Oggetto del Consiglio n. 131 del 7 ottobre 1966 - Verbale
OGGETTO N. 131/66 - CONCESSIONE DI PREMI A FAVORE DEI PRODUTTORI DI FONTINA MARCHIATA, PRODOTTA NELL'ANNO 1966. - DELEGA ALLA GIUNTA.
Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione sulla seguente proposta di concessione di premi a favore dei produttori di fontina marchiata, prodotta nell'anno 1966, proposta trasmessa in copia ai Signori Consiglieri in data 30 settembre 1966:
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Analogamente a quanto approvato nelle decorse annate, si propone di deliberare la corresponsione di premi a favore dei produttori di formaggio fontina marchiata prodotta nell'anno 1966.
I motivi che giustificano il provvedimento possono essere riassunti come segue:
- incoraggiare i produttori a continuare e intensificare il miglioramento qualitativo della produzione e promuovere un sempre più ampio ricorso, da parte degli stessi, a tutti i mezzi indicati dalla buona tecnica casearia e messi a loro disposizione dall'Amministrazione Regionale.
Ciò nell'intento di contenere, entro limiti economicamente sopportabili, gli scarti della produzione e, quindi, per valorizzarla sempre più sui mercati nazionali ed esteri.
I risultati che ne sono già derivati e che ne deriveranno ancora si concreteranno in una maggiore richiesta da parte dei consumatori ed in un aumento del prezzo di vendita del formaggio fontina.
Negli anni decorsi l'ammontare del premio di cui si tratta è stato determinato in Lire 350 per forma prodotta nell'anno 1959, in Lire 450 per forma prodotta negli anni 1960 e 1961 e in Lire 500 per forma prodotta negli anni 1962, 1963, 1964 e 1965.
Per la produzione di fontina nell'anno 1966 si ritiene opportuno lasciare al Consiglio Regionale il compito di stabilire la misura del premio per ogni forma di fontina prodotta e marchiata.
Quanto sopra premesso, richiamati: la legge 10 aprile 1954 numero 125, il D.P.R. 5 agosto 1955 n. 667, il D.P.R. 30 settembre 1955 n. 1269 e il Decreto Ministeriale 26 giugno 1957; si propone che il Consiglio Regionale
Deliberi
1°) di approvare la concessione a favore dei produttori di formaggio fontina di un premio, nella misura di Lire per ogni forma di formaggio fontina regolarmente marchiata e prodotta nell'anno 1966;
2°) di delegare alla Giunta Regionale l'adozione, - ad avvenuta promulgazione della legge di approvazione del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1967 -, di ogni successivo provvedimento deliberativo necessario all'applicazione della presente deliberazione, sia per quanto riguarda la determinazione dei produttori aventi diritto al premio, sia per la concessione dei premi di cui si tratta e per l'approvazione e la liquidazione delle spese relative, dando atto che le spese medesime, previste in complessive L. 60.000.000 (sessantamilioni) circa, graveranno sull'apposito istituendo capitolo di spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1967 corrispondente al Capitolo 216 del bilancio preventivo per l'anno 1966 ("Spese, contributi e premi ad Associazioni ed Enti per la tutela e l'incremento dei prodotti tipici")."
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Il Presidente, MONTESANO, fa presente che sullo stesso argomento è stata presentata dal Consigliere Albaney una mozione, iscritta al n. 33 dell'ordine del giorno dell'adunanza odierna, e propone che la trattazione di tale mozione sia abbinata alla discussione della proposta in esame.
Precisa che la mozione di cui si tratta è del tenore seguente:
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Aosta, 19 agosto 1966 -
Ill.mo Signor PRESIDENTE
del Consiglio Regionale
AOSTA
Il sottoscritto ALBANEY Giuseppe, Consigliere Regionale del Movimento "dei Campagnards", prega la S.V. Ill.ma di voler inserire nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio Regionale la seguente mozione:
"Il Consiglio Regionale, preso atto:
- che il mercato dei formaggi in genere e della fontina in particolare ha subito e subisce delle notevolissime flessioni;
- che la situazione climatica nel corso della presente stagione ha influito negativamente sulla produzione della fontina;
- che le condizioni economiche della popolazione agricola valdostana si vanno sempre più deteriorando;
ritenendo improrogabile un intervento immediato e straordinario a favore dei produttori fontina, al fine di superare l'attuale contingenza,
delibera
di concedere ai produttori per le fontine prodotte nel corso dell'anno 1966 un aumento del premio di marchiatura - attualmente di Lire 500 - di L. 300 per forma".
