Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 786 del 7 ottobre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 786/XIII - Approvazione del piano triennale 2010-2012 per l'edilizia residenziale ai sensi dell'art. 2, comma 3, della l.r. 26.10.2007, n. 28. Ripartizione delle risorse finanziarie non vincolate.

Il Consiglio

Vista la legge regionale 26 ottobre 2007 n. 28 recante "Disposizioni di riordino in materia di edilizia residenziale. Modificazioni alla legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33" ed in particolare l'articolo 2 che prevede che, su proposta della Giunta regionale, d'intesa con il Consiglio permanente degli enti locali e sentita la Consulta regionale della casa di cui all'articolo 20 della legge regionale 9 settembre 1999, n. 30 "Istituzione dell'Azienda regionale per l'edilizia residenziale - Agence régionale pour le logement", sia approvato dal Consiglio regionale il piano triennale per l'edilizia residenziale;

Preso atto che ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge regionale citata, il piano triennale deve, in particolare:

a) stabilire gli obiettivi generali per il triennio e indicare le azioni in cui si articola la politica abitativa;

b) ripartire in percentuale le risorse finanziarie non vincolate di cui all'articolo 5, tra le categorie di intervento di cui all'articolo 6;

c) tenere conto, prioritariamente, delle necessità di recuperare, a fini abitativi, il patrimonio edilizio esistente;

d) individuare gli interventi e, in percentuale, le risorse finanziarie non vincolate da destinare a particolari categorie sociali;

e) fissare l'entità delle agevolazioni finanziarie che possono essere assegnate per ciascuna categoria di intervento e indicare i requisiti generali di ammissibilità alle agevolazioni;

f) attivare un sistema di incentivi rivolto ai Comuni che maggiormente concorrono alla finalità della l.r. 28/2007;

g) individuare la quota di alloggi di edilizia residenziale pubblica da destinare all'emergenza abitativa e, in percentuale, le risorse non vincolate finalizzate al reperimento di soluzioni abitative per i casi di emergenza che non possono essere soddisfatti attraverso l'utilizzo del patrimonio di edilizia residenziale esistente;

h) stabilire i criteri per la partecipazione da parte dei Comuni al Fondo regionale per le politiche abitative;

Vista la proposta di piano triennale per l'edilizia residenziale, elaborata dal Servizio edilizia residenziale e dall'Azienda edilizia residenziale pubblica (ARER), ed allegata alla presente proposta di deliberazione di cui costituisce parte integrante;

Sentita la Consulta regionale della casa, di cui all'articolo 20 della l.r. n. 30/1999, nella seduta del 15 luglio 2009;

Vista l'intesa raggiunta in merito con il Consiglio permanente degli enti locali in data 28 luglio 2009, con le osservazioni di cui alla lettera prot. n. 3751 in data 29 luglio 2009:

- organizzare specifici momenti di informazione e formazione destinati, in particolare, agli operatori sociali e ai beneficiari, diretti e/o indiretti, delle azioni previste dal Piano;

- favorire la massima integrazione tra le politiche sociali e quelle per la casa garantendo un adeguato collegamento con le attività del Piano di Zona della Valle d'Aosta;

- promuovere, valorizzare e sostenere la famiglia (in particolare le giovani coppie e le famiglie numerose);

- promuovere in collaborazione con i servizi socio-sanitari regionali adeguati percorsi per l'inserimento delle persone in condizione di disagio negli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 3830 in data 30 dicembre 2008 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2009/2011 con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;

Visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal Capo del servizio edilizia residenziale, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e), e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla presente deliberazione;

Visto il parere della III Commissione consiliare permanente;

Delibera

di approvare l'allegato "Piano triennale 2010-2012 per l'edilizia residenziale ai sensi dell'art. 2, comma 3, della l.r. 26 ottobre 2007, n. 28 (Disposizioni di riordino in materia di edilizia residenziale pubblica. Modificazioni alla legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33). Ripartizione delle risorse finanziarie non vincolate", che costituisce parte integrante della presente deliberazione.

