone che sono o già stipendiate da categorie di appartenenza, o sono titolari loro stesse di aziende, di imprese di dimensioni anche importanti, quindi pensiamo che complessivamente questo faccia parte di una riconfigurazione del nostro sistema pubblico e ci piace pensare che questo Consiglio abbia oggi l'opportunità di venire incontro ad una sollecitazione che è stata rivolta in sede di commissione, dando questo segnale di gratuità - lo abbiamo accennato nell'intervento generale sul bilancio - del servizio che si rende. Ci sono degli impegni che hanno natura professionale, che richiedono un cento percento del proprio tempo, ce ne sono altri che non richiedono questa stessa dimensione temporale, che sono compatibili con altre attività professionali ed imprenditoriali, crediamo che questo possa da ultimo dare un segnale di forte indipendenza rispetto al ruolo che si svolge e di non necessario svolgimento di certe attività in funzione della remunerazione, che pure non è colossale, che viene riconosciuta. Ci sembra un segnale di utile contributo di generosità che viene dato alla collettività.

Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives, Pastoret.

Pastoret (UV) - Grazie Presidente.

Il gruppo ALPE con questo emendamento mi consente di fare un piccolo punto sulla situazione della Chambre, perché l'emendamento è dettato dall'articolo che affrontiamo: il 21, e lì con l'accordo della Chambre, non sulle cifre, ma sulla questione di carattere generale, si è voluta modificare la vecchia dicitura che prevedeva che l'erogazione finanziaria alla Chambre fosse fissata in una forbice fra il 20 e il 40 percento degli introiti delle entrate camerali. Si è preferito dire che il fabbisogno finanziario viene determinato con legge di bilancio. Abbiamo portato a casa un accordo favorevole su questa dicitura, perché è in esame un disegno di legge per quanto riguarda la Chambre che deve tener conto delle disposizioni che sono state introdotte dal decreto legislativo n. 23/2010 e ci sono delle funzioni che devono essere riviste. Nella discussione che si sta facendo su queste revisioni la Chambre propone di fare altri tipi di interventi, fra cui quello della gratuità della partecipazione alle giunte o ai consigli.

Quello che chiedo a questo punto è di lasciar cadere tale emendamento, perché questo è un tema che con una logica complessiva va affrontato in un disegno di legge che tenga conto di tutti questi elementi. In passato abbiamo discusso dell'improprietà o meno di introdurre all'interno delle disposizioni della finanziaria provvedimenti che andavano a modificare delle leggi per carattere che sono un po' borderline, in questo caso fate un'osservazione che ha un rilievo di carattere economico, ma, siccome c'è sul piatto questo tipo di discussione che poi passerà anche nelle commissioni facendo il suo iter, chiedo di soprassedere. I tempi che ci proponiamo sarebbero quelli...entro la fine della legislatura, perché non ci sono grandi questioni da mettere a punto, bisognerà vedere quali esigenze la Chambre manifesterà per i suoi aspetti rispetto al testo che andremo a proporre, che deve tener conto del decreto legislativo n. 23, rispetto al quale abbiamo degli obblighi da normare.

Per quanto riguarda l'emendamento successivo dell'Assessore, lo illustrerà lui. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie. Quando abbiamo parlato della questione della limitazione degli stipendi ai manager pubblici, è stato assunto stamani un impegno molto formale e a tempi ristretti. Quello che lei ci annuncia ci fa piacere, ma non siamo dell'avviso che la tempistica che lei indica, che è l'arco di questa legislatura, sia consona con questo impegno. Siamo perché venga mantenuta la richiesta e tanto meglio se tale provvedimento sarà inserito in un ambito più generale. Ne facciamo una questione qui di cadenzamento, siamo in una fase nella quale stiamo operando complessivamente, lei vedrà dal nostro emendamento successivo che c'è un altro aspetto che riguarda le spese generali della Chambre, che riteniamo possa essere irreggimentato in questo momento, pensiamo che sia opportuno dare adesso dei segnali. Se poi essi non saranno accolti, saremo disponibili a rivederli nell'ambito di iniziative di carattere generale, ma gli impegni di medio-lungo termine, soprattutto nei periodi di chiusura di legislatura, sono quanto mai aleatori, lei ha grande esperienza e sa che il giro di walzer che si fa a fine legislatura riserva tante sorprese. Preferiamo quindi che a mente fredda e seppure con un emendamento che capisco essere spurio rispetto al testo generale...ma è non di meno frutto di un lavoro di approfondimento fatto anche in seno alle commissioni nell'esame della finanziaria e ci sembra accoglibile, quindi lo manteniamo.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 20 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Prima del comma 1 dell'articolo 21, è aggiunto il seguente:

"01. Dopo il comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 20 maggio 2002, n. 7 (Riordino dei servizi camerali della Valle d'Aosta), è aggiunto il seguente:

"2bis. L'attività del Presidente e dei componenti del Consiglio e della Giunta della Chambre è svolta a titolo gratuito.".".

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 8

Contrari: 26

Il Consiglio non approva.

Presidente - Vi è ora l'emendamento n. 4 dell'Assessore La Torre.

La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - In virtù del fatto che con l'articolo 21 modifichiamo le modalità di determinazione del contributo regionale, abbiamo convenuto con la Chambre che era opportuno precisare che nella determinazione del finanziamento a quest'ultima si considera anche l'onere derivante dalla gestione dell'Albo regionale delle imprese artigiane e le eventuali spese sostenute dalla Chambre per l'allocazione di una sede temporanea.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 4 dell'Assessore La Torre, che recita:

Emendamento

Il comma 1 dell'articolo 21 è sostituito dal seguente:

"1. Il comma 3 dell'articolo 12 della legge regionale 20 maggio 2002, n. 7 (Riordino dei servizi camerali della Valle d'Aosta), è sostituito dal seguente:

"3. Per l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 1, la Regione eroga un finanziamento annuale alla Chambre determinato con legge di bilancio, tenuto anche conto degli oneri per la gestione dell'Albo regionale delle imprese artigiane di cui alla l.r. 34/2001. Nelle more del trasferimento di cui all'articolo 11, comma 1, la Regione mette a disposizione i locali per la sede della Chambre ovvero tiene conto, nella determinazione del finanziamento annuale, delle spese sostenute dalla Chambre per gli oneri di locazione.".

