Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2324 del 21 marzo 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2324/XIII - Disegno di legge: "Adeguamento del bilancio di previsione per il triennio 2012/2014 agli obiettivi complessivi di politica economica e di contenimento della spesa pubblica previsti dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Modificazioni di leggi regionali.".

Articolo 1

(Modalità di iscrizione in bilancio delle somme relative al concorso della Regione agli obiettivi complessivi di politica economica e di contenimento della spesa pubblica)

1. Impregiudicati gli effetti derivanti dall'eventuale accoglimento del ricorso promosso dalla Regione ai sensi dell'articolo 127, comma secondo, della Costituzione per la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'articolo 28, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, per l'adeguamento agli obiettivi complessivi di finanza pubblica ivi indicati è iscritto nella parte I dello stato di previsione delle spese del bilancio di previsione della Regione per il triennio 2012/2014 uno stanziamento pari ad annui euro 41.777.000 nell'U.P.B. di nuova istituzione 1.15.02.13 (Concorso della Regione al riequilibrio della finanza pubblica).

Articolo 2

(Modalità di iscrizione in bilancio delle somme relative al concorso dei Comuni della Valle d'Aosta agli obiettivi complessivi di politica economica e di contenimento della spesa pubblica)

1. Alle condizioni e per le finalità di cui all'articolo 1, è iscritto nella parte I dello stato di previsione delle spese del bilancio di previsione della Regione per il triennio 2012/2014 uno stanziamento, per l'anno 2012, pari a euro 7.000.000 nell'U.P.B. di nuova istituzione 1.4.02.18 (Concorso dei Comuni della Valle d'Aosta al riequilibrio della finanza pubblica).

2. Per gli anni successivi al 2012, le risorse necessarie per il raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 1 sono individuate nell'ambito degli interventi regionali in materia di finanza locale determinati ai sensi dell'articolo 25 della legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale).

Articolo 3

(Modificazioni all'allegato A alla legge regionale 13 dicembre 2011, n. 30, e alle correlate disposizioni legislative)

1. In deroga a quanto previsto dalla l.r. 48/1995, i trasferimenti finanziari con vincolo settoriale di destinazione individuati nell'allegato A alla legge regionale 13 dicembre 2011, n. 30 (Legge finanziaria per gli anni 2012/2014), e le correlate disposizioni previste da leggi regionali sono modificati come risulta dall'allegato A alla presente legge e dal presente articolo.

2. L'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale 1° giugno 2007 n. 13 (Nuove disposizioni in materia di obbligo di costruzione del manto di copertura in lose di pietra e disciplina dei relativi benefici economici. Modificazioni alla legge regionale 27 maggio 1994, n. 18), determinata in euro 2.400.000 per l'anno 2012 dall'articolo 27, comma 3, della l.r. 30/2011, è rideterminata in euro 1.900.000 (UPB 1.4.2.23 Interventi d'investimento di finanza locale con vincolo di destinazione per l'assetto e la tutela del territorio - parz.).

3. Dopo il comma 2 dell'articolo 14 della legge regionale 18 aprile 2008, n. 18 (Interventi regionali per lo sviluppo dello sci nordico), è inserito il seguente:

"2bis. A decorrere dall'anno 2012, al finanziamento dei contributi di cui alla presente legge si provvede mediante risorse derivanti da trasferimenti con vincolo settoriale di destinazione di cui al titolo V della legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale).".

4. Per le finalità di cui alla l.r. 18/2008, è autorizzata la spesa di euro 500.000 per l'anno 2012 (UPB 1.4.2.17 Interventi correnti di finanza locale con vincolo di destinazione nel settore del turismo e impianti a fune). Per gli anni successivi, gli stanziamenti sono individuati secondo le modalità di cui all'articolo 25, comma 3, della l.r. 48/1995.

5. Dopo il comma 2 dell'articolo 1bis della legge regionale 12 luglio 1996, n. 16 (Programmazione, organizzazione e gestione del sistema informativo regionale. Ulteriori modificazioni alla legge regionale 17 agosto 1987, n. 81 (Costituzione di una Società per azioni nel settore dello sviluppo dell'informatica), già modificata dalla legge regionale 1° luglio 1994, n. 32. Abrogazione di norme), è inserito il seguente:

"2bis. A decorrere dall'anno 2012, al finanziamento delle spese volte all'esercizio in forma associata di funzioni, servizi ed interventi in materia informatica e telematica di cui al comma 1 si provvede mediante risorse derivanti da trasferimenti con vincolo settoriale di destinazione di cui al titolo V della legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale).".

6. Per le finalità di cui all'articolo 1bis, comma 2bis, della l.r. 16/1996, aggiunto dal comma 5 del presente articolo, è autorizzata la spesa di euro 949.000 per l'anno 2012 (UPB 1.4.2.10 Interventi correnti di finanza locale con vincolo di destinazione nel settore dei servizi generali e dello sviluppo economico). Per gli anni successivi, gli stanziamenti sono individuati secondo le modalità di cui all'articolo 25, comma 3, della l.r. 48/1995.

7. Dopo il comma 4 dell'articolo 11 della legge regionale 26 maggio 1993, n. 39 (Norme per la costituzione del Sistema Informativo Territoriale regionale (S.I.T.R.)), è inserito il seguente:

"4bis. A decorrere dall'anno 2012, al finanziamento degli oneri di cui alla presente legge si provvede mediante risorse derivanti da trasferimenti con vincolo settoriale di destinazione di cui al titolo V della legge regionale 20 novembre 1995, n. 48 (Interventi regionali in materia di finanza locale).".

8. Per le finalità di cui alla l.r. 39/1993, è autorizzata la spesa di euro 770.000 per l'anno 2012 (UPB 1.4.2.10 Interventi correnti di finanza locale con vincolo di destinazione nel settore dei servizi generali e dello sviluppo economico; UPB 1.4.2.20 Interventi d'investimento di finanza locale con vincolo di destinazione per lo sviluppo economico). Per gli anni successivi, gli stanziamenti sono individuati secondo le modalità di cui all'articolo 25, comma 3, della l.r. 48/1995.

Articolo 4

(Programmi di investimento oggetto di cofinanziamento comunitario e statale)

1. La quota aggiuntiva di risorse regionali per l'attuazione degli interventi definiti nell'ambito del Programma operativo competitività regionale 2007/2013, già determinata dall'articolo 50, comma 3, lettera b), della l.r. 30/2011 in euro 14.215.474 per il triennio 2012/2014, di cui euro 3.814.104 per il 2012, euro 4.271.370 per il 2013 e euro 6.130.000 per il 2014, è rideterminata per il medesimo triennio in complessivi euro 13.215.474 di cui euro 3.314.104 per il 2012, euro 3.771.370 per il 2013 e euro 6.130.000 per il 2014 (UPB 1.11.9.20 Programma competitività regionale 2007/2013 - parz.).

Articolo 5

(Autorizzazioni di maggiori o minori spese recate da leggi regionali)

1. Le autorizzazioni di spesa recate da leggi regionali, come determinate dalla l.r. 30/2011, sono modificate, per il triennio 2012/2014, nella misura indicata nell'allegato B.

Articolo 6

(Variazioni allo stato di previsione della spesa)

1. Allo stato di previsione delle spese del bilancio di previsione della Regione per il triennio 2012/2014 sono apportate le seguenti variazioni, come indicate, in diminuzione, nell'allegato C e, in aumento, nell'allegato D:

a) in diminuzione

anno 2012 euro 50.996.000;

anno 2013 euro 44.046.000;

anno 2014 euro 45.046.000;

b) in aumento

anno 2012 euro 50.996.000;

anno 2013 euro 44.046.000;

anno 2014 euro 45.046.000.

Articolo 7

(Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Allegati

(omissis)

Presidente - La parola al relatore, Consigliere Rosset.

Rosset (UV) - Grazie Presidente.

Nelle more della decisione concernente il ricorso promosso dalla Regione ai sensi dell'articolo 127, comma 2), della Costituzione per la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'articolo 28 comma 3, del decreto-legge n. 201 del 6 dicembre 2011, il presente disegno di legge attua disposizioni per adeguare il bilancio di previsione 2012/2014 agli obiettivi di contenimento della finanza pubblica posti a carico della Regione e dei comuni valdostani dal disegno di legge n. 201/2011. L'articolo 28, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici. Modifiche a disposizioni legislative", prevede che le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano assicurino, a decorrere dall'anno 2012, un concorso alla finanza pubblica di euro 860.000.000 annui. Sempre lo stesso articolo prevede che con le medesime procedure le Regioni e le Province autonome che hanno la competenza sulla finanza locale assicurino, a decorrere dall'anno 2012, un concorso alla finanza pubblica di 60.000.000 di euro da parte dei Comuni ricadenti nel proprio territorio. Per la Regione gli importi accantonati sono pari a 41.800.000 di euro per la quota regionale e a 7.000.000 per la quota dei Comuni.

Sono stati, quello attuale e quello passato, anni assai convulsi per le ricadute sulla nostra Valle sia della generale crisi economica finanziaria, ed anche per le conseguenze sul nostro riparto fiscale della politica di rigore e di tagli. Questi avvenimenti sono stati, in tutta evidenza, nei passaggi di una crisi politica sfociata con un Governo tecnico, scanditi da tappe forzate, convulse e difficili per l'Italia. Lo stato di emergenza e di generate preoccupazione non è ancora finito e non nascondo qui, immagino interpretando un pensiero unanime dei colleghi, la mia viva e persistente preoccupazione.

La Valle d'Aosta è inserita in un contesto italiano europeo e mondiale che non consente un grande ottimismo e ci obbliga a smisurati sforzi di razionalizzazione ed economie, come mai ci si sarebbe aspettati di dover fare. Non si tratta di drammatizzare, ma non sarebbe logico minimizzare, e neppure strumentalizzare gli eventi che ci obbligano a condividere le azioni difficili a salvaguardia della nostra comunità. In questo, cioè nella logica "lacrime e sangue" delle diverse finanziarie del Governo Berlusconi, prima, e del Governo Monti, dopo, le ripercussioni sul nostro ordinamento finanziario sono evidenti e quella di cui ci occupiamo oggi è una sorta di ulteriore coda che grava sulla nostra autonomia speciale, a dispetto delle nuove norme di attuazione sull'ordinamento finanziario. II contenimento della spesa pubblica regionale è un processo che non si può eludere, ne siamo consci; ma non possiamo negare che sono enormi i sacrifici che ci sono stati proporzionalmente richiesti ed è bene dirlo qui, forte e chiaro, per le implicazioni sulla nostra autonomia a tutti i livelli di governo.

Nell'esame del disegno di legge mi soffermo, in particolare, sugli effetti di questa manovra per Funzione obiettivo, al fine di fornire ragione di come sono state recuperate le risorse. Per quanto riguarda la Regione, i principali settori che sono stati rideterminati sono stati (leggo): per funzione e funzionamento degli organi istituzionali 300.000 euro; personale 825.000; servizi generali 4.728.000; istruzione primaria e secondaria 620.000; istruzione universitaria 540.000; cultura e sport 2.770.000; politiche sociali 1.000.000; sviluppo economico regionale 8.500.000; infrastrutture per mobilità e reti 11.126.000; governo del territorio 2.100.000; fondi di riserva e globali 9.268.000, per un totale di 41.777.000. Nell'ambito della finanza locale le risorse sono state attinte dalle unità previsionali di base intestate agli Interventi correnti di finanza locale con vincolo di destinazione nel settore dei trasporti ed agli Interventi di investimento di finanza locale con vincolo di destinazione per l'assetto e la tutela del territorio: questo si evince dall'analisi sia dell'articolo 3, sia dall'allegato A. In altre parole, nulla è stato tolto dai trasferimenti ai comuni senza vincolo.

