Oggetto del Consiglio n. 1745 del 7 aprile 2011 - Verbale

Oggetto n. 1745/XIII

del 07/04/2011

REIEZIONE DI RISOLUZIONE: "CONFERMA DELLA DISPONIBILITÀ DELLA REGIONE ALL'ACCOGLIENZA DEI PROFUGHI PROVENIENTI DAI PAESI DEL NORD AFRICA".

Il Vicepresidente André LANIÈCE propone di procedere all'esame della risoluzione, presentata dai Consiglieri Patrizia MORELLI, BERTIN, Carmela FONTANA, Giuseppe CERISE, CHATRIAN, DONZEL, LOUVIN e RIGO ed iscritta in via d'urgenza all'ordine del giorno dell'adunanza in corso (oggetto n. 1740/XIII).

Illustra la Consigliera Patrizia MORELLI.

Interviene il Consigliere DONZEL.

Replicano il Presidente della Regione, ROLLANDIN, ed il Consigliere LOUVIN.

Prende la parola, per dichiarazione di voto, il Presidente della Regione, ROLLANDIN (astensione delle forze politiche di maggioranza).

IL CONSIGLIO

- con voti favorevoli: otto e voti contrari: uno (presenti: ventinove; votanti: nove; astenuti: venti, i Consiglieri AGOSTINO, BENIN, BIELER, COMÉ, CRÉTAZ, EMPEREUR, André LANIÈCE, LAVOYER, MAQUIGNAZ, MARGUERETTAZ, PASTORET, PROLA, Emily RINI, ROLLANDIN, ROSSET, SALZONE, Laurent VIÉRIN, Marco VIÉRIN, Manuela ZUBLENA e ZUCCHI);

NON APPROVA

la sottoriportata:

RISOLUZIONE

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE

PREMESSO che a seguito della situazione creatasi in Libia in queste ultime settimane, vi è un flusso migratorio che, scappando da una zona di conflitto, assume per molti una potenziale situazione di asilo politico, per la quale, al di là dell'iter amministrativo per verificarne i presupposti o meno, vi è un ancora più stringente obbligo di prima assistenza umanitaria per gli Stati verso cui i profughi cercano rifugio;

RICONOSCIUTO il carattere eccezionale degli eventi verificatisi nelle scorse settimane, a seguito delle rivolte scoppiate in vari Paesi del Nord Africa, che hanno provocato uno straordinario flusso migratorio, in particolare verso l'isola di Lampedusa, punto di sbarco uomini e donne in fuga dalla guerra, dalle persecuzioni o dalla povertà;

RICORDANDO che la Convenzione di Ginevra del 1951 (Convenzione sullo statuto dei rifugiati) protegge chiunque si trovi al di fuori del proprio paese e non possa ritornarvi a causa del fondato timore di subire violenze o persecuzioni;

RICHIAMATO il D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251 che, in applicazione della normativa europea, ha previsto come lo status di protezione debba prendere forma anche di protezione sussidiaria a beneficio di coloro che pur non possedendo i requisiti per ottenere lo status di rifugiato non possono essere rinviati nel Paese di origine in quanto sussiste il fondato timore che possano subire un grave danno alla loro vita o alla loro incolumità;

RICORDATO il piano di emergenza per l'accoglienza dei profughi predisposto dal Ministero dell'Interno unitamente alle Regioni, all'ANCI e all'UPI che si fonda sul principio di solidarietà per cui tutti i territori devono sentirsi coinvolti;

RITENENDO che occorre affrontare questo tema con responsabilità, garantendo gli essenziali principi di solidarietà e di assistenza umanitaria, che spettano al nostro Paese ma anche a tutti quelli dell'Unione Europea, e non dando corso a politiche demagogiche che puntino solo ad un rapido e sbrigativo rimpatrio dei profughi, sulla base di dichiarazioni tese solo a diffondere paura tra i cittadini e ad alimentare atteggiamenti xenofobici e razzisti;

IMPEGNA

LA GIUNTA REGIONALE

- a confermare la disponibilità della regione Valle d'Aosta all'accoglienza, nella misura del possibile, di uomini e donne in fuga dal Nord Africa e approdati sulle coste italiane, secondo i criteri concordati con il Ministero dell'Interno, ferma restando la necessità di un analogo responsabile comportamento anche da parte delle altre Regioni, senza esclusione alcuna;

- a verificare, oltre al rispetto delle indicazioni che verranno dal piano nazionale, che le strutture ospitanti siano preferibilmente di piccole dimensioni, realmente atte a consentire effettivamente una permanenza temporanea dignitosa e accettabile, e che vi sia il coinvolgimento preventivo degli enti locali interessati, del volontariato e delle forze sociali, nonché della competente Commissione consiliare;

CHIEDE

AL GOVERNO ITALIANO

- di coinvolgere più attivamente le Istituzioni Comunitarie e gli Stati membri, non solo quelli mediterranei, nella gestione della prima accoglienza e nell'azione diplomatica verso i Paesi dell'Africa mediterranea e di non compiere nessuna scelta di imperio, che pregiudicherebbe la leale collaborazione istituzionale, procedendo invece sulla base di un piano condiviso con la Regione che tenga conto dei criteri da essi indicati per la scelta dei luoghi e delle caratteristiche delle proposte.

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