Oggetto del Consiglio n. 554 del 26 novembre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 554/79 - Strutture e compiti degli organi di gestione democratica della scuola. (Interpellanza dei Consiglieri Cout, Mafrica e Bajocco)
Interpellanza
Considerato che con l'elezione degli organi collegiali sono stati fatti notevoli passi in direzione del rinnovamento e della democrazia nella scuola;
Rilevato che tali organismi hanno incontrato difficoltà a permettere la partecipazione effettiva di genitori e studenti e che è soprattutto mancato un collegamento funzionale tra i diversi livelli (Consiglio di classe o di interclasse, Consiglio di circolo o di istituto, Consiglio di distretto, Consiglio scolastico regionale e altre strutture organizzative della scuola);
Tenuto conto che in questi giorni in numerose città si è avviata un'iniziativa degli studenti per ottenere il rinvio della data delle elezioni e per chiedere modifiche della struttura e dei compiti degli organi di gestione democratica della scuola;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione per sapere:
1) quale è stata l'attività svolta dagli organi collegiali della scuola in Valle d'Aosta e quali le difficoltà esistenti;
2) se la Giunta regionale non ritiene opportuno proporre al Ministero della Pubblica Istruzione modifiche delle strutture e dei compiti dei diversi organi di gestione per migliorarne la capacità di intervento, per favorire una partecipazione più motivata degli interessati, per garantire un migliore coordinamento delle scelte effettuate ai diversi livelli;
3) quali iniziative possono essere prese a livello regionale per raggiungere gli scopi prima ricordati.
Aosta, li 2 novembre 1979
F.ti: E. Cout - D. Mafrica - Igino Bajocco
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Non pensiamo sia necessario illustrare troppo a lungo l'interpellanza, anche perché ci vorrebbe troppo tempo per entrare effettivamente nei problemi. È comunque nostra intenzione cogliere l'occasione con questa interpellanza per cercare di aprire la discussione in futuro, al più presto possibile, su un problema di fondamentale importanza per la vita della scuola, per la formazione democratica delle scelte, la formazione della personalità dei ragazzi, la necessità che essi hanno di abituarsi al dibattito, al confronto, alla partecipazione. E questo penso sia tanto più importante in una società che deve mettere in discussione valori, quei stessi valori, che non riesce a dare sicurezza, ad esempio, a garantire degli sbocchi professionali di lavoro per coloro che hanno terminato gli studi. Penso sia superfluo richiamare l'uso della droga, il succedersi di episodi di violenza, di atti di criminalità e come questo rimarca un incubo nell'animo di migliaia di genitori, di studenti, di insegnanti. È una fortuna che molto di ciò si ponga in Valle d'Aosta in modo molto meno accentuata che nel resto del Paese, ma alcuni sintomi, direi, e alcuni dati, penso debbano suggerire la necessità di affrontare il problema in tempo. La scuola nel suo ruolo fondamentale e, direi, che è impensabile e improponibile pensare di tornare indietro su scelte fatte. Lo ricordiamo nell'interpellanza, con l'elezione degli organismi collegiali sono stati fatti notevoli passi in direzione del rinnovamento e della democrazia nella scuola e noi vogliamo proseguire su questa strada. Esistono carenze, è un dato di fatto che è stato rilevato da molte parti, e questo ci preoccupa, ma ecco lo spirito della nostra interpellanza, quali sono queste carenze in Valle d'Aosta.
Io penso che non esauriremo certamente oggi l'esame di esse, non troveremo tutte le risposte, ma penso che rimanga un problema comunque. Secondo noi, non è solo un problema di ingegneria istituzionale, di arrangiamenti, di ritocchi delle leggi esistenti. Citeremo solo alcuni problemi che ci vengono in mente: ad esempio, il calo della partecipazione alle elezioni, dimostra una disattesa alle aspettative degli interessati, ancora le ultime elezioni - dati che potremmo vedere stamattina - dimostrano che, rispetto soprattutto alle prime elezioni, c'è un calo della partecipazione. Un altro problema, che una volta eletti i rappresentanti, si intende spesso da parte dei genitori degli studenti delegati...e quindi è necessario verificare quale rapporto esista tra gli elettori e gli eletti. È una domanda, era forse questa la partecipazione che noi ci eravamo proposti, i vari organismi hanno effettiva capacità di decidere, ad esempio, e le loro proposte rientrano e contano veramente in un processo che dovrebbe essere programmato di formazione delle decisioni. Esiste poi un collegamento tra i vari organismi e parlo di un collegamento in orizzontale e in verticale tra questi organismi e tra gli altri enti di programmazione, gli altri enti che seguono le cose della scuola, ad esempio, gli Enti locali, l'Assessorato, eccetera, e non è possibile, ad esempio, in molti casi semplificare questa troppo mastodontica, direi, "macchina elettorale" che è stata messa in piedi con tutte queste scadenze che avvengono in tempi successivi. So che in Valle d'Aosta, ad esempio, gli studenti eleggono già per quanto riguarda i rappresentanti nel Consiglio di classe, in un'assemblea, i loro rappresentanti e, mi chiedo se, ad esempio, una cosa del genere possa essere fatta per i genitori, per quanto riguarda i rappresentanti di classe, o devono invece questi genitori riunirsi in assemblea a parte per almeno conoscersi e potere così decidere quali sono i loro rappresentanti. Esisteranno certamente altri problemi, esiste tutta una serie di proposte di modifica della legge che sono venute dopo il dibattito in Parlamento da parte dei vari Partiti, da parte del Partito Comunista, del Partito Repubblicano, da parte della stessa Democrazia Cristiana.