Il disegno di legge si compone di sette articoli. I primi due autorizzano l'iscrizione di due nuove unità previsionali di base finalizzate al concorso della Regione al riequilibrio della finanza pubblica, ed al concorso dei Comuni della Valle d'Aosta sempre per il riequilibrio della finanza pubblica. L'articolo 4 ridetermina l'autorizzazione di spesa relativa al Programma operativo competitività regionale 2007/2013, riducendo di circa un milione di euro il cosiddetto "overbooking", ovvero quella parte di cofinanziamento aggiuntivo a carico del bilancio regionale. L'articolo 5 modifica le autorizzazioni di spesa disposte da leggi regionali specifiche e dalla legge finanziaria per gli anni 2012/2014. L'articolo 6 dispone, riepilogando complessivamente, le variazioni allo stato di previsione della spesa del bilancio di previsione per il triennio 2012/2014. Infine l'articolo 7 reca la dichiarazione d' urgenza. Tutte le rimodulazioni del disegno di legge n. 180 sono state studiate con lo scopo di minimizzare gli effetti sul livello dei servizi.

Concludendo, aggiungerei ancora, incidentalmente, che la confusione di materie degli ultimi decreti-legge attentano anche ad altri aspetti del nostro ordinamento regionale. Non solo dunque un problema di soldi, che sono fondamentali, ma anche di poteri e competenze che vengono posti in discussione dal neo centralismo statale ed è questo, secondo me, l'aspetto più grave e preoccupante. Grazie.

Presidente - La discussione generale è aperta.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Tanto la relazione tecnica al disegno di legge n. 180, quanto la relazione che ha presentato il relatore, esordiscono con l'espressione "nelle more"; siamo in una condizione di attesa almeno dichiarata per quanto riguarda l'impugnativa che la Regione ha presentato per l'illegittimità costituzionale di quell'articolo del decreto "salva-Italia", che ha operato d'autorità una riduzione cospicua delle risorse sui nostri bilanci.

Quando si parlò degli effetti del "salva-Italia" sul nostro bilancio, ricorderanno i colleghi che la proposta di ALPE era stata quella di prendersi il tempo di fare già la rimodulazione in sede di adozione del bilancio. Ragioni diverse, poi, hanno fatto optare la maggioranza per un'adozione del bilancio ed un ritorno sullo stesso a posteriori, ma vorrei ricordare che stiamo parlando di un decreto che vede scendere le risorse disponibili nella nostra Regione di 50.000.000 di euro, sopra al 3 percento del bilancio regionale complessivo. È una compressione non di poco momento, tenuto conto anche dei pregressi e degli altri interventi, che hanno fortemente ridotto le nostre disponibilità finanziarie.

Credo che sarebbe naif immaginare la possibilità che, anche attraverso l'impugnativa costituzionale, si arrivi a ritrovare un diverso equilibrio finanziario; i dati che abbiamo sul tavolo in una congiuntura come questa non ci permettono le più rosee speranze, quindi è doveroso ragionare in questo momento nei termini della rimodulazione del bilancio regionale. È un'operazione che, in verità, avremmo sperato condotta in modo diverso; il disegno di legge n. 180 è molto asciutto, non viene spesa una parola nella sua relazione tecnica, né mi pare che abbia aggiunto molto da questo punto di vista la relazione del relatore sulle ragioni per le quali si va ad incidere su un settore piuttosto che sull'altro.

Il collega Rosset, molto diligentemente, ha presentato una tabella di cifre dicendo che sono stati tolti tanti milioni su questi capitoli, ma una spiegazione di come si va ad operare con il coltello nel ridurre, in qualche caso anche in modo cospicuo, alcuni capitoli del nostro bilancio, l'abbiamo solo intravista dalla relazione e dalle spiegazioni che ha dato il Presidente in commissione. Quindi questa "tosatura" del nostro bilancio dovrebbe richiedere comunque un approfondimento maggiore; cerchiamo di farlo insieme al collega Chatrian, che mi aiuterà in questo ruolo rispetto ad alcuni temi particolari che ha maggiormente approfondito: questo sarà il frutto dell'approfondimento che ha fatto il gruppo di ALPE sull'impostazione di questo disegno di legge.

Intanto dobbiamo dire che le riduzioni di spesa complessive sul trattamento economico del personale, in particolare di quello regionale, ci sembrano nell'ordine del sostenibile e che sono quindi delle economie che non dovrebbero avere delle ripercussioni significative sul funzionamento della macchina regionale nel complesso. Qualche dubbio in più lo abbiamo per quanto riguarda la riduzione degli stanziamenti sul personale assunto con contratto di tipo privatistico, tanto nel settore delle risorse naturali, dove spariscono 100.000 euro, quanto dei lavori pubblici, dove la diminuzione è di 200.000. Qui stiamo parlando di un settore del quale siamo spesso ad occuparci, non ultimo questa mattina sotto altro profilo, e ci preoccupa che si sia intervenuti su questo versante con ulteriori compressioni.

Dove invece l'abbassamento delle risorse è molto significativo, e raggiunge - complessivamente valutato - quasi il 40 percento degli investimenti, è il sistema informatico regionale, dove abbiamo quasi 3.000.000 di euro in meno nell'anno in corso per le spese di informatizzazione degli assessorati e di adeguamento tecnologico delle sedi, dove riduciamo anche di 2.145.000 euro i progetti e le sperimentazioni in ambito informatico e telematico, con una caduta di due terzi dell'investimento in questo campo. Si può dire che gli investimenti di sperimentazione possono attendere, ma sono dati significativi che vanno portati all'attenzione per una valutazione di ordine generale. Si aggiunge a questo la riduzione di 900.000 euro nelle spese di gestione delle infrastrutture informatiche e telematiche della Regione, che mi sembra possa rientrare nella parziale compensazione che abbiamo di 1.800.000 euro, che si spostano verso il sistema informativo territoriale ed il finanziamento all'INVA. Una compensazione - ripeto - che è molto al di sotto del tenore complessivo del ritaglio, e qui si introduce una valutazione di ordine politico da parte nostra, relativa a questo quesito: crediamo in una Regione a forte capacità di innovazione tecnologica...sosteniamo questa innovazione, oppure no? E se questa svolta la leggiamo anche in parallelo con la riorganizzazione regionale della dirigenza, con le scelte fatte in ordine alla soppressione di determinati costi all'interno della dirigenza regionale in questo settore, abbiamo la sensazione che la Giunta creda poco in questa prospettiva.

Il Presidente Rosset ha minimizzato gli effetti sui servizi, bisognerebbe capire cosa si intende per "minimizzazione degli effetti sui servizi": sui servizi sociali sicuramente, perché sono un campo che non è stato toccato dal punto di vista della manovra finanziaria, ma sulla qualità dei servizi, sulla svolta che la Regione potrebbe imprimere in questo modo di fare un'amministrazione maggiormente efficace e rapida, vicina anche al cittadino nell'accesso ai servizi, è dato dubitare per l'effetto di queste compressioni.

Abbiamo una riduzione anche in materia di tetti in lose - sarà più approfondito in questo il collega Chatrian - e su questo ci limitiamo ad osservare che sono due anni che ad ogni adozione di bilancio, abbiamo sempre, nell'approfondimento della legge finanziaria, sostenuto la necessità di rivedere a fondo questa normativa. Ci si arriva per la coda, per la parte economica invece che anticipando, con un disegno innovatore, una politica che ha dato effetti positivi nel tempo, ma che da anni ormai risulta essere un evidente appesantimento. Quindi ci dovremmo rallegrare di essere ascoltati, ma qui il taglio alle risorse non è ancora compensato da un orizzonte chiaro per quanto riguarda la riconversione di questo settore.

Dove invece vorremmo aprire un discorso più problematico è su un settore che non sembra quantitativamente colpito da molte riduzioni di stanziamento, stando almeno alla ricostruzione che ne ha fatto il Presidente Rosset, che ha indicato un calo quantitativamente limitato, ma significativo, ed è il settore della scuola. Qui abbiamo delle ripercussioni negative che toccano trasferimenti di fondi in parte corrente per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, meno 10 percento. Le cifre in sé non sono roboanti e non fanno sussultare, ma le nostre scuole non stanno in condizioni particolarmente floride. Il 10 percento nella disponibilità per attività poi di manutenzione ordinaria non sembrano essere una di quelle voci particolarmente significative; invece si incide in modo ancora più significativo sull'acquisto di beni di investimento da parte delle scuole per un 20 percento in meno, e la nota, a nostro avviso in assoluto più dolente, è l'ulteriore riduzione delle disponibilità nel diritto allo studio.

Il nostro gruppo ha già portato all'attenzione del Consiglio l'insufficienza di questi fondi, abbiamo avuto decine e decine di valdostani che, pur avendo delle condizioni molto modeste, si sono visti pregiudicare la possibilità di avere il sostegno al diritto allo studio - parliamo di istruzione dell'obbligo -, pertanto la riduzione di un ulteriore 10 percento su delle disponibilità già insufficienti ci sembra una scelta deprecabile.

Della riduzione dei trasferimenti agli enti universitari abbiamo già discusso questa mattina, non ci dilungheremo oltre, vedremo poi a posteriori nel nuovo bilancio di gestione che varerà la Giunta dove si andrà a colpire di più. Vedremo anche cosa si colpirà nell'edilizia sportiva; su questo invitiamo ad avere molta attenzione a non pestare il tasto dell'edilizia scolastica sportiva, in particolare delle palestre, perché ce lo siamo detto, è stata anche discussa una petizione in questa sede, riteniamo che questo sia un settore di vistosa sofferenza dove la riduzione di stanziamenti potrebbe essere significativa. Mentre abbiamo condiviso nei principi la scelta a suo tempo fatta di stringere la manopola per quanto riguarda gli impianti sportivi troppo disseminati, chiediamo che sull'edilizia sportiva scolastica ci sia la massima attenzione. Se ci verranno assicurazioni, tanto meglio, ma vogliamo mettere fortemente l'accento su questo aspetto.

Una considerazione sulla questione della ricerca e dello sviluppo, dove si opera un trasferimento dell'incidenza dei 5.000.000 di euro che abbiamo in questo momento e che non avremo più nel bilancio regionale verso i fondi di Finaosta. Questa è l'esplicitazione del discorso del cosiddetto "doppio bilancio": dove non facciamo fronte con i soldi della Regione, andiamo a pescare sui fondi Finaosta e lì si trovano sempre i soldi necessari. Questa è una problematica che abbiamo sollevato ampiamente, che continuiamo a considerare un momento di particolare opacità della nostra finanza regionale, perché i soldi appaiono sempre quando si vanno a cercare da qualche parte, ma quando il collega Rigo presenta un disegno di legge per poche migliaia di euro...tutti fermi, non ci sono mai! Qui si sono trovati al volo, evviva! 5.000.000 di euro, per parare in qualche modo il colpo.

Trasporti pubblici: abbiamo cercato di fare una riaggregazione dei dati in nostro possesso, spariscono 500.000 euro nelle spese per contratti di servizio del trasporto pubblico con autobus e servizi integrativi di rilevanza regionale; nell'intero segmento degli interventi per i trasporti pubblici la scure si abbatte per 2.847.000 euro, che a nostro avviso è una cifra molto rilevante e che ribadisce la disaffezione che ha il Governo regionale nei confronti di un settore. Un settore che in tempi di crisi della mobilità individuale dovrebbe essere invece curato con una particolare attenzione.

Dove andranno le diminuzioni di 520.000 euro sottratti alla gestione dello sviluppo del trasporto ferroviario? Andranno ad aggiungersi alla politica di abbandono del ramo ferroviario, che si sta propugnando con assoluta costanza da parte di questo Governo. Altro discorso è quello dei servizi aerei, che per l'insieme della comunità hanno un'incidenza molto più relativa, ma è stato detto bene e si è battuta con vigore stamani la collega Fontana a questo riguardo, mettiamo una croce sopra anche per quest'anno alla riattivazione della linea Aosta/Roma, che era l'unica linea di particolare utilità che funzionava in questi anni. Sono ormai anni che si rinvia la sua attivazione, l'ultimo spostamento è a fine anno; in realtà non sarà a fine anno, sarà ad inizio dell'anno prossimo, perché per quest'anno ci sono più che 4 euro sul capitolo di pertinenza, quindi c'è un prosciugamento totale della risorsa disponibile per questi contratti di servizio.

