Oggetto del Consiglio n. 26 del 1° marzo 1967 - Verbale

OGGETTO N. 26/67 - ESAME E DISCUSSIONE DEL PROGETTO DI BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA PER L'ANNO FINANZIARIO 1967.

Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione generale sul progetto di bilancio di previsione della Regione Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1967 e dà la parola all'Assessore alle Finanze, Rag. Bordon.

L'Assessore BORDON premette che intende, anzitutto, esporre alcune brevi considerazioni che ritiene utili per illustrare ai Consiglieri i concetti informatori che hanno indotto la Giunta ad impostare il bilancio di previsione su determinate basi.

Dichiara che la conoscenza di detti concetti sarà utile nel dibattito che seguirà sul progetto di bilancio di previsione, che è uno degli atti di fondamentale importanza per l'attività amministrativa della Regione.

Fa presente che già nella seduta consiliare del 7 giugno 1966, in sede di discussione del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1966, ebbe a riferire sulle difficoltà incontrate nell'impostazione del bilancio, difficoltà derivanti dalla insufficienza delle entrate della Regione in rapporto alle necessità sempre crescenti della Valle d'Aosta ed ebbe a riconoscere l'urgenza di addivenire ad una revisione del riparto delle entrate erariali fra le Stato e la Regione, in relazione alla insufficienza delle quote attuali del riparto fiscale.

Informa che il progetto di bilancio in esame non ha potuto essere impostato in base ai dati della programmazione regionale, perché gli studi sulla programmazione non sono ancora ultimati e, quindi, non si conoscono, per il momento, i dati relativi.

Osserva che l'elaborazione di un progetto di bilancio è cosa tutt'altro che facile, perché ogni Assessorato ha le sue necessità ed i suoi problemi da affrontare e risolvere; fa presente che, per contro, le spese debbono essere necessariamente contenute entro determinati limiti, per poter quadrare il bilancio.

Informa che, nella impostazione del progetto di bilancio per il corrente anno, la Giunta ha dovuto tenere conto dei vari problemi sorti con 1a realizzazione dei due trafori alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.

Precisa che, con l'apertura di detti trafori, il flusso turistico in Valle d'Aosta è notevolmente aumentato e, quindi, è pure aumentata la circolazione di automezzi attraverso la Valle d'Aosta; il che, - egli dice -, crea nuovi problemi che occorre affrontare e risolvere, se si vuole che i turisti non si limitino a transitare attraverso la nostra Valle, ma vi si fermino ad ammirarne le bellezze.

Dichiara che, se si vuole che il flusso turistico si fermi in Valle d'Aosta, occorre, quale primo atto, aumentare in misura adeguata la ricettività delle nostre stazioni turistiche, dotandole delle necessarie attrezzature, in modo che possano competere con le stazioni turistiche della Savoia e della Svizzera.

Per quanto riguarda in particolare la Città di Aosta, capoluogo della Regione, afferma che bisogna aumentarne la ricettività e crearvi dei parckings, affinché i turisti abbiano la possibilità di fermarsi, nonché dotarla di tutte quelle attrezzature che la mettano in grado di competere con qualsiasi altra località.

Comunica che, tenute presenti tali necessità, sono stati aumentati particolarmente gli stanziamenti di bilancio degli Assessorati ai Lavori Pubblici e al Turismo, che sono i due Assessorati più direttamente interessati alla realizzazione delle opere di interesse del transito e del turismo.

Precisa che, per le considerazioni sopra esposte e non disponendosi ancora dei dati definitivi degli studi sulla programmazione, si è dovuto impostare il bilancio di previsione del corrente anno così come è stato predisposto dalla Giunta Regionale, in attesa di poter risolvere convenientemente il problema della revisione dell'attuale riparto fiscale.

Dichiara che il problema della revisione del riparto fiscale non può certo essere risolto contemporaneamente all'approvazione del bilancio di previsione in esame, che è assolutamente indispensabile per la vita amministrativa della Regione.

Premesso quanto sopra, l'Assessore Bordon illustra al Consiglio la relazione al bilancio preventivo redatta a cura dell'Assessorato alle Finanze; seguendo l'impostazione della relazione stessa, di cui dà lettura nei punti essenziali, richiama l'attenzione dei Signori Consiglieri sui dati relativi alle previsioni di entrata e alle previsioni di spesa del bilancio.

Informa che la Giunta Regionale, in relazione a quanto previsto al punto 2°) - lett. b del programma a suo tempo enunciato al Consiglio Regionale, ha preso in attenta considerazione l'importante problema della revisione del riparto fiscale attualmente in vigore.

Precisa che, in attesa di poter formulare e concordare con i competenti organi ministeriali concrete proposte per l'approvazione di un nuovo sistema di riparto fiscale rispondente alle necessità del bilancio regionale, la Giunta propone di assicurare il pareggio del bilancio per l'anno 1967 con le seguenti previsioni di entrata:

Provento quote fisse del riparto fiscale in conto imposte sul reddito e del patrimonio (Cap. 6)

L.

2.515.000.000

Provento quote fisse del riparto fiscale in conto imposte sugli affari (Cap. 10)

L.

2.950.000.000

Totale quote fisse

L.

5.465.000.000

Provento quote variabili del riparto fiscale (Cap. 13)

L.

2.830.000.000

Provento quote 9/10 canoni idroelettrici (Cap. 37)

L.

265.000.000

Contributo speciale dello Stato ai sensi del 3° comma dell'art. 12 dello Statuto Regionale (Cap. 63)

L.

2.000.000.000

Totale generale

L.

10.560.000.000

Richiama l'attenzione dei Signori Consiglieri sul raffronto fra le spese per la Pubblica Istruzione e le entrate per quote fisse del riparto fiscale, per il periodo 1956/1967, risultante dal prospetto riportato a pagina 6 della menzionata relazione al bilancio.

Osserva in proposito che, mentre nell'anno 1956 le spese per la Pubblica Istruzione ammontavano a L. 726.000.000, con una quota di riparto di L. 1.514.000.000 e con una percentuale di spesa coperta dal riparto fiscale del 216,6%, nell'anno 1967 le spese previste per la Pubblica Istruzione ammontano a L. 2.308.000.000, con una quota di riparto prevista in Lire 5.730.000.000 e con una percentuale di spesa coperta dal riparto fiscale del 173,2%.

Precisa che le spese del progetto di bilancio del 1967 per la Pubblica Istruzione, per l'edilizia scolastica e per la cultura, che ammontano a complessive L. 4.241.000.000, rappresentano il 26,56% delle spese effettive previste in bilancio.

Fa presente che il provento delle quote fisse del riparto fiscale, stanziato in bilancio in complessive L. 5.736.000.000, consente la copertura delle predette spese.

Fa presente che, nelle trattative che saranno condotte a Roma per la revisione del riparto fiscale, la Giunta Regionale non mancherà di fare rilevare la incidenza che la spesa per la Pubblica Istruzione ha sul bilancio dell'Amministrazione Regionale.

Aggiunge che questo importante problema deve essere impostato con la dovuta cautela e con la necessaria documentazione, se si vuole ottenere un risultato positivo.

Dopo aver accennato al gettito attuale delle quote di riparto, fisse e variabili, nonché ai proventi presunti della Casa da gioco di St. Vincent per l'anno 1967, l'Assessore Bordon conclude il suo intervento ponendo in rilievo che il bilancio di previsione sottoposto oggi all'approvazione del Consiglio Regionale è indubbiamente un bilancio che si può definire coraggioso, perché il pareggio del bilancio viene assicurato con la entrata di L. 10.560.000.000, così ripartita:

- L. 5.465.000.000: previsione del provento delle quote fisse del riparto fiscale;

- L. 2.830.000.000: previsione delle quote variabili del riparto fiscale;

- L. 265.000.000: previsione del provento delle quote 9/10 sui canoni idroelettrici;

- L. 2.000.000.000: previsione del contributo speciale dello Stato ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

Termina dichiarando che è fermo intendimento della Giunta Regionale di iniziare al più presto le trattative con il Governo Centrale per la revisione dell'attuale riparto delle entrate erariali fra le Stato e la Regione Valle d'Aosta, non appena la competente Commissione consiliare di studio avrà portato a termine il suo lavoro.

Monsieur le Conseiller CAVERI déclare ce qui suit:

"Pendant la discussion sur notre projet de loi sur la répartition des impôts entre l'État et la Région valdôtaine, nous avons proposé qu'une Commission, à laquelle participent aussi deux Conseillers de l'Union Valdôtaine et deux Conseillers du Parti Communiste, examinent notre projet de loi.

Nous avons aussi déclaré que nous étions prêts à accepter des modifications de la part des démo-chrétiens ou d'autres Partis, pourvu qu'elles soient raisonnables.

Nous avons participé à la réunion du 23 février de la Commission des Affaires Générales et Finances, intégrée comme j'ai dit. Cette réunion a donc eu lieu le 23 février dernier et, n'ayant pu terminer nos travaux, nous avions proposé de renvoyer la discussion du budget de prévision 1967 de dix ou douze jours au maximum, afin de pouvoir tenter de nous mettre d'accord sur notre projet de loi, même modifié, ou sur un autre projet sur la répartition financière.

Un renvoi n'aurait pas été nécessaire si Monsieur Bordon avait accepté notre proposition de faire une deuxième réunion de la Commission des Affaires Générales et Finances avant cette séance du Conseil.

Mais Monsieur Bordon nous a déclaré qu'il ne pouvait participer à une réunion de la Commission dans l'après-dîner du 23 février, parce que la junte devait se réunir.

En réalité, nous avons appris, après, que la Junte Régionale ne s'est pas du tout réunie.

Nous avons proposé de faire la réunion de la Commission le 24 février: impossible, parce que Monsieur Bordon devait participer à un enterrement.

Nous avons proposé le 25 février, samedi: impossible, parce que Monsieur Bordon devait participer à la réunion "préconciliaire" des démo-chrétiens et ses alliés.

Il n'a pas été possible non plus d'obtenir une réunion de la Commission le dimanche; en somme, il n'a pas été possible de fixer une réunion de cette Commission sur la loi de répartition financière avant cette séance du Conseil Régional.

Voilà pourquoi nous sommes forcés de demander avant tout, d'une façon préliminaire et préjudicielle, que l'on fixe une réunion du Conseil dans le terme de 10 ou de 12 jours, au maximum, afin que en ce terme nous ayons le temps de nous mettre d'accord sur notre projet de loi sur la répartition financière.

Tout cela est nécessaire, puisque la question du budget de prévision du 1967 est liée d'une façon étroite et indissoluble à la question d'une nouvelle loi de répartition financière.

Monsieur Bordon vient de dire que la répartition est insuffisante et alors voilà que nous devons étudier une nouvelle loi de répartition financière.

Je vous donne tout de suite la preuve du fondement de mon affirmation. Vous-mêmes vous avez prévu au chapitre 10 du budget une augmentation de 2.100.000.000 de recettes sur les impôts sur les affaires; or, vous ne pouvez pas rêver d'arriver à une augmentation de 2.100.000.000 de recettes sur les impôts sur les affaires, si on n'arrive pas à une nouvelle loi de répartition financière.

J'ai donc démontré, d'une façon sûre, qu'il est nécessaire, auparavant, d'arriver à un accord préalable sur notre loi ou sur une autre loi sur la répartition financière.

Il est d'autre part évident que, s'il y aurait au Conseil Régional l'unanimité sur la loi de répartition financière, ce se rait beaucoup plus facile pour vous et plus facile pour le Conseil Régional tout entier d'obtenir une nouvelle répartition plus favorable.

A vos propositions d'alliance, après les élections régionales du 1963, nous avions proposé la formation d'une Junte de salut public, dans laquelle tout Parti fût représenté, avec le but de demander ensemble l'application du Statut et vous avez repoussé notre proposition.

Aujourd'hui, dans l'attente des élections régionales dans le terme de l'automne 1967, nous vous demandons de faire un effort commun avec nous, pour obtenir du Gouvernement central une loi de répartition financière fondée sur un principe élémentaire de justice, parce que ce n'est que la justice que nous demandons.

J'ajoute que, s'il y aura entre vous et nous un accord en ce sens, nous sommes prêts même, - au moins nous de l'Union Valdôtaine, je ne sais pas ce que pensent nos amis de voter à faveur du budget, pourvu que vous acceptiez un certain nombre de modifications de notre part.

Permettez-moi d'ajouter une chose dans ce petit préambule à la discussion générale, de dire une chose que j'ai déjà dit à la Commission des Affaires Générales et Finances; c'est- à-dire qu'on ne pourra jamais arriver à un système de répartition financière si le Gouvernement Central n'accepte pas ce principe: qu'avant tout, on dresse une liste de tous les frais pour les services que l'État nous a passés, les services de la Préfecture, les services de l'Administration Provinciale, les services de l'Inspectorat Agraire, de l'Inspectorat forestier, les services de la Chambre de Commerce, de l'École, ainsi de suite, et une partie même de services du Génie Civil.

Seulement si la Junte dressera cette liste des frais généraux de tous les services que l'État a passé à la Région et seulement si la junte, - et nous sommes prêts de l'appuyer en ce sens obtiendra du Gouvernement Central l'acceptation de ce principe que le point de départ d'une nouvelle répartition soit la liste des frais des services transférés de l'État à la Région, seulement en cette manière on pourra arriver à une répartition financière équitable entre l'État et la Région.

Autrement, il arrivera toujours ce qui arrivait aussi à faire avec nous quand avions à faire avec les politiciens, ou les Ministres financiers, ou les fonctionnaires de ces Ministères financiers, desquels je parlais l'autre jour dans la Commission avec Monsieur Bordon -; on nous disait: "Vi diamo l'x% delle tali imposte, vi diamo l'y% della tal'altra imposta", comme si c'était une distribution de caramelles.

Mais ici ce n'est pas une question de distribution de caramelles, ici il s'agit de voir quels sont les besoins, quelles sont les exigences, quels sont les frais de tous les services que l'État nous a passés "in sede costituzionale", c'est-à-dire à travers le Statut et à travers les lois qui ont précédé ou qui ont suivi le Statut régional.

Ma proposition est celle de renvoyer de dix ou de douze jours la discussion du budget 1967 - ce n'est pas un grand mal, parce qu'il n'arrive rien pendant ces 10 ou 12 jours et, en ces entrefaites, de nous réunir de nouveau dans cette fameuse Commission, pour chercher d'arriver à un accord sur cette nouvelle répartition financière.

C'est la demande que je vous adresse et je n'entre pas même en polémique avec l'Assesseur Bordon, qui a parlé pendant 45 minutes, parce que nous savons que Monsieur Bordon est le Mississipi de la Démocratie-Chrétienne".

Il Consigliere GERMANO, dopo aver premesso di concordare su quanto detto dal Consigliere Caveri e sulla sua proposta, dichiara che intende egli pure proporre un breve rinvio della discussione sul progetto di bilancio per varie ragioni che illustra.

Ricorda che l'elaborazione della Costituzione della Repubblica Italiana e degli Statuti speciali regionali che ne fanno parte integrante fu impostata nell'Assemblea Costituente in un clima di unità anti-fascista e democratica, cioè nel clima che era stato un elemento determinante della lotta di Liberazione.

Fa presente che, in tale occasione, un illustre costituente, non di parte comunista, - e precisa che intende riferirsi al compianto ex Presidente della Repubblica Italiana, Onorevole Luigi Einaudi -, ebbe a dire quanto segue:

"I desideri della Valle non si compendiano se non nell'unica aspirazione di conseguire, anche in questa materia di finanza, quella autonomia che essa da così lungo volgere di tempo ha perseguito e persegue; ma è pure evidente che in quel periodo non era facile poter stabilire una norma sicura informata al concetto medesimo della legge che noi oggi siamo chiamati a discutere e ad approvare, che è quello di concedere l'autonomia alla Valle e non già di convertire la Valle in un organo, in un ente che debba venire a piatire continuamente allo Stato, con una prassi che ha molti punti di contatto con quelle che sono state e sono le così dette integrazioni ai bilanci locali, uno dei fenomeni certamente più funesti, più dolorosi per quanto fossero dovuti alle circostanze particolari determinatesi con il dopo-guerra.

Noi dobbiamo deprecare il perpetuarsi di questo sistema delle integrazioni per il quale gli amministratori dei Comuni, invece di governare autonomamente le proprie finanze, vengono a chiedere di continuo contribuzioni allo Stato, facendo sì che si spenga a poco a poco in loro ogni senso di responsabilità, come sempre avviene quando chi spende non è chi paga, perché - nella specie - chi spende sono gli Amministratori dei Comuni, mentre chi paga è lo Stato.

Se c'è un sistema, onorevoli Colleghi, che provochi la corruzione, è precisamente questo. Sotto la spinta di questa preoccupazione, in modo particolare, sono stati già emanati provvedimenti ed altri ancora sono in corso di studio, sono in corso di elaborazione e saranno presto discussi.......".

Questo, - dice il Consigliere Germano -, è il concetto espresso dall'Onorevole Einaudi nella seduta dell'Assemblea Costituente del 30 gennaio 1948 circa la nostra autonomia finanziaria.

Ma cosa è avvenuto dopo?, - osserva il Consigliere Germano -; è avvenuto che alla Valle d'Aosta è stato concesso un riparto fiscale molto insufficiente, come è stato riconosciuto da tutti i Gruppi consiliari di questo Consesso, che più volte ha votato ordini del giorno con i quali chiedeva l'emanazione di un provvedimento legislativo che migliori l'attuale sistema di ripartizione fissa le fra le Stato e la Regione Valle d'Aosta, determinando la quota fissa di ripartizione di spettanza della Regione nella misura del 75% dell'intero gettito dei tributi erariali riscossi nella Valle d'Aosta e dei tributi erariali comunque riscossi per attività economiche ed industriali che si svolgono nella Valle d'Aosta.

