Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 763 del 7 ottobre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 763/XIII - Interrogazione: "Iniziative per l'accorpamento di alcune stazioni forestali".

Interrogazione

Appreso che la Giunta regionale avrebbe promosso iniziative finalizzate all'accorpamento di alcune stazioni forestali chiedendo un parere alle amministrazioni comunali interessate;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

gli Assessori competenti per sapere:

1) se si conferma la volontà di accorpare alcune stazioni forestali e in caso affermativo, quali;

2) quante unità di personale saranno coinvolte e a quale utilizzo saranno destinate le stazioni soppresse;

3) quale sarà l'effettivo risparmio in termini economici;

4) se il controllo del territorio sarà ugualmente garantito e in che modo.

F.to: Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Louvin - Patrizia Morelli

Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.

Isabellon (UV) - Grazie, Presidente. Come già in maniera molto sintetica ho premesso in occasione della risposta al question time, ricordo che le procedure per eventuali modifiche per quello che riguarda l'organizzazione ed eventuale razionalizzazione del Corpo forestale competono alla Giunta a seguito di un'attività che deve essere sviluppata dal Comandante del Corpo forestale con le sue strutture, il quale deve - ed è quello che sta facendo - andare a formulare delle indicazioni sulla base di un'indagine che deve essere da questi sviluppata in merito. Riferirò di quanto al momento è stato fatto e in particolare, andando a prendere in considerazione le richieste, si può dire che l'indirizzo è che si intende accorpare, alla luce di questa attività sviluppata dal Comandante, la stazione forestale di Pontboset, Pont-Saint-Martin per quanto riguarda la bassa Valle d'Aosta utilizzando come base logistica la caserma di Pont-Saint-Martin e la stazione di Morgex con quella di Pré-Saint-Didier nella Valdigne con l'utilizzo della caserma di Pré-Saint-Didier. Alla luce delle verifiche fatte, risulta che la stazione forestale di Pontboset è in effetti un modesto fabbricato composto da un piano terra con due stanze: una utilizzata ad ufficio e una quale deposito archivio e da un piano primo con due stanze utilizzate come deposito vestiario e documenti. Dico queste cose in quanto sono premesse importanti. Sul lato sud della caserma c'è un modesto garage per il ricovero di alcuni automezzi e materiale per interventi di emergenza. La stazione non ha perciò appartamenti per il personale, d'altra parte nessun forestale abita nel comune di Pontboset, tutti abitano a casa propria, salvo uno che abita a Donnas in un appartamento affittato dalla Regione, gli altri: uno abita a Champorcher, tre abitano a Hône (compreso quello che ho detto in precedenza), due abitano a Pont-Saint-Martin.

Un altro elemento importante di indagine conoscitiva alla base poi delle scelte che si devono fare riguarda le superfici sottese dalle stazioni. Per quel che riguarda l'accorpamento delle due stazioni di Pontboset e Pont-Saint-Martin, porta una superficie della giurisdizione a circa 200 chilometri quadrati, superficie comunque inferiore alla media delle superfici di tutte le giurisdizioni, circa 200 metri quadrati rispetto a 220 circa, che è la media di tutte le stazioni. La popolazione dei due comprensori non supera 10.000 abitanti, per cui è nella media dei comprensori di altre stazioni. La previsione di 10 elementi dell'organico della stazione, ossia di 2 persone in più rispetto alle altre stazioni, permetterà di organizzare un servizio di pari efficienza rispetto a quello odierno. Due parole su Morgex, la situazione: è composta da un fabbricato risalente agli anni '50-'60, in cui ci sono gli uffici al piano terra e due piani con quattro appartamenti, attualmente vuoti e da ristrutturare. A fianco della vecchia stazione è stato costruito un nuovo edificio negli anni 1984-1985 con quattro appartamenti e garage interrato. La necessità di accorpamento deriva dal fatto che la stazione di Morgex, dedita in passato alle attività silvicolturali, 40 percento dell'attività degli addetti, oggi ha essenzialmente perso le motivazioni presenti all'atto costitutivo e, accorpata a Pré-Saint-Didier, può essere meglio organizzata tenuto conto della distanza anche di soli 4 chilometri. Per le superfici, togliendo la vasta area dei ghiacciai della catena del Monte Bianco, si può considerare una superficie di circa 350 chilometri quadrati, perciò vicina a quelle delle stazioni più grandi, la nuova stazione coinciderà con la Comunità montana Valdigne Mont Blanc. Sono coinvolte 12 persone nella razionalizzazione delle due stazioni della bassa Valle, 17 in quella delle stazioni della Valdigne. La stazione di Pontboset sarà utilizzata, tenuto conto delle modeste dimensioni, come base logistica nei momenti di emergenza nella valle di Champorcher; la caserma di Morgex sarà recuperata sistemando gli attuali 4 alloggi in disuso.

"Quale sarà l'effettivo risparmio in termini economici": in entrambi i casi si dovrà gestire una sola caserma, anziché due, con evidente risparmio sulle spese ordinarie e straordinarie: riscaldamento, luce, lavori di manutenzione. Il vantaggio fondamentale della razionalizzazione sarà una maggiore efficienza del Corpo forestale della Valle d'Aosta; con un unico centro organizzativo su due stazioni si potranno organizzare con maggiore efficienza i servizi, risparmiando anche sul personale. La razionalizzazione del Corpo forestale permette di avere economie di tempo difficilmente monetizzabili, perché si traducono in una maggiore efficienza delle stazioni e del comando. È certo tuttavia che se si razionalizza la situazione logistica, si ha un risparmio di somme notevoli; è ormai da anni che si discute in particolare per Pontboset della necessità di una nuova stazione, che tuttavia non è mai stata finanziata, l'accorpamento risolve perciò un annoso problema logistico. Il risparmio sul personale è facilmente spiegabile: ora ci sono due persone che lavorano nelle due stazioni magari facendo la stessa attività, con l'accorpamento si recupera sia in alta che in bassa Valle una persona che potrà essere dedicata al territorio.

