Oggetto del Consiglio n. 41 del 14 aprile 1961 - Verbale

OGGETTO N. 41/61 - CANALE DI JOUX, DI VERRAYES. CONCESSIONE DI CONTRIBUTO PER FINANZIAMENTO DI SPESE PER LAVORI SUPPLEMENTARI DI COMPLETAMENTO E DI SISTEMAZIONE. DELEGA ALLA GIUNTA.

L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, FOSSON, riferisce al Consiglio in merito alla seguente relazione concernente i lavori supplementari da eseguire per il completamento e la sistemazione del nuovo canale derivatore del canale di Joux, di Verrayes, nonché la richiesta dell'Amministrazione del predetto canale intesa ad ottenere la concessione di un ulteriore contributo per il finanziamento della relativa maggiore spesa, prevista in Lire 12 milioni, relazione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 7-8 aprile 1961:

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Il Consorzio irriguo del canale di Joux, di Verrayes, che ha in corso di ultimazione i lavori per il completamento del nuovo canale derivatore, ha presentato domanda per ottenere un ulteriore contributo per il finanziamento della maggiore spesa di Lire 12.000.000 prevista, in base a progetto del Geom. Thomasset Remigio, per eseguire le seguenti opere di sistemazione supplementare e definitiva del canale:

1) dallo sbocco della galleria alla sez. 29: sopra-elevazione della sponda del canale; posa in opera di una griglia ed altri lavori atti ad impedire l'ingorgo del canale e il debordamento delle acque;

2) ricostruzione in condutture di ferro e cemento poggianti su pilastri del canale preesistente per metri lineari 186,12, cioè su tutto il tratto soggetto a franamento perché il terreno poco profondo poggia su rocce in forte pendio e, appesantendosi per imbibimento, smotta, provocando la rottura del canale e il deflusso delle acque del canale stesso verso valle, con grave pregiudizio e danno per i terreni e abitati sottostanti;

3) opere per il raccordo del nuovo tronco ai tronchi preesistenti a monte e a valle.

Esaminato sotto il profilo tecnico, il progetto sembra il più adatto alle necessità, perché non vi è la possibilità di ripiegare su altre soluzioni.

La spesa è elevata, ma appare congrua. La necessità delle opere è indubbia perché, altrimenti, verrebbe preclusa ogni possibilità di utilizzare un canale che interessa un grande comprensorio e per il quale la Regione e gli utenti stessi hanno sostenuto oneri finanziari elevatissimi.

Premesso quanto sopra e, considerato che la nuova richiesta di contributo si basa sulla assoluta impossibilità da parte degli utenti di sostenere ulteriori oneri finanziari, appare necessario che il Consiglio regionale prenda in esame tale richiesta e decida sull'accoglimento, o meno, della stessa.

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L'Assessore FOSSON, ad illustrazione della relazione soprariportata, riferisce quanto segue:

"Non intendo farvi la cronistoria dei precedenti. della questione del canale di Joux perché Vi è stata già da me esposta nella seduta del 7 ottobre 1960 (oggetto n. 143), in risposta ad una interpellanza dei Consiglieri Signori Machet e Lucat.

Desidero, però, accennare brevemente ad alcune considerazioni e citarvi alcune cifre per chiarirvi la situazione attuale del canale di Joux, in Comune di Verrayes.

La prima considerazione è di carattere tecnico e riguarda il progetto iniziale dei lavori di costruzione del nuovo canale di Joux.

Premetto che il vecchio canale, che derivava le sue acque dal torrente di St. Barthélemy ed aveva un percorso assai lungo, richiedeva annualmente l'esecuzione di opere manutentive assai costose, perché in alcuni tratti era sostenuto da muri assai alti ed aveva notevoli perdite d'acqua.

Dovendosi affrontare il problema della sistemazione del canale, si discusse se non fosse più opportuno, anzichè riparare il vecchio canale, costruire altro canale seguendo un nuovo tracciato.

Prevalse questa seconda soluzione e fu redatto un progetto iniziale che prevedeva la costruzione di un nuovo tratto di canale che, prelevando le acque dal torrente St. Barthélemy, avrebbe portato le acque stesse ai canali ripartitori del comprensorio consorziale mediante l'attraversamento della Becca d'Avers, con la costruzione di una galleria che doveva sbucare nella zona di Verrayes, a monte della frazione Grand Ville.