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 26

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 21 vi è l'emendamento n. 21 del gruppo ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Con questo emendamento ci facciamo carico di un problema che è, dopo approfondimenti che abbiamo svolto, lo sbilanciamento che è in corso all'interno della Chambre fra le spese gestionali e le spese di investimento, cioè quelle più a carattere promozionale. Già intanto la Chambre, che è un parto dell'Amministrazione regionale di 10 anni fa, ha partorito a sua volta una società in house, poi se sia possibile o opportuno mantenere le società in house di questo genere non lo sappiamo in questo momento, non ne abbiamo contezza, ma quello di cui abbiamo contezza, anche per la collaborazione puntuale che ci è stata data dalla Chambre nella disamina dei loro conti, è che i costi del personale di questa società sono già superiori alla metà dei fondi che gestisce. Creiamo cioè delle scatole che continuano ad avere dei pesi gestionali sempre maggiori e non sono casuali: rileviamo da questa analisi effettuata che per i servizi della Chambre è a disposizione non solo la contabilità, la reception, la consulenza giuridica, ma l'Ufficio stampa, centralino, contabilità e autista anche, cioè gli organismi come la Chambre dispongono addirittura di autisti. Noi non sappiamo chi sia o come sia, ma delle strutture così piccole come queste che si dotano a loro volta di personale per funzioni di autista vuol dire che si stanno sbilanciando verso un assetto organizzativo che le farà sempre più pesanti.

Abbiamo già detto qualcosa a proposito delle auto blu, qui siamo su un tema vicino non in quanto abuso, ma in quanto modalità organizzative non più sostenibili; non possiamo più permetterci di moltiplicare gli enti senza necessità e soprattutto creando in ognuno delle condizioni di pesantezza amministrativa così elevate. Il dato è significativo per noi, costi totali di promozione di questa società: 1.598.000, costo di personale: 820.000 euro (51 percento), cioè abbiamo superato la soglia del 50 percento come spesa di personale. Che ci sia da riflettere è importante, perché non avremo più soldi per fare investimenti, promozioni all'estero se continuiamo a pagare personale in loco.

La nostra piccola indicazione per l'anno venturo allora...e in questo non so se l'Assessore intendeva mettere anche questo nel quadro di una norma più generale, ma va data subito a nostro modo di vedere...è che quanto meno non possa eccedere questo tipo di spesa il 40 percento della spesa complessiva iscritta nel bilancio. Che comincino a dare anche loro, come diamo noi, come danno tutti, un segnale di ridimensionamento organizzativo e di diminuzione delle spese fisse.

Noi abbiamo qualcosa di più da dire, e lo diremo in altre occasioni, sulle modalità di reclutamento, perché queste sono tutte strutture che derivano dal pubblico, ma poi cosa abbiano di pubblico nelle modalità di reperimento del personale rimane ancora un mistero della Santissima Trinità, quindi chiediamo di dare un piccolo ridimensionamento delle spese gestionali.

Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives, Pastoret.

Pastoret (UV) - Grazie Presidente.

Mi è parso di capire che vi sia stata una sorta di collaborazione e di passaggio di informazioni in commissione, non so se poi avevate informato la Chambre che avreste presentato questo emendamento, perché qui si pone una questione che lei ha sottolineato nel corso di questi giorni sulla presentazione degli emendamenti, che non è dato conoscere prima. Ora, noi li conosciamo, siamo in grado di fare delle valutazioni, ma, siccome in questo caso toccano dei terzi, dal punto di vista del funzionamento, mi permetto di dire che diventa difficile per noi fare una valutazione di carattere complessivo.

Fatta questa premessa, torno alla questione di prima: siccome c'è un provvedimento che va messo in itinere, rispetto al quale si dovranno fare delle discussioni, ivi comprese quelle che discenderanno dai finanziamenti che saranno messi a disposizione dalla Chambre, perché noi con l'articolo che abbiamo messo qui e dove abbiamo detto che viene determinata con legge di bilancio la somma che viene messa a disposizione, siamo già quest'anno - quelli della Chambre ve lo avranno detto in commissione - ben al di sotto del 20 percento minimo che prevedevamo. Questo porrà loro delle condizioni dal punto di vista operativo non indifferenti per quanto concerne le scelte che dovranno fare.

Nell'ambito di tutto questo ci troveremo anche a discutere degli aspetti organizzativi, alcuni dei quali lei ha esposto e sui quali personalmente non ho obiezioni dal punto di vista del merito, ma dal punto di vista del percorso e della logica di relazioni chiederei di ritirare l'emendamento con l'obiettivo di andare a ricalibrare queste cose più avanti. In caso contrario, voteremo contro per le ragioni appena esposte.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Solo per precisare che l'interlocuzione che abbiamo avuto con la Chambre è un'interlocuzione tecnica, perché la Chambre non ha reperito nelle sue vaste strutture di rappresentanza nessuno per venire ad interloquire con la nostra spettabile commissione. Ha inviato un cortesissimo segretario, che molto efficientemente ci ha fornito tutti gli elementi, ma, siccome la Chambre ha avuto un'interlocuzione di carattere tecnico con noi, noi rispondiamo con gli strumenti che abbiamo. Non abbiamo polemizzato con loro, perché è una loro libera scelta, ma, siccome ci sono consigli, giunte, presidenze e non si è ritenuto da parte di questo organismo mandare un rappresentante dell'organismo stesso, ma semplicemente un funzionario, non abbiamo attivato ulteriori canali nel caso in specie, ma non vogliamo polemizzare ulteriormente.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 21 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Dopo il comma 2 dell'articolo 21, è aggiunto il seguente:

"2bis. Alla fine del capo III della l.r. 7/2002, dopo l'articolo 12, è aggiunto il seguente:

"Art. 12bis

(Spese della Chambre)

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3, comma 1, l'ammontare massimo complessivo della spesa corrente sostenuta annualmente dalla Chambre, nonché dalle società da questa controllate, non può eccedere il 40 per cento della spesa complessiva iscritta nei rispettivi bilanci.".".