Rammenta che, come ha detto prima il Consigliere Caveri, i Gruppi consiliari dell'Union Valdôtaine e del Partito Comunista Italiano hanno presentato alla Presidenza del Consiglio Regionale, sin dal mese di novembre del 1966, una proposta di legge per la revisione del riparto fiscale fra le Stato e la Regione Valle d'Aosta, proposta di legge di iniziativa del Consiglio Regionale Valdostano e da inviare al Parlamento della Repubblica Italiana.

Ricorda che detta proposta di legge è stata discussa dal Consiglio nell'ultima seduta del 3 febbraio u.s. e che, al termine della discussione, il Consiglio stabilì di sottoporre la proposta di legge in questione all'esame della Commissione consiliare di studio per gli Affari Generali e le Finanze, integrata da due rappresentanti da designare dal Gruppo consiliare dello Union Valdôtaine e da due rappresentanti da designare dal Gruppo consiliare del Partito Comunista Italiano.

Fa presente che la suddetta Commissione si è riunita il giorno 23 febbraio u. s.e ritiene, in proposito, di dover riferire, quale fatto positivo, che in detta riunione vi è stato un accordo fra i rappresentanti della maggioranza ed i rappresentanti dell'opposizione sul contenuto del progetto di legge.

Precisa che da parte dei rappresentanti della maggioranza fu annunciata la presentazione di nuove proposte migliorative della proposta di legge presentata dai Consiglieri della minoranza.

Riferisce che in sede di Commissione è risultato quanto segue:

1°) che il riparto fiscale attuale è del tutto insufficiente, in quanto non è tale da permettere alla Regione di far fronte alle spese relative ai servizi vari trasferiti dallo Stato alla Regione Valle d'Aosta;

2°) rispetto alle altre Regioni a Statuto speciale, la Valle di Aosta è la Regione che ha il riparto su base percentuale più bassa in confronto alle altre Regioni;

3°) il gettito fiscale nella Valle d'Aosta è enormemente aumentato in questi ultimi anni, come è dimostrato dalle cifre accertate dagli Uffici dell'Assessorato alle Finanze.

Il Consigliere Germano osserva che anche le varie entrate erariali non accertabili oggi con sicurezza matematica possono essere calcolate facilmente con la collaborazione dello Stato e delle Aziende che hanno sede fiscale fuori del territorio della Valle d'Aosta e Stabilimenti in Valle d'Aosta, perché le Società sono tenute, per legge, a portare in bilancio le previsioni di entrate e di spese relative al prodotto e al fatturato, Stabilimento per Stabilimento.

Informa di aver personalmente fatto uno studio sul gettito fiscale della Valle d'Aosta e di aver accertato che tale gettito ammonta a Lire 14.997.000.000 circa, il che conferma che la Valle d'Aosta è la Regione che paga imposte per un ammontare percentuale superiore a quelle di tutte le altre Regioni italiane.

Riferisce che, in sede di Commissione, sono stati riscontrati soltanto i seguenti aspetti negativi:

1°) alla riunione del 23 febbraio u.s. non erano presenti i rappresentanti del Partito Socialista Unificato e, quindi, è mancato un apporto che, in base alla esperienza passata, poteva essere considerato positivo e responsabile;

2°) l'Assessore Bordon, a causa dei suoi molteplici impegni, non ha potuto o non ha voluto convocare una seconda volta la Commissione prima dell'adunanza consiliare odierna per concludere ì lavori sulla proposta di legge sulla revisione del riparto Fiscale.

Dichiara che il Gruppo consiliare comunista è dell'avviso che si debba attendere che la Commissione per gli Affari Generali e Finanze abbia ultimato i suoi lavori sulla predetta proposta di legge prima che il Consiglio affronti la discussione sul progetto di bilancio di previsione per l'anno in corso, perché il provento derivante alla Regione dalla ripartizione delle entrate erariali è la base fondamentale per l'impostazione del bilancio di previsione della Regione.

Rileva in proposito che, dalla relazione redatta dall'Assessorato delle Finanze, risulta che il pareggio del bilancio viene conseguito con la previsione nella parte Entrata di un maggior provento di Lire 2 miliardi di quote fisse, di Lire 2.800.000.000 come provento di quote variabili -, ciò che corrisponderebbe al 100% del gettito delle imposte calcolate agli effetti della determinazione della quota variabile -, e di Lire 2 miliardi come contributo statale speciale a' sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto speciale della Regione.

Chiede all'Assessore Bordon di volergli precisare su quali basi siano state impostate le suddette previsioni di entrata e se al riguardo siano stati assunti impegni da parte del Governo centrale.

Dichiara che, dagli accertamenti da lui fatti personalmente, nulla gli è risultato in proposito.

Informa di aver avuto occasione di assistere alle sedute del Parlamento Italiano in cui si discuteva del bilancio dello Stato per l'anno 1967 e di avere, in tale occasione, esaminato dettagliatamente tale bilancio; cosa che non gli è stata difficile, perché il bilancio dello Stato è impostato con gli stessi criteri del bilancio della nostra Regione, con l'unica differenza formale che le funzioni del nostro Assessorato alle Finanze sono svolte dal Ministero del Tesoro.

Riferisce, che nel prendere visione dello stato di previsione della spesa del Ministero del Tesoro per l'anno 1967, ha esaminato i due allegati (n.5 e n. 6) riportanti gli stanziamenti del fondo globale previsto per l'applicazione delle leggi in corso di perfezionamento e che corrispondono agli allegati E ed F alla legge regionale che approva il nostro bilancio.

Dichiara di avere esaminato attentamente i due elenchi concernenti i numerosi provvedimenti legislativi statali in corso di perfezionamento, uno dei quali concerne lo stanziamento di Lire 52 milioni quale aumento del contributo annuo dello Stato a favore dell'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso, ma di non avere riscontrato alcun provvedimento recante stanziamenti a favore della Regione Valle d'Aosta né in previsione dell'aumento del riparto fiscale, né a' sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto speciale regionale.

Precisa di avere, altresì, esaminato lo stato di previsione della spesa del Ministero dell'Interno e lo stato di previsione della spesa del Ministero delle Finanze e di non aver riscontrato né nell'uno né nell'altro alcuno stanziamento di previsione di spesa per la Regione Valle d'Aosta.

Osserva che, anche ammettendo che il Governo centrale voglia dare quest'anno alla Regione Valdostana un contributo straordinario di 2 o 3 miliardi di lire, a' sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto speciale regionale, ciò non sarebbe un'ottima soluzione sul piano autonomistico, perché la Regione Valle d'Aosta deve avere un riparto delle entrate erariali adeguato alle esigenze del suo bilancio, cioè una equa ripartizione di tutte le entrate tributarie che le Stato percepisce nel territorio e fuori del territorio della Regione sui consumi e sui redditi industriali, commerciali, professionali e di lavoro comunque prodotti nel territorio della Valle d'Aosta o fuori del suo territorio, ma ad esso pertinenti.

Quindi, - egli aggiunge -, anche se le Stato ci desse 2 o 3 miliardi di lire per l'anno 1967, noi non risolveremmo nulla, perché il riparto fiscale rimarrebbe insufficiente e non si avrebbe alcuna base sicura su cui impostare il bilancio regionale in futuro.

Rileva, inoltre, che la concessione alla Regione Valle d'Aosta di un contributo straordinario di 2 o 3 miliardi di lire ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto speciale regionale potrebbe essere pericoloso, nel senso che potrebbe costituire quell'elemento di pressione e di corruzione a cui chiaramente accennava il compianto ex Presidente della Repubblica Italiana, On.le Luigi Einaudi, durante la discussione sul nostro Statuto.

Ciò significherebbe inoltre, - egli rileva -, che ogni anno gli Amministratori della Regione dovrebbero recarsi a Roma a sollecitare dal Governo Centrale l'elemosina di 2-3 o più miliardi di lire necessari per assicurare il pareggio del bilancio e non vi sarebbe, quindi, alcuna garanzia per il futuro della vita finanziaria dell'Amministrazione Regionale.

Afferma che la sola vera strada maestra che risolverebbe il più importante problema della nostra autonomia, consiste in un'azione unitaria di tutto il Consiglio Regionale, azione appoggiata dal consenso della popolazione tutta della Valle d'Aosta.

Ritiene che solo in tale modo sia possibile risolvere il problema del riparto fiscale che attualmente è il problema più importante e più urgente soluzione per la Valle d'Aosta.

Rileva la necessità, a tal fine, che la proposta di legge sul riparto venga sollecitamente approvata dal Consiglio Regionale all'unanimità e che sia, altresì, fatta approvare dai 74 Consigli Comunali della Valle d'Aosta, dall'Assemblea del Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero della Valle d'Aosta, dai Sindacati e da tutti gli altri Enti valdostani.

Afferma che l'azione unitaria di tutti darà la forza necessaria per ottenere il risultato voluto.

Facciamo insieme, - egli dichiara -, noi tutti Consiglieri regionali una dichiarazione solenne con la quale assumiamo l'impegno di rassegnare le nostre dimissioni da Consiglieri regionali se il Parlamento Italiano non approverà la nostra proposta di legge per la revisione del riparto fiscale.

Io sono certo, - egli conclude -, che agendo in tal modo noi faremo non già gli interessi di parte di qualche persona o di qualche Partito, ma gli interessi veri di tutti i valdostani e di tutta la Valle d'Aosta e completeremo così effettivamente la lotta per l'autonomia iniziata sulle montagne e nelle fabbriche, che permetterà domani un nuovo rifiorire dell'autonomia, un nuovo progresso sociale in Valle d'Aosta.

L'Assessore BORDON fa riferimento alla proposta, fatta dal Consigliere Caveri e ribadita dal Consigliere Germano, di rinviare di dieci o dodici giorni la discussione e l'approvazione del progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno 1967, al fine di dare la possibilità alla Commissione consiliare per gli Affari Generali e Finanze di ultimare l'esame della proposta di legge sul riparto; dichiara quindi che detta proposta non può essere accettata dalla Giunta, anche perché l'Assessorato ai Lavori Pubblici ha assoluta urgenza che il bilancio di previsione sia approvato per poter dare presto inizio a numerosi urgenti lavori ed opere di pubblica utilità, da finanziare con i fondi stanziati sui capitoli di spesa del bilancio in esame.

Circa l'appunto, mossogli dai Consiglieri Caveri e Germano, di non aver provveduto, dopo la seduta di giovedì 23 febbraio u. s., a convocare nuovamente la Commissione per gli Affari Generali e Finanze, opportunamente integrata, per la continuazione e l'ultimazione dell'esame della proposta di legge per la revisione del riparto fiscale, comunica che il giorno successivo, venerdì 24 febbraio, quasi tutti i membri della Commissione hanno dovuto partecipare il mattino ad un funerale e nel pomeriggio ad una seduta di Giunta.

Precisa che il giorno seguente, sabato 25 febbraio, gli Assessori hanno dovuto partecipare, il mattino, ad una riunione alla quale era presente la Giunta di un Comune della Valle d'Aosta già convocata quindici giorni prima, mentre nel pomeriggio dello stesso giorno la Giunta Regionale ha dovuto partecipare alla riunione preconsiliare dei gruppi consiliari di maggioranza.

Osserva che i Consiglieri di minoranza che hanno fatto parte di precedenti Giunte sanno benissimo come sia oberata di lavori la Giunta e quali siano gli impegni a cui deve sottostare.

Conclude, ribadendo che la Giunta non può, per le ragioni a cui ha accennato, accedere alla richiesta di rinviare di 10-12 giorni la discussione e l'approvazione del bilancio di previsione per l'anno 1967.

Monsieur le Conseiller CAVERI déclare que les excuses fournies par Monsieur l'Assesseur Bordon, comme justification de n'avoir pas pourvu à convoquer une deuxième fois la Commission permanente du Conseil des Affaires Générales et Finances, sont dénuées de tout fondement, parce que, - dit-il -, la Commission en question, avec un peu de bonne volonté, aurait pu très bien être convoquée.

Il confirme que la vraie raison du refus de Monsieur l'Assesseur Bordon à convoquer une deuxième fois ladite Commission est que l'Assesseur Bordon ne voulait pas que la Commission discute la loi sur la nouvelle répartition financière présentée par l'opposition.

Cela est confirmé, - déclare-t-il -, par le refus de renvoyer de 10-12 jours l'examen et l'approbation du budget de prévision de l'année 1967.

A' ce nouveau refus correspond la volonté, - déclare-t-il -, de ne pas vouloir voter une nouvelle loi sur la répartition financière, mais de préférer de voter un budget de prévision qui n'a aucune base solide et qui n'a aucune correspondance avec des assurances précises et concrètes.

Je prends acte, - continue-t-il -, que vous voulez passer à l'examen et à l'approbation du budget sans vouloir discuter et approuver préalablement notre projet de loi sur la nouvelle répartition financière.

Monsieur le Conseiller Caveri conclut en déclarant de devoir déplorer qu'encore une fois une proposition, qui est une proposition conciliative de détente entre la majorité et la minorité, vient repoussée de la majorité.

Il Consigliere CASETTA, richiamato l'articolo 66 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio, chiede, a nome proprio e dei Consiglieri Manganoni, Barone, Germano e Crétier, che la proposta di rinvio di 10-12 giorni della discussione del progetto di bilancio per l'anno 1967 sia posta a votazione a scrutinio segreto.

Il Consigliere CAVERI ribadisce che la proposta di cui si tratta è stata da lui fatta allo scopo di dare la possibilità alla Commissione per gli Affari Generali e Finanze, integrata, di ultimare la discussione sulla proposta di legge per la revisione del riparto fiscale presentata dalla minoranza.

Il Presidente, MONTESANO invita il Consiglio a votare, a scrutinio segreto, sulla proposta fatta dal Consigliere Caveri; precisa che la pallina bianca significa accoglimento della proposta e che la pallina nera significa che la proposta è respinta.

Procedutosi alla votazione, a scrutinio segreto, ed allo spoglio dei voti, con l'assistenza degli scrutatori Consiglieri Signori Albaney, Casetta e Manganone, il Presidente accerta e comunica il seguente risultato della votazione:

- Consiglieri presenti: trentacinque;

- Consiglieri astenutisi dalla votazione (due): Cusumano e Pedrini;

- Consiglieri votanti: trentatré;

- Voti contrari all'accoglimento della proposta: diciassette.

Il Consiglio prende atto.

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Il Consigliere FILLIETROZ dichiara di essere convinto che l'Assessore Bordon abbia incontrato difficoltà per fare pareggiare il bilancio perché, essendo la Valle d'Aosta una Regione essenzialmente montana, molte sono le necessità a cui bisogna provvedere.

Rileva che occorre, peraltro, che le previsioni di entrata abbiano una certa corrispondenza alla realtà perché, in caso contrario, il bilancio di previsione risulterebbe irregolare.

Fa presente che, di norma, i bilanci di previsione degli Enti pubblici presentano un disavanzo allorquando le entrate non sono tali da permettere agli Enti stessi di far fronte a tutte le spese.

Rileva che lo stesso bilancio dello Stato per l'anno 1967 presenta un disavanzo di circa 1.140 miliardi di lire.

In merito alla previsione di entrata di Lire 2 miliardi, quale contributo speciale dello Stato ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto Regionale, rammenta che già sul bilancio di previsione dello scorso anno era stato previsto un analogo contributo dello Stato dell'ammontare di Lire 1 miliardo, contributo che a tutt'oggi non è stato concesso dallo Stato; né risulta, - egli osserva -, che lo Stato abbia intenzione di concedere tale contributo entro il corrente anno, poiché, come ebbe a dichiarare il Consigliere Gemano, nessuno dei provvedimenti legislativi dello Stato elencati negli allegati agli stati di previsione del bilancio del Ministero del Tesoro per l'anno 1967 prevede la concessione di un tale contributo alla Regione Valdostana.

Chiede all'Assessore Bordon di voler precisare quali spese si intendano finanziare con il contributo speciale dello Stato richiesto ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto Regionale; rileva che deve trattarsi di spese non ricorrenti, perché il 3° comma del citato articolo 12 dello Statuto Regionale stabilisce che il contributo straordinario in questione viene devoluto dallo Stato alla Regione soltanto: "Per provvedere a scopi determinati, che non rientrino nelle funzioni normali della Valle,.....".

Afferma che contrasta con i criteri informatori di una sana amministrazione la previsione di entrata di Lire 2 miliardi quale contributo speciale dello Stato ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto Regionale anche perché, così facendo, tale cifra viene conteggiata agli effetti del riparto delle entrate erariali fra le Stato e la Regione.

Chiede, pertanto, che la previsione di entrata del capitolo 63 sia stralciata e portata in aumento dello stanziamento di Lire 2.950.200.000 del capitolo 10 di entrata: "Provento quote fisse di ripartizione, fra le Stato e la Regione, delle entrate erariali previste dall'articolo 2 della legge 29.11.1955 n. 1179".

Il Consigliere CASETTA premette che, nell'illustrare il progetto di bilancio di previsione per l'anno 1967, l'Assessore Bordon si è limitato a dare lettura della relazione tecnica predisposta dagli Uffici finanziari dell'Amministrazione Regionale e di dover quindi constatare la mancanza di una relazione politico-programmatica al bilancio di previsione. Questo testimonia, - egli dice -, la vacuità di certe affermazioni e di determinate formule, ma rende, per contro, più chiari i fini ai quali questo bilancio si ispira.

Fa presente che le scorso anno, in sede di discussione e di approvazione del provvedimento legislativo concernente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio per il primo trimestre dell'anno 1966, un Consigliere della minoranza di allora, che oggi siede sui banchi della Giunta, affermò un po' incautamente, che: "Tutto era probabilmente dovuto ad una situazione di fatto, cioè alla instabilità di una Giunta che era sempre alla ricerca di una maggioranza per poter mantenersi in equilibrio e governare".

Osserva, in proposito, che l'equilibrio della Giunta attuale è mantenuto con l'appoggio dei Consiglieri del gruppo liberale.