L'ambiente ha già dato fino alle lacrime al momento dell'approvazione degli ultimi due bilanci regionali, ma si trova di far sparire ancora 320.000 euro per interventi di tutela, recupero e valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio. A noi sembra che possano essere colpite in particolare le reti locali di distribuzione del gas, la distribuzione di carburanti alternativi di minore impatto ambientale ed i trasferimenti all'ARPAT, da come leggiamo l'applicazione del bilancio regionale al bilancio di gestione, e non troviamo particolare logica. Comunque sia, se c'era un settore che ci pareva avere dato fino oltre il possibile era questo, e a questo vengono sottratti però 180.000 euro, il 15 percento dello stanziamento iniziale, dal piano regionale di gestione dei rifiuti. Anche questo non mi pare che nei tempi che stiamo attraversando sia una garanzia particolare. Stamani abbiamo affrontato la problematica del servizio idrico integrato, si è detto dei ritardi cospicui che abbiamo come enti pubblici regionali e di comunità, ma la diminuzione di 6.250.000 euro al finanziamento del programma di intervento nei servizi idrici segna un grave ritardo nella realizzazione di opere di primaria importanza, in particolare nella depurazione delle acque.

Siamo forse noiosi, ma a noi pare doveroso mettere sul tavolo le questioni e non limitarci a fare i ragionieri delle grandi cifre. Qui ci sono delle ricadute, naturalmente possono essere lette e spiegate e forse anche corrette, ma abbiate la cortesia di seguire il nostro pensiero. La nostra considerazione è che ci sia proceduto nel complesso con un approccio troppo sbrigativo, non con una logica di insieme che andasse ad alleggerire la spesa gestionale nei settori dove può essere ancora ridondante, ma andando a colpire dei settori delicati, in particolare l'istruzione ed i trasporti che ci sembrano molto significativi da questo punto di vista.

In sostanza, la nostra impressione è che la Giunta si sia tolta il fastidio in modo rapido, perché c'era forse stata una sopravalutazione di alcuni capitoli di bilancio al momento della sua adozione - è tecnica del bilancio tenere un po' di larghezza per fare le opportune rimodulazioni in corso d'anno -, ma qui sorprende la possibilità di aver giocato a fisarmonica in modo così ampio su alcuni capitoli. Manca una direttrice di marcia, di riconversione del bilancio regionale da quello strumento che noi auspichiamo come leva di trasformazione qualitativa della Regione, per rimanere sostanzialmente modello distributivo di risorse fondamentalmente ancorato a logiche antiche e, in larga parte, superate.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.

Collega Louvin, l'ho ascoltata con grande attenzione, non ero fra quelli che faceva brusio, ho ascoltato perché il tema è delicato ed importante. Probabilmente è l'inizio di un processo, perché come dimostra il documento nell'allegato C, non stiamo solo approntando un ridimensionamento del nostro bilancio di 50.000.000 di euro per il 2012, ma stiamo anche ragionando su come affrontare il 2013 e il 2014 con tagli dell'ordine dei 44 e 45.000.000 di euro.

È evidente che la festa è finita, è altrettanto evidente che questi sono tagli che nessuna maggioranza, né nessun Governo, avrebbe piacere di portare in un'aula, ma voglio ricordare l'origine di questi tagli. Ci sono stati chiesti da un decreto "salva-Italia", che dobbiamo decidere politicamente se dobbiamo condividere, come abbiamo sempre sostenuto, nel concetto della solidarietà al nostro paese o se dobbiamo ragionare come quelli che dicono che il nostro paese finisce a Pont-Saint-Martin. Siccome mi è parso sempre di capire da tutti i banchi di quest'aula che, pur riconoscendo la nostra autonomia, l'esclusività dell'autodeterminazione delle nostre scelte - e su questo siamo ancora oggi stati in alcuni documenti tutti convinti, destra, sinistra, centro, forze autonomiste -, è importante mantenere un quadro di compattezza per la difesa delle nostre prerogative, e credo che il primo esempio di autodeterminazione sia la possibilità che abbiamo avuto di determinare i tagli della nostra spesa.

È evidente che, per quanto ci riguarda, avere un bilancio che in alcuni capitoli di spesa potevamo aver mantenuto con una certa ricchezza, certamente ci ha favorito in un momento in cui bisogna fare dei ridimensionamenti. Ma mi permetta il collega Louvin di non accettare la logica di fare l'elenco della spesa, dicendo che su ogni voce di bilancio, là dove si è tagliato, la maggioranza non ha più voglia di avere attenzione rispetto agli argomenti! Vorrei citarne solo alcuni, perché è paradossale quello che ho sentito! Se tagliamo 2.900.000 agli investimenti per il sistema informatico regionale non saremmo più interessati a far sviluppare il nostro sistema informatico, oppure se tagliamo 140.000 euro per il diritto allo studio universitario, non saremmo più interessati a sostenere i nostri studenti, oppure tagliare 5.000.000 nel settore dell'industria non saremmo più interessati a dedicare un'attenzione particolare allo sviluppo e all'economia in questa Regione! Questo approccio, collega Louvin, è da rifiutare, noi lo rifiutiamo prima di tutto perché è bene che si sappia che, quando ti arriva la cambiale da pagare, tu vai a prendere i soldi nella cassa ed il metodo che è stato utilizzato è che sono stati coinvolti gli Assessori con i loro dirigenti a partecipare in termini di indicazioni, là dove era opportuno, dove c'era - come dice lui - "abbondanza di capitoli". Capitoli che forse in quest'annata potevano non essere spesi, in parte corrente, piuttosto che in risorse che potevano essere spostate ad anni successivi, oppure a risorse che potevamo permetterci di spendere, ma che ci siamo permessi anche di non spendere. Abbiamo messo in piedi una struttura di confronto per ogni singola unità di spesa, e questo non significa aver tolto le risorse per aver tolto l'attenzione, ma significa che, ahimè!, abbiamo dovuto togliere delle risorse!

Abbiamo anche fatto alcune scelte di tipo politico; sono stati, nonostante i tagli, mantenuti importanti gli investimenti nelle scuole, sia per quanto riguarda l'edilizia che per quanto riguarda i contenuti della scuola; nella sanità non ci sono tagli drastici, certo anche alla sanità è stato chiesto uno sforzo di riorganizzazione che è in atto, con l'obiettivo non di vedere cosa possiamo risparmiare quest'anno, ma di comprendere che c'è una tendenza in atto, da qui ai prossimi anni, che ci fa guardare con maggiore sobrietà, che quello che forse qualche anno fa ci potevamo permettere, oggi non solo non possiamo più permettercelo, ma dobbiamo fargli creare valore. Quindi nella sanità abbiamo mantenuto investimenti importanti. Nei servizi sociali, sento qui continue interpellanze, risoluzioni, mozioni, ordini del giorno, ogni volta che si viene a conoscere di situazioni di disagio, per sapere come la Giunta fa fronte a questi impegni, e noi, ogni volta, nelle discussioni sul bilancio siamo a stanziare decine di milioni che oggettivamente in altre Regioni non hanno l'opportunità di permettersi! Che tutto questo poi funzioni come ognuno di noi desidera, questo fa parte del dibattito politico; non mi voglio dimenticare i 13 anni nei quali ho detto che i bilanci, a mio avviso, dovevano avere una fisionomia diversa, di maggiore sobrietà, di maggiori investimenti e di maggiore creazione di valore, che è quello che il mio gruppo continua a fare anche nel suo ruolo di maggioranza. Perché non abbiamo cambiato idee, abbiamo cambiato lo strumento, dall'opposizione siamo passati in maggioranza perché la politica permette di cambiare gli strumenti, e ci siamo permessi, anche nella condizione di decidere sui bilanci di previsione e sui bilanci consuntivi, di mantenere un indirizzo che oggi - non si può non riconoscere - è cambiato.

Se oggi qualcuno non riconosce che non solo per i tagli, ma per volontà politica l'indirizzo di queste decisioni politico-finanziario è cambiato, allora entriamo nella logica del "teatrino della politica", che ci sta e lo conosco. Però l'onestà intellettuale dovrebbe riconoscere che è giusto che ci sia un'opposizione che oggi dica che su tutte le voci di bilancio che sono state tagliate ed allegate in maniera trasparente fin da subito in commissione, ai commissari ed alla pubblica opinione, perché come sempre, poi, alle volte arriva anche ai media prima che arrivi ai commissari...le voci di spesa che oggi possiamo riorganizzare sotto l'aspetto finanziario, sono ancora voci che possiamo permetterci di riorganizzare mantenendo un livello accettabile della popolazione, riconosciuto come mi pare di sentire, ed è evidente che vanno fatte delle scelte. Oggi possiamo ancora fare delle scelte che non sono legate a togliere qualcosa a qualcuno, ma a spostare risorse dai capitoli sensibili a quelli che una volta erano sensibili ed oggi possiamo permetterci di non farli essere più sensibili, perché comunque le scelte vanno fatte!

Parlando di 50.000.000, devo dire che quando è arrivata la notizia che la finanziaria ci aveva indicato queste cifre, avevamo espresso molte preoccupazioni su come poter affrontare. Va riconosciuto al Presidente, peraltro in queste settimane anche nel suo ruolo di Assessore alle finanze ad interim, di avere fatto un lavoro di cesello, che poi questo sia perfetto è chiaro che non lo potremmo riconoscere mai, se non ai posteri, quando si ricorderà negli anni 2012-13-14 una serie di finanziarie nazionali che impongono alle Regioni dei risparmi drastici e anche a quelle che hanno più risorse come noi. Noi, che avevamo fino a qualche mese fa centinaia di milioni di avanzo di amministrazione, e oggi, invece, parliamo di tenere in piedi un sistema, affrontando due tematiche: tenere in piedi un sistema e puntare sulla crescita, che è la sfida dell'oggi anche del nostro paese, ma per quanto ci riguarda è una sfida che dobbiamo riuscire a vincere. E lo dobbiamo fare con chi ha voglia di mettersi attorno ad un tavolo e condividere queste cose.

Siccome vedo che il collega Chatrian è iscritto a parlare dopo di me, dopo aver ascoltato il collega Louvin che ci ha fatto l'elenco dei tagli dicendo che, siccome tagliamo lì non abbiamo più attenzione, ed è un approccio questo che io rifiuto, perché non esiste che il collega Louvin venga a dire: siccome tagliamo 5.000.000 qua o 3.000.000 là, la maggioranza non ha attenzione su quel settore... No! la maggioranza ha fatto un'analisi tecnica delle risorse in posta ed ha tolto dove si poteva togliere; è chiaro che ci sono dietro delle decisioni politiche! Ci sono due decisioni politiche di grande rilievo: una è il mantenimento dei servizi nella scuola, nella sanità, nei servizi sociali, un costo per la comunità importante, che mi pare che la comunità apprezzi; l'altro è purtroppo per voi, ma voi farete meglio sicuramente di noi quando lo farete voi, quello di mantenere gli investimenti importanti. Certo, qualche investimento ha dovuto essere rivisto, ma gli investimenti strategici, quelle che in forme keynesiane possono darci almeno l'idea che questa Regione possa trascinarsi fuori da una crisi, che evidentemente non può risolvere da sola, perché siamo in un contesto economico europeo e di sofferenza anche italiana per cui se l'Europa va male, l'Italia va male, la Valle d'Aosta va bene sotto l'aspetto economico! Ma abbiamo ritenuto politicamente rilevante mantenere, seppure con sacrificio, gli investimenti strategici; diceva prima Louvin sull'aeroporto abbiamo tolto la posta, ma sull'aeroporto la posta la potremmo anche lasciare se risolvessimo il contenzioso con chi oggi non ce lo restituisce, perché se n'è appropriato, oltre al fatto che abbiamo tutto l'aeroporto che è da finire, per cui auspichiamo che alla fine dei lavori della nuova aerostazione si possa risolvere il contenzioso e la Regione possa riavere in gestione quell'aeroporto sul quale abbiamo fatto investimenti molto importanti!

Sulla ferrovia, sulla quale vengono presentate interpellanze tutti i giorni, condividiamo il disagio, sono stanchi i pendolari, sono stanchi gli amministratori ed è stanca la popolazione di sentirsi dire che questa ferrovia è un problema! Ma per la ferrovia abbiamo dei decreti attuativi del Governo Berlusconi che aveva dato una serie di norme di attuazione di cessione della ferrovia valdostana; se oggi abbiamo i ministeri che tengono ferme le norme di attuazione, dobbiamo continuare nella nostra "moral suasion"...ma più di tanto, se non ci mandano la ferrovia, come facciamo a metterci i soldi? Siamo perfino in imbarazzo a guardare il bene di un altro sul nostro territorio, che viene non gestito perché hanno chiuso i rubinetti, ma se la proprietà è loro diventa difficile per noi risolvere il problema della ferrovia!

