Oggetto del Consiglio n. 27 del 29 gennaio 1980 - Verbale

OGGETTO N. 27/80 - DESIGNAZIONE DI NOMINATIVI AI FINI DELLA COSTITUZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA CONCESSIONARIA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI.

Il Presidente DOLCHI dichiara aperta la discussione sulla seguente proposta concernente l'oggetto: "Designazione di nominativi ai fini della costituzione del Consiglio di Amministrazione della concessionaria dei servizi Radiotelevisivi", proposta trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza in corso:

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In relazione alla imminente scadenza del Consiglio di Amministrazione della RAI, concessionaria dei servizi radiotelevisivi, ai sensi dell'articolo 8 della legge 14 aprile 1975, n. 103, si rende necessario che il Consiglio regionale proceda, alla designazione da uno a tre nominativi per la elezione da parte della Commissione Parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi dei membri del Consiglio di Amministrazione della concessionaria per il prossimo triennio.

Si rammenta che, in base alla norma contenuta nell'articolo 9 della predetta legge, la carica di componente del Consiglio di Amministrazione è incompatibile con l'appartenenza al Parlamento, ai Consigli regionali e con la titolarità di rapporti d'interesse e di lavoro con imprese e società, pubbliche o private, interessate all'esercizio della radio e della televisione e concorrenti della concessionaria.

Si precisa, per opportuna conoscenza dei Consiglieri, che il Consiglio regionale, con deliberazione n. 163 in data 2 maggio 1975, aveva provveduto alla designazione dei tre rappresentanti per il triennio 1975/1978 nelle persone dei Signori Vesan Silvano, Salvadori Bruno e Vivoli Piergiorgio.

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Il Consigliere SALVADORI afferma che il Consiglio è ora chiamato a svolgere un adempimento legislativo che, come tale, va rispettato anche se si dice convinto che i quattro membri del Consiglio d'Amministrazione della RAI, scelti sulla base dei tre nominativi designati da ciascun Consiglio regionale, saranno eletti non in base a criteri di professionalità, ma in base alle scelte operate nelle segreterie dei vari Partiti e il tutto si risolverà a danno delle tanto declamate autonomie regionali.

Dichiara quindi di voler approfittare dell'occasione per svolgere una valutazione del ruolo della RAI-TV in Valle d'Aosta specialmente in relazione all'inizio delle trasmissioni della terza rete.

Innanzi tutto fa presente che, a differenza di quanto avviene a Bolzano e a Trieste, in Valle d'Aosta i rapporti con le emittenti televisive dei Paesi vicini si limitano alla ritrasmissione dei programmi di Antenne 2 e della Suisse romande, peraltro censurando la pubblicità.

Quindi stigmatizza il fatto che, mentre lo Statuto speciale sancisce il bilinguismo, la realtà della produzione locale della RAI è ben lungi dal rispettare tale principio.

Infatti, basandosi sui dati delle trasmissioni radiofoniche locali della RAI nel mese di dicembre e nei primi diciotto giorni di gennaio, afferma che i minuti di trasmissione in francese ammontano al 4,07% del totale, ma occorre tener presente che la maggior parte di tali notizie sono già date in francese e la produzione propria da parte della RAI si riduce al 2%.

La situazione è ancora peggiore alla terza rete televisiva che dovrebbe essere a base regionale, ma che in Valle d'Aosta ignora completamente la realtà locale tanto che nei notiziari il francese, il patois e il walser non hanno diritto di cittadinanza e si è giunti all'assurdo di tradurre in italiano un'intervista ad uno sciatore svizzero.

Per ovviare a questa situazione annuncia la prossima presentazione da parte del Gruppo consiliare dell'Union valdôtaine di due mozioni: una richiedente l'istituzione di una Commissione speciale per l'informazione che dovrà operare in stretto collegamento con il Comitato per i Servizi radiotelevisivi ed occuparsi di tutta la vasta problematica relativa alla democraticità dell'informazione e l'altra concernente la realizzazione all'interno della sede RAI di Aosta di una redazione francofona autonoma da quella italiana.

Conclude proponendo la designazione, ai fini della costituzione del Consiglio di Amministrazione della RAI, dei Signori: Giuseppe Lucca, Maria Grazia Vacchina e Silvano Vesan.

Il Presidente DOLCHI, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in questione, invita il Consiglio a procedere alla votazione, a schede segrete, per la designazione dei tre rappresentanti di cui trattasi.

Procedutosi alla votazione, a schede segrete, ed allo spoglio dei voti, con l'assistenza degli scrutatori Consiglieri: Carral, Fosson e Martin, il Presidente DOLCHI accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: ventinove;

Schede valide: ventotto;

Schede nulle: una.

Hanno riportato voti:

- LUCCA Giuseppe: ventuno;

- VACCHINA Maria Grazia: venti;

- VESAN Silvano: diciannove;

- GIUNTA: otto ;

- CAMERA: quattro;

- NEGRI: uno.

Il Presidente DOLCHI, in base all'esito della votazione, dichiara che risultano designati quali rappresentanti del Consiglio regionale, per l'elezione dei componenti del Consiglio di amministrazione della concessionaria dei servizi radiotelevisivi, i Signori: LUCCA Giuseppe, VACCHINA Maria Grazia e VESAN Silvano.

Il Consiglio prende atto.

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