Oggetto del Consiglio n. 1674 del 9 marzo 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1674/XIII - Interpellanza: "Misure compensative per la promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili".
Interpellanza
Le Linee guida recentemente adottate dal Ministro dello sviluppo economico, nel fissare i criteri per l'eventuale fissazione di misure compensative per la promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, richiamano espressamente l'articolo 12, c. 6, decreto legislativo n. 387 del 2003, secondo cui l'autorizzazione non può essere subordinata né prevedere misure di compensazione a favore delle Regioni e delle Province;
In particolare, le stesse linee guida prevedono che "per l'attività di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non è dovuto alcun corrispettivo monetario in favore dei Comuni" e che l'autorizzazione unica può comportare l'individuazione di misure compensative esclusivamente a carattere non meramente patrimoniale, a favore degli stessi Comuni e da orientare su interventi di miglioramento ambientale correlati alla mitigazione degli impatti riconducibili al progetto, ad interventi di efficienza energetica, di diffusione di installazioni di impianti a fonti rinnovabili e di sensibilizzazione della cittadinanza sui predetti temi;
Ritenuto come l'applicazione di tali linee guida possa costituire un oggettivo pregiudizio agli interessi delle comunità locali interessate dall'insediamento di impianti di rilevanti dimensioni;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
1) se siano state espresse precise posizioni sull'argomento da parte del Governo regionale in sede di Conferenza Stato-Regioni;
2) se l'applicazione di tale disciplina abbia o possa avere in un prossimo futuro riflessi sulle forme di compensazione attualmente in essere a favore degli enti pubblici della Regione;
3) se intende attenersi puntualmente al contenuto di tali disposizioni ovvero proporre che la materia sia disciplinata in modo diverso per quanto attiene la Regione Valle d'Aosta, anche alla luce del principio sancito dalla Corte costituzionale secondo cui "anche gli impianti alimentati da fonti rinnovabili potrebbero avere sul territorio un'incidenza tale da giustificare la necessità di misure di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale" (sentenza n. 383/2005).
F.to: Louvin - Bertin - Chatrian
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Abbiamo necessità, Assessore Pastoret, di avere dei chiarimenti intorno ad una vicenda i cui contorni non ci sono del tutto evidenti. Abbiamo preso conoscenza di un articolato, lungo e poderoso documento del Ministro dello sviluppo economico, che contiene le linee guida che determinano le misure compensative per la promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, quindi anche per la nostra regione quella di provenienza idrica, e questo documento abbiamo potuto constatare che richiama un decreto legislativo del 2003, in base al quale l'autorizzazione unica data per la realizzazione degli impianti di produzione di energia idroelettrica non potrebbe essere subordinata, né prevedere misure di compensazione a favore delle regioni o delle province. Poi mi pare di capire che analogamente le linee guida estendano questo divieto anche ai corrispettivi monetari a favore dei Comuni. Dalla ricostruzione che abbiamo fatto di questo ampio documento sembra di capire che quando si interviene nella costruzione di un impianto di produzione idroelettrica, tutto quello che si potrebbe prevedere come misura compensativa siano degli interventi concreti di miglioramento ambientale, mitigazione degli impatti, miglioramento dell'efficienza energetica, diffusione ed installazione impianti di fonti rinnovabili, sensibilizzazione della cittadinanza, ma non di forme di compensazione economica a beneficio dell'ente locale.