Lamenta di dover constatate che, dal mese di giugno 1966, non si è più sentito parlare di programmazione e rileva che lo stesso Assessore Bordon ha ammesso di non aver potuto usufruire dei dati desunti dagli studi sulla programmazione per l'impostazione del bilancio di previsione in esame.

Dichiara che, se a tutt'oggi la programmazione regionale non è ancora una realtà, ciò è dovuto alla mancanza di volontà politica di attuare la programmazione.

Proseguendo nella sua esposizione, il Consigliere Casetta dichiara quanto segue, in merito al progetto di bilancio di previsione per l'anno 1967:

"Comincerò con considerare anch'io, per prima cosa, l'impostazione generale del bilancio di previsione.

Qualcuno ha affermato, in quest'aula, che una maggioranza, quando propone l'adozione di un provvedimento, deve avere già delle idee chiare in proposito.

Mi riferisco alle ripetute sollecitazioni critiche che l'allora minoranza aveva svolto nei confronti della Giunta Caveri per non avere presentato un bilancio programmato.

Un primo passo era, però, già stato fatto adottando, per la nuova stesura del bilancio medesimo, quella classificazione economica e finanziaria che voi ora avete portato avanti e ricopiato.

La nostra iniziativa mirava a limitare nel futuro immediato il grado di rigidità del bilancio, a porre un limite invalicabile alle spese correnti ed a qualificare le spese in conto capitale.

A che cosa ci troviamo di fronte, invece, oggi?

Alla brutta copia dei precedenti bilanci, voce per voce, capitolo per capitolo; salvo le cifre, nulla è mutato; sembra fatto con la carta copiativa e potreste stamparne tante copie per gli anni a venire, se questa maggioranza dovesse durare.

Le cifre: tutto il segreto di questo bilancio è racchiuso in due voci di entrata che sono immaginarie, sino a prova contraria, senza alcun fondamento giuridico né amministrativo, come già hanno significato i miei colleghi.

Vi permettete poi di spargere a mani larghe, nelle uscite, ben 4 miliardi di Lire.

C'è un comunello in Italia la cui Giunta una volta giocava alla Sisal per fare quadrare il bilancio e per sanare le finanze comunali. Questa Giunta Regionale non gioca, ma bara, pensando di ammannirci una futura vincita.

Parlerò poi dei singoli fantasiosi capitoli di spesa che derivano dai due miliardi in più nelle entrate per gli aumenti previsti sulla ripartizione finanziaria e dei due miliardi in più previsti per contributo statale a' sensi del 30 comma dell'articolo 12 del nostro Statuto.

Desidero soffermarmi su un aspetto importante che, così come è impostato il bilancio, viene mistificato.

L'obiettivo di un bilancio serio, che tenda ad essere la piattaforma per una programmazione regionale, avrebbe dovuto prospettarci di limitare il grado di rigidità delle spese correnti, per lasciare grandi margini di elasticità per quegli interventi che, in una politica di programmazione, sono necessari per accrescere l'incidenza del bilancio sullo sviluppo economico e sociale della nostra Regione; vale a dire porre un limite invalicabile alla espansione delle spese correnti, alle spese, cioè, di manutenzione e di finanziamento per una politica più severa, atta a blocca re le spese correnti, cioè improduttive, a favore di un irrobustimento delle spese in conto capitale.

Accrescere le spese in conto capitale e qualificarle in senso produttivo queste sono le grandi linee di un bilancio programmato.

Ecco la chiave che ci permette di riflettere sulle cifre del bilancio che voi ci presentate.

Nella relazione tecnica che ci è stata inviata venerdì scorso, si possono leggere interessanti diagrammi. Alla tavola 6 bis, concernente la classificazione economica delle spese in valore assoluto ed in percentuale in relazione alla ripartizione, si fanno dei raffronti per gli anni 1965 - 1966 e 1967.

A parte le discordanze che si possono rilevare dal confronto con una altra pubblicazione inerente al bilancio dell'anno 1965, notiamo che tendenzialmente le spese correnti decrescono dal 70,01% nell'anno 1965, al 67,54% nell'anno 1966 e al 52,78% nell'anno 1967.

Le spese in conto capitale, naturalmente, aumentano rispettivamente, per gli stessi anni, al 28,23% nell'anno 1965, al 30,89% nell'anno 1966 e al 46,17% nell'anno 1967.

Mi si potrebbe, ovviamente, obiettare che tutto ciò è regolare e, cioè, che è questa la giusta impostazione di bilancio da seguire.

Ho preso visione del bilancio di previsione della Regione Friuli-Venezia Giulia, che non ha entrate straordinarie tipo quelle dei proventi della Casa da gioco di St. Vincent, ed ho constatato che soltanto il 40% circa delle spese è assorbito dalle spese fisse, mentre il 60% delle spese sono effettuate in conto capitale.

Con entrate del genere delle nostre era possibile avere un maggior grado di elasticità di bilancio, per quanto riguarda la spesa.

Ma se è vero, per citare un solo esempio, che la spesa per il personale regionale è aumentata di Lire 324 milioni nell'anno 1967 e che le entrate sono pari a quelle dell'anno scorso, il che farebbe salire alle stelle le spese correnti, è altresì vero che il maggior aumento delle spese in conto capitale è dato dalla percentuale di incidenza della voce: "concessione di crediti e garanzie fideiussorie", - vedi autostrada, - che sale dal 2% al 17% circa.

Eccettuata questa voce, la percentuale delle spese produttive inciderebbe sul bilancio soltanto per il 30%, il che non costituirebbe niente di nuovo.

Tutti quei raffronti, tutte quelle tabelle sono perfettamente inutili, è come pestare acqua in un mortaio.

Occorre togliere dalla parte Entrate e dalla parte Spese i quattro miliardi fasulli e avremo così delle tabelle veritiere, che ci daranno il quadro esatto della situazione e, cioè, che il 90% circa delle spese ò assorbito dalle spese correnti e il rimanente 10% è assorbito da spese produttive e in conto capitale.

Questa è la realtà e nulla ci autorizza a credere in un bilancio che contiene entrate di nessun fondamento e senza alcuna garanzia di realizzazione.

Come potremmo spendere dei denari che non abbiamo? Siamo di fronte ad un grave attacco che i Partiti sedicenti autonomisti e regionalisti conducono contro l'autonomia e la democrazia e noi dobbiamo salvare la libertà degli organi deliberanti della Regione.

Questo è un problema sostanziale, un problema veramente di fondo, che supera le formule di Centro-sinistra e le distingue dalle altre formule.

Parole sagge, dette in una occasione inutile, ma attuali oggi, da un Consigliere dell'attuale vostra maggioranza.

Ritengo che, proprio per salvare le prerogative del Consiglio Regionale, noi oggi, visto che è stata respinta la proposta di rinvio della discussione sul progetto di bilancio, non possiamo esprimere un parere favorevole sul bilancio stesso:

1°) perché le entrate in esso previste non offrono garanzia alcuna;

2°) perché il bilancio non rispetta gli impegni programmatici espressi dal Presidente della Giunta Regionale, Bionaz, a nome del Centro-sinistra, nel famoso decalogo all'atto del vostro insediamento;

3°) perché gli interventi non sono predisposti nel rispetto dei diritti autonomistici;

4°) perché lo sforzo finanziario che è stato predisposto a favore dei meno abbienti, specie in campo sociale, è marcatamente rivelatore di una insensibilità politico-sociale;

5°) perché questo bilancio non conferma la linea produttivistica e di coordinamento delle spese correnti e non lascia, come era auspicabile, un ampio spazio di scelta per una politica dì piano".

Monsieur le Conseiller FOSSON déclare d'être étonné que Monsieur l'Assesseur Bordon n'ait, pas accepté la proposition que lui a été faite, d'un renvoi de quelques jours de la discussion du budget, proposition qui était très fondée, étant donné que "il provento delle quote fisse del riparto fiscale" pour l'année 1967 a été augmenté de Lires 2 milliards, sans que cette augmentation soit ancrée à aucune loi, ni à aucune assurance de la part du Gouvernement central.

Il fait noter que, si le projet de loi sur la nouvelle répartition des impôts, présenté par l'opposition, aurait été approuvé par le Conseil, il y aurait au moins quelque chose de solide et de concret qui pourrait justifier l'augmentation de la "quota fissa di riparto".

Il estime que l'augmentation en question ne puisse trouver une justification vis-à-vis du Gouvernement central aucun accord préalable ayant été pris avec le Gouvernement central.

Il rappelle, à propos du budget en question, que Mr. l'Assesseur Bordon a tenu à déclarer qu'il s'agissait de "un bilancio coraggioso".

Il précise que pour la minorité il s'agit au contraire "di un bilancio fasullo".

Il fait noter que la junte précédente avait augmenté, lors de l'élaboration du budget de l'année dernière, le montant de "la quota di riparto", mais il remarque que l'augmentation concernait "la quota di riparto variabile" et non pas "la quota fissa di riparto", ce qui est tout à fait différent.

Il observe qua le budget de l'année 1957 se chiffre à Lires 23.170.000.000, avec une augmentation d'environ dix milliards de lires vis-à-vis da montant du budget de l'année 1966, mais il fait noter que cette augmentation est due exclusivement aux "partite di giro" et, pour le montant de quatre milliards de lires, à l'augmentation de "la quota fissa" pour lires deux milliards et à l'allocation d'un fond de Lires deux milliards sur le chapitre 63 de l'entrée comme "contributo speciale dallo Stato a' sensi del 30 comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale".

Il remarque, à ce propos, que la liste des travaux à financer avec le "contributo speciale dello Stato", a' sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale", qui a été portée à la connaissance du Conseil lors de la discussion du "provvedimento legislativo concernente l'autorizazione dell'esercizio provvisorio per mesi tre per l'anno 1957", comprend aussi des travaux qui rentrent "nelle funzioni normali della Valle", c'est-à-dire des travaux qui ne sont pas du tout "a carattere straordinario" et qui ne pourraient, pour cette raison, être financiés avec les fonds allouées par l'Etat conformément au 3.ème alinéa de l'article 12 du Statut régionale.

Il déclare que aussi l'Administration précédente avait fait une liste de travaux "a carattere straordinario" à financier en force du 3ème alinéa de l'article 12 du Statut régional, pour le montant de 11 milliards de lires, mais qu'il s'agissait-là d'une requête globale présentée au Gouvernement Central, requête qui était justifiée par les nécessités de l'Administration Régionale "di carattere straordinario" et qui n'avait rien à faire avec le budget approuvé par le Conseil.

Il souligne que la minorité n'est pas du tout contraire à ce que l'Administration Régionale demande des fonds à l'Etat, conformément au 3ème alinéa de l'article 12 du Statut régional, pourvu qu'il s'agisse de travaux "che non rientrano nelle funzioni normali della Valle", comme il est établi pur ledit alinéa.

Se rapportant au refus de l'Assesseur Bordon d'accepter la proposition, faite par Monsieur le Conseiller Caveri, de renvoyer de quelques jours la discussion du budget de l'année 1967, il fait noter que cette proposition avait le seul but de chercher de résoudre de commun accord, entre majorité et minorité et dans la meilleure des façons, un des problèmes fondamentaux de l'autonomie valdôtaine.

Il répète que le budget dont il s'agit est un budget "fasullo", fait expressément pour épater les bourgeois et pour tromper les Valdôtains en leur faisant noter que l'Administration actuelle a alloué des fonds pour un montant de 4 milliard et demi de lires environ pour l'exécution de travaux publics sauf de s'excuser, à la veille des élections régionales, de n'avoir pas donner cours aux travaux public faute de fonds qui n'ont pas été accordés de la part du Gouvernement central.

Il conclut en déclarant que, si la Junte actuelle est vraiment intentionnée à travailler sérieusement dans l'intérêt des Valdôtains et de la Vallée d'Aoste, elle devrait prendre en considération les propositions qui ont été faites par la minorité dans le seul but de collaborer avec la majorité dans l'intérêt général de la population valdôtaine.

Il Consigliere MANGANONI ricorda che negli anni precedenti, quando era al Governo la Giunta del Leone, la minoranza di allora, in sede di discussione dei progetti di bilancio di previsione, era solita dichiarare che non poteva approvare detti progetti di bilancio per la mancanza di una programmazione regionale.

In proposito, ritiene opportuno di dare lettura di alcuni passi del verbale dell'adunanza consiliare in data 30 dicembre 19649 nella quale venne esaminato e discusso il progetto di bilancio, di previsione della Regione per l'anno finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965.

Inizia la lettura con il seguente passo:

"La presentazione del bilancio di previsione dovrebbe essere cagione per fare il punto sulla situazione sociale ed economica della Regione, in rapporto agli obiettivi da conseguire per il prossimo futuro, in base al volume degli investimenti in conto capitale in previsione".

Osserva che l'Assessore Bordon non ha affatto tenuto conto di questo osservazioni, perché nella relazione da lui testé fatta ha esposto solo delle cifre, ma non ha fatto il punto sulla situazione sociale ed economica della Regione.

Prosegue la lettura con il seguente nuovo passo:

"A noi interessa, invece, sapere in quale misura le percentuali di spesa in conto capitale incidono sulla struttura economica regionale, nella formazione o trasferimento di capitali. Affermare che un investimento di "X" milioni produce "Y" nuovi posti di lavoro e "Z" milioni per accumulazione di reddito, ovvero risolve un problema strutturale della nostra economia, sarebbe un modo efficace di analizzare un bilancio, al quale si riconosce con la nuova impostazione un carattere funzionale ed economico che prelude ad una programmazione".

A parte il linguaggio ricercato usato in quella occasione dalla minoranza consiliare, rileva che l'Assessore Bordon, nella sua relazione, non ha tenuto conto nemmeno di queste osservazioni, perché non ha parlato affatto della necessità di industrializzazione della Regione e di creazione di nuovi posti di lavoro, problema che è stato, invece, trattato dal Consigliere Casetta nel suo intervento.

Sempre riprendendo dal sopracitato verbale, egli riporta i seguenti nuovi passi:

"Manca però, a mio avviso, la trasposizione in termini di orientamento politico-amministrativo della premessa analitica."; "... per questa politica economica nuova, più metodica, più razionale, che possiamo chiamare come vogliamo, è necessario che, senza coalizione e senza imposizioni, si assumano i provvedimenti amministrativi e legislativi idonei e si creino, così, le condizioni nuove per uno sviluppo dell'economia agricola da forme arcaiche a forme più moderne... "; "... se si tende a raggiungere determinati obiettivi in campo economico è necessario chiamare a raccolta in primo luogo le forze vive del Paese."; "Ormai il cittadino valdostano è abituato a considerare la Amministrazione Regionale alla stregua di un Ente di beneficenza."; "Il problema dell'aumento del reddito della categoria agricola, della industrializzazione per 1a creazione di nuovi posti di lavoro per le giovani leve ed il potenziamento del settore turistico per l'assorbimento della nuova corrente turistica internazionale, sono ben lontani dalla realtà.".

Osserva che l'attuale maggioranza consiliare non ha tenuto conto di questi suoi rilievi di allora, perché non solo l'Assessore Bordon non ha parlato di industrializzazione e di creazione di nuovi posti di lavoro, ma ha dimenticato anche il problema dell'agricoltura, accennando solo ai problemi dei lavori pubblici e del turismo.

Per quanto riguarda la necessità di chiamare a raccolta le forze vive del paese per raggiungere determinati obiettivi in campo economico, fa presente che tale necessità esiste tuttora, come, d'altra parte, è ancora attuale l'accusa che il cittadino valdostano è abituato a considerare l'Amministrazione Regionale alla stregua di un Ente di beneficenza.

Ritiene di dover ancora ricordare i seguenti, significativi passi del verbale in questione:

"Non sono problemi questi che si possono risolvere con un tocco di bacchetta magica. Bisogna impostarli nel tempo, prevedere quale sarà il tipo di società che intendiamo realizzare nel prossimo futuro in rapporto alle nostre possibilità di intervento economico coordinato con l'iniziativa privata, in modo che nessun sforzo vada disperso, ma il tutto sia finalizzato alle mete da raggiungere"; "Si continua nel sistema delle piccole sovvenzioni, nell'intervento diretto che è il frutto di una miope politica di piccolo cabotaggio."; "La legge sull'assistenza per i silicotici è ancora ferma: sterile, fino ad oggi. I problemi del lavoro non vengono discussi, né almeno avviati in una qualsiasi programmazione.".

Rileva che nemmeno oggi, dai banchi della Giunta, si è visto delineare il nuovo tipo di società da realizzare e che nemmeno oggi si è mutata quella politica che qualche anno fa era definita di "piccolo cabotaggio"; per quanto riguarda, invece, il problema dell'assistenza ai silicotici, osserva che, non solo l'attuale maggioranza è rimasta ferma, ma ha addirittura fatto dei passi indietro, riducendo gli stanziamenti di bilancio per tale tipo di assistenza.

Ritiene utile ancora ricordare l'appello che in tale seduta era stato rivolto ai Consiglieri del Gruppo del Partito Socialista Italiano: "Per tutti questi motivi, noi chiediamo ai socialisti di condizionare in senso evolutivo-sociale la loro partecipazione alla maggioranza.

Ma, sino ad oggi, noi non possiamo che sottolineare la negatività della loro partecipazione al lavoro della Giunta regionale.".

Rivolto ai Consiglieri del Gruppo Socialista, chiede, pertanto che cosa rimangano a fare ancora essi nella attuale maggioranza consiliare, dal momento che la situazione generale politico economica della Regione da allora, non solo non è migliorata, ma è peggiorata.

Dopo aver riportato ancora il seguente passo del verbale di cui si tratta: "Per questi motivi noi non possiamo esprimere, ancora una volta, che un voto negativo, ", rileva che, per gli identici motivi, l'attuale minoranza consiliare non può approvare il progetto di bilancio per l'anno finanziario, 1967 oggi in discussione.

Sottolinea che tutte le sopra riportate dichiarazioni non contengono che grandi affermazioni demagogiche, oggi completamente ignorate dalla attuale maggioranza consiliare.

