Oggetto del Consiglio n. 177 del 28 ottobre 1965 - Verbale

OGGETTO N. 177/65 - SITUAZIONE DEI DIPENDENTI DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE. (Mozione del Consigliere regionale Signor Montesano Giuseppe)

Il Presidente, MARCOZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione del Consigliere regionale Signor. Montesano Giuseppe concernente l'oggetto "Situazione dei dipendenti della Amministrazione Regionale", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 28 ottobre 1965:

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IL CONSIGLIO REGIONALE

Preso atto della risposta scritta fatta pervenire dal Signor Presidente della Giunta al Consigliere Montesano in merito alla situazione del personale dipendente;

Constatato il disagio in cui si trova il personale regionale a causa della inadeguatezza delle vigenti norme del regolamento organico;

Considerata la urgente necessità di fare aderire la tabella organica all'effettivo numero dei dipendenti dell'Amministrazione Regionale;

Considerata, inoltre, la opportunità di addivenire nel più breve tempo possibile alla approvazione di nuove norme in grado di sopperire alle numerose lacune attualmente esistenti;

Considerato che l'apposita Commissione per il Personale, nominata dalla Giunta Regionale ha ormai da tempo concluso i suoi lavori e rassegnato alla Giunta stessa le nuove proposte di modifiche al vigente regolamento;

DA' MANDATO

alla Giunta regionale di procedere con la massima sollecitudine all'esame delle nuove proposte della citata Commissione allo scopo di consentire al Consiglio Regionale di prendere, a sua volta, in esame e di approvare, non oltre il 31 dicembre 1965, tali proposte onde risolvere nell'interesse dell'Amministrazione e dei dipendenti regionali l'annoso ed importante problema.

Il Consigliere Regionale

F.to: G. Montesano

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Il Consigliere MONTESANO dichiara quanto segue:

"Come i Colleghi Consiglieri ricorderanno, nella seduta consiliare del 7 ottobre u.s., era in esame una interpellanza da me presentata circa la consistenza e la suddivisione del personale dell'Amministrazione Regionale.

In quella occasione avevo richiesto una risposta scritta a tale interpellanza, anche perché ritenevo che una risposta orale non sarebbe stata sufficiente a poter inquadrare numericamente e partitamente un problema del genere.

Cortesemente il Presidente della Giunta mi fece pervenire, nella stessa seduta del 7 ottobre, la risposta scritta che io ebbi appena il tempo di esaminare.

Al riguardo desideravo, però, fare delle brevi osservazioni, ma mi si impedì di farlo, anche se il Regolamento interno del Consiglio mi conferiva la facoltà di dichiarare almeno se ero soddisfatto, o no, della risposta del Presidente della Giunta.

Comunque, decisi di soprassedere a qualsiasi discussione in merito e trasformai la interpellanza in mozione, con il preciso, intento di consentire a tutti i Consiglieri, sia della maggioranza sia della minoranza, di discutere e di approfondire un problema di così vitale interesse per la vita amministrativa della Regione e per i dipendenti regionali.

Aggiungo che, affinché il problema non venisse rimandato sine die, richiesi ai Consiglieri della minoranza il loro appoggio per poter convocare, a norma del regolamento interno del Consiglio, una seduta straordinaria del Consiglio da dedicare alla discussione di questo argomento.

I Consiglieri della minoranza, ai quali rivolgo in questo momento il mio ringraziamento, aderirono alla mia richiesta ed ecco che oggi ci troviamo a dover dibattere questo argomento che riveste, come ripeto, un interesse, tanto per l'Amministrazione Regionale quanto per i dipendenti della Regione.

Quale è stata la risposta scritta del Presidente della Giunta?

Vale a dire, che cosa ci ha messo in evidenza quella risposta scritta che si riferiva a mie precise richieste riguardanti il numero complessivo dei dipendenti regionali al mese di settembre dell'anno 1963 e al mese di settembre dell'anno 1965, ripartito fra personale di ruolo e personale avventizio, giornaliero e incaricato?

Mi sono fatto premura di fare battere qualche copia del prospetto riassuntivo della situazione numerica del personale regionale alla data sopracitata, per poterlo dare in visione ai Consiglieri della minoranza. Spero che anche i Consiglieri della maggioranza abbiano sott'occhio questo prospetto riassuntivo per poter rendersi conto della reale situazione in cui si trova attualmente l'organico del personale dipendente della Regione.

Se noi diamo una occhiata a questo pro spetto, noi rileviamo che, alla data del 15 dicembre 1963, il personale di ruolo assommava a 186 unità, mentre lo stesso personale sceso a 183 unità alla data del 15 settembre 1965, per il collocamento a riposo o per il decesso di qualche dipendente.

Il personale avventizio, giornaliero e incaricato, alla data del 15 dicembre 1963, assommava a 245 unità, mentre alla data dei 15 settembre 1965 la consistenza numerica di detto personale è salito a 277 unità.

Come vedete, il numero totale del personale dipendente dall'Amministrazione Regionale si avvicina quasi a 500 unità, se si vuole considerare anche il personale addetto alla Casa da Gioco di Saint Vincent.

Però, l'elemento che voglio maggiormente fare rilevare è la sproporzione esistente fra il personale di ruolo e il personale non di ruolo che si trova in una situazione aleatoria per quanto riguarda la sistemazione nell'organico del personale della Regione.

In questo prospetto riassuntivo si legge che, allo stato attuale, la consistenza numerica del personale avventizio è di 76 unità, quella del personale giornaliero di 165 unità e quella del personale incaricato di 49 unità.

Il problema riveste, come dicevo, una grande importanza per la vita amministrativa della Regione, perché, se è vero che il Governo Regionale ha la responsabilità diretta di tutti gli atti esecutivi, è anche vero che una burocrazia regionale efficiente costituisce lo strumento essenziale per attuare compiutamente la vita amministrativa della Regione.

Ora, sulla base dei dati forniti da questo prospetto riassuntivo, noi non possiamo essere soddisfatti dell'attuale situazione.

Possiamo, infatti, dire che, se il lavoro libera dal bisogno, la certezza del lavoro libera dall'ansia, dall'incertezza e dal dubbio. In questo senso noi dobbiamo considerare che in seno all'Amministrazione Regionale ben 287 persone attendono una sistemazione e attendono appunto di essere liberati da quell'ansia, da quell'incertezza, da quel dubbio rappresentato dalla precarietà del posto di lavoro.

Nessuno di noi pensa, naturalmente, alla eventualità di riduzione o di ridimensionamento di questo numero. Però ognuno di noi pensa ora, come ha pensato nel passato, ad una sistemazione adeguata di molti impiegati che si trovano in situazione di incertezza, contraria al concetto della stabilità del posto di lavoro.

Considerando partitamente la posizione di questa categoria di personale alla luce delle vigenti norme sull'ordinamento dei servizi regionali e sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione, che cosa ho rilevato?