Abbiamo aggiunto gli investimenti sulle funivie, sono trasporti per il turismo, è una scommessa importante iniziata qualche anno fa, per la verità, ma che oggi viene potenziata perché sul turismo facciamo una scommessa di valore. Magari fra dieci anni ci accorgeremo che abbiamo sbagliato, avremo i turisti che vanno da un'altra parte, mentre noi pensiamo che, se vogliamo far venire qui i turisti con tutti gli investimenti in termini di attrazione, di marketing, di campagne di promozione molto mirate - come è stato spiegato in queste settimane dagli addetti degli Assessorati per quanto riguarda il marketing non generico, ma puntuale -, non dobbiamo far loro trovare gli skilift o le seggiovie che cominciano ad avere la necessità di essere riqualificate. Mi risulta che i turisti che vengono in Valle d'Aosta apprezzino la qualità dei nostri impianti e che nella prospettiva di ulteriori miglioramenti, che saranno ancora migliorati sotto l'aspetto della gestione quando ci sarà un'unica cabina di gestione di tutti gli impianti e con la funivia del Monte Bianco, che sarà un fiore all'occhiello per la Valle d'Aosta e per l'Europa per quanto riguarda il turismo mondiale... Noi crediamo che quegli investimenti abbiano un significato, se si crede in una prospettiva economica di tipo turistico.

Non abbandoniamo le imprese, sulle imprese abbiamo fatto sacrifici, manteniamo gli impegni sulle imprese, sugli artigiani, sui commercianti. È chiaro che se uno commenta l'elenco dei 50.000.000, dovrebbe commentare l'elenco dei 1.400.000.000 che lasciamo investiti nei settori in cui abbiamo deciso di lasciarli investiti.

Se poi chiedete se al Popolo della Libertà l'intero bilancio - ma anche alla Stella Alpina ed all'Union Valdôtaine - vada bene, probabilmente no. Va bene alla maggioranza perché il Governo rappresenta la sintesi di una serie di posizioni ed il bilancio rappresenta l'indicazione delle risorse e degli investimenti per i capitoli e per le scelte politiche che si fanno.

Voi avreste fatto meglio? Non vedo l'ora di sentire il collega Chatrian, dal quale, adesso che abbiamo sentito il collega Louvin cosa "non avrebbe tagliato", ci aspettiamo di sentire dove avrebbero tagliato, "loro", i 50.000.000, a marzo, a bilancio partito ed a spesa corrente viaggiante! Non vedo l'ora di sentire il collega Chatrian che ci racconti, sperando che non ci rifaccia il disco del collega Louvin, sennò sarebbe inutile...cosa avrebbero fatto "loro" al posto nostro! Siamo tutt'orecchi e ci riserviamo la replica.

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

La sfida è molto alta, ma anche allettante, collega Lattanzi. In questi quattro anni penso che su questi temi ci siamo confrontati diverse volte, non solo sui grandi numeri, ma sulle prospettive che penso sia la parte più importante e stimolante della discussione.

La discussione su questo disegno di legge che sia un'appendice, perché con il Presidente Rollandin quattro mesi fa abbiamo affrontato il bilancio dei 1.470.000.000 di euro di disponibilità per il 2012. Lo abbiamo affrontato in maniera reale, pragmatica, ma quanto meno nell'intervento che avevo fatto allora avevo fatto dieci passi indietro, ed avevo detto cosa avremmo fatto noi, con 300.000.000 di euro in meno; allora erano 250.000.000, perché ci soffermammo a 1.470, il 10 dicembre sapevamo già che quattro mesi dopo avremmo avuto un taglio di 50.000.000 di euro. Solo per correttezza, collega Lattanzi, dobbiamo ridimensionare il dibattito, perché il grande dibattito è già avvenuto quattro mesi fa, quando la maggioranza ha approvato un bilancio triennale, ricco di risorse, ma che ha avuto un taglio non indifferente e forse la sfida più delicata è come ristrutturare il modello valdostano con meno risorse e con davanti una crisi strutturale. Siamo partiti da come ristrutturare i Comuni, come portare in discussione in quest'aula le partecipate e le controllate, che tipo di trasparenza, che tipo di evidenza pubblica, che tipo di sostegno, dove privilegiare e dove comprimere: questo è stato il dibattito avuto in sede di bilancio, un dibattito franco, molto interessante con delle opinioni diverse, ma con delle prospettive diverse, legittime, ma diverse per il domani.

Su questo disegno di legge vorrei fare qualche considerazione di natura politica. Il collega Louvin ha analizzato i tagli decisi dal Governo regionale, per questo non affronterò nel dettaglio le diverse unità previsionali di base in diminuzione, ma affronto qualche argomento in prospettiva. Un ringraziamento particolare al Dipartimento dell'Assessorato, perché per poter affrontare le tematiche in questione, bisogna approfondirle e capirne i punti di debolezza e di forza che hanno portato a tagliare, modificare ed inserire.

Parte ancora diversa è nel momento in cui con il nuovo impianto di bilancio, a livello di capitoli la discussione non è più né di aula, né di Giunta, ma è dirigenziale, quindi con un semplice provvedimento dirigenziale, la Giunta, di concerto con l'Assessorato competente e con il dirigente, modifica le unità previsionali di base, le poste in bilancio e va a ricalibrare le esigenze durante l'anno: questo per fare il quadro della situazione. Partendo dal presupposto che gli obiettivi richiesti sono il contenimento della spesa pubblica, la Regione deve chiedere ancora una volta un pesante contributo ai Comuni.

È stato detto più volte, oggi, quindi non voglio pretendere di dare indicazioni su dove andavano fatti i tagli, sta di fatto che oggi prendiamo atto che 50.000.000 di euro non potranno essere messi in circolo nella nostra Regione, non creeranno sviluppo, non aiuteranno la nostra economia e nuove scelte dovranno essere fatte. Il decreto-legge n. 201/2011 recita chiaramente che 60.000.000 di euro annui devono concorrere alla finanza pubblica da parte dei Comuni ricadenti nel proprio territorio, di questi sette sono di competenza valdostana.

Presidente Rollandin, il rapporto fra Regione e Comuni è stato da lei profondamente rimodellato, tanto che i margini di autonomia dei Comuni sono ridotti all'osso. Più volte come ALPE abbiamo cercato di contrastare questa dinamica con i pochi mezzi che abbiamo: uno, è l'intervento, e l'altro è il voto, purtroppo questa è la deriva dei rapporti, questa sua evidente rimozione dei meccanismi che garantivano parità di trattamento ai Comuni valdostani, ma non abbiamo mai trovato ascolto, anche perché la scelta è stata un'altra. Ed ecco un'ulteriore batosta, che tecnicamente ritarda l'avvio del programma triennale riguardante il servizio idrico integrato, che è stato discusso stamani. Il punto è questo: oggi applichiamo una norma che ci viene imposta dallo Stato, ma non possiamo non dire che questo taglio farà ancora più male, perché si somma ai tagli ai trasferimenti prima sugli investimenti poi sulle spese correnti operate negli anni 2010-2011 quando c'erano altri capitoli che potevano essere tagliati. Parlo di Enti locali e di modello del sistema delle autonomie dei 74 nostri Comuni. Lentamente, ma inesorabilmente, questa Giunta sta trasformando i nostri piccoli e grandi Comuni in proloco, erogatori di servizi; altro che sistema delle autonomie, altro che principio di sussidiarietà! Sindaci e CELVA facciano una riflessione su quello che sta accadendo, propongano loro di cambiare marcia al Presidente Rollandin, a costo di consegnare in mano al Prefetto le chiavi dei municipi! Vi assicuro che ho seguito, come voi immagino, in questi mesi le difficoltà dei nostri Comuni non solo nel chiudere i bilanci, ma nel poter programmare lavori di una certa importanza, nel poter avere una certa libertà di autonomia e anche libertà politica.

Due parole al cosiddetto "taglio ai contributi per l'investimento nel settore dell'industria": sull'allegato C risulta una diminuzione di 15.000.000 su Finaosta, così ci ha riferito in commissione il Presidente. Però non è una riduzione, ma Finaosta ha nel suo salvadanaio i 15.000.000 trasferiti in tranches negli anni passati per far fronte, in base alle normative vigenti nel settore industriale, alle istruttorie relative alle aziende valdostane. Ma il punto è politico: al di là dei 15.000.000, 5.000.000 di euro annui distribuiti negli anni 2012-13-14, a mio avviso il punto è procedurale e politico...ma il ritornello che non ci sono più soldi è stato messo in giro ad arte? Oppure, ancora una volta, abbiamo la conferma che c'è una gestione dei soldi pubblici che, passando per Finaosta, dribbla le regole - quantomeno quelle non a nostra conoscenza - della finanza pubblica e diventa un "bancomat" a disposizione della Giunta!

Tornano opportune tutte le nostre iniziative fatte in questi quattro anni, legate al funzionamento della finanziaria regionale, all'esistenza di un bilancio parallelo ed a livelli di "controllo fantasma". Chiediamo, come ho detto prima, con l'invito, con il voto e con la possibilità di mettere sul tavolo delle nostre controproposte, trasparenza, anche se riceveremo le solite risposte con aria di sufficienza: la solita banalizzazione, il solito cercare di passare oltre, di non attirare l'attenzione su questioni che invece andrebbero sviscerate. Ma ci torneremo e vorremmo far sapere ai Sindaci che i soldi, quando si vuole, si trovano, salvo che per i Comuni!

Due battute anche sulle nuove disposizioni in materia di obbligo di costruzione del manto di copertura in lose di pietra e disciplina dei relativi benefici economici. Anche su questa materia, diverse volte in aula, durante l'esame della legge finanziaria, avevamo proposto di introdurre nuovi criteri prevedendone l'applicazione in alcune zone del piano urbanistico e dei vari piani regolatori nei diversi comuni. Ma il punto è oggi che si riduce di 500.000 euro lo stanziamento per il 2012 ed in commissione ci viene annunciato che è allo studio un nuovo disegno di legge, ma quali saranno i tempi e cosa cambierà rispetto a prima, non ci è ancora chiaro! Non sarebbe stato male, a livello di metodo, poter discutere su questa modifica che sarà una modifica strutturale per il domani, magari prima di questo taglio. Su questo tema abbiamo delle idee, siamo favorevoli ad una revisione delle norme, purché lo si faccia con buon senso, tenendo conto dell'impatto della misura da un punto di vista paesaggistico ed architettonico. Vorremmo saperne di più, come dicevo, per affrontare il tema bene e in prospettiva dare il nostro piccolo e sincero contributo.

Due battute finali sui tempi della Giunta nel dare delle risposte. Durante l'ultimo Consiglio, alla mia domanda sui tempi di realizzazione, cito un esempio, del nuovo Palazzo regionale, il Presidente mi rispose: "i tempi del pubblico sono lunghi e lenti, tutto deve essere ancora avviato, se ne parlerà nella prossima legislatura". La mia non era una provocazione, l'intento era quello di capire - come si fa nelle migliori famiglie - se si può fare, quali sono le criticità e quali i punti di forza. Abbiamo però notato che non è sempre così, ci sono state occasioni in cui la macchina amministrativa, sollecitata in modo efficace dalla politica, è stata fulminea nella sua azione, tanto che si è giunti al risultato in pochi mesi, là dove per i comuni cittadini i tempi della burocrazia chiedono anni!

Un piccolo contributo al dibattito...il collega Louvin aveva già dato il primo contributo su questo disegno di legge, aggiungo solo una considerazione sull'emendamento presentato da lei. In commissione, alla nostra domanda sugli impianti a fune, lei ci disse che era allo studio un disegno di legge per finanziare tramite la gestione speciale gli impianti a fune. Con questo emendamento lei va ad inserire questo finanziamento all'interno del pacchetto dei 370.000.000 di euro dei mutui già autorizzati dalla finanziaria regionale...poi ascolteremo una sua replica di questo per saperne di più.