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 8

Contrari: 26

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 21 nel testo così emendato:

Articolo 21

(Finanziamento della Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales. Modificazioni alla legge regionale legge regionale 20 maggio 2002, n. 7)

1. Il comma 3 dell'articolo 12 della legge regionale 20 maggio 2002, n. 7 (Riordino dei servizi camerali della Valle d'Aosta), è sostituito dal seguente:

"3. Per l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 1, la Regione eroga un finanziamento annuale alla Chambre determinato con legge di bilancio, tenuto anche conto degli oneri per la gestione dell'Albo regionale delle imprese artigiane di cui alla l.r. 34/2001. Nelle more del trasferimento di cui all'articolo 11, comma 1, la Regione mette a disposizione i locali per la sede della Chambre ovvero tiene conto, nella determinazione del finanziamento annuale, delle spese sostenute dalla Chambre per gli oneri di locazione.".

2. Il comma 3bis dell'articolo 12 della l.r. 7/2002 è abrogato.

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 25

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - Vi è ora l'emendamento n. 5 dell'Assessore La Torre.

La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - L'emendamento n. 5 concerne l'adeguamento della legislazione regionale in materia di società regionali e le disposizioni di cui all'articolo 4 del decreto legge n. 95/2012, in applicazione della clausola di salvaguardia di cui all'articolo 24bis dello stesso decreto, mediante la conferma dell'operatività delle società istituite con leggi regionali rispondenti all'interesse generale, in relazione agli ambiti di riferimento con particolare riguardo ad INVA S.p.A., istituita dalla legge regionale n. 81/1987 e alla Società di servizi Valle d'Aosta, istituita dalla legge regionale n. 44/2010. La disposizione conferma inoltre le modalità di composizione degli organi societari ove già stabilite e disciplinate dalle leggi regionali di riferimento.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Chiedo scusa, un'informazione perché non abbiamo avuto tempo di approfondire i singoli emendamenti: l'inserimento nell'oggetto sociale delle iniziative di promozione della coesione sociale in che modo si raccorda con le finalità proprie di INVA? Se cortesemente la Giunta può completare questa spiegazione, avrà un significato che ci sfugge, ma abbiamo lavorato anche noi con i limiti che ha questa operazione.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Questo emendamento è a maggior garanzia dell'interpretazione che già oggi da un punto di vista legale è stata data delle due società, nel senso di rispettare i criteri che sono alla base dell'esclusione dalle società che devono essere abolite, però sia il discorso che è stato ripreso adesso da Louvin che l'interesse generale, perché queste società devono garantire l'interesse generale nella loro attività, e questa sottolineatura sia per INVA che per la Società di Servizi servono a rafforzare questo concetto. Lo hanno fatto anche altre Regioni, come l'Emilia, per rafforzare l'interesse diretto delle Regioni nell'ambito di questa interpretazione ad excludendum dell'esigenza di mantenere fuori da tale inclusione le società che devono sparire: questo è il senso.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 5 dell'Assessore La Torre, che recita:

Emendamento

Dopo l'articolo 21, è inserito il seguente:

"Art. 21bis

(Disposizioni in materia di società regionali. Modificazioni alle leggi regionali 17 agosto 1987, n. 81, e 20 dicembre 2010, n. 44)

1. Alla legge regionale 17 agosto 1987, n. 81 (Costituzione di una Società per azioni nel settore dello sviluppo dell'informatica), sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo del comma 1 dell'articolo 3, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "anche ai fini dello sviluppo di nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione per renderle fruibili ai cittadini nei rapporti con le pubbliche amministrazioni";

b) dopo il comma 1 dell'articolo 3, come modificato dalla lettera a), è aggiunto il seguente:

"1bis. Le attività di sviluppo, conduzione e gestione del sistema informativo del settore pubblico regionale costituiscono servizi di interesse generale.".

2. L'alinea del comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 20 dicembre 2010, n. 44 (Costituzione di una società per azioni per la gestione di servizi per la gestione di servizi alla pubblica amministrazione regionale), è sostituito dal seguente:

"1. L'oggetto sociale della società di servizi comprende lo svolgimento di servizi di interesse generale diretti alla promozione della coesione sociale mediante il supporto alle attività e alle funzioni che istituzionalmente competono all'Amministrazione regionale ed in particolare i seguenti:".

3. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 10, comma 3, della legge regionale 27 giugno 2012, n. 19 (Assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2012, modifiche a disposizioni legislative e variazioni al bilancio di previsione per il triennio 2012/2014), in materia di riordino e di riduzione della spesa pubblica regionale, la composizione degli organi societari delle società partecipate dalla Regione resta disciplinata dalle disposizioni legislative regionali vigenti.".

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 8 (Bertin, Cerise, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Louvin, Patrizia Morelli, Rigo)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 22:

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 25

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 23:

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 26

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - Articolo 24: stesso risultato. Articolo 25: stesso risultato. Articolo 26: stesso risultato. Allegato A: stesso risultato. Allegato B: stesso risultato.

Presidente - Prima di passare alle dichiarazioni di voto, vi ricordo che per prassi vengono fatte in maniera congiunta, ovvero al momento delle dichiarazioni di voto sulla legge finanziaria, vengono fatte le dichiarazioni di voto per quanto riguarda la legge di bilancio.

La parole au Conseiller Empereur.

Empereur (UV) - Merci Madame la Présidente. Nous sommes à la fin de la discussion de ce budget prévisionnel, le dernier avant la fin de la législature, dans un contexte particulièrement difficile soit pour l'Italie que pour la Vallée d'Aoste. Pour notre Région le moment est encore plus grave, car nous subissons les impositions de manœuvres que le "Gouvernement Monti" a produites depuis l'année dernière et cela en dépit de notre participation active et vertueuse à la limitation des dépenses publiques. Il est donc à souligner l'effort réalisé par le Gouvernement régional et par la majorité de ce Conseil, afin de proposer, malgré la réduction des ressources, un budget qui soit encore à même de garantir les perspectives et les fonctions fondamentales dans les différents domaines, en particulier dans ceux de l'école, du travail, de la santé, du social et des collectivités locales. La priorité de ce budget est celle d'éviter la réduction des services à la personne, ainsi que de perpétuer les politiques sanitaires et sociales qui, malgré les diminutions, peuvent compter respectivement sur un financement de 280.000.000 et de 45.000.000 d'euros.

