Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2678 del 13 novembre 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2678/XIII - Interpellanza: "Interventi urgenti a sostegno dei produttori di latte e delle attività agro-zootecniche situate nei centri abitati".

Interpellanza

Preso atto che nel programma di legislatura della Giunta regionale nel settore dell'Agricoltura, tra le priorità, la Giunta si era impegnata a "Sostenere con forza il settore zootecnico, che presenta e vive un momento particolarmente difficile, legato al fatto che il prezzo del latte e dei suoi derivati (la Fontina, in primis) non compensa gli aumenti intervenuti sui costi degli integratori e della manodopera. Al riguardo urgono iniziative di supporto, da inquadrarsi nel Piano di Sviluppo Rurale e volte, tra l'altro, a valorizzare la "Fontina d'alpeggio" e la qualità del nostro latte, con una conseguente rivalutazione di questi prodotti dal punto di vista commerciale", e a "Ricercare adeguate ed equilibrate soluzioni al problema della compatibilità delle strutture agro-zootecniche situate nei centri abitati - che vanno salvaguardate - e le esigenze della popolazione residente, anche attraverso la definizione di norme che, nel rispetto delle disposizioni europee e statali, riconoscano le specificità e soddisfino i bisogni degli allevatori valdostani";

Rilevato che il prezzo del latte e della Fontina al produttore sono in calo;

Ribadito che diventa sempre più difficile sostenere le attività agro-zootecniche situate nei centri abitati, anche a seguito dell'applicazione stringente delle disposizioni europee e statali;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere se intenda intervenire con urgenza sulle problematiche del prezzo del latte al produttore e sulla compatibilità delle strutture agro-zootecniche nei centri abitati.

F.to: Donzel

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Avviandosi la discussione del bilancio, mi è capitato di andare a studiare alcuni documenti e l'occhio mi è caduto sul programma di legislatura, ho trovato dei punti abbastanza interessanti che non esito a dire che condivido pienamente oggi, come condividevo quattro, cinque anni fa. Si metteva fra le priorità - mi piaceva questa parola - della Giunta: "sostenere con forza il settore zootecnico, che presenta e vive un momento particolarmente difficile - siamo nel 2008 - legato al fatto che il prezzo del latte e dei suoi derivati non compensa gli aumenti intervenuti sui costi degli integratori e della manodopera". Cos'è successo in questi quattro anni? Sono aumentati i costi degli integratori, è esploso il costo della manodopera ed è sceso il prezzo del latte: esattamente il contrario di quello che si era messo fra le priorità. In quattro anni c'è stato un lieve miglioramento? C'è stato uno sforzo? Si è fatto qualcosina? No. La situazione è l'opposto: sono ulteriormente peggiorate le condizioni e questo non è soltanto imputabile ad una situazione di crisi economica, è che non sono state fatte azioni mirate in questa direzione, azioni che avrebbero consentito di modificare tale rapporto, perché, se noi fino a qualche anno fa potevamo constatare una certa tenuta del prezzo del latte, in questi mesi ne stiamo constatando invece il calo. La situazione quindi, se si somma a tutte le difficoltà di avere finanziamenti, le difficoltà nell'erogazione dei contributi, il famoso verde agricolo, eccetera, veramente lascia molto a desiderare; quindi, dal punto di vista del discorso del prezzo del latte, ci aspetta un inverno molto rigido, più rigido delle temperature esterne.

L'altra questione non meno superficiale, anzi di una certa gravità, perché aveva dato adito anche nella passata legislatura ad un dibattito molto forte con delle raccolte di firme mi pare, perché non ero Consigliere regionale, ma come comune cittadino ricordo un'appassionata discussione su questi temi...naturalmente non poteva sfuggire alla Giunta di mettere fra le priorità il fatto di "ricercare adeguate ed equilibrate soluzioni al problema della compatibilità delle strutture agro-zootecniche situate nei centri abitati, che vanno salvaguardate, e le esigenze della popolazione residente, anche attraverso la definizione di norme che, nel rispetto delle disposizioni europee e statali, riconoscano le specificità e soddisfino i bisogni degli allevatori valdostani".

Non cito i casi particolari che ho seguito su alcune questioni anche locali del mio territorio, dove siamo andati esattamente nella direzione opposta: "salvati, se ne sei capace", oppure "affonda", o addirittura "chiudi la tua azienda". Ci sono delle realtà che sono nell'incertezza di dire: proseguo a fare investimenti sulla mia azienda, o domani mattina mi troverò con l'obbligo di fermare la mia attività, perché il vicino di casa trova troppo rumoroso l'impianto di mungitura, oppure i Comuni sono lenti nell'attivare quelle norme che consentivano ad esempio la realizzazione di platee per chi si trova con un'azienda collocata all'interno del Paese. Vi sono quindi una serie di situazioni che non hanno trovato una risposta per nulla e mi dico: di solito quando si arriva verso il finale, c'è il colpo di acceleratore e via, penso allora che sul finale arriverà la norma che salverà queste aziende e che consentirà di valorizzare la fontina di alpeggio. Vediamo quali sono queste norme, si scoprano le carte del finale di questa legislatura annunciata come quella che avrebbe portato al rialzo il prezzo del latte e della fontina. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Grazie Presidente.

