Oggetto del Consiglio n. 476 del 24 ottobre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 476/79 - Provvidenze, a favore delle ditte artigiane, previste dalla legge regionale 6 giugno 1977, n. 41. (Interpellanza del Consigliere Berti)
Interpellanza
Il sottoscritto Consigliere regionale Vigilio Berti
Considerato che da parecchi mesi mancano i fondi necessari per il normale espletamento delle pratiche di mutuo e sussidio per le ditte artigiane di cui alla legge regionale n. 41 del 6.6.1977;
Interpella
l'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato per conoscere quali provvedimenti intende adottare per sopperire a queste carenze e normalizzare a tempi brevi l'erogazione delle provvidenze previste dalla legge di cui sopra;
se non ritiene sia il caso di provvedere per i restanti mesi dell'anno in corso ad un pronto rifinanziamento della legge in questione.
Distinti saluti.
Aosta, 11 ottobre 1979
F.to: Vigilio Berti
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Berti.
Berti (Art. e Comm. Vald.) - Come ho avuto modo di fare osservare in sede di bilancio 1979 all'Assessore competente per quanto riguardava il finanziamento alla legge del 6 giugno 1977, n. 41, già allora avevo delle perplessità e, sul quantitativo della cifra, si è rivelato esatto che nel giro di pochi mesi quella cifra di 600 milioni è andata già esaurita. Io ho poi sempre visto tutta l'estate l'Assessore tranquillo; non si è mai preoccupato, nonostante le sollecitazioni sia delle associazioni, sia delle ditte, di rifinanziare, di riportare qualcosa in discussione.
Con questa interpellanza ho voluto ufficialmente muovere le acque per vedere se è possibile avere questo finanziamento per completare il '79, visto che quando il problema tocca da vicino l'industria, ci si muove, ci si dà da fare, e si finanzia con soldi a fondo capitale e tutte le ripercussioni direi forse più negative che positive che abbiamo avuto nella nostra Regione.
Questa categoria che evidentemente non si muove, non reclama, subisce, accetta, viene sempre dimenticata. Io vorrei allora un momentino sollecitare l'Assessore che chiarisca un po' questa posizione sul finanziamento della legge, pur sapendo che queste erogazioni, questi mutui, sono concessi per far fronte sul piano tecnologico e sul piano commerciale anche ad un livello di prezzi da competere con le altre Regioni, perché evidentemente è più di 15-20 anni indietro che le attrezzature e l'ammodernamento potevano funzionare con un certo livello di concorrenzialità con le altre Regioni. A questo punto, non avendo queste agevolazioni, uno non si può modernizzare, non può creare - e quello che potrebbe creare è anche posti di lavoro - appunto perché ci sono queste imperfezioni.
Oltre al mancato finanziamento, poi, c'è anche la carenza delle lungaggini, forse più burocratiche, non si vuole esaminare e vedere un momentino assieme di accorciare i tempi nell'erogazione di mutui stessi. Perché quando uno porta un preventivo per l'acquisto di una determinata cosa, finché la Regione risponde, le banche fanno l'indagine, eccetera, passano 5-6-7-8 mesi, non dico che il prezzo è raddoppiato, ma è già aumentato del 70-80 percento, e il più delle volte, io dico - e porto a conoscenza questo - la ditta o l'azienda rinuncia e dice: "Va bene, allora piuttosto di assumere altre persone o licenzio già quelli che ho, o comunque vado avanti senza un incremento".
Oggi come oggi non possiamo pretendere che le ditte non migliorino, non si espandano, perché sennò sono bruciate dal mercato.
Faval (U.V.) - La parola all'Assessore Chabod.
