Oggetto del Consiglio n. 336 del 28 gennaio 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 336/XIII - Interpellanza: Intendimenti in merito all'acquisizione, da parte della Regione, della maggioranza delle azioni della società DEVAL S.p.a..
Interpellanza
Premesso che DEVAL è la società di distribuzione elettrica in Valle d'Aosta, partecipata al 51% da Enel e al 49% dalla Regione;
Considerato che il Presidente Rollandin ha manifestato la volontà di acquisire il controllo di DEVAL, incrementando la quota azionaria posseduta dalla Regione;
Atteso che Enel ha ancora recentemente confermato, attraverso il responsabile della Divisione Infrastrutture e Reti, il proprio impegno aziendale in Valle d'Aosta per "migliorare ulteriormente gli elevati livelli di qualità del servizio ai clienti raggiunti nella regione, mantenendo la partecipazione in DEVAL così come previsto dalla legislazione vigente";
ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione per sapere:
1) quali considerazioni esprime sul fatto che Enel abbia, ancora nello scorso mese di dicembre, ribadito la volontà di non cedere il controllo di DEVAL, respingendo di fatto l'ennesima proposta di acquisizione del pacchetto azionario da parte della Regione;
2) se ritiene che, in questi anni, l'attuale azionista di maggioranza e il management aziendale di DEVAL non abbiano adempiuto correttamente e completamente agli impegni assunti dalla società di distribuzione sia nei confronti della comunità valdostana sia nei confronti della Regione: in caso affermativo, quali sarebbero gli addebiti ad essi imputabili;
3) quale beneficio concreto potrebbero ottenere gli utenti valdostani con la regionalizzazione di DEVAL;
4) quali sono i suoi intendimenti in merito all'eventuale operazione preordinata alla regionalizzazione di DEVAL, sia riguardo al valore del pacchetto azionario (si chiede, a tal proposito, se sono state effettuate stime o valutazioni, anche di massima) sia riguardo alle modalità di finanziamento.
F.to: Tibaldi - Lattanzi
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario Tibaldi, per l'illustrazione. Ne ha facoltà.
Tibaldi (PdL) - Sì, grazie Presidente. La DEVAL è un argomento, oltre ad essere una società di distribuzione elettrica in Valle d'Aosta, è un argomento che è tornato di attualità da qualche tempo a questa parte vista la manifesta volontà di acquisizione da parte della Regione della quota residuale, che poi è quota maggioritaria in capo ad ENEL. È una formula di opzione che era già prevista nell'anno 2000, se ricordo bene nel contratto di closing che venne allora siglato con Tatò, quando era Tatò al vertice dell'ENEL, opzione che non abbiamo mai capito bene anche per quali ragioni non è mai stata utilizzata e non si è mai addivenuta a conclusione, l'utilizzo di questa clausola, e quindi torna di attualità con una risoluzione che so essere stata oggetto o sarà prossimo oggetto della II e IV Commissione che si sono riunite anche nei giorni scorsi. Ma questa interpellanza l'abbiamo proposta per capire un po' di più da quelle poche parole che abbiamo potuto captare nella scorsa seduta in merito all'operazione e quindi vorremmo capire un po' di più da lei Presidente le intenzioni, le motivazioni, i vantaggi, i benefici e di conseguenza anche gli impegni e gli oneri che si andrebbero ad affrontare con un'operazione del genere. Sappiamo e abbiamo fatto una rapida rassegna stampa recente, sappiamo che il responsabile nazionale della divisione Infrastrutture e Reti di ENEL ha per ora detto che la Società intende migliorare ulteriormente gli elevati livelli di qualità del servizio ai clienti raggiunti nella Regione mantenendo la partecipazione in DEVAL così come previsto della legislazione vigente, formula nemmeno troppo criptica per dire per ora non si cambia nulla, ci pare di intendere, poi lei Presidente lo ha incontrato potrà così confermare o meno tali volontà. Però vorremmo capire un attimino qualcosa di più da lei. Sappiamo che la rete di cui dispone DEVAL è una sorta di monopolio naturale, oggi in Valle d'Aosta quelle che sono 4.200 chilometri circa, forse qualcosa di più, sui quali transitano non solamente i chilowatt, o meglio le tensioni elettriche prodotte dalla CVA Trading, e quindi dal produttore regionale, ma anche da qualunque competitor che si trovi sul mercato, di conseguenza questa rete è una sorta di via di transito che deve essere lasciata libera a chiunque per poter trasferire l'elettricità prodotta dal generatore fino all'utente finale, utente finale che può essere, naturalmente, o la famiglia o un utente diverso tipo un'azienda o un'impresa.