Fa presente che non vi è dubbio che il progetto di bilancio in esame sia un progetto di bilancio gonfiato.

Osserva che, fra le Entrate, figura iscritta una voce dell'importo di circa mezzo miliardo da porsi in relazione all'aumento dei generi contingentati.

Sottolinea che tale entrata è realizzata con il denaro dei cittadini valdostani in sede di prelievo della benzina contingentata ed afferma che la minoranza consiliare non approva questo modo di aumentare le entrate della Regione, perché all'aumentato costo dei servizi regionali si deve fare fronte con l'aumento del le quote di ripartizione di tributi erariali che le Stato riscuote in Valle d'Aosta a carico dei cittadini valdostani.

Per quanto riguarda il piano dei lavori pubblici per il 1967, piano che è stato caricato di miliardi, esprime il parere che ben difficilmente detto piano potrà essere realizzato per intero, perché di molte opere mancano ancora i progetti e non si ha la disponibilità dei terreni.

Rileva che questo è un modo elegante per ingannare i Valdostani, perché, evidentemente, si cercherà di giustificare la mancata realizzazione del piano di lavori di cui si tratta attribuendone la colpa ai vari Comuni che non hanno fatto pervenire in tempo i progetti delle relative opere e per non aver assicurato la disponibilità dei terreni.

Riferendosi all'accenno fatto dall'Assessore Bordon alla necessità di arrestare il flusso turistico nella Città dì Aosta, chiede se corrisponda al vero la voce dell'Autostrada Quincinetto-Aosta sarà fatta proseguire fino a Gressan.

Ricorda che il Consiglio, allo scopo di non tagliare fuori la Città di Aosta dal flusso turistico proveniente dai due trafori alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, dopo lunghe discussioni, aveva deciso all'unanimità di fare terminare l'autostrada nella zona di Quart.

Osserva che, se la notizia riguardante il proseguimento della autostrada fino a Gressan corrispondesse al vero, questo costituirebbe una violazione delle precedenti deliberazioni del Consiglio Regionale.

Osserva che l'Assessore Bordon non ha potuto, nella sua relazione, parlare della programmazione regionale perché l'attuale Giunta non si è occupata per lungo tempo di questo problema e si è decisa, solo ora, a presentare un disegno di legge regionale recante norme sugli organi e le procedure per la programmazione regionale, in seguito alla presentazione di una mozione su detto argomento da parte dei Consiglieri della minoranza.

Fa presente che gli studi per la soluzione del problema riguardante la programmazione regionale erano stati impostati dalla precedente Giunta la quale, se non aveva potuto predisporre i bilanci preventivi dei vari esercizi finanziari sulla base di una precisa programmazione regionale, perché gli studi preparatori di detta programmazione non erano ancora stati ultimati, aveva tutta via impostato e parzialmente realizzato alcuni piani programmatici in determinati settori.

Ricorda, a titolo di esempio, il piano programmatico riguardante la costruzione di strade panoramiche, comprendente la costruzione della strada del Colle di Joux, della strada del Colle St. Pantaléon, della "Route des Sarrasins", che non ha potuto avere inizio a causa del continuato ostruzionismo da parte del Comune di Aymavilles, e della "Route des Salasses", già eseguita per oltre la metà del suo tracciato.

In proposito, ritiene esigui gli stanziamenti previsti nel progetto di bilancio in esame per la prosecuzione dei lavori di costruzione della "Route des Salasses".

Riferendosi alla necessità di un adeguato sviluppo turistico della Regione, ritiene altresì esiguo lo stanziamento di bilancio destinato al finanziamento delle spese per la costruzione di impianti di risalita, stanziamento limitato a 80 milioni di lire per la funivia di Gressan.

Fa presente che la precedente Giunta aveva predisposto e parzialmente realizzato anche un piano programmatico riguardante la costruzione, l'ampliamento e l'adattamento di edifici da destinare a sede della Scuola Media dell'obbligo. Ricorda, in proposito, l'avvenuta costruzione di edifici per la Scuola Media dell'obbligo a Morgex, a Cogne, a Chatillon e a St. Vincent, l'ampliamento delle sedi già esistenti a Verrès a Pont Saint Martin, nonché lo adattamento a tale uso dei locali già sede dell'Assessorato regionale all'Agricoltura e Foreste, in Aosta.

Ritiene che la Regione dovrebbe continuare nella realizzazione di questo piano programmatico mediante la costruzione di nuovi edifici da destinare a sede della Scuola Media dell'obbligo nella zona di Champagne, in Comune di Verrayes, alla quale fanno capo i Comuni di Chambave, Pontey, St. Denis e Verraycs, e nella zona di Villeneuve, sulla quale potrebbero far capo i Comuni di St. Pierre, St. Nicolas, Arvier, Introd, nonché i Comuni delle vallate laterali della Valsavaranche, della Val di Rhêmes e della Valgrisanche.

Osserva che il voler pareggiare il progetto di bilancio in discussione con due miliardi di entrata previsti quale contributo statale speciale ai sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale non è per nulla rassicurante.

Chiede, in proposito, se la Regione abbia introitato l'entrata di lire 1 miliardo già prevista quale analogo contributo statale speciale per il pareggio del bilancio dell'anno finanziario 1966 e se per la entrata di lire 2 miliardi, ora prevista a tale titolo nel progetto di bilancio in esame, vi sia una qualche assicurazione, anche non formale, da parte dei competenti organi dello Stato.

Osserva che, come ha già precisato il Consigliere Germano, questa entrata di L. 2 miliardi non risulta finanziata nel bilancio dello Stato per il corrente anno finanziario.

Dichiara che questo modo di procedere dell'attuale Giunta non è regolare perché si iscrivono nel bilancio di previsione per il corrente anno finanziario delle entrate per 7 o 8 miliardi di Lire al solo scopo di poter effettuare delle spese per un pari importo, sapendo già a priori che non potranno essere completamente introitate le entrate previste in bilancio.

Quando avrete liquidato - egli aggiunge - quei miliardi che la deprecata Amministrazione del Leone vi ha lasciato in cassa, - non arrivando da Roma i miliardi previsti in bilancio -, voi ricorrerete alle anticipazioni di cassa e, così, arriverete alle elezioni della primavera del 1968; allora, se vincerete voi della Democrazia Cristiana, il gioco sarà fatto, cioè gli elettori saranno stati turlupinati, perché per i successivi quattro anni sarete costretti a fare la politica della lesina, mentre, se vincerà la lista del Leone, lascerete ai vostri successori il compito di pagare i debiti.

Dichiara che, ad un simile punto di irregolarità non era arrivata nemmeno la Giunta presieduta dall'Avvocato Bondaz. Queste - egli conclude - sono le accuse che noi vi facciamo e su questi fatti vogliamo attirare l'attenzione dell'opinione pubblica.

Il Consigliere FILLIETROZ osserva che l'elenco di spese straordinarie testé pervenutogli e che l'Avvocato Bionaz aveva tenuto segreto per alcuni mesi non reca alcuna data, per cui non si può sapere se si riferisce al contributo straordinario di L. 1 miliardo richiesto allo Stato ai sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto speciale per raggiungere il pareggio del bilancio per l'anno finanziario 1966, oppure se si riferisca all'analogo contributo straordinario di L. 2 miliardi previsto tra le entrate del progetto di bilancio di previsione ora in esame per l'anno 1967.

Rileva inoltre che, mentre a pagina 4 della relazione al bilancio si dice che le spese per investimenti corrispondono al 42,59% (nel 1966 tale percentuale era del 38,95%) delle spese effettive previste in bilancio e che la loro copertura risulta in gran parte assicurata dai proventi derivanti dalla Casa da gioco di St. Vincent (L. 3.300.000.000) e da un contributo speciale di Lire 2.000.000.000 a carico dello Stato ai sensi del terzo comma dello articolo 12 dello Statuto speciale regionale, vi sono delle spese nel sopramenzionato elenco di spese in questione che non figurano riportate nel bilancio preventivo Regione per l'anno 1967, quali la spesa di L. 750.000.000 relativa a contributi arretrati per il pensionamento del personale statale.

Fa presente che l'importo delle spese contemplate nel sopra citato elenco non corrisponde alla somma di L. 2 miliardi prevista al capitolo 63 della "Parte Entrate" del bilancio per l'anno finanziario 1967 ("Contributo speciale dello Stato ai sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale").

Chiede pertanto che gli siano forniti chiarimenti in merito.

Monsieur le Conseiller CAVERI déclare que l'affirmation faite par Monsieur l'Assesseur Bordon de n'avoir pu tenir compte, dans la préparation du budget pour l'année 1967, des travaux de recherches économiques et sociales pour la programmation régionale, par ce que "mancavano i suggerimenti della programmazione", est absolument inexacte; il observe que à la date du 1° juin 1966, lorsque il y a eu le changement du gouvernement régional, les différents groupes de recherches pour la programmation régionale avaient déjà consigné à la Junte tous les éléments nécessaires pour l'étude des différents problèmes de la programmation.

Il affirme que la nouvelle Junte, après, a dormi pendant huit mois sans rien faire pour la programmation régionale et que, par conséquent, ce n'est absolument pas faute de l'actuelle minorité si le problème de la programmation régionale pas été encore résolu.

Il observe que le projet du budget pour l'année 1967 en discussion manque complètement d'idées générales et d'idées originales.

C'est votre spécialité - dit-il - d'avoir toujours manqué des idées, parce que vous n'avez jamais su prendre des initiatives; déjà au temps de la junte Bondaz, vous avez fait de l'administration très ordinaire, sauf de dire que l'idée du jardin des enfants et du palais régional vous l'aviez eue vous, tandis que les terrains nous les avions déjà achetés nous.

Mais nous - continue-t-il -, de notre côté, nous avions déjà renoncé à l'idée de construire un palais régional sur cet emplacement, parce que nous avions interpellé un architecte qui nous avait dit que sur cet emplacement il n'y avait pas d'espace suffisant pour construire un palais régional.

En s'adressant à Monsieur l'Assesseur Dujany, il déclare que il ne faut pas croire que, si l'on liquide l'école régionale valdôtaine en acceptant la loi Codignola-Borghi, l'État ne nous retire pas les fonds de répartition financière en relation aux dépenses que l'Administration Régionale ne devra plus soutenir pour la école.

Il affirme que l'acceptation de la loi Codignola-Borghi serait vraiment la liquidation finale de l'école régionale valdôtaine.

Il recommande encore à la Junte de faire quelque chose pour la culture valdôtaine, parce que une Région autonome, une Région bilingue, une Région de frontière comme la nôtre affirme sa noblesse non seulement en goudronnant les routes - cela aussi est nécessaire -, mais surtout en donnant une impulsion aux activités culturelles et intellectuelles de la Vallée.

Il lui semble que dans cette matière il y ait, de la part de l'actuelle majorité, une espèce d'insensibilité.

Il rappelle que, au temps de la précédente Junte, l'Assesseur à l'Instruction Publique et le Président de la Junte avaient proposé de délibérer la réimpression d'une dizaine de livres d'auteurs valdôtains qui sont encore inédits, parmi lesquels il y avait le Nobiliaire de De Tillier, qui est un document très important et très peu connu de l'histoire valdôtaine, et le Code St. Ours, de Georges de Challand, qui a des miniatures qui sont bien plus fines et supérieures à celles de la Bible de Borso d'Este.

Ces livres - dit-il - sommeillent dans la Bibliothèque du Grand Séminaire d'Aoste et il faut les publier.

Il déclare qu'il lui paraît que aussi dans le domaine des Antiquités et des Beaux-Arts, en relation au Tourisme, il y ait une forme de surdité à donner une impulsion à l'archéologie de la Ville d'Aoste et de la Vallée d'Aoste il observe que dans tous les documents qui se rapportent au budget de l'année 1967 il n'y a pas d'ombre de vision de ces problèmes.

Il rappelle, à ce sujet, qu'auprès des bureaux de la Surintendance aux Antiquités et Beaux Arts il y a un plan de valorisation archéologique, dressé par la compétente Commission au temps de la précédente Junte, et il ajoute qu'il 'y a beaucoup de choses à faire dans ce domaine.

Il fait présent que les touristes étrangers sont surtout intéressés aux choses antiques de la Ville d'Aoste, c'est-à-dire au Théâtre romain, au Centre historique de St. Ours et au Forum romain.

Il souhaite que le terrain libre qu'il y a à partir du pré de la Foire, jusqu'à St. Ours, soit transformé en un parc, afin de faciliter aux touristes, qui descendent nombreux des cars sur le Pré de la Foire, la visite du Centre historique de St. Ours en parcourant à pieds la Rue St. Ours et la Rue St. Anselme, qui est encore, surtout du côté nord, une rue tout-à-fait moyennageuse.

Il observe qu'il faudrait aussi faire des sondages au Prieuré de St. Ours pour découvrir du côté de la Rue St. Ours les mêmes fenêtres qu'il y a du côté de l'église, c'est-à-dire les fameuses fenêtres de Georges de Challand, et qu'il faudrait aussi pour suivre les pourparlers avec la Mère Supérieure des Sœurs de St. Joseph afin d'arriver à conclure l'échange, déjà virtuellement réglé par la junte précédente, - contre la cession d'autres terrains de propriété de l'Administration Régionale de l'emplacement où il y a l'Amphithéâtre romain.

Il souligne que c'est une chose énorme que dans une ville de 30.000 habitants, au débouché de deux tunnels internationaux, il y ait un Amphithéâtre romain dont personne ne se doute de l'existence.

Il remarque qu'il y a aussi à résoudre la question du Forum romain.

Comme vous voyez, - ajoute-t-il -, il y a un immense, travail à faire et moi je vous prie de ne pas être insensible à ces valeurs culturelles et intellectuelles qui ont leur importance.

Il relève encore que les allocations de certains chapitres du budget pour l'année 1967 qui se rapportent à des dépenses que on peut dire "voluptuaires", ont été remarquablement augmentées, tandis que dans ce budget on n'a inscrit aucune somme pour commencer à résoudre le problème de la construction d'un Orphelinat régional.

Il rappelle que l'année dernière, quand on a discuté du budget pour l'année 1966, il avait parlé de la nécessité de construire cet Orphelinat régional et que Monsieur Balestri alors était parfaitement d'accord de résoudre ce problème. Il fait présent que la Junte actuelle a inclu à tort les dépenses pour la construction d'un Orphelinat régional dans la fameuse liste de travaux dont au troisième alinéa de l'article 12 du Statut régional, parce qu'il s'agit là d'une dépense qui ne dépasse pas les compétences de la Région.

Il propose d'inscrire au budget pour l'année 1967 une somme d'au moins 100 millions de lires comme premiers fonds pour la construction d'un Orphelinat régional.

Il souligne la carence dans ce domaine de l'Administration Régionale qui est obligé d'envoyer à peu près 150 orphelins de la Vallée d'Aoste dans des Orphelinat des Provinces d'Italie.

Il affirme qu'il s'agit là d'un problème très grave, parce qu'il faut aussi penser à ces enfants qui, ayant déjà perdu tous leurs parents, sont obligés d'abandonner l'ambiance où ils ont vécu pour se rendre loin de la Vallée d'Aoste.

Voilà - dit-il - certaines lacunes qui sautent aux yeux dans ce budget pour l'année 1967.

A propos du 3° paragraphe de l'article 12 du Statut régional, il observe que les orateurs qui l'ont précédé ont lu une quantité de dépenses, de frais et de travaux qui ne rentrent pas dans le 3° paragraphe de cet article du Statut régional.

Il fait présent que, à son avis, dans la liste des dépenses et des travaux qui peuvent rentrer dans cet article on peut faire rentrer les dépenses pour l'augmentation du capital social de la Société du Tunnel du Grand Saint Bernard et pour l'augmentation du capital social de la Société du Tunnel du Mont Blanc, les dépenses pour la construction de parkings dans la Ville d'Aoste et dans la Vallée d'Aoste, les dépenses pour la construction de la route du Col du Nivolet, et quelques autres dépenses qui dépassent effectivement les compétences de la Région.

Il remarque que les autres dépenses contenues dans la liste dressée par Monsieur l'Avocat Bionaz ne dépassent pas la compétence régionale et que, pour faire face à ces dépenses qui rentrent dans les fonctions normales de la Vallée, on doit obtenir de l'État l'augmentation de la quote-part fixe et de la quote-part variable des impôts que l'État perçoit en Vallée d'Aoste.

Il déclare que en demandant des fonds sur le troisième paragraphe de l'article 12 du Statut régional pour faire face à des dépenses qui rentrent dans les compétences normales de la Région on trahi le Statut régional et l'on fait un acte antistatutaire et anticonstitutionnel, destiné à porter dommage à la Région dans les budgets des années à venir, à moins qu'il y ait l'arrière-pensée d'instituer un "rubinetto speciale" qui s'ouvre ou se ferme selon les couleurs politiques de l'Administration Régionale.

Mais alors - dit-il - ce serait une chose encore plus déplorable.

Il déclare d'avoir encore à demander un éclaircissement à Monsieur Balestri au sujet du cours de croupiers qui, selon le contrat entre la SITAV et la Région, aurait dû être fait dans le terme du 30 juin 1966.

Il dit que, étant donné que un tas de jeunes gens s'adressaient à lui pour avoir des renseignements au sujet de ce cours de croupiers, un jour il avait téléphoné à St. Vincent à Monsieur le Comte Cotta pour savoir les raisons pour lesquelles la SITAV ne tenait pas ce cours de croupiers.

Il enforme que Monsieur le Comte Cotta lui avait répondu que il n'avait pas ouvert ce cours de croupiers parce que Monsieur Balestri ne lui avait pas donné l'autorisation.