Chabod (D.C.) - L'Assessore Berti...no, il Consigliere Berti, pardon...mamma cosa dico! Il Consigliere Berti dice la verità: 600 milioni non sono bastati. È da fine agosto che siamo senza soldi, verrà in Consiglio una legge di nuovo di 60 milioni, e certamente non basteranno, ma purtroppo non sono riuscito a recuperare altri soldi...incominciamo a portare e, per l'anno prossimo, vedremo di portare un finanziamento superiore se riusciremo a trovare dei soldi, perché è anche lì la questione...perché non è che si possa decidere di fare, bisogna avere i quattrini, quando si hanno i quattrini si portano avanti le leggi. L'abbiamo anche data all'Artigiancassa (che è venuta a mancare); ho fatto un telegramma in questi giorni al Presidente del Senato se è possibile portare avanti al più presto la legge che è stata presentata il mese di settembre...se portasse avanti quella lì, almeno anche lì ci sarebbe un certo aiuto.
Berti dice delle industrie...anche le industrie non è che stiano poi tanto meglio dell'artigianato, perché abbiamo un sacco di industrie che aspettano anche loro i soldi. Purtroppo la vita aumenta, i costi aumentano e non riusciamo a stare dietro a tutto, la stessa agricoltura è nelle medesime condizioni, dunque cerchiamo di fare del nostro meglio.
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Berti.
Berti (Art. e Comm. Vald.) - Mah, io non so neanche cosa rispondere all'Assessore, è già qualcosa che abbia predisposto 60 milioni, comunque è una goccia che non è che muti poi un granché con quei 60 milioni. Già all'inizio dell'anno abbiamo detto questo all'Assessorato, che è stato bistrattato nei precedenti anni gestionali, e soprattutto quest'anno anche con l'incentivo che abbiamo dato noi come Organizzazioni Sindacali per migliorare appunto tutta la ristrutturazione aziendale delle imprese in Valle che sono 3.500 con due volte in più i dipendenti a carico. Adesso si viene a dire che portiamo 60 milioni nel prossimo Consiglio...non so con 60 milioni cosa si possa fare, quando abbiamo tuttora giacenza di richieste per 400 milioni. Ecco, questi sono i dati, e non so se l'Assessore ne è a conoscenza.
Io approfitto di questa occasione per far presente di insistere affinché per la previsione del prossimo esercizio finanziario si arrivi almeno a un miliardo per quelle pratiche, perché sennò diciamo agli artigiani "arrangiatevi e fate con mezzi propri" e andiamo direttamente al credito della banca, dove supera largamente l'utile l'interesse del 20 percento che la banca prende...che poi, tra l'altro, è già bello quello che può usufruire di quei prestiti delle banche, perché sono talmente restrittive a concedere soldi anche a un tasso normale che la maggior parte, soprattutto le piccole aziende, se non hanno degli avvallanti un po' potenziali dal punto di vista economico non vengono concessi. Questo vale anche per l'Artigiancassa, dove sono stati esauriti i fondi, d'accordo, però l'Artigiancassa è uno strumento che...non voglio portare in questa sede avanti una discussione che esula un po' dalla nostra interpellanza, però anche l'Artigiancassa è molto scadente dal punto funzionale con le banche, perché non è un diretto intervento regionale.
Gli interventi delle banche nel concedere...sono talmente cifre limitatissime e lo danno soltanto al mezzo industriale, non direi all'artigiano, non più all'artigiano perché vogliono le garanzie almeno 100 volte più del capitale che uno ha. Quindi quello è un discorso che non guarderei nemmeno, anche se manca il finanziamento soprattutto per dare l'Artigiancassa a chi già ha, ma quella fascia media e meno abbiente di categoria artigiana non ha mai potuto usufruirne se non quando trovava qualcuno che, in via eccezionale, gli faceva un avvallo.
Io ritornerei a sollecitare appunto per rivedere se è possibile portare più di 60 milioni, almeno per portare avanti le pratiche più urgenti e con un impegno preciso: che per il prossimo anno si arrivi al miliardo sulla legge 41 del 6 giugno del '77.
Faval (U.V.) - Punto n. 17 all'ordine del giorno...al n. 20? Allora passiamo all'esame del punto n. 18.