"Se il controllo del territorio sarà ugualmente garantito e in che modo": per le nuove giurisdizioni il controllo del territorio sarà comunque garantito; dalle proiezioni effettuate dagli uffici del comando e con la razionalizzazione del lavoro nelle stazioni considerate, fissando indirizzi e priorità, si avranno le stesse unità attuali nell'attività di controllo del territorio e in qualche giorno addirittura un miglioramento. Per quanto detto nel punto precedente, grazie alla recente costituzione di una centrale unica di soccorso, le stazioni saranno favorite proprio nei servizi sul territorio: in caso di interventi di emergenza, anche gli agenti dedicati ai lavori di ufficio potranno uscire dalla sede girando il telefono sul "1515", questo evidentemente va considerato, perché rientra in un discorso di razionalizzazione che coinvolge anche la centrale unica di soccorso, che dalle prime indicazioni sta già operando in questa direzione; quindi credo sia molto importante tale aspetto. Per fare le proiezioni lavorative, sono state visionate le tabelle lavorative effettive delle stazioni nei momenti di maggiore criticità (ad esempio luglio) e si è visto che nelle stazioni unificate si riesce ad avere un numero di personale sul territorio come nella situazione attuale perlomeno. Si ritiene quindi di poter tranquillizzare i Consiglieri interroganti e il Consiglio intero in merito a notizie allarmistiche emerse sugli organi di stampa sui possibili effetti negativi per quanto riguarda il possibile abbandono del territorio, l'attenzione che viene a mancare sulle parti distanti rispetto ai grandi centri, eccetera. Allo stesso scopo è stata organizzata una specifica riunione con i rappresentanti delle Amministrazioni comunali interessate per la zona della bassa Valle, dove tutti questi problemi sono stati esaminati e sono state fornite delle indicazioni in merito a delle preoccupazioni che erano state da questi manifestate. Credo sia stato un passaggio importante anche questo.

Président - La parole au Conseiller Bertin.

Bertin (VdAV-R) - Il Corpo forestale della Valle d'Aosta è presente in maniera capillare su tutto il territorio regionale attraverso 16 stazioni forestali, questa distribuzione fa di tale Corpo una struttura particolarmente adatta al controllo del territorio; questo è quanto riporta la pagina web della Regione dedicata alla descrizione delle stazioni forestali in Valle d'Aosta. Da questa pagina sembra di capire che il punto di forza del Corpo forestale sia la presenza capillare sul territorio, a quanto pare non sembra più essere così....... Per quanto ci riguarda, riteniamo che la presenza capillare del corpo sul territorio sia essenziale in una regione con caratteristiche come la nostra, un ambiente particolare, che rappresenta, come si dice spesso, la ricchezza principale per la nostra regione, un patrimonio inestimabile che va assolutamente salvaguardato, un territorio che è sempre meno antropizzato e sempre più delicato e a rischio. Per garantire il controllo del territorio, non si può fare a meno della presenza dell'uomo, in questo senso i forestali acquistano una sempre maggiore importanza: un presidio, un controllo del territorio che non deve essere visto soltanto con funzioni repressive, ma soprattutto di prevenzione e di corretta gestione del territorio. La presenza dell'uomo è in questo senso fondamentale, lo spopolamento della montagna per tanti aspetti negativi rappresenta anche un impoverimento e un rischio per l'ambiente. A nostro avviso, le politiche regionali devono puntare sul mantenimento delle persone in montagna, garantendo servizi e qualità della vita adeguate. Depotenziare i servizi, o spostarli a fondo Valle va esattamente nella direzione opposta, un indirizzo politico generale che non condividiamo. La funzione di prevenzione, di pronto intervento in caso di incendio, calamità varie, frane, valanghe, alluvioni rappresenta un servizio per un territorio di montagna da non sottovalutare e la presenza di un forestale, che dovrebbe essere un operatore della montagna, deve avvenire in montagna. Paradossale sarebbe il contrario, se spostiamo tutto a fondovalle e magari controlliamo con l'elicottero, forse ci sarebbe un risparmio, non credo, ma non avremmo lo stesso effetto.

Nel caso poi dell'accorpamento delle quattro stazioni coinvolte, le nostre perplessità sono molte. Non possiamo che condividere la contrarietà espressa dalle Amministrazioni comunali interessate. Per quanto riguarda l'alta Valle, ci sarebbe una riduzione di ben 4 unità accorpando le due stazioni, si verrebbe a creare una giurisdizione enorme in una zona altamente turistica, nella quale la popolazione triplica (se non di più) nelle varie stagioni dell'anno. Fra l'altro, è coinvolto anche il Monte Bianco, che anche simbolicamente rappresenta un territorio di particolare pregio nel quale la pressione speculativa evidentemente è molto alta e un controllo puntuale è assolutamente necessario. Stesso discorso per ragioni diverse vale per la bassa Valle, dove la presenza dei forestali garantisce una funzione di sicurezza per la popolazione che in altre zone è rappresentata da altri corpi di polizia, per questo ha un ruolo importante per continuare a garantire una qualità della vita sul territorio. In generale crediamo che la razionalizzazione della pubblica amministrazione sia necessaria, ma, partire da questo Corpo e in questo modo, ci vede assolutamente contrari. Pertanto seguiremo con attenzione questo dossier e cercheremo di limitarne i danni.