Oggetto del Consiglio n. 462 del 9 ottobre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 462/79 - Disegno di legge regionale concernente: "Interventi regionali per il recupero occupazionale in Comune di Cogne a seguito della chiusura della miniera della Società Nazionale Cogne".
La chiusura della miniera di Cogne, di proprietà della Società Nazionale Cogne, decretata in seguito all'approvazione del piano IRI-FINSIDER riguardante il riassetto del settore degli acciai speciali, ha sollevato un grave problema occupazionale che interessa l'economia di tutta la popolazione di Cogne e della Valle d'Aosta.
La situazione è resa oltremodo critica poiché, da parte dei competenti organi nazionali, la chiusura della miniera di Cogne è stata deliberata senza che venisse prima elaborato e sviluppato un serio ed articolato programma per l'insediamento di una valida e sicura attività sostitutiva nella zona interessata, tale da assicurare il posto di lavoro ai circa 180 dipendenti della miniera.
Si rammenta, a questo proposito, come lo sfruttamento della miniera di Cogne abbia dato la possibilità a gran parte della popolazione ivi residente di vivere decorosamente senza dover emigrare, permettendo, nel contempo, di avviare e sviluppare delle iniziative turistiche amministrate direttamente o organizzate dalla popolazione locale evitando in tal modo speculazioni edilizie ed imprenditoriali riscontrate altrove.
Tralasciando la travagliata cronistoria di come si è pervenuti alla grave situazione attuale, ricordando peraltro il continuo ed assiduo interessamento dell'Amministrazione comunale di Cogne e degli organi regionali, nonché delle varie organizzazioni sindacali presso gli organi decisionali centrali per una soluzione del problema del giacimento minerario, si ritiene qui opportuno sottolineare la necessità e l'urgenza di trovare concreti interventi e iniziative che consentano la ripresa di attività turistiche e produttive sostitutive in loco, atte a salvaguardare il livello occupazionale in Cogne e ad evitare lo spopolamento ed il declino di tutta l'economia locale.
In quest'ottica l'Amministrazione regionale, di concerto con il Comune di Cogne, considerato che in detto Comune esiste un notevole patrimonio edilizio di proprietà della Società Nazionale Cogne che rischia di essere utilizzato per iniziative speculative, si è impegnata, nei confronti della Società stessa, in una azione volta al fine di una utilizzazione pubblica degli immobili in questione pervenendo, in tal modo, all'immediata consegna ed occupazione delle aree e immobili sociali, in attesa di una loro futura formale locazione alla Regione, con facoltà di sublocazione e con possibilità di opzione alla vendita alla Regione stessa.
Si è in tal modo reso possibile proporre, in tempi brevi, iniziati ve a carattere industriale-turistico-alberghiero e artigianale che prevedono l'utilizzo di detto patrimonio.
Si è, inoltre, raggiunto con la Ditta "Sottini S.p.A. - Robinetteria", di Gozzano (NO), un'intesa per l'installazione, in Cogne, di una nuova attività aziendale-industriale per la produzione di semilavorati in lega di ottone fusi, torniti e lucidati per robinetteria civile.
La Società all'uopo costituita dal Gruppo Sottini si impegna ad assumere 25 unità lavorative circa, a cui se ne aggiungeranno altre 25 dopo una prima fase di avvio dell'attività produttiva, con precedenza per gli abitanti del Comune di Cogne e Comuni limitrofi, con la sola eccezione del personale tecnico specializzato.
La Società ha sede sociale legale e fiscale in Cogne per tutta la sua durata impegnandosi inoltre, a parità di condizioni, a dare priorità ad iniziative nell'ambito del territorio della Valle d'Aosta per quanto riguarda nuovi investimenti.
Inoltre, stante la competenza e serietà che contraddistinguono il Gruppo Sottini e che ben predispongono per la buona riuscita dell'operazione, si ritiene opportuno sostenere tale iniziativa mediante incentivi finanziari per bilanciare i rischi, i problemi e le difficoltà di una localizzazione industriale in un Comune montano, situato in una vallata attraversata da una strada tortuosa e stretta, non facilmente accessibile e talvolta, durante la stagione invernale, addirittura, interrotta.
La Giunta regionale, ribadendo il carattere eccezionale dell'intervento teso al recupero occupazionale in Comune di Cogne, propone in merito le seguenti misure finanziarie:
1.- concessione di un contributo, fino all'ammontare di lire 200 milioni, da liquidare alla società CO.ROS. in cinque annualità uguali e costanti a decorrere dal 1980;
2.- concessione della garanzia fideiussoria nell'interesse della citata società fino alla concorrenza di lire 280 milioni, a garanzia di finanziamenti da contrarre dalla società stessa con uno o più istituti di credito;
3.- partecipazione azionaria della Regione in una società avente per scopo la locazione finanziaria alla società CO.ROS. di impianti, attrezzature, macchinari e mobili.
L'insieme degli interventi regionali di carattere straordinario, a fronte della prospettata situazione occupazionale nel Comune di Cogne, subirà sulla base di quanto previsto al secondo comma dell'articolo 1, opportune forme di controllo regionale rivolte al raggiungimento del fine previsto al primo comma dello stesso articolo 1.
Inoltre, la partecipazione azionaria regionale in una società finanziaria avente per scopo la locazione alla Società CO.ROS. di impianti ed attrezzature, garantisce la Regione nel modo seguente:
a) - il patrimonio regionale viene aumentato della quota azionaria sottoscritta dalla Regione;
b) - il macchinario, le attrezzature e gli impianti restano, per la quota di capitale sottoscritto, di proprietà regionale:
Le spese derivanti a carico del bilancio regionale per l'applicazione della presente legge ammontano:
a) - lire 40 milioni per gli anni 1980 e seguenti fino all'anno 1984 compreso per effetto dell'articolo 2;
b) - lire 5 milioni per gli anni 1980 e seguenti fino all'anno 1984 per effetto dell'articolo 3;
c) - lire 540 milioni per l'anno 1979 per effetto dell'articolo 4.
I finanziamenti della spesa per l'anno 1979 trovano riscontro in maggiori entrate spettanti alla Regione sui fondi previsti dell'articolo 2 della legge 10 maggio 1976 n. 386.
La maggiore entrata di lire 540 milioni è giustificata dalla ripartizione, proposta dal Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica ed approvata dalla Commissione prevista dall'articolo 13 della legge 16 maggio 1970 n. 281, di ulteriori disponibilità sui fondi per i programmi regionali di sviluppo.
La maggiore entrata derivante alla Regione per effetto della succitata ripartizione ammonta a lire 2.942.074.280, che viene utilizzata per lire 540 milioni con il presente disegno di legge.
Per le spese a carico dei bilanci regionali dal 1980 al 1984 si provvederà iscrivendo i relativi oneri nei corrispondenti bilanci.
Per i motivi suesposti la Giunta regionale presenta, quindi, all'approvazione del Consiglio l'allegato disegno di legge concernente "INTERVENTI REGIONALI PER IL RECUPERO OCCUPAZIONALE IN COMUNE DI COGNE A SEGUITO DELLA CHIUSURA DELLA MINIERA DELLA SOCIETA' NAZIONALE COGNE".
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Disegno di legge n. 116
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ____________________ n. _________: "Interventi regionali per il recupero occupazionale in Comune di Cogne a seguito della chiusura delle miniere della società nazionale Cogne".
Il Consiglio regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta
PROMULGA
la seguente legge:
Articolo 1
La Giunta regionale è autorizzata ad adottare i provvedimenti di cui ai successivi articoli per il recupero occupazionale nel Comune di Cogne a seguito della chiusura delle miniere della società nazionale Cogne.
Le forme di controllo regionale intese a garantire il raggiungimento del fine di cui al comma precedente, saranno previste da apposita convenzione da stipulare dalla Giunta regionale con la società indicata al successivo articolo 2.
Articolo 2
La Giunta regionale è autorizzata a concedere, a decorrere dall'anno 1980, alla società CO.ROS srl con sede in Cogne un contributo fino all'ammontare massimo di £. 200 milioni, da liquidare in cinque annualità uguali e costanti entro il mese di maggio di ogni anno. Al fine di perseguire con maggior incisività lo scopo indicato al precedente articolo 1, la Giunta regionale, sentita la commissione consiliare per l'industria, il commercio e l'artigianato, potrà disporre per la liquidazione del contributo in annualità diverse per numero ed importo da quelle determinate al precedente comma, con rispetto del limite dell'intervento complessivo concesso e della relativa copertura finanziaria.