La galleria non poteva terminare in un luogo più infelice perché il suo sbocco sfocia proprio in un canalone lungo il quale, se per malaugurata ipotesi il canale venisse a franare, le acque precipiterebbero irrompendo sulla frazione Grand-Ville, che correrebbe il rischio di venire totalmente distrutta dato che la portata del canale è di 400 litri al secondo.

Probabilmente i tecnici progettisti hanno ritenuto di far sfociare in tal punto la galleria perché pensavano forse di irrigare con l'acqua del canale non soltanto i terreni già irrigati dal vecchio rivo di Joux, ma anche la campagna irrigata, in primavera, dal ru du Crevacol, la cui portata d'acqua viene notevolmente diminuita nel periodo estivo per inaridimento delle sorgenti.

Dallo sbocco della galleria il canale prosegue fino alla località La Borne, donde dipartono i canali ripartitori dell'acqua, attraversando una zona franosa per le varie sorgenti ivi esistenti e che saranno causa di molti guai.

La scelta della prima parte del tracciato come pure lo sbocco della galleria non potevano quindi, come già detto, essere più infelici.

Questa è una constatazione che non posso non fare.

Altro fatto negativo è che l'esecuzione dei lavori della galleria è stato affidato alla Ditta Perona, proprietaria di cave di marmo, che lavorando già sul posto e disponendo di una piccola attrezzatura di compressori, ha potuto offrire condizioni migliori di altre Imprese.

Purtroppo tale Ditta, se era pratica della lavorazione dei marmi, non era pratica né attrezzata per per-forazioni e scavi in roccia di una galleria, tanto è vero che, dopo scavato un primo tratto di galleria, si constatò che il cunicolo era troppo angusto e si dovette, quindi, riprendere da capo i lavori per il suo ingrandimento.

Dirò di più: a lavori di perforazione ultimati, il fondo della galleria risultò non livellato, ma a onde, il che costituiva un grave inconveniente, come dirò in seguito.

Aggiungasi che la Ditta Perona non disponeva di sufficienti mezzi finanziari e ogni tanto sospendeva i lavori, minacciando di non riprenderli se non gli venivano pagati i lavori eseguiti.

Nonostante tutto questo, allorquando si trattò di costruire il canale esterno, la Ditta Perona, che avanzava somme di denaro dall'Amministrazione del canale di Joux, ottenne di fare anche tale lavoro perché aveva il cantiere impiantato sul posto e potè praticare prezzi più convenienti.

Anche i lavori del canale esterno lasciarono molto a desiderare, sia per la lentezza con cui furono eseguiti e sia perché, per le opere cementizie, la Ditta si servì di sabbia prelevata sul posto e non lavata.

Quanto vi ho detto è sufficiente per illustrarvi la situazione del canale di Joux, che vi apparirà più chiara dalle seguenti cifre:

SPESE PREVISTE

La spesa prevista nel progetto iniziale ammontava a Lire 70 milioni.

A tale progetto iniziale hanno fatto seguito una prima perizia suppletiva in data 31-7-1951, dell'importo di Lire 10.100.000, ed una seconda perizia suppletiva in data 1-2-1958, dell'importo di Lire 21.897.000. La spesa totale preventivata ammontava, quindi, a Lire 101.897.000.

- Contributi concessi dalla Regione a titolo di concorso nella spesa:

L. 18.000.000 erogato con deliberazione consiliare in data 20-5-1948 n. 91;

L. 5.300.000 erogato con deliberazione consiliare in data 9-11-1950 n, 131;

L. 25.360.000 erogato con deliberazione della Giunta in data 31-12-1951 n. 2333.

In totale complessive Lire 48.660.000 di contributo su una spesa di Lire 70.000.000 inizialmente prevista.

Tale cifra rimaneva nei limiti della deliberazione consiliare che stabiliva nella misura percentuale del 60% il concorso regionale per le spese di costruzione del canale di irrigazione.