Ho rilevato, per esempio, che fra il per-sonde di ruolo vi sono dipendenti di grado superiore che ricoprono, di fatto, posti di grado inferiore, con grave danno di carattere morale, e materiale e vi sono dei dipendenti di ruolo che svolgono di fatto mansioni di grado superiora alla loro qualifica iniziale di assunzione, senza percepire alcuna indennità di incarico per l'espletamento di queste mansioni di grado superiore.

Per quanto concerne il personale avventizio che, secondo il significato delle parole stesse, dovrebbe essere un personale assunto in via temporanea e casuale, l'articolo 195 della legge regionale 28-7-1956 n. 3, recante norme sull'ordinamento dei servizi e sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione, fa espresso divieto all'Amministrazione Regionale di assumere in servizio personale avventizio.

Questa norma non è stata rispettata negli ultimi anni e si è provveduto sebbene il, numero limitato, alla assunzione di personale avventizio. La maggior parte del personale avventizio si trova nella impossibilità di poter partecipare a pubblici concorsi, avendo ormai superato il limite massimo di età, per cui la definitiva sistemazione a ruolo del personale in questione può essere attuata esclusivamente attraverso l'approvazione di nuove norme di regolamento che prevedano l'inquadramento straordinario del personale stesso.

Qualora non si addivenisse a questa nuova regolamentazione, il personale avventizio non avrebbe più la possibilità di essere sistemato a ruolo, con tutte le conseguenze di carattere giuridico ed economico derivanti da un simile stato di cose.

Bisogna poi considerare anche il fatto che il personale avventizio, per la particolare posizione giuridica in cui si trova, non ha alcuna possibilità di ottenere avanzamento pe,' promozione.

Oltre a questo inconveniente, il personale avventizio, in caso di malattia ha un trattamento meno favorevole del personale di ruolo, in quanto viene retribuito soltanto per 180 giorni, di cui 90 pagati a stipendio intero e 90 pagati con stipendio ridotto alla metà per cui, allo scadere dei 180 giorni, il dipendente che non è ancora in grado di riprendere il servizio viene licenziato, oppure è necessario approvare un'altra norma perché egli possa essere riassunto e risistemato.

Per precisare, devo dite che il personale avventizio non può fruire, come il personale di ruolo, sempre in caso di malattia, dei 18 mesi di aspettativa, di cui 12 mesi con stipendio intero e 6 mesi con stipendio ridotto alla metà.

Passiamo al personale giornaliero.

L'assunzione del personale giornaliero è disciplinata dall'articolo 200 del Regolamento organico del personale della Regione, che stabilisce che il personale giornaliero può essere assunto in servizio soltanto in dipendenza di alcuni lavori specifici, quali lavori manuali, lavori stradali e di manutenzione degli stabili.

Invece, si è generalizzato alquanto nell'assunzione di questo personale giornaliero, che non svolge queste mansioni specifiche, ma svolge addirittura mansioni impiegatizie.

Ricordo che per questo personale, a norma di legge, non dovrebbe sussistere un rapporto di impiego pubblico, ma dovrebbero sussistere soltanto gli estremi di un rapporto di impiego privato.

L'Amministrazione Regionale ha invece assunto, come personale giornaliero, del personale che, come ho detto sopra, svolge mansioni impiegatizie anche per l'espletamento di funzioni di istituto.

Aggiungo ancora che il personale giornaliero non è stato assunto con regolari deliberazioni, le quali sarebbero state soggette ai visto di legittimità dell'autorità di controllo , ma è stato assunto con semplici prese d'atto sulla cui validità io devo esprimere le più ampie riserve.

Questo personale si trova, quindi, in una situazione di assoluta precarietà, essendo assunto e pagato in base elle effettive giornate di lavoro e potrebbe, pertanto, essere licenziato ad libitum, da un momento all'altro, non sussistendo, in effetti nei confronti del personale in questione un vero e proprio rapporto di pubblico impiego.

Il personale giornaliero non gode di un trattamento economico tabellare e, inoltre, non fruisce degli aumenti periodici di stipendio, come è previsto per il personale di ruolo e per il personale avventizio.

Ancora, il personale giornaliero non go de dello stesso numero di giorni di ferie annuali del personale di ruolo, che può beneficiare di un periodo di ferie di 26 giorni, mentre il personale avventizio e giornaliero beneficia di un periodo di ferie di soli 21 giorni.

Lo stesso inconveniente si verifica in caso di malattia, per il quale il personale giornaliero gode di un periodo assistenziale massimo di 180 giorni, contro un periodo massimo di 18 mesi di cui può beneficiare il personale di ruolo.

Quando parliamo di personale giornaliero, non ci riferiamo a personale che ha una anzianità di servizio effettivo di qualche giorno, ma a del personale che ha una anzianità di servizio effettivo presso l'Amministrazione Regionale, in alcuni casi, di oltre 10 anni, con una media di circa 5/6 anni di servizio effettivo.

Il personale giornaliero attende pertanto, da 10 o da 6 o da 5 anni, una stabile sistemazione del proprio posto di lavoro.

Sono situazioni che possono essere definite umilianti e che richiedono effettivamente la nostra massima attenzione, affinché, attraverso un definitivo inquadramento di questi dipendenti, il cui numero rappresenta la maggioranza di tutto il personale dipendente dall'Amministrazione Regionale, ognuno ritrovi nell'esplicazione del proprio lavoro quella liberazione dall'ansia e dall'incertezza di cui parlavo prima.

Ma c'è ancora di più, scusate se mi dilungo su questo problema che investe la stessa vita amministrativa della Regione, ci sono dei dipendenti giornalieri che, pur espletando mansioni di gran lunga superiori alla loro qualifica di assunzione, sono pagati in base al trattamento economico previsto per posti tabellari di 2 o più gradi inferiori.

A questo proposito, si cita l'esempio dei dipendenti Ragionieri, in possesso del titolo di studio di Ragionieri, i quali, pur espletando di fatto mansioni proprie dei posti di Ragionieri, sono retribuiti come impiegati d'ordine e, precisamente, come gli applicati di seconda classe che, ricordiamolo, si trovano al posto iniziale della carriera d'ordine, carriera per la quale è sufficiente il titolo di studio della Scuola Media inferiore.

Passiamo al personale incaricato.

Anche in questa categoria di personale si riscontra una situazione anomala. Il personale incaricato, a termine di regolamento, dovrebbe avere l'esclusivo compito di consulenza tecnica e non essere, quindi, legato all'Amministrazione da un vero e proprio rapporto di lavoro.

In realtà, in alcuni casi i dipendenti aventi la qualifica di "incaricati" svolgono mansioni di responsabilità, a capo di un ufficio, come ad esempio il Dirigente dell'Assessorato al Turismo e il Vice-Ingegnere Capo.

Anche il personale incaricato deve essere adeguatamente sistemato, per quanto riguarda il posto di lavoro.

Voglio citare anche i controllori regionali in servizio presso la Casa da gioco di Saint-Vincent.

Questa categoria di personale si è fatta premura di fare pervenire, fin dal 5-11-1964, al Presidente della Giunta Regionale, una lettera con la quale si sollecitava la soluzione di due problemi.

