Oggetto del Consiglio n. 2653 del 24 ottobre 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2653/XIII - Interrogazione: "Promozione di iniziative educative e informative per la prevenzione delle interruzioni di gravidanza in Valle d'Aosta".
Interrogazione
Appreso dalla relazione annuale sull'interruzione volontaria di gravidanza in Italia, presentata dal Ministro della Sanità al Parlamento il 9 ottobre scorso, che la Valle d'Aosta registra un incremento del 7,9 per cento di casi, in netta controtendenza rispetto alla media italiana che risulta in diminuzione del 5,6 per cento;
Ricordata la mozione votata all'unanimità dal Consiglio regionale il 17 novembre 2010 e gli impegni ripetutamente assunti dall'Assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali riguardo al rafforzamento di adeguate politiche di prevenzione di tale fenomeno;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per sapere:
1) se un'analisi dei dati è stata fatta e a quali valutazioni ha portato;
2) quali sono i dati relativi alle donne residenti in Valle d'Aosta, alle residenti fuori valle, alle straniere e alle minorenni;
3) quali iniziative educative e informative sono state poste in essere per prevenire le interruzioni di gravidanza, in particolare per le minorenni e per le straniere;
4) come avviene la scelta tra l'interruzione di gravidanza chirurgica e il ricorso alla pillola RU486.
F.to: Patrizia Morelli - Bertin - Cerise
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
Rispetto alla prima domanda, l'annuale relazione del Ministero della salute sull'interruzione volontaria di gravidanza è stata pubblicata il 9 ottobre scorso e, data la recentissima pubblicazione, l'analisi approfondita dei dati è ancora in corso. Tuttavia un dato è possibile già esprimerlo. Per quanto riguarda il numero totale di interruzioni di gravidanza risalenti al 1982 rispetto ad oggi, siamo a 540 interruzioni volontarie di gravidanza contro le 261 nel 2011; il trend è quello dell'Italia intera dove c'erano 234.801 interruzioni volontarie di gravidanza rispetto alle 109.538 del 2011. Viene quindi confermato anche nella nostra regione un trend nel periodo 1982-2011 che dimostra il dimezzamento delle interruzioni volontarie di gravidanza, in linea con il dato complessivo dell'Italia.
Per quanto riguarda la seconda domanda, nel 2011 la provenienza delle pazienti è stata la seguente: minorenni con cittadinanza italiana 9, minorenni con cittadinanza straniera 1, maggiorenni con cittadinanza italiana 173, maggiorenni con cittadinanza straniera 50, di queste 14 residenti in altre regioni; il totale fa il dato che ho detto in precedenza di 261, (costituito dal dato di 233 a cui bisogna sommare 19 residenti in altre regioni e 9 provenienti da Stati esteri).
Terza domanda: nell'Azienda USL della Valle d'Aosta esiste una vasta ed articolata rete di consultori familiari, dove vengono effettuati corsi di accompagnamento alla nascita con personale ostetrico e psicologi, disponibili ad effettuare colloqui di sostegno alle gravide in particolari situazioni di disagio. L'attivazione del sostegno psicologico avviene tramite segnalazioni dell'ostetrica o tramite richiesta diretta dell'interessata; le prestazioni sono gratuite e ad accesso diretto, senza impegnativa del medico curante. È inoltre attiva da anni la collaborazione con gli istituti scolastici per i progetti di educazione sessuale, che, in parallelo con il Consultorio per adolescenti (Il Pangolo), svolgono una robusta funzione di educazione sanitaria e di prevenzione nella fascia di età adolescenziale.
Quarta domanda: presso la struttura complessa di ostetricia e ginecologia dal 2010 la scelta fra aborto farmacologico e chirurgico è regolata da uno specifico protocollo, che dettaglia i criteri di inclusione ed esclusione per la prescrizione della RU486. Due dati: nel 2010 la percentuale di donne che hanno scelto l'interruzione farmacologica rispetto alla chirurgica è stata del 16,9% e nel 2011 è salita al 24,9% rispetto a tutte le interruzioni.