Noi non sappiamo - e gradiremmo che lei ci dicesse - se ci sono in questo momento delle situazioni nelle quali alcuni Comuni della Valle percepiscono o meno delle forme equivalenti ad un indennizzo monetario, e se questo può avere un'incidenza immediata o futura rispetto alla percezione di questi dédommagements, di questi indennizzi che potrebbero essere stati previsti o potranno essere previsti a favore degli enti locali. Intanto le chiediamo se nell'ambito dell'elaborazione di queste linee guida il Governo regionale ha preso posizione all'interno della Conferenza Stato-Regioni per esprimere il punto di vista della Regione, eventualmente in dissonanza con quanto indicato nel documento; se siano possibili dei riflessi di queste linee guida rispetto alla situazione esistente, cioè se qualche Comune si possa trovare impoverito, depauperato dalla decisione di non corresponsione o impossibilità di corresponsione di indennizzi monetari, e se su questo punto il Governo regionale intende attivarsi per avere una regolamentazione diversa in sede locale di queste disposizioni e, quindi, di consentire anche attraverso un indennizzo monetario forme di riequilibrio ambientale. Non ci è chiaro se e in che misura questi possibili interventi di mitigazione possano rappresentare, a fronte dell'utilizzo di una parte rilevante del territorio con un invaso, con condotte, eccetera, una compensazione sufficiente per la popolazione in loco o se non debbano essere comunque consentite delle possibilità ulteriori di esborso. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.
Pastoret (UV) - Grazie. Ora, cercare di riassumere in una risposta la complessità di questo tema diventa un po' complicato e rischieremmo forse di intenderci solo noi due, e questo andrebbe a discapito...
(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)
...sì, sarebbe già qualche cosa devo dire. Allora cercherò di riassumere il tema che, per sua natura, è complesso.
Come è stato ricordato, con l'approvazione delle linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, lo Stato ha voluto dotarsi di uno strumento operativo funzionale al raggiungimento dei vincolanti obiettivi fissati dall'Unione europea per il 2020. In questa direzione le Regioni sono chiamate ad aumentare sensibilmente, anche se con gradualità, i livelli quantitativi di copertura dei rispettivi fabbisogni mediante l'impiego delle suddette fonti energetiche. L'attuazione di questa politica sottintende - ed è facilmente comprensibile - una massiccia diffusione delle corrispondenti installazioni sul territorio, a cui consegue necessariamente una pervasiva occupazione del suolo disponibile. Di fronte a questa opzione, la Valle d'Aosta e diverse altre Regioni hanno manifestato le loro perplessità nelle varie sedi istituzionali; ricordo che queste linee guida hanno fatto oggetto di confronti continui e serrati in sede tecnica precedentemente, i nostri funzionari hanno partecipato numerosissime volte alle riunioni tecniche che sono state organizzate a Roma, e la conseguenza è stata che le Regioni hanno sollevato diverse osservazioni, alcune delle quali sono state recepite, mentre altre non sono state recepite.
Non è stato quindi possibile raggiungere grandi risultati dal punto di vista istituzionale, anche perché - come lei ha ricordato - la strategia era stata ampiamente delineata dal "387/2003", al quale le linee guida intendevano limitarsi a dare applicazione. In questa ottica le misure di compensazione a cui si riferisce l'interpellanza rappresentano per le realtà locali una sorta di ristoro per l'eventuale danno arrecato al territorio ed al paesaggio, legittimato dalle situazioni di elevato impatto causato dall'applicazione degli indirizzi strategici nazionali. Poi io capisco che lei vada oltre e faccia riferimento ad eventuali altre scelte, delle quali in questo momento non ho tenuto molto conto. Gli indirizzi strategici nazionali, portavano e portano ad una pesante invasività di questi impianti; la Valle d'Aosta aveva cercato, attraverso una precedente iniziativa legislativa che poi fu cassata dalla Consulta, di disciplinare in modo diverso ed adeguato l'utilizzo del territorio mediante il coinvolgimento dei Comuni e dei rispettivi strumenti urbanistici: una norma approvata da questo Consiglio in relazione allora agli impianti eolici, se ricordate bene.
Oggi le cose sono cambiate e le linee guida hanno aperto qualche spiraglio, pertanto è possibile individuare le aree non idonee a tali installazioni. Quindi la Regione ha dato applicazione alle linee guida statali, senza però perdere di vista l'obiettivo di salvaguardare la morfologia e la peculiarità della Regione. Per fare questo è stata approvata la deliberazione di Giunta n. 9/2011 che ha individuato le aree non idonee alle installazioni fotovoltaiche ed eoliche. La scelta che è stata introdotta è stata quindi quella di non consentire una proliferazione disparata di impianti, sottraendo alla loro realizzazione ampie fasce di territorio e conseguentemente riducendo drasticamente l'eventuale necessità di ricorso a misure compensative, nel merito delle quali poi dirò alcune cose.