Aux collectivités locales, dans un souci d'application du principe de la subsidiarité établi par la loi régionale n° 48, nous avons destiné presque 240.000.000 d'euros, ce qui est en ligne avec le passé, tout en soulignant le sens de responsabilité des collectivités locales, qui ont partagé le transfert des nouvelles compétences.

Il est à souligner aussi que les disponibilités financières pour le plan des politiques du travail et de la formation sont confirmées en plus de 15.000.000 d'euros. Le soutien à la relance économique est un objectif stratégique pour cette majorité et pour les années à venir les activités viseront le renforcement des aides en faveur des personnes les plus faibles, ainsi qu'à la réalisation d'interventions pour la croissance de l'emploi, notamment pour les jeunes, sans oublier les mesures anticrise, adressées aux familles et aux entreprises, plus de 100.000.000 d'euros, qui ont été reconduites dans leur intégralité.

La démocratie de proximité s'est donc exprimée au mieux, grâce à une action gouvernementale toujours attentive à la personne, à la famille et aux entreprises, ainsi qu'à l'épanouissement de notre communauté. Encore aujourd'hui notre vision politique est confirmée, une vision fédéraliste empruntée sur la solidarité, qui regarde au petit comme au grand, avec le même intérêt. Aujourd'hui, malgré les difficultés, nous défendons nos choix et nous préparons l'avenir. C'est pourquoi ce budget est un document financier juste et solidaire, un budget responsable et en même temps courageux, un budget qui, ne cachant pas les difficultés, n'est pas un budget de résignation, mais qui, grâce au sens de responsabilité de tous les acteurs concernées, place les conditions pour maîtriser cette longue période de crise et pour faire face à ce moment très difficile. Un budget qui est le fruit d'une gestion saine, d'une maîtrise financière rigoureuse et en même temps dynamique, un budget qui fait preuve de l'engagement d'un Conseil de la Vallée composé par des personnes sérieuses et sincèrement attentives aux besoins et aux requêtes de la communauté qu'ils ont été appelés à représenter.

Voilà les raisons pour lesquelles le groupe Union Valdôtaine, que je remercie pour sa contribution à la richesse du débat, va exprimer tout son soutien à ce budget.

Si dà atto che dalle ore 18.16 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce e che dalle ore 18.20 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.

Président - La parole au Vice-président Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Merci Présidente.

Partirei dalle dichiarazioni di principio ferme e orgogliose che ho ascoltato martedì pomeriggio, piene di senso di responsabilità. Ci avete detto in quest'aula che lo Stato persegue una forte volontà centralista, che si passa da una visione di federalismo fiscale ad un centralismo totalitario. Di fronte a tali premesse, ci saremmo aspettati chissà quale reazione, ma nel bilancio che proponete non si vede alcun segnale di quella resistenza che avete preannunciato. Dite che non bisogna cedere al pessimismo, ma anche noi guardiamo avanti e non riusciamo a vedere alcun segnale della vostra volontà di puntare sulle nostre naturali vocazioni: turismo, agricoltura, energia. Se le priorità sono quelle, dovremo trovare nel bilancio elementi di attenzione, ma non ci sono. Vediamo solo tagli, che abbiamo puntualmente denunciato.

Inoltre predicate bene, ma razzolate molto male, perché come rimproverate di fare al Governo nazionale concentrate nella Regione tutti i poteri di scelta, condannando non solo cittadini ed imprese a subire le decisioni di pochi, ma anche i Comuni svuotati nella loro autonomia. In questo modo non liberate risorse utili al rilancio dell'attività, ma costringete il sistema economico a confrontarsi con un sistema protetto, come quello delle partecipate, sul quale torneremo, perché, invece di contribuire al rilancio garantendo efficienza e servizi a costi concorrenziali, rischiano seriamente di diventare, e in parte già lo sono, quel caso coacervo di interessi tra politica ed affari che non ci stancheremo di denunciare. Per quelle sì che avete avuto un occhio di riguardo, quelle sono state indubbiamente le vostre priorità.

Concludo: questo è un bilancio per pochi, che concentra poteri e risorse nelle mani di pochi, che alimenta un'economia non orientata al mercato, che fa pagare pesanti sacrifici ai valdostani, ma che svuota il ruolo degli organi di rappresentanza e gestione locale, destinando loro solo risorse vincolate per obiettivi decisi dall'Amministrazione regionale. Un bilancio che sembra, e per noi lo è, scritto da pochi che non credono che i valdostani siano liberi cittadini con cui confrontarsi e, temendo il confronto, si muovono sempre più chiaramente per concentrare il potere in poche mani, che poi diverranno le ormai note dispensatrici di favori. Abbiamo indicato altre strade, altre priorità...fino ad oggi inascoltate, ma continueremo a farlo. Votiamo convinti "no" ed auspichiamo davvero che altri Consiglieri, con spirito libero e senza pregiudizi, sappiano leggere la situazione e ne traggano le doverose conseguenze.

Président - La parole au Conseiller Comé.

Comé (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.

Molto brevemente, solo per esprimere il voto positivo da parte del gruppo Stella Alpina. Non voglio ripercorrere l'analisi che è stata fatta molto bene dal collega Salzone. Abbiamo sentito ripercorrere da parte di tutti la situazione economica grave sia mondiale, europea che valdostana, voglio soffermarmi in particolare sulla situazione valdostana, perché credo che siamo arrivati a quel momento storico ed economico tanto declamato da alcuni Consiglieri, in particolare da alcuni che riconosco nel gruppo ALPE. Ricordo brevemente alcune dichiarazioni, l'ho già fatto due anni fa e non mi dilungo, proprio in quest'aula, dove diversi interventi sul bilancio auspicavano tagli e riduzioni per il Governo valdostano e per i cittadini valdostani. Con una dichiarazione di due anni fa...quando si parlò di federalismo fiscale, si disse: "scompare una rendita, ma i soldi a disposizione della Regione sono sempre tanti, si riduce la bolla di privilegio di questa Regione". Altri poi dicevano: "si grida sempre: "al lupo, al lupo", ma il lupo non arriva mai!". Ora il lupo è arrivato, ora i fondi con le varie manovre statali, con l'applicazione della spending review e con l'obbligo del rispetto del patto di stabilità sono stati ridotti per tutti! Oggi sento contestazioni sui tagli che abbiamo necessariamente dovuto declinare, proprio perché le tante auspicate riduzioni di quelli che indicavano come privilegi sono giunte; privilegi che erano opportunità per aiutare le famiglie, sostenere le imprese, dare opportunità al mondo del lavoro ed incentivare il mondo del lavoro. Sembra che oggi ci sia una rincorsa per portarci ad una Regione a statuto ordinario. Voglio quindi fare una provocazione, voglio rivolgere una domanda a chi vuole questi tagli: a quando l'istituzione di una festa per celebrare la Valle d'Aosta ordinaria? Con amarezza tutti i valdostani potranno constatare quel giorno che il lupo forse era presente fra noi da tempo.