Successivamente, però, il problema del canale di Joux venne portato nuovamente al Consiglio, il quale, constatato che i consorzisti del canale di Joux non erano assolutamente in grado di far fronte alla quota parte di spesa a loro carico (40% della spesa totale), deliberava, in via del tutto eccezionale, la concessione a favore dell'Amministrazione del Consorzio irriguo "Canale di Joux" di un contributo straordinario di Lire 16.000.000, da liquidarsi in rate successive con deliberazioni di Giunta, previa approvazione degli stati di avanzamento dei lavori.

Si sperava che con tale ulteriore contributo, concesso in via del tutto eccezionale, l'Amministrazione del Consorzio sarebbe stata in grado di portare a termine i lavori di completamento del canale, in modo da poter finalmente immettere l'acqua nel canale stesso per l'irrigazione dei terreni del comprensorio consorziale.

Purtroppo questa speranza non si avverò; infatti il 10-2-1958 veniva presentata all'Amministrazione regionale una nuova perizia suppletiva dell'importo di Lire 21.897.000 e la Giunta regionale, con deliberazione in data 25-6-1958, n. 2843, veniva nuovamente incontro alle necessità del Consorzio irriguo del canale di Joux con la concessione di un ulteriore contributo straordinario di Lire 19 milioni (in aggiunta ai contributi regionali in precedenza concessi per complessive Lire 64.660.000) per il finanziamento delle spese relative alla esecuzione dei lavori di ultimazione del nuovo canale irriguo di Joux.

Al momento attuale la situazione è la seguente: gli impegni finanziari assunti dall'Amministrazione regionale verso l'Amministrazione del Consorzio del canale di Joux ammontano a Lire 83.660.000 su un preventivo globale di spesa di Lire 101.997.160, il che corrisponde all'82% della spesa totale.

Va precisato però che i contributi concessi non sono ancora stati integralmente versati.

Va precisato, inoltre, che per il finanziamento di parte dei lavori di costruzione del canale e per l'installazione di una tubazione di eternit, del diametro di 150, nel tratto da La Borne a La Pesse, l'Amministrazione del Consorzio del Canale di Joux ha contratto un mutuo di Lire 10.500.000 con l'Istituto Federale di Credito Agrario.

Dirò, in proposito, che ho effettuato una visita sopralluogo, unitamente ai Consiglieri della zona Signori Lucat e Machet, lungo tutto il percorso del canale, per rendermi conto dello stato dei lavori ed ho constatato, in tale occasione, che l'installazione della tubazione in eternit nel tratto anzidetto non era ancora stata fatta e così dicasi di varie altre opere.

Ora, siccome il Ministero dell'Agricoltura aveva sollecitato, con lettera del 28 aprile 1959, l'ultimazione ed il collaudo dei lavori finanziati con il provento del mutuo di Lire 10.500.000 avvertendo che, nel caso non si fosse provveduto a quanto richiesto, il Consorzio del Canale di Joux avrebbe dovuto restituire i 3 milioni già anticipatigli quale prima rata del mutuo, ho reso edotta di ciò l'Amministrazione del Consorzio e l'ho invitata a portare a termine al più presto i lavori in modo da poter procedere al collaudo dei lavori stessi.

Alla prima lettera d'invito seguirono vari e ripetuti solleciti prima che l'Amministrazione del Consorzio ottemperasse all'invito fattole.

Finalmente il 21 luglio 1960 il collaudo aveva luogo, ma si è trattato non già di un collaudo tecnico, che non si è potuto fare perché non tutte le opere erano state eseguite a regola d'arte, ma di un semplice collaudo ai fini amministrativi e contabili che, come già detto, era indispensabile per dar modo all'Amministrazione del Consorzio di riscuotere gli ulteriori ratei del mutuo contratto con l'Istituto Federale di Credito Agrario.

In sostanza, nella relazione di collaudo, i tecnici incaricati riconoscono che le somme indicate nella relazione e provenienti dal mutuo sono state effettivamente investite nelle opere oggetto del collaudo, ma rilevano che le opere stesse non sono collaudabili sotto l'aspetto tecnico perché non eseguite a regola d'arte.

Nella relazione di collaudo sono elencate le principali deficienze tecniche riscontrate nelle opere di cui si tratta, fra le quali si citano le seguenti:

1) nel primo tratto il canale è franato.

In effetti, dovendosi procedere al collaudo del rimanente tratto del canale, per poter constatare se era funzionante, si dovette costruire un canale provvisorio in legno per permettere lo scorrimento delle acque.

