Oggetto del Consiglio n. 23 del 29 gennaio 1980 - Verbale

OGGETTO N. 23/80 - INIZIATIVE PER UNA COMPLETA EDUCAZIONE LINGUISTICA, TENUTO CONTO DELLA PARTICOLARE SITUAZIONE DELLA VALLE D'AOSTA. (Interpellanza dei Consiglieri Cout e Tonino)

Il Presidente DOLCHI propone lo svolgimento della seguente interpellanza, presentata dai Consiglieri Cout e Tonino, concernenti l'oggetto: "Iniziative per una completa educazione linguistica, tenuto conto della particolare situazione della Valle d'Aosta", interpellanza trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza in corso:

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Ill.mo Signor PRESIDENTE del Consiglio

SEDE

I sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista chiedono alla S.V. di voler inserire all'ordine del giorno della prossima seduta consiliare la seguente

INTERPELLANZA

TENUTO PRESENTE che si fa sempre più strada l'esigenza (molti testi scolastici sono stati impostati in questa direzione) di interpretare l'insegnamento della lingua come educazione linguistica globale, valorizzando ed esplicitando la realtà linguistica dell'ambiente inteso come particolarità geografica e sociale;

CONSIDERATA INOLTRE la necessità di una adeguata educazione linguistica democratica che parta sin dalla scuola d'infanzia, dalla scuola elementare, per cui ogni bambino deve potersi esprimere nella propria lingua, confrontandola con le altre, ricercando e facilitando così una separazione delle interferenze, ponendo le basi per un apprendimento di diverse lingue;

RIBADITO come in Valle d'Aosta, e in Comuni della Valle del Lys in particolare, sia presente una realtà linguistica che si esprime in una ricchezza di forme e di contenuti di enorme valore;

SOTTOLINEATA l'esigenza per la Valle d'Aosta, in particolar modo per i Comuni di minoranza "Walser", di poter avviare nelle proprie scuole sulla base delle norme attuali e ricercando modi possibili, una adeguata iniziativa che vada in tale senso (un impegno per i Comuni di minoranza "Walser" è richiesto anche nel programma per l'anno 1979/80 del Consiglio distrettuale scolastico n. 2);

INTERPELLANO

l'Assessore alla Pubblica Istruzione per conoscere:

1) quali iniziative, quali provvedimenti sono stati presi in Valle d'Aosta, in particolare modo cosa si sta facendo nei Comuni di minoranza "Walser" della Valle del Lys affinché nelle varie scuole sia effettivamente possibile tenere nella dovuta considerazione nei programmi d'insegnamento, il dialetto che, per chi lo possiede, deve diventare base di partenza per una completa educazione linguistica;

2) se esistono proposte possibili in base all'attuale legislazione o comunque cosa può essere fatto per:

- avviare sperimentazioni (dalle quali partire per predisporre, in futuro, nuovi provvedimenti);

- adeguare orari e programmi d'insegnamento;

- disporre di insegnanti con opportune conoscenze a riguardo;

- onde proteggere, in modo adeguato, i valori della particolarità linguistica dei Comuni di minoranza Walser;

3) se non si prevede che gli sforzi volontaristici di aggiornamento di ricerca, di raccolta dati, di materiale servano per costruire un organico programma d'insegnamento che tenga conto del dialetto e della particolare situazione linguistica della Valle d'Aosta, affinché il dialetto sia anche nella scuola non solo una testimonianza del passato ma parte vitale del presente.

Aosta, 2 gennaio 1980

F.ti: Enzo Cout, Tonino Alder

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Il Consigliere COUT illustra brevemente l'interpellanza.

L'Assessore alla Pubblica Istruzione M. Ida VIGLINO comunica in risposta che si è cercato di risolvere la questione sollevata dagli interpellanti attraverso le scuole materne, anche se ciò è possibile solo nelle scuole materne dipendenti dalla Regione.

Fa presente che attività in Walser vengono svolte nelle scuole materne di Issime e di Gressoney-La-Trinité, mentre nella scuola materna di Gressoney-Saint-Jean che è un Istituto privato l'insegnante titolare cerca di insegnare ai bambini gli elementi fondamentali della lingua tedesca, ma non del Walser.

Circa il patois ricorda che una deliberazione con la quale si autorizzava, nelle scuole elementari della Collina di Nus, una sperimentazione tendente ad inserire accanto al francese e all'italiano, almeno nel 1° ciclo, anche il francoprovenzale, è stata restituita non vistata dalla Commissione di Coordinamento, con la motivazione che il dialetto non può avere gli stessi diritti delle lingue ufficiali.

Ciò ha portato la Regione a cercare di sfruttare le possibilità offerte dall'articolo 40 dello Statuto speciale ed a nominare quindi i propri rappresentanti nelle Commissioni miste previste dall'articolo sopracitato.

Il Consigliere COUT, pur ammettendo che la risposta fornita dall'Assessore è stata esauriente, sostiene che la Regione dovrebbe cercare di coordinare meglio i propri sforzi in questa direzione, dovrebbe trovare il modo di introdurre l'insegnamento del patois nelle scuole e fare in modo che tali iniziative non vengano lasciate alla buona volontà di singoli insegnanti.

Il Consiglio prende atto.

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