Articolo 3
La Giunta regionale è autorizzata a concedere la garanzia fideiussoria della Regione, nell'interesse della CO.ROS s.r.l. con sede in COGNE fino alla concorrenza di lire 280 milioni, del finanziamento da contrarre dalla predetta società con uno o più Istituti di Credito.
La garanzia fideiussoria ha validità quinquennale a decorrere dall'1.4.1980.
Articolo 4
La Giunta regionale è autorizzata a contrarre una partecipazione azionaria in una società avente per scopo la locazione finanziaria di impianti, attrezzature, macchinari e mobili alla società di cui all'articolo 2.
La Partecipazione della Regione potrà essere ragguagliata al 90% del capitale azionario e comunque nel limite della somma di lire 540 milioni.
Articolo 5
Presidente della Giunta regionale e, in caso di sua assenza o di impedimento, l'Assessore regionale alle Finanze, è autorizzato a sottoscrivere gli atti necessari per la concessione, a nome e per conto della Regione, della garanzia fideiussoria di cui all'art. 4 della presente legge, e a provvedere agli atti conservativi dei diritti della Regione e al recupero delle somme eventualmente risultanti a credito della Regione stessa nonché la convenzione di cui al 2° comma dell' articolo I.
Articolo 6
L'onere a carico del bilancio della Regione per l'anno 1979 previsto in lire 540.000.000 graverà sul capitolo 2567 che si istituisce nella parte spesa del bilancio della Regione per 1' anno 1979 con la seguente denominazione "Spese per la sottoscrizione di titoli azionari di società avente per scopo la locazione finanziaria di impianti, attrezzature, macchinari, mobili (legge regionale _________).
Alla copertura dell'onere di £. 540.000.000 di cui al comma precedente, si provvede con le maggiori entrate, già accertate derivanti alla Regione per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo (legge 16.5.1970, n. 281 art. 9 e successive modificazioni).
Gli oneri annui di cui ai precedenti articoli 2 e 3, determinati rispettivamente in £. 40.000.000 e lire 5.000.000, gravanti sugli esercizi dal 1980 e con scadenza al 1984 saranno iscritti con la legge di approvazione dei relativi bilanci.
Articolo 7
Al bilancio di previsione della Regione per l' anno 1979 sono apportate le seguenti variazioni:
Parte Entrata
Variazioni in aumento
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Cap. 920 |
Fondi assegnati dallo Stato per il finanziamento dei programmi regionali di sviluppo |
£. 540.000.000 |
Parte Spesa
Variazioni in aumento
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Cap. 2567 |
(di nuova istituzione) Spese per la sottoscrizione di titoli azionari di società aventi per scopo la locazione di impianti, attrezzature, macchinari e mobili (legge regionale _________) |
£. 540.000.000 |
Articolo 8
La presente legge è dichiarata urgente a sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Faval (U.V.) - Le Commissioni consiliari per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica e per l'Industria, Commercio e Artigianato, nella riunione congiunta tenutasi il 5 ottobre, hanno espresso il seguente parere: Manganone, Chabod, De Grandis, Salvadori e Voyat: parere favorevole per l'approvazione del disegno di legge; Berti, Cout, Minuzzo, Nebbia, Pollicini e Tonino: parere in linea di massima favorevole, con riserva di esprimere in aula il proprio giudizio definitivo. Riccarand ha in desiderio di esprimere in aula il proprio giudizio definitivo.
Diamo la parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - La logica di questo disegno di legge è uguale a quella del disegno di legge precedente, anche questo è stato discusso e concordato. A Cogne, a seguito della chiusura della miniera, si era verificata una situazione particolarmente pesante e, anche su sollecitazione del Consiglio, la Giunta regionale ha ritenuto di dover cercare delle possibili soluzioni alternative. Dico brevemente che vi sono tre tipi di intervento in corso: uno con il recupero del villaggio minatori che sarà adibito a villaggio turistico, recupero che sarà graduale e che potrà essere assistito con dei fondi del fondo di rotazione; uno attraverso una cooperativa di falegnami di Cogne, che si è già costituita e che potrà occupare una ventina di persone; e, il terzo, che è quello in discussione, che prevede l'installazione di un'industria che produce rubinetteria di lusso, industria che abbiamo visitato e che, sul piano della capacità, dà la massima garanzia, ma che per andare a Cogne richiede un tipo di intervento straordinario e particolarmente avvantaggiato in quanto, evidentemente, potrebbe con minore spesa stabilirsi altrove.
Le trattative sono state condotte sia con la società, sia a Roma e, rispetto al disegno di legge precedente, l'unica innovazione di rilievo è quella dell'articolo 4. Qui, per nostra fortuna, non vi era a che fare con un fallimento, e non vi era da provvedere per il recupero di macchinari di magazzino (il più giovane dell'IMVA credo abbia la mia età, per quanto non dimostrata); è già più di vent'anni che il magazzino esiste, di conseguenza non vi è una data cifra per liquidare il passato, ma vi è una formula speciale, che è quella di una società a partecipazione regionale. La Giunta regionale è autorizzata a contrarre una partecipazione azionaria in una società avente per scopo la locazione finanziaria di impianti, attrezzature e macchinari e mobili della società di cui all'articolo 2...della Giunta può essere data al 90%...e comunque nei limiti della somma di lire 540 milioni. Questa è, evidentemente, un'agevolazione fortissima, è un'agevolazione specifica e speciale per un'instaurazione industriale in Cogne, con una previsione di occupazione fino ad ottanta dipendenti, tutti del posto. Vi sono già le domande di ex minatori della Cogne e, con soltanto il personale dirigente tecnico che potrà venire da fuori, questo è quanto si è potuto contrattare e ottenere, e evidentemente questa formula, che è eccezionale ed è legata alla situazione di Cogne, senza questo intervento regionale, in una società di leasing, per l'acquisto del materiale...non aprirebbero la fabbrica a Cogne.
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Stiamo a ripetere le considerazioni che avevamo fatto circa l'IMVA, anche perché, appunto, come ha ancora detto il Presidente, la logica dell'intervento è uguale, quindi direi che possiamo aggiungere solo alcuni elementi a questa legge che stiamo per andare a discutere.
Direi che nel Comune di Cogne c'è una situazione che è leggermente diversa per alcuni elementi. Diceva il Presidente che ci sono già prospettive occupazionali diverse: c'è una cooperativa costituita di falegnami, ci sono prospettive anche per quanto riguarda, penso, una cooperativa turistica; però tutte queste cose, ancora una volta, ci vengono presentate così, all'ultimo momento, in Consiglio, senza che noi possiamo dare una valutazione più complessiva sulla valutazione stessa. E direi che ci sarebbe effettivamente, invece, bisogno di un piano più complessivo che, tenendo ad esempio conto anche di altre proposte che sono venute in Consiglio circa il Comune di Cogne, per esempio circa la ferrovia che dovrebbe essere rimessa in funzione e che potrebbe avere tutta una serie di attinenze con questo, soprattutto nei mesi invernali, quando questa società, la CO.ROS., potrebbe trovare delle difficoltà a causa della neve o a causa delle valanghe che tengono chiuse per diversi giorni la strada per Cogne.
Direi quindi che, ecco, effettivamente ci sarebbe stato bisogno di un piano che tenesse conto di alcune valutazioni e, tra queste valutazioni, non vorrei non ricordare ad esempio qual è la consistenza del Sottini e soprattutto qual è il piano che il Sottini ha presentato per l'insediamento della CO.ROS. Di questo piano non abbiamo ancora avuto modo di prendere visione, se non alcuni richiami che vengono fatti nella relazione. Ci piacerebbe conoscere anche altre cose, ad esempio quale sarà l'investimento che ci mette Sottini...anche qui, ci sembra che l'investimento ed il rischio siano minimi. Appunto, in rapporto anche ad altre considerazioni che abbiamo già fatto circa la legge di intervento per l'IMVA, ci interesserebbe anche sapere come viene usato questo fondo perso di 200 milioni che viene dato alla CO.ROS....e che viene detto nella legge...c'è una novità di rilievo, come diceva il Presidente, un'agevolazione fortissima, che viene data attraverso questa introduzione di una società di leasing. Ecco, noi abbiamo l'impressione che questa società di leasing sia stata inventata un po' ad hoc per questa situazione.