2) la portata del canale che, secondo il progetto, deve essere di 500 litri al secondo, in alcuni tratti non raggiunge i 200 litri al secondo.

E questo o perché le sezioni del canale sono inferiori a quelle stabilite o perché gli scivoli hanno una pendenza eccessiva o perché ancora il fondo del canale - ciò che si verifica nella galleria -, non è livellato e le relative sponde non sono cementate sino ad un'altezza sufficiente per cui l'acqua fuoriesce e si infiltra nella roccia per cui, non essendo il terreno nella zona consistente, potrebbero in seguito verificarsi frane pericolose.

Così stando le cose, si rende necessario ed urgente provvedere:

a) a rialzare le sponde del canale nei tratti ove la portata dell'acqua è inferiore ai 500 moduli al secondo previsti in progetto;

b) a ricostruire il canale nel tratto che attraversa la zona franosa, dopo lo sbocco della galleria.

Si propone, a tal uopo, che il costruendo nuovo canale, che dovrebbe essere possibilmente in tubazione metallica, sia sopraelevato e sostenuto da pilastri, come viadotto, in modo di avere la garanzia che esso non franerà nell'eventualità di cedimenti del terreno franoso.

c) a sistemare il tratto del canale da La Borne a La Pesse e il tratto antistante l'imbocco della galleria.

Subito dopo l'effettuazione del collaudo, ho provveduto a convocare il Consiglio di Amministrazione del Consorzio del Canale di Joux - che nel frattempo era stato rinnovato, e il Direttore dei lavori, Geom. Thomasset (succeduto al Geom. Ponsetti, dimissionario), ai quali ho fatto presente che l'Amministrazione regionale aveva erogato forti somme per la costruzione del canale di Joux e che anche i consorzisti avevano contribuito alla esecuzione dei lavori versando parecchi milioni e che era ora che l'opera venisse ultimata, in modo da dare finalmente la possibilità ai consorzisti di irrigare i loro terreni.

Ho quindi chiesto loro di precisare che cosa ancora rimaneva da fare, a loro avviso, per poter rendere funzionante il canale.

Circa un mese fa mi è stato presentato dall'Amministrazione del Consorzio il progetto esecutivo, redatto dal Geom. Thomasset, delle opere di finitura che rimangono ancora da eseguire per il completamento dell'opera.

Non vi sto a leggere la relazione tecnica e mi limito ad elencarvi le opere di finitura previste nel suddetto progetto esecutivo:

1) opere di contenimento e sistemazione della frana nel tronco di raccordo fra il nuovo e l'antico canale - scavi generali;

2) pilastri di sostegno per il canale nuovo, lungo la zona franosa;

3) canale in ferro per 21 metri, travi di sostegno ed opere accessorie;

4) canale in calcestruzzo armato, per 63 metri, nel tratto seguente;

5) sistemazione-rialzo del canale dallo sbocco della galleria alla frana;

6) sistemazione di terrapieno e muro di sostegno sul lato valle del canale rialzato;

7) sistemazione della cunetta interna di galleria per 1100 metri di lunghezza;

8) sistemazione dell'imbocco nord della galleria Joux, lato su Nus;

9) finitura del canale fra La Borne e La Bora, per metri 85, con rivestimento;

10) parte terminale del canale oltre la Bora, scavo e costruzione fino al raccordo,

11) sistemazione del canale antico, nel tronco precedente la galleria di Joux, su tratti vari, per 333 metri.

La spesa prevista in progetto per l'esecuzione delle opere sopra elencate ammonta a Lire 12 milioni.

Come vi ho detto prima, gli impegni finanziari assunti dall'Amministrazione regionale nei confronti del Consorzio del Canale di Joux, di Verrayes, ammontano a Lire 83.660.000, di. cui a tutt'oggi sono state erogate all'Amministrazione del predetto Consorzio Lire 72.186.198.