Con le domande noi, Presidente, che ci sembrano abbastanza chiare, chiediamo quali considerazioni innanzi tutto esprime sul fatto che ENEL continui, specie in questo ultimo periodo, a ribadire la volontà di non cedere il controllo di DEVAL, e quindi respinga di fatto quella che è una proposta della Regione, o meglio un'opzione che la Regione vorrebbe attuare, adottare, e che si prepara anche a sottolineare politicamente con un documento, quella Risoluzione di cui ne parleremo, penso, nella prossima seduta. Quali considerazioni esprime lei Presidente su questo fatto, su questa negazione di ENEL.
La seconda, ci piacerebbe capire, visto che è un po' di anni che questa partnership con ENEL si sta consumando all'interno di DEVAL, quali sono i rapporti intercorrenti tra i soci, ovvero ENEL 51 percento, Regione 49 percento, se questi rapporti sono sempre stati più o meno idilliaci oppure se sono sorti dei problemi, non solo in misura strettamente societaria e quindi di amministrazione pura ma anche per quanto riguarda, e noi diciamo soprattutto, il servizio che viene erogato all'utenza. Sappiamo che ci sono stati diversi interventi, investimenti nel corso di questi 6-7 anni di gestione DEVAL, tra i quali posso citare anche quello dell'insediamento dei contatori elettronici, che ha più meno riguardato buona parte degli utenti valdostani. Ecco, vorremmo capire, e qui abbiamo formulato una domanda precisa Presidente, se la Regione ha da fare rimostranze e all'ENEL e all'attuale management di DEVAL in merito a questa gestione ormai sessennale.
Terza domanda, il vantaggio, il beneficio a chi viene arrecato, quindi noi guardiamo alla comunità valdostana, sono circa 125.000 i clienti DEVAL, oggi come oggi, tra i due usi che citavo, famiglie e usi diversi. Quale vantaggio potrebbero avere, gli utenti valdostani da una regionalizzazione di DEVAL, e questa è la terza domanda.
Quarta domanda, è la tipologia di impegno in termini finanziari che la Regione si accinge eventualmente ad affrontare, cioè quanto costerà l'operazione DEVAL in soldoni, e soprattutto come la Regione intenderà finanziare questa operazione. Ci piacerebbe poi sapere se per caso, e l'abbiamo formulato nella domanda, visto che c'è un'opzione latente che sta vagando nella mente sua e di qualcun altro, e soprattutto magari sugli uffici di qualche burocrate, se sono state fatte perizie o stime, da parte della Regione. Cioè quel bene vorremmo acquistarlo, vorremmo sapere grossomodo cosa ci costa, quale potrebbe essere l'onere che ci accingiamo eventualmente ad affrontare. Grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. Le richieste di chiarimento del collega Tibaldi anticipano in parte quello che potrebbe essere il contenuto della discussione che avverrà nel momento in cui la risoluzione che è stata presentata e poi non discussa in Consiglio, relativa all'acquisto delle azioni attualmente possedute da ENEL in DEVAL poteva, può e potrà presentare.