Termino dicendo che è una questione di priorità e sinceramente di priorità non ne abbiamo sentito parlare, e soprattutto di volontà! Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere La Torre.

La Torre (FA) - Grazie Presidente.

Certamente il collega Chatrian fa il suo lavoro di Consigliere di opposizione ed attacca, dicendo di svolgere un'analisi politica che a me pare un po' monca. E poi la sua analisi politica lo induce ad attaccare la Giunta, sbagliando anche un poco il bersaglio, quasi come se il decreto-legge n. 6/2011 fosse voluto da questa Regione, quasi come se questo decreto fosse ispirato da questa Regione!

Questo adeguamento di bilancio richiede di svolgere alcune riflessioni di tipo politico-amministrativo, ma se le riflessioni di tipo politico le vogliamo fare, le dobbiamo fare in modo corretto, e la prima riflessione generale è che dobbiamo denunciare uno stato di allerta. Uno stato di allerta che sembra quasi essere l'alba di un possibile conflitto fra le autonomie speciali e lo Stato, un conflitto che deriva da una diversa visione dei rapporti fra lo Stato e le autonomie speciali, degli obiettivi per lo Stato e per le autonomie speciali e, in ultimo, anche una diversa visione degli interessi che ha lo Stato e hanno le autonomie speciali. Questo è grave, perché intanto tende a favorire una sorta di divisioni fra il fronte delle autonomie speciali, fronte che si vede rompersi quando la Sicilia e la Sardegna su alcuni argomenti prendono posizioni diverse, forti di una dimensione territoriale diversa, invece la Valle d'Aosta, il Trentino ed altre si trovano in una condizione diversa.

Non è che noi ci vogliamo sottrarre al decreto "salva-Italia" e quindi non vogliamo fare la nostra parte, ci mancherebbe altro! Ma questo atto di adesione deve passare attraverso due concetti molto chiari, che sono: il metodo con cui avviene questa adesione ed i criteri che la guidano; e allora cominciamo a ragionare sul metodo. E il metodo non può essere quello di una decisione unilaterale, nel momento in cui ti confronti con una Regione a Statuto speciale o autonoma, non può essere una decisione unilaterale! Non voglio richiamare il discorso dell'intesa e del "116", che ormai sembra che sia un discorso trito e ritrito, ma è fondamentale, perché il dialogo e il rapporto fanno sì che l'adesione diventi gestita e all'interno di questa adesione le cose hanno un senso.

E poi i criteri, perché quando parliamo del criterio del patto di stabilità...ma vogliamo dire che quel criterio non è un criterio che può essere in modo univoco applicato e spalmato su tutte le Regioni italiane? Ma non si era parlato forse di Regioni virtuose e meno virtuose...perché la Valle d'Aosta non è stata virtuosa, perché noi non abbiamo sottoscritto, anticipando le altre Regioni, gli impegni? Perché noi non abbiamo mantenuto i tetti di spesa? Perché noi non siamo stati all'altezza di quello che ci si chiedeva? A me non sembra che siamo stati all'interno di un rapporto serio, in cui noi abbiamo onorato la nostra parte, siamo stati riconosciuti, non dico premiati, ma solo riconosciuti, anzi siamo stati assimilati alle altre Regioni, quindi il criterio diventa solo quello economico e finanziario.

Certo, questo ci deve far riflettere, è evidente che noi dobbiamo prendere atto di questa situazione di conflitto che sta emergendo, di questa tensione che è destinata ad aumentare e da questo dobbiamo trarre alcune conclusioni. La prima è che dobbiamo imparare a spendere al meglio i nostri denari, ma questa è una conclusione a cui dobbiamo arrivare tutti insieme, non è che ci deve arrivare solo la Giunta, ci deve arrivare l'ultimo di Sindaci, o meglio, l'ultimo dei Consiglieri comunali insieme al Presidente della Giunta. Dobbiamo capire che stiamo entrando in questo stato di tensione e da qui dobbiamo imparare tutti a spendere meglio il denaro che abbiamo a disposizione e che, grazie a Dio!, questa Regione ancora ha. Da qui dobbiamo cominciare a ragionare, quindi il concetto non è se la Giunta ha tagliato bene o male, il concetto è qual è il contributo che abbiamo dato alla Giunta! Ed è un quello che richiamava prima Lattanzi, quali sono i contributi che abbiamo dato in termini di tagli, o meglio, in termini di come possiamo spendere al meglio i nostri denari.

È chiaro che se ognuno accampa il suo diritto ed il diritto che aveva o per i soldi che ha speso...e non è disposto a fare nessun piccolo sacrificio, qualunque taglio faremo, in qualunque direzione andremo, in qualunque settore lo faremo, ci sarà qualcuno che non sarà contento e ci sarà qualcuno che non sarà soddisfatto! Ma questo non è un senso della collettività o un senso di responsabilità, questa è la "difesa del giardinetto", anche legittimo, ci mancherebbe altro, ma ci vuole una visione responsabile, collettiva di questa Regione che dovrà non solo affrontare con questo decreto di adeguamento una problematica fondamentale, ma dovrà in prospettiva confrontarsi con questo stato di allerta, destinato ad aumentare. Ma ce lo vogliamo dire? Pensiamo forse che questo adeguamento che stiamo affrontando oggi sarà l'ultimo? Quali certezze dà questo Governo? Non so se voi siete diventati dei sostenitori del Governo Monti, mi rivolgo all'ALPE, il PD lo capisco, ma il tanto rappresentato ruolo autonomista dell'ALPE mi sembra che a volte non si riesca a leggere nell'analisi politica di Chatrian! Perché adesso il problema mi sembra che lui lo sposti in tutt'altra direzione, tranne che nella vera direzione dell'analisi politica...

(interruzione del Vicepresidente Chatrian, fuori microfono)

...infatti i Comuni cosa c'entrano? Comunque lei sa che non sono polemico, né nei toni, né nella sostanza.

Credo che abbiamo un dovere, e concludo: quello di fare un bilancio serio e di farci carico delle decisioni unilaterali del Governo Monti, che subiamo per i motivi che ho detto. Conseguentemente, quello che è stato fatto...è stato fatto il meglio che si potesse fare. Se avesse governato un'altra Giunta, probabilmente avrebbe fatto diversamente, ma sempre 50.000.000 erano! Quello che vorrei far capire è che se lei deve togliere 50.000.000: che li tolga su una voce o da un'altra, sempre 50.000.000 sono, perché sembra che quello che lei ha fatto aleggiare nell'aria, questo bilancio segreto che viene gestito... Concludo dicendo: capisco che lei debba fare il suo dovere, ma oggi abbiamo un dovere più grande, non quello di fare la maggioranza o fare l'opposizione, è quello di dare ai valdostani l'immagine di una Regione che è consapevole di quello che sta accadendo, consapevole del ruolo di un'autonomia e che farà di tutto per difendere questa autonomia. Autonomia che poi...in cosa si traduce nell'interesse della collettività l'Amministrazione? Nella qualità della vita della collettività, nelle legittime aspettative della collettività, e io ritengo che questo disegno di legge risponda in modo serio e corretto alle aspettative dei cittadini, pur subendo un diktat da parte del Governo Monti.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, si tratta di valutare oggi un documento molto delicato. È chiaro che nessun Governo regionale affronterebbe a cuor leggero un provvedimento così delicato e difficile come il taglio di 50.000.000 di euro.

È però vero che noi, accogliendo l'istanza del Presidente di rinviare più avanti questo provvedimento - forse per un nostro limite - avevamo immaginato che la riflessione su questo taglio ci avrebbe consentito di tornare su alcuni punti del bilancio che avevamo criticato a monte e che in qualche modo aveva visto già delle criticità a monte. La sensazione che abbiamo avuto di fronte a questo provvedimento è che invece quel discorso di metodo, che ha invocato giustamente per il Governo Monti il collega La Torre, viene poi attuato puntualmente in Valle d'Aosta, perché non mi risulta che ci siano stati incontri di concertazione con le parti sociali, salvo un breve spunto al patto per il lavoro e lo sviluppo, dove si è comunicato la cifra, ma non c'è stata nessuna concertazione, cara maggioranza! Qui non guardo solo il Presidente, guardo tutta la maggioranza! Ma se era così importante fare questa cosa, se contestiamo al Governo Monti, decontestualizzando a distanza di mesi il momento in cui è stato preso questo provvedimento, quando il paese colava a picco ed eravamo con un Governo inventato e messo su all'ultimo minuto per salvare il paese dalla catastrofe...cioè, qui, in Valle d'Aosta, cosa abbiamo fatto di diverso? C'è stato Lattanzi che ha tessuto l'elogio del nuovo Assessore al bilancio, che ha disegnato lui dei tagli qua e là con le forbici, ma...dove è stato il percorso di concertazione con il territorio? Si è trasformato un taglio così pesante in una normale variazione di bilancio. Cosa che noi avevamo chiesto che non doveva essere fatta in sede di approvazione del bilancio ed avevamo accettato - riconosco la lungimiranza dei colleghi dell'ALPE, che già allora avevano chiesto di fare subito - l'idea di rinviare questa cosa, ma perché fosse un rinvio in termini di discussione e non una cosa da liquidare in questo modo!

Mi limiterò non nel giustificare il Governo Monti rispetto a questi tagli, perché vediamo di capirci, anche qui...quando nel 2009 da questi banchi qualcuno stigmatizzava le battute di Brunetta sulle Regioni a Statuto speciale, che erano solo in grado di mettere fiori sui balconi delle finestre, dalle altre parti si rideva: governo amico, non c'è problema, faremo un grande accordo con Berlusconi sul federalismo fiscale! Questo provvedimento si incastra proprio in quegli accordi fatti sul federalismo fiscale, e arriva come una mazzata aggiuntiva alle mazzate già prese precedentemente!

Se è vero che in Valle d'Aosta c'è una gestione diversa del denaro pubblico...lo riconosco, è difficile spiegare agli italiani che un Consigliere che si chiama Deputato dell'Assemblea regionale siciliana, abbia una retribuzione più alta di un Senatore della Repubblica! Quindi c'è una difficoltà oggettiva a far sentire le nostre ragioni anche fuori. Naturalmente abbiamo le ragioni della nostra specificità, ma se qualcuno la specificità la usa per darsi delle retribuzioni superiori ad un Senatore della Repubblica, può capitare che qualcuno dica: vado lì e gli spengo un lumicino!

Su questo provvedimento rileviamo tre punti di grossissima criticità. La battuta: "voi avete un bel da dire, ma cosa avreste fatto al posto nostro?"...allora lo diciamo in modo esplicito. Sommando tutte le voci di tagli ai trasporti, arrivi ad una cifra di 8.500.000 euro, compresi i 400.000 scaricati sulla finanza locale, a cui si aggiungono, visto che qui consideriamo trasporto anche gli investimenti nel settore impianti a fune...mobilità via fune, battuta di prima,...arriviamo a 11.000.000 di euro solo sul sistema dei trasporti: un quarto dell'intervento sul sistema dei trasporti, che è massimamente inefficiente ed è al centro del disastro totale! Se noi fossimo stati al Governo di questa Regione, questa scelta non l'avremmo fatta in questi termini! Noi, insieme all'ALPE, avevamo una proposta di 2.000.000 di euro di risparmio dei costi della politica, che qui non vedo, e intanto recuperavamo 2.000.000 di euro; quindi una proposta c'era.

Secondo punto, "Contributi per gli investimenti nel settore dell'industria", meno 5.000.000 di euro sul triennio. Allora questo provvedimento ci vede radicalmente contrari, in un momento di crisi assoluta dove mi sento recitare la storiella della crescita, tagliamo sulla ricerca, cioè sull'unica possibilità di speranza di una crescita futura.

Infine, immagino in passato ci fossero degli errori e dei calcoli sbagliati sulla voce "Provvidenze a ciechi, sordomuti e invalidi civili" per cui non penso sia un taglio, ma penso che sia un aggiustamento di bilancio, non è che si vogliono togliere risorse a quelle persone, ma penso che prima fosse sovrastimato il capitolo, perché non penso che togliamo 1.000.000 di euro a sordomuti, ciechi, invalidi...credo che sia un lavoro di pulizia del bilancio.