Il primo problema riguarda un adeguamento del loro stipendio in rapporto all'aumento degli stipendi di cui avevano beneficiato i dipendenti regionali. Il secondo problema riguarda la iscrizione alla Cassa di Previdenza per i dipendenti degli Enti locali, sussistendo una sostanziale differenza fra il trattamento pensionistico di questa Cassa di Previdenza e il trattamento pensionistico dell'INPS.

Precisamente, la differenza consiste in questo: che mentre le pensioni dell'INPS superano di poco il 30% dello stipendio, le pensioni previste dalla Cassa di Previdenza possono raggiungere anche l'80% dello stipendio.

A questa lettera dei controllori regionali presso la Casa da gioco di Saint Vincent il Presidente della Giunta diede risposta in data 1-9-1965.

In data 18-10-1965, cioè 10 giorni fa, i dipendenti regionali appartenenti a questa categoria hanno nuovamente richiesto al Presidente della Giunta Regionale di addivenire ad una soluzione di questi due problemi che li riguardano.

Io non mi dilungo oltre.

Devo, però, fare una breve considerazione: nell'ambito del Governo regionale e dell'attuale maggioranza consiliare vi sono anche dei sindacalisti che, fino a prova contraria, hanno sempre difeso la posizione dei lavoratori subordinati per quanto concerne la sicurezza del posto di lavoro. Io sollecito da questi due colleghi una attenzione specifica su questo argomento, sollecito una loro presa di posizione in difesa dei dipendenti regionali, soprattutto perché questi colleghi possono avere più voce in capitolo di quanto possa averne la minoranza.

Io ho chiesto nella mia mozione che il problema fosse esaminato dai Consiglio Regionale entro il preciso termine del 31 dicembre 1965, anche per il fatto che la Commissione consultiva per il personale ha già presentato il suo elaborato fin dal marzo 1965.

Chiedo, infine, a tutti i Consiglieri il loro contributo nella discussione di questo così importante problema per la vita amministrativa della Regione e per i dipendenti regionali, affinché il problema medesimo possa venire risolto positivamente".

Monsieur le Président de la Junte, CAVERI, fait la déclaration suivante :

"En écoutant les paroles de Monsieur le Conseiller Montesano, j'ai eu un soupçon et j'ai regardé attentivement le calendrier pour m'assurer si nous étions vraiment à la fin d'octobre, ou bien à la veille de Noël.

Je me rappelle d'une poésie de Giovanni Pascoli dans laquelle on parle de musique de "ciaramelle", Pascoli appelle "ciaramelle" ce qu'en Ecosse on appelle "cornemuses" et en écoutant le discours de Monsieur le Conseiller Montesano il me semblait d'entendre la musique de cornemuses écossaises, de "ciaramelle" siciliennes, ou bien de "pive" abruzzaises.

En effet, l'exposition a été très longue et très filandreuse; cependant cette exposition contient assez peu de substance, parce que, évidemment, Monsieur le Conseiller Montesano a lu quelque chose qui a été préparé auparavant, per écrit par quelqu'un que nous connaissons très bien. Mais là-dessus je ne veux faire aucun commentaire.

Je me suis rappelé aussi que ma mère, quand j'étais garçonnet, le dimanche, m'emmenait, aux vêpres et que, après les vêpres, il y avait un sermon très long, qui ne finissait plus; il y avait de vieilles femmes, assises sur les bancs à côté, qui dormaient en clochant la tête.

Mais nous, aujourd'hui, nous étions réveillés et nous avons tout entendu.

Par conséquent, j'anticipe un peu ce que je voulais dire plus tard, c'est-à-dire que j'ai proposé à la Junte Régionale, qui a accepté ma proposition, de faire une troisième séance de la Junte par semaine.

Auparavant on ne tenait que deux séances de Junte par semaine, périodiques, sauf quelques séances de Junte extraordinaires de temps en temps.

Il m'a semblé qu'une séance de Junte, le mercredi, pour la discussion des questions ordinaires de l'Administration Régionale et qu'une séance de Junte, le vendredi, pour le contrôle des actes des Communes, et aussi pour la discussion des questions ordinaires de l'Administration Régionale, étaient insuffisantes.

En effet il y a eu une grande augmentation du travail administratif ordinaire de l'Administration Régionale, tant il est vrai que je me souviens que, en 1954, lorsque j'ai laissé la Présidence de la Junte, on avait fait à peu près 2300 délibérations de Junte par an sur des questions d'ordinaire administration, tandis que maintenant nous sommes passés à 5000 délibérations de Junte par an.

Tout ce fratas de 5000 délibérations sur des questions d'ordinaire administration finissent par représenter un grave danger pour le Président de la Junte et pour les Assesseurs, danger qui s'est présenté à toutes les Juntes qui ont gouverné jusqu'à présent la Vallée d'Aoste, quelle que fût leur couleur politique, parce que dans dette Babel de 5000 délibérations on risque de faire la fin du voyageur qui, passant dans une forêt, ne voit que des arbres, un à un, mais il ne voit plus la forêt. Pour voir la forêt d'une manière panoramique il faut se trouver de côté de la montagne.

Pour ces motifs, j'ai proposé à mes collègues de Junte de tenir une troisième séance de Junte périodique le lundi après-diner, pour traiter seulement les grands problèmes de l'Administration Régionale de la Vallée d'Aoste.

C'est ainsi que nous avons résolu plusieurs grandes questions dont nous avons discuté dans les précédentes séances du Conseil Régional, questions dont vous êtes au courant.

Après avoir résolu ces autres questions, nous avions décidé d'examiner la question du personnel de l'Administration Régionale et du règlement du personnel.

Tout le monde sait qu'une des premières choses que la Junte Régionale a Mit, sur ma proposition, lorsque nous nous sommes installés dans ce palais régional, a été de nommer une Commission pour étudier la question du personnel.

De cette Commission font part l'Assesseur Colombo, l'Assesseur Savioz, l'Assesseur Andrione, un représentant de la "Commissione Interna" et des Conseillers régionaux.

Cette Commission, pendant une année, a étudié le problème à fond en tenant, il me semble, deux ou trois séances par semaine; par conséquent on ne peut pas dire que cette Commission n'a pas étudié le problème.

Peut-être il serait bien de se rappeler de ce fameux sermon qui ne finissait plus, parce que en ce monde il y a des choses qui ne finissent plus; mais le travail de cette Commission est terminé et certainement il facilitera la tâche de la Junte et du Conseil dans cette question.

La Junte Régionale a déjà examiné la question du personnel plusieurs lois; il y a à peu grès un mois, nous avions décidé que le premier problème que nous aurions étudié, après les problèmes qui ont été résolus dans ces derniers temps, aurait été le problème du personnel et du règlement du personnel régional.

Nous avons déjà tenu quelques séances spéciales de cette Junte extraordinaire du lundi et nous avons commencé à encadrer ce problème.