Una brevissima considerazione sulle minorenni: è chiaro che 9 casi è un dato alto; se vogliamo vedere un aspetto positivo, è che riusciamo a canalizzare tutti questi casi nel sistema pubblico, quindi in un ospedale che è sicuramente una garanzia anche per questi casi che sono di difficoltà dei ragazzi e delle famiglie, mentre in grosse regioni purtroppo ci sono modalità clandestine e consultori clandestini.
Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci Président.
Ringrazio l'Assessore per la risposta articolata. Anche noi abbiamo cercato di fare un'analisi dei dati e la prima constatazione è che, se è vero che, rispetto al 1982, la percentuale si è dimezzata come nel resto d'Italia, i nostri dati relativi però sono negativi: abbiamo un aumento rispetto all'anno precedente. Il fatto poi che si dica che ci sono regioni dove l'incidenza delle strutture private è alta per cui i dati degli altri non sono veritieri quanto i nostri, è comprensibile, ma non ci sembra che sia una motivazione sufficiente, perché, fra l'altro, dalla relazione del Ministro Balduzzi si evince che ben 11 Regioni si avvalgono solo di strutture pubbliche.
La presenza dei consultori sul nostro territorio è molto alta, molto di più rispetto alle altre regioni, eppure, malgrado questa presenza, non si riesce ancora ad intercettare in modo sufficiente soprattutto quella parte di popolazione che è straniera e che, come ha detto l'Assessore, ha un'incidenza molto alta (30 percento) sul totale; evidentemente qualcosa non funziona a sufficienza per quanto riguarda i consultori. Sempre dalla relazione abbiamo potuto vedere che per il rilascio della certificazione all'interruzione di gravidanza i consultori provvedono solo per il 4,6 percento, mentre la gran parte delle certificazioni viene rilasciata direttamente dalla struttura, a conferma del fatto che forse questi consultori non sono sufficientemente conosciuti dalla popolazione, quindi non rispondono adeguatamente alle potenzialità che invece dovrebbero e potrebbero avere.
Il dato delle residenti fuori Valle è cresciuto di poco rispetto a quello dell'anno scorso (da 16 a 19), ciò che era stato riportato anche nell'articolo comparso su La Stampa, la chiusura della struttura di Ivrea, non ha inciso così tanto.
Il dato delle minorenni è un dato preoccupante, anche se bisogna riconoscere che è in diminuzione; probabilmente cominciamo a vedere gli effetti di tutto questo lavoro di educazione che viene fatto in collaborazione con la scuola.
È importante continuare e riteniamo che sia importante rinforzare l'azione nei confronti delle donne straniere; se i consultori non bastano, attiviamo i medici di medicina generale magari con opuscoli informativi sulla procreazione responsabile nelle lingue di origine delle donne.
Mi ero dimenticata di chiedere il numero di interruzioni praticate con il metodo farmacologico, l'Assessore ce lo ha detto: è salito al 24,9 percento. Riteniamo che sia un metodo da favorire ulteriormente per la minore invasività sulla donna e per i minori costi a carico del sistema sanitario. Riguardo ai costi (apro un'altra parentesi), nella relazione il Ministro sottolinea l'alto ricorso all'anestesia generale per le interruzioni di gravidanza, che dalle linee internazionali non è ritenuta sempre necessaria, è forse un aspetto su cui in momenti di necessità di tagli forse bisogna ragionare.
Concludo positivamente riconoscendo che il nostro sistema tutto sommato, nonostante questo piccolo aumento, funziona e in particolare ho rilevato per i tempi di attesa fra il momento della certificazione e l'intervento nella gran parte dei casi si sta sotto i 14 giorni, cosa che mi sembra positiva. Altro dato: l'obiezione di coscienza nella nostra regione è molto bassa.