E arrivo al terzo punto strategico, in cui mi trovo perfettamente concorde con l'analisi del collega Chatrian, che qualcuno ha cercato di minimizzare: il taglio imposto ai Comuni è sproporzionato rispetto al peso della manovra in capo alla Regione. Abbiamo una macchina regionale che è autorevole, efficiente, funzionale, mentre nei Comuni siamo in assoluta difficoltà. Quindi i tagli operati sui Comuni sono molto più pesanti e la domanda è: se siamo i campioni del federalismo, perché siamo federalisti nei confronti dello Stato nazionale e non siamo federalisti in casa nostra? Perché andiamo a professare il federalismo in casa altrui ed in casa nostra non lo pratichiamo? Poi sui Comuni c'è un effetto pericoloso: è chiaro che a fronte di questi tagli i Comuni dovranno ricorrere ad altri sistemi per finanziare delle attività, ma il meccanismo è che dovranno ricorrere alla richiesta all'ente regionale, che dovrà poi deliberare le risorse sui singoli progetti. È un procedimento che noi...se ce lo facesse lo Stato, inveiremmo e diremmo che non ci va bene questa cosa qua!

Questi sono tre punti cardine - lo dico in modo semplificato per non andare a girare intorno al bilancio - che ci vedono fermamente contrari a questo tipo di "manovrina regionale" che ha avuto un limite fondamentale: ha usato lo stesso metodo Monti, cioè nessuna concertazione con il territorio. Non c'è nessun avallo delle parti sociali rispetto a questi numeri e penso che ci saranno delle sorprese quando prenderanno coscienza di queste cifre!

Presidente - La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.

Intanto non entreremo nel merito della modulazione dei 50.000.000 che andiamo a perdere sul nostro bilancio, perché è già stato spiegato molto bene nella relazione iniziale del relatore, poi credo che nel merito entrerà anche l'Assessore ad interim del bilancio, per cui è evidente che nei punti specifici evitiamo di entrare perché lo diranno in seguito meglio di noi. Certo è che dopo aver sentito l'opposizione, che riconosciamo debba esercitare il suo ruolo, quindi è giusto che pungoli la maggioranza nel merito dei problemi, e noi certamente non saremo sordi alle sollecitazioni che ci vengono poste costantemente, il problema è che voi siete contrari su tutto e questo non è condivisibile!

Ciò che non è accettabile, collega Chatrian, è soprattutto la parte del suo passaggio che riguarda i Comuni. Lei mi pare abbia detto che i Comuni della Valle d'Aosta sono quasi pronti a consegnare le chiavi al Prefetto; credo che i Comuni, nell'ambito del nostro concetto federalista, oggi, pur nelle difficoltà, hanno delle certezze finanziarie che gli altri Comuni non hanno. Se non si rileva questo aspetto di fondamentale importanza, vuol dire che il discorso va in un'unica direzione, per cui non c'è un dialogo sereno di confronto, perché queste affermazioni sono oggettivamente inaccettabili. Ho sentito un poco tutti e l'altro problema importante è che ci avete fatto numerose critiche sulla rimodulazione delle partite che siamo andati ad indicare noi, ma non ci avete mai detto dove avreste fatto i tagli; quindi fate delle critiche, ma non ce lo dite!

Per arrivare ad una dichiarazione alla quale teniamo in modo particolare, siamo consci che in questo momento c'è una politica di rigore, di tagli e di particolari sacrifici, che anche per la nostra comunità sono tangibili, lo riconosciamo: partono sia dal Governo Berlusconi, ma vengono soprattutto dal Governo Monti, e non mi illudo che finiscano qua, probabilmente dovremo fare delle altre manovre. Sono manovre che ormai hanno inciso nel nostro bilancio in modo sostanziale, credo siamo intorno ai 300.000.000 di euro. Ma con questo non possiamo pensare che noi, che siamo considerati una Regione virtuosa, non si debba intervenire; quindi si interviene, anche perché non si può non riconoscere che anche questo tipo di intervento con il disegno di legge n. 180 in discussione non sia figlio del fatto che abbiamo vissuto, nello scorso ventennio al di sopra delle nostre possibilità: questo è un dato di fatto, altrimenti non avremmo 2 milioni di miliardi di euro di debito! Il debito lo abbiamo e, come ogni famiglia quando ha un debito, deve cercare di rientrare...quindi non abbiamo mai detto e credo che lo facciamo in modo serio che non dobbiamo assolutamente intervenire nel merito.

Un po' per rispondere a Louvin sulla questione...quando ha sottolineato l'intervento del collega Rosset e quando ha fatto il passaggio, dicendo, con un po' di sarcasmo, che tutti gli interventi iniziano con "siamo nelle more della decisione concernente il ricorso costituzionale", dico che di questo comunque bisogna tener conto, non fosse che per un puro aspetto politico. Dobbiamo sempre più rimarcare la nostra autodeterminazione finanziaria, dobbiamo non dimenticarci che è indispensabile ribattere i concetti della nostra Autonomia e dell'Intesa, che vanno salvaguardati in modo concreto nella nostra Regione.

Il Governo ha detto che 860.000.000 sono da togliere nelle Regioni a Statuto speciale e che l'intervento nostro è di circa 41.007.000 più 7.000.000 che vengono accantonati per i Comuni; sappiamo che non è semplice dover incidere sempre in modo indolore, abbiamo cercato di farlo - abbiamo avuto per questo diversi incontri - e la cosa che va sottolineata è che non abbiamo toccato i nostri servizi. Non abbiamo toccato i trasporti, se non in minima parte, abbiamo cercato di spostare, modulando nel modo più intelligente possibile, delle partite che non hanno inciso né sul sociale, né sulle cose più importanti del nostro sistema economico-finanziario. È questo l'aspetto che era indispensabile sottolineare, nella speranza che nel dibattito con l'opposizione ci sia la possibilità, in futuro, di cogliere anche alcune suggestioni che possono essere utili e, come dicevo all'inizio, non saremo sordi a questi indirizzi. Certo è che diventa difficile avere un dialogo quando abbiamo dall'altra parte un'opposizione che è contraria su tutto e questo noi non lo possiamo accettare!

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Grazie Presidente. Una breve considerazione su un tema secondo me importante, che è già stato sollevato.

Credo che anche noi dobbiamo partecipare non da spettatori, ma da protagonisti a questa "stagione di sacrifici"; quando dico "noi" intendo la Regione Valle d'Aosta. Quando siamo stati chiamati, con pari dignità, attorno ad un tavolo, abbiamo dato il nostro contributo in termini di tagli di risorse ed abbiamo sottoscritto degli impegni per il futuro. Non siamo d'accordo, come non lo è la maggioranza ed il Governo regionale, quando con atti unilaterali ci tolgono non solo risorse finanziarie, ma in questo caso anche competenze nel merito delle decisioni che vengono assunte a Roma.

Prendo la parola per fare mia, se mi permette il collega Lattanzi, una sua preoccupazione. La grande scommessa, ha detto lui, è come riusciamo ad affrontare il futuro, che non è semplice, non è in discesa, e lo possiamo fare, dice ancora il collega - ed io sono d'accordo con lui - con interventi strategici che guardano più in là dell'arco temporale del 2012. E allora mi chiedo se, con questa ottica, il provvedimento nel settore della ricerca e dello sviluppo sia quello - ne ha parlato Chatrian - che va nella direzione auspicata da Lattanzi. Ricerca, innovazione e sviluppo sono uno dei temi su cui si gioca il futuro della nostra società, ricerca come motore della crescita economica, lo sentiamo ripetere da mesi dai sindacati, dalla Confindustria, dal Governo e dai partiti. Un tema, questo, che però dovrebbe essere competenza precipua della Regione, che non può delegare ad altri: dovrebbe essere il Governo regionale, sentito il Consiglio regionale, a fare interventi in questo settore. Perché dico questo? Perché l'innovazione, lo sviluppo e la ricerca devono accompagnarsi alla formazione per costruire una risposta forte alla crisi, e questo lo può fare solo la Regione. Tutto ciò per dire che dobbiamo lavorare con risorse che non bastano mai, per dare quel giusto peso fra sviluppo, innovazione, ricerca, lavoro e scuola. Questo intervento contabile va in questa direzione? Qui sta la nostra preoccupazione!

Stamani l'Assessore Laurent Viérin, rispondendo ad una interpellanza sull'abbandono scolastico, ha rilanciato una considerazione espressa pochi giorni or sono dal Ministro Profumo: bisogna puntare sull'istruzione tecnico-professionale. Infatti, a mio parere, dobbiamo lavorare al potenziamento del rapporto fra ricerca, formazione, lavoro. L'abbandono scolastico di cui abbiamo parlato stamani è un costo sociale enorme per la società, sono investimenti professionali e finanziari che non riescono a sviluppare nuove risorse e nuove competenze, oltre alle ricadute negative sul piano individuale. Credo che la priorità dello sviluppo, che vuol dire trasmettere anche un messaggio, con questo provvedimento non va nella direzione auspicata.

Credo che la fiducia - molte volte viene espressa dai colleghi, la fiducia è quella risorsa che non costa, ma è necessaria per superare i sacrifici e le debolezze - si conquisti anche facendo vedere che il Governo regionale su alcuni temi strategici, come quelli che ricordava il collega Lattanzi, si appropria di una sua priorità con la determinazione dovuta, non delegandola ad altri.

Presidente - Se non vi sono altri che chiedono la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Laurent Viérin.

Viérin L. (UV) - Merci M. le Président.

Due considerazioni in merito ad alcune enunciazioni sull'ambito scolastico, che riprendono in parte l'intervento del collega Louvin e che sono considerazioni che sono già state espresse in sede di commissione e riprese dagli organi di informazione sul presunto grave colpo assestato alla scuola pubblica, al diritto allo studio, alla presunta situazione di finanziamenti "al lumicino" delle istituzioni scolastiche in Valle d'Aosta. Sono considerazioni che qualcuno ha già ripreso. In merito a questa "manovrina" vi sono stati anche da parte nostra aggiustamenti che hanno rimodulato certi finanziamenti, ma che non fanno venir meno il servizio e la qualità del sistema scolastico. Quindi sono affermazioni che respingiamo fermamente, soprattutto sottolineando che anche per l'anno in corso, malgrado questa "manovrina", tutti i finanziamenti necessari a mantenere l'offerta formativa, il diritto allo studio, la qualità ed i contenuti della scuola valdostana, i progetti ed il perfetto funzionamento di tutto il sistema scolastico Valle d'Aosta sono stati garantiti.

Si invita quindi ad evitare di creare falsi allarmismi in questo periodo di difficoltà, dove le nostre attenzioni si sono concentrate sul mantenere e garantire, malgrado la difficoltà economica, la qualità dei servizi in ambito educativo e la specificità della nostra scuola, come il sostegno al diritto allo studio ed alle famiglie.

Si ribadisce la validità di questi investimenti in ambito scolastico, strategici per garantire la formazione ed il sostegno ad un settore cruciale della nostra comunità e del futuro delle giovani generazioni. Nel merito dell'analisi del prospetto relativo ai finanziamenti concessi alle istituzioni scolastiche, per esempio 2008-2012, ricordo che sono sempre state finanziate le necessità delle istituzioni scolastiche, sia per quanto riguarda le spese obbligatorie (acquisto di libri di testo, attuazione di corsi a sostegno dell'esercizio del diritto/dovere ed a quelli relativi ai percorsi in alternanza scuola-lavoro), anche mediante utilizzo di fondi statali - sempre integrati da fondi regionali -, sia per i finanziamenti di progetti di iniziativa regionale. Di notevole entità sono stati i trasferimenti concessi senza vincolo di destinazione per il sostenimento delle spese di funzionamento ed ampliamento dell'offerta formativa, dotazione ordinaria perequativa.

Relativamente alle spese di investimento occorre precisare che, in base ai criteri adottati dalla Giunta, sono sempre state esaudite le richieste di finanziamento presentate dalle singole istituzioni scolastiche. L'Amministrazione regionale si è sempre accollata, a differenza di altre Regioni italiane, la spesa per l'acquisto dei libri di testo dati in uso gratuito a tutti gli studenti valdostani, così come è sempre stato assicurato il servizio di mensa scolastica per tutti gli studenti frequentanti scuole lontane dalla propria abitazione nei caso di rientri pomeridiani.

