Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2670 del 13 novembre 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2670/XIII - Interrogazione: "Istituzione del Registro Tumori della Valle d'Aosta".

Interrogazione

Ricordato che in data 26 ottobre è stata inaugurata la nuova PET-CT (Tomografia a emissione di positroni) presso l'ospedale Parini di Aosta che va ad integrare ulteriormente la dotazione diagnostica della nostra regione per la lotta contro i tumori;

Appreso che con la Deliberazione della Giunta regionale n. 1945 del 5 ottobre 2012 è stato istituito il Registro Tumori della Valle d'Aosta, considerato una risorsa insostituibile per la ricerca clinica ed epidemiologica;

Ritenuto assolutamente necessario porre l'attenzione su un fenomeno quale quello dell'incidenza delle patologie tumorali che fa registrare in Valle d'Aosta valori particolarmente preoccupanti;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) qual è stato l'iter di istituzione del Registro Tumori della Valle d'Aosta, già previsto fin dal Piano Sanitario Nazionale 1994-1996;

2) qual è stata l'evoluzione delle patologie tumorali negli ultimi dieci anni in Valle d'Aosta, se si è registrato un incremento dell'incidenza e se è vero che i giovani sono sempre più afflitti da queste gravi malattie;

3) se sono stati prodotti studi sulla situazione valdostana.

F.to: Patrizia Morelli - Bertin - Cerise - Chatrian - Louvin

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente.

Sul primo punto la circostanza che la Regione Valle d'Aosta non si sia dotata formalmente di un registro tumori sino all'ottobre 2012 ad una natura meramente nominalistica potrebbe apparire come un deficit, ma è stata in realtà la conseguenza di un'oculata, implicita ed esplicita programmazione. Fino agli anni '70 le difficoltà incontrate dall'esperienza Registro Tumori Piemonte (che includeva la Valle d'Aosta e copriva in tutto la popolazione di 4.500.000 di abitanti) portarono gli epidemiologici a ritenere che registri di grandi dimensioni fossero pleonastici rispetto agli usi possibili allora e difficili da gestire. Fu quindi avviata un'esperienza di registri sub-regionali, a campione, e questo modello era d'altronde seguito anche negli altri Paesi dell'Europa meridionale. Per garantire la stabilità dei dati, era però raccomandato che tali registri avessero dimensioni fra 500.000 e 1.000.000 di popolazione osservata. Secondo questo schema fu avviato il registro del Piemonte (città di Torino) che continuò ad includere la Valle d'Aosta e furono riavviati quelli di Varese, Firenze, Genova, Veneto e più tardi Emilia e Umbria. In questa fase la Regione prese atto degli orientamenti dell'epidemiologia nazionale, consolidò il proprio registro di mortalità, fece uso delle misure di mortalità (e poi delle stime di incidenza) che si rendevano utilizzabili per disporre di indicatori generali di impatto e di programmazione. Solo in un secondo tempo, all'inizio degli anni '90, nell'esperienza nazionale, alla funzione descrittiva dei registri e a quella di supporto alla ricerca epidemiologica, si aggiunse quella di contribuire alla valutazione complessiva delle cure (con i dati di sopravvivenza) e alla valutazione dei programmi di screening, con la fornitura dei dati per il calcolo degli indicatori di processo e di impatto. Anche in questa fase la Regione rimase in posizione di attenta attesa, in essa furono avviati i programmi di screening (dapprima quello del tumore della mammella e del collo dell'utero, poi quello del colon) di eccellente qualità, la cui macchina organizzativa è stata capace di provvedere da sé (o con parziale aiuto da parte del CPO Registro Tumori Piemonte) almeno alla produzione degli indicatori di processo. La dimensione molto ridotta della popolazione regionale rendeva cauti circa l'economicità di un formale Registro Tumori, pur in presenza di programmi di screening. Da ciò è derivata l'approvazione da parte della Giunta regionale della realizzazione di uno studio di fattibilità e relativa sperimentazione di Registro Tumori con la delibera n. 1552/2008, la formazione di personale medico del Dipartimento di prevenzione, l'assistenza di tale personale nel corso di un ciclo triennale di lavoro, l'assistenza di tale personale nelle relazioni nazionali ed internazionali, con particolare riferimento alla registrazione dei tumori e all'epidemiologia descrittiva. La conclusione logica di questo lungo lavoro è stata l'approvazione da parte della Giunta regionale dell'istituzione formale del Registro Tumori della Valle d'Aosta con la delibera n. 1945/2012.