Credo comunque che sia interessante e lo ringrazio di aver posto alcuni problemi che sicuramente vanno nella direzione di avere i chiarimenti per riuscire poi ad entrare nel merito, nel modo dovuto.
Per quanto riguarda la situazione, come il collega ha ricordato, partiamo da un accordo fatto nel 2000, in particolare all'art. 15, laddove si parlava specificamente della possibilità di concludere entro cinque anni. Sulla base di quanto è previsto è stato avviato un gruppo di lavoro Finaosta-ENEL finalizzato alla formulazione dei valori indicativi addirittura per l'acquisto della quota di maggioranza della società.
Il lavoro non è stato ultimato perché, già in quel momento, quando si era sul punto di mettere la firma per la trattativa c'è stata una posizione che ha portato a non chiudere l'accordo. E questo, legato ad una serie di considerazioni che a suo tempo erano state fatte.
Però diciamo che, per quanto riguarda la prima domanda, l'origine del perché noi oggi andiamo a vedere quali sono le possibilità di raggiungere definitivamente questo accordo che porti a maggioranza la Regione in DEVAL.
Su quanto riguarda la seconda domanda: "se ritiene che, in questi anni, l'attuale azionista di maggioranza e il management aziendale di DEVAL non abbiano adempiuto correttamente e completamente agli impegni assunti", la questione non riguarda intanto gli eventuali inadempimenti dell'azionista di maggioranza o del management di DEVAL, la questione invece è quella espressa che abbiamo riportato nella bozza di risoluzione, di mantenere inalterate e migliorare l'efficienza, la funzionalità, la gestione del servizio di distribuzione dell'energia elettrica sul territorio valdostano e di evitare eventuali decisioni di accentramento gestionale e operativo fuori dalla Valle d'Aosta dettate dalle considerazioni di natura reddituale. Gli esempi di quello che è successo per l'ENI sono illuminanti: l'ENI aveva la sua sede qui ad Aosta, di colpo, pur con gli accordi dovuti, ha deciso che questa sede periferica non era più da tenere in considerazione, con l'accordo ha spostato gli otto dipendenti e ha chiuso la sede.
Dal 2000 l'ENEL ha iniziato una politica di drastica riduzione, adesso sto parlando in senso nazionale e non vorrei essere frainteso, dei costi e del personale che è passato da 110mila unità alle attuali 40mila circa, che non ha riguardato il settore valdostano interessato, in quel momento, all'accordo con la Regione. Questo è un punto importante: a livello di Regione non ci sono stati gli effetti di questo ridimensionamento proprio perché c'era una trattativa in atto che ha in qualche modo fatto da ombrello e salvaguardato quello che era l'occupazione in Valle d'Aosta e in considerazione anche del fatto che sicuramente la specificità della Regione portava a dire sia per gli interventi, la manutenzione, la squadra, erano necessari con il personale che c'era.
Nel corso del 2008 ci sono state diverse operazioni finalizzate alla riduzione del debito dell'azienda sotto i 50miliardi di euro, per ricordare solo le principali: 340milioni di euro il valore del ramo d'azienda che ENEL produzione ha conferito alla nuova società di generazione costruita con la Provincia di Bolzano, e questo è l'argomento che sicuramente ci ha fatto in qualche modo immaginare che ci poteva essere uno sbocco in quanto a Bolzano questo è stato fatto! Settantanove milioni di euro è il corrispettivo per la cessione alla Società Elettrica Altoatesina del ramo d'azienda della distribuzione elettrica della Provincia di Bolzano, quindi credo che al collega Tibaldi, come chi è molto attento, non gli è sfuggito che a livello locale è stata data molta enfasi a questo tipo di operazione e al fatto che ci sia stato questo accordo a livello del Sud-Tirolo.