Fatta questa lunga premessa, bisogna ricordare che le misure compensative sarebbero solo eventuali e non applicabili in modo automatico in presenza di una qualsivoglia installazione a fonti rinnovabili, poiché sono previste le necessarie valutazioni sull'effettiva incidenza delle apparecchiature sull'ambiente, tenuto conto delle dimensioni e delle specifiche caratteristiche delle stesse. Esse sono di fatto applicabili ad infrastrutture ed attività di elevato impatto territoriale, non facilmente immaginabili in Valle d'Aosta, tranne forse qualche rara situazione. Quello che cerco di dire è che tutti gli impianti eolici e fotovoltaici sono di fatto esclusi per le scelte che abbiamo fatto e per le caratteristiche morfologiche del territorio dal ricorso ad eventuali misure compensative; mi pare di capire che lei voglia invece arrivare ad altri sistemi che non ha citato nella sua interpellanza, ma che ho intuito dalla sua presentazione, riguardanti l'idroelettrico.
Lei quindi chiede "se l'applicazione di tale disciplina abbia o possa avere in un prossimo futuro riflessi sulle forme di compensazione attualmente in essere a favore degli enti pubblici della Regione": le considerazioni che ho svolto non consentono di ipotizzare un tangibile riflesso sulle misure di compensazione già avviate, perché queste ultime hanno interessato esclusivamente le situazioni di utilizzo del territorio per scopi estrattivi che, per natura, non presentano analogie con le installazioni a fonti rinnovabili, tranne l'eccezione che ho detto prima, ma soprattutto perché i siti interessati sono normalmente estranei a condizioni di degrado del territorio, dovuto ad un'alta densità infrastrutturale o ad un'elevata ed impattante attività antropica. In ogni caso, pur non dimenticando la difficoltà sopra evidenziata di parametrare le misure di compensazione nell'ambito del procedimento unico autorizzativo, soprattutto se integrato dalla valutazione dell'impatto ambientale, dovrebbe essere tenuto conto dell'interazione con i progetti e le iniziative già avviate nelle aree adiacenti quale oggetto di richiesta di costruzione.
Però mi sembra che la palla si rimandi soprattutto per quanto riguarda il terzo punto; lei chiede "se intende attenersi puntualmente al contenuto di tali disposizioni ovvero proporre che la materia sia disciplinata in modo diverso per quanto attiene la Regione Valle d'Aosta, anche alla luce del principio sancito dalla Corte costituzionale secondo cui anche gli impianti alimentati da fonti rinnovabili potrebbero avere sul territorio un'incidenza tale da giustificare la necessità di misure di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale": allo stato, non si rinvengono - per quanto abbiamo verificato - motivazioni che in questa materia specifica giustificherebbero un disallineamento rispetto alle altre Regioni. Peraltro con il CELVA stiamo portando avanti delle iniziative di raccordo su questa materia, sia per favorire la corretta applicazione della deliberazione di Giunta che ha individuato le aree non idonee e per cui saranno esaminate in quella sede tutte le situazioni che dovessero suggerire un affinamento di quanto è stato approvato, sia per un diverso recepimento dei contenuti delle linee guida statali nel loro complesso, anche con riferimento ad insediamenti di carattere particolarmente invasivo sul territorio.
Si chiede se pensiamo di regolamentare per il futuro in modo diverso tutto questo; poste tutte le difficoltà legate all'esposizione seppur frammentaria che ho fatto, non ci sottraiamo al fatto che questa è una materia in continua evoluzione; lo Stato stesso ha fatto delle retromarce significative, le stesse Regioni stanno iniziando a contestare fortemente una serie di iniziative che alcune avevano favorito legate all'utilizzo delle fonti rinnovabili. Quindi sotto questo punto di vista ci troviamo di fronte ad una materia che è e sarà soggetta a forti evoluzioni.