Allegato

omissis

Président - La parole à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la protection des sols et au logement public, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Merci, M. le Président. La legge regionale 26 ottobre 2007 n. 28 prevede una programmazione degli interventi in materia di edilizia residenziale, in particolare all'articolo 2 è stato introdotto quale nuovo strumento di pianificazione regionale il piano triennale, nel quale, fra l'altro, sono definiti obiettivi e azioni per l'attuazione della politica abitativa regionale. All'articolo 5 è stato istituito nel bilancio di previsione della Regione il fondo regionale per le politiche abitative, contenitore unico in cui confluiscono tutte le risorse dedicate all'edilizia residenziale. Uno dei principali compiti del piano triennale è proprio quello di definire i bisogni e stabilire gli indirizzi e le azioni da attuare di ripartizione di tali risorse. Il Consiglio regionale si trova per la prima volta quindi dall'entrata in vigore della legge n. 28/2007, grazie soprattutto al lavoro degli uffici e alla collaborazione di tutti gli attori della politica della casa in Valle d'Aosta - in particolare vorrei ricordare la Consulta regionale per la casa, l'ARER, il Consiglio permanente degli enti locali, la III Commissione -, ad esaminare e approvare un piano triennale. Questo piano soprattutto per il triennio 2010-2012 persegue con coerenza i seguenti obiettivi, anche di questa maggioranza, ispiratori delle modifiche già precedentemente approvate alle normative e ai regolamenti vigenti in materia di politica della casa, più precisamente: recupero degli edifici esistenti - tale fine è già stato al centro dell'approvazione del nuovo regolamento regionale per la concessione dei mutui prima casa, che ha elevato rispetto al passato gli importi di mutuo soprattutto per interventi di recupero -, le azioni principali per il perseguimento dell'obiettivo saranno gli interventi di edilizia sovvenzionata, priorità a quegli interventi di recupero di fabbricati già di proprietà della Regione o degli enti locali e di edilizia convenzionata in base alla legge regionale n. 5/2003, che riconosce un maggior contributo per gli alloggi recuperati e affittati ad un canone convenzionato. Senza dimenticare poi i mutui per il recupero di edifici siti in centri storici, legge n. 33/1973, per i quali si intende semplificare e velocizzare le procedure di concessione in un prossimo futuro.

Il secondo obiettivo è l'incremento sul territorio del patrimonio di edilizia residenziale pubblica; in questo caso si cercherà di favorire, nell'ambito delle indagini svolte e ancora da svolgere per gli opportuni aggiornamenti presso gli enti locali, la localizzazione degli alloggi ERP nei comuni che ne sono sprovvisti o che registrano situazioni di disagio abitativo. Tale azione, prima di procedere a nuovi finanziamenti, si svolgerà in totale accordo con l'ARER secondo principi puntuali e definiti, che possiamo definire principi di buona amministrazione, partendo dall'analisi, dalla realizzazione degli interventi già finanziati nella precedente legislatura, circa 8.000.000 di euro, nel periodo 2003-2007.

Il terzo obiettivo è l'individuazione delle categorie socialmente più deboli, a tale scopo si prevede di approfondire la conoscenza delle reali necessità dei nostri residenti per programmare risposte puntuali ed efficaci mediante lo svolgimento di analisi territoriali delle situazioni di disagio esistenti.

Altro obiettivo è il sostegno alla locazione: rispetto a tale obiettivo, l'azione principale è rappresentata dal fondo di sostegno alla locazione per il quale, grazie alla semplificazione delle procedure attuate nell'ultimo anno, si sono già quasi dimezzati i tempi di attesa dei cittadini e cinque mesi fa sono stati liquidati i contributi degli anni 2007-2008 e, non appena sarà approvato il presente piano triennale, gli uffici potranno avviare le procedure per il contributo sull'affitto 2009.

Altro obiettivo è l'emergenza abitativa: è in corso di realizzazione, in collaborazione con l'ARER e l'Assessorato delle politiche sociali, la delibera di Giunta regionale che, ai sensi dell'articolo 15 della legge n. 28/2007, deve fissare condizioni, modalità, requisiti e criteri di priorità di accesso a tale procedura, intesa come via straordinaria ed eccezionale per la risoluzione di particolari problemi abitativi, per la quale sono stanziati per la prima volta fondi da destinare ai Comuni che si trovano a fronteggiare tali emergenze. È importante ricordare che il piano triennale 2010-2012 contiene anche la tavola di ripartizione finanziaria per l'anno 2009, nella quale è previsto di destinare le risorse disponibili al fondo di sostegno alla locazione, contributo per l'affitto, al fondo regionale per le spese accessorie degli inquilini degli alloggi ERP e agli interventi di edilizia abitativa convenzionata ed all'emergenza abitativa di competenza comunale (famoso fondo per i Comuni). Infine vorrei ricordare che il fondo di sostegno alla locazione è anche finanziato per circa il 50 percento dai fondi statali della legge n. 341/1998.

Président - La discussion est ouverte.

La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.

Cerise G. (VdAV-R) - Merci, M. le Président. Alcune considerazioni su questo piano triennale per l'edilizia residenziale che viene sottoposto all'attenzione di tale assemblea in attuazione della legge n. 28/2007. È la prima volta che questo piano è portato all'esame del Consiglio, in quanto è bene ricordare che le date stabilite dalla predetta legge per l'approvazione dei piani per il triennio 2008-2010 e 2009-2011 erano il mese di giugno 2008 per il primo e 30 settembre 2008 per il secondo, scadenze che erano state disattese. Nell'allegata premessa al riguardo in un passaggio si dice che non potevano essere rispettate, ci sono sicuramente delle ragioni, ma sono affermazioni sicuramente anche opinabili. Vorrei ricordare che trattasi di scadenze stabilite da una legge regionale, l'Assessore se l'è trovata in mano, ma una legge regionale non è... perché a volte ci lamentiamo che non riusciamo a rispettare le scadenze di legge, che sono delle leggi che ci sono imposte dallo Stato. Questa assemblea dunque ha dovuto ovviare a tale inadempienza e varare una legge nel mese di novembre scorso che permettesse, vista l'assenza del piano, di svincolare le risorse previste in bilancio; legge alla quale con senso di responsabilità, pur evidenziando l'inadempienza, abbiamo dato il nostro sostegno. Era una leggina di due articoli, uno sostanzialmente, in quanto il secondo era unicamente la dichiarazione d'urgenza con la quale si andava a ripartire il fondo regionale per le politiche abitative, fondo di 4.876.000 euro iscritti a bilancio, destinando: 3.276.000 euro per finanziare contributi integrativi al fondo nazionale per il sostegno all'accesso all'abitazione in locazione, 1.500.000 euro per finanziare incentivi per interventi in edilizia convenzionata e 100.000 per la costituzione del funzionamento del fondo regionale per l'abitazione.

