Oggetto del Consiglio n. 338 del 28 gennaio 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 338/XIII - Interpellanza: "Interventi per l'accrescimento professionale del personale medico operante presso il servizio di soccorso sanitario".
Interpellanza
Appreso dai mezzi d'informazione di possibili disservizi del sistema di allarme sanitario 118 ricollegabili all'assenza, o alla poca formazione e esperienza specifica, del personale medico;
Ricordato l'episodio verificatosi recentemente nel vicino Canavese del decesso di un uomo soccorso da un'ambulanza priva di medico, con conseguenti contestate responsabilità del servizio sanitario;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
gli Assessori competenti per sapere:
1) se le informazioni riportate rispondono al vero;
2) se si intendono predisporre interventi per accrescere la professionalità del personale sopra citato;
3) se non si ritiene sempre indispensabile la presenza di un medico di turno.
F.to: Bertin - Cerise Giuseppe - Louvin - Morelli Patrizia
Président - La parole au Conseiller Bertin.
Bertin (VdAV-R) - Grazie, Presidente. Questa interpellanza nasce da un episodio verificatosi nel dicembre scorso nel vicino Canavese, un episodio che riguarda il decesso di un uomo soccorso da un'ambulanza priva di medico, con conseguenti polemiche e presunta responsabilità del servizio sanitario piemontese, ricollegabile essenzialmente alla mancanza del medico. Nei primi giorni di quest'anno anche sulla stampa locale sono stati evidenziati dei possibili disservizi del sistema sanitario valdostano del 118. In effetti, nell'articolo de "La Stampa" si sottolineava che, ad esempio nella sede di Morgex del 118, nei giorni 23 e 30 dicembre 2008 non era presente il medico di turno, si diceva anche che non erano episodi isolati, ma che succedevano a volte, questo anche per il presidio del 118 di Donnas. Inoltre si riportava che fortunatamente da un certo punto di vista, non essendovi molte emergenze in Valle, il personale per mancanza di pratica non sempre è all'altezza della situazione. Volevamo pertanto conoscere anzitutto se le informazioni riportate rispondevano al vero, poi il giudizio che ne dava la Giunta, se essa non ritiene indispensabile la presenza di un medico di turno nel presidio e poi se si intende prendere dei provvedimenti per questo aspetto riguardante la professionalità degli addetti.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Lanièce Albert.
Lanièce A. - Grazie, Presidente. Per quanto riguarda gli aspetti del sistema dell'emergenza-urgenza, riguardo al punto n. 1: "se le informazioni riportate rispondono al vero", c'è da dire che l'attuale organizzazione del sistema dell'emergenza sanitaria extraospedaliera è oggetto da tempo di attenta valutazione e revisione, non solo qui, ma in campo nazionale. È noto infatti che il sistema informativo dei MET (medici di emergenza territoriale) presenta alcune lacune. Il sistema era stato creato su alcuni presupposti che sono cambiati con il passare del tempo, che avevano determinato alcune scelte strategiche. Sicuramente l'elevato numero di laureati nei decenni passati aveva creato i presupposti per un sistema eccessivamente medicalizzato dell'emergenza-urgenza e della continuità assistenziale, ossia le guardie mediche, fattore poi ridimensionato con la graduale riduzione a seguito dell'introduzione del numero chiuso alle Facoltà di medicina. Qui apro una parentesi: se non si provvederà in questo senso nei prossimi anni, avremo delle carenze importanti di medici. La progressiva comprensione che i MET assegnati al territorio, professionisti pertanto capaci, erano non raramente, nonostante importanti sforzi formativi, impossibilitati a mantenere adeguati standard di risposta a causa della mancanza dell'attività di équipe e della bassa densità di popolazione, quindi di casistica nelle aree extra metropolitane, particolarmente da sottolineare nella nostra realtà... ossia il fatto che, se uno espleta l'attività di urgenza solo al di fuori dell'Ospedale, ha poche possibilità di mantenere attivi una serie di protocolli e conoscenze sull'emergenza... da qui la presa di coscienza che i corsi di formazione sono strumenti utilissimi al perfezionamento ed approfondimento di coscienze e capacità, ma che non sono in grado di sopperire alla pratica clinica.