Ecco, penso appunto che qui non sia molto il caso di approfondire questi argomenti, ma comunque penso sia necessario per la Regione darsi delle sue proposte, cercare di integrare eventualmente le leggi regionali esistenti. Ripeto, alcune cose sono già state fatte a differenza del resto del Paese, penso che su questo potrebbero venire delle proposte eventualmente per il Ministero, per il Governo, e che sia necessario, eventualmente, se ci sono delle nostre proposte, anche eventualmente investire di questo i Parlamentari e avviare su questo un dibattito soprattutto tra i vari organismi, tra quelli che si interessano del mondo della scuola per approfondire e per avere delle proposte, eventualmente per correggere e togliere delle deficienze che tuttora abbiamo.
Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione.
M. Ida Viglino (U.V.) - Condivido quanto ha detto il Consigliere Cout. Questo argomento evidentemente non si può esaurire soltanto rispondendo ad un'interpellanza, perché se si dovesse parlare, per esempio, dell'attività svolta dagli organi collegiali in Valle d'Aosta, avremmo già da discutere per parecchio tempo. Comunque, io sono più che disponibile a portare nella Commissione competente in materia di Pubblica Istruzione l'argomento in modo da poter approfondire, in un primo tempo e, in un secondo tempo, discuterlo in Consiglio, sebbene qui in Valle d'Aosta abbiamo già integrato, e l'ha ricordato il Consigliere Cout, dove è stato possibile, la legge nazionale ricavando da questa integrazione dei risultati notevoli. Infatti, io citerò l'esempio delle elezioni dei rappresentanti degli studenti nei Consigli di classe: contrariamente a quello che avviene sul piano nazionale, noi abbiamo stabilito che a queste elezioni debbano svolgersi nel mese di ottobre in una giornata scolastica, e vi do immediatamente i risultati che abbiamo ottenuto con questo sistema. Nell'anno scolastico 1977/1978 abbiamo il 77,38 percento come percentuale di presenza, nel 1978/1979, l'81,65 percento e, quest'anno, 1979/1980, dato che si faceva dal mese di ottobre, sono già tutte svolte queste elezioni, il 91,84 percento di presenza; quindi, solo questo dato indica che la strada che dobbiamo seguire e che è stata richiesta proprio dagli studenti, per poter partecipare alle elezioni che li riguardano, perché se queste lezioni avvengono in una giornata scolastica, evidentemente, la percentuale è molto più elevata. Quindi, ho accolto volentieri quanto è stato suggerito dal Parlamento, cioè di sospendere per ieri le elezioni degli studenti rimandandole a sabato, mi sembra, 24 febbraio - adesso non ce l'ho sottomano - soprattutto per questa motivazione fondamentale, che le elezioni avverranno durante una giornata scolastica.
Concordo anch'io sulla difficoltà enorme...come dire? di mettere in moto la "macchina" quando si tratta di fare delle elezioni a livello di Consiglio di Istituto, di Consiglio Distrettuale e non parliamo del Consiglio Scolastico Regionale. Io non voglio adesso prolungare la discussione, ma porterò in Commissione "Pubblica Istruzione" tutto lo schema degli adempimenti che sia gli uffici dell'Assessorato, della Sovraintendenza, delle Direzioni Didattiche delle Presidenze, devono mettere in moto per risolvere questo problema. Quando le abbiamo fatte, due anni fa, c'è stato veramente da impazzire, perché credo che le elezioni del Parlamento non siano così macchinose come le elezioni di questi organismi collegiali. Ma, oltre a quello che ho detto, noi abbiamo fatto la legge sugli organismi collegiali, abbiamo fatto alcune modifiche a quella che era la legge nazionale...diciamo integrazioni, dato che non abbiamo la possibilità di modificare la legge nazionale; per esempio, abbiamo reso totale la pubblicità delle sedute, cioè non limitate come nella legge nazionale, ma abbiamo interpretato la legge nazionale in un senso molto più lato. La legge statale non prevede la presenza dei genitori e degli alunni della classe delle riunioni del Consiglio di Classe e di Interclasse, mentre noi l'abbiamo ammesso. Dunque, la nostra legge regionale n. 45 del 1976 disciplina il Comitato studentesco di istituto e istituisce i Comitati Interistituto, regolando le riunioni di rappresentanze studentesche di Istituti secondari di secondo grado della Regione, e questo la legge statale non lo contempla affatto.