Seconda domanda: "qual è stata l'evoluzione delle patologie tumorali negli ultimi dieci anni in Valle d'Aosta, se si è registrato un incremento dell'incidenza e se è vero che i giovani sono sempre più afflitti da queste gravi malattie", in base gli elementi che ricaviamo dalle banche dell'Istituto superiore di sanità e dal Registro Tumori Piemonte-Valle d'Aosta, in Valle d'Aosta le patologie neoplastiche sono sovrapponibili a quelle delle Regioni limitrofe (ad esempio il Piemonte) o addirittura, per alcune neoplasie specifiche, inferiori. Con l'incidenza di patologie neoplastiche inoltre si può ricordare che l'opera capillare di screening e di sensibilizzazione della popolazione consente una diagnosi precoce delle malattie, e probabilmente la scoperta di un numero maggiore di patologie neoplastiche.

Entrando nel dettaglio e facendo riferimento ai dati stimati forniti dal Reparto di epidemiologia del Centro nazionale CNESP ISS, notiamo una lieve riduzione dell'incidenza dei tumori maligni (campioni uomini e donne fra 0 e 84 anni) così come riscontrato a livello nazionale. Mortalità ed incidenza: il tasso grezzo misura la frequenza reale dei tumori, il tasso standardizzato per età misura che l'incidenza nel 2000, per donne e uomini in Valle d'Aosta fra 0 e 84 anni era di 473, mentre nel 2010 è di 469,75. Se esaminiamo i dati per sesso, osserviamo che, per quanto riguarda gli uomini, vi è un decremento l'incidenza passa da 549 a 491 nel 2010, mentre per le donne vi è un lieve incremento dell'incidenza, quindi nel 2000 405 e nel 2010 442. L'esame dei dati che riguardano la popolazione giovanile non mostra andamenti con caratteristiche epidemiologiche differenti rispetto a quanto esposto precedentemente. Abbiamo per donne e uomini nella fascia 15-29 anni un'incidenza del 22,9 nel 2000 e 23,2 nel 2010. Negli uomini si conferma una riduzione notevole dell'incidenza con un tasso di 17,94 a fronte nel 2010 di 11,45, mentre nelle donne un incremento: da 27,6 nel 2000 a 35,6 nel 2010. In conclusione il dato "incidenza" da solo non consente di inquadrare correttamente il fenomeno dei tumori, questo deve essere analizzato anche in termini di prevalenza e sopravvivenza. In generale su tutti i dati la mortalità è diminuita rispetto al 2010.

"Se sono stati prodotti studi sulla situazione valdostana": vi sono produzioni scientifiche che riguardano studi specifici pubblicati su riviste internazionali e prestigiose, come il lavoro della équipe del dottor Crotta: "High rate of advanced adenoma", che si riferisce ai carcinomi del colon; vi sono in corso studi portati avanti dalla struttura complessa di oncologia del nostro ospedale su casi di donne affette da una specifica patologia neoplastica, i cui risultati parziali sono stati presentati in diversi congressi scientifici e presto verranno presentati in forma definitiva. Grazie.

Président - La parole à la Conseillère Patrizia Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.

Assessore, prendiamo atto della sua risposta per quanto riguarda l'istituzione del Registro Tumori, che è stato ritardato per ragioni demografiche di consistenza della popolazione. Per quanto riguarda l'evoluzione delle patologie tumorali, i dati che lei ci fornisce, se sono confortanti per gli uomini, sono decisamente preoccupanti per la donne. Riguardo alla mortalità diminuita in questo decennio che abbiamo preso in considerazione, i dati che abbiamo acquisito da autorevoli studi hanno evidenziato, rispetto alla media italiana, una mortalità per tumori in Valle d'Aosta maggiore, posso citarle poi lo studio da me consultato...dicevo, rispetto alla media italiana, ma anche rispetto a realtà di montagna simili alla nostra. Devo dire che sono dati che preoccupano e quindi confermano la bontà dell'istituzione di questo Registro Tumori, che consentirà una più efficace e mirata sorveglianza epidemiologica.

Riconosciamo che la Regione ha fatto grandi investimenti in questi ultimi decenni per dotare il nostro ospedale di attrezzature e tecnologie innovative sia per quanto riguarda la diagnostica che per l'aspetto terapeutico. Sappiamo che le cause dei tumori sono da ricercare fra diversi fattori, alcuni dei quali non modificabili come quelli genetici o legati all'età, mentre su altri è possibile intervenire per ridurre il rischio, e sono gli stili di vita e i fattori ambientali. Sui primi, quali alimentazione, consumo di alcol, fumo, vi sono grandi possibilità di intervento e la nostra Regione sta portando avanti azioni di prevenzione e formazione sulla popolazione. Anche sui fattori ambientali è possibile e doveroso intervenire prevenendo ed eliminando le eventuali cause di rischio. Riteniamo che questo sia il ruolo della politica e degli amministratori pubblici e su questo ruolo riteniamo doveroso porre l'accento.