"Se si intendono predisporre interventi per accrescere la professionalità del personale sopra citato", al fine di poter disporre di un sistema di emergenza territoriale equiparabile in efficienza ed efficacia a quello ospedaliero, l'Azienda ha avviato in forma sperimentale un progetto che prevede la rotazione del personale medico ed infermieristico fra le strutture del Dipartimento di emergenza e del Dipartimento di Anestesiologia cure intensive e dell'urgenza e la rete territoriale di emergenza-urgenza. È un aspetto che sto seguendo personalmente vista la delicatezza del settore. La sperimentazione suggerita anche dal confronto con altre realtà italiane si basa sulla convinzione che unicamente all'interno di un ospedale, a maggior ragione per quanto riguarda i numeri e gli eventi da noi, si possa disporre di una sufficiente massa critica di casistica, senza di essa la sola attività territoriale risulta insufficiente allo sviluppo e al mantenimento della capacità e conoscenze specifiche degli operatori sanitari nel delicato campo dell'emergenza. La sperimentazione tende, infine, alla realizzazione della vera integrazione ospedale-territorio, come peraltro già previsto dall'articolo 7 della legge regionale emergenza-urgenza.
Per quanto riguarda la presenza di un medico di turno, aggiungerei anche sull'ambulanza, visto che si richiama l'episodio del Canavese dove mancava il sanitario, l'Azienda organizza la distribuzione delle risorse mediche e infermieristiche nelle attuali 4 sedi dei distretti 24 ore su 24 in maniera da garantire la migliore risposta dell'utenza, quindi, tenendo conto della distribuzione territoriale delle sedi, della bassa densità abitativa e della massa critica. Aggiungerei che, come è noto, esiste nel momento in cui arriva una chiamata al 118 un triage dove le urgenze vengono classificate in base ai famosi codici - codice verde, codice giallo, codice rosso - e, a seconda dei codici, si organizza una squadra di intervento che preveda o meno una presenza sanitaria dell'infermiere, o del medico. Bisogna quindi anche fare attenzione a non sguarnire le sedi o a non fare andare in ambulanza il medico se non vi è un preciso motivo.
Ricordo che c'è anche, nel momento in cui la situazione precipita, la presenza del rendez-vous con le auto medicalizzate, con i rianimatori o i cardiologi presenti; si punta anche sulla qualificazione delle infermiere come personale sanitario che può avere un grosso ruolo in questo settore, come anche quello dell'autista soccorritore. In sostanza, è importante che il personale, anche non medico, possa rispondere in maniera efficace attuando i protocolli per riuscire a salvare la vita delle persone. Prendiamo anche solo l'esempio dei Paesi anglosassoni, dove ci sono i paramedici che mettono in atto i protocolli. Per concludere, è stato richiamato un episodio nel vicino Canavese. Bisogna tener conto anche di tutto ciò che accade di negativo al di fuori della nostra Regione; vorrei invece richiamare un episodio che ha messo alla prova in modo importante il nostro sistema di emergenza e cioè l'incidente a Etroubles, dove in circa 5 ore, 30 persone sono state accolte nel Pronto soccorso di Aosta e alle 9,00 di sera i più gravi sono stati portati nelle sale operatorie e gli altri sono stati stabilizzati.
Président - La parole au Conseiller Bertin.
Bertin (VdAV-R) - Grazie, Assessore. La ringrazio per la risposta, come lei diceva, il settore è molto delicato nel quale l'attenzione deve rimanere alta e si deve cercare di fare il massimo per rendere efficiente un sistema che altrimenti è anche inutile. Grazie.