Presidente - La parola al Consigliere Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Grazie Presidente.

Solo brevemente per dichiarare il voto favorevole della Fédération Autonomiste su questo bilancio. Sulla crisi, sulla riduzione delle disponibilità, sui patti di stabilità, sulla necessità di difendere le nostre prerogative statutarie è stato detto tutto, voglio quindi sottolineare alcuni aspetti che caratterizzano in modo positivo questo bilancio, un bilancio che è stato costruito in una situazione di emergenza totale, subendo imposizioni non negoziabili dal "Governo Monti". Mi riferisco ad alcuni aspetti molto positivi in questa situazione di difficoltà, anzitutto la priorità è quella di evitare la riduzione dei servizi alle persone, quasi in sordina, ma molto importanti sono stati prorogati i principali interventi anticrisi anche per il 2013, attenzione al sociale, con priorità alla sanità, anche se in riduzione, con uno stanziamento di 281.000.000 di euro di risorse finanziarie. La funzione obiettivo della politica sociale è stata finanziata con 45.000.000, di cui 18 a carico della finanza locale. Anche nelle difficoltà si percepisce un'attenzione alla finanza degli enti locali, agli stessi sono destinati 234.000.000 di euro per il 2013, in linea con il passato, anche se con il trasferimento di alcune competenze. Si intravede anche un'attenzione alla crescita al futuro, per interventi della politica del lavoro e della formazione professionale: sono destinati oltre 15.500.000 nel 2013. È quindi un voto favorevole per il lavoro svolto dal Governo regionale in modo egregio pur in un momento di grande difficoltà e confusione e soprattutto per l'attenzione agli aspetti sottolineati che renderanno la Valle d'Aosta e i suoi cittadini meno vulnerabili rispetto alla crisi in atto.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Cari colleghi, penso che questa legislatura non poteva chiudersi in modo peggiore. È mancata - mi rivolgo al Presidente - una volontà politica forte di trovare almeno dei punti di incontro su questioni che ci vedevano largamente concordi, come una presa di posizione forte rispetto alla questione dell'attacco al nostro Statuto, alla nostra identità speciale. Queste cose dovevano essere coniugate in un momento di sintesi all'interno del bilancio, era possibile farlo in modo più concreto su questioni dove ci sono state delle aperture, non lo abbiamo negato, sulla questione della riduzione dei costi della politica, aperture, ma che faticano a tradursi in fatti concreti, aperture che hanno dimostrato la possibilità di trovare delle sintesi in un momento così delicato, perché anche l'impegno preso sulle riduzioni degli emolumenti dei top manager delle partecipate sono dei segnali che, se volontà politica ci fosse stata, avremmo potuto far meglio fronte comune nell'affrontare le questioni.

Devo dire che ha prevalso, come prevale anche a livello nazionale, l'intento dello smarcamento, del voler far prevalere la propria forza muscolare dell'ascoltare poco le ragioni degli altri e così arrivano anche letture molto confuse del bilancio fra chi nella maggioranza inneggia alla tenuta del welfare e chi dice che era l'ora di togliere via pezzi di questo carrozzone costruito dal vecchio rapporto con la sinistra, chi dice che in Valle d'Aosta difendiamo il federalismo, mentre sui giornali leggiamo che addirittura il Presidente del CELVA dice che qui ci si comporta come a Roma. Sostanzialmente quindi le critiche a Monti, per fare poi i tagli con la stessa logica del "Governo Monti" in Valle d'Aosta, quindi colpire gli artigiani, il commercio, l'agricoltura, l'industria, andando ad affrontare l'anno a venire in modo elettoralistico, perché non esiste ad oggi un chiaro disegno di riorganizzazione dei Comuni. Dobbiamo aprire una discussione, ma con le dimissioni del Presidente del CELVA sul tavolo non è che c'è una serenità per affrontare questa discussione. Dobbiamo affrontare di nuovo il tema della riorganizzazione della nostra macchina amministrativa regionale, mentre i Comuni pagano il prezzo delle loro poche risorse, qui in quattro anni si è parlato di riorganizzazione e noi da questo bilancio temiamo che a pagare siano ancora una volta i più deboli, i precari.

Naturalmente garanzie ai forestali, da una parte qualcuno dice che si è spazzato via un vecchio modello, dimenticandosi che ci sono famiglie che tirano la cinghia e non hanno un lavoro e, dall'altra, nella relazione dell'Assessore alla legge si specifica bene che sono salvaguardati i 90 impiegati, cioè agli operai calci nel sedere, i 90 impiegati precari dei servizi forestali...eh, il voto per le elezioni deve essere scritto proprio il numerino giusto, così come i 41 operai speciali...insomma lì si va a mettere il numerino! Da questo punto di vista, si è guardato più ad una prospettiva elettorale che di lungo periodo, lo sappiamo tutti che bisognerà rimettere mano all'organizzazione e che questo bilancio non trova scritto nulla dal punto di vista organizzativo e andrà corretto per consentire la ripresa. È con queste motivazioni che noi votiamo "no" a questo bilancio, con il grande rammarico che non si è data attenzione ai più deboli e che l'equità è mancata.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.