Noi non siamo contrari in linea di massima, e abbiamo già avuto modo di esprimerlo in altre occasioni, non siamo contrari alle società di leasing, ma possibilmente che siano formate in modo diverso, dove si pensi almeno a far ritornare il capitale ed a vedere in che modo poi questo capitale dovrebbe poi ritornare. Addirittura qui la delega alla Giunta...non sappiamo che cosa capiterà, ad esempio, quando dovesse...speriamo di no...dovesse la società interessata fallire, cosa verrà fatto di questi macchinari. È una società di leasing, una struttura che, secondo noi, messa in piedi in questo modo, corre molto il pericolo di essere una struttura non adeguata...ecco, appunto. Per questo noi, invece di delegare, così, alla Giunta, saremmo stati piuttosto dell'idea di pensare effettivamente alla formazione di una società di leasing che rispondesse ad alcune caratteristiche, altrimenti sarebbe stato molto meglio passare una volta, ad esempio...passare attraverso i fondi di rotazione, oppure ipotizzare anche un'agevolazione di contratti con alcune società di leasing specializzate. Ricordiamo ancora che anche qui manca una convenzione, ad esempio con l'Associazione Valdostana Imprenditori sulla mobilità, in caso di fallimento, nel caso in cui rimangano dei posti di lavoro ancora scoperti, ma soprattutto, ecco, per questa legge in particolare, noi vogliamo sottolineare che, effettivamente, ancora una volta, ci è mancato il tempo per riflettere; ci sembra quindi un intervento abbastanza affrettato e, per alcuni aspetti, quindi, abbastanza intempestivo.
Un'altra caratteristica: l'eccezionalità dell'intervento...lo facevamo già rilevare per l'IMVA, e vogliamo sottolinearlo ancora...è il secondo intervento eccezionale e potrà diventare un terzo intervento eccezionale, per adesso, o per tutte le altre situazioni occupazionali della Regione...ecco, ancora una volta un intervento settoriale, un intervento parziale con pochi "interventi" per valutare...appunto, assieme a tutti gli altri interventi che verranno fatti in Comune di Cogne, ed ancora una volta, quindi, un intervento senza dei piani...sembra che la caratteristica di questa Giunta sia appunto quella di non volere assolutamente tenere conto dei piani di intervento! Tralascio il fatto che sarebbe necessario, appunto, pensare ad un ufficio da affiancare alla Giunta finché non ci siano degli interventi più ordinati, affinché il giorno dopo che gli imprenditori falliscono...sulle necessità del lavoro...sempre diminuito come valore...possa cominciare ad essere valutato in sé stesso, e che si riesca quindi, in base a tutte queste considerazioni, a mettere in piedi delle leggi che abbiano le necessarie garanzie di essere approvate dal Coordinamento.
Per questa legge, quindi, noi proporremmo degli emendamenti che ricalcano un po' quello che era lo spirito degli emendamenti che avevamo proposto per...
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Minuzzo.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Certamente come Partito ci rendiamo conto che il problema occupazionale di Cogne è molto più grave che non quello che poteva e che può sussistere a Verrès, perché la disoccupazione a Cogne significa creare delle ripercussioni collaterali che certamente non sapremo dove ci potrebbero portare.
Una cosa mi preoccupa della relazione del Presidente della Giunta e mi sembra giusto dirlo. Dal momento che il mio Partito fa parte di questa maggioranza, la sua funzione è quella di stimolo e - permettetemi - di controllo...sono rimasto colpito quando il Presidente ha detto che questa legge è stata concordata! Ecco, non vorrei che questa diventasse una prassi di questa Giunta il mettere il Consiglio di fronte al fatto compiuto: "non tocchiamo niente perché questo è concordato, se tocchiamo corriamo il rischio di non farla passare". Ho interpretato in questo senso le parole del Presidente, può essere che mi sia sbagliato, però quando il Presidente ha detto: "questa legge è stata concordata", mi sembra di avere capito queste cose.
Un'altra cosa di grossa preoccupazione per il mio Partito è il fatto che si vada a creare un precedente direi "abbastanza pericoloso": è quello dell'intervento sotto forma di leasing con partecipazione diretta della Regione. Un mese fa circa, un mese e mezzo fa, avevo chiesto all'Assessore Chabod di fare uno studio sulla - diciamo così - questione del leasing: non so se l'ha intrapreso o se lo sta facendo, perché in questo caso, e come questo caso potrebbero verificarsene degli altri in avvenire, la partecipazione della Regione in una società di leasing, per un...in un investimento industriale, chiaramente, può creare dei problemi in futuro che non si sa dove ci possono portare! Ad esempio, sarebbe molto meglio, a mio avviso, sarebbe stato molto meglio - perché ormai questa legge è così, e la voteremo così - che ci fosse stata una partecipazione della Regione sulla locazione ad una società di leasing, che però non ci fosse stata la partecipazione della Regione, perché dall'esperienza che abbiamo avuto, e non me lo auguro di cuore...mettiamo caso che fra sei mesi, sette mesi, un anno, quest'azienda decidesse di non operare più in Valle d'Aosta, chiedo al Presidente della Giunta cosa se ne fa di tutti questi macchinari che va ad acquistare come società di leasing! Fossero macchinari di utilizzo pratico, dico, ci sarebbe la possibilità anche di smerciarli, ma per macchinari di questo tipo ritengo che sia molto difficile trovare una sistemazione altrove - cosa che sarebbe molto più facile per una società di leasing che opera sul territorio nazionale - per piazzare con altre...questi macchinari, che certamente potrebbe trovare maggiore spazio di locazione.
Ecco, questa è una preoccupazione nostra, del nostro Partito, Signor Presidente: perché la partecipazione della Regione in insediamenti industriali. Per quanto riguarda poi la relazione, qui ci mancano le garanzie, direi anche manca una garanzia per i cittadini di Cogne, che vedono questo disegno di legge come un toccasana per la loro occupazione...quando si dice, a pagina 2, che: "La società all'uopo costituita dal Gruppo Sottini si impegna ad assumere 25 unità lavorative circa, a cui se ne aggiungeranno altre 25"...e andremo a verificarlo perché, come tutte le aziende, speriamo che la ditta Sottini abbia un buon avvenire; però mi preoccupa il fatto che poi qui dice: "con precedenza per gli abitanti del Comune di Cogne e Comuni limitrofi, con la sola eccezione del personale tecnico specializzato". Ecco, non vorrei che il personale tecnico specializzato fosse di venti unità, quindi se lo porta la Sottini...lei mi dice di no, Presidente, però qui non ci sono le garanzie di occupazione, non vorrei che fossero solo cinque le unità lavorative impiegate nel Comune di Cogne o nei Comuni limitrofi!
Ecco, torno a ripetere, questo è stato così...volevo sollevare alcune perplessità e preoccupazioni su questo disegno di legge. Nonostante questo, il mio Partito lo voterà perché il Presidente l'ha già concordato, e mi auguro che non sia una prassi normale instaurata da questa Giunta!
Faval (U.V.) - La parola al Vice Presidente Mappelli.
Mappelli (D.C.) - Mah, stavo facendo una riflessione, che se il Consiglio fosse sempre stato così attento e preoccupato ai problemi di Cogne, probabilmente la miniera non sarebbe ancora chiusa...Pollicini, non fare il solito provocatore, eh! Dunque, mi pare che, da parte...non è poi ben una risposta, il prossimo chiarimento lo prenda in quel senso, l'amico Cout, le sue preoccupazioni di una struttura non adeguata...non vi è dubbio che chi vi parla e altri si sono un po' preoccupati di trovare l'ideale per Cogne. Con questo non è che voglia dire che se altri hanno fatto altrettanto...però bisogna ammettere che non è facile trovare un qualcosa che richieda molta manodopera specializzata, eccetera. Questo tipo di produzione sofisticata ci darebbe l'occasione di parlare anche a uomini responsabili del settore dell'imprenditoria italiana, ma, purtroppo, non ho avuto possibilità dì soluzioni in quel senso, in questa società che dovrebbe produrre questo tipo di rubinetteria, diciamo dopo aver esaminato...anche da parte del Presidente della Giunta, e lo stesso Sindaco di Cogne, che è qui presente...hanno dovuto prendere atto che era una possibilità, anche se non l'ideale per la comunità di Cogne e, dunque, noi non dobbiamo, non dobbiamo fare qui, in questo momento, l'insalata russa o il minestrone, ma dobbiamo andare avanti con delle soluzioni di questo momento.
