Oggetto del Consiglio n. 381 del 20 settembre 1978 - Verbale
OGGETTO N. 381/78 - APPROVAZIONE DI MOZIONE CONCERNENTE: "INIZIATIVE PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE IN VALLE D'AOSTA".
Il Presidente DOLCHI dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Tonino, Péaquin, Carral, Bajocco e Cout, concernente l'oggetto: "Iniziative per lo sviluppo industriale in Valle d'Aosta", mozione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza in corso:
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MOZIONE
Dato che, a norma della legge 12 agosto 1977, n. 675 (articolo 2), le Regioni sono tenute a dare il proprio parere sui programmi di settore predisposti dal Ministro dell'Industria attraverso la Commissione interregionale di cui all'art. 13 della legge 16 maggio 1970, n. 281;
Considerato che il piano di settore per la siderurgia è stato consegnato alla Regione Autonoma Valle d'Aosta il 21 luglio 1978 e che entro 30 giorni deve essere redatto il parere sul piano da parte delle Regioni;
Rilevato che tale piano prevede una riduzione di 519 addetti alla "Cogne", che possono salire a 800 nel caso in cui la Tecnocogne sia realizzata ad Avellino,
Il Consiglio regionale
DELIBERA
di impegnare la Giunta regionale:
1) a concordare una linea d'azione comune con le Organizzazioni Sindacali della Valle d'Aosta mirante al mantenimento dei livelli occupazionali;
2) a mantenere uno stretto coordinamento con le altre Regioni interessate al piano siderurgico al fine di apportare al piano di settore le necessarie, rilevanti, correzioni relative alla strategia complessiva nel settore degli acciai speciali;
3) ad investire del problema la Commissione consiliare per l'Industria e il Commercio onde coinvolgere su un tema così rilevante le forze politiche presenti in Consiglio regionale;
4) a presentare, in concorso con l'Assessorato all'Industria e Commercio, entro due mesi, un piano di politica industriale della Regione che prevedeva gli strumenti operativi capaci di intervenire in modo efficace contro la progressiva decadenza del tessuto industriale della Valle d'Aosta;
5) a costituire, al più presto, un apposito e qualificato Ufficio per lo sviluppo industriale.
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Il Consigliere BAJOCCO illustra la mozione facendo particolare riferimento alla grave situazione della Società Nazionale Cogne e dell'IMVA di Verrès.
Il Consigliere MAFRICA sostiene l'utilità della mozione presentata dal Gruppo Comunista al fine di modificare l'atteggiamento rinunciatario sin qui tenuto dalla Giunta.
A riprova di tale affermazione cita il fatto che la risposta ufficiale della Regione al piano di settore predisposto dal Governo è, a suo dire, del tutto insufficiente.
Annuncia a questo proposito la presentazione, in occasione della discussione da parte della Commissione consiliare permanente Industria e Commercio del piano siderurgico, di un documento predisposto dal Gruppo Comunista che vuole essere una risposta al piano di settore governativo.
Sostiene la necessità che la Regione avanzi delle proposte concrete, la prima delle quali dovrebbe consistere nella costituzione di un comparto complessivo del settore degli acciai speciali che dovrebbe svolgere la sua attività sia in fase di acquisto e di vendita delle merci che in fase di ricerca.
Prospetta l'ipotesi che la risposta della Regione sia stata volutamente vaga per dare modo alla Giunta di avere maggiori possibilità di intervento.
Afferma che, per fornire una risposta complessiva al piano di settore formulato dal Governo, è necessario operare un coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali, delle forze politiche e della Commissione consiliare permanente Industria e Commercio e aggiunge che in ogni caso la risposta non può prescindere dalla negazione di tutte le possibili soluzioni che non garantiscono il mantenimento dei livelli occupazionali.
Contrappone al comportamento della Giunta quello del Presidente del Consiglio che, a suo parere, ha dato al tentativo di risolvere la questione della Società nazionale Cogne un contributo modesto, ma utile dimostrando come l'intervento delle Istituzioni in vertenze tra le aziende ed i lavoratori possano risolversi a favore di questi ultimi.
Sostiene che non è sufficiente che il Presidente della Giunta, per giustificare il proprio immobilismo, adduca a scusante il fatto che la sorte della Cogne dipende dalle scelte governative in quanto vi sono degli aspetti in cui le scelte regionali diventano essenziali.