Millecentocinquantadue miliardi euro è il corrispettivo concordato a dicembre 2008, quindi parliamo di ieri, per la cessione da ENEL a Terra della rete di energia elettrica ad alta tensione. Questo è un altro punto importante: è stata esclusa la parte relativa al settore Valle d'Aosta, in questo ridimensionamento.
In questi anni ENEL ha operato una sequenza di ristrutturazione e di cessione di rami aziendali finalizzati, come ha dichiarato dall'amministratore delegato Fulvio Conti, a realizzare il programma di ottimizzazione del portafoglio di attività e alla riduzione del debito, come dicevo prima, entro i limiti dei 50milioni di euro, per il discorso del mercato azionario.
Operazioni che continueranno con la vendita della rete gas di ENEL e di una quota di ENEL Green-power e che potrebbero far presagire altre diminuzioni degli investimenti in altri settori. Sembra in sostanza che ENEL abbia sempre più interessi orientati al mercato estero e sempre meno al mercato italiano che rappresenta ormai poco più del 50 percento dell'attività. Questo credo che, come sappiamo, è suffragato anche da quello che la politica ha portato avanti in modo molto attento, sia in Spagna, sia in America latina, sia negli altri paesi dell'Unione Europea per una politica saggia di coinvolgimento su quello che è il mercato energetico.
In questo panorama DEVAL rappresenta oggi un'eccezione rispetto alla struttura nazionale dell'ENEL, proprio perché è nata nell'ambito dell'accordo del 2000 in previsione di una sua totale cessione alla Regione, DEVAL è stata finora affrancata dalle logiche di ristrutturazione e accorpamento messe in atto in questi anni; quindi c'è stata questa capsula che ha, in qualche modo, salvaguardato quello che è ENEL in Valle d'Aosta, come accordo in DEVAL, perché c'era sempre questa attesa che si concretizzasse questo passo.
DEVAL è l'unica società del gruppo ENEL che predispone autonomamente il proprio budget, il bilancio, il controllo di gestione; è l'unica società del gruppo ENEL che indice e gestisce gli appalti per lavori ed acquisti scegliendo in loco le imprese da invitare. DEVAL programma, realizza, gestisce la teletrasmissione dati così come ha programmato, realizzato e gestito l'installazione dei contatori elettronici che il collega ha ricordato.
Il personale dipendente di DEVAL viene gestito qui con le selezioni per le assunzioni; ad oggi l'alta tensione ovvero le linee 130mila Volt, e le cabine primarie sono state, sono ancora progettate, costruite, mantenute da DEVAL e non sono state inserite nel programma nazionale.
Il rischio da evitare è che tutte queste attività siano accentrate dal punto di vista gestionale e operativo fuori dalla Valle d'Aosta, perché questo è il rischio oggettivo.
È evidente, infatti, che tutte queste attività possono essere gestite da lontano: da Torino o da Roma con conseguenti diminuzioni degli investimenti in Valle d'Aosta e riduzione degli organici presenti nella nostra Regione, perdita di professionalità e competenza consolidate. Sono evidenti le ripercussioni che una tale situazione potrebbe comportare in termini di presenza concreta sul territorio e in ultima analisi del servizio alla comunità tutta.
Basti pensare che nelle province del Piemonte la reperibilità ed il pronto intervento per guasti sono affidati all'esterno con conseguenti riduzioni del personale e con tempi molto più lunghi e con accessibilità sempre più ritardata. Vorremmo in pratica evitare che il completamento della liberalizzazione del mercato elettrico portasse all'impoverimento del settore valdostano come è avvenuto in altri settori: vedi Telecom, Poste e ENI, in nome di ragioni che sono essenzialmente di tipo reddituale e di mercato azionario.
