Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2367 del 18 aprile 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2367/XIII - Interpellanza: "Predisposizione di un piano di attività, di concerto con Comuni e Comunità montane, per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità".

Interpellanza

Rilevate le enormi difficoltà che incontrano i lavoratori invalidi civili non al 100% con il collocamento mirato a trovare un'occupazione;

Rilevato, altresì, che le erogazioni delle pensioni o degli assegni per coloro che ne hanno diritto sono insufficienti a garantire un'esistenza dignitosa;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere se intenda:

1) verificare che tutti i posti nel pubblico e nel privato riservati alle categorie protette siano regolarmente occupati;

2) predisporre un piano di attività, di concerto con le Comunità montane e coi Comuni, per rispondere anche a questo tipo di emergenza lavorativa.

F.to: Donzel

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente.

Cari colleghi, i giornali di questi giorni ci impongono la massima cautela nell'affrontare i temi del lavoro che coinvolgono in modo grave ed allarmante tutta la società, non è più un problema solo dei disoccupati e dei lavoratori dipendenti, ma anche di artigiani ed altri, quindi cercherò nella maniera più sobria di rappresentare questo problema. In una situazione come questa dove la debolezza è diffusa, dove la crisi colpisce chiunque, tutti i ceti sociali, annullando alcune diversità e creando una debolezza generalizzata, parlare di lavoratori deboli sembra una tautologia, ma fra i deboli ci sono anche i più deboli, quelli che a seguito di problemi personali e di gravi incidenti hanno un'invalidità che non consente loro di avere una rendita sufficiente per vivere e che si rivolgono al mercato del lavoro con questo handicap aggiuntivo. Esistono delle norme che prevedono di tutelare questi lavoratori. Mi ha fatto piacere che noi abbiamo depositato 15 giorni fa questa interpellanza e, domenica, su un quotidiano, ho letto che si stanno attivando dei concorsi per alcune figure, ma il problema è più diffuso e soprattutto - sappiamo che c'è una commissione che si sta impegnando su questo tema - è difficile rispondere a quel bisogno diffuso che c'è di lavoro.

Bisogna trovare il modo che persone con disabilità che figurano nel collocamento e che dopo anni non trovano nessuna risposta...e lei, Presidente, ha fatto bene con la commissione andare a verificare quelli che rifiutavano questi posti, ma ci sono quelli che la chiamata non l'hanno mai avuta...allora, per queste persone, se c'è qualche risorsa...visto che ad esempio nei lavori socialmente utili esistono delle risorse, facciamo un ragionamento che veda la possibilità di predisporre una serie di lavori per coinvolgere questi soggetti. Che siano anche lavori dove uno magari lavora per tre-quattro mesi, ma uscire da quella condizione di dimenticanza e di abbandono in una lista che però non dà mai una risposta è delicato e difficile! Questo è l'appello che lanciamo, e speriamo che venga una risposta in questo senso.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente. Ringrazio il collega Donzel per aver voluto illustrare le finalità con cui è stata presentata questa interpellanza; in effetti condivido le preoccupazioni che oggi interessano queste persone, le quali, già per loro conto, hanno una serie di problemi che si aggravano con la situazione attuale, difficile per tutti.