Dichiara che, a suo avviso, è la mancanza di una programmazione seria la causa prima dell'assenza di politica industriale che si denota in Valle d'Aosta e per ovviare a questi inconvenienti sostiene la necessità di definire il tipo di sviluppo che si vuole avere in Valle d'Aosta, di rivedere il meccanismo di funzionamento dei fondi di rotazione e di istituire al più presto un ufficio per lo sviluppo industriale in Valle d'Aosta. Tale ufficio dovrebbe, a suo dire, seguire l'evolvere della legislazione nazionale e comunitaria riguardante il settore dell'industria per evitare che, per una mancata conoscenza di tali disposizioni, la Regione perda la possibilità di usufruire di finanziamenti comunitari o nazionali e dovrebbe altresì seguire l'andamento del mercato e quello finanziario e produttivo dei settori industriali presenti in Valle.
Conclude dichiarando che il Gruppo Comunista con la mozione in discussione intende richiedere alla Giunta, oltre all'impegno di predisporre entro due mesi un piano per la politica industriale in Valle d'Aosta, anche che essa muti l'atteggiamento rinunciatario e fatalistico tenuto sinora per assumere un atteggiamento di maggiore impegno al fine di rendere stabilire il tessuto economico e industriale della Valle d'Aosta.
Il Consigliere POLLICINI sostiene che, a suo parere, la Valle d'Aosta è caratterizzata da una totale assenza di politica industriale alla quale si accompagna la mancanza di qualsiasi collegamento con la politica industriale del Governo.
Come esempio di questo scollamento cita il fatto che recentemente fra le altre delibere di Giunta ne sia stata ratificata dal Consiglio anche una che concede un'ulteriore somma di 52 milioni per favorire ricerche minerarie nella zona di Cogne, sostiene che la ricerca mineraria non dovrebbe essere fine a sé stessa, ma finalizzata alla possibilità di uno sfruttamento, mentre dal piano del settore siderurgico elaborato dal Governo si evince la chiara indicazione dell'improrogabile necessità della chiusura della miniera.
Afferma che il ventilato passaggio delle centrali, attualmente di proprietà della Società nazionale Cogne all'ENEL, provocando un raddoppio nel costo dell'energia, avrà gravi ripercussioni sul piano finanziario.
Riferendosi in particolare al problema della Tecnocogne, stigmatizza la posizione che definisce di "deresponsabilizzazione regionale" adottata dal Presidente della Giunta.
Dichiara che il Gruppo dei Democratici Popolari, pur divergendo su alcuni particolari, concorda in sostanza con la mozione presentata dal Gruppo Comunista e voterà a favore.
Conclude lamentando l'assenza della Regione in fase di controllo dei fondi di rotazione di cui sostiene la necessità di operare una revisione per adeguarli alle nuove situazioni e per non affidare ad essi l'indirizzo della politica industriale valdostana.
Il Presidente della Giunta ANDRIONE, in fase di replica, ribadisce che la Regione può svolgere un ruolo primario nell'elaborare una politica di industrializzazione per la Valle d'Aosta solo limitatamente alle industrie che sono alla sua portata, mentre la Società nazionale Cogne, rientrando nel più completo quadro della siderurgia italiana, rappresenta un problema che va risolto a livello governativo e in cui la Valle d'Aosta ha possibilità di intervento solo marginali allo stesso modo in cui non sono la Regione Lombardia e la Regione Toscana a determinare le sorti rispettivamente della Breda e delle acciaierie di Piombino.
Ciò non toglie che la Regione abbia preso al riguardo delle posizioni nette e precise facendo ad esempio presente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Commissione parlamentare per l'Industria l'inopportunità di scegliere quale sede della Tecnocogne Avellino e l'invito al Governo ad assumere comunque una rapida decisione in merito.
Sostiene la necessità di giungere, per quanto riguarda la Cogne, ad una verticalizzazione del prodotto in grado di far sì che l'acciaio prodotto ad Aosta sia di qualità tale da poter essere venduto ad un prezzo superiore ai costi.
Risponde alle osservazioni del Consigliere Pollicini facendo presente che la potestà della Regione di subconcedere le acque è limitata alla sola ENEL e che la ricerca mineraria era indispensabile perché occorreva valutare la rispondenza nei fatti di certe affermazioni circa l'antieconomicità della prosecuzione dello sfruttamento della miniera, anche perché occorre tener presente, cosa che i tecnici estensori del piano di settore sembrano aver escluso categoricamente, che un aumento del prezzo del rottame oltre un certo limite ridarebbe economicità allo sfruttamento della miniera.
È in questo quadro che va inserita, a suo avviso, la posizione della Giunta di accettare, se indispensabile, una riduzione dei posti di lavoro, a patto che tale riduzione sia accompagnata all'elaborazione di una proposta alternativa, posizione condivisa del resto dalle Organizzazioni sindacali.