Distinti saluti.
IL CONSIGLIERE REGIONALE
f.to Albaney Giuseppe.
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L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, MAQUIGNAZ, illustra la relazione soprariportata e invita il Consiglio ad approvare l'ammontare del premio di marchiatura per l'anno 1966.
Il Consigliere ALBANEY dichiara quanto segue:
"Signor Presidente,
da qualche adunanza a questa parte il Consiglio Regionale discute di fontina.
Si vede che il problema della fontina è sentito da tutti; è un problema che sentiamo nel cuore, perché ci stanno veramente a cuore gli interessi dei nostri agricoltori.
Da parte dell'attuale Giunta, già in precedenza sono stati concessi dei contributi a favore dei produttori di fontina; mi sono però permesso di presentare all'esame del Consiglio nell'adunanza odierna una mozione su tale argomento, soprattutto in considerazione che il 1966 non è stato un anno molto felice per i nostri agricoltori.
Nella mozione da me presentata ho fatto la seguente proposta:
"Il Consiglio Regionale, preso atto:
- che il mercato dei formaggi in genere e della fontina in particolare ha subito e subisce delle notevolissime flessioni;
- che la situazione climatica nel corso della presente stagione ha influito negativamente sulla produzione della fontina;
- che le condizioni economiche della popolazione agricola valdostana si vanno sempre più deteriorando;
ritenendo improrogabile un intervento immediato e straordinario a favore dei produttori di fontina, al fine di superare l'attuale contingenza,
delibera
di concedere ai produttori, per le fontine prodotte nel corso dell'anno 1966, un aumento del premio di marchiatura - attualmente di L. 500 - di L. 300 per forma".
Come tutti sapete, nel corrente anno, a causa della pesantezza del mercato caseario, le quotazioni della fontina sono diminuite in modo notevole, scendendo dalle 900 lire degli anni precedenti alle 650 - 750 lire di quest'anno.
Si è verificata una notevole diminuzione del prezzo della fontina e, pertanto, mi sono permesso di presentare al Consiglio questa mozione che è stata esaminata dalla Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura.
In tale sede, dopo una animata discussione, la Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura decideva all'unanimità di proporre al Consiglio un aumento di Lire 200 del premio di marchiatura per ogni forma di fontina.
È vero che con questo non risolleviamo le sorti dell'agricoltura valdostana e già nell'adunanza consiliare del 15 aprile 1964 tutti noi, - noi che allora facevamo parte della minoranza -, notavamo che era necessario aumentare questo premio di marchiatura della fontina.
Nel verbale di quella adunanza consiliare sono riportate le varie proposte, che non starò a leggervi.
Ripeto: con questo premio noi non risolviamo il grave problema dell'agricoltura valdostana, però con questo contributo veniamo incontro ai nostri agricoltori.
Io mi auguro che, in una delle prossime riunioni della Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura, sia esaminato in modo approfondito il problema globale dei produttori di latte e fontina".
L'Assessore BORDON dichiara che il problema della fontina riveste una grande importanza per l'economia agricola della Regione e sta a cuore a tutti i Consiglieri regionali.
Fa presente che fin dall'epoca in cui venne predisposta la legge statale 10-4-1954 n. 125, concernente la tutela delle denominazioni di origine e tipiche dei formaggi, il problema della fontina è stato ogni anno oggetto di discussioni in seno al Consiglio regionale, senza che se ne sia trovata mai una soluzione definitiva.
Osserva che il Consiglio, la Giunta Regionale e la Commissione permanente di studio per l'Agricoltura sono unanimemente favorevoli all'approvazione dell'aumento del premio di marchiatura per l'anno 1966, perché si tratta di un provvedimento necessario e di un piccolo aiuto alla classe degli agricoltori valdostani e dei conduttori di alpeggio in particolare.