Ciò che si è fatto, come illustrato in autunno, in commissione consiliare, in sede di bilancio, è stato rimodulare i finanziamenti a causa di avanzi di amministrazione delle istituzioni scolastiche. Dall'analisi del prospetto "Avanzi di amministrazione" emerge che tutte le istituzioni scolastiche in questi anni hanno avuto degli anni di avanzi di amministrazione, di cui parte per somme non vincolate (829.000 euro nel 2008, 750.000 nel 2009, e via discorrendo), ed in altre istituzioni scolastiche tali avanzi sono di notevole entità ed hanno superato i 200.000 euro. A tal proposito, dopo aver reso noto la situazione ai dirigenti scolastici nell'arco di questi ultimi mesi, la Giunta esecutiva del Consiglio scolastico regionale nel 2012, visto il perdurare della situazione ed il momento di necessità economica, ha deciso di decurtare, in proporzione all'entità degli avanzi di amministrazione dal 2010 in avanti, questi importi assegnati senza vincolo di destinazione a titolo di dotazione finanziaria essenziale ordinaria e perequativa. Questo garantisce la medesima dotazione finanziaria degli anni scorsi con una rimodulazione. E ne avevamo discusso con la collega Morelli. Dall'analisi dei prospetti relativi ad alcune tipologie di finanziamento quali corsi di recupero, alternanza scuola-lavoro, emerge che le scuole non hanno utilizzato tutti i fondi loro destinati per l'attuazione di tali attività didattiche, determinando - come per i corsi di recupero - notevoli economie sul bilancio regionale.

Occorre tener conto che di tutti i finanziamenti che l'Amministrazione regionale concede ogni anno per il sostenimento delle spese riguardanti i fondi di istituto, voce per la quale già in passato si era dovuto operare in accordo con le organizzazioni sindacali una redistribuzione per il mancato utilizzo delle somme destinate, creando anche in tal caso sproporzionate economie di gestione, nonché trasferimenti per il pagamento delle spese di gestione, quali acqua, luce, telefono, le spese di riscaldamento sono interamente sostenute dall'Amministrazione.

In conclusione, le scuole hanno finora avuto la possibilità di creare degli avanzi di amministrazione, perché i fondi loro destinati sono stati sufficienti a coprire anche le spese che le medesime programmavano nell'esercizio della loro autonomia (spesso superiori questi finanziamenti). La medesima situazione, come emerge da più fonti, non si è determinata a livello nazionale, dove le famiglie lamentano di dover acquistare per i propri figli anche i beni di primaria necessità (quale la carta igienica).

Borse di studio: anche qui, dichiarazioni di centinaia di famiglie che sono state escluse dalle borse di studio. Tutte le borse di studio sono state soddisfatte, e anche in questo caso le dichiarazioni del collega non sono corrette. Le uniche borse di studio che non hanno soddisfatto tutte le famiglie, sono quelle che derivano da fondi statali e che noi abbiamo integrato, e non solo non abbiamo tagliato rispetto al passato, ma addirittura sono aumentate! Solo per quelle derivanti dalla legge statale n. 62/2000 e relative ai rimborsi spese di cancelleria, uscite didattiche, trasporti, mense, sono state soddisfatte 1.257 borse di idonei e non soddisfatte 196, in quanto lo Stato ha decurtato i suoi fondi da 221.000 del 2007 a 135.000 del 2009, mentre la Regione ha aumentato i fondi, non obbligatori trattandosi di una legge statale, da 93.000 del 2007 a 294.000 del 2010. Ogni altra tipologia di borse di studio è stata soddisfatta, quindi in questo momento rimodulare, rivedere, ripensare credo che sia un segno da parte del Governo non di mancanza di attenzione, ma di rivedere un certo modo di operare cercando di mantenere sempre la qualità dei servizi, sapendo che settori cruciali come quello della sanità e dell'istruzione da noi sempre garantiti, spesso collegati per quanto riguarda il diritto allo studio.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Innanzitutto permettetemi di ringraziare il relatore, che ha voluto illustrare con competenza questa manovra che, ricordo, è stata presentata in Giunta dal collega Lavoyer, e ringrazio anche lui. Voglio ringraziare tutti gli intervenuti, soprattutto voglio sottolineare che questo atto che oggi discutiamo è un impegno che ci eravamo presi al momento della presentazione della finanziaria, quando avevamo detto: "entro marzo presentiamo la modifica", e credo che abbiamo mantenuto quello che avevamo detto. Abbiamo cercato di farlo tenendo conto di due osservazioni fondamentali. La prima è che, come avrete potuto notare, questo intervento ulteriore del decreto "salva-Italia" aveva all'inizio nella prima formulazione un riferimento ad alcuni decreti precedenti (il n.178 ed il n. 138) che avevano previsto dei tagli alle Regioni a Statuto speciale, là dove c'era anche la tabella allegata. Questo decreto non ha la tabella allegata e non è un particolare insignificante, perché una delle ragioni per cui abbiamo fatto ricorso è perché non si tiene conto in queste manovre delle situazioni differenziate delle Regioni a Statuto speciale e della ripartizione fra le stesse. Noi vogliamo, ancora una volta, sottolineare che quando abbiamo firmato il nuovo riparto fiscale c'era scritto in modo evidente che non avremmo avuto ulteriori oneri da parte dello Stato. Capisco che c'è stato tutto quello che è successo, ma quello è un impegno bilaterale, approvato con legge dello Stato e con norma di attuazione. Lo dico a scanso di equivoci, altrimenti sembra quasi che arriviamo qui, come dire?, non lo sapevate, come mai... No, l'impegno era il contrario: a differenza delle due Regioni Sicilia e Sardegna, che non hanno ancora oggi raggiunto l'accordo, le Regioni del nord hanno fatto questo sforzo e preso degli impegni che sono già delle decurtazioni, perché i 100.000.000 ed oltre per arrivare a 217.000.000 nel 2017 li abbiamo già previsti. Non dimentichiamo che tutti gli anni mettiamo più di 130.000.000 per le misure anticrisi: sono soldi che sono finalizzati a qualcosa che era necessario, indipendentemente dai programmi finanziari. Per dire che c'è stato un cambiamento...non a caso, anche la Confindustria dice. "in Italia si cambia"; sì, però bisogna vedere dove si va...sicuramente si cambia, si cambia marcia, si cambia modo di operare e di presentare le cose.

Riguardo alle osservazioni fatte dai colleghi, non le riprendo punto per punto, sarebbe poco interessante, l'intervento del collega Louvin ha sottolineato alcuni aspetti dei tagli. Voglio dare un chiarimento, perché mi è stato richiesto, sui tetti in lose, ha detto: "ma perché, avevamo sollecitato, adesso lo mettete qui come risparmio e non avete presentato la legge"! Noi la legge l'abbiamo già predisposta, c'è un articolo specifico nella modifica della legge n. 11 che verrà presentata fra poco in Consiglio, dove prevediamo che nell'ambito dei piani regolatori ci sia l'obbligo dei tetti in lose solo nei centri storici e nelle zone che hanno edifici di particolare pregio. Questo è quello concordato con l'Assessore Marco Viérin, con cui abbiamo discusso i passaggi che prevedono una ricaduta nel 2012. Perché abbiamo messo solo un risparmio parziale? Perché da quando ci sarà la norma ci dovrà essere un adeguamento, perché i singoli che si sono presi l'impegno di fare il tetto...adesso la regola è che tu presenti alla fine la fattura, io devo saperlo, ho iniziato i lavori, devo poter presentare le fatture alla fine dei lavori, quindi questo scatterà con un meccanismo premiale solo alla fine dell'anno. È questo che è stato discusso attentamente e presentato, quindi voglio tranquillizzare tutti: se ci sono delle buone idee, credo che noi le sappiamo guardare con attenzione.

Per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, pensavo di averlo detto in commissione e voglio ribadirlo qui: per la ricerca e lo sviluppo non è stato tolto neppure un euro...

(interruzione del Consigliere Segretario Rigo, fuori microfono)

...allora ho capito male io, ma non mi riferivo a lei, mi riferivo a qualcun altro che ha detto che qui sono stati tolti i soldi per la ricerca...ma non è stato tolto neanche un euro! I soldi sono stati spostati come disponibilità dal bilancio alla Finaosta, per cui qualcuno ha detto "bilancio parallelo"; anche qui, non si tratta di bilancio parallelo, si tratta di un utilizzo di fondi che in questi anni non sono stati utilizzati, quindi abbiamo ritenuto di poterli utilizzare sempre nel settore dell'industria per queste finalità.

Il discorso poi dei trasporti, qui, al di là di dire che i trasporti non funzionano, quindi come mai sull'aeroporto, abbiamo preso in considerazione un discorso che è quello che i lavori stanno andando avanti...parlo dei lavori, al di là dei rapporti con la società che gestisce il funzionamento dell'aeroporto, l'AVDA, che è un discorso diverso. Per quanto riguarda i lavori, l'allungamento è stato finito, le pratiche con ENAC sono terminate, l'aerostazione sta per essere ultimata, ci sembrava importante prendere una decisione che è quella di dire: il volo Aosta/Roma, che è, rispetto all'investimento per l'aeroporto, una parte minimale...perché se avessimo fatto l'aeroporto solo per il volo Aosta/Roma qualcuno aveva il diritto di chiedersi se meritava tutti questi soldi! È stata allungata la pista e si fa tutto questo perché si vuole sperare che l'aeroporto funzioni, come ha detto più volte l'Assessore, per la parte turistica e la parte che deve portare persone che arrivano direttamente ad Aosta e che hanno questi benefici. Questo sia chiaro, altrimenti continuiamo a dire fesserie!

Sul discorso del trasporto ferroviario è inutile insistere; il discorso che abbiamo la norma di attuazione...non possiamo gestire perché non c'è l'accordo con il ministero, quante volte vogliamo dircelo? Non è cambiato nulla, finché non avremo questo, non ci saranno ulteriori riferimenti!

Credo che i colleghi Lattanzi, La Torre e Salzone, ognuno discutendo e mettendo in evidenza alcuni aspetti del perché siamo intervenuti, abbiano evidenziato la credibilità della manovra, pur sapendo che non è voluta...è dovuta! Nelle more...sì, certo, abbiamo dovuto scriverlo, in attesa anche di sapere quale sarà la sentenza della Corte costituzionale.

Ma l'aspetto più subdolo è quello che in una forma, come sa fare l'astuto Chatrian...cerca tutte le volte di accreditare i Comuni come poveretti: ma sono sacrificati, poveri Comuni, ma voi siete cattivi, andate a toccare i Comuni! Ripeto per l'ennesima volta, e lo ripeterò finché Chatrian racconterà quella favoletta a cui dovrò rispondere per le rime: pubblicheremo adesso anche tutti i dati per dire che la legge n. 48, che prevede il riparto dei fondi, partiva dal discorso dell'IVA, cioè di quella che è l'IRPEF, il 95 percento per l'IRPEF; poi c'è un articolo specifico che diceva: "fatte salve le disponibilità finanziarie e tenuto conto di eventuali cambiamenti", che sono oggi epocali, per cui poteva anche essere ridotto il 95 percento. Noi non abbiamo ridotto il 95 percento, abbiamo preso atto che l'IRPEF è passato da 196.000.000 a 236.000.000, allora quei milioni in più abbiamo, senza modificare la legge, scelto di destinarli in modo diverso, utilizzando questa disponibilità finanziaria che è negli Enti locali, perché funzionalmente è l'IRPEF a cui abbiamo dato funzioni che si ricollegano agli Enti locali.

Abbiamo impegnato per i trasporti pubblici...ma a favore di chi vanno? Tutte le opere a protezione degli abitati e dei lavori pubblici...a favore di chi vanno? Dei Comuni! Allora abbiamo indirizzato sotto questa veste alcune delle voci, punto! Noi non abbiamo tolto niente e l'unica cosa che abbiamo fatto, d'accordo con i Comuni, è che abbiamo modificato alcuni parametri interni, che è cosa diversa. Però quella modifica per qualcuno è stata penalizzante, allora alcuni Comuni si mettono...non è stato, ripeto, toccato oggi, ma per quello che è stato toccato si dice che i Comuni sono stati penalizzati! Non è vero, questa è una situazione che va finalmente chiarita, perché non è così!