Il ajoute que, pas content de cela, il avait alors écrit une deuxième lettre à Monsieur le Commandeur Rivella en lui faisant la même demande et que Monsieur le Commandeur Rivella lui avait répondu, à son tour, qu'il n'avait pas encore ouvert ce cours de croupiers parce que Monsieur Balestri n'avait pas répondu à une certaine lettre qu'il lui avait adressée pour demander de modifier certaines conditions de l'avis de concours pour participer à ce cours de croupiers.

Il observe que ces excuses de la part des Administrateurs de la SITAV ne tiennent pas debout, parce que, si Monsieur Balestri ne répond pas à une certaine lettre, cela veut dire qu'il n'est pas d'accord de faire ces modifications et, par conséquent, les Administrateurs de la SITAV doivent quand même ouvrir ce cours de croupiers, selon les conditions du contrat signé avec l'Administration Régionale.

Il souligne l'importance de ce cours de croupiers qui peut créer de bonnes places de travail à une trentaine de jeunes valdôtains.

Il conclue en disant: "Moi j'ai terminé ces quelques observations sur le budget pour l'année 1967, observations qui sont conciliatives et que la majorité du Conseil et surtout les démochrétiens devraient accueillir - et je recommande encore à Monsieur Balestri et à Monsieur Dujany, et c'est presque une recommandation amicale que je leurs lais - de tenir présentes ces valeurs intellectuelles et culturelles qui font la noblesse d'une Région autonome et d'une Région bilingue. J'espère qu'au plus vite Monsieur Balestri voudra bien demander à Monsieur l'Architecte Prola, Surintendant aux Antiquités et Beaux Arts de la Vallée d'Aoste, de lui donner ce verbal, de la Commission dans lequel il y a tout ce qu'il faudrait faire pour la valorisation archéologique de la Ville d'Aoste.

Nous ne prétendons pas que ce plan là, que nous avions dressé nous, quand nous étions au gouvernement régional, soit accueilli intégralement; faites des modifications changez ce que vous voulez, mais cherchez de prendre des initiatives dans cette matière et aussi dans la matière des livres, des publications de ce renouveau intellectuel qui doit représenter l'autonomie de la Vallée d'Aoste.

Ayons des initiatives et des idées, je ne dis pas géniales, mais pour le moins originales et généreuses".

Il Consigliere GERMANO dichiara di non voler entrare per ora nel merito del progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1967, ma che intende fare, e con amarezza, alcune osservazioni sul tipo di discussione che si è finora svolta.

Osserva che ci si trova di fronte ad una strana maggioranza che non fa una relazione politico-amministrativa, che non accetta proposte unitarie sensate e che non discute.

Fa presente che questo modo di procedere è già stato seguito dalla attuale maggioranza consiliare in sede di discussione del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1966.

Ritiene, che, a suo avviso, l'Assessore Bordon avrebbe dovuto allegare al progetto di bilancio di previsione in esame una relazione politica e programmatica sul bilancio stesso, come si fa nelle altre Regioni a Statuto speciale.

Invece - egli dice - ci troviamo di fronte ad una strana situazione in cui non si dà alcuna spiegazione sul rilevante aumento di stanziamento di determinati capitoli di spesa; cita il capitolo 534 del progetto di bilancio riferentesi ad attività dello Assessorato al Turismo, il cui stanziamento viene aumentato da 25 milioni annui a 470 milioni annui.

Aggiunge che, per avere dei chiarimenti sullo stanziamento di detto capitolo si era rivolto ai funzionari, i quali non hanno saputo rispondere alla sua domanda.

Sottolinea che vi è ancora un altro aspetto più impressionante in questa discussione ed è, precisamente, che le varie forze politiche che compongono l'attuale maggioranza consiliare, di fronte alla importanza del documento in esame, che rappresenta l'elemento base della attività amministrativa regionale, non sentono il dovere di esprimere le loro opinioni, di fare un confronto delle idee e di condurre una valida dialettica con le forze politiche di opposizione.

Rileva, anzi, che il rappresentante di una di queste forze politiche, e precisamente del Partito Liberale, che fa parte della maggioranza, anche se sostiene di appartenere all'opposizione, è continuamente assente dall'aula, dimostrando in questo modo di non dare molta importanza alla discussione di un bilancio preventivo e di non aver molto rispetto nei confronti del Consiglio Regionale.

Ritiene che in nessuna altra assemblea elettiva italiana si verifichi un simile comportamento, che denota una non molto elevata concezione della vita politica ed amministrativa.

Fa presente che il bilancio di previsione di cui si tratta poggia veramente su basi fragilissime, in quanto lo stato di previsione delle entrate prevede un certo tipo di riparto fiscale, fra le Stato e la Regione, che non si basa non solo su una legge in discussione, ma neanche su un progetto di legge in via di presentazione nelle competenti sedi.

Ritiene che questo progetto di bilancio di previsione non possa essere approvato dagli organi di controllo, perché è impostato su delle entrate non certe e, quindi, su delle irregolarità amministrative; a meno che, per ragioni di carattere politico, alla attuale maggioranza consiliare sia concesso anche di fare tali irregolarità.

Denuncia ancora la tendenza dell'attuale maggioranza consiliare di non rispondere alle richieste della minoranza.

In proposito, fa presente di aver richiesto al Presidente della Giunta delle precisazioni in ordine alle assunzioni di personale giornaliero e comandato effettuate a partire dalla data di insediamento della nuova Giunta e di aver ricevuto, ad un mese e mezzo di distanza della richiesta, solo precisazioni sull'assunzione del personale giornaliero, e non anche sull'assunzione del personale comandato.

Aggiunge che la minoranza consiliare aveva chiesto, per iscritto, all'Assessore Bordon alcune precisazioni riguardanti la attuale situazione di cassa della Regione e che l'Assessore Bordon ha dichiarato che non intende rispondere a detta richiesta per dei motivi che non hanno alcun valore, in quanto basati su di una certa forma di indirizzo della richiesta stessa.

Rileva che, agendo in questo modo, l'attuale Giunta Regionale viola i diritti della minoranza consiliare, che ha diritto di essere informata dell'andamento della Amministrazione Regionale.

Riferendosi all'elenco dei lavori trasmesso ai competenti organi statali a giustificazione della richiesta di un contributo straordinario, ai sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale, dichiara di non essere a conoscenza dell'esistenza di alcuna norma legislativa che giustifichi il rifiuto del Presidente della Giunta di trasmettere ai Consiglieri della minoranza il citato elenco.

Sempre a proposito del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale che recita: "Per provvedere a scopi determinati, che non rientrino nelle funzioni normali della Valle, lo Stato assegna alla stessa, per legge, contributi speciali", ritiene opportuno di dare lettura del seguente passo delle dichiarazioni a suo tempo fatte, in sede di Assemblea costituente, dall'Onorevole Einaudi, allora Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro del Bilancio, durante la discussione di detto comma, che è il risultato di un emendamento proposto dallo stesso On.le Einaudi:

"Qui non c'è più il sistema delle integrazioni; il sistema corruttore e funesto delle integrazioni, per cui gli Enti locali vengono a Roma per piatire elemosine e si convertono in mendicanti.

Qui si stabilisce un diritto. L'Ente locale, la Valle, ritiene di dover compiere un'opera che al di sopra delle sue forze, ritiene di dover costruire una strada che non serva soltanto ai bisogni locali, ma anche ai fini nazionali ed internazionali? In virtù di questo ultimo comma del mio emendamento, essa chiede un contributo; non un'elemosina, o una, integrazione, o un sussidio, un contributo, che le Stato deve dare in riconoscimento del suo interesse a che quell'opera sia compiuta.

La Valle ritiene che un fiume, che la Dora debba essere sistemata in maniera da non arrecare qualche danno. Quest'opera straordinaria riesce di vantaggio, non solo alla Regione valdostana, ma anche alle Regioni sottostanti? Io consacro qui il diritto della Regione di fare presenti queste circostanze e di ottenere un contributo speciale.

Questi sono i motivi che appaiono dettati nell'interesse della Valle e nell'interesse del Paese, allo scopo di raggiungere meglio fini che sono nell'interesse dell'uno e dell'altra, togliendo, per quanto possibile, quello sconcio delle integrazioni che è una delle macchie del nostro sistema tributario".

Il Consigliere GERMANO dichiara quindi che l'attuale Giunta, mantenendo ferma l'impostazione data al progetto di bilancio preventivo della Regione per l'anno finanziario 1967, non compie una opera di saggia amministrazione, ma inganna i Valdostani, perché dimostra di essere disposta a rinunciare ad un aumento delle quote fisse di ripartizione dei tributi erariali fra le Stato e la Regione, per fare affidamento su di un contributo statale di 2 miliardi di lire concesso ai sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale per l'esecuzione di determinate opere.

Invita la maggioranza consiliare a riesaminare l'impostazione data ai progetti di bilancio di cui si tratta, osservando che gli elettori valdostani seguono le questioni riguardanti il bilancio regionale e, al momento opportuno, sapranno anche giudicare l'operato dell'attuale Giunta.

Il Consigliere MARCOZ dichiara che, di fronte ad un progetto di bilancio di previsione che chiude in pareggio sulla base di circa 23 miliardi di lire il suo primo moto è stato di stupore e anche un po' di invidia, perché negli anni precedenti i bilanci preventivi della Regione chiudevano in pareggio su delle cifre che si aggiravano sui 13 o 14 miliardi di lire.

Aggiunge, però, che, dopo un attento esame dei documenti al legati al progetto di bilancio di previsione di cui si tratta, queste sue prime istintive reazioni sono scomparse del tutto, perché ebbe modo di constatare che anche il bilancio di previsione per l'anno finanziario 1967, in realtà, chiude in pareggio sulla base di 13 o 14 miliardi di lire, in quanto 6 o 7 miliardi figurano iscritti nelle partite di giro e tre o quattro miliardi si riferiscono a delle entrate che hanno scarsa probabilità di essere realizzate.

Ritiene pertanto che, per ragioni di regolarità amministrativa e di responsabilità morale, si dovrebbe ridurre a cifre più reali le previsioni delle entrate e, quindi, le cifre delle spese iscritte nel progetto di bilancio in discussione.

Ricorda che anche nei bilanci di previsione dei precedenti esercizi finanziari si era soliti maggiorare leggermente la previsione di entrata relativa alla quota variabile di ripartizione di tributi erariali tra le Stato e la Regione, senza che l'organo di controllo sollevasse obiezioni, in quanto tale voce non rigidamente predeterminata si prestava ad una simile operazione.

Rileva, però, che la maggior parte delle maggiori entrate previste nel progetto di bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1967 ha carattere del tutto nuovo, in quanto è basata sulla previsione della concessione di un contributo straordinario da parte dello Stato ai sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale, previsione che è del tutto aleatoria per la mancanza assoluta di serie garanzie da parte dei competenti organi statali.

Ritiene che, per questi motivi, il progetto di bilancio di previsione in esame non possa essere definito coraggioso, ma fantasioso, perché fondato su delle previsioni destituite di serio fondamento.

Ribadisce, pertanto, la necessità di ridimensionare il progetto di bilancio di previsione di cui si tratta per una questione di serietà amministrativa e fa presente che, in caso contrario, l'opposizione consiliare ha il dovere di rendere edotti i cittadini valdostani della reale situazione dei fatti.

L'Assessore BORDON dichiara che numerose osservazioni e la serrata critica che è stata rivolta al progetto di bilancio di previsione per l'anno finanziario 1967 le confortano in parte, perché stanno a testimoniare che l'attuale maggioranza consiliare si trova veramente sulla buona strada.

Riferendosi all'intervento del Consigliere Casetta, intervento che appare accuratamente preparato in precedenza, osserva che tratta veramente di una valanga di schiuma che sparisce al primo soffio, perché non regge alla seguente domanda: perché tutto questo pozzo di scienza non è stato utilizzato nei precedenti sette anni in cui l'attuale minoranza consiliare è rimasta al Governo della Regione?

Rivolgendosi al Consigliere Fosson, che aveva dichiarato che l'azione dell'opposizione consiliare è utile in quanto stimola la maggioranza consiliare alla soluzione dei problemi regionali, osserva che le numerose critiche mosso dalla minoranza consiliare stanno a dimostrare che ora si ha fiducia nella attuale maggioranza consiliare, perché la si ritiene in grado di risolvere, entro breve termine, i problemi regionali ancora insoluti.

Assicura che l'attuale Giunta Regionale, senza preoccuparsi eccessivamente delle impazienze della opposizione, procederà con passo fermo nella soluzione di detti problemi, affrontandoli uno alla volta, nella sicurezza di poter riuscire a realizzare più di quanto non abbia realizzato l'attuale minoranza consiliare nei sette anni in cui è rimasta al governo della Regione.

Riferendosi alle osservazioni e ai consigli che la minoranza consiliare ha ritenuto di dover dare in ordine al progetto di bilancio preventivo per l'anno finanziario 1967, rileva che tutta questa saggezza avrebbe dovuto essere utilizzata nei sette anni in cui l'attuale minoranza consiliare rimasta al Governo della Regione, per risolvere definitivamente il problema del riparto fiscale tra le Stato e la Regione.

Osserva che, in quei sette anni, la maggioranza consiliare di allora, invece di adoperarsi per risolvere i grandi problemi dell'attuazione dello Statuto regionale, quali la revisione del riparto fiscale, il passaggio dei beni demaniali dallo Stato alla Regione, l'attuazione della zona franca e l'aumento dei quantitativi dei generi contingentati, si era limitata a porsi in una posizione puramente protestataria nei confronti dello Stato, denunciando solo gli inadempimenti statutari, ma non facendo nulla per cercare di risolvere concretamente questi problemi di interesse regionale.

Dichiara che è appunto questa rigida posizione di protesta che ha separato e continua a separare la maggioranza e la minoranza consiliari.

Riferendosi alle osservazioni fatte dal Consigliere Manganoni, dichiara di non avere detto che il problema dell'agricoltura valdostana non era importante e che a partire del corrente anno sarà diminuito l'importo della pensione dei silicotici.

Precisa che la diminuzione dell'importo dello stanziamento del capitolo che si riferisce alla corresponsione della pensione ai silicotici è dovuto semplicemente al fatto che una parte del relativo onere di spesa sarà ora assunto a carico del bilancio dello Stato e non sarà più a carico del bilancio della Regione.

Dichiara di non concordare sul rilievo fatto dal Consigliere Manganoni sull'aumento delle entrate dovute al maggior quantitativo annuo di benzina assegnata in esenzione fiscale, perché la maggiore spesa globale che i Valdostani dovranno sostenere sarà largamente giustificata dai più grandi benefici che deriveranno da una maggiore assegnazione mensile di carburante.

A proposito della domanda su un eventuale proseguimento del l'autostrada Quincinetto-Aosta, fino a Gressan, osserva che questa non è la sede per rispondere alla domanda fatta dal Consigliere Manganoni.

Assicura, comunque, che l'attuale maggioranza consiliare seguirà attentamente detto problema, tenendo ben presenti gli interessi della Città di Aosta.

Rispondendo all'osservazione, fatta dal Consigliere Fillietroz, secondo la quale nei bilanci preventivi bisogna iscrivere solo entrate che possano essere sicuramente realizzate, osserva che le entrate iscritte nel progetto di bilancio preventivo per il corrente anno finanziario hanno perlomeno lo stesso grado di sicurezza della entrata di L. 3.300.000.000 prevista a titolo di quota variabile di ripartizione di tributi erariali nel bilancio preventivo per l'anno finanziario 1966 predisposto dalla precedente Giunta, in relazione alla entrata di L. 1.170.000.000 prevista allo stesso titolo nel bilancio preventivo per l'anno finanziario 1965.

Osserva che, come è poi stato dimostrato, non era possibile ottenere a titolo di quota variabile per l'anno 1966 una somma di L. 3.300.000.000, in quanto il possibile gettito massimo complessivo della predetta quota di ripartizione non poteva comunque raggiungere tale importo.

Circa l'accusa, rivolta da più parti, che le entrate previste nel progetto di bilancio in esame non poggerebbero su sufficienti basi di serietà, ritiene di dover dare una risposta più dettagliata.

Intanto, - egli dice -, dei 23 miliardi di entrata, previsti nel progetto di bilancio in questione, noi dobbiamo soffermarci a considerare soltanto le entrate che dovremo introitare dallo Stato, il cui importo ammonta a circa 10.500.000.000. Bisogna infatti tener conto che dei 23 miliardi di entrate previsti nel progetto di bilancio per il corrente anno finanziario, sette miliardi circa figurano tra le partite di giro, altri 3.300.000.000 rappresentano i proventi della Casa da gioco di St. Vincent, per cui la questione si riduce, in definitiva, alla sopracitata previsione di entrate per L. 10.500.000.000.

Osserva che, per risolvere questo problema, la minoranza consiliare sostiene la tesi che sia necessario approvare subito la proposta di legge statale recante modificazioni migliorative alle attuali norme riguardanti il riparto fiscale fra le Stato e la Regione, per poter basare la impostazione del bilancio preventivo della Regione per il corrente anno finanziario su detta proposta di legge, mentre la Giunta Regionale ritiene, per il momento, più opportuno ricercare la soluzione di detto problema mediante trattative dirette con i competenti organi dello Stato, in base alle norme di legge in vigore riguardanti il riparto fiscale fra le Stato e la Regione, nonché in base alla concessione di un adeguato contributo straordinario dello Stato per spese straordinarie di non esclusiva competenza regionale ai sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

Fa presente che si tratta di due tesi derivanti da una diversa valutazione dell'attuale situazione politica in campo nazionale e che contengono entrambe elementi di validità, ma che non danno, né l'una né l'altra, quella certezza di poter introitare dallo Stato la somma annua che la minoranza consiliare sembra voler pretendere.

Dichiara che la via che l'attuale maggioranza consiliare intende seguire non pregiudica affatto la successiva approvazione della sopramenzionata proposta di legge statale per la revisione dell'attuale sistema di riparto fiscale per avere un più valido strumento legislativo almeno per la stesura del progetto di bilancio preventivo della Regione per il prossimo esercizio finanziario.