Rileva che, contemporaneamente all'aumento del prezzo della fontina e dell'importo dei premi di marchiatura concessi ai produttori dall'Amministrazione Regionale, è aumentato anche il costo della mano d'opera, in modo tale che il bilancio economico delle aziende agricole è ancora sempre passivo, come prima.
Assicura, anche per esperienza personale, che il bilancio economico dell'attività relativa alla condotta di un alpeggio in Valle d'Aosta è sicuramente passivo anche per un alpeggio avente un carico di 100 bovine.
Osserva che, approvando la proposta di aumento del premio di marchiatura per l'anno 1966 di lire 200 per ogni forma di fontina, il beneficio che ne deriva ad un conduttore di alpeggio con un carico di 80 bovine e con una produzione stagionale di 400 forme di fontina, del peso medio di 10 Kg. cadauna, ammonta complessivamente a Lire 80.000.
Rileva l'attuale pesantezza del mercato caseario che ha causato una notevole flessione del prezzo della fontina, sceso dalle precedenti 900 lire al Kg. alle attuali lire 750 al Kg.
Ritiene che questa improvvisa flessione del prezzo della fontina sia una chiara dimostrazione che il problema in esame deve essere studiato nel suo complesso, per trovare delle soluzioni più efficaci nell'interesse degli agricoltori.
Dichiara di non comprendere come, di fronte ad un calo del prezzo della fontina, formaggio pregiato e di elevate qualità nutritive, nei programmi televisivi della sera si faccia tanta pubblicità per dei formaggi, anche fusi, che non hanno certamente le qualità pregiate della fontina.
Ricorda, in proposito, che la parte più scadente della produzione di fontina viene convogliata appunto per la fabbricazione di formaggi fusi, che sono messi in commercio ad un prezzo che si aggira dalle 1500 alle 2000 lire al Kg.
Ribadisce, pertanto, la necessità di riesaminare, di comune accordo con il Consorzio per la difesa del marchio d'origine, l'intero problema riguardante la produzione e il commercio della fontina, mettendo detto Consorzio nelle condizioni di esercitare una attenta sorveglianza sulle frodi commerciali, in modo che non si possa più smerciare per fontina della Valle d'Aosta altri prodotti caseari che provengono anche dall'estero.
Ritiene che sia anche necessario intensificare la pubblicità per la fontina, con tutti i mezzi a disposizione, non esclusa la televisione, sottolineando che da un maggiore prezzo di vendita di lire 20 al Kg. i produttori potranno realizzare gli stessi benefici economici che realizzeranno come conseguenza del proposto aumento del premio di marchiatura.
Riferisce che presso i competenti organi dell'Amministrazione Regionale è già in atto uno studio approfondito, nell'intento di ricercare una soluzione globale al problema della fontina, soluzione che sarà in seguito sottoposta all'esame del Consiglio Regionale.
Il Consigliere PEDRINI dichiara di essere favorevole alla proposta di aumentare di lire 200 il premio concesso ai produttori di fontina per ogni forma di fontina prodotta e marchiata nell'anno 1966.
Dichiara, inoltre, di condividere le opinioni espresse in merito al problema in esame dall'Assessore Bordon, come ebbe già a dichiarargli in via privata, e ritiene opportuno svolgere una efficace azione di pubblicità a favore del formaggio fontina attraverso la televisione perché, con tale forma di pubblicità, si ottengono due scopi:
1°) fare aumentare il prezzo della fontina, diffondendone la conoscenza tra i consumatori;
2°) fare indirettamente una azione pubblicitaria generale di carattere turistico a favore della Valle d'Aosta.
Rileva che il funzionamento del Consorzio Produttori Fontina non è esente da pecche, tanto che vari produttori si lamentano del modo in cui vanno le cose.
Ritiene, pertanto, che il problema riguardante la fontina debba essere presto riesaminato dalla Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura, onde ricercare delle soluzioni più rispondenti agli interessi degli agricoltori valdostani.
Esprime, inoltre, il parere che sia necessario che il Consorzio Produttori Fontina eserciti una più vigile azione repressiva delle frodi commerciali commesse nel territorio nazionale ai danni del formaggio fontina.