Ripeto: pur esprimendo disappunto per la mancata approvazione del piano, abbiamo dato il nostro sostegno a quella legge per senso di responsabilità, per liberare quelle risorse che sarebbero rimaste congelate in assenza di un atto legislativo che superasse la mancata approvazione del piano triennale. Oggi finalmente questo piano approda in Consiglio, ne prendiamo atto, è un primo passo: dico "primo passo" in quanto, analizzando l'allegata premessa, sugli obiettivi generali e le azioni da attuare per il raggiungimento degli stessi non si può che essere d'accordo, in quanto trattasi di enunciazione di principio, dichiarazioni di buoni intenti che non fanno una grinza, ma li giudichiamo deboli e timidi per un atto di pianificazione che ha l'ambizione di dare delle risposte concrete agli interventi regionali in materia di edilizia residenziale. L'analisi su questo documento dovrebbe, più che analizzare ciò che contiene, porre l'attenzione ad una riflessione su quello che potrebbe invece contenere. Gli obiettivi che sono elencati sembrano dei contenitori, una bella etichetta del prodotto che dovrebbero contenere, ma che riteniamo ancora scarno. Prendiamo atto che trattasi del primo piano in applicazione della legge, come si diceva prima, e auspichiamo che in futuro i contenitori vengano riempiti di contenuti. Riconosciamo dunque in questo frangente le attenuanti generiche (è una battuta così, non ha alcun riferimento con vicende giudiziarie che si sono passate), riconosciamo anche la sensibilità dell'Assessore su questo problema della casa, che lo abbiamo notato anche nelle audizioni in commissione è un argomento che ha preso a cuore.

Confesso la mia ignoranza in materia e, per avere degli elementi di valutazione, ho dato un'occhiata al piano della Regione Umbria gentilmente fornitomi dal collega Rigo, piano fra l'altro datato, perché si riferisce a trienni precedenti, ma che posso assicurare di un peso specifico sostanzialmente diverso. Dicevo, adesso non voglio fare dei paragoni, tediare con tutta una serie di paragoni, perché gli obiettivi che sono indicati nel piano della Regione Umbria rispecchiano quelli del provvedimento che ci viene sottoposto... dicevo condivisibili, come non si fa a non condividere quando si parla di recupero degli edifici esistenti? Sicuramente ma, per quanto riguarda l'incremento sul territorio del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, l'individuazione delle categorie sociali più deboli, il sostegno alla locazione, all'emergenza abitativa, poi, quando passiamo a tutta la parte delle azioni da attuare per il raggiungimento di questi obiettivi, mi pare che esse, come dicevo prima, siano deboli. Noi auspichiamo che il futuro piano approfondisca meglio questi aspetti dando alle indicazioni le "ruote" per poter andare avanti. Esprimeremo su questa legge un'astensione, che è una sollecitazione a guardare più concretamente a tale problematica nei piani futuri.

Président - La parole au Conseiller Secrétaire Tibaldi.

Tibaldi (PdL) - Grazie, Presidente. Anche noi vorremmo fare alcune considerazioni su questo documento partendo dal presupposto che la casa sta a cuore agli italiani. Se l'Assessore avrà letto stamani Il Sole 24Ore, avrà scorto un articolo che riporta un censimento dell'Agenzia del territorio dove si segnalano sessantaquattro milioni di case nel nostro paese, che sono paradossalmente di più rispetto alla popolazione residente, inclusi anche i minori di 18 anni, che si prevede possano abitare con i rispettivi nuclei familiari; di conseguenza, lo sviluppo edilizio e in particolare quello abitativo ha avuto un excursus di tutto rispetto dal dopoguerra in avanti. È un fenomeno che riguarda anche la Valle d'Aosta, nella relazione che oggi stiamo esaminando si coglie facilmente questo fenomeno dell'attaccamento dei valdostani alla casa, alla proprietà dell'abitazione, dove ormai possiamo dire che 8 residenti su 10 sono proprietari della prima casa e questo è un dato in linea non solo con le statistiche nazionali delle regioni più avanzate, in particolare quelle del nord, ma è anche una sorta di punta d'orgoglio di una regione e soprattutto di una popolazione che fa della casa il principale indirizzo di investimento e di consolidamento del proprio patrimonio, anche per la tranquillità familiare. Si parla di casa ed è inevitabile far riferimento a questo piano triennale, il primo piano triennale che è stabilito dalla legge n. 28/2007, una legge che porta la data del 26 ottobre 2007 come data di promulgazione e, se facciamo due calcoli, siamo nell'ottobre 2009, quindi vediamo che c'è stato uno slittamento di un biennio che viene giustificato nella relazione, ma di fatto ci fa capire che questo piano, ancorché il primo, è in ritardo rispetto alle previsioni politiche e alle previsioni del legislatore che allora individuò in questo strumento una risposta sostanziale alla programmazione edilizia residenziale nella nostra regione.

