Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2155 del 11 gennaio 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2155/XIII - Interpellanza: "Chiusura dell'Ambulatorio di medicina integrata per la salute della donna presso l'Ospedale Beauregard".

Interpellanza

Appreso che, in data 15 dicembre 2011, sono stati assegnati all'ospedale regionale di Aosta dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna, due Bollini rosa per l'offerta dei servizi a misura di donna;

Considerato che tale riconoscimento "premia gli ospedali italiani che curano patologie specificatamente al femminile ponendo la donna al centro del percorso diagnostico terapeutico";

Venuta a conoscenza dal TGR del 22 dicembre scorso dell'imminente chiusura (31 dicembre 2011) dell'Ambulatorio di medicina integrata per la salute della donna (A.M.I.e) che prevede un approccio clinico multidisciplinare ed integrato nell'ambito del quale interagiscono diverse figure mediche e professionali (medici anestesiste agopuntrici, psicologhe e fisioterapiste);

Ritenuto di fondamentale importanza lo sviluppo di sistemi integrati e multidisciplinari a sostegno della salute, in particolare della donna;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) se corrisponde al vero la notizia circa la chiusura al 31 dicembre 2011 dell'Ambulatorio di medicina integrata per la salute della donna presso l'ospedale Beauregard;

2) i motivi della chiusura di tale importante ambulatorio.

F.to: Carmela Fontana

Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

Il 2012 della sanità valdostana è cominciato con il piede sbagliato. Nonostante le rassicurazioni dell'Assessore competente, anche in sede di bilancio, e della dirigenza dell'USL sul mantenimento del livello dei servizi sanitari e sociali offerti alla popolazione, l'anno nuovo ha subito portato una cattiva notizia. Dagli organi di stampa apprendiamo la decisione di chiudere l'Ambulatorio di medicina integrata per la salute della donna presso l'Ospedale Beauregard. Dopo appena un anno e mezzo di vita l'Azienda USL della Valle d'Aosta cancella un servizio importante ed apprezzato, che tra l'altro ha contribuito a far assegnare recentemente all'Ospedale regionale di Aosta da parte dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna, due bollini rosa per l'offerta dei servizi a misura femminile; un riconoscimento che premia gli ospedali italiani che curano patologie specificamente al femminile, ponendo la donna al centro del percorso diagnostico e terapeutico. L'Ambulatorio di medicina integrata per la salute della donna prevede un approccio clinico, nell'ambito del quale interagiscono diverse figure mediche e professionali (medici, psicologhi e fisioterapisti).

Per noi è di fondamentale importanza mantenere e sviluppare tali sistemi integrati a sostegno della salute, in particolare della donna. L'Azienda USL invece decide di agire nel senso opposto, tagliando tutte le attività non comprese nei livelli essenziali di assistenza e proponendo in alternativa la libera professione o lo smembramento dei servizi fra diverse strutture. Non riusciamo a capire le ragioni che hanno portato alla decisione di chiudere l'ambulatorio e speriamo che l'Assessore ce lo illustri.

Ci chiediamo se questo ridimensionamento e questi tagli dei servizi rientrino nella politica di mantenimento dell'offerta sanitaria portata avanti dall'Assessore alla sanità. Per queste motivazioni volevamo sapere dall'Assessore se corrisponde al vero la notizia circa la chiusura al 31 dicembre 2011 dell'Ambulatorio di medicina integrata ed i motivi della chiusura di tale importante ambulatorio. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente.

La collega Fontana mi dà l'occasione di spiegare bene anzitutto cos'era questo ambulatorio della salute della donna, voluto dal sottoscritto due anni fa. Si trattava di offrire la possibilità di integrare medicine non convenzionali e servizi tradizionali, tra cui l'agopuntura, un aspetto al quale sono particolarmente sensibile. Questo ambulatorio non creava dei servizi in più, ma era l'occasione per raggruppare diverse figure professionali - fisioterapista, psicologo, agopuntore - all'interno di uno spazio, il Beauregard, per offrire un qualcosa in più rispetto ai livelli essenziali di assistenza nell'ambito femminile, in particolare, che riguardava i disturbi della pre-menopausa e post-menopausa. Quindi avevamo focalizzato soprattutto l'intervento in questo senso, perché sono disturbi curati dalla ginecologia, dalla medicina interna, dalla fisiatria, dall'ortopedia, eccetera.