Anche il problema della ferrovia è stato esaminato, anche il problema della ferrovia potrebbe trovare una soluzione, però mi sembra che il Consiglio ha già motivo di impegno finanziario e che a nessuno è sfuggita la relazione del Presidente e il fatto che ci sono altre iniziative lodevoli, che rientrano nell'iniziativa imprenditoriale artigianale di Cogne, e che rientrano nell'iniziativa turistica di Cogne. Dunque questi due aspetti, questi due punti fermi, sono da noi ben accettati; dobbiamo essere responsabilmente concordi nel riconoscere la buona volontà della comunità di Cogne nell'intravedere delle soluzioni che lei stessa si è procurata e si vedrà gestire dalla comunità stessa questi due aspetti che sono: artigiano e turistico. Ora, per completare quelle necessità, dopo una valutazione serena di quella che era la situazione di occupazione nella comunità di Cogne, si riteneva che un'iniziativa di questo genere potesse essere inserita...certo, non può sfuggire anche qui, a nessuno, la preoccupazione che fra qualche anno non ci siano delle difficoltà di continuità, eccetera...Ma abbiate pazienza, non possiamo fasciarci tutta la testa perché non è che abbiamo la testa, che ce la siamo rotti, la testa, eppure dobbiamo avere un po' di ottimismo in questa iniziativa e nella garanzia che, io sono certo, da parte della Giunta verranno prese quelle garanzie necessarie onde tutelare gli eventuali nostri interessi... Su questo non vi sono dubbi, però d'altra parte dobbiamo pur invogliare, dobbiamo pur dare credibilità e aver fiducia in chi, ad un certo momento, ha avuto la buona idea di intravedere questa soluzione e di chi, su questa soluzione, bene o male, di impegni ne ha presi!
È evidente che da parte nostra seguiremo molto attentamente, abbiamo la possibilità di seguire, perché per quanto riguarda l'occupazione siamo rappresentati, il Consiglio è rappresentato nella Commissione regionale dell'occupazione, dunque in quella sede si potrà seguire molto attentamente certe preoccupazioni. In sede amministrativa, la Giunta ha tutti gli strumenti a disposizione per seguire quello che è l'impegno finanziario per quanto riguarda la questione di conduzione, eccetera, cioè la popolazione di Cogne, con la sua amministrazione, seguirà molto attentamente, come fino a questo momento...ha avuto l'iniziativa di seguire tutto l'impegno e lo svolgimento di questa struttura fino a questo momento, in quanto a monte di quanto noi stiamo per liberare ci sono già stati anche degli impegni e dei lavori che hanno dovuto garantire la possibilità per l'inserimento di questa nuova società. E dunque non dobbiamo essere troppo pessimisti anche se, purtroppo, ci siamo bruciati le dita in altre occasioni. Seguiremo molto attentamente lo svolgimento e l'impegno di questa società, sarà nostra cura assieme a tutti coloro che in questa società presteranno la loro attività, di...non dico controllare, ma dico - se sarà necessario - seguire, affinché non vi siano degli squilibri, eccetera, allo svolgimento di questo sviluppo, di questa iniziativa di Sottini. Piuttosto, ecco anch'io avevo, a un certo momento, alcune perplessità, perché vi è una piccola fonderia, eccetera...mi è stato garantito che, in merito, questa piccola fonderia non dovrebbe dare del danno sul piano turistico, e dunque, tolta questa preoccupazione, sono tranquillo e sereno nell'invitare il Consiglio a sostenere questa iniziativa. Per il resto, state tranquilli che la volontà politica e l'iniziativa degli amici di Cogne - comunità in cui mi configuro - non manca, e dunque anche i problemi tipo ferrovia saranno attentamente valutati e, se sarà necessario, ritorneranno in questa sede per ulteriori discussioni.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola in sede di discussione generale? La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Mah, io credo che l'atteggiamento rilassato e disattento di gran parte dei Consiglieri sia la dimostrazione, durante la discussione di questo disegno di legge...sia la dimostrazione più chiara del fatto che su questo disegno di legge il Consiglio non decide e non delibera proprio niente!
Noi ci troviamo di fronte ad un'operazione che è già avviata, scelte che già sono state fatte di fronte ad una legge che Minuzzo diceva "già concordata" - non so bene da chi, come - rispetto alla quale il Consiglio non ha nessun potere decisionale, nessun potere di intervento. Già sono state fatte delle delibere di Giunta per la sistemazione dell'area da utilizzare...per la questione stabilimento, già è stato fatto un progetto per la costruzione di uno stabilimento; tutte queste sono scelte fatte prima di investire il Consiglio che, ancora oggi, non ha neanche da questo disegno di legge i dati precisi su quale sarà l'entità effettiva dell'operazione e su quali saranno i costi di questa operazione. Già soltanto la sistemazione dell'area su cui costruire lo stabilimento...abbiamo visto sopra che per la destinazione di quell'area sono stati impegnati 110 milioni, non so quanti saranno, quali saranno le spese per la costruzione dello stabilimento...e qui, in compenso, nel disegno di legge abbiamo altri 765 milioni. Quindi un'operazione che andrà di gran lunga oltre il miliardo per...ecco, venticinque posti di lavoro...quanti sono, anche qui, è tutto quanto indefinito! Ecco, si tratta di un modo di procedere che a mio avviso è inaccettabile da parte del Consiglio, che può far molto comodo alla Giunta, che può far molto comodo all'Esecutivo o a qualcuno all'interno della Giunta o dell'Esecutivo, che fa quello che vuole e chiede semplicemente di alzare la mano, però penso che da parte dei Consiglieri sia un metodo inaccettabile. Fatta questa prima considerazione, se vogliamo di diritto, ma che comunque io personalmente tengo a ribadire, vorrei fare anche una considerazione.
Sono rimasto abbastanza sorpreso, anche piacevolmente sotto certi aspetti, dalla velocità con cui si è trovata una prima, diciamo parziale, limitata, soluzione al problema occupazionale di Cogne. E se questo, dico, mi sorprende, visti i tempi lunghissimi che in genere si hanno in tutte quante le cose, mi sorprende in modo positivo e piacevole, e va bene penso per Cogne, però nello stesso tempo non posso non pormi il problema...ma come? Se per Cogne, in una località così disagiata che durante certi periodi dell'anno rimane anche isolata, si è trovato un embrione, una piccola discutibile soluzione, comunque si pensa di avviare una produzione industriale, di piantare uno stabilimento...si è individuata una società disposta, a condizioni evidentemente gravose per la Regione, ad andare a stabilirsi lassù, io mi chiedo: ma come? Allora da parte della Giunta regionale non c'è la capacità di avviare un politica di ricerca di società, una politica di investimenti per il fondovalle, per le zone - diciamo così - più vicine all'autostrada, più accessibili dal punto di vista dei trasporti? Ecco, mi sembra la domanda più semplice, la cosa più immediata che viene alla mente se si riesce a ipotizzare ed a dislocare un'azienda industriale a Cogne, cosa che io non contesto, va benissimo anche, può andare bene, non...è discutibile, ma dico...ma cosa? A maggior ragione penso che questo potrebbe essere ipotizzabile per il fondovalle per le zone in cui non sono, e questo potrebbe essere fatto con oneri per la Regione molto inferiori di quelli che evidentemente richiedono allo stabilimento. Ecco, quindi evidentemente tutta questa assenza di politiche industriali da parte della Regione ha una conferma ulteriore, secondo me, in questo disegno di legge, perché in questo caso si è visto che quando ci si è voluti muovere, quando si è voluto cercare qualcosa...discutibile, poco, però si è trovato in una situazione che era estremamente difficile, su cui era strettamente difficile...a maggior ragione dovrebbe essere più facilmente...per localizzare insediamenti industriali, stabilimenti industriali nelle zone del fondovalle che sono evidentemente molto più accessibili per un'attività come quella industriale.