Venendo alle risposte puntuali, la prima domanda chiede di "verificare che tutti i posti nel pubblico e nel privato riservati alle categorie protette siano regolarmente occupati": la situazione dell'occupazione dei lavoratori invalidi è costantemente monitorata dal Centro per il diritto al lavoro dei disabili e degli svantaggiati del Dipartimento politiche del lavoro e formazione. Questo centro, che è molto attivo, ben organizzato e sotto questo aspetto fa un grande lavoro, riceve dai datori di lavoro le comunicazioni previste per legge e provvede ai relativi controlli dove risultino delle scoperture al collocamento obbligatorio dei soggetti iscritti nell'elenco dei disabili, mediante la stipulazione con i datori di lavoro di apposite convenzioni previste dalla legge n. 68/1999 recante: "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", che regola i tempi e le modalità delle assunzioni che gli stessi datori di lavoro si impegnano ad effettuare in ottemperanza all'obbligo di inserimento e di integrazione lavorativa delle persone disabili. Il centro inoltre fornisce un servizio mirato e personalizzato di incontro fra domanda e offerta di lavoro e gestisce gli incentivi economici per l'assunzione delle persone in situazione di disagio sociale, previsti per il piano triennale delle politiche del lavoro. Rispetto ai circa 600 iscritti nell'elenco dei disabili nel 2011, ci sono state 41 assunzioni complessive fra imprese pubbliche e private, 11 proroghe di contratti a termine, 19 trasformazioni di contratto da tempo determinato a tempo indeterminato e 13 casi in cui il personale assunto è stato riconosciuto disabile e conteggiato nella quota di riserva. Su questo aspetto tornerò poi, perché questo in alcuni ambiti sta diventando un problema. Al mese di febbraio scorso risultano 54 posti scoperti nel settore pubblico, di cui 47 sono oggetto di apposite convenzioni tuttora in essere, 6 non hanno ancora una convenzione e 1 posto è in attesa del bando di concorso da parte dell'ente interessato; 84 i posti scoperti nel settore privato, 47 hanno fatto oggetto di apposite convenzioni, per i restanti 37 posti non è ancora stata stipulata la convenzione, ma il centro per i diritti del lavoro dei disabili di cui parlavamo ha già intrapreso con le imprese interessate i contatti per la definizione delle relative convenzioni, al fine di garantire nel modo più celere e tempestivo l'assolvimento degli obblighi previsti.

Per quanto riguarda il secondo punto: "predisporre un piano di attività, di concerto con le Comunità montane e coi Comuni, per rispondere anche a questo tipo di emergenza lavorativa", il Centro per il diritto al lavoro dei disabili provvede ai controlli della situazione comunicata dai datori di lavoro, anche richiedendo, se del caso, l'intervento dell'Ispettorato del lavoro per la verifica di queste situazioni. La logica seguita è sempre stata quella della collaborazione e non quella delle sanzioni, al fine dell'individuazione dei posti di lavoro effettivi e soprattutto l'individuazione dei posti di lavoro adeguati alle diverse situazioni di questi lavoratori, tenuto conto che il livello di occupabilità dei lavori iscritti al collocamento mirato è particolarmente basso, in ragione dell'età, del titolo di studio e della forte componente di persone con elevata percentuale di invalidità. Questo è un dato molto problematico, perché soprattutto quelli che hanno invalidità alte hanno l'esigenza di inserirsi quasi con un tutor ed il problema per l'ambito lavorativo si pone, tranne i casi che si evidenziano nel pubblico, mentre nel privato è difficile inserire.

Il nostro impegno continuerà ad essere indirizzato alla sollecitazione dei datori di lavoro pubblici e privati ad assolvere puntualmente agli obblighi di legge ed a migliorare le azioni di orientamento, formazione, incontro, domanda e offerta per favorire l'integrazione lavorativa. La predisposizione di piani delle attività con gli enti locali non è al momento prevista, ma è uno spunto che sarà tenuto in considerazione nell'ambito dell'aggiornamento del piano delle politiche del lavoro, che presenteremo a breve.