Dal rendiconto presentato per ottenere l'ultimo contributo straordinario concesso dall'Amministrazione regionale con la citata deliberazione di Giunta n. 2843 in data 25-6-1958, per l'importo di Lire 19 milioni, si rileva quanto segue:

- lavori eseguiti dall'Impresa Perona

L. 11.729.000

- lavori eseguiti dai cottimisti

L. 1.657.000

- lavori eseguiti dal Sig. Barmasse

L. 30.000

- lavori eseguiti in economia dagli utenti

L. 232.000

- per direzione ed assistenza lavori al Geom. Ponsetti

L. 656.900 (circa)

TOTALE

L. 14.304.900 (circa)

acconti versati dalla Regione sul contributo di Lire 19 milioni: Lire 7.100.000 (3.000.000 + 3.300.000 + 800.000).

Somma ancora da versare dalla Regione a saldo del contributo: Lire 11.900.000, di cui Lire 7.206.631 a completamento della somma necessaria per il finanziamento della predetta spesa di Lire 14.304.900; e Lire 4.693.369 a disposizione del Consorzio per il finanziamento di altri lavori.

Poiché il progetto esecutivo delle residue opere di finitura, redatto dal Geom. Thomasset, prevede una spesa di Lire 12 milioni, deducendo dalla cifra di Lire 12 milioni la somma di L. 4.693.369 a disposizione del Consorzio, risulta che per il finanziamento delle nuove opere previste in detto progetto dovrebbe essere erogato un ulteriore contributo regionale di Lire 7.306.631 (Lire 12.000.000 - L. 4.693.369 = L. 7.306.631).

La Giunta regionale, in considerazione di quanto sopra, propone che il Consiglio conceda all'Amministrazione del Consorzio del Canale di Joux un ulteriore contributo che riterrei opportuno di arrotondare nella cifra di Lire 8 milioni".

Il Consigliere MACHET dichiara quanto segue:

"Sarebbe interessante sentire una relazione tecnica riguardante l'efficienza attuale del canale, ma purtroppo non sono in grado di farlo e, quindi, dirò due parole soltanto, a mio modesto modo di vedere.

Tutti sappiamo quanto denaro abbia erogato l'Amministrazione regionale per il canale di Joux ed il modo in cui questo denaro venne speso. Le recriminazioni ormai sono inutili. Però, visto che stiamo approvando la concessione di un altro contributo, non vorrei che anche questo contributo fosse impiegato nella maniera degli altri precedenti per cui occorre che l'Amministrazione regionale faccia dei controlli sui lavori che verranno eseguiti.

Sull'allegato leggo: "sistemazione definitiva del canale"; pur essendo un profano in materia, ci credo poco. Vorrei sbagliarmi; però, se domani si dovesse ancora intervenire con nuovi sussidi, almeno si abbia la certezza che questo denaro non sia stato sprecato.

Il rifiuto dell'Amministrazione regionale nell'intervenire per eventuali nuove esigenze sarebbe grave e metterebbe la popolazione nella condizione di abbandonare i loro terreni perché vi sono delle famiglie che, vendendo il loro terreno, non ricaverebbero la somma che già hanno dovuto sborsare per il canale.

Ora, penso non si tratti di preoccuparsi se avranno ancora bisogno di aiuto; l'essenziale è che comincino a spendere bene questi 12 milioni.

Se l'Amministrazione regionale si fosse fatta un dovere di seguire da vicino l'esecuzione di quell'opera, non si troverebbe ora certamente in questa triste situazione; quindi non perseveriamo su questa strada.

Non mi si venga a dire che il Consorzio è privato e perciò non si potrebbe interferire; poiché quando un'Amministrazione interviene con dei sussidi del genere di questi, con del denaro che è di tutti, penso che abbia non soltanto il diritto, ma anche il dovere, di sapere come questo denaro si spenda".

Il Consigliere LUCAT, dopo aver premesso che condivide quanto detto dal Consigliere Machet, dichiara di essere personalmente convinto, pur non essendo un tecnico, che la cifra di Lire 12 milioni, preventivata dal Geom. Thomasset, non è assolutamente sufficiente per il finanziamento delle opere ancora necessarie per rendere funzionante il nuovo canale di Joux e ciò per varie ragioni che illustra.

Ritiene che, per l'accertamento dei lavori ancora necessari per il completamento dell'opera e delle conseguenti relative spese, sarebbe opportuno effettuare una visita sopralluogo unitamente a tecnici dell'Amministrazione regionale e a tecnici nominati dall'Amministrazione del Consorzio del canale di Joux.