Il Consigliere Mappelli, nel suo intervento, ha accennato ad un problema di cui non ho sentito...su cui non ho sentito parlare il Presidente della Giunta, e cioè: che tipo di produzione farà questa azienda? Ecco, questo problema dei rischi di inquinamento...esistono realmente, non ci sono, e in che misura? Ecco, è un problema - io credo - rispetto al quale il Consiglio deve essere informato, perché qui, anche qui, su questo non si sa assolutamente niente!
Presento sul disegno di legge gli stessi emendamenti che ho presentato nei confronti del disegno di legge dell'IMVA e ritengo che una serie di giustificazioni che il Presidente della Giunta ha introdotto nel caso dell'IMVA, cioè il fatto che la società nuova dovrebbe acquistare macchinari vecchi, non valgono assolutamente per questa nuova società; quindi, a maggior ragione, penso che una serie di emendamenti che erano stati proposti per l'IMVA dovrebbero valere per questo nuovo stabilimento di Cogne.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola in sede di discussione generale? Se nessun altro chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.
Maquignaz (D.P.) - Mah, prima di entrare nel merito di questa iniziativa, volevo anch'io condividere, almeno parzialmente, alcune considerazioni già fatte dal Consigliere Cout, da Riccarand e dal Consigliere Minuzzo.
Noi saremmo sempre d'accordo sulle iniziative che tendono a trovare un discorso di valorizzazione della manodopera nel Comune di Cogne, non è su questo che volevo discutere, è sul metodo che la Giunta ha presentato questo discorso, un problema estremamente importante per garantire l'occupazione a Cogne, e ci vediamo all'ultimo momento presentare un provvedimento in Consiglio regionale che comporta poi, tra l'altro, un massiccio investimento da parte della Regione, senza che ci sia stato un adeguato dibattito, non solo nelle Commissioni, ma in Consiglio regionale! Mi sembrano questi, a prescindere dalle votazioni di merito sul provvedimento, dei metodi che io considero inaccettabili, anche per la considerazione che, in questo modo, i Consiglieri regionali non possono esprimere un giudizio sereno su questo provvedimento di legge, che mi sembra improvvisato e non mi sembra studiato nei minimi particolari.
Io mi limiterò soltanto a fare alcune considerazioni, a fare alcune domande per cercare di capire bene questo tipo di intervento e quali garanzie ci sono per l'occupazione in Comune di Cogne, tenuto conto che, poi, la Regione qui interviene con un massiccio investimento che consiste in un contributo di 200 milioni a fondo perso. C'è una garanzia fideiussoria fino a 280 milioni, poi la Regione interviene con quest'altra società con il novanta per cento con un ammontare di circa 540 milioni, quindi con un intervento veramente oneroso per la Regione. Ecco, le domande che io brevemente voglio fare sono le seguenti (e queste le faccio non per spirito di polemica, ma soltanto per cercare di capire che tipo di provvedimento devo andare a votare perché, in base alla discussione fatta, io non ho capito bene il senso, lo scopo e che tipo di garanzia ci sarà per l'occupazione del Comune di Cogne).
Volevo chiedere se sono state studiate altre soluzioni più confacenti con il paese, la vocazione turistica, per garantire l'occupazione, e faccio alcuni esempi: il Presidente della Giunta ha già accennato che c'è in corso uno studio per realizzare un villaggio turistico, una cooperativa di falegnami...vorrei chiedere se non è possibile studiare altre forme di investimento consistenti in strutture alberghiere, commerciali e poi se si è valutata la possibilità di costruire degli impianti di risalita a Cogne, perché a me risulta che a Cogne si possono costruire degli impianti di risalita e l'unica difficoltà consiste nel fatto che il Parco, come al solito, si rifiuta di esaminare questa soluzione, perché il Parco deve essere mantenuto inviolato - e su questo sono anche d'accordo - ma non sono più d'accordo quando il Parco, per rimanere inviolato, va a danno delle popolazioni locali. Altra cosa che volevo chiedere: cosa dice il Comune di Cogne? Io so che il Comune di Cogne è d'accordo su queste iniziative, però so anche che il Comune di Cogne è d'accordo a garantire l'occupazione in questo Comune. Io vorrei sapere se il Comune di Cogne ha visto ed è a conoscenza di questa delibera, di questa delibera che a mio avviso non dà queste garanzie, perché un conto è essere d'accordo su questa iniziativa, e un conto è essere d'accordo su quel provvedimento materiale che dovrebbe percepire la volontà della popolazione di Cogne o del Comune di Cogne! Altra cosa: volevo chiedere se sono stati sentiti altri imprenditori...io non metto in dubbio che questa società sia seria, però penso che ci siano altre società che magari possono dare, se non le stesse garanzie, almeno garanzie...forse garanzie superiori alla stessa CO.ROS.. Un'altra cosa che volevo chiedere è se è stato fatto un sondaggio in loco per valutare iniziative economiche e locali, perché penso che se la Regione interviene in modo così massiccio, penso senz'altro che la popolazione, dovutamente informata, è, sarebbe in grado di esprimere magari un gruppo di operatori locali in grado di fare degli investimenti e garantire, in tal modo, l'occupazione.
E poi un'altra cosa volevo chiedere: quali garanzie in effetti dà la CO.ROS.? Qui volevo fare alcune considerazioni per riferirmi a pagina 2-3 della relazione illustrativa...a pagina 2, in fondo, si dice: "La società all'uopo costituita dal Gruppo Sottini si impegna ad assumere 25 unità lavorative circa", e siamo d'accordo, però nella legge non si parla di unità lavorative, a cui si aggiungeranno altre venticinque dopo una prima fase di avvio dell'attività produttiva. Che garanzie ci sono in questo senso qua, e che cosa significa "dopo una prima fase di avvio dell'attività produttiva, con precedenza tra gli abitanti del Comune di Cogne"? Altro problema: è possibile questo? Con la sola eccezione del personale tecnico specializzato, e quindi mi riferisco a quanto ha già detto il Consigliere Minuzzo, vorrei sapere a quanto ammonta il personale tecnico specializzato, perché se ammonta a dieci/quindici unità, allora non si può essere d'accordo. Faccio queste considerazioni per cercare di capire fino a che punto c'è una logica in questo tipo di intervento. A pagina 3, poi, ancora qui si parla di "concessione della garanzia fideiussoria nell'interesse della citata società fino alla concorrenza di lire 280 milioni, a garanzia di finanziamenti da contrarre dalla società stessa con uno o più istituti di credito"...ecco, si tratta dei fondi di rotazione? Ecco, chiedo, altra domanda, perché qui non è spiegata nella relazione. Poi, al punto 3: "partecipazione azionaria della Regione in una società avente per scopo la locazione finanziaria alla società CO.ROS. di impianti, per attrezzature, macchinari e mobili", e mi chiedo: a quanto ammonta il costo di questi impianti? Che tipo di impianti sono? Ecco, poi un'altra cosa che volevo chiedere: quali garanzie sul fatto che la Regione, successivamente, non sarà poi ancora obbligata a intervenire? Ultimo punto...da quanto ho capito dall'articolo 1 della legge, il 2° comma, che dice...recita: "Le forme di controllo regionale intese a garantire il raggiungimento del fine di cui al comma precedente saranno previste da apposita convenzione"...ecco, a me pare che sia impossibile dare un giudizio sereno se non sappiamo il contenuto di questa convenzione, quando sarà fatta.
Quindi, nella sostanza, noi siamo d'accordo sul fatto che si debba intervenire anche con finanziamenti della Regione per garantire l'occupazione al Comune di Cogne, però vorremmo che fossero date delle adeguate garanzie, perché in effetti poi l'occupazione venga garantita. Per quanto riguarda poi la convenzione, mi pare fondamentale sapere i termini e il contenuto della convenzione. Faccio alcuni esempi: a quanto ammonta il personale da assumere? Il personale da assumere è previsto nella relazione iniziale, ma non è previsto nella legge; l'entità del personale specializzato, l'impegno e le relative garanzie di continuità dell'azienda, garanzie sul fatto che la Regione non dovrà poi intervenire con nuovi capitali per il futuro, compatibilità dell'impianto con l'economia turistica di Cogne bis...si è parlato di una fonderia, però qui pare che la fonderia non danneggi, non porti dei danni...io questo non lo so, è un fatto tecnico.