Per quel che riguarda il 4° punto della mozione, ribadisce la necessità di tenere presenti le reali possibilità della Valle d'Aosta di incidere sulla politica industriale governativa, per cui la Giunta può essere favorevole a tale punto solo se esso si limita a richiedere delle scelte e delle iniziative che rientrano nell'ambito delle effettive possibilità della Regione.
Per quanto concerne poi il 5° punto della mozione in discussione e cioè la costituzione di un apposito Ufficio per lo sviluppo industriale, dichiara che non ritiene opportuna l'istituzione all'interno dell'Assessorato dell'Industria e Commercio di un Ufficio staccato avente le stesse caratteristiche istituzionali dell'Assessorato stesso tanto più che i gravosi problemi del settore industriale in Valle d'Aosta non potranno certo essere risolti mediante l'istituzione di un Ufficio.
Conclude chiedendo al Presidente del Consiglio se non esistono difficoltà d'ordine procedurale di porre in votazione separatamente i vari punti del dispositivo della mozione in discussione e annuncia che in tal caso la maggioranza voterà a favore dei primi tre punti e, a meno che nel frattempo intervengano delle spiegazioni più esaurienti, voterà contro al 4° e 5° punto.
Nel caso in cui non fosse invece possibile procedere a votazioni separate annuncia il voto contrario della maggioranza.
Il Presidente del Consiglio DOLCHI dichiara che non esistono difficoltà ad accogliere la richiesta del Presidente della Giunta, ma che anzi il Regolamento per il funzionamento interno del Consiglio impone la necessità di effettuare votazioni separate quando il deliberato non è unico.
Il Consigliere MAFRICA precisa che non era certo sua intenzione addossare alla Giunta la responsabilità della crisi che ha investito la siderurgia e l'intera economia italiana perché è evidente che le decisioni di politica economica sono assunte dal Governo.
Fa però presente che, vigendo in Italia il principio del decentramento, le decisioni non vengono prese da un unico centro di potere, ma esistono varie possibilità per far sentire la propria voce.
Asserisce che la risposta della Valle d'Aosta al piano siderurgico governativo non può quindi consistere in una lettera formale, ma deve contenere proposte concrete ed operative da cercare di realizzare con dinamismo in difesa dei posti di lavoro minacciati.
Afferma che il 4° punto della mozione intende impegnare la Giunta, la maggioranza, l'intero Consiglio regionale a cercare di risolvere i gravosi problemi connessi al settore industriale in Valle d'Aosta con una maggiore precisione, una maggiore volontà di intervento e soprattutto una programmazione seria.
Circa il 5° punto fa presente che chiedendo nella mozione l'istituzione dell'Ufficio per lo sviluppo industriale non si ha l'intenzione di sottrarre competenze all'Assessorato dell'Industria e Commercio, ma piuttosto di creare all'interno dell'Amministrazione regionale un'organizzazione con compiti ben delimitati e definiti.
Il Consigliere LANIVI annuncia il voto favorevole del Gruppo dei Democratici Popolari alla mozione presentata dal Gruppo Comunista precisando però che tale voto non implica un'approvazione incondizionata delle proposte in essa contenute perché esse, in quanto frutto della situazione di ambiguità politica del Gruppo proponente, sono riduttive della portata della mozione in questione.
Afferma che il voto favorevole del Gruppo dei Democratici Popolari va inteso come un'ammissione dell'indubbio merito che la mozione presentata dal Gruppo Comunista ha avuto nel porre all'attenzione del Consiglio un problema che incide fortemente sulla situazione economica della Valle d'Aosta.
Ritiene che il compito del Consiglio circa il problema sollevato dalla mozione in esame debba consistere innanzitutto nello stabilire il ruolo che l'Amministrazione regionale dovrà assumere nei confronti dello sviluppo industriale in Valle d'Aosta. Afferma che, a suo parere, l'Amministrazione regionale dovrebbe svolgere un ruolo di guida di tale sviluppo e non limitarsi ad elargire contributi, creando una forma di assistenza generalizzata.
Sostiene che la portata riduttiva della mozione è data anche dal fatto che in essa non vengono individuati gli obiettivi centrali e non viene stabilito quale ruolo spetti alla Regione e furono proprio queste mancanze, che già si denotavano nel documento programmatico della fine della precedente legislatura, ad impedire l'adesione ad esso dei Democratici Popolari.
Per quanto riguarda i fondi di rotazione, sostiene che l'efficacia o meno di tale strumento dipende dalla utilizzazione concreta che di esso viene fatta ed afferma che i fondi di rotazione potevano essere un mezzo seppure imperfetto di programmazione, senza peraltro sostituirsi all'iniziativa privata, ma agendo da freno e da stimolo nei vari settori.