Nessuno di noi avrebbe potuto immaginare all'inizio di questa legislatura che quest'ultimo bilancio di previsione triennale sarebbe stato così difficile e complesso. Abbiamo condiviso alcuni punti, che vale la pena ricordare: il primo, abbiamo condiviso che non sia accettabile il metodo del Governo nazionale, lo abbiamo sentito dire da tutte le parti, non tanto per una sterile difesa di uno Statuto, ma per la preoccupazione di nuovi centralismi che oggettivamente potrebbero mettere in difficoltà non solo la nostra Regione, ma il concetto stesso di federalismo e sussidiarietà verso il quale ci si era con grande difficoltà introdotti. Questo è un bilancio di transizione, pur essendo un triennale, abbiamo tutti condiviso che i cambiamenti in atto ci rendono consapevoli che stiamo approvando una chiusura del 2012 con ulteriori variabili in corso d'opera e con un 2013 che vede in questo bilancio un suo telaio di solidità, ma che avrà anch'esso degli aggiustamenti in corso. Sul 2014-2015, ha detto bene il Presidente Rollandin, ci sono molti punti interrogativi. Avevamo il dovere di approvare questo bilancio, lo dico perché qualcuno aveva suggerito la metodologia del rinvio; noi abbiamo con responsabilità voluto dare alla nostra Regione degli strumenti fissi, a noi, al comparto unico degli enti locali che anch'esso sta vivendo un momento molto difficile.

Questo bilancio mantiene alcune solidità, che sono volontà politiche precise, e alcuni inizi di processi di riforma. Il collega Donzel ha voluto mettere queste due cose in contraddizione, c'è chi dice che questo è un bilancio assistenzialista e altri vedono in questo bilancio i processi di alcune rivoluzioni. Credo che possiamo vedere entrambe le cose, possiamo vedere un telaio che mantiene alcuni presupposti su cui la società valdostana ha strutturato la sua convivenza e apre a processi di riforma che, a nostro avviso, se percorsi con convinzione, possono dare alla Regione nuove solidità: lo dico perché non c'è antagonismo fra questi due principi, cioè garantire alle persone più bisognose un ruolo importante dell'amministrazione pubblica e garantire a chi crea economia e benessere l'opportunità di poterlo fare. Chi ancora si divide su questi due principi credo giochi una partita politica fuori dal tempo. Il tempo è quello delle difficoltà e delle opportunità, è il tempo di assistere chi ha veramente bisogno e forse su questo abbiamo fatto dei ragionamenti sia di indirizzo di rafforzo, sia di indirizzo di riforma, per cui andare a vedere chi oggi ottiene tutto o quasi, e magari proprio bisogno non ne ha, e chi ha la necessità di iniziare nuove attività con processi di sburocratizzazione. Sappiamo che un sistema che ha lavorato per 25 anni con una certa impalcatura oggi deve cambiare, anche questo è un passaggio che abbiamo sentito ripetere da tutti molte volte. Certo, i cambiamenti qualcuno li ha citati per mantenere l'esistente, qualche altro con più coraggio a mio avviso li ha citati per iniziare nuovi percorsi.

Come Popolo della libertà, votiamo con preoccupazione questo bilancio e con convinzione: la preoccupazione che le variabili che ci aspettano nei prossimi mesi sono ancora tante, la convinzione che se certi percorsi di forma sono attuati con determinazione possono dare alla Regione nuove opportunità. Per questo motivo, pur non avendo in questo bilancio condiviso completamente, come è normale che sia, tutti i passaggi, siamo consapevoli che il senso di responsabilità ci impone in un momento come questo di dare alla comunità dei punti di riferimento chiari su cui si possa strutturare. Sarà poi nostro dovere per questo fine quinquennio e per chi verrà dopo di noi affrontare le sfide che la comunità valdostana deve saper accettare e possibilmente vincere. Voteremo favorevolmente a questo bilancio.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (ALPE) - "Il vaut mieux allumer une bougie que de maudire les ténèbres" diceva Lao Tseu in uno straordinario libro del VI secolo A.C., meglio una piccola candela accesa che limitarsi a maledire le avversità. Abbiamo provato, forse annoiando anche un po', ma con sincera onestà a cambiare la rotta di questo bilancio, che abbiamo purtroppo dovuto classificare fra i meno adatti al contesto di questa intera legislatura. Non siamo stati teneri in questa circostanza, perché ci aspettavamo molto e si aspetta molto tutta la comunità valdostana dal segnale di ripresa che può venire dalla Regione in questo momento. Un segnale che poteva essere forte, chiaro, deciso nel cambiare questo sistema che ci stiamo portando dietro e che da quattro anni è in fase di lento ridimensionamento. Questo ridimensionamento è stato più deciso nel corso degli ultimi tempi, soprattutto con tale documento finanziario, ma che non cambia il peso complessivo di questa Amministrazione, non cambia le regole di distribuzione delle risorse sul tavolo generale, perché è passata una logica non di ripensamento: è passata una logica di ripiegamento. Lo abbiamo visto più volte, soprattutto da che è stata decisa la linea del 10 percento, che è la filosofia con cui il "Governo Rollandin" sta dettando le regole degli ultimi mesi di legislatura: rallentiamo, riduciamo le spese di qua e di là pur di non avere sconquassi generali. Non è questione di sconquassi: quello che si aspetta la comunità è un segnale di priorità che non sono state date. In questo momento il "resistere, resistere, resistere" dell'Assessore La Torre è stato un resistere ad ogni suggerimento, la linea del Piave della Giunta è stata quella di non modificare nulla. La piccola luce che si è accesa ha riguardato un aspetto soltanto che forse può apparire marginale, ma che è significativo, che noi raccogliamo in questa fase: quello di dare un segnale anche al sistema delle controllate regionali attraverso la sua dirigenza, ma poi attraverso di essa anche a tutto il funzionamento di questa macchina. Non più potentati, non più piccoli o grandi orti da coltivare ciascuno nell'assoluta indifferenza rispetto al contesto generale.

