Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2439 del 6 giugno 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2439/XIII - Interrogazione a risposta immediata: "Iniziative per fare fronte alla crisi occupazionale determinata dalla chiusura dello stabilimento Olivetti I-Jet di Arnad".

Interrogazione a risposta immediata

Ricordata la notizia della messa in liquidazione dell'Olivetti I-Jet e della conseguente chiusura dello stabilimento di Arnad in cui sono occupate 162 persone;

Rilevato che la chiusura dell'Olivetti I-Jet va ad aggiungersi alla già grave crisi occupazionale che interessa la Bassa Valle;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

la Giunta regionale per sapere quali iniziative siano state attivate al fine di far fronte alla drammatica situazione che coinvolge i lavoratori dell'Olivetti I-Jet.

F.to: Patrizia Morelli - Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Louvin

Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.

La notizia della messa in liquidazione dell'Olivetti I-Jet, azienda di Arnad, che produce testine a getto di inchiostro, è di pochi giorni fa e va ad aggiungere molte inquietudini alle già presenti preoccupazioni riguardo alla crisi occupazionale che coinvolge la nostra regione, in particolare la Bassa Valle, già così duramente provata dalla recessione che ha investito vari stabilimenti in questi ultimi anni in diversi Comuni, dalla crisi del settore edile e dalla forte pesante riduzione dell'occupazione nei cantieri forestali, oltre che dalla difficoltà più volte sollevata in questo Consiglio di favorire l'insediamento di nuove attività in zone che tradizionalmente erano caratterizzate dalla presenza di centinaia di posti di lavoro. La notizia della messa in liquidazione dell'Olivetti I-Jet non ha mancato di sollevare le preoccupazioni del nostro gruppo per le ricadute pesanti che la chiusura di questo stabilimento produrrà sul tessuto sociale della zona. Le famiglie coinvolte sono numerose, sappiamo che sono impiegati 162 lavoratori nell'azienda, per i quali si prevede una procedura di cassa integrazione straordinaria per due anni ed è allo studio una parziale ricollocazione. Poiché riteniamo che la politica non possa rimanere silente, siamo ad interrogare la Giunta per conoscere quali iniziative siano state attivate per far fronte nell'immediato a questa ennesima prova a cui sono sottoposti tanti lavoratori e le loro famiglie.

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.

Pastoret (UV) - Grazie Presidente.

Ovviamente nella risposta mi atterrò al quesito posto ed è questo il punto nell'immediato di cui ci dobbiamo occupare. Giovedì 31 maggio l'Olivetti ha comunicato la sua intenzione di uscire dal mercato dell'ink jet e di mettere in liquidazione lo stabilimento di Arnad. Tale decisione è stata spiegata dall'azienda come conseguenza del forte calo del mercato di riferimento e delle difficoltà di mantenere un equilibrio di risultato. Si è trattato di una decisione improvvisa e non negoziabile, secondo Olivetti, conseguente all'insostenibilità economica della gestione. Malgrado una situazione pregressa già difficile nel 2011, l'Olivetti aveva già proceduto ad una ricapitalizzazione di circa 10.000.000 di euro, nel primo trimestre 2012 il saldo passivo è stato di 2.400.000 di euro, questi sono stati i motivi che hanno convinto l'azienda a compiere il passo definitivo verso la chiusura. Oltre alle testine ink jet, ormai senza prospettive per il futuro, l'Olivetti era fortemente impegnata in progetti di ricerca e sviluppo, i cui risultati non è stata in grado di collocare sul mercato, né di vendere ad eventuali partner di settore. Sono stati coinvolti dalla decisione di chiusura 162 lavoratori, una parte consistente di questi impiegati nel settore ricerca e sviluppo.

Nel pomeriggio di venerdì 1° giugno con il Presidente Rollandin abbiamo incontrato le organizzazioni sindacali di categoria; dopo l'incontro da essi esperito in mattinata con l'azienda, abbiamo concordato e condiviso i percorsi da svolgere, ognuno per i suoi ruoli e le sue competenze. Percorsi che saranno definiti nel prossimo futuro sulla base delle prospettive che si delineeranno, considerando che ad oggi ci sono alcune urgenze da mettere in campo. Difatti in questo momento ci sono diverse fasi attraverso le quali si dovrà svolgere ogni percorso riguardo soprattutto la situazione dei lavoratori. A partire da lunedì 4 giugno si è aperta la procedura da parte dell'azienda, che deve portare al piano di gestione degli esuberi. Ieri, martedì 5 giugno, vi è stato l'incontro fra l'Olivetti e le organizzazioni sindacali, nel quale è stata prevista la predisposizione di un piano di ricollocazione delle maestranze, che l'azienda proporrà ai rappresentanti sindacali nei prossimi giorni. È questa la fase più delicata e importante, perché dal suo successo dipenderà poi il percorso di messa in opera degli ammortizzatori sociali. Nel frattempo, nel corso delle prossime settimane, dovranno essere esperite un serie di procedure: negoziazione sindacale, incontri con l'Ufficio del lavoro, incontri fra azienda, sindacati e Confindustria, incontri al Ministero del lavoro, con l'obiettivo di concludere il tutto entro il 22 giugno prossimo.

Per quanto riguarda i dipendenti, dovrà essere esperito e analizzato nel dettaglio un quadro che preveda delle procedure di outplacement verso altre situazioni lavorative, presso altre aziende contigue al gruppo, circa 50 persone; l'individuazione di eventuali possibilità di mobilità volontaria incentivata; la gestione della cassa integrazione per una durata massima di 24 mesi per il personale in esubero con un effetto immediato a partire dal 2 luglio dei settori al termine di produzione (ricerca e sviluppo); la continuazione della produzione delle testine ink jet per i lavoratori ivi addetti per esaurire le commesse residue fino al 2012 e la continuazione della produzione delle testine ad impatto per le quali invece non è prevista la chiusura. È evidente che queste procedure determinano delle scansioni temporali diverse, che saranno specificate anche per quanto riguarda i numeri di riferimento ad ogni processo, che saranno definiti dal tavolo fra azienda e sindacati al momento della presentazione del piano di ricollocazione delle maestranze. Dopo tutti questi passaggi, nelle fasi successive dovremo definire con le organizzazioni sindacali in particolare e al nostro interno quali saranno le prospettive con cui affronteremo l'intero futuro dello stabilimento di Arnad.

Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.

Prendiamo atto della risposta dell'Assessore che conferma la gravità della situazione, che auspichiamo possa risolversi nel modo più indolore possibile a breve. Tuttavia ci permettiamo di osservare che questa è la storia di una chiusura annunciata, perché era noto che il mercato dei fax e delle testine era in calo per un fisiologico superamento delle tecnologie. Siamo sconcertati che, in una piccola realtà regionale come la nostra, con pochi insediamenti industriali, non si riesca ad avere un monitoraggio e un'attenzione costante all'evoluzione delle singole situazioni in modo da non farsi cogliere impreparati. Riguardo a quest'ultima vicenda, ricordo che il Segretario di una delle sigle sindacali ha affermato: "in Valle continuiamo a correre dietro ai problemi e non riusciamo mai ad anticiparli". Concludo dicendo che è una forte autocritica della parte sindacale, ma che non può esonerare la politica dall'essere ugualmente autocritica e di avere un'attenzione particolare a tali situazioni, soprattutto in questo momento in cui si sta discutendo il piano delle politiche del lavoro.