Afferma che le possibilità dei fondi di rotazione sono in gran parte state vanificate dall'aver sottratto il settore dell'agricoltura dalla loro possibilità di intervento e dall'aver snaturato la loro funzione facendoli diventare mezzi per l'elargizione di contributi.
Conclude dichiarando che, evidentemente, la situazione di crisi nel settore industriale non può essere addebitata all'attuale Giunta o alle Giunte che l'hanno preceduta, ma, a suo avviso, occorre valutare le scelte espressione della volontà politica dell'Esecutivo e la sua capacità di incidere più o meno attivamente e di cercare di operare una modificazione di tale situazione.
Il Consigliere NEBBIA annuncia il proprio voto favorevole alla mozione in discussione ed esprime completa adesione sui primi tre punti del deliberato, mentre manifesta qualche perplessità circa il quarto e il quinto punto.
Per quanto riguarda il quarto punto, fa presente che esso è limitativo in quanto si parla solo di Assessorato dell'Industria e Commercio senza tener conto del fatto che una politica industriale seria, comportando una scelta delle aree da destinarsi a tale attività, la messa in opera di infrastrutture in cui tale attività possa esplicarsi ed interventi finanziari adeguati, richiede un coinvolgimento anche dell'Assessorato del Turismo, di quello dei Lavori Pubblici e di quello delle Finanze.
Circa il quinto punto sostiene che i compiti dell'auspicato Ufficio per lo sviluppo industriale potrebbero essere validamente svolti dal già esistente Ufficio per la programmazione.
Concludendo auspica che la soluzione al problema industriale in Valle d'Aosta venga ricercata in un quadro globale che comprenda anche soluzioni alternative da ricercarsi nel campo del turismo e nel settore terziario, la qual cosa implica una seria politica di programmazione dettata da chiari indirizzi politici.
Il Consigliere DUJANY ricorda che la Valle d'Aosta è una Regione a Statuto speciale, il quale le attribuisce, tra l'altro, la possibilità di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione delle leggi della Repubblica in materia di industria e commercio.
Afferma che, anche se tale norma non ha finora trovato applicazione concreta, occorre difendere la particolarità della Valle d'Aosta e non ritiene quindi opportuno operare un confronto, come ha fatto il Presidente della Giunta, tra la realtà della Valle d'Aosta e quella delle Regioni a Statuto ordinario.
Dichiara che proprio perché la dislocazione territoriale della Valle d'Aosta non è favorevole allo sviluppo industriale, occorre sfruttare al massimo le risorse naturali, la principale delle quali è, a suo parere, l'acqua, della quale la Regione dovrebbe cercare di garantirsi la proprietà.
A questo proposito sostiene che la Valle d'Aosta non può, a suo avviso, accontentarsi della possibilità di effettuare delle subconcessioni all'ENEL, ma, imitando quanto è stato fatto dalle altre Regioni a Statuto speciale, dovrebbe giungere ad utilizzare le acque innanzitutto a vantaggio dell'economia valdostana.
Il Presidente della Giunta ANDRIONE dichiara che, malgrado i chiarimenti apportati dal Consigliere Mafrica, la maggioranza mantiene le proprie riserve sulla formulazione dei punti 4 e 5 del deliberato della mozione e, di conseguenza, voterà contro tali punti.
Risponde all'osservazione del Consigliere Dujany circa l'impossibilità di effettuare un paragone tra la Valle d'Aosta e le Regioni a Statuto ordinario, facendo presente che il suo era un paragone di fatto e non di diritto e che, comunque, la competenza in materia di industria e commercio è astratta ed è destinata a rimanere tale perché i poteri decisionali in questo campo non appartengono alle Regioni.
Rispondendo quindi alle affermazioni del Consigliere Pollicini circa la mancanza di una politica industriale in Valle d'Aosta, sostiene che tale mancanza è da addebitarsi in primo luogo al Governo e al Parlamento.
Concorda con il Consigliere Nebbia per quanto riguarda quanto da lui asserito circa l'Ufficio di Programmazione, auspica una maggiore collaborazione tra tale Ufficio e l'Assessorato dell'Industria e Commercio e sostiene che, previa un'opportuna ristrutturazione dei servizi e del personale, dovrebbe essere senz'altro possibile ottenere gli strumenti operativi cui si allude nella mozione presentata dal Gruppo Comunista.
Conclude sostenendo che l'impostazione di una politica industriale in Valle d'Aosta non può prescindere dalla considerazione che in essa è possibile solo la piccola e media industria e che è necessario operare la ristrutturazione e la verticalizzazione della Cogne.