Nous pensons, en effet, que pour résoudre le problème du personnel régional il faut l'encadrer dans des lignes générales, renvoyant en un second temps, l'examen du problème dans ses détails; parce que, avant tout, il faut Mire la charpente de ce nouveau règlement du personnel.

Je suis d'accord avec Monsieur le Conseiller Montesano quand il nous dit que le règlement actuel du personnel est insuffisant; mais cela nous le savions tellement bien que nous avions nommé, en temps voulu, cette Commission qui a étudié ce problème pendant une année, et que la Junte Régionale est déjà très en avant dans l'examen des travaux de la Commission du personnel.

Je ne voudrais pas être trop malveillant ni trop caustique, mais il me semble qu'il y a un peu le danger, de la part de certains Conseillers régionaux, de présenter des interrogations, des interpellations, des motions, pour solliciter la résolution d'un certain problème quand ils apprennent que la Junte Régionale est en train de le résoudre. C'est là la tactique de la mouche cochère, une tactique dont s'occupait déjà, il y a quelques siècles, ce fameux poète La Fontaine que nous connaissons.

En ce moment il me semble entendre un petit bruissement d'ailes de mouche cochère dans la salle du Conseil. C'est ce qu'on appelle aussi la "manovra a spinta".

Dans les gares, sur les wagons de chemin de fer, on voit souvent cette inscription "E' vietata la manovra a spinta". Nous ceci nous ne pouvons pas le dire, parce que la fonction des Conseillers est vraiment celle de faire la "manovra a spinta"; mais nous serions d'autant plus contents si cette "manovra a spinta" on la faisait sur des problèmes que la Junte n'a pas encore rêvé de résoudre.

Nous n'avons pas la prétention d'être un Pico de la Mirandola ou bien d'avoir un cerveau électronique; mais quand même, quand nous avons poussé bien en avant l'étude d'un certain problème, qu'on vienne nous dire "regardez qu'il faut étudier ce problème", en somme... nous devrions répondre à Monsieur le Conseiller Montesano: "Consigliere Montesano, Lei sfonda una porta aperta!".

En même temps je ne peux pas faire à moins de remarquer que Monsieur le Conseiller Montesano dit "rappelez-vous que vous ne pouvez pas nommer le personnel "avventizio". Je dois lui répondre, et ici la phrase je dois la dire en italien: "Ma questo lo dice già il Presidente della Commissione di Coordinamento, che ci boccia le deliberazioni di assunzione del personale avventizio". Monsieur Castellucci devrait cependant savoir que, tant qu'il n'y a pas un nouveau règlement organique du personnel, évidemment nous devons nommer du personnel surnuméraire; tandis que Monsieur Castellucci a repoussé deux lois la prorogation de contrat d'emploi ou de "consulenza" de Monsieur Gheis Père et la Junte a da prendre une nouvelle délibération. Je ne voudrais pas que l'on croie que nous sommes d'accord avec Monsieur Castellucci de Mire repousser cette délibération; pour mon compte je ne crois pas qu'il y ait un accord de ce genre.

Je souligne encore que la thèse de Monsieur le Conseiller Montesano est une thèse très dangereuse et je remarque cette étrange coïncidence de thèse entre Monsieur le Conseiller régional Montesano et notre aimable Président de la "Commissione di Coordinamento".

Je ne dis donc pas que tout ce qu'a dit Monsieur le Conseiller Montesano est dénué de fondement; dans son exposition il a dit des vérités, mais il a dit aussi des banalités, si l'on veut, c'est-à-dire des choses que tout le monde sait; il a dit certaines choses dont nous tiendrons compte en partie, d'autres choses qui me semblent fort exagérées.

Toutefois, nous aurions préféré que Monsieur le Conseiller Montesano nous ait dit son opinion sur le personnel avec des idées de son cru!, des idées tirées dehors de son puits et non pas avec des idées puisées à d'autres puits, au puits de certains petits informateurs dont on se demande bien quelle est leur fonction, c'est-à-dire si ce sont des fonctionnaires de parti, ou bien des fonctionnaires de la Vallée, ou bien encore des dirigeants syndicaux d'un certain Syndicat dont on ne connait pas la couleur. Mais, en somme, il s'agit là de petites histoires auxquelles il ne faut pas donner d'importance.

Sur ce point j'ai terminé et je déclare que la Junte continuera à examiner le problème du personnel régional.

On nous parte d'un terme du 31-12-1965 ! Je suis convaincu que, comme nous avons coupé tous les autres nœuds gordiens que j'ai énuméré dans la précédence séance du Conseil, je ne me répète pas, parce que je n'aime pas me répéter, nous couperons aussi ces nœuds, pas avec le sabre, parce que nous nous sommes des civils, mais avec une paire de ciseaux".

Il Consigliere MONTESANO dichiara di avere basato la sua esposizione su dati di fatto e su concrete situazioni che gli sono state prospettate, mentre il Presidente della Giunta, Caveri, ha trattato di un problema così importante in chiave poetica e umoristica, in un modo cioè che non ha niente a che vedere con un problema così importante che interessa la vita stessa dell'Amministrazione Regionale.

Dichiara che ogni Consigliere ha il diritto di assumere le informazioni che ritiene necessarie su di un determinato problema e che le prime informazioni sul problema in discussione le ha assunte direttamente dal Presidente della Giunta, il quale gli ha fatto pervenire cortesemente queste notizie il 7 del corrente mese.

Precisa che le altre notizie sono state assunte presso gli uffici regionali competenti, nell'espletamento dell'indagine da lui fatta sul problema in esame, allo stesso modo con il quale aveva già assunto notizie circa altri problemi.

Dichiara di concordare con il Presidente della Giunta nel definire la mozione oggetto come una "manovra a spinta", precisando però che questa manovra a spinta ha lo scopo di fare "muovere qualche cosa di immobile".

Osserva che al Presidente della Giunta furono trasmessi fin dal marzo del corrente anno, gli elaborati predisposti dalla Commissione consultiva per il personale e che, se non ci fosse stata oggi, nel mese di ottobre, questa manovra a spinta, il problema di cui si tratta non sarebbe ancora stato trattato in sede di Consiglio.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara che la Giunta Regionale non aveva alcun bisogno di un sollecito per prendere in esame il problema di cui si tratta perché stava già portando avanti, con la massima serietà, l'esame del problema stesso.

Il Consigliere DUJANY osserva che la discussione di questo importante argomento non deve essere portata sul piano polemico. Ritiene che il buon funzionamento dell'Amministrazione Regionale dipenda anche dalla tranquillità morale ed economica del personale regionale.

Ribadisce che si tratta di un problema molto importante e collegato con la necessità di un buon funzionamento dell'Amministrazione Regionale.

Osserva che la funzione dei Consiglieri di minoranza consiste proprio nello svolgere un'azione di propulsione nei confronti della Giunta Regionale e che i Consiglieri della minoranza hanno ritenuto necessario di portare in discussione in sede di Consiglio, in questo momento, l'argomento di cui si tratta.