Altre considerazioni non vi son da fare, se non sul fatto che, a nostro avviso, è molto difficile esprimere un giudizio sereno su questa legge, non perché non siamo d'accordo sul tipo di intervento, ma perché ci pare che l'intervento e che le garanzie date con questa legge non siano sufficienti...perlomeno non sembrano essere chiare.
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Clusaz.
Clusaz (U.V.) - Mah, nel suo intervento Riccarand si è dimenticato di dire una grande realtà... Riccarand dice: "ma se si trova una parziale e discutibile sistemazione a Cogne, dove i costi di trasporto e le spese, eccetera, sono più gravosi, la Regione deve estendere un onere maggiore, a maggior ragione - dice - si deve trovare una soluzione per la Bassa Valle"...d'accordo, però, come dicevo prima, Riccarand si è dimenticato di una grande realtà...non dobbiamo dimenticare che Cogne alla collettività ha dato tanto e poco, troppo poco, ha avuto come contropartita...e bene quindi ha fatto la Giunta a portare all'esame del Consiglio questo disegno di legge.
Ovviamente, il nostro parere, il nostro voto, sarà favorevole.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Mappelli.
Mappelli (D.C.) - Sì, non intendevo più prendere la parola, ma mi sento moralmente obbligato a farlo per chiarire e dissipare l'attuale dubbio.
Quando si chiuse la miniera di Cogne, il Consiglio nominò in quell'occasione una Commissione; ora, non ho dei giudizi su questa Commissione perché siamo tutti adulti e vaccinati per capire cos'è che ha potuto fare quella Commissione, però sin d'allora e sin da quella sede, sia da altre persone che rappresentavano il Consiglio, sia dal Sindaco di Cogne, sia dal sottoscritto, e anche dopo...e non ho idea di chi l'abbia pubblicato sui giornali, ma è chiaro che si è dovuto intervenire affinché tutto il patrimonio di Cogne fosse stato messo a disposizione...e questo lo sapevate perfettamente, perché il Sindaco di Cogne, che è qui presente, lo ha detto alla radio, alla televisione, scritto sui giornali. Il Presidente della Giunta era intervenuto in questo senso, ed era giusto che anch'io nel mio piccolo facessi altrettanto, ma mettere a disposizione questo patrimonio significava poter avere la possibilità di tutte e tre le iniziative...perché non vorrei dire, ma ho l'impressione che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta non conosca sufficientemente tutto quanto è successo "in quel di Cogne"! E allora ho il dovere morale di richiamare la vostra attenzione sulla questione del Villaggio Anselmetti, che sarà giustamente trasformato in un'iniziativa turistica, che prima ho già sottolineato...questo patrimonio viene messo a disposizione di una specie di cooperativa di giovani di Cogne; l'Amministrazione comunale ne ha sollecitato la composizione, e dunque ci sarà un'iniziativa in quel senso e ci dovrà essere un finanziamento da parte della Regione per completare, per modificare, permettere le condizioni affinché questa iniziativa vada avanti: primo punto.
Secondo: la questione dell'iniziativa artigiani. È altrettanto vero che questa iniziativa, oltre a dei mutui che la Regione dovrà certamente dare, fideiussione o dare dei prestiti...io questo ancora non lo so, ma lo si esaminerà con tutta la serenità che il caso comporta...anche qui, non è che si possa costruire dei capannoni. A Cogne ci sono, amici...Cogne è sacrificata perché da una parte c'è il Parco, dall'altra parte ci sono i Prati di Sant'Orso, dall'altra parte ancora ci sono tutti i privati...bisogna pur trovare delle soluzioni! Cogne è un paese che è, indubbiamente, il più sacrificato per la comunità italiana e, in particolare, per la comunità valdostana. Non sto a ripetere se vi è una...Cogne in funzione di quanto Cogne ha dato, eccetera, perché lo ha già ben detto Clusaz, lo sappiamo tutti, dunque sarebbe semplicemente di cattivo gusto andare a sindacare la disponibilità e la volontà da parte del Consiglio su quanto noi siamo chiamati a sostenere per la comunità di Cogne. Però, se noi vogliamo, se qualunque qui dentro ritiene di andare avanti sulle questioni delle garanzie affinché non vi siano degli sprechi, affinché non ci siano delle cattive intenzioni, fin qui posso essere d'accordo e, evidentemente, è nostro dovere tutelare in questo senso...ma non andiamo a mettere in dubbio tutto un lavoro fatto fino a oggi, perché non ci è piovuto niente, perché tutto quanto si sa oggi, varando queste iniziative, è stato frutto di impegni, di sacrifici, di discussioni da parte di un po' di tutti, io compreso, anche se non sono andato a pubblicizzarlo, ma era mio preciso dovere sollecitare affinché certe soluzioni venissero fuori!
Dunque, cari Signori, noi riteniamo che questa iniziativa debba andare avanti; altre verranno avanti in base ad un programma che mi sembra che "in quel di Cogne " si stia sviluppando. Da parte della Giunta è stato fatto tutto il possibile perché, sì, è vero, ci possono essere altre iniziative, ma quali? Io ho sollecitato - non ritenevo di doverlo fare in questo senso, ma lo faccio - ho parlato anche con l'Onorevole Bassetti, un uomo che nel settore, se avesse potuto, certamente ci avrebbe dato una mano, ma non è mica facile, sapete? Non è mica facile trovare un'azienda che abbia certe caratteristiche per l'inserimento "in quel di Cogne"! Ora, se hanno trovato in questo tipo di attività e in questo tipo di attività ci possono essere degli inconvenienti...ma sta a noi seguire molto attentamente affinché delle sorprese amare non ci siano! Signori, un po' di buona fede e di fiducia dobbiamo averla, eh! Perché sennò mettiamoci noi a fare qualcosa di meglio, perché per solo poi venire qui, dopo anni di amareggiamenti...avete visto, io stesso, in questa sede, ero talmente mortificato per quello che era successo alla miniera di Cogne che ebbi persino una crisi, una crisi morale interna, sofferta, perché in questa sede non sempre tutti abbiamo fatto il nostro dovere nei confronti della comunità di Cogne. Dunque, non fatemi parlare male, sennò potrei dire delle cose spiacevoli! Signori, se è un chiarimento, questo va bene, ma oggi voler fare il processo e fare i farmacisti, o fare i pirati, ritengo che non sia proprio di buon gusto!
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale. Consigliere Riccarand...ha la parola.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Volevo solo fare una chiarificazione rispetto a quanto ha detto Clusaz, cioè quando io dico che si è trovata una soluzione parziale a Cogne, a maggior ragione ci sono delle possibilità per trovarne...non intendo dire che non si devono trovare soluzioni per insediamenti industriali a Cogne, anche se questo tipo di intervento è, a mio avviso, abbastanza discutibile. Quello che voglio dire è questo: che a mio avviso la Giunta, gli uffici, l'Assessorato devono dotarsi una politica industriale che preveda degli insediamenti, che vada a cercare questi insediamenti, che li collochi, che non aspetti sempre all'ultimo momento la situazione drammatica o il singolo che gli viene a chiedere perché gli conviene, eccetera...cioè ci deve essere una ricerca di investimenti e questo, secondo me, la vicenda di questo stabilimento dimostra che questo è possibile farlo. Perché se evidentemente per bloccare la situazione si è trovata una soluzione risultata ben presto discutibile, ma che comunque è una soluzione sul piano industriale, in una situazione così disagiata in termini strettamente industriali come Cogne, nel fondovalle - per fondovalle non intendendo la Bassa Valle, ma intendo tutta la zona della Valle servita dall'autostrada e dalla superstrada - evidentemente questa cosa qui è fattibile.