I punti sono due: il primo è quello legato al prezzo del latte; il prezzo del latte, come quello del formaggio e nello specifico della fontina...non possiamo non tener conto che, quando parliamo di aspetti economici di questo tipo, dobbiamo considerare che c'è una stretta dipendenza con il libero mercato, per cui non è possibile anche nell'ambito delle regole che vanno a prendere in considerazione gli aiuti alle aziende prevedere aiuti diretti ai produttori per alcuni degli aspetti produttivi: mi riferisco all'acquisto degli integratori, ai prodotti che fanno parte dell'alimentazione dei bovini, le azioni che sono ammissibili sono azioni indirette, come ha detto anche lei nelle premesse. Nel corso degli anni l'Assessorato dell'agricoltura ha provveduto, in collaborazione con l'Assessorato della sanità e con ingenti investimenti, a debellare le malattie infettive del patrimonio bovino, al fine di ottenere un risultato migliorativo del latte. Il collega Lanièce anche recentemente ha sottolineato che la situazione è molto migliorata e questo è uno degli elementi non di debolezza, ma di forza per le nostre aziende.

Per il discorso specifico è stata sentita la Cooperativa dei produttori latte e fontina e il Presidente Trèves riferisce che è in atto - questa non è una novità - una situazione critica per tutti i prodotti alimentari non solo per il latte, ma che la fatturazione del latte 2012 è in linea con quella dell'anno precedente. Per quel che riguarda il prezzo del latte alla stalla, abbiamo avuto negli anni 2008-2009 il prezzo del latte medio alla stalla in Valle d'Aosta a 47 euro ogni 100 litri - vengono normalmente indicati così i valori -, negli anni 2009-2010 si attesta sui 55 euro ogni 100 litri, negli anni 2010-2011 a 51,24; questi sono dati che possono essere interessanti per avere un riferimento medio. Do anche alcuni dati di altre Regioni: la Lombardia nel 2012 ha un valore medio al prezzo alla stalla di 38,46, la Baviera 32,78; Rhônes-Alpes 32,03.

La cosa più importante comunque è che possiamo agire indirettamente anche attraverso la promozione e ogni attore partecipante alla filiera ha le sue competenze e anche la possibilità di fare le sue scelte. Il Consorzio di tutela del prodotto fontina ha attualmente in esame e sta valutando la possibilità di distinguere il prodotto di alpeggio rispetto al prodotto dei caseifici di fondovalle; evidentemente questa non è un'azione facile da intraprendere, perché bisogna esaminare bene quelle che possono essere le ricadute in positivo, ma a volte anche in negativo sull'organizzazione delle nostre aziende.

Per quel che riguarda la compatibilità delle strutture agro-zootecniche nei centri abitati, qui bisogna sgombrare il campo da degli approcci che vanno dietro magari al tema del momento. Giustamente il collega Donzel ha richiamato, definendolo appassionata discussione, il caso Cimberio, quello che aveva portato la raccolta di oltre 3.000 firme a sostegno di un'azienda interessata da diverse problematiche, un'azienda presente in un centro abitato. Questo caso ha avuto grande rilevanza a livello mediatico, ha coinvolto tutta la Regione, c'erano raccolte firme in occasione di manifestazioni, c'era un po' di tutto. A volte più che un'appassionata discussione, era un'appassionata strumentalizzazione, perché molto spesso, quando ci sono dei temi puntuali, poi portano a questi aspetti. Nel caso specifico i nostri tecnici avevano individuato delle soluzioni nell'ambito di quello che si può fare in un centro storico, nel caso specifico hanno individuato per quella azienda, come per tante altre nel centro storico, degli interventi che potevano essere attivati per rientrare nella possibile convivenza fra chi esercita l'attività agricola e chi vive nelle vicinanze dei locali dove si svolge questa attività. Il tema più discusso era quello legato alla gestione dei reflui zootecnici, sappiamo che, se anche le aziende zootecniche possono esercitare la loro attività nei centri abitati, però una parte della loro attività deve essere localizzata all'esterno e la gestione dei reflui zootecnici deve essere opportunamente gestita all'esterno del centro abitato, con delle distanze che sono previste nelle norme urbanistiche dalla legge urbanistica e dai piani regolatori che le devono recepire: i famosi 40 metri delle platee che giornalmente devono essere raggiunte dai reflui. Nella stalla, nel caso specifico, ma vale anche per le altre aziende, si deve garantire il benessere animale, quindi la necessità di avere una distribuzione di acqua in alternativa all'abbeveratoio, una pratica che nel caso specifico era stata consigliata per quella azienda, ma vale anche per altre. Iniziative quindi pratiche e dirette, che nel caso della petizione non erano state considerate inizialmente in quanto si parlava di attacco all'agricoltura e dei massimi sistemi; alla fine si è entrati nel merito e si sono individuate delle soluzioni.