Osserva, infatti, che ben difficilmente nelle altre regioni italiane si vede presentare sotto il nome di formaggio fontina della fontina marchiata della Valle d'Aosta e, malgrado ciò, non si sente mai parlare di provvedimenti repressivi di tali continue frodi.
Anche in questo caso, - egli dice -, noi dobbiamo prendere delle lezioni dagli stranieri e, particolarmente, dai francesi, i quali sono maestri a tutti nella ferma difesa commerciale che essi svolgono a favore del cognac.
L'Assessore MAQUIGNAZ comunica che la Giunta Regionale ha accolto favorevolmente la richiesta inoltrata dalla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta per il finanziamento di un programma pubblicitario della fontina, comprendente la partecipazione alla Fiera Campionaria di Milano, al Salone della Montagna di Torino e alla Fiera del Mare di Genova, e la realizzazione di un microfilm pubblicitario che sarà proiettato in due cicli annuali, primaverile e autunnale, della durata di una settimana, in ogni sala cinematografica delle Città di Torino, Milano e Genova.
Precisa che, per il finanziamento di questo programma pubblicitario, la Giunta ha deliberato di concedere a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta un contributo di Lire 7 milioni, riconoscendo l'importanza e la necessità di una efficace azione pubblicitaria a difesa del prezzo della fontina.
Per quanto riguarda l'osservazione fatta dal Consigliere Pedrini, dichiara di riservarsi di studiarla nell'ambito del proprio Assessorato e di sottoporla in seguito all'esame della Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura.
Il Consigliere PEDRINI osserva che la partecipazione della Cooperativa Produttori Latte e Fontina di Aosta al recente Salone della Montagna di Torino ha dato luogo a critiche, non per quanto riguarda l'allestimento dello Stand all'interno del Salone, ma per il comportamento del personale addetto allo stesso Stand.
Riferisce, in proposito, di aver ripetutamente visto dei giovani, di ambo i sessi, che non tenevano all'interno dello Stand il comportamento che la serietà della manifestazione richiedeva.
Invita, pertanto, l'Assessorato all'Agricoltura a controllare maggiormente queste manifestazioni, anche se non organizzate direttamente dalla Regione, in modo che il buon nome della Valle d'Aosta non abbia a scapitarne.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, dichiara di aver notato personalmente gli inconvenienti segnalati dal Consigliere Pedrini.
Riferisce che, il giorno dell'inaugurazione, lo Stand della fontina aveva attirato l'attenzione del Ministro Andreotti.
Precisa che la rappresentanza commerciale pubblicitaria della fontina al recente Salone della Montagna di Torino non era stata organizzata direttamente dalla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, ma che, trattandosi di una operazione commerciale di vendita del prodotto, era stata organizzata dal rappresentante commerciale della Cooperativa per la zona di Torino, il quale si è avvalso di personale non valdostano.
Assicura che all'interno dello Stand della fontina, allestito nel già citato Salone della Montagna, non vi era alcun valdostano.
Rileva, d'altra parte, che, dal punto di vista pubblicitario e commerciale, la presenza di uno Stand della fontina a detto Salone è risultato un successo.
Dichiara, comunque, di prendere atto delle osservazioni fatte dal Consigliere Pedrini, delle quali sarà tenuto conto in occasione della prossima esposizione alla Fiera del Mare di Genova.
Riassumendo, osserva che l'azione che si deve svolgere ora per una migliore difesa della fontina, prodotto tipico della Valle d'Aosta, deve essere esercitata in due direzioni: tendere, cioè, ad un miglioramento del prodotto ed esercitare una migliore tutela giuridica del prodotto stesso.
Per quanto riguarda la tutela giuridica della fontina, fa presente che la Regione dispone già di strumenti legislativi efficaci e rigorosi.
Si tratta quindi, - egli dice -, di dirigere gli sforzi in tale senso, per una più rigorosa repressione delle frodi commerciali a tutela della denominazione d'origine; in questo modo, - egli aggiunge -, si seleziona anche il consumatore, valorizzando di conseguenza il prodotto.
Per quanto riguarda il miglioramento della produzione, ammette che finora si è fatto poco in tale senso.