È chiaro che in un periodo come questo, dove abbiamo dovuto pensare a delle razionalizzazioni, quindi ad alcuni tagli, abbiamo escluso i livelli essenziali di assistenza (LEA) che sono stati mantenuti. I cosiddetti "LEA regionali", che sono: l'assistenza odontoiatrica, l'erogazione dei servizi come pannoloni, garze, eccetera, l'assistenza ai laringectomizzati, le protesi fonatorie, le protesi auricolari a chi ha disturbi di udito, una serie di rimborsi per i nefropatici che vanno fuori Valle, eccetera. Questi servizi extra LEA che abbiamo garantito e confermato, non li tocchiamo perché riguardano uno strato di popolazione enorme; oltretutto, guardiamo ad esempio l'odontoiatria, che va a toccare uno strato di popolazione con non pochi problemi, anche dal punto di vista economico. Quindi la disattivazione voleva dire andare a risparmiare alcuni fondi in servizi dove noi non abbiamo creato delle attività in più, ma che avevamo raggruppato perché questa attività che si era creata veniva remunerata con dei fondi extra. Il fatto di prevedere che queste figure - fisioterapista, psicologo, agopuntore - facessero un'attività aggiuntiva veniva remunerato in più.

Abbiamo quindi cercato il male minore. La donna che vuole farsi l'agopuntura per problemi di fibromialgia, può rivolgersi alla terapia del dolore e l'agopuntura viene confermata perché è un servizio che non abbiamo ritenuto di tagliare, così come per la fisioterapia e per gli psicologi. Sono quindi state fatte poche razionalizzazioni sui servizi; peraltro, questo era un progetto che veniva finanziato direttamente da fondi che l'Assessorato gestisce, sui quali fino a sei anni fa c'era 1.000.000 di euro a disposizione, adesso ne abbiamo messi solo più 100.000 euro, quindi rendiamoci conto, anche qui, del taglio che abbiamo fatto su questi progetti innovativi.

Questo ambulatorio, la cui chiusura io mi auguro sia temporanea, vede la disattivazione, ma per servizi che ci sono altrove, quindi dovranno essere erogati singolarmente o dal fisioterapista o dallo psicologo o dall'agopuntore presenti nell'ambito della terapia del dolore.

Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

Mi spiace, Assessore, ma oggi veramente non condivido assolutamente la sua risposta! Nemmeno un mese fa, in quest'aula, mi avete assicurato che avevate garantito tutti i servizi, siete usciti sui giornali - mi riferisco anche all'Assessore al bilancio che mi ha dato della catastrofica perché avevo queste preoccupazioni - e siamo solo all'11 gennaio...non so cosa ci aspetterà quest'anno! Avrei preferito la vostra sincerità nel dire: ci sono dei tagli, noi andiamo a toccare dei servizi...invece ci avete preso in giro tutti, sui giornali avete fatto vedere che era un bilancio che garantiva tutto, mentre ora si dice che bisogna tagliare!

Questo servizio è molto importante, io pensavo che si andasse veramente a tagliare sugli sprechi, che sono tanti! L'USL non può dire "andiamo a tagliare gli sprechi " e poi va a tagliare i servizi...si è mai visto un governo che va a chiedere dei sacrifici...a chi? L'anno scorso li ha chiesti ai bambini malati, che ha chiuso la ludoteca, quest'anno li chiede alle donne...ma è una vergogna, Assessore! I servizi ci sono, l'ho capito...

(interruzione dell'Assessore Lanièce, fuori microfono)

...sì, c'era questo servizio, era stato detto che veniva garantito, adesso non è più così. Ma dov'è la serietà di quello che si dice sui giornali?

Allora facciamo una cosa: lei dice che non ci sono risorse...chiediamo ai dirigenti dell'USL che si taglino lo stipendio del 10 percento per finanziare questo servizio...su questo sarei d'accordo! Siamo all'inizio dell'anno, noi abbiamo dato la nostra disponibilità e lo abbiamo fatto; cominciamo - se vogliamo dare serietà - e continuiamo a dare i servizi. Non devono essere sempre le donne ed i bambini o le fasce deboli a pagare. Su questo non sono d'accordo!