Segue discussione in merito alla quale prendono parte i Consiglieri AILLON, DUJANY, LUCAT, NICCO Anselmo, BORDON, BERTHOD, PAGE, TREVES e gli Assessori NICCO Giulio e FOSSON.

Il Consigliere TREVES afferma che il nuovo canale di Joux dovrebbe avere la portata d'acqua prevista nel progetto iniziale per l'irrigazione dei terreni compresi nel comprensorio consorziale per cui è indispensabile che si eseguano tutte le opere necessarie per assicurare che il canale possa contenere e convogliare a destinazione la predetta portata d'acqua.

Aggiunge che al finanziamento della relativa spesa, anche se dovesse ammontare a 30 40 o 50 milioni, potrebbe provvedersi, eventualmente, con l'imputazione della spesa stessa sull'apposita voce di bilancio nella quale sono state stanziate Lire 200 milioni a favore dell'agricoltura, fondo proveniente dal mutuo di Lire 1 miliardo e mezzo contratto dall'Amministrazione regionale nel 1959.

Il Consigliere DUJANY premette che il nuovo canale di Joux è nato male, sia per quanto riguarda la scelta del tracciato e la progettazione dell'opera che per quanto riguarda il finanziamento e l'esecuzione dell'opera.

Osserva che a complicare le cose sono poi anche sopraggiunti elementi di carattere straordinario, per cui sembra che tutto si accanisca contro l'ultimazione di questo canale irriguo.

Rileva che, durante la precedente legislatura, il Consiglio regionale deliberò di concedere, in via del tutto eccezionale, ai Consorzio irriguo del canale di Joux un ulteriore contributo straordinario di Lire 16 milioni; precisa che l'Assessore proponente - Geom. Arbaney -, dichiarò, dopo molte reticenze, di essere favorevole alla concessione del nuovo contributo a condizione che anche i consorzisti si dessero da fare e contribuissero nella spesa per l'esecuzione dell'opera.

Ricorda che si sperava che, con tale ulteriore contributo, l'Amministrazione del Consorzio sarebbe stata in grado di portare a termine i lavori in modo da poter finalmente immettere l'acqua nel canale stesso per l'irrigazione dei terreni del comprensorio consorziale.

Constata che, purtroppo, tale speranza andò delusa perché, come è stato ricordato dall'Assessore Fosson, il 1° febbraio 1958 veniva presentata una nuova perizia suppletiva dell'importo di Lire 21.897.000 e l'Amministrazione regionale veniva nuovamente in aiuto al predetto Consorzio con un ulteriore contributo straordinario di Lire 19.000.000.

Rileva che oggi si ripete la stessa cosa poiché il Consiglio si trova dinnanzi ad un progetto esecutivo (perizia suppletiva) di opere necessarie per completare e rendere funzionante il nuovo canale di Joux.

Fa presente che l'esperienza del passato, tutt'altro che confortante, crea giustamente delle perplessità nei Consiglieri, perplessità che sono pienamente giustificate.

Ritiene opportuno che il Consiglio prenda in esame la proposta, fatta dal Consigliere Lucat, di far effettuare una visita lungo tutto il percorso del canale di Joux da parte di tecnici dell'Amministrazione regionale, unitamente a tecnici del Consorzio, per accertare se nel progetto del Geom. Thomasset siano previste tutte le opere necessarie per ultimare e rendere effettivamente funzionante il canale stesso.

L'Assessore NICCO Giulio dichiara che non vi è dubbio che il canale di Joux è nato male, perché si è sbagliato sin dall'inizio il progetto con una impostazione errata a cui ha fatto seguito l'esecuzione non a regola d'arte dei lavori da parte di un'Impresa che non aveva competenza in tal genere di lavori.

Osserva che a ciò bisogna aggiungere che hanno fatto difetto la direzione e l'assistenza ai lavori e che è mancato l'interessamento della precedente Amministrazione del Consorzio.

Circa la spesa di Lire 12 milioni prevista per le residue opere di finitura ancora da eseguire per rendere funzionante il canale, dichiara di non essere in possesso degli elementi tecnici necessari per poter giudicare se la spesa preventivata sia o no sufficiente.