Per quanto riguarda il compito dei nostri uffici che collaborano con le amministrazioni comunali per la predisposizione dei piani regolatori e nel momento in cui questi vengono presentati al loro esame, si danno delle precise indicazioni per le aziende in centro storico. È previsto il loro mantenimento purché vengano rispettati i requisiti igienico-sanitari e venga rispettata la corretta gestione dei reflui, che può essere gestita non solo a livello aziendale, perché da alcuni anni è possibile, aderendo ad appositi bandi, da parte delle amministrazioni comunali realizzare delle platee di stoccaggio dei reflui zootecnici ad uso pluriaziendale. È il caso recente di Pollein e di Issime, realizzazioni in corso, quindi non è necessario delocalizzare l'azienda. In ultimo, nel momento in cui si vuole delocalizzare l'azienda nel suo complesso, sono previste delle agevolazioni per il dimensionamento aziendale, per fare strutture nuove nella giustificazione aziendale per quel che riguarda il rapporto degli UBA con il terreno coltivato, quindi agevolazioni anche in questo senso. Le opportunità ci sono e naturalmente devono essere attivate tutte le iniziative del caso, poi la coesistenza può dare dei problemi, ma questi sono da gestire caso per caso.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Lei è stato molto gentile, Assessore, a fornirmi dei dati, anch'io sono andato a guardare qualche dato sul prezzo del latte e ho fatto un confronto, perché quando lei ha ereditato il prezzo del latte valdostano nel 2008...vedo che scuote la testa e dice già di "no", non ha ancora sentito cosa devo dire, mi lasci parlare...lei è arrivato a fare l'Assessore per la seconda volta nel 2008 ed esisteva un prezzo del latte in Valle d'Aosta...sono andato a verificare qual era il rapporto allora fra il latte della Valle d'Aosta e il latte della Lombardia e il latte della nostra Regione aveva già una soglia più alta. Non è che nel 2008 il latte valdostano era pagato alla stalla come il latte della Lombardia, aveva già un vantaggio, perché è un latte di montagna di qualità che serve a produrre un prodotto tipico come la fontina, perché, se fosse venduto solo come latte sfuso, non ci darebbe nessun vantaggio. Sono andato a vedere i prezzi del latte in Lombardia, in Baviera, chi va su internet ormai clicca e vede come funziona e i prezzi del latte sono cresciuti secondo l'andamento del mercato, come ha detto lei. Il prezzo del latte valdostano ha seguito paro paro quello che succedeva dalle altre parti: è andato su quando saliva anche in Lombardia e fuori dalla Valle, adesso che sta scendendo anche lì scende anche in Valle d'Aosta.

Mi spieghi allora qual è stata la sua azione per dire che qui abbiamo fatto delle azioni specifiche. Lei mi parla di una cosa che è il risanamento del bestiame, il latte di qualità, che non posso che convenire con lei, ma è in atto da almeno 30 anni questa cosa, non è una novità!

Lei ha messo cinque priorità e delle due che ho portato all'attenzione qui non c'è stata nessuna azione innovativa. L'azione del risanamento del bestiame è un'azione risaputa, che porta avanti il suo collega, non è una sua azione specifica condotta; lì sotto la voce "agricoltura" c'era: "bisogna intervenire per migliorare il prezzo del latte e il rapporto fra il prezzo pagato alla stalla e i costi". Io allora le ripeto che durante questi quattro anni l'obiettivo è totalmente mancato, perché siamo andati in peggioramento rispetto alle soglie di inizio e alle soglie finali.

Per quanto riguarda le azioni messe in campo per risolvere i problemi, gira gira di tutte queste grandi azioni, quello che lei chiama un dibattito, che magari è stato strumentalizzato e per certi versi alle volte ha avuto quegli aspetti...ma lo sa che in questi quattro anni siamo rimasti fermi alla questione Cimberio? Lei oggi ci ha portato come unico caso di intervento che si può fare, ma si poteva fare anche prima, il caso della razionalizzazione delle platee, esattamente uno degli aspetti del caso Cimberio, cioè per quattro anni siamo rimasti lì? Ha citato il caso di Issime, progetto già avviato da tempo, quindi non è qualcosa in cui si è intervenuti in questa legislatura in modo specifico e il caso di Pollein, caso che da quattro anni si trascina, mentre altri casi che sono stati sottoposti all'attenzione della Giunta da due anni sono stati assolutamente inosservati!

Le dico chiaramente cosa fanno i Comuni. Pollein aveva delle proprietà in zone idonee e ha provveduto a dare corso ad un progetto; i Comuni che non hanno zone idonee a dare corso ad un progetto dicono: "se non ho i terreni, cosa posso fare?". Allora questo è andare incontro alle aziende? È lo scaricabarile: l'agricoltore va dall'Assessore, l'Assessore dice: "vai dal Comune", l'agricoltore va in Comune e il Comune gli dice: "io non ho le proprietà, chiedilo alla Regione", la Regione dice: "non è mia competenza". È lo scaricabarile e il punto finale di due priorità assolute è zero!