Dichiara che, purtroppo, la spirale dei costi non può essere compensata con il solo intervento dei pubblici poteri.
Fa presente che è necessario un deciso miglioramento della produzione, in modo da arrivare a produrre fontina di prima scelta, in una percentuale superiore all'attuale, diminuendo gli scarti.
Dichiara che una azione svolta in tale senso rappresenterebbe un grosso passo in avanti sulla strada della valorizzazione di questo prodotto della nostra agricoltura di montagna, che è anche l'unica produzione che può essere considerata su di un piano industriale nella nostra Regione.
Rileva che lo sforzo che l'attuale Amministrazione Regionale sta compiendo a favore dei produttori di fontina è veramente notevole, perché mai in precedenza si è data tanta importanza a questo problema, che rappresenta uno dei temi principali, oggetto delle ansie e delle preoccupazioni dei contadini valdostani, i quali, essendo specializzati in questo ramo di attività, non possono abbandonare i loro alpeggi per cercare un altro lavoro.
Dichiara che è, quindi, giusto che la Regione riesamini il problema della fontina nel suo complesso, mettendone a fuoco i vari aspetti interdipendenti, per trovare delle soluzioni che non siano sempre e solo dei palliativi ad una situazione sempre più pesante.
Assicura che è intendimento della nuova Giunta di porsi su questa strada e di cercare di tutelare meglio la fontina con gli strumenti legislativi di cui già si dispone, nonché di migliorare la produzione con quegli accorgimenti che la Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura e la Giunta riterranno di suggerire.
Il Consigliere LUSTRISSY dichiara quanto segue:
"In sostanza, sono favorevole all'approvazione della mozione presentata dal Consigliere Albaney, perché ritengo che è proprio con l'incentivo devoluto direttamente al produttore che si può, in un certo modo, sia stimolare una migliore produzione, sia potenziare la produzione di un determinato prodotto; mentre tutti i contributi che si erogano ad Organismi o ad Associazioni, ad un certo punto, vengono fagocitati dagli Organismi e dalle Associazioni, senza che si riesca mai a scoprire i difetti o i pregi di tanti Organismi o Associazioni che operano nel mercato agricolo in una determinata situazione.
Vorrei soffermarmi un momentino su alcuni problemi che riguardano da vicino l'organizzazione della produzione del formaggio fontina.
Riferendomi a delle osservazioni testè fatte, mi pare, dall'Assessore Bordon, di enormi autocarri carichi di fontina e di altri formaggi pregiati diretti all'estero, dove tali prodotti sono collocati facilmente, ritengo opportuno soffermarmi un momento sulla situazione relativa alla produzione di questi determinati tipi di formaggio.
Si tratta, in ogni caso, di una produzione altamente industrializzata, effettuata in grandi Stabilimenti da trust industriali, sostenuta da formidabili organizzazioni commerciali, con costi di produzione effettivamente bassi.
Se consideriamo, infatti, l'organizzazione di questi grandi trust caseari italiani, dobbiamo renderci conto che, con tali organizzazioni, i costi di produzione possono essere contenuti in limiti modesti.
Pensiamo ora, per un momento, a quella che è l'organizzazione della produzione del nostro formaggio tipico, ottenuta negli alpeggi in situazioni disagiate e in locali che, il più delle volte, non sono idonei ad una efficace lavorazione del prodotto; tanto che, in certe situazioni, si provoca un deterioramento del prodotto già all'atto della lavorazione, a causa delle condizioni ambientali per nulla favorevoli dal punto di vista igienico.
Mi pare, dunque, che il nocciolo della questione sia da individuare nel fattore riguardante il costo di produzione e che tutta la nostra attenzione debba essere attratta da questo aspetto particolare della organizzazione della produzione del formaggio fontina.
Continuando in questo tipo di produzione artigianale ed empirico, ad un certo punto né i poteri pubblici né i produttori di fontina saranno più in grado di sopportare la concorrenza dei grossi trust caseari, sia italiani che stranieri.
Si pone, pertanto, a questo punto, il problema di una riorganizzazione della produzione del formaggio fontina.