Torniamo però al discorso che si faceva prima sull'ufficio per lo sviluppo industriale: ci dev'essere una struttura, l'Assessorato o un qualcosa che deve lottare su...una struttura che vada a fare questa ricerca, che sappia andare a cercare gli imprenditori, che studi i modi per insediare nel fondovalle degli insediamenti industriali che abbiano...e questo si potrà fare con un onere per la Regione evidentemente molto inferiore di quanto non si debba fare per salvare situazioni ormai deteriorate, ormai drammatiche...per insediare degli stabilimenti in zone che non sono del tutto adatte ad un'attività del tutto industriale. Questo io volevo dire, non intendevo dire che non dobbiamo intervenire qua, in questo momento qui si deve anche.
Su questo disegno di legge non voterò a favore, mi asterrò, perché non ritengo che sia chiaro il contenuto del disegno di legge, che il tipo dì controllo previsto dalla Regione non sia valido, e anche che il tipo d'intervento sia discutibile.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Volevo ancora ricordare che il Consiglio regionale aveva - mi sembra con una mozione votata all'unanimità - richiesto alla Giunta di interessarsi per risolvere il problema di Cogne, che in pochi anni è passata da 700 impiegati nell'industria a 180, e poi a zero; problema che potevamo risolvere soltanto con un intervento eccezionale, straordinario, superiore a qualsiasi altro tipo di intervento.
Il Consigliere Minuzzo mi è testimone che almeno sei industrie sono state invitate a Cogne a vedere il posto, e che a tutte, a priori, abbiamo detto che le condizioni sarebbero state più favorevoli che in qualsiasi altro insediamento. Alle condizioni di questo tipo di legge è chiaro che potremmo trovare molti amatori; lo stesso Sottini avrebbe preferito di gran lunga Verrès, o Pont-Saint-Martin, o Châtillon, a Cogne, quelle condizioni sono comunque richieste oggi dagli imprenditori, sono comunque superiori all'attuale legislazione regionale ed è per questo che facciamo, là dove lo riteniamo indispensabile, le leggi speciali eccezionali: per risolvere la situazione di certe località, in particolare quella di Cogne. Il perché sono stati fatti immediatamente certi lavori, che per il momento sono comunque dei lavori estremamente versatili, che sarebbero dovuti essere fatti comunque, perché si tratta della sistemazione di un piazzale che diventa regionale...sono stati fatti in relazione al fatto che Cogne è a 1.600 metri di quota e si può lavorare pochi mesi all'anno. Quindi, tutto quello che può essere fatto tempestivamente anticipa i tempi di messa in funzione dell'officina, una delle condizioni che l'imprenditore ha messo. La convenzione sarà una conseguenza di questa legge, nessun privato che non abbia la certezza del finanziamento si convenziona e nella convenzione saranno ampiamente discutibili tutte le garanzie, perché allora, evidentemente, non vi sarà il problema di essere presi in mezzo tra due fuochi, da una parte l'imprenditore che deve andare a Cogne, dall'altra il Governo che evidentemente cerca di salvare un certo tipo di impostazione (credo che nel linguaggio parlamentare italiano si chiami "il taglio meridionalistico della spesa pubblica", è un linguaggio che non mi piace, ma lo uso in certi casi).
Il problema specifico è che a Cogne è recuperabile una quantità di mano d'opera nell'industria nettamente superiore a quella che può essere collocata in qualsiasi altro tipo di attività alberghiera, agricola, oppure cose di questo genere, perché, oltre ai condizionamenti che pesano sul territorio di Cogne, c'è da ricordare che è presente in Cogne una forte componente di ex minatori, di operai, di addetti a varie altre funzioni, e che l'alternativa è quella di fare scendere a valle le famiglie di coloro che verrebbero a lavorare alla Cogne - vorrei dire farle scendere ad Aosta dato che, almeno per quanto ci riguarda, e non solo, abbiamo sempre detto che bisogna difendere i Comuni di alta montagna.
Crediamo che l'intervento per Cogne possa essere un intervento finanziariamente eccezionale. All'articolo 2, 200 milioni per cinque anni...è evidente che questi sono il famoso "fondo liquido per il funzionamento dell'industria" che in qualsiasi altro caso, sappia evidentemente...non siamo disposti a riconoscere. Per quanto riguarda l'articolo 3, per quanto riguarda la società di leasing, malgrado il poco rischio - poco, sono io che lo riconosco - a carico dell'imprenditore, dato che deve garantire con beni immobili, rappresenta pur sempre un patrimonio di almeno 500 milioni di lire del vincolato. Questi sono i dati per quanto riguarda la fabbricazione, l'ho detto prima. Vorrei ancora aggiungere che non solo il Comune di Cogne ha seguito tutte le trattative, eccetera, ma su iniziativa della Giunta comunale vi è stata una riunione della popolazione di Cogne ed è stato richiesto, anche per domanda della Giunta regionale, che si dichiarassero prima coloro che erano disponibili a lavorare in un certo tipo di industria...certo che ci sono oltre ottanta domande.
Il problema della lavorazione...siamo andati a visitarlo con l'intera Giunta comunale di Cogne...il problema di Sottini è il problema di una forte espansione; per quanto possa sembrare strano, più i periodi sono di crisi, più la merce di lusso viene venduta. Sottini, il giorno in cui siamo andati a trovarlo - era d'estate, e non ricordo esattamente la data - aveva già comperato ottantasei chili di oro, ed evidentemente il tipo di lavorazioni che si farà a Cogne sarà assolutamente garantito, perché ci sarà soltanto una piccola fonderia di un materiale speciale che viene importato dall'Inghilterra. Sottini esporta - soprattutto in America, in particolare in California e in Germania - della rubinetteria di lusso; le lavorazioni fatte a Cogne saranno lavorazioni di base, e quindi versatili, e quindi fornibili eventualmente anche ad altre industrie. Non solo, i tecnici, il personale tecnico non supererà le quattro unità, lo scaglionamento delle venticinque è che, probabilmente, anzi sicuramente, alcuni dovranno...hanno già, in linea di massima, accettato di passare qualche mese sul Lago d'Orta per imparare un certo tipo di lavorazione; perché visitando la fabbrica si è visto che è una lavorazione molto minuta, abbastanza difficile e di alto valore aggiunto, altissimo valore aggiunto, che è quello che spiega perché questa industria sia disponibile ad andare a Cogne avendo bisogno di poco magazzino e di poche - relativamente poche - scorte, per cui con tre camion può passare comodamente la stagione invernale. Una rubinetteria normale da niente, di quelle che abbiamo tutti a casa, fornita da Sottini e esportata in tutto i1 mondo - e non vi sono scorte in magazzino che abbiamo citato - costa un milione e mezzo di lire. Quindi, vedete che c'è il rapporto possibile per installarsi in una località come Cogne perché, lo ripeto, sei sono state le industrie che hanno cercato di convincere di andare a Cogne garantendo, evidentemente, delle condizioni di favore speciali.
Per quanto riguarda il testo della legge, l'ho detto prima, evidentemente questo testo ha avuto, anche lui, un iter sofferto, ma non per sottendere il Consiglio, tutt'altro, per evitare che il Consiglio fosse chiamato a discutere, sotto forme differenti, di quelle che praticamente sono le condizioni poste dall'imprenditore. Questa, se volete, è la posizione difficile della Regione che si trova, da un lato, a dire all'imprenditore "vieni" e lui dice "vengo a queste condizioni" e, dall'altro, a fare accettare le condizioni in cui l'imprenditore...per un Comune come Cogne. Ci siamo interessati di altri aspetti...chiamiamolo "il patrimonio ex Nazionale Cogne" e, quindi, del Villaggio Anselmetti, che parzialmente e gradualmente potrà essere adattato a villaggio turistico, ma per questo, sia per i capitali che richiede, sia per la mano d'opera che richiede, dev'essere una cooperativa del posto...va a tempi più lunghi. Per quanto riguarda il trenino, abbiamo fatto formale domanda perché la galleria demaniale diventi nostra automaticamente, abbiamo fatto formale domanda per avere il trenino. Purtroppo quel trenino è stato autorizzato per il trasporto di merci e non di persone e, quindi, bisognerà probabilmente arrivare ad un'autorizzazione straordinaria e poi vedere di fare dei vagoncini apposta, perché i vagoncini devono essere garantiti trasportando persone, perché fino a quando trasportavano tonnellate di minerali, anche se ricevevano delle docce fredde o dei sassi, eccetera, non aveva nessuna importanza... Questi sono i problemi per i quali i tempi di recupero della - chiamiamola in senso lato, non tecnico - "pertinenza mineraria" non possono essere risolti in breve tempo.