Va anche ricordato che la divisione tra società di distribuzione e di vendita dell'energia che è stato l'ultimo atto relativo alla liberazione di mercato che è stato richiesto, imposto dalla normativa europea e ha portato alla costituzione di Vallenergie, ha già comportato sotto questo profilo dei problemi in Valle d'Aosta. Ricordiamo che a partire dal 1° gennaio 2008 c'è stato un importante ritardo della fatturazione, ancora oggi mancano delle fatture, che ha interessato migliaia di utenti valdostani i quali si sono poi visti arrivare le bollette in ritardo, come per alcuni arriveranno perché non sono ancora arrivate, e con cadenze molto ravvicinate senza mai aver avuto informazioni nel merito.
L'impressione generale che deriva da questa situazione è quella di un disinteresse dell'ENEL nei confronti degli utenti della società Vallenergie che è quella che di fatto ha subito questo, rispetto alla quale inoltre abbiamo assistito ad un rapido alternarsi di responsabili esterni poco presenti in Valle d'Aosta e comunque poco a conoscenza delle realtà e problematiche esistenti a livello regionale.
In poche parole se Vallenergie deve essere il punto di riferimento per quello che può succedere c'è da preoccuparsi seriamente. In conclusione, quindi, noi non abbiamo da sottolineare, anzi dobbiamo dire, credo che su questo possiamo dirlo coralmente, lo si conosce e quasi è un'istituzione, che Paolo Pierini che è il rappresentante, è quello che si è prodigato in tutti questi anni e ha mantenuto sicuramente un atteggiamento corretto e proficuo, anche di collaborazione, con i Comuni, con quella che è stata la situazione, che ha dato poi la garanzia di quelli che erano gli interventi tempestivi. Chiaramente se succede come a Vallenergie che ogni due mesi cambiano gli amministratori, questo viene su due mesi, non sa nemmeno dov'è, torna da un'altra parte, ecco questo diventa preoccupante se avviene per l'altra società.
Per quanto riguarda il terzo punto "quale beneficio concreto potrebbero ottenere gli utenti valdostani con la regionalizzazione di DEVAL", credo che avendo esposto in precedenza questi fatti delle possibili ricadute negative è evidente che il fatto di evitarlo è un beneficio importante, proprio il fatto che succeda quello che sta succedendo in altre realtà. Poi i benefici vanno individuati nel mantenimento dei livelli attuali nel miglioramento del servizio di distribuzione in termini di efficienza e funzionalità, nella garanzia di un sistema efficace e tempestivo dei casi di interventi per guasti, alla presenza sul territorio di referenti validi, operativi a cui rivolgersi, da ultimo nei limiti posti alla normativa vigente alla possibilità di una gestione più flessibile delle politiche tariffarie.
"Quali sono gli intendimenti in merito all'eventuale operazione preordinata alla regionalizzazione di DEVAL, sia riguardo al valore del pacchetto azionario, sia riguardo alle modalità di finanziamento". Il valore del pacchetto azionario non ha una valutazione già determinata. Le analisi effettuate da Finaosta nel 2005, sulla base degli elementi forniti da ENEL al gruppo di lavoro, avevano individuato il valore del patrimonio netto aziendale in un range compreso tra 73 e 80 milioni di euro, perché come si spiegherà questo è dato anche ai flussi di cassa, cioè c'era una norma che prevedeva che la valutazione andasse, in qualche modo, a collegarsi con quelle che erano queste operatività. Per cui il 51 percento del valore delle azioni di proprietà ENEL veniva valutato da i 37 ed i 41 milioni di euro. Oggi è chiaro che il valore, il prezzo della cessione del pacchetto azionario andranno eventualmente determinati in modo aggiornato sulla base della situazione dell'azienda, cioè su quella che è la patrimonializzazione e così via.