Sottolineo due aspetti. Il primo riguarda gli incontri che ci sono stati in particolare con i Comuni e le Comunità montane per esaminare un aspetto che riguarda le persone, soprattutto donne, che fanno l'assistenza agli anziani. In questo settore, dopo un certo numero di anni, ci sono persone che vengono dichiarate non più idonee a svolgere quel tipo di lavoro, proprio perché ci sono persone allettate e che devono essere sollevate; quindi ci sono seri problemi a tenere conto di queste persone, su cui stiamo lavorando, per cercare di inserirle in un altro ambito tenendo conto che, se rimangono lì, io ho del personale e quindi non posso sostituirle, ma al contempo non ho le persone che mi fanno il servizio richiesto...questo è un problema serio, perché le comunità sono diffuse su tutto il territorio e stiamo ragionando su come individuare figure diverse, ad esempio figure da riciclare nell'ambito dei castelli e dell'assistenza, ma che non comporti un impegno fisico, perché qui bisogna intervenire direttamente. Tutto questo per dare ancora una possibilità di lavoro a queste persone che sono tante. L'altro problema è con i Comuni con i quali c'era stata nel tempo una piccola diatriba, nel senso che conteggiavano automaticamente le sopravvenute invalidità come assolvimento all'obbligo, creando qualche problema. Questo è stato chiarito e adesso stanno facendo, secondo l'obbligo, l'assunzione di quelle persone che hanno un'invalidità e le utilizzano in modo diverso all'interno del proprio lavoro. Su questo tema l'unica cosa che posso assicurare al collega Donzel è che c'è una forte attenzione, per cercare di trovare delle soluzioni. Più che fare dei piani, adesso ne parleremo nell'ambito delle politiche del lavoro, è quello di individuare zona per zona, anche perché, altro punto, se ho un disabile che abita a Courmayeur e c'è il posto a Gressoney, non posso prendere il disabile e mandarlo a Gressoney, ma devo fare un discorso territoriale, altrimenti, invece di risolvere un problema, ne creo un altro! È un problema anche per le famiglie dove di solito vi sono persone anziane che non possono seguirle, tanto che nel centro di assistenza per le persone che hanno un grado di invalidità elevato questo sta diventando un punto nodale, anche per le politiche sociali che si stanno trattando.

Quindi confermo la massima disponibilità a seguire questo schema di lavoro che sta dando dei risultati, ma che è ancora insufficiente a garantire il lavoro a tutte le persone oggi iscritte nella lista degli invalidi.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Intanto ringrazio il Presidente per aver colto la sollecitazione in positivo dell'interpellanza e non in maniera unilateralmente critica.

I dati che ci arrivano sicuramente fanno capire come sia puntualmente verificata ogni piccola situazione in Valle d'Aosta e come comunque vada continuamente portato avanti quello sforzo di riuscire a dare totale copertura, perché di fronte a 500 persone che rimangono escluse, il fatto che questo lavoro di coinvolgimento del settore privato, che comunque ha dei settori scoperti...è un lavoro che va fatto con la dovuta perizia, perché sappiamo che non bisogna solo risolverlo in termini numerici, perché se queste persone sono messe in condizione di non operare correttamente, abbiamo un effetto boomerang. Però il problema c'è, e visto che lei è stato così cortese da esplicitare anche alcune considerazioni che andavano al di là di questa problematica, l'idea che abbiamo inserito parlando di Comuni e Comunità montane, era proprio di caratterizzare territorialmente. Forse la parola "piano", come lei ha rilevato, ha una visione troppo di grandeur della cosa, ma l'idea di lavorare in termini territoriali la collegavo all'idea di far partire alcuni cantieri di lavori socialmente utili dove si tenesse conto delle figure dei disabili, e quindi andando con soluzioni mirate territoriali, perché le 400 persone che, anche andando a coprire i posti disponibili, rimangono in questa condizione di iscrizione senza entrare neanche per qualche mese nella condizione lavorativa, vivono una condizione di marginalità sociale.

È chiaro che non la risposta...sono cosciente che loro si aspettano un lavoro duraturo nel tempo, ma anche pochi mesi di reinserimento in ambito lavorativo e di uscire dalla condizione delle quattro mura in cui sono chiusi, è una cosa che dobbiamo immaginare con più umiltà. Parlo anche per la mia componente politica, che ha sempre immaginato il posto di lavoro a tempo indeterminato come unica soluzione possibile. Ma in tempi così difficili, per non abbandonare delle persone nella loro dimensione individuale, questa è la strada.

Visto che lei ha citato la questione degli anziani e di come è difficile riconvertire alcuni lavoratori in quei settori, sottolineo come sia importante verificare, perché già abbiamo fatto un importante passo avanti con una legge regionale che consente a livello familiare di gestire, ma suggerisco un attimo di attenzione là dove abbiamo messo delle soglie di reddito, che finiscono per essere limitative dell'applicazione di questa norma. Non è una critica, è un ragionamento fatto in questa sede, e sottolineo questo, perché questo potrebbe sbloccare alcune situazioni: persone che potrebbero ritirarsi da una condizione di lavoro difficile che non riescono più a fare, ma che a casa potrebbero fare, e tuttavia hanno un limite di reddito che non consente poi di versare i contributi e fare questa cosa...ve lo suggerisco. Grazie.