Dichiara di aver, però, la massima fiducia nel Geom. R. Thomasset, il quale è il più competente fra i tecnici valdostani in materia di costruzione di canali di irrigazione.

Esprime l'avviso che il Consiglio regionale dovrebbe, come da proposta dell'Assessore Fosson, approvare la concessione di un ulteriore contributo straordinario di Lire 8 milioni a favore del Consorzio irriguo del canale di Joux per il finanziamento dei lavori previsti nel progetto Thomasset e procedere eventualmente, nel contempo, ad accertamenti per vedere se la spesa preventivata sia o no sufficiente.

Il Consigliere MACHET dichiara di concordare su quanto detto e proposto dall'Assessore Nicco Giulio, ma raccomanda che l'Amministrazione regionale esegua un accurato controllo tecnico inteso ad assicurare l'esecuzione dei lavori a regola d'arte, al fine di avere la garanzia che i 12 milioni siano spesi bene.

Rileva che il progetto redatto dal Geom. Thomasset concerne soltanto alcuni tratti del canale e, cioè, quelli che sono del tutto non funzionanti, e non anche gli altri tratti, per cui non si ha la certezza che, dopo eseguiti i lavori di cui al progetto Thomasset, il canale sarà effettivamente funzionante.

Precisa che è questa la preoccupazione sua e del collega Lucat e che sarebbe, quindi, opportuno che una Commissione composta da tecnici dell'Amministrazione regionale e del Consorzio fosse incaricata di accertare se, dopo eseguiti i lavori previsti nel progetto Thomasset, il canale sarà effettivamente efficiente.

L'Assessore FOSSON ricorda che sono già stati spesi oltre 101 milioni di Lire per la costruzione del nuovo canale di Joux per cui non è possibile pensare, oggi, di modificare sostanzialmente il progetto iniziale costruendo, ad esempio, una galleria che si riallacci a quella esistente, per evitare la costruzione di un canale scoperto nella zona franosa, perché ciò comporterebbe una spesa che sarebbe eccessiva in rapporto al costo totale dell'opera.

Fa presente che, dopo la visita sopralluogo effettuata nel 1959 unitamente ai Consiglieri Lucat e Machet, l'Assessorato ha impartito disposizioni tassative all'Impresa affinché provvedesse a rifare i tratti di canale non eseguiti a regola d'arte o non funzionanti perché aventi sezioni inferiori alle misure stabilite in progetto.

Cita, ad esempio, il tratto di canale oltre La Bora in cui il progetto prevedeva una tubazione in eternit.

Informa che, durante la visita sopralluogo, l'Impresa venne autorizzata a costruire un canale scoperto in cemento, ma fa presente che l'Impresa, invece, si limitò a costruire un canale scoperto in terra, che franò allorquando l'acqua venne immessa nel canale per il collaudo amministrativo.

Sottolinea che l'Impresa è stata quindi diffidata a ricostruire in cemento tale tratto di canale.

Ritiene che i tratti di canale ora funzionanti, anche se non perfettamente, possano ugualmente servire, se pure non costituiscono l'optimum, perché certe deficienze non si possono ormai più eliminare.

Per quanto riguarda le opere di rifinitura ancora da eseguire, in base al progetto Thomasset, per rendere funzionante il canale, riferisce che al Presidente del Consorzio del Canale di Joux, che aveva inoltrato domanda all'Amministrazione regionale per la concessione di un nuovo contributo regionale di Lire 8 milioni per il finanziamento delle spese relative, fu risposto nei seguenti termini:

"Oggetto: Opere completamento canale - Convocazione Assemblea.

Con riferimento alla domanda di contributo per il finanziamento della spesa di Lire 8 milioni prevista necessaria per l'esecuzione dei lavori residuati, mediante i quali il Canale di Joux sarà in grado di fornire la irrigazione per cui è stato progettato, si osserva:

"L'approvazione del progetto, datala spesa e l'importanza delle opere, deve essere sottoposta all'Assemblea generale degli utenti.

Della convocazione dell'Assemblea deve essere dato avviso a questo Assessorato, con anticipo di tempo sufficiente a consentire che all'Assemblea stessa possa essere inviato un funzionario regionale".