Cosa possiamo dire su questo piano? Innanzitutto esprimiamo alcune soddisfazioni per il fatto che esso, oltre a definire determinati livelli minimi essenziali del servizio abitativo, recepisce alcuni orientamenti che il Governo nazionale ha ispirato in questo primo biennio di legislatura, dal 2008 in particolare, dal momento in cui si è insediato e il primo indirizzo che è stato accolto, se non in questo piano, ma viene richiamato dal medesimo, è quello del regolamento regionale n. 2 del 26 maggio 2009, dove per l'accesso al finanziamento della concessione mutui prima casa è richiesto il requisito della residenza di otto anni. Questo è un passaggio che abbiamo sostenuto e votato molto volentieri, perché premia la residenzialità, la stanzialità della persona del nucleo sul territorio e, come ben sa l'Assessore, trae ispirazione da quella "legge Brunetta" molto complessa: la legge n. 133/2008, che aveva dato un sigillo chiaro e forte in questa direzione. La prima carità - come si suol dire - è quella di casa ed è giusto che anche in Valle d'Aosta venga applicato tale principio.

La seconda considerazione positiva che possiamo fare è volgendo lo sguardo al quadro finanziario, dove vediamo che la componente delle risorse statali per le politiche abitative ha una sua consistenza. È vero che i dati del 2009 si riferiscono ad un contributo del 2008, ma sappiamo che c'è sempre uno slittamento temporale nell'erogazione dei fondi, ma vorremmo ribadire in questa sede, perché ci sembra giusto dare a Cesare quel che è di Cesare, che alla Valle d'Aosta sono stati destinati più di 1.120.000 euro per il fondo a sostegno delle politiche abitative. Mi fa piacere che l'Assessore lo abbia ricordato, aggiungerei semplicemente che rappresentano una quota di tutto rispetto nell'ambito della ripartizione regionale e che nel 2005 questi fondi erano di poco superiori ai 460.000 euro. Vi è quindi un gap al rialzo, speriamo che questo trend si mantenga, che lo Stato sia sempre così attento alle politiche abitative regionali e nella fattispecie alla Valle d'Aosta, come si è verificato dal 2008 in avanti.

Veniamo ora ad altre considerazioni. Sempre sulle tavole finanziarie, possiamo dire che ci sono delle cospicue risorse stanziate dalla Regione, in particolare questi 5.420.000 euro si riferiscono al 2009, siamo ormai in scadenza di anno, immagino che ci saranno degli slittamenti sul 2010 per poter allocare le risorse sul bilancio dell'anno successivo per poterle sfruttare utilmente. Vi è da dire che il piano triennale, oltre ad allocare una cospicua serie di risorse, vede delle risorse decrescenti che dai 5.400.000 euro del 2009 scendono ai 4.000.000 o poco più del 2012. Confidiamo che l'allocazione di alcune poste in bilancio sia a puro titolo indicativo e queste risorse nei prossimi anni possano crescere, altrimenti questo sarebbe indice di un'attenzione iniziale che va diminuendo nel corso del triennio, ma forse l'Assessore sarà in grado di darci qualche ulteriore spiegazione al riguardo.

Per quanto riguarda il documento nel suo insieme, vogliamo segnalare l'importanza che il piano operativo non sia su base triennale bensì annuale - è un'argomentazione che è stata espressa durante l'esame in commissione -: un piano operativo deve essere declinato su un arco temporale più breve che non il triennio, quindi dodici mesi ci sembrano più che sufficienti per poter agire concretamente e dare quelle risposte che nel settore sono richieste. Un settore che ha visto il coinvolgimento di diversi soggetti ed enti che hanno dato un parere favorevole, mi preme qui sottolineare il parere del CPEL, che in otto righe, inclusi i saluti, è riuscito ad esprimere, con tutti i convenevoli del caso, un avis favorable à la proposition, quindi, con una sintesi molto efficace, ci ha dato conforto della bontà del provvedimento.

Sugli obiettivi ci riconosciamo, in particolare in quelli che vedono il recupero del patrimonio edilizio esistente specie nei centri storici, in quei centri che oggi vengono spesso abbandonati, perché la difficoltà della ristrutturazione è un fatto certo: è più facile costruire nella periferia o in nuove aree che non recuperare degli stabili obsoleti e antichi anche di pregio ubicati nei centri storici per le note e farraginose procedure: purtroppo, le legislazioni che nel tempo si sono sovrapposte impediscono o ostacolano i privati ad un recupero sobrio e funzionale dei nuclei più vissuti dalle singole comunità nei paesi valdostani. Speriamo che tale obiettivo non rimanga una bella citazione sulla carta, ma anche nelle intenzioni dell'Assessore trovi forma e sostanza nel corso dell'applicazione di questo piano.