Riferisce quindi in merito alle trattative condotte con i competenti organi statali per poter iscrivere, con una certa fiducia e quindi con una certa tranquillità, le previsioni di entrata contemplate nel progetto di bilancio di cui si tratta per quanto riguarda i proventi delle quote fisse e delle quote variabili di ripartizione di entrate erariali, nonché il contributo speciale richiesto allo Stato ai sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

Dichiara che la Giunta Regionale ha impostato il progetto di bilancio di previsione per il corrente anno finanziario tenendo presente il prevedibile importo di L. 12 miliardi e 800 milioni di tributi erariali riscossi dallo Stato, in Valle d'Aosta e fuori dal territorio della Valle d'Aosta, per attività industriali e commerciali relative al territorio della Regione.

Riferisce che i competenti organi statali, allorquando si tratta di questa materia, chiedono che la Regione dia la dimostrazione delle previsioni esposte in ordine alla riscossione de gli importi di tributi erariali riscossi dallo Stato.

Aggiunge che questa dimostrazione, allo stato attuale, è assai difficile per quanto riguarda l'accertamento dei tributi erariali riscossi fuori dal territorio della Valle d'Aosta per attività industriali e commerciali che si svolgono nel territorio della Regione, per cui si è ritenuto opportuno di esaminare separatamente la previsione riguardante i tributi riscossi dallo Stato nel territorio della Regione, sulla cui entità non vi è possibilità di divergenze, e la previsione relativa ai tributi erariali riscossi fuori dal territorio della Regione per attività relative al territorio della Valle d'Aosta.

Riferisce che le trattative condotte a Roma presero quindi le mosse dall'importo dei tributi erariali riscossi dallo Stato nel territorio della Regione, il cui ammontare per l'anno 1967 è previsto in circa otto miliardi di lire.

Aggiunge che i competenti organi statali non sollevarono obiezioni su tale importo, per cui, in base alle norme della legge sull'ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta e tenendo conto che è stata richiesta l'inclusione tra i tributi erariali soggetti a ripartizione anche l'imposta sui valori bollati e altre non rilevanti imposte, si può prevedere che il provento delle quote fisse di ripartizione di entrate erariali per l'anno finanziario 1967 raggiungerà la somma di circa 4.500.000.000 di lire, mentre il provento delle quote annue variabili di ripartizione di entrate erariali per l'anno finanziario 1967 potrà raggiungere l'importo di circa lire 3.300.000.000, con un totale da circa sette miliardi e mezzo a otto miliardi di lire.

Giunti a questo punto, - egli prosegue -, nell'attesa di effettuare un esatto accertamento dei tributi erariali riscossi dallo Stato fuori della Valle d'Aosta per attività industriali e commerciali che si svolgono nel territorio della Regione e nell'attesa che siano apportate delle modificazioni migliorative all'attuale ordinamento finanziario della Regione, è stata richiesta per l'anno 1967 la concessione, di un contributo speciale statale di L. 2 miliardi, ai densi del terzo comma dell'articolo 12 delle Statuto regionale, per spese di carattere straordinario eccedenti le competenze della Regione.

Fa presente che, aggiungendo all'entrata di 8 miliardi di lire che si prevede di introitare a titolo di provento delle quote fisse e delle quote variabili di ripartizione di entrate erariali, l'importo del sopradetto contributo speciale statale, nonché l'entrata che deriverà alla Regione dalla distribuzione della benzina in esenzione fiscale, non si arriverà molto lontani dalla somma di L. 10 miliardi 500 milioni che, unitamente ai proventi della Casa da gioco di St. Vincent, si ritiene necessaria per fare fronte alle spese per le attività dell'Amministrazione Regionale nel corso dell'anno finanziario 1967.

Rileva che l'impostazione seguita per assicurare il pareggio del bilancio preventivo regionale per l'anno finanziario in corso corrisponde all'impostazione già seguita per assicurare il pareggio del bilancio preventivo per l'anno finanziario 1966 e che l'adozione di tale sistema è stata imposta unicamente dalla impossibilità di ottenere in tempo utile l'approvazione, da parte del Parlamento della Repubblica, di una proposta di legge recante opportune modifiche migliorative all'attuale ordinamento finanziario della Regione.

Ribadisce che la impostazione del bilancio seguita dall'attuale Giunta non pregiudica la successiva soluzione definitiva del problema riguardante il riparto fiscale tra le Stato e la Regione e che la soluzione proposta, invece, dall'attuale minoranza consiliare non può dare alcuna migliore garanzia in ordine alla certezza di realizzare effettivamente le entrate previste in bilancio.

Aggiunge che sarebbe troppo facile se, per risolvere il grave problema di un più equo riparto fiscale tra le Stato e la Regione, fosse sufficiente che il Consiglio approvasse all'unanimità una proposta di legge statale da inviare al Parlamento della Repubblica e tendente a risolvere nel modo voluto dalla Regione detto problema.

Dichiara che l'attuale minoranza consiliare, se fosse stata veramente di questo parere, avrebbe già dovuto sottoporre all'approvazione del Consiglio, fin dall'anno 1959, una proposta di legge analoga a quella fatta presentare dai parlamentari comunisti nel mese di maggio del 1966.

Fa presente che all'esame della menzionata proposta di legge statale per la revisione dell'attuale ordinamento finanziario della Regione, presentata dalla minoranza consiliare nello scorso mese di dicembre, provvederà la apposita Commissione consiliare recentemente nominata a tale scopo e che, in tale sede, la maggioranza consiliare proporrà delle opportune modifiche a detta proposta di legge allo scopo di risolvere anche altri importanti problemi connessi con il riparto fiscale fra le Stato e la Regione quale, ad esempio, la questione annosa e controversa riguardante il pagamento dell'I. G. E., della Ricchezza Mobile e del l'Imposta sulle Società sui proventi derivanti alla Regione dalla Casa da gioco di St. Vincent.

Aggiunge di avere ferma fiducia che la soluzione adottata dalla Giunta per assicurare il pareggio del bilancio preventivo per l'anno finanziario 1967 darà dei buoni risultati, perché ha ricevuto a Roma delle responsabili assicurazioni verbali in tale senso, anche se non è in grado, per ora, di dimostrare con un impegno scritto di una autorità governativa centrale che questa sua fiducia poggia su solida base.

Riferendosi alle osservazioni fatte dai Consiglieri Caveri e Fillietroz, - i quali avevano rilevato che parecchie spese straordinarie incluse negli elenchi trasmessi al competente Ministero per giustificare la richiesta del contributo speciale statale di lire un miliardo per l'anno 1966 e di un secondo contributo speciale statale di lire 2 miliardi per l'anno 1967 si riferivano ad attività che rientrano tra le funzioni normali della Valle, - osserva che la Giunta Regionale ha sostenuto che queste spese straordinarie rientravano fra quelle contemplate dal terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

Riferisce che, effettivamente, qualche voce dell'elenco di queste spese, dopo lunghe discussioni, non fu ammessa a tale titolo dai competenti organi ministeriali.

Comunica che, per la concessione del primo contributo speciale statale di lire 1 miliardo, relativo al bilancio per l'anno 1966, furono ammesse le spese che si riferivano alla esecuzione di importanti opere stradali, alla costruzione di edifici scolastici, alle sistemazioni archeologiche, alla costruzione di opere igieniche, all'adattamento di fabbricati rurali a scopo turistico, all'ammortamento di mutui assunti dalla Regione per finanziare opere pubbliche, per un totale di lire 2.227.000.000, mentre per il contributo speciale statale di lire 2 miliardi, relativo al bilancio per il corrente anno finanziario, sono state ammesse ad esempio le seguenti spese:

- per partecipazioni azionarie L. 455.000.000;

- per costruzione di opere stradali L. 1.500.000.000;

- per costruzione di edifici scolastici L. 530.000.000;

- per adattamenti di opere archeologiche L. 170.000.000;

- per costruzione di opere igieniche e sanitarie L. 375.000.000;

- per adattamento di fabbricati rurali a scopo turistico L. 200.000.000;

- per quote ammortamento mutui regionali L. 617.000.000;

- per quote ammortamento mutui del Comune di Aosta L. 210.000.000.

Osserva che il Consigliere Manganoni ha testé detto che era stato "gonfiato" non solo il bilancio preventivo per il corrente anno finanziario, ma anche il programma annuale dei lavori pubblici e ha aggiunto che detto programma non sarà interamente realizzato a causa della mancanza di fondi o dei progetti delle relati ve opere, o della disponibilità dei terreni; in proposito, dichiara che finora l'aumento degli stanziamenti dei vari capitoli di spesa dei bilanci preventivi regionali non è mai stato giustificato in dettaglio e voce per voce nelle relazioni generali ai bilanci stessi, perché tale giustificazione è sempre stata data in sede di esame e di discussione da parte del Consiglio dei singoli capitoli di spesa dei bilanci preventivi.

Fa presente che, in seguito, l'Assessore Balestri fornirà i necessari chiarimenti in ordine all'aumento dello stanziamento del capitolo 534 del bilancio preventivo in esame concernente "Contributi e concorsi in spese per iniziative turistiche e per il potenziamento delle attrezzature turistiche e sportive".

Per quanto riguarda l'accusa, rivolta dal Consigliere Gemano ai Consiglieri delle varie correnti politiche della maggioranza consiliare, di non esprimere le rispettive opinioni sul bilancio preventivo, di non voler fare un confronto delle idee e di non voler sviluppare la necessaria dialettica su questo importante argomento, dichiara che, a giudicare della durata delle ultime adunanze consiliari e dalla veemenza dei dibattiti avvenuti, si potrà accusare l'attuale maggioranza consiliare di molte altre cose ma non certamente di non voler discutere dei vari problemi e di voler evitare un confronto dialettico fra le diverse posizioni politiche.

Aggiunge che, semmai, si deve dire che questo confronto dialettico di posizioni politiche manca in altri luoghi ma non in Valle d'Aosta e che, fintanto che in seno al Consiglio Regionale vi sarà l'attuale rapporto di forze, questo confronto dialettico di posizioni politiche non verrà mai a mancare.

Per quanto riguarda i rilievi mossi ai Consiglieri del Gruppo Liberale e l'accenno di loro presunte adesioni 'all'attuale maggioranza consiliare, osserva che i Consiglieri del Gruppo Liberale sanno benissimo cosa devono fare e sanno anche sostenere le loro opinioni.

D'altra parte, - egli dice -, io sono convinto che, se un giorno i Consiglieri del Gruppo Liberale dovessero votare in favore delle proposte del Gruppo consiliare del Partito Comunista, il Consigliere Germano ne sarebbe ben felice.

Il Consigliere FOSSON, riferendosi alla lettera E) dell'elenco di spese riguardanti la richiesta dei contributi speciali statali per gli anni finanziari 1966 e 1967, chiede che gli siano precisate le spese che si riferiscono al contributo statale di lire un miliardo richiesto per l'anno 1966, nonché le spese che si riferiscono al secondo contributo statale 2 miliardi richiesto per l'anno 1967.

Riferendosi a quanto già richiesto dal Consigliere Marcoz, chiede inoltre, che gli sia precisato se, da parte dei competenti organi statali, siano già stati assunti degli impegni o siano state date delle garanzie degne di affidamento circa la concessione dei contributi speciali statali di cui si tratta.

Osserva che l'Assessore Bordon, nella sua esposizione, è stato talmente confuso che non si riesce a capire se l'elenco di Spese, di cui ha ora avuto una copia, si riferisca esclusivamente al contributo speciale statale richiesto per l'anno finanziario 1966.

Chiede quindi chiarimenti in merito.

Il Consigliere CAVERI, ribadendo le richieste fatte dal Consigliere Fosson, chiede che sia anche precisata la data in cui è stato trasmesso al competente Ministero l'elenco di spese straordinarie in questione e se detto elenco valga anche per documentare la richiesta di contributo speciale statale di lire 2 miliardi per l'anno 1967.

L'Assessore BORDON precisa che l'elenco di spese straordinarie di cui si tratta è un elenco generale di spese trasmesse a Roma a documentazione della richiesta di un contributo speciale statale di lire 1 miliardo per l'anno finanziario 1966, dal quale però sono state estratte anche le spese esposte a documentazione della richiesta di un contributo speciale statale di lire 2 miliardi per l'anno 1967.

Aggiungo che l'elenco generale di spese in questione, il cui importo ammonta a circa 9 miliardi di lire, è stato trasmesso al competente Ministero in data 3 novembre 1966.

Per chiarire la questione, riferisce in merito alla seguente lettera in data 24 febbraio 1967 trasmessa al Ministero del Tesoro, con la quale si richiedo la concessione di un contributo straordinario dello Stato, di lire 2 miliardi per l'anno 1967:

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AL MINISTERO DEL TESORO

Ragioneria Generale dello Stato Ispettorato Generale del Bilancio

Div. XVII

ROMA

e, per conoscenza:

AL MINISTERO DELLE FINANZE

Direz. Gen. Finanza Locale

Div. VII Servizi relativi alle Regioni a Statuto Speciale

ROMA E. U. R.

ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Ufficio Regioni

ROMA

OGGETTO: Assegnazione di un contributo speciale statale per l'anno 1967, a' sensi dell'art. 12 dello Statuto Speciale per la Valle d'Aosta.

Il terzo comma dell'art. 12 dello Statuto Speciale per la Regione Valle d'Aosta e l'art. 5 della legge 29 novembre 1955 n° 1179, sull'ordinamento finanziario della Regione stessa, prevedono l'assegnazione alla Regione di contributi speciali statali per provvedere a scopi determinati che non rientrino nelle funzioni normali della Regione.

In applicazione di tali disposizioni legislative questa Amministrazione, con lettera n° 19194/4 in data 3 novembre 1966, ha richiesto l'erogazione, da parto dello Stato, di un primo con tributo per l'anno 1966 per consentire la parziale copertura di spese, in conto capitale, non rientranti nelle funzioni normali della Regione.

Poiché alla assegnazione del contributo richiesto per l'anno 1966 deve provvedersi con apposita legge, si prega vivamente cotesto On. Ministero di prendere in favorevole esame la possibilità di assegnare a questa Regione, con lo stesso provvedimento di legge, un secondo analogo contributo speciale statale anche per l'anno 1967.

Circa la misura del contributo speciale per l'anno 1967, si fa presente che questa Regione, nell'impossibilità di ricorrere alla assunzione di nuovi mutui passivi (i mutui già assunti ammontano ad oltre 7 miliardi, con annualità passive di ammortamento di L. 618.510.368): ha stanziato nel bilancio di previsione per l'anno 1967 (capitolo 63 dell'Entrata), a titolo di contributo dello Stato ai sensi dell'art. 12 dello Statuto regionale, la somma di L. 2.000.000.000 interamente destinata alla copertura di spese, in conto capitale o di investimento, per scopi determinati che non rientrano nelle funzioni normali della Regione.

Tale stanziamento è indispensabile in relazione alle effettive esigenze di bilancio ed alla necessità di promuovere, con un determinante intervento finanziario della Regione, nuovi investimenti atti a favorire la ripresa dell'economia locale in quei settori che meglio si prestano ad un incremento dei redditi.

Facendo riferimento all'elenco generale delle spese straordinarie in questione che la Regione deve finanziare, già trasmesso a cotesto On. Ministero in allegato alla lettera n° 19194/4 del 3/XI/1966, si rassegna il seguente elenco delle spese in questione gravanti sul bilancio per l'anno 1967 e per la cui copertura si richiede un contributo straordinario speciale statale di Lire due miliardi:

Descrizione della spesa

Stanziamento 1967

Capitolo

Importo

Azione e intervento in campo economico

A) Partecipazioni azionarie

- S.p.A. - S.I.T.R.A.S.B. - Traforo Gran San Bernardo

136

125.000.000

- ISAG S.p.A. - Impianti Sportivi di Gressoney - (Monte Rosa)

L. 80.000.000

- S.p.A. Funivie di Champoluc (Ayas)

L. 100.000.000

- S.p.A. Alp Pila (Gressan)

L. 80.000.000

- S.p.A. Funivie del Piccolo San Bernardo (La Thuile)

L. 70.000.000

137

330.000.000

B) Spese per opere pubbliche e ammortamenti

- Spese di progettazione (L. 80.000.000) e per la costruzione di opere stradali al netto del contributo concesso dallo Stato (Cap. 61 Entrata) e delle spese a carico regionale per opere stradali

323 e 324

1.580.000.000

- Contributi ai Comuni per la costruzione di edifici pubblici e per la costruzione di opere stradali

339 e 340

90.000.000

- Contributi e concorsi in spese per lo sviluppo turistico

534

470.000.000

- Contributi al Comune di Aosta per concorso su spese di ammortamento mutui contratti e da contrarre per finanziamento lavori di pubblica utilità (Cap. 132 per L. 20.000.000 e Cap. 150 per L. 190.000.000)

132 e 150

210.000.000

- Rimborso di prestiti per annualità dovute dalla Regione su mutui contratti per la realizzazione di opere di pubblica utilità

96 e dal

153 al 160

618.500.000

Totale spese intervento in campo economico e rimborso di prestiti

3.423.500.000

- Istruzione e cultura

- Spese e contributi per la costruzione sistemazione di edifici per la pubblica istruzione

304 e 309

530.000.000

- Spese per l'archeologia

519-520 e 524

170.000.000

Totale spese istruzione e cultura

700.000.000

Azione e intervento in campo sociale

- Spese e contributi per la costruzione sistemazione di acquedotti, cimiteri e fognature

314-318 e 319

375.000.000

Azione e intervento nel campo delle abitazioni

- Sistemazione di fabbricati per incrementare la ricettività turistica:

sul Capitolo 264 per L. 200.000.000

sul Capitolo 537 per L. 70.000.000

264 e 537

270.000.000

RIEPILOGO GENERALE SPESE DI INVESTIMENTO

Descrizione della spesa

Stanziamento 1967

Importo

Azione e intervento in campo economico e rimborso di prestiti

3.423.500.000

Istruzione e cultura

700.000.000

Azione e intervento in campo sociale

375.000.000

Azione e intervento nel campo delle abitazioni

270.000.000

Totale generale

4.768.500.000

Si trasmette l'allegata copia del progetto di bilancio preventivo di questa Regione per l'anno 1967, con relazione illustrativa, e confidando nel favorevole accoglimento della presente richiesta e in attesa di risposta in merito, si ringrazia.