Dichiara, quindi, di essere convinto che con l'esecuzione dei lavori residui, elencati nel progetto Thomasset, il canale diventerà finalmente funzionante, come da assicurazioni date dal progettista.

Comunica che questo suo convincimento è basato sul fatto che il Geometra Thomasset è, fra i tecnici valdostani, quello che ha maggior competenza in materia di costruzione di canali irrigui ed anche sul fatto che i prezzi analitici delle singole opere sono assai elevati, il che induce a presumere che non vi dovrebbero essere sorprese di carattere finanziario.

Pur ammettendo che potrebbero verificarsi eventuali imprevisti, osserva che, ovviamente, gli imprevisti non possono essere calcolati a priori.

Insiste, pertanto, sull'opportunità che il Consiglio, concordando sulle sue proposte, approvi la concessione a favore del Consorzio irriguo del Canale di Joux di un ulteriore contributo straordinario di Lire 8 milioni per il finanziamento delle spese di cui si tratta con l'intesa che, se si constaterà, in seguito, la necessità dell'esecuzione di eventuali altri lavori, l'Amministrazione regionale non mancherà di prendere in favorevole esame la questione.

Si richiama, quindi, al suggerimento fatto dal Consigliere Trèves, il quale ha sottolineato la necessità di eseguire tutte le opere atte ad assicurare che il canale possa convogliare la portata d'acqua prevista nel progetto iniziale, facendo presente che la relativa spesa potrebbe essere finanziata sul fondo di Lire 200 milioni stanziato a suo tempo in bilancio a favore dell'agricoltura; in merito precisa, anzitutto, che il predetto fondo di Lire 200 milioni non era stato destinato specificatamente ed esclusivamente per l'agricoltura, ma era stato iscritto inizialmente nel bilancio dell'esercizio finanziario 1°-7-1959/30-6-1960, al capitolo di spesa 125 bis, sotto la voce "Spese per il potenziamento agricolo, economico e sociale della Valle".

Informa che la dizione e lo stanziamento di tale capitolo di spesa non sono stati a suo tempo approvati dalla Commissione di Coordinamento perché troppo generici, per cui, con deliberazione consiliare in data 8 ottobre 1959 n. 111, tale stanziamento di fondi è stato soppresso e ripartito a favore dei seguenti capitoli di spesa: L. 80 milioni a favore del capitolo di spesa n. 130, L. 100 milioni a favore del capitolo di spesa n. 146 e Lire 20 milioni a favore del capitolo di spesa n. 164. Questo, - egli dice -, per la precisione.

Il Consigliere TREVES comunica di riservarsi di ritornare sull'argomento dopo che avrà potuto prendere visione della deliberazione consiliare n. 111 in data 8-10-1959.

Il Presidente, FILLIETROZ, pone ai voti per alzata di mano l'approvazione della proposta fatta dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Fosson.

IL CONSIGLIO

preso atto di quanto riferito dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste, FOSSON;

richiamate le deliberazioni consiliari n. 91 del 24 maggio 1948, n. 131 del 9 novembre 1950 e n. 13 dell'11 marzo 1954;

ritenuta la necessità della concessione di un ulteriore contributo a favore del Consorzio Irriguo Canale di Joux, di Verrayes, nelle spese relative ai lavori supplementari di completamento e di sistemazione del canale, previste in Lire 12.000.000;

ad unanimità di voti favorevoli, espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti e votanti: trentuno);

DELIBERA

1) di approvare, per i motivi di cui in premessa, la concessione a favore del Consorzio Irriguo Canale di Joux, in Comune di Verrayes, di un ulteriore contributo straordinario di Lire 8.000.000 (ottomilioni) nelle spese relative ai sopraindicati lavori supplementari da eseguire per il completamento e la sistemazione del canale di Joux;

2) di approvare e di impegnare la relativa spesa di Lire 8.000.000 (ottomilioni) sul capitolo 133 del bilancio per il corrente esercizio finanziario, che presenta la necessaria disponibilità: "Spese e contributi per lavori di costruzione e di sistemazione di opere di irrigazione e per il miglioramento dei pascoli montani";

3) di delegare alla Giunta regionale la liquidazione del contributo di Lire otto milioni in base agli stati di avanzamento dei lavori e previo controllo dei lavori eseguiti e delle relative spese.

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