Emerge anche una notevole quantità di seconde case, che ci hanno conferito il primato di regione più prolifica di seconde e terze case, le quali sono il frutto certo di speculazioni da parte di privati, ma anche di politiche abitative e soprattutto urbanistiche che sono state consentite e promosse nei decenni precedenti, perché i privati non si inventano la possibilità di edificare i suoli senza un'autorizzazione, una concessione o un provvedimento amministrativo dell'autorità competente! Se oggi questo dato viene letto con criticità - sono d'accordo su certe criticità che oggi possiamo esprimere -, d'altro canto qualche mea culpa qualche amministratore del passato dovrebbe farsela e penso che qualcuno di voi concorderà su tali osservazioni.

Il nostro gruppo, vista l'importanza del provvedimento che va a ridistribuire risorse a favore dei cittadini, esprime un parere favorevole e voterà favorevolmente tale documento. Si tratta di restituire a coloro che devono ancora conseguire la soddisfazione di quel bisogno che si chiama casa in Valle d'Aosta attraverso l'edilizia residenziale pubblica o attraverso l'edilizia residenziale privata... appunto i loro obiettivi; noi ne condividiamo lo spirito e anche gli strumenti, auspichiamo - e in questo saremo vigili e attenti - che l'applicazione segua le indicazioni non solo che ha fornito l'Assessore, ma che sono state anche vagliate e perfezionate in III Commissione.

Président - La parole au Conseiller Rigo.

Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Il piano triennale 2010-2012 è il primo strumento operativo che dovrebbe consentirci di delineare le linee politiche della Regione nel settore dell'edilizia residenziale, con l'auspicio che questo sia il primo atto di una nuova stagione di politiche attive per la casa; lo speriamo e, per quanto ci riguarda, lavoreremo in questa direzione.

Il piano triennale è originato dalla legge regionale n. 28/2007, che ha definito in modo sistematico le strategie regionali del settore, le categorie di interventi, il ruolo dei Comuni e degli operatori e anche i beneficiari. Una legge che indica nella programmazione il metodo strategico per una politica che voglia perseguire la pianificazione degli interventi in questo difficile e complesso settore, che è quello dell'abitare. Siamo convinti che i problemi del territorio e quelli di tante e tante famiglie si possano risolvere o quanto meno affrontare solo con un'attenta pianificazione, con la concertazione, con il coinvolgimento, la diretta partecipazione dei diversi attori - i Comuni prima di tutto, ARER e privati - impegnati in questo campo.

Il piano triennale, quindi, è esplicitamente previsto dall'articolo 2 della legge, articolo che si muove in due direzioni che voglio richiamare: la prima riempie di contenuti il principio sulla base del quale spetta alla Regione il governo del territorio; la seconda definisce le modalità e gli strumenti attraverso i quali rendere operativa la pianificazione territoriale. La definizione degli obiettivi specifici del piano triennale si colloca in un quadro di riferimento problematico per alcuni aspetti specifici: la crisi dell'economia internazionale, nazionale e regionale, che ha diminuito la capacità di spesa delle famiglie per l'abitazione, ampliando l'area delle criticità sociali ed abitative, oltre quelle già conosciute; la riduzione significativa degli stanziamenti statali, già esigui, da destinare alle politiche abitative e che continuano a diminuire di anno in anno, anzi oggi non sappiamo bene qual è il futuro che ci aspetta rispetto a questi finanziamenti nazionali, quindi, di fatto, con una riduzione delle potenzialità dell'intervento pubblico nell'edilizia abitativa; poi l'emergere di nuovi bisogni (è stato richiamato anche nella relazione), di nuove povertà, nuove categorie socialmente deboli per le quali è necessario sperimentare nuove strategie.

Nella nostra regione, per fortuna, le aree di criticità socio-economica esistenti e sopravvenute si presentano con dimensioni ed intensità meno gravi che in altre regioni; tuttavia, le aree di criticità devono essere affrontate anche in presenza di una generale situazione economica regionale migliore che altrove e questo fatto aumenta il peso specifico delle fasce sociali svantaggiate, la forbice si allarga invece di stringersi e in questo senso leggo la nota a pagina 14 dell'analisi dei dati... quindi una Regione che non soffre la crisi o soffre meno la crisi delle altre, ma nello stesso tempo ci sono categorie sociali che in questa crisi vedono aumentate le loro difficoltà quotidiane.