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Fa presente che non tutte queste spese sono state ammesse dal Ministero del Tesoro ai fini della concessione dei contributi statali, in quanto alcune di esse rientrano, ad esempio, tra le spese finanziate sui fondi statali del "Piano verde".

Afferma che, in base a questo elenco generale di spese, dovrebbe essere concesso alla Regione un contributo speciale statale di lire due miliardi per l'anno finanziario in corso.

I Consiglieri FOSSON e CAVERI chiedono che sia precisato quale organo statale abbia esaminato e parzialmente accolto l'elenco di spesa di cui l'Assessore Bordon ha testé dato lettura.

L'Assessore BORDON dichiara che l'elenco di spese di cui si tratta è stato esaminato dai funzionari del Ministero del Tesoro, con i quali si è anche concordato quali fossero le spese ammissibili e quali non ai fini di cui sopra.

Il Consigliere FOSSON osserva che i dati testé forniti dall'Assessore Bordon si riferiscono unicamente al contributo speciale dello Stato per l'anno 1967, per cui rimane inevasa la sua richiesta di precisazioni in ordine all'analogo contributo speciale già richiesto per l'anno 1966.

Dichiara che l'Assessore Bordon, nella sua lunga risposta, ha eluso tutti i temi fondamentali centrati dalla critica della minoranza al progetto di bilancio preventivo in esame.

Fa presente che l'Assessore Bordon ebbe a dichiarare che la approvazione, da parte del Consiglio, della proposta di legge statale concernente modificazioni migliorative dell'attuale ordinamento finanziario della Regione non darebbe maggiori garanzie, circa una effettiva realizzazione delle entrate iscritte nel bilancio preventivo in esame, della soluzione adottata dalla Giunta Regionale; in proposito, afferma di non condividere questo parere perché, approvando detta proposta di legge, si potrebbe impostare il bilancio preventivo per il corrente anno finanziario su di un documento legislativo che il Consiglio Regionale ha già discusso ed approvato all'unanimità, in attesa di poter concordare con i competenti organi ministeriali la approvazione di un nuovo sistema di riparto fiscale tra lo Stato e la Regione sulla base della sopracitata proposta di legge.

Aggiunge che, in questo modo, la somma di 2 miliardi di lire che si prevede di introitare come contributo statale speciale potrebbe essere inclusa tra i proventi delle quote fisse di ripartizione di entrate erariali in base alle norme dell'ordinamento finanziario regionale, che si prevede di migliorare, perdendo quel carattere di precarietà che è proprio di un contributo straordinario speciale dello Stato.

Dichiara di concordare sulle necessità di richiedere un contributo speciale allo Stato ai sensi del terzo comma dell'artico le 12 dello Statuto regionale, però solo per degli scopi e delle opere che non rientrino effettivamente nelle funzioni normali della Regione, modificando opportunamente l'elenco generale di spese di cui l'Assessore Bordon ha dato testé lettura, mediante la aggiunta di nuove voci e lo stralcio di altre voci che, secondo la minoranza consiliare, rientrano invece nelle competenze della Regione.

Conclude, affermando di ritenere che le osservazioni critiche fatte dalla minoranza consiliare alla impostazione data al progetto di bilancio preventivo in esame siano fondate e ribadisce che, non essendo questa impostazione condivisa dalla minoranza, questa non potrà esprimere voto favorevole per l'approvazione di detto progetto di bilancio preventivo.

Il Consigliere FILLIETROZ fa presente che la somma di lire 1.460.000.000 attribuita dallo Stato alla Regione per l'anno finanziario 1965 a titolo di quote annue variabili di ripartizione di entrate erariali è risultata sufficiente per chiudere in pareggio il bilancio di detto anno finanziario, mentre per chiudere in pareggio il bilancio per l'anno finanziario 1966, oltre alla somma di lire 2.300.000.000 attribuita dallo Stato alla Regione allo stesso titolo, è stato necessario chiedere un contributo straordinario dello Stato di lire 1 miliardo.

Questo dimostra, - egli dice - che a partire dall'anno finanziario 1966 il bilancio regionale è venuto a trovarsi in una situazione molto critica per l'inadeguatezza dell'attuale ordinamento finanziario della Regione.

Aggiunge che, per questi motivi, il Gruppo Parlamentare del Partito Comunista, su richiesta dell'attuale minoranza consiliare, aveva presentato in via d'urgenza al Parlamento, in data 26 maggio 1966, la proposta di legge per la revisione del riparto fiscale tra le Stato e la Regione.

Ritiene che la richiesta di un contributo speciale statale di Lire 2.000.000.000 per il corrente anno finanziario possa pregiudicare la revisione del riparto fiscale tra le Stato e la Regione, perché le spese finanziate con le entrate relative a detto contributo non potranno più essere calcolate agli effetti della determinazione dell'importo delle quote annue variabili di ripartizione di entrate erariali, in quanto tali spese non potrebbero più rientrare tra quelle relative alle funzioni normali della Regione.

Osserva che l'Assessore Bordon non ha fornito le precisazioni da lui richieste sulla spesa di Lire 750.000.000 per i contributi arretrati relativi al pensionamento degli insegnanti statali comandati inclusa nell'elenco generale di spese trasmesso a documentazione delle richieste dei contributi speciali statali per gli anni finanziari 1966 e 1967.

Fa presente che queste spese non sono mai state finora pagate dalla Regione, per cui si ha l'impressione che l'attuale Giunta vada a cercare delle nuove spese per ottenere le relative entrate.

Rileva ancora che, mentre nella parte Entrata del bilancio preventivo per il corrente anno finanziario è stato iscritto il contributo speciale statale di Lire 2.000.000.000, nella parte Spese non risultano iscritte e precisate le spese straordinarie che dovrebbero giustificare la concessione di detto contributo.

Il Consigliere MANGANONI, dopo aver osservato che la lunga esposizione testé fatta dall'Assessore Bordon è stata assai imprecisa, prega il Presidente del Consiglio di voler provvedere a fare battere copie a macchina dell'elenco delle spese e dei lavori straordinari testé letto dall'Assessore Bordon e trasmetterne copia ai Signori Consiglieri nel corso della seduta consiliare antimeridiana di domani.

Rispondendo all'osservazione fatta dall'Assessore Bordon, il quale ha dichiarato che l'attuale minoranza consiliare non era riuscita ad ottenere nulla da Roma negli anni in cui era rimasta al Governo della Regione, rileva che l'unica differenza che esiste tra l'attuale maggioranza consiliare e in attuale minoranza consiliare è che l'attuale minoranza consiliare, quando era al governo della Regione, aveva il coraggio di denunciare pubblicamente gli inadempimenti dello Stato circa l'attuazione dello Statuto Regionale, mentre l'attuale maggioranza consiliare, che non ha ottenuto sino ad ora alcun risultato concreto in tale materia all'infuori di certe promesse, non ha il coraggio di ammettere quanto sopra.

La sostanza delle cose non cambia, - egli dice -, cambiano invece gli atteggiamenti che assumete voi nei confronti degli atteggiamenti che assumevamo noi.

Per quanto riguarda il programma di lavori pubblici per l'anno 1967, precisa di non avere detto che l'Assessore Colombo non sarà in grado di realizzare il piano. di lavori pubblici predisposto per il corrente anno, perché, conoscendo egli bene l'attività e il dinamismo dell'Ufficio Tecnico dei Lavori Pubblici, è certo che l'Assessorato ai Lavori Pubblici è in grado di realizzare detto piano di lavori; precisa di aver semplicemente affermato che ben difficilmente detto piano di lavori sarà realizzato per intero a causa della mancanza di molti progetti delle opere e della disponibilità dei relativi terreni, più che per la mancanza di fondi, perché è convinto che i fondi necessari l'attuale maggioranza potrà trovarli assorbendo intanto le disponibilità di cassa lasciate dalla precedente Giunta e chiedendo in seguito delle anticipazioni di cassa.

In questo modo, - egli aggiunge -, si arriverà alle elezioni regionali ed il giochetto sarà fatto; se vincerà la Democrazia Cristiana farà la politica della lesina nei quattro anni successivi, e se vinceranno gli altri saranno costretti ad arrabattarsi per pagare i debiti.

Fa presente che alla domanda, fatta all'Assessore Bordon, se avesse ricevuto da Roma delle valide assicurazioni in ordine alla concessione dei due contributi straordinari speciali dello Stato per gli anni finanziari 1966 e 1967, l'Assessore Bordon ha solo risposto di avere molta fiducia per quanto riguarda la concessione di detti contributi.

Badate però, - egli dice -, che le spese della Regione si devono pagare con i soldi e non con la fiducia.

Io voglio sperare, - egli continua -, e me le auguro che questa vostra fiducia sia ben riposta; però la lunga esperienza di oltre vent'anni di autonomia ci ha purtroppo insegnato che porre molta fiducia in Roma vuol dire essere forse degli ingenui e degli illusi.

Osserva poi che l'Assessore Bordon non ha risposto a due delle domande fattegli e, precisamente, se l'importo del contributo speciale statale di Lire 1.000.000.000 per l'anno 1966 sia già stato introitato, o se, dalla Regione, e se abbia un qualche fondamento di verità la notizia secondo la quale l'autostrada Quincinetto-Aosta verrebbe fatta proseguire fino al territorio del Comune di Gressan.

Ritiene di avere, come Consigliere regionale, il diritto ad una risposta su queste due domande e prega, quindi, l'Assessore Bordon di voler rispondergli in merito.

Il Consigliere GERMANO, rispondendo a quanto dichiarato dall'Assessore Bordon, ribadisce che il confronto di idee tra le attuali maggioranza e minoranza consiliari finora non c'è stato, perché egli contesta che l'Assessore Bordon possa esprimere le opinioni dei socialisti, dei liberali, nonché dei rappresentanti della Ligue e della Democrazia Cristiana.

Rileva che l'unico argomento usato dall'Assessore Bordon per rispondere alle critiche mosse dalla minoranza consiliare al progetto di bilancio preventivo in esame è stato questo: "perché quanto consigliate ora non l'avete fatto prima voi?". Questa frase, - egli dice -, aggiunta alla seguente: "le dite anche voi che per noi è più facile", dimostra chiaramente il concetto che l'Assessore Bordon ha della Democrazia, concetto della Democrazia che prima era proprio dei governi centristi ed ora, purtroppo, è proprio del Governo di Centro Sinistra.

Dichiara che la Valle d'Aosta ha diritto ad un nuovo ed adeguato riparto fiscale, basato sul costo effettivo dei servizi regionali e sull'importo totale dei tributi che i Valdostani pagano.

Se il Governo di Centro Sinistra, - egli dice -, non ha concesso alla Valle d'Aosta un nuovo riparto fiscale, è perché ha della Democrazia un concetto dittatoriale, un concetto basato sulle discriminazioni, concetto che abbiamo combattuto con Bondaz e che adesso ritorna ad ali spiegate in questa Regione.

Perciò, - egli aggiunge -, l'Assessore Bordon non dovrebbe dire "non lo avete fatto voi", ma dovrebbe dire "con questo Governo centrale è più facile che otteniamo noi, perché a Roma non sono dei democratici".

Dichiara che l'attuale maggioranza consiliare di centro sinistra ottiene poi solo delle promesse e dei piatti di lenticchie, che servono a buttare un po' di polvere negli occhi dei Valdostani, ma che non risolvono i problemi autonomistici, perché l'aumento dei quantitativi annui dei generi contingentati in esenzione fiscale, se pure può far piacere a tutti, non serve a risolvere il problema statutario della attuazione della zona franca in Valle d'Aosta.

Ribadisce quindi le sue critiche alla richiesta di concessione di un contributo speciale statale per assicurare il pareggio del bilancio preventivo per l'anno 1967, in quanto tale iniziativa assunta dalla Giunta non serve a risolvere il problema autonomistico della revisione del riparto fiscale tra le Stato e la Regione, ma costringerà i futuri amministratori della Regione a recarsi continuamente a Roma per chiedere finanziamenti straordinari necessari per fare fronte alle spese per le normali necessità del bilancio regionale.

Quindi, - egli prosegue -, le cose stando in questi termini, la grande differenza che esiste tra l'attuale maggioranza consiliare e la minoranza consiliare è che la minoranza consiliare lotta per una democrazia sostanziale e per la difesa di diritti che sono sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto regionale e che devono quindi essere rispettati, conscia che le conquiste di una democrazia sostanziale non sì ottengono con un colloquio fra amici, ma si ottengono sulla base di rapporti di diritto o di forza; mentre la maggioranza consiliare pensa di ottenere queste conquiste mediante rapporti amichevoli con i funzionari dello Stato, fiduciosa di risolvere i vari problemi solo perché a Roma sui banchi del Governo siedono persone dello stesso Partito politico.

Osserva che, se la Valle d'Aosta non fa sentire la sua voce e non difende i propri diritti statutari con una politica unitaria, non vi sarà alcun colloquio amichevole con i funzionari statali che potrà risolvere i vari importanti problemi, perché si tratta di una questione di principio che va posta su di un piano politico.

Aggiunge di ritenere che l'attuale maggioranza consiliare non potrà risolvere i vari problemi di attuazione dello Statuto regionale, ed in particolare il problema riguardante la revisione dell'attuale ordinamento finanziario della Regione, anche perché il Parlamento, in questo scorcio di legislatura, non avrà il tempo materiale di approvare i necessari provvedimenti legislativi.

Fa presente che, a detta di Parlamentari avveduti, in questo ultimo scorcio di legislatura il Parlamento non avrà il tempo materiale di approvare nemmeno la metà dei provvedimenti legislativi compresi in un elenco allegato al bilancio preventivo dello Stato per l'anno 1967, per il finanziamento di spese per le quali sono già stati stanziati nel bilancio stesso degli appositi fondi.

Ritiene, pertanto, che sia una ingenuità il pensare che possano essere approvati dal Parlamento, prima della fine della legislatura, i provvedimenti legislativi riguardanti la concessione alla Regione Valle d'Aosta del contributo statale speciale di Lire 1 miliardo per l'anno 1966 ed il provvedimento legislativo riguardante la revisione dell'attuale riparto fiscale fra le Stato e la Regione Valle d'Aosta.

Alcuni di voi hanno detto, - egli aggiunge che vi sono dei provvedimenti legislativi che "possono passare"; sì, alcuni provvedimenti legislativi "possono passare", ma non conducendo le trattative tra amici, bensì instaurando: un rapporto politico di forza tale che imponga la questione in modo da farla passare.

Ecco perché noi continuiamo a dirvi, - egli conclude -, al di fuori delle polemiche personali, al di fuori anche dal pubblico, cercando di parlare alle vostre coscienze rendetevi conto che, se ci mettiamo tutti assieme e facciamo sentire la nostra voce risolveremo i problemi, se, invece, pensate di risolverli a vostro modo, credete a me, non risolverete nulla.

Il Consigliere CAVERI osserva che la Giunta non ha voluto accogliere la sua proposta conciliativa di discutere la proposta di legge statale, da trasmettere al Parlamento, per la revisione del riparto fiscale prima dell'esame del progetto di bilancio preventivo della Regione per l'anno 1967; chiede quindi all'Assessore Bordon se egli sia favorevole, o contrario, ad esaminare in sede di apposita Commissione consiliare, detta proposta di legge statale anche dopo l'approvazione del progetto di bilancio di cui si tratta.

Fa presente che l'Assessore Bordon non ha ancora risposto ad una sua lettera con la quale gli si richiedevano vari dati riguardanti la situazione di cassa della Regione.

L'Assessore BORDON dichiara che non intende dare risposta al la lettera testé citata dal Consigliere Caveri perché l'indirizzo di tale lettera è redatto in un modo poco serio e non accoglibile, per cui la Giunta Regionale ne fa una questione di principio.

Assicura che, al più presto, l'apposita Commissione consiliare sarà riconvocata per proseguire l'esame della sopracitata proposta di legge statale per la revisione del riparto fiscale, in quanto l'attuale maggioranza consiliare non è contraria alla discussione di questa proposta di legge, ma ritiene che sia opportuno non vincolare l'impostazione del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1967 alle norme della citata proposta di legge.

In proposito, dichiara che la maggioranza consiliare sottoporrà all'esame di detta Commissione consiliare un nuovo testo di proposta di legge statale per la revisione dell'attuale ordinamento finanziario della Regione, testo da confrontare con il testo della proposta di legge già presentata dalla minoranza consiliare.

Il Consigliere CAVERI dichiara di essere lieto che l'Assessore Bordon abbia dato una risposta precisa ad una domanda fatta dalla minoranza consiliare.

Riferendosi quindi al progetto di bilancio preventivo regionale per l'anno 1967, osserva che, dalla lunga esposizione fatta dall'Assessore Bordon, risulta chiaramente che non vi è alcuna valida garanzia in ordine alla effettiva realizzazione delle entrate previste in bilancio, ma che sono state semplicemente fatte delle richieste, sono stati presentati degli elenchi e che si spera di ottenere i contributi statali richiesti.

Osserva che l'Assessore Bordon ha continuato oggi, in sede di Consiglio, a sostenere delle tesi che, in sede di apposita Commissione per l'esame della proposta di legge statale per la revisione del riparto fiscale, i Consiglieri della minoranza avevano dimostrate infondate; osserva ancora che l'Assessore Bordon, dopo aver ammesso, in sede di Commissione, che era meglio tener riservati per ora certi dati e certe notizie, nell'interesse del. l'Amministrazione Regionale, oggi ha parlato di queste cose in aula consiliare e in seduta pubblica.