In questo intervento non ho fatto precisissimo riferimento a quello che invece il Consigliere Louvin sottendeva per avere maggiori risposte, ma semplicemente perché - forse per una nostra visione un po' troppo settoriale - ci siamo molto occupati soprattutto delle fonti rinnovabili e degli impatti che esse hanno sul territorio soprattutto per quanto riguarda il fotovoltaico e l'eolico.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie. Indubbiamente per la parte di preminente competenza, quella a cui si riferiva nella parte terminale del suo intervento l'Assessore, cioè la produzione di energia fotovoltaica ed eolica, la risposta è ampia e satisfattiva. La ringrazio, lei è stato esauriente, ha ricostruito il quadro.
Condividiamo il fatto che si sia andati ad individuare le aree non idonee, anche se da una prima valutazione la delibera n. 9/2011 ci sembra ancora debole, ma questo credo richieda una valutazione più attenta ed approfondita. In ogni caso, da quanto lei ci dice - cerco di riassumerlo in due parole - l'impatto del fotovoltaico e dell'eolico in Valle d'Aosta non è tale da richiedere misure compensative a favore degli enti locali. Non mi pare al momento ci siano interventi di tale peso da poter richiedere compensazioni economiche.
Il problema si pone in termini di principio generale, perché se determinate aree del nostro territorio sono destinate a diventare luogo di prelievo di energia, magari attraverso iniziative, progetti anche ambiziosi in cui prima o poi potrebbero arrivare anche società esterne, gruppi privati ed altri, non solo per autoconsumo, non solo per piccola e media produzione, ma anche impianti maggiori, in linea di principio l'esclusione di compensazioni monetarie mi sembra possa rappresentare un problema, considerando queste fonti di energia un bene comune della nostra regione e non un bene di esclusivo interesse privato e particolare. Ma l'Assessore acutamente ha colto che la domanda puntava in altra direzione e, dall'altra direzione, non ho sentito nulla!
A noi interessa sapere: visto che in Valle d'Aosta la fonte principale di produzione di energia rinnovabile è l'idroelettrico, abbiamo invasi di grande portata, abbiamo sul tavolo dei progetti molto rilevanti, addirittura intervallivi di produzione dell'energia idroelettrica, è immaginabile oppure no che questo abbia una contropartita anche economica a favore delle collettività? Perché va bene che per un impianto ci siano opere di mitigazione, va bene che ci sia l'iniziativa di sensibilizzazione, come dice il decreto, ma vogliamo mettere sul tavolo anche qualcosa a beneficio degli enti locali che si vedono sottoposti...fra l'altro, vediamo in questo momento una reazione vigorosa di alcuni enti locali rispetto ad iniziative di costruzione di impianti idroelettrici sul loro territorio, non c'è ritorno per queste collettività, non c'è una contropartita reale e credo che con qualche ragione dia fastidio l'idea che arrivi una società lussemburghese o di qualche altro paese a sfruttare le energie sul suo territorio senza che ci sia un minimo di ricaduta locale! Questo era il problema. Capisco, e mi pare che l'Assessorato si sia mosso con attenzione e con presenza di spirito per quanto riguarda il fronte eolico e fotovoltaico, ma è minimale per il momento sulla nostra regione. Il 98-99 percento ce lo abbiamo sull'altro lato e sull'altro lato non ho sentito una parola in questo momento...non so se è mancanza di comunicazione all'interno della Giunta o se non è stata ritenuta questa interpellanza abbastanza mirata, forse era troppo velata, non lo so, ma a noi sembrava, parlando di produzione di energia da fonte rinnovabile, doverci ricomprendere quella che obiettivamente è la fonte principe della nostra regione.
Quindi andremo a chiedere altrove le informazioni del caso, perché mi pare di capire che non ci sia al momento nessuna...lei ha detto: "ragione di disallineamento"...molto sottile, una vena diplomatica che le scopro inattesa, Assessore...non abbiamo scoperto ragioni di disallineamento! Ecco dovrebbe forse consigliarla al Ministro Frattini questa formula, perché sarebbe interessante la sua applicazione. Intanto grazie.