La necessità di orientare le politiche regionali per l'edilizia abitativa a fronte della contingente, e speriamo in via di miglioramento, situazione attuale attribuisce un'importanza particolare al piano triennale. È in questa ottica che leggo la preoccupazione e l'attenzione espressa dal Consiglio permanente degli enti locali della Valle d'Aosta nella sua lettera - e non nel parere di poche righe - del 28 luglio 2009 e ricordata nelle premesse al piano; indicazioni preziose e richiamo al piano di zona, documento importante per delineare attente politiche abitative. Il problema della casa nel piano di zona è stato oggetto di riflessioni approfondite e anche di proposte concrete in tutti i sub-ambiti, con uno sguardo attento ai problemi di coloro che cercano o hanno una casa in affitto e di coloro, i proprietari, che devono essere tutelati in caso di morosità, danneggiamenti strutturali e necessità di recupero del bene per uso personale. Spiace che, al di là del richiamo dovuto alla nota del Consiglio permanente degli enti locali, le osservazioni contenute poi nel documento del piano di zona non siano state oggetto di riflessione nel piano triennale.

La critica situazione della casa è forse anche rappresentata dal considerevole numero di persone che si sono rivolte in queste settimane allo sportello aperto dall'ARER, per accogliere le domande per il bando degli alloggi di edilizia residenziale pubblica promossa dal Comune di Aosta, così come preoccupati sono i contenuti su questo tema della lettera pastorale per la Diocesi di Aosta: "Un appello particolare - scrive il Vescovo Anfossi - alle istituzioni, perché continuino, anzi accentuino l'attenzione alla casa, alla casa popolare e quindi all'edilizia sovvenzionata. Anche i Comuni di più alto livello turistico devono offrire ad un loro onesto lavoratore di trovare casa nel territorio comunale e non costringerlo ad abitare fuori, occorre quindi non cessare di fare una politica della casa con particolare cura delle famiglie di nuova formazione, povere ed immigrate, soprattutto di quelle che hanno persone diversamente abili con sé".

Una pianificazione regionale vera e propria, così come descritta dalla legge regionale, non può prescindere da una conoscenza del territorio, degli interventi, della consistenza del nostro patrimonio. Accedere ai dati è vitale per definire linee programmatiche efficienti ed efficaci; governare significa prima di tutto conoscere ed i dati in Valle d'Aosta ci sono. In questi anni l'ARER, l'Assessorato regionale competente, l'APS del Comune di Aosta li hanno raccolti, si tratta di coordinarli, dare sistematicità e organicità; ecco perché ribadisco la necessità di far nascere in Valle d'Aosta l'Osservatorio per la condizione abitativa, capace di fornire il supporto alla programmazione e alla valutazione dei fenomeni evolutivi del settore casa. Conoscere per imparare, credo sia anche questo, Presidente, il senso della Scuola per la democrazia organizzata proprio dalla sua Presidenza e in questo senso bene ha fatto l'Assessore Marco Viérin a trasmetterci alcuni dati sul fabbisogno abitativo, dati, come ha correttamente sottolineato l'Assessore nel corso dell'audizione in III Commissione, elaborati dall'ARER sotto la presidenza del prof. Francesco Caracciolo.

È evidente che di fronte a una situazione complessa e difficile come quella descritta dai dati sul fabbisogno abitativo credo sia necessario seguire due indicazioni: una conoscenza sempre più puntuale della tipologia e del numero dei soggetti interessati per perseguire una politica attenta allo studio della realtà e alla catalogazione dei dati stessi - in questo senso credo si possa leggere il punto n. 3 degli obiettivi generali del piano, dove si parla di individuazione delle categorie sociali più deboli - e una diversificazione degli interventi di tipo economico - come nel caso del sostegno alla locazione, o l'aiuto economico agli assegnatari di alloggi ERP e di mutui per la prima casa - e di tipo strutturale, favorendo in questo caso, come hanno già detto i Consiglieri, gli interventi di recupero rispetto a quelli della nuova edificazione. Per quanto riguarda gli interventi di tipo economico, certamente il sostegno alla locazione è uno strumento indispensabile, perché riesce a dare risposta articolata e realistica al problema delle locazioni, riconoscendo, da un lato, le leggi del mercato e le rivendicazioni dei proprietari e, dall'altro, estendendo il principio della solidarietà anche al settore dell'abitazione per non lasciare indifesi i ceti più deboli.

I dati in merito all'applicazione in Valle d'Aosta della legge n. 431/1998 sono ormai consolidati e ci permettono di fare alcune considerazioni: la prima riguarda gli anziani e il sostegno all'affitto, che non dovrebbe essere un fatto episodico, anche se ripetuto, ma un intervento continuativo; questo significa estrapolare tale intervento dalla legge n. 431 e far sì che il contributo economico sia parte di un progetto complessivo di vita per la persona anziana e sola, di solito donna. Per una persona anziana la continua preoccupazione per il suo futuro, molte volte legata proprio alla possibilità di pagare con regolarità l'affitto di casa, rappresenta un fatto non secondario e fonte di preoccupazioni che possono poi anche portare all'istituzionalizzazione con tutto quello che comporta, anche dal punto di vista economico, da parte dell'Amministrazione regionale. Ecco che se l'integrazione al canone non è una meta da riconquistare ogni anno, ma è legata al reddito individuale, la spesa per l'Amministrazione non cambia, ma per la persona è una riconquistata tranquillità di vita. Stesso discorso si potrebbe fare per altre tipologie di famiglie: quella formata da un solo genitore, donna per la maggior parte dei casi, con figli a carico e quella delle coppie di nuova formazione, di cui abbiamo già parlato in una precedente seduta del Consiglio per quanto riguarda i mutui per la prima casa; il reperimento pubblico di alloggi e la maggior facilità di poter accedere alla proprietà della casa potrebbero essere due indirizzi dedicati a queste categorie di persone.