Dichiara che l'Assessore Bordon nei suoi interventi, pur dicendo valanghe di parole, esprime ben poche cose concrete e che, sovente, queste cose concrete sono infondate.

Io questo le affermo, - egli dice -, perché ne ho la prova, in quanto lei ha fatto certi riconoscimenti in sede di Commissione per gli Affari Generali e Finanze mentre, oggi, in sede di Consiglio, è venuto a dire tutto il contrario.

L'Assessore BORDON, riferendosi ad una domanda fattagli dal Consigliere Fillietroz, precisa che la somma di Lire 750 milioni, che deve essere corretta in Lire 700.000.000 in quanto vi è stato un errore di copia nella stesura dell'elenco di spese di cui si è in precedenza discusso, riguarda i contributi arretrati per il pensionamento e di previdenza che la Regione dovrebbe versare allo Stato sugli stipendi degli insegnanti.

Aggiunge che tale spesa è stata inclusa in quell'elenco di spese, dell'importo totale di circa 9.000.000.000, per cercare di ottenere dallo Stato i fondi equivalenti all'importo di questi contributi arretrati di cui le Stato stesso continuava a chiedere il pagamento alla Regione; fermo restando che, se le Stato non è disposto a finanziare la relativa spesa, la Regione non verserà i contributi arretrati in questione.

Informa che detta spesa è stata per ora stralciata dal predetto elenco in sede di trattative con i competenti Organi dello Stato.

Il Consigliere FILLIETROZ dichiara che la precedente Giunta aveva sempre sostenuto, nelle competenti sedi statali, che la Regione non era tenuta a versare allo Stato l'importo di detti contributi arretrati in quanto si trattava di spesa di competenza dello Stato.

L'Assessore BORDON fa presente che la spesa in questione non è stata inclusa nel bilancio preventivo regionale per il corrente anno finanziario, per cui la predetta somma non è da versare allo Stato.

Osserva che la discussione su queste particolari questioni di bilancio non ha grande importanza, perché, indipendentemente dal giudizio che la maggioranza e la minoranza consiliare possono avere sul problema del riparto fiscale fra le Stato e la Regione, è soprattutto importante questo che la maggioranza consiliare chiede e intende ottenere un contributo speciale statale di Lire 1 miliardo per l'anno 1966 ed un secondo analogo contributo di Lire 2 miliardi per l'anno 1967.

Auspica che le pessimistiche previsioni fatte dalla minoranza consiliare non abbiano ad avverarsi e che quella che la minoranza consiliare chiama illusione possa tramutarsi presto in certezza.

In risposta alle domande fatte dal Consigliere Manganoni, dichiara che la Regione non ha ancora introitato il contributo speciale statale di Lire 1 miliardo per l'anno 1966.

Per quanto riguarda la questione dell'autostrada Quincinetto-Aosta, dichiara di non essere a conoscenza che vi sia l'intenzione, da parte degli organi competenti, di prolungare l'autostrada stessa fino al territorio del Comune di Gressan.

Dichiara che non intende dare risposta alle osservazioni fatte dal Consigliere Germano, perché dovrebbe ripetere delle spiegazioni già date in precedenza.

Ritiene, infatti, di aver già sufficientemente chiarita la impostazione che l'attuale maggioranza consiliare ha ritenuto opportuno di dare al progetto di bilancio preventivo della Regione per il corrente anno finanziario e di avere anche già precisato i motivi per cui non ritiene di dover accogliere le proposte fatte dalla minoranza consiliare.

Rispondendo al Consigliere Caveri, osserva come questi sia solito usare, nei suoi interventi, delle parole grosse e di facile effetto e come si atteggi volentieri ad unico difensore della autonomia valdostana.

Ritiene, invece, che il Consigliere Caveri abbia fatto per la Valle d'Aosta non di più di quanto abbiano fatto parecchi altri valdostani.

Si faccia un piccolo esame di coscienza, - egli dice -, e veda se lei ha sempre proprio difeso l'autonomia, come crede di aver fatto.

La mia educazione, - egli prosegue -, ed il rispetto che ho verso di Lei non mi consentono di rispondere a quelle insinuazioni che Lei ha fatto in questa sede, se non per dirle non già che queste insinuazioni sono indecorose, ma che sappiamo tutti che Lei si diverte ad esprimere questi facili giudizi ai quali siamo talmente abituati e che non ci toccano.

Ritiene di non aver commesso alcun delitto di lesa autonomia nell'aver parlato in aula consiliare della questione della benzina, in risposta ad una dichiarazione fatta dal Consigliere Manganoni sullo stesso argomento, e per aver precisato che si provvederà a richiedere alle Società aventi sede fuori della Valle di Aosta, ma che svolgono attività produttiva in Valle d'Aosta, i dati relativi al fatturato per l'attività svolta nella Regione, allo scopo di aver più validi elementi per meglio sostenere le tesi della Regione in sede di trattative con i competenti Organi statali per la revisione dell'attuale ordinamento finanziario regionale.

Noi, - egli conclude -, saremo sempre lieti di imparare tutto da Lei, Consigliere Caveri; è indubbio, però, che noi cerchiamo di essere molto concreti, di avere i piedi per terra e di fare tutto il possibile, onestamente, saggiamente e nei limiti del le nostre modeste capacità, per il bene della Valle d'Aosta.

Il Presidente, MONTESANO, su richiesta di alcuni Consiglieri della maggioranza, dichiara chiusa la discussione generale sul progetto di bilancio preventivo regionale per l'anno 1967 e propone di passare all'esame dello stato di previsione dell'ENTRATA del bilancio.

Il Consigliere MANGANONI, in considerazione dell'ora avanzata e del fatto che la odierna seduta pomeridiana dura ormai da 5 ore, propone di rinviare l'esame e la discussione del progetto di bilancio in questione alle ore 9 di domani.

Il Presidente, MONTESANO, non essendovi unanimità di vedute sulla proposta del Consigliere Manganoni, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della proposta stessa.

Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciotto e voti favorevoli quindici (Consiglieri presenti e votanti trentatré), ha respinto la proposta di rinviare alla seduta antimeridiana di domani la discussione sul progetto di bilancio preventivo regionale per l'anno finanziario 1967.

Il Consigliere CAVERI, riferendosi alla votazione testé avvenuta, dichiara che, se la maggioranza consiliare si illude che in questo modo il progetto di bilancio in esame possa essere approvato più celermente, commette un errore, perché la minoranza consiliare non è stanca per la lunga discussione già svoltasi ed è disposta a prolungare fino a domani detta discussione, chiedendo chiarimenti su ogni capitolo del progetto di bilancio stesso.

Il Consigliere FOSSON dichiara di essere stupito che i Consiglieri della maggioranza, i quali non sono intervenuti nella discussione finora svoltasi sul progetto di bilancio preventivo in esame, si siano opposti alla proposta di rinvio della discussione alla seduta antimeridiana di domani.

Il Presidente, MONTESANO, allo scopo di accelerare la discussione, propone di dare lettura unicamente dei vari titoli e delle varie categorie del progetto di bilancio, liberi però i Signori Consiglieri di chiedere chiarimenti e di formulare osservazioni sui singoli capitoli in sede di discussione delle varie categorie.

I Consiglieri di minoranza dichiarano di non concordare sulla proposta del Presidente e chiedono che si dia, invece, lettura anche dei singoli capitoli del bilancio di cui si tratta.

Su invito del Presidente ed in accoglimento della richiesta dei Consiglieri di minoranza, il Segretario del Consiglio inizia a dare lettura dei singoli capitoli del progetto di bilancio ai fini della discussione sui capitoli stessi, in merito ai quali vengono richiesti i seguenti chiarimenti.

CAPITOLI 1 e 2

I Consiglieri MANGANONI e GERMANO chiedono all'Assessore Bordon di fornire chiarimenti e dati precisi, riferentisi anche agli anni precedenti, in ordine alle due sovrimposte provinciali contemplate nei capitoli 1 e 2.

L'Assessore BORDON fa presente di non essere in grado di fornire sull'istante tutti i dati richiesti dai sopranominati Consiglieri e di non poter avere ora questi dati dai funzionari del proprio Assessorato perché, data l'ora tarda, gli uffici sono ormai chiusi.

Il Consigliere MANGANONI dichiara di avere diritto di chiedere e di ottenere precise risposte alle sue domande.

Rileva che, se l'Assessore Bordon non è in grado di fornire i richiesti dati e chiarimenti nel corso dell'odierna seduta, devesi rinviare la discussione alla seduta antimeridiana di domani.

Il Consigliere GERMANO fa presente che è intendimento dei Consiglieri di minoranza di formulare delle domande e delle richieste di dati precisi per ogni capitolo del progetto di bilancio in esame; per cui, se l'Assessore Bordon non è in grado di rispondere seduta stante a dette domande e se non può ora disporre del personale degli uffici per avere i dati richiesti, si deve rinviare la discussione sul progetto di bilancio alla seduta antimeridiana di domani.

Il Consigliere SAVIOZ osserva che il modo di procedere imposto dalla maggioranza consiliare non è per nulla edificante.

Osserva che la lettura e la discussione sui singoli capitoli del bilancio preventivo in questione richiederà ancora parecchie ore, per cui ritiene opportuno che l'esame di questo importante argomento sia rinviato alla seduta antimeridiana di domani.

L'Assessore BENZO rileva che era ormai prassi costante che, in sede di esame dei bilanci preventivi regionali si desse lettura solo dei titoli e delle categorie e non anche di tutti i capitoli in cui sono suddivisi i bilanci preventivi.

Dichiara inoltre di ritenere che, dopo una così lunga ed approfondita discussione generale sul progetto di bilancio in questione, sia un dovere della maggioranza consiliare di portare a termine anche l'esame particolareggiato del progetto di bilancio di cui si tratta.

Il Presidente, MONTESANO, rileva, a sua volta, che anche nel passato, in sede di esame dei progetti di bilancio preventivo regionale, era sempre stata omessa la lettura dei singoli capitoli in cui detti bilanci erano suddivisi.

Propone, pertanto, di seguire anche quest'anno la prassi costantemente seguita nel passato.

Osserva, d'altra parte, che i Signori Consiglieri possono benissimo chiedere chiarimenti e formulare osservazioni sui vari capitoli del progetto di bilancio in esame in sede di discussione delle categorie nelle quali sono compresi detti capitoli.

Rileva che, in caso contrario, per ultimare l'esame del progetto di bilancio di cui si tratta saranno necessarie ancora una decina di ore di discussione.

Il Consigliere FOSSON osserva che quanto sta avvenendo in questo momento in aula non è mai successo in precedenza, perché si è già dato il caso di prolungare di un'ora e due la discussione su un determinato argomento per ultimarne la trattazione, ma non è mai successo che, ad un'ora già così inoltrata della sera, si decidesse di proseguire la discussione su di un progetto di bilancio preventivo ragionale per ultimare la discussione stessa senza interruzioni.

Fa presente che la minoranza consiliare, come ha già sviluppato ampiamente la discussione generale sul progetto di bilancio in esame, intende procedere ad un altrettanto approfondita discussione sui singoli capitoli in cui il progetto di bilancio è suddiviso e non limitarsi ad una semplice lettura dei capitoli stessi.

Dichiara che la minoranza consiliare è disponibile per discutere ampiamente, in sede di Consiglio, di tutti i problemi interessanti l'attività della Regione, e non solo il problema riguardante il progetto di bilancio di previsione.

Aggiunge che, per far questo, è però necessario che la maggioranza consiliare dimostri di essere aperta ad un proficuo dialogo con la minoranza, tralasciando ogni recondita intenzione di ingannare la minoranza consiliare.

Quindi, - egli dice -, se siamo d'accordo possiamo anche procedere alla semplice lettura dei titoli e delle categorie del progetto di bilancio preventivo in questione a condiziono, però, che la maggioranza consiliare non insista nel voler continuare ora la discussione su detto argomento, allo scopo di limitare e affrettare la discussione, perché in questo caso la minoranza consiliare non è disposta a subire alcuna coercizione in tale senso.

Osserva che, se si trattasse di un argomento di minore importanza, la minoranza consiliare potrebbe anche concordare sulla necessità di proseguire per qualche tempo la discussione onde arrivare alla definizione dell'argomento.

I Consiglieri GERMANO e MANGANONI, di fronte alla impossibilità dell'Assessore Bordon di dare risposta a loro ulteriori domande in ordine al capitolo 2 del progetto di bilancio in esame, insistono ancora affinché la discussione in corso sia rinviata alla seduta antimeridiana di domani.

Il Presidente, MONTESANO, osserva che nella storia del Consiglio Regionale della Valle d'Aosta non si è mai verificata una situazione analoga a quella attuale. In considerazione dell'importanza dell'oggetto in discussione e allo scopo di salvaguardare la dignità del Consiglio, esorta i Signori Consiglieri ad essere concilianti e ad accogliere la sua nuova proposta di proseguire ancora per un po' di tempo la discussione sul progetto di bilancio preventivo della Regione per l'anno 1967 in questa seduta pomeridiana e di rinviare l'ultimazione della discussione su detto argomento alla seduta antimeridiana di domani mattina.

Il Consigliere FOSSON osserva che non vi è alcun motivo perché la maggioranza insista nel voler continuare la discussione sul bilancio, perché è prevista una nuova seduta consiliare nella giornata di domani, durante la quale è possibile in 3 o 4 ore di discussione ultimare l'esame del progetto di bilancio preventivo di cui si tratta.

Ribadisce che la minoranza consiliare non fa una questione di principio sul fatto di leggere per esteso o solo per sommi capi il progetto di bilancio preventivo, ma che non intende però subire alcuna coercizione da parte della maggioranza consiliare.

Ritiene che il Presidente del Consiglio, così come ha il potere discrezionale di predisporre l'ordine del giorno delle adunanze, abbia anche il potere discrezionale di sospendere una seduta senza chiedere per questo una votazione da parte del Consiglio.

Prega quindi il Presidente del Consiglio di voler riesaminare la proposta di rinvio della discussione in corso alla seduta antimeridiana di domani.

Il Presidente, MONTESANO, fa presente di non poter chiudere l'adunanza nel corso della discussione in mancanza di un unanime accordo del Consiglio in tale senso.

Chiede, pertanto, agli esponenti della maggioranza consiliare di voler riesaminare la possibilità di aderire alle varie e insistenti richieste di sospensione e di rinvio della discussione alla adunanza antimeridiana di domani.

Segue sull'argomento una breve discussione, alla quale partecipano il Presidente della Giunta, BIONAZ, ed i Consiglieri FOSSON e MANGANONI, e al termine della quale il Presidente, MONTESANO, dichiara quanto segue:

"Per la responsabilità che io ho delle sedute del Consiglio preso atto delle intenzioni espresse dal Consigliere Manganoni, a nome della minoranza consiliare, di voler fare il braccio di ferro nei confronti della posizione assunta dalla minoranza consiliare, e tenuto conto della promessa fatta dalla minoranza stessa che nella seduta di domani non avrebbe nulla in contrario a seguire nella discussione del progetto di bilancio la prassi in precedenza seguita in simili occasioni, per uscire dalla attuale incresciosa situazione, propongo che i Capi Gruppo si riuniscano per trovare di comune accordo una via di uscita a detta situazione".

Il Consigliere FOSSON dichiara che non è necessario che i Capi Gruppo si riuniscano fuori dall'aula consiliare per decidere su questa questione.

Ribadisce che la minoranza consiliare, se sarà accolta la sua richiesta di rinviare la discussione in corso alla seduta di domani, non sarà contraria a seguire la prassi in passato già seguita per l'esame del progetto di bilancio, fermo restando che ogni Consigliere potrà chiedere i chiarimenti che riterrà opportuno di avere sui vari capitoli del bilancio stesso in sede di esame delle singole categorie del bilancio.

Il Presidente della Giunta, BIONAZ, dichiara di concordare sulla proposta del Presidente, Montesano, per quanto riguarda la riunione dei Capi Gruppo.

Gli Assessori BALESTRI e COLOMBO dichiarano, a loro volta, di concordare su detta proposta.

Il Presidente, MONTESANO, invita i Capi Gruppo a voler esprimere immediatamente, in aula, il loro punto di vista sulla proposta del Presidente.

Chiede ancora se la minoranza consiliare sia d'accordo di seguire la prassi già seguita negli anni precedenti per l'esame del progetto di bilancio preventivo in esame, qualora la maggioranza consiliare accogliesse la richiesta di rinvio della discussione in corso alla seduta antimeridiana di domani.

I Consiglieri CAVERI e GERMANO, a nome dei rispettivi Gruppi consiliari, rispondono affermativamente alla domanda del Presidente.

Il Consigliere CHABOD dichiara di non essere favorevole alla proposta di rinvio della discussione del bilancio alla seduta di domani, perché non si può fare alcun affidamento sulle promesse fatte dalla minoranza consiliare.

Il Consigliere ALBANEY dichiara di essere favorevole a rinviare la discussione sul progetto di bilancio alla seduta antimeridiana di domani.

Il Consigliere PEDRINI dichiara di essere favorevole a continuare, se occorre, la discussione sul progetto di bilancio fine all'esaurimento della discussione stessa.

Il Presidente, MONTESANO, preso atto che i Consiglieri del Gruppo socialista hanno già abbandonato l'aula consiliare, sospende la seduta e rinvia la continuazione della discussione sul bilancio alle ore 9 di domani, dando atto dell'impegno, assunto dalla minoranza consiliare, di seguire la prassi già seguita in passato per l'esame del progetto di bilancio preventivo della Regione.

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Si dà atto che l'adunanza ha termine alle ore ventuno e minuti cinquantacinque e viene rinviata alle ore nove di domani, 2 marzo 1967.

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Letto, approvato e sottoscritto.

IL PRESIDENTE

(Montesano Prof. Dr. Giuseppe)

IL CONSIGLIERE SEGRETARIO

(Siggia Avv. Giovanna in Bianco)

IL SEGRETARIO ROGANTE

(Brero Dr. Attilio)