Presidente Rollandin, se i 50.000.000 di euro che sono magicamente saltati fuori per gli investimenti del casinò dalle casse di CVA fossero stati messi oggi sul tavolo per dire: creiamo condizioni di ripresa dell'imprenditoria giovanile, condizioni di opportunità a settori nuovi, creiamo qualche speranza di sviluppo della nostra economia e non ripieghiamo soltanto le ali, allora credo che ci troveremmo concordemente in questo momento a votare un documento finanziario. Questa capacità, che forse è appartenuta ad altri momenti, non è stata colta, non si è ripensato il sistema e non si è data nessuna speranza. Certo, vale sempre la pena provarci e noi ci abbiamo provato, abbiamo fatto la nostra parte in questa sede, ma voi non avete fatto la vostra né nell'opporvi al vento di verticalizzazione della società, né nel cominciare a dare dei segnali di speranza che possono raffreddare oggi il clima sociale, che è pesante. Ieri hanno scioperato in 23 Paesi dell'Unione europea, ieri abbiamo avuto degli scontri nelle piazze in Italia, ci sono situazioni drammatiche più della nostra in Paesi molto vicini; noi non crediamo che un'autonomia forte come quella regionale si sia oggi dimostrata all'altezza del momento. È un rincrescimento forte a fronte degli indicatori pesanti che abbiamo, della disoccupazione di cui abbiamo registrato drammaticamente l'innalzamento in questi ultimi mesi, quindi il voto che diamo è purtroppo un voto negativo, una volta di più, a questo bilancio, che chiude in modo non brillante un ciclo che era nato sotto grandi aspettative popolari, con una grande investitura elettorale, e che si chiude in tono minore, ma che si chiude soprattutto non accedendo la speranza. In questo momento di speranza ce ne sarebbe stato particolarmente bisogno. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.

La Torre (FA) - Innanzitutto voglio ringraziare tutti, perché non è stato un bilancio facile. Non è facile né per chi lo deve confutare, né per chi lo deve redigere. Non è stato facile per i nostri uffici e quindi ringrazio tutti i dipendenti, perché è stato un bilancio insieme alla manovra che è stato costantemente turbato dagli eventi esterni, sempre in quello stato di incertezza di non riuscire mai a dare le risposte che la gente si aspetta. Un bilancio che porta la consapevolezza della crisi anche in Valle d'Aosta, penso che dopo questi tre giorni di dibattito questa consapevolezza ormai sia di tutti. Un bilancio che voglio definire anche di difesa dell'autonomia, difesa, seppure traguardandolo da punti diversi, della qualità della vita dei valdostani, difesa dei servizi alla persona, difesa della famiglia, difesa del diritto al lavoro dei giovani, pur con tutti i problemi che leggiamo sul giornale e anche nelle dichiarazioni della Banca d'Italia, di resistenza, questo è il termine che ho usato io, citando anche altri, di resistenza nei confronti del centralismo dilagante.

Avevamo sposato il federalismo, cosa di cui non mi pento, perché ci credevo e ci credo, non sono io che sono cambiato: è cambiato qualcosa all'esterno. Il centralismo era una cosa che fino a poco tempo fa sembrava impossibile, invece si è passati dal federalismo al centralismo nell'arco di una notte! In realtà, non possiamo che prenderne atto. Certo che mi piacerebbe la resistenza civile, o suscitare nei valdostani un moto di orgoglio per far sì che tutti i valdostani insieme scendano in piazza, magari in piazza Chanoux, senza che nessuno si metta il "cappello" di una manifestazione di questo tipo, che coraggiosamente bucano gli schermi e fanno capire che la Valle d'Aosta c'è e su certi valori è unita e supera le divisioni politiche! Questo magari è un piccolo sogno, ma sarebbe un grande gesto che trasforma la consapevolezza del prendere atto di una crisi in gesti e azioni concrete, che poi di fatto segnano la storia e i passaggi epocali come quello a cui stiamo andando incontro.

Un bilancio quindi dove nessuno vince, qui non vince nessuno. La vera difficoltà era quella di chiuderlo e per questo vi ringrazio, perché lo abbiamo fatto velocemente anticipando i tempi. Gli anni scorsi i bilanci si chiudevano nel mese di dicembre, quest'anno lo abbiamo chiuso anticipatamente, perché era necessario per creare quella linea di resistenza, per dare quelle certezze verso l'esterno in una fase di movimento, dove nulla è certo, ma cambia ogni giorno: ecco perché è stato necessario anticipare il bilancio e perché abbiamo dovuto farlo in questi termini. Credo sia un bilancio equilibrato che non si è dimenticato di nessuno, non delle famiglie, non delle imprese; equilibrato anche nella divisione dei sacrifici, perché i sacrifici ci sono, quando si parla di 200.000.000 in meno, di patti di stabilità ridotti, è indiscutibile che i sacrifici ci sono, ma c'è equilibrio anche nella ripartizione dei sacrifici.

È giusto quello che è stato detto in alcuni interventi di chiusura: questo è un bilancio che cerca di guardare a chi ha più bisogno. Oggi è importante farsi carico di chi ha bisogno e forse sarebbe ingiusto dare a chi non ha bisogno in momenti in cui le risorse devono essere concentrate nella direzione opposta. Un bilancio quindi che ha a cuore la Valle d'Aosta e il sistema valdostano che è un sistema che è stato di esempio per molti e che dovrebbe esserlo ancora oggi rispetto ad altre Regioni italiane, che non hanno la qualità della vita che abbiamo noi. Per questo mi sento di ringraziare anche voi, perché credo che il lavoro che avete fatto anche confutandoci sia stato utile, un lavoro che fa riflettere su dove spingere, su dove magari approfondire di più, sono tanti gli spunti che sono venuti e io ne farò tesoro.