Fa presente che la situazione attuale del personale dell'Amministrazione Regionale può essere riassunta, approssimativamente, in queste cifre: 500 dipendenti, di cui circa 200 a ruolo e circa 300 fuori ruolo e suddivisi nelle varie categorie di avventizi, giornalieri e incaricati.

Rileva che dal 1960 ad oggi, salvo pochissime eccezioni, non sono più stati espletati dei regolari concorsi per l'assunzione del personale, come previsto dalla legge regionale 28-7-1956 n. 3, recante norme sull'ordinamento dei servizi regionali e sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione, anche se nella tabella organica del personale esistevano ancora dei posti disponibili da ricoprire mediante concorso.

Osserva che dei concorsi pubblici banditi fin dal 1959 non sono ancora stati espletati a tutt'oggi.

Rileva che in questo caso la Regione, che dovrebbe avere maggiori possibilità di decisione e di soluzione di determinati problemi, agisce più lentamente dello Stato.

Fa presente che questa situazione si è creata soprattutto per il fatto che, dimenticando le norme della sopracitata legge regionale, si è ripreso, come già nel 1956, ad assumere in servizio dei dipendenti senza regolare concorso, per ragioni paternalistiche e talvolta anche di ricatto politico. Dichiara che il personale, anche se non sempre lo manifesta, è malcontento di fronte alla situazione presente, perché non ha quella tranquillità d'animo che può derivare solo dalla garanzia del posto di lavoro.

Segue breve discussione di carattere polemico tra il Presidente della Giunta, CAVERI e il Consigliere DUJANY.

Il Consigliere DUJANY prosegue rilevando che il problema in esame è di importanza tale da non poter essere affrontato con leggerezza, anche perché ha dei riflessi finanziari sul bilancio regionale dell'ordine del miliardo di lire all'anno. Si tratta, pertanto, egli conclude, di fare sì che il personale dell'Amministrazione Regionale possa lavorare con tranquillità e con elevato rendimento, adottando quegli opportuni provvedimenti necessari per sanare l'attuale situazione.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che non è proprio il caso che i Consiglieri del gruppo democristiano, trattando del problema del personale dell'Amministrazione Regionale, parlino di tranquillità morale, perché, allorquando i rappresentanti della Democrazia Cristiana erano al Governo regionale, i rapporti tra amministratori e impiegati erano basati sulla paura e sul ricatto.

A parte il licenziamento di quei 18 dipendenti sospetti di appartenere al Movimento dell'Union Valdôtaine, avvenuto nel mese di dicembre del 1954, ricorda il clima di paura che ha alleggiato negli anni successivi sopra i dipendenti regionali, determinando nel personale regionale un comportamento timoroso.

Dichiara che l'attuale maggioranza consiliare non si preoccupa minimamente di conoscere il pensiero politico dei dipendenti regionali, ma si preoccupa solo di sapere se i dipendenti stessi compiano il loro dovere sul lavoro e non esercita quella discriminazione politica che i rappresentanti della Democrazia Cristiana hanno esercitato non solo presso l'Amministrazione Regionale, ma anche presso gli Stabilimenti della Società Naz. Cogne, di Aosta.

Il Consigliere PEDRINI dichiara di avere preso atto delle dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta, che dimostrano il fattivo interesse della Giunta stessa per la soluzione del problema riguardante il personale dell'Amministrazione Regionale.

Per chiarire meglio il problema ritiene che sia opportuno richiamare l'articolo 2 lettera a) dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, che recita testualmente:

"In armonia con la Costituzione e principi dell'ordinamento giuridico dello Stato e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, la Regione ha potere legislativo nelle seguenti materie:

a) ordinamento degli uffici e degli Enti dipendenti della Regione e stato giuridico ed economico del personale"

Richiama, inoltre, l'articolo 16 del Decreto L.L. 7-9-1945 n. 545, concernente l'ordinamento amministrativo della Valle d'Aosta, che recita quanto segue: "La Valle d'Aosta provvede al funzionamento dell'Amministrazione per tutti i servizi di sua competenza. La nomina degli impiegati e dei salariati spetta agli organi della Valle.

Lo stato giuridico ed economico degli impiegati e dei salariati della Valle è retto da un regolamento organico approvato dal Consiglio.

L'accesso ai gradi iniziali di carriera deve sempre essere regolato mediante pubblico concorso".

Osserva che in questi due articoli di legge sono contenute le norme che regolamentano le questioni del personale regionale.

Dichiara che non è facile assumere delle informazioni presso gli impiegati della Regione sulle questioni che riguardano il loro stato giuridico e il loro trattamento economico, perché il personale non si fida di fornire informazioni ai Consiglieri regionali su detto argomento.

Dopo una breve discussione di carattere polemico tra il Presidente della Giunta, CAVERI e il Consigliere PEDRINI, il Consigliere Pedrini ricorda che fra il personale non di ruolo vi sono 75 avventizi e 165 giornalieri, i quali non godono degli scatti biennali di stipendio e difficilmente possono aspirare ad entrare in ruolo mediante pubblico concorso perché ormai la maggior parte di essi ha superato il limite massimo di età previsto nel regolamento organico vigente per poter partecipare ai concorsi.

Osserva che si verifica anche il caso di alcuni dipendenti con una anzianità di servizio effettivo di oltre dieci anni i quali non hanno mai beneficiato di un aumento di stipendio.

Dichiara che la Giunta Regionale dovrebbe evitare nel modo più assoluto le assunzioni di personale senza regolare concorso, provvedendo alle promozioni interne tra il personale già di ruolo e bandendo il maggior numero possibile di concorsi pubblici per l'accesso ai gradi iniziali di carriera.

Ritiene che il numero dei dipendenti giornalieri presso l'Amministrazione Regionale sia troppo elevato.

Ricorda che nel mese di ottobre del 1963 venne effettuato un Corso di specializzazione per Vigili Sanitari presso gli uffici del Medico Regionale e il Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi e che, alla fine di questo Corso, vennero rilasciati ai partecipanti dei diplomi di partecipazione.

Rileva che nel mese di febbraio del 1964 la Regione assunse in servizio, con mansioni di Vigile Sanitario, due dipendenti scegliendoli, però, tra gli estranei ai partecipanti al predetto Corso di specializzazione.

Precisa che i due nuovi dipendenti assunti in servizio sono il Signor Borre Virgilio, figlio del Sindaco unionista di Gignod, e il Signor Ponsetti Piergiorgio, cugino del facente funzione di Capo dei Vigili Sanitari, Signor Rudda Osvaldo.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, rileva che, dal momento che il Consigliere Pedrini asserisce che il Signor Borre Virgilio è un unionista, dovrebbe anche dichiarare che il Signor Ponsetti Piergiorgio è un democristiano.

Dopo una breve discussione di carattere polemico, a cui partecipano il Presidente del Consiglio, MARCOZ, il Presidente della Giunta, CAVERI e il Consigliere PEDRINI, il Consigliere Pedrini chiede chiarimenti alla Giunta sul fatto che i dipendenti regionali non fruiscano dei libretti di riduzione ferroviaria di cui fruiscono i dipendenti di altri Enti pubblici.