Anche l'intervento di 7.000.000 non è per penalizzare i Comuni; i Comuni hanno l'obbligo in base all'articolo 35...

(interruzione del Vicepresidente Chatrian, fuori microfono)

...ma allora, scusate, abbiamo evitato di prendere fondi in gestione libera, cioè in gestione ordinaria senza vincolo di destinazione per non penalizzare i bilanci dei Comuni e, d'accordo con loro, abbiamo dato l'assicurazione, mettendo nella legge di 7.000.000, perché i Comuni non fossero penalizzati ed abbiamo ridotto questo fondo!

Vorrei che fosse chiaro che non c'è nessun tipo di azione nei confronti dei Comuni, anzi, credo che se confrontiamo quello che sta avvenendo nei Comuni...aggiungo un piccolo particolare: noi stiamo facendo con i Comuni un'altra operazione molto delicata, che è quella, siccome non abbiamo ridotto il numero dei Comuni, di creare l'Associazione dei Comuni, cioè l'associazione delle funzioni fra i Comuni, che sarà la parte più delicata, che farà risparmiare. Si è già avanti, entro il 30 aprile prenderemo la delibera di indirizzo d'accordo con i Comuni, dove si dice come si comincia a fare l'associazione vera di funzioni fra Comuni. Quella è la vera risposta al risparmio per i Comuni, dove c'è la possibilità di rendere merito di un'azione di collaborazione continua e coordinata che abbiamo con i Comuni...quindi questa è una favoletta che deve finire!

Sugli altri punti è già stato detto; vorrei solo tranquillizzare, al di là del funzionamento della scuola come è stato detto, che anche gli investimenti per il settore edilizio, fra i FOSPI che abbiamo dato per le scuole, tutto quello che è stato fatto ed i programmi che ci sono per la scuola, prendono una parte importante.

Per finire, ho presentato quell'emendamento che va nella direzione di agevolare ancora il settore degli impianti a fune, dicendo che oltre ai fondi della legge n. 8 si possono utilizzare dei fondi speciali che verranno assegnati a Finaosta. Questo per agevolare ulteriormente quel discorso di insieme, che va nella logica di favorire quegli investimenti che, come qualcuno ha detto, possono permettere di rendere sempre più appetibili gli impianti di risalita che vogliamo vedere come un'offerta unica, che può essere presentata al di fuori del nostro territorio.

Con questo crediamo di poter dire, con i limiti che ci sono di questa manovra, perché siamo stati obbligati a farla, non è che volevamo farla, che riteniamo sia stata equa, giusta, nel senso di aver equilibrato gli interventi, non ha penalizzato i settori strategici, né gli investimenti, né i settori specifici.

Ultima annotazione, soprattutto sull'innovazione. Qualcuno, in particolare Louvin, ha detto: "ma ritenete come strategico il settore informatico ed avete penalizzato questo settore". È vero, abbiamo tolto qualcosa da quel settore perché nella programmazione ci stava che poteva essere ridotta una parte di questi finanziamenti, senza sconvolgere il piano, ma integrandolo in una temporalità diversa. Questo è quanto, quindi vi chiediamo di approvare il documento. Grazie.

Presidente - Passiamo all'esame dell'articolato.

La parola al Consigliere Louvin sull'articolo 1.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. Intelligenti pauca, quindi saremo molto stringati, siamo di fronte a colleghi che hanno chiarissimo la materia.

Abbiamo voluto mettere sul tavolo onestamente le nostre valutazioni su questo disegno di legge che sono discordanti con la visione della maggioranza su alcuni punti, non sul contesto generale, sulla cornice in cui è maturata, anche se la difesa delle prerogative autonomistiche ci porterà in altre circostanze a fare delle battaglie diverse, ma quando bisogna tirare le somme, bisogna farlo con gli strumenti di bordo e, in questo caso, facendo fuoco con la legna che abbiamo. Non abbiamo molto da aggiungere a quello che abbiamo già detto e che non ci pare essere stato sconvolto dalle repliche che sono state fatte. Semplicemente dissentiamo sulla impostazione di fondo, che la maggioranza anche nella ricostruzione che ha fatto il collega Lattanzi ha dato: tenere in piedi un sistema, puntare sulla crescita, mantenere gli investimenti keynesiani e strategici. Noi abbiamo una visione diversa, lo abbiamo ampiamente annunciato che non è un puntellamento del sistema attuale; ci pare che il sistema vada profondamente rivisto e modificato, che la crescita in termini puramente quantitativi attraverso le opere, in particolare le grandi opere, non è la visione ottimale.

Non possiamo rispondere alla sfida del collega Lattanzi su cosa avremmo fatto noi al vostro posto: naturalmente avremmo fatto cose molto diverse, magari avremmo avuto anche degli strumenti di analisi e di valutazione sull'amministrazione che sono oggi appannaggio di un Governo regionale, che ci ha messo sul tavolo la sua "medicina".

Se mi è consentito, una parola la spenderei sulla replica un po' piccata dell'Assessore Viérin, che ha avuto un eccesso di zelo nell'impostare tutta una dimostrazione di perfezione di quadro del sistema scolastico e del suo funzionamento, mettendo però in avanti delle grosse disfunzioni che vanno ben oltre quello che abbiamo segnalato, in particolare sul tema degli avanzi di amministrazione e sul modo di intervenire. Noi non consideriamo che sia particolarmente lusinghiero il fatto che ci siano stati fondi economizzati sui corsi di recupero, soprattutto alla luce di quello che ci siamo detti stamani. L'Assessore mi pare abbia introdotto anche degli argomenti che non sono particolarmente lusinghieri sull'azione del nostro sistema scolastico. E poi un punto in tema di autonomia finanziaria: lamentarsi che lo Stato non mette abbastanza soldi sul diritto allo studio della Valle d'Aosta, quando l'Assessore ha detto che sono 196 le domande non soddisfatte, ebbene quelle 196 domande andavano soddisfatte con fondi della Regione, perché se andiamo e stiamo andando nella logica di farci carico in toto del sistema scolastico, come già ci facciamo carico del sistema sanitario, e via dicendo, dire: "ma quello è colpa dello Stato", non ci è sembrata un'argomentazione particolarmente pregnante! Il dibattito sulla scuola va avanti, Assessore, non si preoccupi! Casualmente le ho detto questa mattina che abbiamo introdotto una serie di argomentazioni, ma ho l'impressione che si stia aprendo il dibattito sulla scuola valdostana ed avremo modo di approfondirlo nuovamente.

Presidente Rollandin, qui è solo uno step, noi siamo su una strada molto più lunga ed avremo modo di ribadire le nostre posizioni ed affinare anche le proposte. In questa sede, in questo momento, e rinviando a nome del collega Chatrian - salvo che lo faccia lui stesso - la sottolineatura circa il carattere "subdolo" del suo argomentare, ribadisco, per quanto riguarda il nostro gruppo, un'opinione negativa su alcune scelte di questa variazione di bilancio che ci portano in coerenza con quanto abbiamo rappresentato sul bilancio della Regione Valle d'Aosta per il 2012 presentato dalla sua Giunta: un'opinione contraria. Grazie.

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Per ribadire il nostro "no" convinto a questo disegno di legge. Aggiungo solo una battuta, Presidente Rollandin, per rinviare al mittente questa sua "favoletta" che deve finire sul tema rapporti Comuni, Enti locali e Regione, anche perché di solito, quando affrontiamo queste tematiche, ci prepariamo e cerchiamo di mettere sul tavolo "carta che canta" e non "aria fritta" tanto per metterla...ho ascoltato attentamente la relazione che il Presidente del CELVA ha fatto durante la festa dell'autonomia e ribadiamo i nostri concetti, che oggi abbiamo detto più volte in quest'aula e non solo oggi. Quindi rimando completamente al mittente, non è una "favoletta", ed i nostri Comuni in questo momento sono in difficoltà. È una scelta politica, Presidente. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Brevissimo, per dire che se uno è convinto della manovra che ha fatto, non capisco perché debba ogni volta attaccare l'avversario, piuttosto che spiegare le ragioni e la positività di queste scelte, dire dove sono state fatte le scelte per la crescita, per lo sviluppo, per il futuro, eccetera! C'è sempre la tentazione di dire: ma siete ignoranti, non avete letto i dati, non siete in grado di capire, raccontate solo delle bugie... Certo, la gente è convinta che voi siete invece quelli che raccontate solo verità, che siete quelli bravi, che fate tutto bene! Questo è il vostro approccio a questo tema!

Torno a ribadire che nessuno mi ha risposto come mai su delle variazioni così importanti non è stato fatto un percorso con i sindacati, ho capito che non vi interessa; il PdL se vuole fare a meno va bene, ma pensavo che ci fosse una maggioranza che invece era intenzionata a fare questo percorso e quindi ad acquisirlo.

Rispetto al discorso dei tre punti che abbiamo messo in evidenza, non è che alla fine di questa chiacchierata ci avete convinti...vi abbiamo ascoltato, avete detto le vostre ragioni, rimaniamo perplessi che si dica che l'aeroporto è così per colpa di un contenzioso, che la ferrovia è così perché non c'è la norma di attuazione, e avanti così...è sempre colpa degli altri! Qui tutto non funziona per colpa degli altri e invece noi, se fosse compito nostro, sarebbe tutto perfetto, tutto che funziona bene!

Noi, su questa visione edulcorata della realtà, abbiamo delle riserve enormi e siamo comunque preoccupati delle possibilità di sviluppo. Adesso ci dicono che questi soldi sono stati trasferiti a Finaosta...vedremo come ricerca e sviluppo si sviluppano nel settore industriale! Su questo noi manteniamo pienamente le nostre riserve, così come ribadisco che il Presidente, non è da qualche giorno, è da anni che ci racconta la riforma dell'organizzazione dei Comuni...allora mi permetto di fare notare una cosa. Prima c'era l'accorpamento dei servizi, i Comuni hanno denunciato che con il meccanismo delle Comunità montane molti servizi sono costati di più ai cittadini. Adesso si parla di "accorpamento delle funzioni"...è una cosa nuova, e andremo a vedere perché non è una cosa dall'oggi al domani, è un percorso molto difficile, a cui guarderemo con attenzione. Però, ancora una volta, sono provvedimenti che non vanno nell'idea di rafforzare l'autonomia del singolo Comune in termini di potenzialità economica, questa si è ridotta per fatto di evidenza che bisogna riconoscerlo, rispetto invece alla potenzialità della Regione che rimane, rispetto ai Comuni, ancora inalterata. Quindi noi questo rilievo lo manteniamo.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 1:

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 25

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - Articolo 2: stesso risultato. Articolo 3: stesso risultato. Articolo 4: stesso risultato.

Dopo l'articolo 4 è previsto l'inserimento dell'articolo 4 bis, che è un emendamento dell'Assessorato al bilancio, ne do lettura:

Emendamento

Dopo l'articolo 4 del ddl 180 è inserito il seguente:

"Articolo 4bis

(Modificazione all'articolo 40 della legge regionale 10 dicembre 2010, n. 40)

1. La lettera a) del comma 2 dell'articolo 40 della legge regionale 10 dicembre 2010, n. 40 (Legge finanziaria per gli anni 2011/2013), è sostituita dalla seguente:

"a) investimenti nel settore degli impianti funiviari ai sensi della legge regionale 18 giugno 2004, n. 8 (Interventi regionali per lo sviluppo di impianti funiviari e di connesse strutture di servizio), e, anche mediante aumenti di capitale, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera a), della legge regionale 16 marzo 2006, n. 7 (Nuove disposizioni concernenti la società finanziaria regionale FINAOSTA S.p.A.. Abrogazione della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16);".

Lo pongo in votazione: stesso risultato. Articolo 5: stesso risultato. Articolo 6: stesso risultato. Articolo 7: stesso risultato. Allegato A: stesso risultato. Allegato B: stesso risultato. Allegato C: stesso risultato. Allegato D: stesso risultato.

Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso:

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 25

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - Con questa votazione chiudiamo i lavori della giornata, i lavori riprenderanno domani mattina alle ore 9.

La seduta è tolta.

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La seduta termina alle ore 20,16.