Al momento, quindi, non ci sono ancora degli accordi fatti, il problema della stima è legato naturalmente a questo ulteriore approfondimento. Noi, sulla valutazione e sulla motivazione per cui l'ENEL non vuole cedere questo, francamente ci riesce difficile da capire anche perché ci sono due considerazioni di fondo: che se l'interesse della Regione è legato al funzionamento dobbiamo anche dire che tra le società, se vogliamo parlare di redditualità, quella che rende meno è quella di distribuzione, perché quelle di produzione hanno un grosso carico, quella di terna ne ha altrettanto, quella che rende meno è proprio questo e vogliamo anche sottolineare che alla cooperativa, quando giustamente il collega diceva: "...ma qui è un regime di monopolio!". Quasi, perché ci sono le cooperative che hanno la rete e ancora due-tre anni fa l'ENEL ha venduto alla cooperativa una parte di rete, la rete di Saint-Christophe è passata alla cooperativa "La Gignolentze" due anni fa, quindi non capiamo perché ci sia questa difficoltà nel prevedere questa possibilità di ottenere un meccanismo che permetta solo di essere più attenti alla realtà locale. Ecco spero di aver risposto alle domande poste e comunque sono a disposizione per eventuali e ulteriori chiarimenti.
Si dà atto che dalle ore 12,25 riassume la presidenza il Presidente Alberto Cerise.
Président - Merci, pour la réplique la parole au Conseiller Secrétaire Tibaldi.
Tibaldi (PdL) - Presidente Rollandin, lei ha risposto alle quattro domande, in maniera puntuale, e da questo punto di vista il soddisfacimento c'è. Le domande vertevano su argomentazioni specifiche e le risposte sono pervenute.
Utilizzerei la replica per fare alcune considerazioni, a posteriori, a margine di quello che lei ha detto. Innanzi tutto partiamo dalla premessa fondamentale che ENEL è alla ricerca di liquidità, deve far cassa, questo lo sappiamo, basta leggere i giornali economici, tipo il Sole 24ore, più o meno ogni settimana c'è qualche notizia che riguarda qualche operazione di ENEL che va in questa direzione, e lei ne ha citate qualcuna, la più importante è TERNA. C'è da chiedersi come mai però ci sia questa obiezione, per lo meno questa indifferenza, da parte di questo ente nazionale nei confronti di una società quale DEVAL, che pur avendo una sua autonomia, una sua gestionalità indipendente, rispetto al contesto, alla holding, nella quale è inserita, rappresenta una infinitesimalità rispetto a tutto quanto. Questa è la prima domanda che ci siamo posti, ed è un dubbio che per altro permane anche a noi.
Apprendiamo, e questa è la sua seconda risposta, che non si segnalano inadempimenti nei confronti dell'attuale management, anzi, sembrerebbe che ci sia una soddisfazione manifesta nei confronti di quanto è stato effettuato in questi anni e di conseguenza ci sia il timore che una delocalizzazione, cioè un mancato accentramento della gestione in Aosta potrebbe comportare qualche disagio per l'utenza locale. Questo può anche darsi, finora lei però ha detto che volendo mantenere inalterati i livelli di efficienza, così si legge nella risoluzione, in qualche modo si riconosce che ENEL non è disattenta rispetto alla Valle d'Aosta, questo non lo possiamo dire. ENEL non è disattenta, ha investito, il suo manager principale, che lei ha citato, Pierini, e l'organizzazione a seguire, penso che abbiano risposto efficacemente. Se ricordiamo il 2003, per esempio, in cui ci fu il black-out a livello nazionale la Valle d'Aosta fu l'unica, anche grazie alla centrale di Covalou e ad un'altra centrale che adesso mi sfugge a garantire il riavvio di tutto il meccanismo che si era spento in Italia a causa della Svizzera.