Dichiara, inoltre, che desidererebbe conoscere il tenore della risposta data dal Presidente della Giunta alla richiesta di determinati miglioramenti economici avanzata con lettera in data 5-11-1964 dai controllori regionali presso la Casa da gioco di Saint-Vincent.

Ritiene che la particolare situazione dei controllori regionali presso la Casa da gioco di Saint Vincent, i quali, da un punto di vista economico, si trovano in uno stato di inferiorità nei confronti dei dipendenti della Società S.I.T.A.V., meriti un attento esame da parte della Giunta Regionale, al fine di raggiungere una equa soluzione dei problemi che interessano questi dipendenti.

Ricorda ancora la situazione dei dipendenti regionali addetti alla funivia Buisson-Chamois, i quali da anni attendono una regolare sistemazione, sia giuridica che economica, e che per il particolare servizio svolto sono meritevoli di una giusta considerazione.

Lamenta che, ogni qualvolta i Consiglieri regionali della minoranza prendono la parola per mettere a fuoco un determinato problema o per dare opportuni suggerimenti alla Giunta Regionale, il Presidente della Giunta, Caveri, cerca di impedire, con interventi poco pertinenti al problema, che la discussione si svolga in un clima di serenità.

Osserva che nel corso della discussione sull'argomento in esame si è sovente usato una terminologia che non serve a rialzare il prestigio del Consiglio Regionale.

A nome personale e a nome di tutti i Consiglieri della minoranza deplora questi fatti e auspica che non abbiano più a ripetersi in futuro.

Dichiara, comunque, di essere pronto a rispondere chiaramente e onestamente a tutte le eventuali insinuazioni che il Presidente della Giunta facesse nei suoi riguardi e di essere, altresì, pronto a difendere la libertà di parola nelle discussioni di Consiglio.

Il Consigliere BORDON, osserva che, da un po' di tempo a questa parte, la discussione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno delle adunanze consiliari viene sovente portata su un piano polemico, sia da parte dei Consiglieri della maggioranza, sia da parte dei Consiglieri della minoranza.

Rileva ancora che nel corso della discussione del problema in esame, così importante per la vita amministrativa della Regione, per troppo tempo si è insistito su delle questioni personali che non interessano alla generalità dei Consiglieri, e che, soprattutto, non portano alcun contributo alla valorizzazione del Consiglio Regionale.

Osserva che ormai il pubblico partecipa alle adunanze consiliari non tanto per sentire una seria discussione sui vari problemi, ma per sentire le polemiche personali che scaturiscono da queste discussioni.

Ritiene che, anche sotto questo aspetto, sia necessario che i Consiglieri assumano un atteggiamento più responsabile nei loro interventi.

A proposito di certe affermazioni, testè fatte, circa presunti ricatti e persecuzioni a sfondo politico fatti dagli Amministratori regionali al tempo in cui la carica di Presidente della Giunta era ricoperta dall'Avvocato Bondaz, dichiara che queste sono ormai cose vecchie, trite e ritrite, che non meritano di essere prese in considerazione in sede di Consiglio Regionale. Dichiara che i dipendenti della Regione hanno la capacità di esprimere il loro giudizio sui vari provvedimenti assunti a loro favore al tempo in cui l'Avvocato Bondaz ricopriva la carica di Presidente della Giunta, su quelli assunti al tempo in cui l'Avvocato Marcoz ricopriva tale carica, così come saranno senz'altro in grado di esprimere il loro giudizio sui provvedimenti che la minoranza si augura che siano assunti ora dall'attuale Amministrazione Regionale presieduta dall' Avvocato Caveri.

Dichiara, che avendo rivestito la carica di Assessore al tempo della Giunta presieduta dall'Avvocato Bondaz, si sente l'animo tranquillo di fronte a qualsiasi dipendente della Regione.

Osserva che è proprio compito della minoranza consiliare di servire da stimolo all'azione della Giunta, per cui il Presidente della Giunta non deve aversela a male se la minoranza consiliare con i mezzi legali a sua disposizione, ottiene che il Consiglio discuta di determinati problemi.

Dichiara che la minoranza consiliare si augura che si possa sollecitamente addivenire ad una tempestiva soluzione del problema del personale della Regione con soddisfazione del personale stesso e nell'interesse dell'Amministrazione Regionale.

Chiede al Presidente della Giunta di precisare se la Commissione consultiva del personale abbia esaminato anche il problema dei controllori regionali presso la Casa da Gioco di Saint Vincent e quali siano le conclusioni raggiunte.

Fa presente che si tratta di un problema che si trascina ormai da molti anni, che è stato solo in parte risolto al tempo della Giunta presieduta dall'Avvocato Bondaz e che merita di essere preso in considerazione, perché la posizione dei detti controllori regionali non è mai stata completamente definita.

Osserva che, se da un lato risulta che detto personale gode di stipendi adeguati, dall'altro lato risulta che detto personale non ha la sicurezza del posto di lavoro e gode di un trattamento pensionistico meno favorevole di quello degli altri dipendenti della Regione.

Il Presidente, MARCOZ, riferendosi a quando affermato dai Consigliere Pedrini, dichiara che non è vero che ci sono certi impiegati dell'Amministrazione Regionale che in 11 anni non hanno beneficiato di alcun aumento di stipendio e che le questioni riguardanti i controllori regionali presso la Casa da Gioco di Saint Vincent non sono state prese nella dovuta considerazione.

Osserva che nel periodo in cui egli ha ricoperto la carica di Presidente della Giunta sono state accolte ripetutamente richieste di aumenti salariali presentate dai dipendenti regionali e dai controllori regionali presso la Casa da Gioco di St. Vincent.

Rileva ancora che, per motivi di chiarezza sul problema in discussione non è opportuno porre sullo stesso piano il problema dei dipendenti della Regione ed il problema dei controllori regionali presso la Casa da gioco di St. Vincent, perché non vi è uguaglianza di posizione giuridica fra queste due categorie di personale regionale.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, comunica che la Giunta ha, ultimamente, concesso un aumento di stipendio ai controllori regionali di fine settimana presso la Casa da Gioco di Saint Vincent, i quali, con lettera sottoscritta da tutti gli interessati, si sono dichiarati soddisfatti dell'aumento di stipendio loro concesso.

Per quanto riguarda gli altri controllori regionali presso la Casa da Gioco di Saint Vincent che prestano la loro opera durante tutta la settimana, dichiara che la Giunta Regionale non ha ritenuto di aumentare gli emolumenti percepiti da questi dipendenti, in quanto detti emolumenti superano già le 200 mila lire mensili.

Sottolinea che questi ultimi controllori regionali, i quali sono generalmente privi di un titolo di studio o posseggono titoli di studio molto limitati, percepiscono degli stipendi superiori, in media, agli stipendi degli impiegati dell'Amministrazione Regionale, per cui, se dovessero cercare una occupazione in altri settori di attività, anche presso pubbliche Amministrazioni, non potrebbero più percepire degli stipendi così elevati.