Ma come riorganizzare questa produzione? In diversi paesi, come Svizzera e Austria, dove esistono delle produzioni di formaggio tipico, si è parzialmente ovviato a questi inconvenienti e si è riusciti finalmente a progredire sulla strada della riduzione dei costi di produzione con la costruzione di caseifici di fondo valle, nei quali viene convogliata, attraverso appositi lattodotti, la produzione giornaliera di latte degli alpeggi.
Mi pare che anche per noi si ponga il problema dello studio dell'efficienza di queste trasformazioni nei metodi di lavorazione.
Pertanto, la Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura, e altre Commissioni specializzate, a cui si vorranno eventualmente demandare questi studi e queste indagini, dovrebbero rivolgere la loro attenzione anche a questo aspetto particolare del problema riguardante la riorganizzazione della produzione, allo scopo di ottenere una riduzione dei costi di produzione.
Si sono verificati degli inconvenienti nella produzione dei formaggi grassi convogliando il latte nei centri di raccolta attraverso queste tubazioni; si è verificato, ad esempio, che le particelle di grasso contenute nel latte venivano frantumate, con rischio di alterare la bontà finale del prodotto. Ma, da studi ed esperimentazioni condotti nella vicina Svizzera, da quanto mi risulta, pare che questo inconveniente non sia di una gravità tale da alterare il prodotto finale.
Mi permetto, pertanto, di rivolgere viva preghiera all'Assessore competente e al Presidente della Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura, affinché sia posto allo studio, quanto prima, questo problema.
Questo, però, è solo uno degli aspetti della produzione del formaggio fontina, perché dobbiamo anche pensare a tutta l'organizzazione commerciale di cui questi grandi trust caseari dispongono in Italia; si tratta di una organizzazione commerciale vasta e capillare che riesce a collocare, giornalmente, una grande quantità di prodotto.
Noi oggi disponiamo solo dell'organizzazione artigianale del Consorzio Produttori Fontina e della Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
Questi Enti fanno quanto possono nelle condizioni in cui lavorano; ma mai nessuno si è preoccupato di indagare sulla loro efficienza e di dar loro dei consigli, forse proprio per la mancanza di una sensibilità in tale senso da parte dell'Amministrazione competente o da parte di organismi tecnici che sono preposti alla difesa di questi nostri prodotti e allo studio per migliorare la situazione dei nostri agricoltori, ed in particolare dei nostri produttori di fontina.
È pertanto necessario che l'Amministrazione Regionale, - con tutto il peso e con tutto il bagaglio dei suoi organi tecnici competenti, - collabori attivamente con il Consorzio Produttori Fontina e con la Cooperativa Produttori Latte e Fontina, allo scopo di studiare insieme le modalità per una riorganizzazione, soprattutto commerciale, dell'intero settore, onde renderlo più rispondente alle esigenze del mercato moderno.
Si dovrebbe anche ricorrere, se necessario, all'opera dei tecnici di marketing, di questi tecnici specializzati che si occupano delle organizzazioni commerciali, e che possono dare, effettivamente, un contributo notevole al progresso della tecnica di mercato.
Visto il problema sotto questo aspetto, ci dobbiamo, quindi, proporre questi obiettivi: da una parte la riduzione dei costi di produzione, dall'altra la riorganizzazione commerciale del settore ed, infine, una efficace azione pubblicitaria del prodotto.
Naturalmente la pubblicità ha la sua influenza, ma non è la sola componente di tutta l'azione di riorganizzazione del settore.
Si calca o sulla pubblicità o sul miglioramento del prodotto, ma in ultima analisi il miglioramento del prodotto è una conseguenza di un certo tipo di lavorazione in luogo di un altro, cioè di una organizzazione di produzione tale che consenta di mantenere i costi di produzione sotto un certo limite sopportabile.
Io termino, invitando ancora una volta l'Assessore all'Agricoltura e il Presidente della Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura, di fissare, quanto prima, una riunione per studiare questo problema e per esaminare assieme tutti gli aspetti particolari del complesso fenomeno della produzione e dello smercio del formaggio fontina.