Un aspetto che, dai dati presentati balza agli occhi, che considero importante - ed è il grande paradosso italiano e valdostano -, è quello degli appartamenti, delle case sfitte, delle case non occupate, le pagine 11 e 12 sono per questo significative. In Valle d'Aosta, nonostante il numero enorme delle abitazioni non occupate (46.639, tabella 5), la differenza fra il numero delle abitazioni occupate e quelle delle famiglie residenti costituisce un saldo positivo (+ 572). Il disagio abitativo presente nella nostra regione non nasce dalla carenza di case, ma va ricercato altrove: senza una politica che si occupi con forza di recuperare alla vita quotidiana le migliaia di vani oggi disabitati, ogni previsione di nuova edilizia residenziale assume dei toni caricaturali e addirittura minacciosi; questo doveva e deve essere l'obiettivo prioritario del piano triennale, obiettivo che invece rimane sotto traccia e al quale sono dedicate poche righe generiche. Occorre invece sforzarsi di guardare oltre i confini regionali, osare di più, come deve fare chi ha il dovere di suggerire linee guida di azione. Si potrebbe cercare di capire come mai non ha funzionato il Servizio locazioni del Comune di Aosta, mentre in Spagna servizi più o meno simili, affidati però ad associazioni e agenzia esterne, hanno una buona riuscita da anni; di capire perché l'Agenzia immobiliare LOCARE. di Torino e quella di Bologna l'AMA. funzionano, così come Genova con la sua Agenzia sociale per la casa o la Regione Umbria con il Servizio per la locazione permanente. Milano sta seguendo la strada attraverso un'agenzia del tutto privata dell'acquisto di alloggi, che poi vengono affittati a canoni agevolati. Quello dell'acquisto di alloggi sfitti potrebbe essere un'ipotesi da valutare, per poi affidarli in gestione all'ARER, in particolare in quei comuni nei quali - cito il punto n. 2 degli obiettivi -: "pur esistendo situazioni di disagio abitativo, non sono presenti abitazioni di edilizia residenziale pubblica", una possibilità quella dell'acquisto non prevista nelle azioni da attuare al punto n. 1. Di sicuro sarebbe utile che anche la legislazione nazionale cambiasse, offrendo maggiori tutele ai proprietari e più in generale facendo sì che tutti, proprietari e inquilini, siano maggiormente responsabilizzati in questo settore, insomma verificare, analizzare ciò che si muove attorno a noi e provare a scommettere su qualche indirizzo nuovo per stimolare e muovere le energie di un mercato in difficoltà.

Un piano triennale quindi diligente, corretto, così come forte è l'impegno dell'Assessore in questo settore, ma un piano che non indica azioni che per il loro contenuto di innovazione potrebbero dare impulso ad un settore importante per la vita sociale ed economica della Valle d'Aosta. Un voto il nostro di astensione come stimolo per migliorare un'azione di governo più innovativa su una questione delicata e complessa, ma centrale nella vita delle persone e delle famiglie valdostane.

Président - Pas d'autres interventions? Je ferme la discussion générale.

La parole à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la protection des sols et au logement public, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Merci, M. le Président. Intanto ringrazio tutti i colleghi che hanno voluto intervenire su questo tema, che è un tema importante, come detto in commissione e anche in aula, e sinteticamente per quanto riguarda l'intervento del collega Pino Cerise sul discorso di novembre... che avevate dato questo apporto proprio per sbloccare le risorse... credo che la maggioranza abbia mantenuto l'impegno di stare nei tempi per quello che è il 2009. Sul discorso degli interventi deboli e timidi, obiettivo e azioni sono state riferite come una bella etichetta delle quali poi bisogna gustare il contenuto, ritengo che proprio il piano lo dica espressamente: abbiamo raccolto dei dati, abbiamo provveduto a dare i dati ai commissari della commissione, a chi ha voluto leggerli, quindi al Consiglio, proprio per iniziare a lavorare. Il piano stesso prevede di fare una ricerca dei dati aggiornati per poter fare un ragionamento più preciso nei futuri anni.

Sulla Regione Umbria, ricordo solo che tale Regione bisognerebbe paragonarla come dimensione territoriale e poi non va dimenticato che negli ultimi cinque anni e nel 2009, se mettiamo anche quest'anno, solo per i mutui prima casa la Regione Valle d'Aosta erogherà o ha erogato circa 150.000.000 di euro come mutui (114.000.000 dal 2004 al 2008 compreso e circa 30.000.000 di euro quest'anno) ai quali vanno aggiunti 15-20.000.000 di euro per la legge n. 33, quelli sui mutui del recupero nei centri storici, dati che non sono comprensi nello specchietto riepilogativo delle risorse finanziarie.