Dichiara che la Giunta Regionale intende, comunque, accogliere le richieste dei controllori regionali presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent per quanto riguarda il miglioramento del trattamento di pensione e per altre questioni in materia di previdenza e di assicurazione sociale.

Rileva che non è il caso di fare del pietismo sulla situazione economica dei dipendenti regionali, perché i dipendenti regionali non stanno così male come potrebbe sembrare dalle parole testè pronunciate in vari interventi, tanto è vero che ben di rado si verifica il caso di dipendenti che rassegnino le dimissioni.

Al contrario, egli aggiunge, sono molto numerose le domande di assunzione in servizio che pervengono giornalmente sia alla Presidenza della Giunta sia presso i singoli Assessori.

Il Consigliere GERMANO dichiara, senza voler riaprire polemiche sul passato, che ai tempi in cui il Governo della Regione era retto dai rappresentanti della Democrazia Cristiana, del Partito Socialista Democratico Italiano e del Partito Liberale non era stato concesso ai dipendenti regionali di eleggere La propria Commissione Interna, mentre oggi il personale della Regione non solo ha la Commissione Interna, ma il Presidente della Commissione Interna è anche membro della Commissione Consultiva per il Personale.

Osserva che questo non avviene presso gli Stabilimenti della Società Nazionale Cogne e neanche presso altre aziende di Stato, che sono dirette da uomini appartenenti ai sopra-citati Partiti politici, né tanto meno presso le aziende private condotte, in genere, da uomini appartenenti al Partito Liberale.

Per quanto riguarda l'asserita mancanza di tranquillità morale dei dipendenti regionali, derivante dalla mancanza di sicurezza del proprio posto di lavoro, ritiene che la infondatezza di questa osservazione sia già stata sufficientemente dimostrata dal Presidente della Giunta.

Rileva che anche l'accusa, rivolta alla Giunta attualmente in carica, di aver effettuato delle assunzioni di personale con metodi discriminatori e di ricatto politico è smentita dai fatti, in quanto, in sede di elezione dei membri della Commissione Interna del personale della Regione, la maggioranza dei voti è andata ai rappresentanti della CISL e a quell'altro nuovo Sindacato in cui vi sono i rappresentanti del P.S.D.I., e non ai rappresentanti del S.A.V.T. e della C.G.I.L., in cui vi sono i rappresentanti del P.C.I. del P.S.I. e dell'Union Valdôtaine.

Dichiara che la Commissione Consultiva per il Personale, della quale faceva parte, oltre al Presidente della Commissione Interna del personale, anche un rappresentante della minoranza consiliare, ha affrontato il problema in discussione in un modo serio, non contrario agli interessi dei dipendenti e nel modo più avanzato possibile sul piano sindacale.

Informa che la Commissione Consultiva per il personale ha portato a termine il proprio lavoro senza eccessivo ritardo e che, se un ritardo vi è stato, questo deve essere imputato anche all'azione svolta in tale senso del rappresentante della minoranza consiliare in seno alla Commissione stessa.

Ritiene, pertanto, che non si possa fissare una data entro la quale la Giunta Regionale debba portare a soluzione il problema dei dipendenti regionali, perché si tratta di un problema molto importante e che necessita di un ulteriore studio approfondito per cui, al massimo, solo a titolo di raccomandazione si dovrebbe invitare la Giunta a portare a soluzione il problema stesso entro il 31 dicembre 1965.

Al Consigliere Dujany, il quale aveva definito "macchine per votare alcuni Consiglieri della maggioranza consiliare", fa presente che i Consiglieri della maggioranza si astengono, talvolta, dal partecipare alla discussione dei vari argomenti scritti all'ordine del giorno delle adunanze per non prolungare oltre il necessario le discussioni stesse e per non favorire, in questo modo, le manovre ostruzionistiche della minoranza consiliare.

Il Consigliere BORDON ricorda di avere, nel suo precedente intervento, esortato i Consiglieri ad affrontare la discussione dei vari problemi con toni meno polemici, mentre ora il Consigliere Germano, ancora una volta, ha voluto fare della polemica demagogica, che certamente il pubblico saprà valutare nel suo giusto valore.

Osserva che le parole del Consigliere Germano danno una ulteriore conferma della tattica politica usata dal Partito Comunista Italiano, tattica che consiste in una continua denigrazione dell'operato degli organi responsabili della condotta politica e amministrativa di un Ente pubblico, allorquando i rappresentanti de' Partito Comunista si trovano all'opposizione e in una esaltazione dell'operato di detti organi allorquando i rappresentanti del Partito Comunista si trovano al potere.

Rileva ancora che i rappresentanti del Partito Comunista parlano sempre a sproposito di libertà di lavoro e di libertà di parola, perché in tutti quei Paesi in cui il Partito Comunista è al potere ogni forma di libertà viene conculcata.

L'Assessore COLOMBO, riferendosi all'invito, fatto dal Consigliere Montesano ai sindacalisti che appartengono all'attuale maggioranza consiliare, di prendere particolarmente a cuore la soluzione del problema in discussione, ritiene di dover fornire alcune precisazioni su detto problema, in ordine al lavoro compiuto dalla Commissione Consultiva per il Personale dalla data della sua costituzione.

Dichiara che la Commissione Consultiva per il Personale ha affrontato in un modo serio e senza perdita di tempo io studio di questo importante problema, giungendo, dopo una serie di proficue riunioni, alla formulazione di proposte conclusive che contemplano modificazioni alle norme e tabelle organiche di regolamento vigente, la sistemazione straordinaria dei personale di ruolo e non di ruolo, sulla base della reale situazione odierna, nonché l'introduzione del principio dello sviluppo di carriera economica in ruolo aperto.

Ritiene che le proposte formulate dalla Commissione Consultiva per il Personale siano tali da consentire una logica soluzione del problema di cui si tratta e da garantire a tutti i dipendenti regionali la sicurezza di lavoro e la tranquillità d'animo di cui si è parlato in precedenti interventi.

Ritiene che anche il Consigliere Dujany, rappresentante della minoranza consiliare in seno alla citata Commissione, debba, obiettivamente, dare atto della serietà del lavoro svolto dalla Commissione stessa.

Osserva che la Commissione Consultiva per il Personale ha lavorato alla luce del sole e democraticamente, sentendo il parere non solo del rappresentante della Commissione Interna ma anche il parere degli altri membri della commissione del personale in seno a detta Commissione Interna e dei Sindacati di categoria, in modo da avere il maggior numero di indicazioni per raggiungere una soluzione del problema del personale dell'Amministrazione Regionale che tenesse conto, nel modo migliore, delle esigenze di tutte le categorie interessate.

Comunica che, ultimati i suoi lavori, la Commissione Consultiva per il Personale ha trasmesso le sue proposte conclusive al Presidente della Giunta, per l'ulteriore esame del problema di cui si tratta da parte della Giunta.