Così noi contribuiremo, non solo a parole, ma fattivamente, alla valorizzazione di questo nostro prodotto tipico e ad una elevazione dei redditi del settore agricolo, sottraendo il produttore, che non conferisce la propria fontina al Consorzio, soprattutto negli anni difficili, alla speculazione dei grossisti, come si sta verificando quest'anno".
L'Assessore MAPPELLI rileva come la situazione riguardante la produzione della fontina sia molto complessa e delicata e come non sia facile trovarne una adeguata soluzione.
Ritiene che per risolvere validamente questo problema sia necessario riprenderne in esame i vari aspetti, sia per quanto riguarda la riorganizzazione del sistema di produzione, sia per quanto riguarda la riorganizzazione del sistema commerciale di vendita, tenendo conto di tutte le esigenze che l'attuale sistema di produzione comporta.
Rileva che nel sistema di produzione deve essere tenuto in particolare evidenza il fattore della mano d'opera, e come questa mano d'opera venga attualmente reperita.
Cita, ad esempio, il problema dei pastorelli, di questi ragazzi di sei, otto, dieci anni che sono costretti a fornire delle prestazioni superiori a quelle che la loro tenera età comporterebbe, problema anche questo che richiede una equa soluzione.
Ritiene, pertanto, che lo studio del problema della fontina debba essere effettuato non solo dalla Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura, ma da una apposita istituenda Commissione che prenda in esame tutti gli aspetti di questo complesso problema.
L'Assessore BORDON, riallacciandosi all'esposizione testè svolta dal Consigliere Lustrissy, dichiara di non aver mai affermato di aver visto transitare in Valle d'Aosta numerosi autocarri carichi di prodotti caseari pregiati, perché tali prodotti, nei confronti della fontina della Valle d'Aosta, non sono certamente da considerarsi pregiati, mancando loro quelle qualità merceologiche che contraddistinguono la fontina.
Il Consigliere LUSTRISSY osserva che la precisazione fatta dall'Assessore Bordon non trova giustificazione nella realtà, perché non bisogna solo tener conto dei grossi quantitativi di formaggio tipo fontina immessi sul mercato nazionale dai nostri grossi trust caseari, ma bisogna anche tener conto dei notevoli quantitativi di prodotti caseari pregiati che pervengono dall'Olanda e dalla Francia, e che vengono assorbiti facilmente dal nostro mercato, anche se non sono fontina.
Anche sotto questo aspetto, - egli aggiunge -, deve essere esaminato il problema della fontina, perché sul mercato nazionale non vi è solo la concorrenza del formaggio nazionale, ma vi è anche la concorrenza del formaggio che viene d'oltralpe e che è soggetto ad un certo tipo di lavorazione ed è appoggiato da una certa organizzazione industriale che noi oggi ignoriamo.
L'Assessore MAQUIGNAZ dichiara che la Giunta Regionale e la Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura hanno proposto di stabilire in Lire 200 per ogni forma l'aumento del premio da concedere ai produttori di fontina prodotta e marchiata nel corrente anno, così che l'importo totale del premio ammonterebbe a Lire 700 per forma.
Il Presidente, MONTESANO, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola per chiedere chiarimenti o formulare osservazioni sulla proposta in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della proposta stessa.
IL CONSIGLIO
ad unanimità di voti favorevoli, espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: diciannove);
DELIBERA
1°) di approvare la concessione a favore dei produttori di formaggio fontina di un premio, nella misura di lire settecento, per ogni forma di formaggio fontina regolarmente marchiata e prodotta nell'anno 1966;
2°) di delegare alla Giunta Regionale l'adozione, - ad avvenuta promulgazione della legge di approvazione del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1967 -, di ogni successivo provvedimento deliberativo necessario alla applicazione della presente deliberazione, sia per quanto riguarda la determinazione dei produttori aventi diritto al premio, sia per la concessione dei premi di cui si tratta e per l'approvazione e la liquidazione delle spese relative, dando atto che le spese medesime, previste in complessive lire 60.000.000 (sessantamilioni) circa, graveranno sull'apposito istituendo capitolo di spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1967 corrispondente al Capitolo 216 del bilancio preventivo per l'anno 1966 ("Spese, contributi e premi ad Associazioni ed Enti per la tutela e l'incremento dei prodotti tipici").
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