Il beneficio concreto, sul beneficio concreto qualche osservazione in più la vorrei fare. È vero che si possono evitare i disagi, con un accentramento locale della gestione, è altrettanto vero che però le tariffe sono fissate dall'Authority, le tariffe sono aumentate, sono fissate dall'Authority su scala nazionale e il cosiddetto costo di vettoriamento comunque è imposto da una autorità centrale e non è fatto dalla Società, tant'è che mi sono preso la briga di guardarmi il bilancio al 31 dicembre 2007 di DEVAL e la relazione al bilancio, ed effettivamente si vede che l'utile è in diminuzione rispetto all'anno precedente. C'è più di un dimezzamento, perché passiamo da un 31 dicembre 2006 con quattro milioni scarsi di utile a un milione e seicentomila, poco meno di un milione e settecentomila euro al 31 dicembre 2007, per minori ricavi tariffari ed investimenti. Ma minori ricavi tariffari, perché sono una delle osservazioni che fanno anche i relatori del bilancio, che si sono ridotti da 55.000 del 2006 a 49.000 del 2007, c'è stato anche un processo di concorrenza sul mercato che evidentemente ha tolto qualche vantaggio alla stessa DEVAL e di questo ne prendiamo atto. Ecco ma, i vantaggi per gli utenti valdostani diretti non è che siano immediatamente percepibili. Lei dice evitiamo i disagi, ma a livello di tariffazione siamo allineati con il resto d'Italia.
Sulla spesa, lei cita un valore del 2005 di Finaosta, è un valore che più o meno corrisponde anche alla patrimonializzazione netta che compare in bilancio e di conseguenza anche su questo non abbiamo obiezioni.
La nostra preoccupazione, Presidente, è che una regionalizzazione di DEVAL potrebbe in qualche maniera, visti anche i risultati ormai ridotti a livello di utile in bilancio e vista l'impossibilità di agire sulla leva tariffaria direttamente con i propri utenti, potrebbe corrispondere ad una sorta di nuova CVA, e mi spiego. Una nuova CVA, che ha indubbiamente un vantaggio, un atout produttivo e una nicchia di mercato che le permetteranno di guardare a distanza in termine di benefici economici, però a livelli di costi CVA è lievitata, e sa benissimo in termini di consulenze, occupazione, impegni di vario tipo, che se applicati su una gestione più vincolata come quella di DEVAL un domani si traducono in deficit di bilancio.
C'è una riflessione che vogliamo fare, vogliamo porla all'attenzione dell'Assemblea e l'approfondiremo sicuramente nell'ambito di quello che sarà il dibattito sulla risoluzione. Oggi DEVAL è proprietaria di una rete che è indubbiamente importante per la Valle d'Aosta, intesa come regione, come ente che è socio di ENEL e anche intesa come utenza valdostana. L'auspicio è che qualora mai si dovesse realizzare questa acquisizione della quota residuale, ci siano criteri di gestione che si dissocino totalmente da quelli che sta portando avanti CVA. È un argomento sul quale torneremo, però non è un esempio di gestione efficiente, lei lo sa Presidente che più volte le abbiamo fatto delle sottolineature su questa materia.
Per quanto riguarda il resto, sappiamo che, nella holding di ENEL, DEVAL pur avendo un ruolo marginale è guardata con un occhio strano, è come un qualcosa di congelato, mantenuto, a differenza della Provincia di Bolzano dove invece la rete è stata acquistata, che sembra quasi incedibile, immodificabile. Su questo penso che il ruolo importante lo possa giocare la politica, lei anche Presidente lo sa, perché altrimenti non ci sono spiegazioni a un'assenza di attenzione a un'opzione che effettivamente a ENEL non costerebbe molto portare a termine, ricavando spiccioli, perché qua si ricavano spiccioli rispetto a quelli che sono i suoi volumi monetari, e per la Valle d'Aosta potrebbe eventualmente corrispondere in termini di qualche vantaggio gestionale e riduzione di disagi. Su questo ci riserviamo di fare degli approfondimenti sulla base di quello che verrà probabilmente approfondito in Commissione, so che le due Commissioni competenti la II e la IV stanno cercando di acquisire ulteriori elementi, le prime due riunioni non mi sembra siano state particolarmente proficue, confidiamo in una terza prima dell'esame in aula.
Grazie Presidente.