Precisa che detta Commissione deve ancora affrontare lo studio di alcuni problemi particolari, quali, la sistemazione del personale forestale, la sistemazione del personale del Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi, la sistemazione del personale dell'Istituto Regionale di Assistenza Materna ed Infantile di Aosta, e la soluzione dei problemi che interessano i controllori regionali presso la Casa da Gioco di St. Vincent.

Dichiara che la Giunta non può essere accusata di immobilismo circa la soluzione dei problema del personale regionale, per cui non era il caso di portare in discussione in seno al Consiglio detto problema con la procedura adottata dalla minoranza consiliare.

Ribadisce che non solo i sindacalisti che sono membri della Giunta, ma l'intera Giunta ha finora operato fattivamente per la migliore soluzione del problema in discussione nell'interesse del personale regionale.

Conclude dichiarando quanto segue:

"Soprattutto ritengo che non abbia senso la richiesta, contenuta nella mozione in esame, che la Giunta si impegni a portare in discussione questo problema in sede di Consiglio Regionale entro il 31 dicembre del corrente anno, perché, come è già stato dichiarato (fai Presidente della Giunta, io sono convinto che questo problema verrà sottoposto all'esame de! Consiglio prima di tale data.

Ritengo, pertanto, che non sia il caso di insistere per mettere in votazione la presente mozione, perché degli impegni di questo genere, io penso, non sono mai stati assunti da parte della maggioranza. E la maggioranza è appunto decisa di portare a conclusione il problema di cui si tratta entro i termini indicati dal Presidente della Giunta".

Il Consigliere MONTESANO dichiara di non aver formulato alcun rilievo sul lavoro fatto dalla Commissione Consultiva per il Personale; afferma anzi, di essere convinto che il lavoro di detta Commissione è stato lungo, difficile e laborioso.

Chiede che sia precisata la data in cui la Commissione Consultiva per il Personale ha trasmesso alla Giunta le proprie proposte conclusive.

L'Assessore COLOMBO comunica che le proposte della Commissione Consultiva per il Personale sono state trasmesse alla Presidenza della Giunta nel mese di settembre ultimo scorso.

Il Consigliere MONTESANO dichiara che gli risulta che la Commissione di cui si tratta ha ultimato i suoi lavori nel mese di marzo del corrente anno.

L'Assessore COLOMBO ribadisce di aver trasmesso alla Giunta le proposte della Commissione Consultiva per il Personale nel mese di settembre, dopo le ferie estive.

Il Consigliere MONTESANO osserva che egli intendeva conoscere la data in cui la Commissione Consultiva per il Personale aveva ultimato i suoi lavori sul problema del personale regionale.

L'Assessore COLOMBO dichiara di non essere in grado di citare la data esatta richiesta dal Consigliere Montesano.

Osserva però che, ultimati i lavori della Commissione Consultiva per il Personale sul problema in questione, era ancora necessario predisporre una apposita relazione conclusiva ed aggiornare le tabelle relative agli stipendi del personale stesso in seguito alla sopravvenuta entrata in vigore del provvedimento legislativo regionale concernente le norme per il conglobamento del trattamento economico del personale.

Fa presente che questo lavoro ha richiesto parecchio tempo e che sta per essere ultimato in questi giorni.

Del resto, egli aggiunge, è indispensabile compiere questo lavoro anche per conoscere i maggiori oneri finanziari che le proposte fatte dalla Commissione Consultiva per il Personale comportano a carico del bilancio della Regione.

Il Consigliere MONTESANO dichiara di non essere soddisfatto della risposta avuta dall'Assessore Colombo, in quanto non gli è stata precisata la data in cui la Commissione Consultiva per il Personale ha ultimato i suoi lavori.

Osserva che è di fondamentale importanza conoscere tale data, al fine di stabilire se la Giunta Regionale ha avuto, o meno, il tempo per esaminare il problema di cui si tratta.

Ribadisce che, secondo quanto gli risulta, la sopracitata Commissione ha ultimato i suoi lavori nel mese di marzo del corrente anno, per cui la Giunta Regionale ha avuto tutto il tempo necessario per esaminare le proposte formulate dalla Commissione stessa.

Insiste, pertanto, affinché la sua mozione sia votata dal Consiglio nella sua formulazione originaria, con la precisazione della data del 31 dicembre 1965 quale termine ultimo per l'esame e l'approvazione, da parte del Consiglio Regionale, delle proposte fatte dalla Commissione Consultiva per il Personale per la soluzione del problema dei dipendenti della Regione.

L'Assessore ANDRIONE precisa che, alla fine dello scorso mese di marzo, la Commissione Consultiva per il Personale ha ultimato i suoi lavori sui problemi del personale dell'Amministrazione Regionale e ha dato incarico al Presidente della Commissione di predisporrei necessari elaborati conclusivi da trasmettere alla Giunta.

Il Consigliere DUJANY dichiara che la Commissione Consultiva per il Personale ha ultimato i suoi lavori nella prima decade dello scorso mese di aprile, per cui le proposte formulate dalla Commissione stessa avrebbero dovuto essere trasmesse alla Giunta entro tale mese e non nel mese di settembre, come affermato dall'Assessore Colombo.

Per quanto riguarda il calcolo dei maggiori oneri finanziari che sarebbero derivati alla Regione dall'attuazione delle proposte formulate dalla predetta Commissione, rileva che, pur avendo egli ripetutamente richiesto, in sede di Commissione, che gli fossero fornite precisazioni in merito, nessun membro della Commissione stessa è stato in grado di fornirgli tali dati.

Ribadisce che la Commissione Consultiva per il Personale non si è più riunita dopo la prima decade del mese i aprile perché, a tale data, aveva ormai esaurito il proprio compito.

L'Assessore ANDRIONE precisa che la Commissione Consultiva per il Personale aveva il compito di fare proposte sulle modifiche del vigente regolamento organico e sull'inquadramento delle varie categorie del personale della Regione, ma non di riferire su maggiori oneri finanziari che il nuovo inquadramento giuridico del personale della Regione avrebbe comportato a carico del bilancio regionale.

Osserva che sarà compito del Consiglio Regionale di decidere circa i maggiori oneri finanziari derivanti dall'attuazione delle proposte formulate dalla Commissione Consultiva per il Personale.

Comunica che il calcolo di questi maggiori oneri finanziari sarà trasmesso alla Giunta Regionale in questi giorni.

Conferma che le proposte della Commissione Consultiva per il Personale vennero trasmesse al Presidente della Giunta Regionale nel mese di settembre del corrente anno, per cui la Giunta Regionale non ha ancora avuto il tempo materiale per un approfondito esame delle proposte stesse.

Ribadisce che la Giunta Regionale continuerà nell'esame del problema in questione e sottoporrà all'esame del Consiglio le proposte definitive per la soluzione del problema stesso.

Il Presidente, MARCOZ, invita il Consiglio a votare sulla proposta di approvazione della mozione presentata dai Consigliere Signor Montesano Giuseppe.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciotto e voti favorevoli tredici (Consiglieri presenti e votanti: trentuno), ha respinto la mozione soprariportata.

Il Consiglio prende atto.

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