Il Consigliere MAFRICA presenta un emendamento sostitutivo al punto 4° del dispositivo della mozione in discussione; sostiene che tale nuova formulazione è intesa nel senso di favorire una più ampia adesione ad essa indipendentemente dagli schieramenti politici.
Risponde alle critiche formulate dal Consigliere Lanivi nei confronti del Partito Comunista Italiano dichiarando che la coerenza politica di un partito deve essere valutata considerando la sua posizione politica complessiva per cui il tipo di opposizione svolta dai Democratici Popolari può non essere valida per la politica di cui i Comunisti intendono farsi i promotori.
Il Presidente DOLCHI ricorda al Consiglio che i diversi punti del dispositivo della mozione presentata dal Gruppo Comunista, in seguito alla richiesta del Presidente della Giunta, saranno posti in votazione separatamente.
Il Consigliere LANIVI, prendendo la parola per dichiarazioni di voto, annuncia il voto favorevole del Gruppo dei Democratici ai primi quattro punti della mozione in discussione e l'astensione sul quinto punto.
Il Presidente DOLCHI, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione del punto 1°) della mozione in discussione.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente DOLCHI accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentadue), ha approvato il punto 1°) della parte dispositiva della soprariportata mozione.
Il Consiglio prende atto.
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Il Presidente DOLCHI pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione del punto 2°) della mozione in discussione.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente DOLCHI accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentadue), ha approvato il punto 2°) della parte dispositiva della soprariportata mozione.
Il Consiglio prende atto.
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Il Presidente DOLCHI pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione del punto 3°) della mozione in discussione.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente DOLCHI accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentadue), ha approvato il punto 3°) della parte dispositiva della soprariportata mozione.
Il Consiglio prende atto.
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Il Presidente DOLCHI pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione del punto 4°) della mozione in discussione, nel seguente testo modificato come da emendamento presentato dal Consigliere Mafrica:
"4°) a presentare, sulla base delle ricerche effettuate dall'Assessorato all'Industria e Commercio, entro due mesi, un programma di politica industriale della Regione che preveda gli strumenti operativi capaci di intervenire in modo efficace contro la progressiva decadenza del tessuto industriale della Valle d'Aosta;".
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente DOLCHI accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciotto e voti favorevoli quattordici (Consiglieri presenti e votanti: trentadue), non ha approvato il punto 4°) della parte dispositiva della soprariportata mozione.
Il Consiglio prende atto.
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Il Presidente DOLCHI pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione del punto 5°) della mozione in discussione.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente DOLCHI accerta e comunica che il Consiglio con voti contrari venti e voti favorevoli otto (Consiglieri presenti: trentadue; votanti: ventotto; astenutisi i Consiglieri: Dujany, Lanivi, Maquignaz e Pollicini), non ha approvato il punto 5°) della parte dispositiva della soprariportata mozione.
Il Consiglio prende atto.
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MOZIONE
Dato che, a norma della legge 12 agosto 1977, n. 675 (articolo 2), le Regioni sono tenute a dare il proprio parere sui programmi di settore predisposti dal Ministro dell'Industria attraverso la Commissione interregionale di cui all'art. 13 della legge 16 maggio 1970, n. 281;
Considerato che il piano di settore per la siderurgia è stato consegnato alla Regione Autonoma Valle d'Aosta il 21 luglio 1978 e che entro 30 giorni deve essere redatto il parere sul piano da parte delle Regioni;
Rilevato che tale piano prevede una riduzione di 519 addetti alla "Cogne", che possono salire a 800 nel caso in cui la Tecnocogne sia realizzata ad Avellino,
Il Consiglio regionale
DELIBERA
di impegnare la Giunta regionale:
1) a concordare una linea d'azione comune con le Organizzazioni Sindacali della Valle d'Aosta mirante al mantenimento dei livelli occupazionali;
2) a mantenere uno stretto coordinamento con le altre Regioni interessate al piano siderurgico al fine di apportare al piano di settore le necessarie, rilevanti, correzioni relative alla strategia complessiva nel settore degli acciai speciali;
3) ad investire del problema la Commissione consiliare per l'Industria e il Commercio onde coinvolgere su un tema così rilevante le forze politiche presenti in Consiglio regionale;
4) a presentare, sulla base delle ricerche effettuate dall'Assessorato all'Industria e Commercio, entro due mesi, un programma di politica industriale della Regione che preveda gli strumenti operativi capaci di intervenire in modo efficace contro la progressiva decadenza del tessuto industriale della Valle d'Aosta".
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