Chiudo questo bilancio non con la soddisfazione che avrei voluto, perché avrei voluto avere un bilancio più ricco, più tranquillo e che desse delle certezze maggiori alla Regione, ma credo che comunque sia stato fatto un buon lavoro. Grazie.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Credo che l'atteggiamento comune con cui tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio hanno affrontato il dibattito di questi due giorni sia stato quello di capire cosa è possibile fare per il futuro della Regione, cercando di vedere quali sono ancora le ancore che sono legittimamente possibili per creare le premesse per ripartire. Abbiamo visto che, malgrado tutto, lo Statuto rimane il punto di riferimento, per noi non avendo più possibilità di dialogo politico, perché oggi il discorso drammatico è che non c'è più interlocutore, la Conferenza Stato-Regioni non ha più dialogo con il Governo, non ci sono più possibilità di scambiare delle impressioni su quello che può succedere, tant'è che tutto viene fatto con voti di fiducia. Al riguardo non dimentichiamo le critiche fatte sui voti di fiducia e tutto quello che è avvenuto sui voti di fiducia, per cui oggi il riferimento politico non c'è più. Oggi l'unico punto di riferimento rimane la Corte costituzionale e noi abbiamo dovuto, come tutte le altre Regioni, in particolare quelle speciali, far ricorso massiccio alla Corte costituzionale. Questo è il più forte segnale di malessere legato al fraintendimento che c'è stato in quest'ultimo anno di Governo sulle Regioni a statuto speciale e sul federalismo fiscale, che si è cercato di azzerare, riportando tutto a livello centrale.

Voglio ringraziare tutte le forze di maggioranza che hanno iniziato questo percorso di legislatura, ringrazio il PdL, che ha voluto in questi ultimi due anni collegarsi con questo programma dando dei suggerimenti, rendendo possibile con il dibattito e con la disponibilità ad un dialogo aperto un'efficace azione di governo che insieme abbiamo portato avanti, cercando di dare con questo bilancio delle risposte.

Negli emendamenti che sono stati portati...anche nel ricordo che Louvin faceva: ma se i 50.000.000 li avessimo avuti a disposizione, i 50.000.000 se erano a disposizione - e ci sono altri fondi a disposizione - bisogna avere chi li usa; oggi non soffriamo di disponibilità finanziarie per gli investimenti, manca chi li chiede dando garanzie: questo è il punto!

Quando si parla di occupazione, abbiamo fatto un piano triennale di occupazione che stiamo portando avanti, un piano per i giovani con l'utilizzo dei fondi europei che è stato aumentato a 18.000.000 di euro, aumentato ancora rispetto all'anno scorso, queste sono le risposte al problema lavoro, al problema apprendistato, al problema legato a quello che la società chiede. Abbiamo poi dovuto prevedere dei tagli che abbiamo spiegato, che non sono la panacea di tutti i mali, che riteniamo dovranno essere rivisti con delle logiche che saranno affrontate con il tempo e che vanno a fare alcune correzioni in alcuni settori, sulle leggi che oggi erano previste. Questo è il punto di riferimento, che ci ha permesso di mantenere un welfare in tutte le sue vesti, abbiamo parlato di badanti spiegando perché non è vero che c'è stato questo taglio, siamo ancora quelli che diamo più di tutti. Abbiamo spiegato il sostegno di quelli più poveri e soprattutto di quelli che hanno le situazioni più difficili.

Nel contempo abbiamo cercato di evidenziare, non è emerso molto dal dibattito, anche il problema della sicurezza, una delle preoccupazioni del sistema attuale è quella della sicurezza, noi abbiamo anche quest'anno nel bilancio messo dei fondi per aumentare la videosorveglianza, per aumentare gli impegni per i vigili volontari, di tutto quello che è il settore legato al sostegno e alla sicurezza della popolazione.

Abbiamo poi cercato di avere con i Comuni quel dialogo che ha portato ad approvare, perché la lettura degli eventi degli ultimi giorni legati all'atteggiamento del Presidente del CPEL non è quello che si è voluto dare in quest'aula, in quanto ci sono problemi interni che non hanno nulla a che vedere sul parere dato su quello che è il riparto che è stato fatto, dove è stato approvato tenendo conto e sottolineando le conseguenze del "Governo Monti". E anche sui fondi con vincolo di destinazione e non vincolo di destinazione la variabile di 9.000.000 negli ultimi anni, ma anche prima...teniamo conto che siamo passati dal 2007 da 190.000.000 di euro a 247 e stiamo tornando a 234.000.000 dell'IRPEF, il che ha obbligato a rivedere alcuni parametri. Credo che il dialogo con i Comuni debba portare all'attuazione di uno degli impegni e che i Comuni condividono, di rivedere l'associazionismo che può dare un risparmio, una valorizzazione del personale che c'è e nel contempo coordinare meglio le attività esistenti. Non è vero quindi che c'è un atteggiamento contro i Comuni, che anzi hanno sempre partecipato attivamente. È vero anche le trasposizioni con fondi vincolati...cioè con leggi che si riferivano all'assistenza o ad interventi sul territorio che prima venivano fatti direttamente e che oggi sono fatti in accordo con i Comuni, mantenendo questi fondi a disposizione degli enti locali, soprattutto a sostegno della sicurezza degli abitati, della sicurezza nel caso di interventi...di frane.

Questa è l'analisi di un bilancio dopo la drastica riduzione che nessuno avrebbe immaginato, quando si parlava della riduzione dell'IVA in contemporanea con la discussione della 690, abbiamo cercato di diluire al 2017, perché era impensabile dover fare quel sacrificio di 350.000.000 in meno di IVA da importazione tenendo conto di quali potevano essere le conseguenze. Oggi paghiamo questo scotto; come ho già detto, credo che l'atteggiamento nei confronti dell'Amministrazione regionale nel suo complesso è stato quello di valorizzare al massimo le possibilità operative attraverso le partecipate, di sostenere il lavoro a tutti i livelli, sapendo che è finito il discorso di avere persone nella parte pubblica, l'aumento dell'occupazione nel settore pubblico. È finita questa era, anzi dobbiamo ridurre, e questo è un segnale che deve essere capito da tutti, non è più possibile andare in questa direzione. Dobbiamo quindi tenere nella dovuta considerazione i cambiamenti epocali sotto tutti i profili. Credo che il bilancio, tenendo conto anche del grado di disoccupazione che in Valle d'Aosta è il 6,7, nel Friuli 6,5, nella Provincia di Trento 5,9, gli altri sono tutti più alti (7,4 - 10,5 nel complesso dell'Italia e nel nord-ovest 8 percento), tutto sommato possa rispondere alle attese di una Regione che sicuramente soffre, come soffrono tutte le altre.

Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso:

Consiglieri presenti e votanti: 34

Favorevoli: 26

Contrari: 8

Il Consiglio approva.