Oggetto del Consiglio n. 1737 del 7 aprile 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1737/XIII - Interpellanza: "Interventi per migliorare la situazione dei locali adibiti a laboratorio di microbiologia in via Guido Rey ad Aosta".
Interpellanza
Richiamata l'interpellanza del 26 febbraio 2010, prot. n. 54/10, nella quale si evidenziava l'inadeguatezza dei locali adibiti a laboratorio di microbiologia dell'U.S.L. in via Guido Rey;
Constatato che dopo più di un anno non è stato eseguito alcun intervento anche minimale per tutelare la privacy dei pazienti e rimuovere le condizioni di rischio che la struttura comporta;
Ribadendo che tale situazione non è purtroppo in linea con il buon livello di qualità dei servizi sanitari delle nostra regione;
Preoccupati per il perdurare di tale situazione;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
1) gli intendimenti della Giunta in merito.
F.to: Giuseppe Cerise - Patrizia Morelli
Président - La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Merci M. le Président. Assessore, questa interpellanza rispetto a quelle sulle quali è stato chiamato a rispondere prima è veramente un bruscolino, si inquadra nella serie "remember"...
Il mese di febbraio 2010 avevamo, con un'iniziativa, richiamato la sua attenzione sul disagio patito dai pazienti che dovevano sottoporsi ad esami clinici presso il Laboratorio di microbiologia dell'USL, in via Guido Rey. Questo disagio è stato manifestato da alcuni pazienti anche con lettere sugli organi di informazione, e che esisteva il problema lo aveva riconosciuto anche lei. È un disagio non dovuto al personale medico e paramedico, per fortuna, dei quali viene invece sottolineata l'alta professionalità e la disponibilità nel cercare di attenuare il disagio strettamente legato all'insufficienza e all'inadeguatezza dei locali adibiti a tale servizio, che non garantiscono il minimo rispetto della privacy e di igiene. Successivamente, nella stessa giornata, ci siamo incontrati al parcheggio e le avevo informalmente fatto presente - non l'avevo messo per ovvie ragioni sull'interpellanza - il fatto che il locale in cui si trova poi stipato un numero consistente di persone che aspettano il loro turno non era nemmeno dotato di una porta con apertura verso l'esterno. Tocchiamo ferro...se disgraziatamente dovesse succedere qualcosa, non oso pensare alle conseguenze!
Possiamo capire la tempistica necessaria per attivare tutta la riorganizzazione che lei ci aveva annunciato, che avrebbe già dovuto decollare nel corso dell'anno di tutto questo servizio; più in generale, aveva correttamente confermato l'inadeguatezza della situazione in essere, ma l'esecuzione di quel piccolo intervento che mi ero permesso di suggerirle era solo quello di girare la porta con apertura all'esterno, dotarla di una maniglia antipanico e questo si risolve in una mezza giornata di lavoro di un falegname! È una dimenticanza? Anche la rimozione di questo rischio potenziale rientra nella riorganizzazione più ampia...penso che ci siano anche delle priorità di un certo tipo. Credo che ci sia un'attenta vigilanza da parte degli organi preposti all'accertamento che tutti i locali accessibili al pubblico, ristorante, bar o altre sale siano dotate di maniglie antipanico, ma lì siamo in una situazione vergognosa! Sono passato nuovamente l'altro ieri, non è cambiata una virgola! Il problema della mancanza di privacy per quelli che si devono sottoporre ad una serie di esami...chiedono un minimo di discrezionalità, non è garantito, come per questi qua non è garantito neanche l'aspetto igienico della possibile contaminazione, perché certi prelievi devono farli in un sottoscala! Questo, lo ripeto, è vergognoso e questa parte non può attendere delle tempistiche più lontane, ma deve trovare una soluzione - per quanto possibile - immediata!
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie della parola.
Accogliendo la prima considerazione del Consigliere Cerise, anche se si parla di batteri, microbi, esami colturali, cerchiamo di dare l'importanza dovuta a tutto. Giustamente era stato segnalato un disagio per quanto riguardava questo locale, e a suo tempo, avevo risposto che si trattava di una ristrutturazione e, comunque, di una riorganizzazione di tutto il Dipartimento di Patologia clinica; oggi lo confermo, a maggior ragione, alla luce dell'avvio della ristrutturazione del Laboratorio di analisi, che prevede il famoso prefabbricato tecnologico che sorgerà poi a sud. Si è quindi pensato di mettere a disposizione questo prefabbricato, che sarà importante anche come locale, proprio al servizio della riorganizzazione di tutta la struttura del Laboratorio analisi, della Microbiologia, del Centro trasfusionale, tenendo in considerazione che partirà, nel momento in cui sarà trasferito il Dipartimento di prevenzione nel locale di cui sappiamo, anche la ristrutturazione della palazzina Guido Rey per gli ambulatori della libera professione intramuraria; pertanto c'è un percorso di ristrutturazione dei locali già partito. È chiaro che non si è partiti tout court a ristrutturare quella parte, se poi fra qualche mese prevediamo di spostarla e di accorpare tutto il dipartimento di Patologia clinica in una sede unica all'interno della struttura ospedaliera. Per quanto riguarda la valutazione del rischio, ho chiesto in questi giorni al servizio di prevenzione e protezione che mi ha assicurato che non ci sono dei problemi particolari, ma su sollecitazione riverificherò questo aspetto, e sarà mia cura farle sapere personalmente quali sono le valutazioni. Quindi da questo punto di vista ci risentiremo, anche personalmente, nei prossimi giorni. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - La ringrazio Assessore, non dubitiamo certamente del suo impegno, è chiaro che per tutta una serie di cose non può agire direttamente. Ma, ripeto, il discorso di quella situazione, che sembra una banalità, una porta con apertura all'interno in un locale che farà 10 metri quadri, dove c'è un affollamento di persone che sono ammassate alla porta...se succede qualcosa, non possono sicuramente uscire!
Non interverrò con una iniziativa, glielo segnalo, ho qualche minuto a disposizione: lo stesso problema si verifica nello sgabuzzino di attesa del SERT...non so se lei è già entrato in quel locale, quel locale ha 9 metri quadri. Nei 9 metri quadri è definita, con quel nastro colorato che si mette per terra, l'area di riservatezza e quell'area di riservatezza misura 1,50 metri....non so quale riservatezza si può garantire! Il SERT, come pure il Laboratorio di microbiologia implicano una serie di contatti che richiedono un minimo di riservatezza; le persone che si rivolgono al SERT lo fanno già con una certa difficoltà, se poi manca quel minimo di riservatezza o che... E poi si passa dall'altra parte e si incontrano le persone che operano in questo settore, che hanno un alto livello di professionalità, ma anche di umanità nell'esercitare la loro professionalità; dunque non andare a sminuire l'insieme della cosa solo per delle carenze di carattere di locali o inadeguatezze strutturali, quando abbiamo del personale medico e paramedico che invece si prodiga e va ben al di là della stretta competenza professionale. Grazie.