In merito al collega Tibaldi, lo ringrazio per aver condiviso alcuni concetti: quello della residenza degli otto anni sui mutui prima casa. Per quanto riguarda il quadro finanziario sul quale chiedeva dei ragguagli, è molto semplice: esso tiene conto nel 2009 delle risorse statali per le politiche abitative, pervenute nel 2008 e nel 2009, perché quelle del 2008 sono state trasferite solo nel 2009, ossia il decreto c'è stato nel 2009, quindi abbiamo dovuto sommarle. Oltretutto per il 2010 e 2011 stiamo aspettando l'importo che ci verrà destinato sull'ex Gescal, quindi è chiaro che l'importo totale dei cinque e quattro previsto sul 2009 a cinque milioni o a quattro milioni per il 2010 e 2011 va aumentato di quello che lo Stato assegnerà nel futuro triennio ma, se facciamo riferimento al 2009, è chiaro che amministrativamente e finanziariamente si può dire che la Regione ha aumentato di settecento, ottocento mila euro, se non un milione di euro, le destinazioni a questo settore anche se viviamo un momento di crisi, anche se dobbiamo rispettare un patto di stabilità.

Sul discorso della semplificazione che ha sollecitato il collega Tibaldi, concordiamo, ne abbiamo parlato in commissione, bisogna rivedere: al posto di trovarci sempre a discutere di carte, quindi uno, due piani triennali, l'altro piano annuale, andiamo a definire un piano e su quello lavoriamo, altrimenti passiamo tre volte l'anno a discutere di piani e la gente poi vede poco. Credo quindi che sia stata una cosa condivisa in commissione, io l'ho chiesto appositamente in commissione durante l'audizione per poter lavorare poi il prossimo anno in questa direzione.

Per quanto riguarda il collega Rigo, l'auspicio del primo piano... nel senso che sulle politiche attive per la casa, che è un settore importante, difficile e complesso... credo che, proprio per le parole che ha detto il collega, è difficile e complesso, l'impegno c'è di tutta la maggioranza, della Giunta, degli uffici, è chiaro che si cerca di fare, ma si potrà anche sbagliare, l'importante è correggersi cammin facendo.

Sul Vescovo Anfossi - e Rigo ha letto alcuni passaggi - direi che è molto interessante l'ultima frase, che dice: "Non è infatti socialmente sano, né democratico chiedere che la soluzione di tutti i problemi, anche di quelli nuovi ed emergenti, sia data soltanto e subito dalle istituzioni. Occorre invece che si educhino tutti come società civile a farci carico del bene comune, con particolare riguardo di chi è nell'indigenza". Il Vescovo dice che la pubblica Amministrazione non deve accollarsi tutte le azioni, ma bisogna creare una rete che sia capace di dare delle risposte più pertinenti.

Ultime due cose: il sostegno alla locazione è indispensabile, abbiamo aumentato questo intervento, il collega Rigo lo può notare dalla tabella: dai 2.310.000 euro siamo passati a 3.000.000 in tutti i tre anni, un più 30 percento, quindi condividiamo con i numeri questo concetto.

Ultimo dato: un dato da capire meglio è quello degli alloggi sfitti, questo è un bel dilemma, perché da tanti anni si cerca di capire tale problema, ci proveremo tutti insieme, ma sarà molto difficile.

In senso conclusivo ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per i dati, perché da tutti i colleghi è emerso un fatto importante: sono state le premesse al piano, ossia le informazioni e i dati che siamo riusciti a dare a tutti i Consiglieri e quindi alla commissione per poter lavorare meglio. Quello che penso sia importantissimo in questo piano è il discorso del concetto del recupero. Abbiamo inserito un chiaro obiettivo del recupero, un piccolo pezzo che si aggiunge a quello di andare ad occupare meno territorio, nel dare un piccolo aiuto al recupero dei fabbricati.

L'altra cosa importante sulla quale non ho sentito dire niente in aula è il concetto di investire per gli interventi edilizi in senso prioritario sui fabbricati di proprietà pubblica, anziché continuare ad andare a comprare dei fabbricati da privati; ci sono parecchi fabbricati pubblici di Comuni, Comunità montane o Regioni che devono essere quelli sui quali intervenire senza spendere ulteriori denari per comprare immobili.

Sul discorso della localizzazione degli alloggi e del poter riflettere sulle considerazioni del CPEL, probabilmente Rigo deve guardare a pagina 29: le abbiamo riprese, sono state proprio le modifiche che ha fatto la Giunta, che ha condiviso quelle osservazioni.

Ringraziando ancora i colleghi, spero che nel prossimo anno si potranno vedere i primi effetti migliorativi.

Président - Pas d'autres interventions? Je soumets au vote le point n° 31:

Conseillers présents: 32

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 7 (Bertin, Giuseppe Cerise, Chatrian, Donzel, Louvin, Patrizia Morelli, Rigo)

Le Conseil approuve.