Abbiamo anche facilitato la convocazione delle assemblee dei genitori, allargato ai Presidi e a una percentuale dei componenti la possibilità di chiedere questa convocazione. Malgrado tutte queste integrazioni riconosciamo che la questione debba essere certamente rivista e approfondita. Il Consigliere Cout ha accennato alla possibilità per gli Enti locali di inserirsi; io devo ricordare che quando noi abbiamo messo la presenza degli Enti locali nei Comitati di Comunità Montana della Scuola materna, la legge è stata mandata non vistata, proprio per questo punto abbiamo dovuto ripresentarla, eliminando quella componente da questi Comitati di Comunità Montana. Devo anche aggiungere che la percentuale degli interventi alle elezioni, infatti, sta subendo una leggera flessione, tranne per quanto riguarda la Scuola materna, dove addirittura nelle elezioni dei Comitati di Comunità Montana abbiamo avuto il 68,88% di presenza da parte dei genitori e, ripeto, io sono perfettamente disponibile a portare l'argomento in discussione nella Commissione "Pubblica Istruzione" in un primo tempo, per poi eventualmente, in un secondo tempo, investire il Consiglio di questo problema fondamentale. Aggiungerò soltanto questo: che uno degli organismi collegiali che ha più difficoltà nello svolgere il suo compito è il Consiglio Scolastico Regionale; dopo un avviamento anche un po' complicato, visto l'elevato numero dei partecipanti (che sono 48), sta incominciando un ritmo di riunioni piuttosto regolari, e speriamo che entro quest'anno possa svolgere completamente le sue mansioni.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Siamo d'accordo che ci possa essere un inizio di discussione in Commissione su questi problemi, però, ecco, vogliamo ribadire quello che era il nostro concetto: che una discussione su questo deve essere una discussione molto allargata, che deve coinvolgere tutti questi organismi per sentire quali sono le loro proposte, per verificare quali sono le loro carenze, soprattutto bisogna andare a vedere effettivamente cosa c'è che non funziona e quali sono i modi per fare funzionare meglio tutto questo. Infatti, ci sono state - lo ricordava l'Assessore - già una serie di modifiche alla legge, però, queste modifiche interessano - da quello che ha detto l'Assessore - almeno, ho visto che effettivamente è stato questo - soprattutto quella che è la rappresentanza degli studenti e che trovano già più facilità a essere presenti nella scuola in queste assemblee che avvengono nell'orario scolastico, per cui la partecipazione è notevole. Rimane sempre la necessità di una maggiore presenza dei genitori nelle scuole e, quindi, è in quel senso che forse vanno cercate delle modifiche e delle soluzioni.
Per quanto riguarda i Distretti - tralascio una serie di altri problemi naturalmente - il primo Distretto trova difficoltà a funzionare, mi sembra che il secondo Distretto abbia trovato delle maggiori possibilità di funzionare, abbia addirittura redatto un piano che ho avuto - facevo parte anch'io del secondo Distretto, anche se poi ho dovuto dare le dimissioni per eventuale ed evidenti motivi di incompatibilità - in cui c'è una serie di proposte e di osservazioni per andare anche a modificare quello che deve essere questo collegamento tra il Distretto con il Consiglio Scolastico Regionale, con l'Assessorato e con gli Enti locali, anche se poi, evidentemente, ci sono delle difficoltà di funzionamento. Penso che queste proposte vadano esaminate a fondo e su questo si cerchi poi di costruire quello che deve essere anche il collegamento maggiore tra i vari livelli degli organi collegiali della scuola e, soprattutto, che su questo si cerchi poi di iniziare anche un modo più partecipato di arrivare alle scelte che vengono fatte, tenendo conto appunto delle varie realtà. Quindi, sono d'accordo, anzi, siamo d'accordo che su questo venga avviato al più presto possibile un dibattito che, comunque, deve essere - torno a ripeterlo - il più largo possibile.
Passiamo al punto n. 5 dell'ordine del giorno.