Mi rendo conto della posizione geografica di Cogne e della necessità di fare in fretta, perché, per quanto queste siano - lo ripeto ancora una volta - delle condizioni assolutamente eccezionali, e spiego così il fatto che facciamo un leasing unico e non creiamo un istituto del leasing che potrebbe dar luogo domani a un precedente specifico...cosa vuol dire "leasing", in questo caso? Vuol dire semplicemente mettere una somma a mutuo a disposizione per l'affitto di queste macchine. No, ma dico, proprio perché è eccezionale il fatto, puntualmente perdo il...non metto in dubbio che tu hai voce in capitolo, ma facciamo invece un discorso in generale, si sarebbe potuto dire "l'avete fatto per loro, lo fate anche per noi". Questi sono i motivi per i quali è stato studiato in questa maniera questo disegno di legge. La convenzione prevedrà, invece, specificatamente i vari rapporti, i numeri, e la convenzione verrà in Consiglio. Il fatto che oggi si parli di venticinque, e poi di venticinque è prudenziale, perché è chiaro, penso di averlo pubblicamente detto prima che...pensa di trasferire a Cogne un certo tipo di lavorazioni e fare il...perché evidentemente abbiamo rifiutato a priori qualsiasi installazione galvanica, perché secondo noi c'è pericolo di inquinamento, mentre per la parte che verrà installata a Cogne...abbiamo visitato apposta la fabbrica con la Giunta comunale di Cogne...dando come garanzia di non essere inquinabile.
Vi sarà, e questo spiega ancora una volta il perché abbiamo iniziato con tanta urgenza i lavori, vi sarà in parte il problema della fornitura dell'energia elettrica, perché sarà una fabbrica che consumerà energia elettrica e, quindi, ci sarà bisogno di una specifica cabina per la fornitura di questa energia elettrica. Dovranno fare le cose al più presto possibile per evitare di incominciare nel mese di giugno dell'anno prossimo, quando poi, evidentemente, Sottili avrebbe trovato un'altra soluzione e, a quel punto...ricominciando la "processione", come chi si è permesso di dire, la processione degli industriali che venivano, sentivano che eravamo disponibili a delle condizioni eccezionali, andavano a Cogne e parlavano con il Sindaco...risultavano in pochi, e quando tornavano, magari avevano già bevuto anche un bicchiere di vino, e dicevano "nì", e tre giorni dopo ricevevamo una lettera formale con la quale si diceva "no". Questa è la realtà dei fatti.
Noi quindi riteniamo che la legge debba essere approvata così come la Giunta l'ha presentata, non perché sia la legge migliore in quanto legge, ma perché ancora una volta è l'unica soluzione possibile per rispondere concretamente al problema posto drammaticamente dalla chiusura della miniera di Cogne; problema che oggi, in un momento come quello che viviamo, può sembrare, così, abbastanza superabile, ma se continuiamo con certe restrizioni e con certi pericoli che prima o poi peseranno sul turismo, potrebbe diventare drammatico. Un'ultima annotazione per quanto riguarda gli impianti funiviari: credo che la zona migliore di Cogne sia totalmente fuori dal Parco e dal Vallone del Grauson; però, per fare l'arroccamento e arrivare ai campi di sci ci vuole una funivia che, come costi previsti oggi, supera i cinque miliardi.
Faval (U.V.) - Si passa ora all'esame della legge, articolo per articolo.
Articolo 1. Sono stati presentati due emendamenti; il primo è del Partito Comunista.
Emendamento
Art. 1
Dopo le parole: "da stipulare dalla Giunta regionale" aggiungere: "sentita la Commissione consiliare per l'Industria, Commercio ed Artigianato".
Un altro emendamento è stato presentato dal Consigliere Riccarand.
Emendamento
Art. 1
Sostituire il secondo comma con il seguente:
"Le forme di controllo regionale intese a garantire il raggiungimento dei fini di cui al comma precedente, saranno previste in apposita convenzione da stipulare dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare per l'Industria, il Commercio e l'Artigianato, con la società indicata al successivo articolo 2. Tale convenzione dovrà essere stipulata entro 30 giorni dalla pubblicazione della presente legge".
Qualcuno chiede la parola? La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Se all'inizio della legislatura abbiamo nominato delle Commissioni è perché si ritiene che le Commissioni consiliari debbano avere qualche compito! A me sembra che uno dei compiti principali delle Commissioni debba essere proprio quello di esaminare i posti, le proposte, le modalità di attuazione di fattori importanti come quello che stiamo discutendo, di interventi di questo tipo, ecco. Sembra che non sia pensabile il rifiuto di un emendamento di questo tipo, in cui si dice di esaminare prima nella Commissione consiliare la convenzione che verrà fatta tra l'imprenditore e la Regione. Una cosa è la legge che verrà in Consiglio per l'istituzione della società di leasing, una cosa è la convenzione che penso dovrà essere fatta prima, più globalmente, con l'imprenditore.
Noi chiediamo di rispettare la volontà del Consiglio, perché credo che la popolazione valdostana abbia eletto un intero Consiglio e non solo una maggioranza, e che quindi si porti prima nella Commissione consiliare questa convenzione. Quindi, l'emendamento ha anche questo semplice scopo di garantire un esame, anche da parte della minoranza, di queste proposte e di non lasciare completa possibilità di intervento soltanto alla Giunta...in realtà al Presidente della Giunta, perché mi sembra che spesso l'Assessore non sia informato di queste cose.
Faval (U.V.) - Allora metto in votazione l'emendamento presentato dal Gruppo del Partito Comunista. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Votanti: ventisette
Maggioranza: quindici
Favorevoli: otto
Contrari: diciannove
Astenuti: due (i Consiglieri Nebbia e Tripodi)
Il Consiglio respinge.
Metto ora in votazione l'emendamento presentato dal Consigliere Riccarand. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Votanti: ventiquattro
Maggioranza: quindici
Favorevoli: cinque
Contrari: diciannove
Astenuti: cinque (Lanivi, Lustrissy, Pollicini, Nebbia e Tripodi)
Il Consiglio respinge.
All'articolo 2 sono stati presentati altri emendamenti...pardon, votiamo l'articolo 1.
Articolo 1. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: ventisei
Maggioranza: sedici
Favorevoli: venticinque
Contrari: uno
Astenuti: quattro (Bajocco, Mafrica, Tonino e Cout)
Il Consiglio approva.
Articolo 2. Come dicevo sono stati presentati altri emendamenti. Il Partito Comunista ne propone un primo.
Emendamento
Art. 2
Sopprimere da "Al fine di perseguire..." fino al termine dell'articolo.
In via subordinata, nel caso in cui il Consiglio non accettasse questo emendamento, il Partito Comunista ne propone un secondo.
Emendamento
Art. 2
Sostituire l'articolo con il seguente:
"La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla società CO.ROS. S.r.l., con sede in Cogne, un contributo di 180 milioni da liquidare entro il mese di maggio 1980".
Vi è poi il Consigliere Riccarand che ha presentato un emendamento soppressivo.
Emendamento
Art. 2
Abrogare il secondo comma.
La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Il nostro emendamento - ripeto un po' il discorso che ho fatto prima - ha lo scopo di eliminare un'indeterminatezza che è presente nella legge. Quando al 2° comma si dice che "la Giunta regionale potrà disporre per la liquidazione del contributo in annualità diverse per numero e importo da quelle determinate al precedente comma, con il rispetto del limite dell'intervento complessivo" che lascia indeterminato...cos'è questo "intervento complessivo"? Al 1° comma si parla di cinque annualità uguali per complessivi 200 milioni; ora, facendo il calcolo del valore attuale di questi 200 milioni, se vengono dati 40 milioni per anno si ha un valore attuale di 155 milioni; facendo il calcolo, invece, se si pensa di dare praticamente tutto l'anno prossimo, si trova un valore attuale di 180 milioni.
Noi riteniamo che così, essendoci due valori differenti di questo intervento, non sia definito il limite dell'intervento complessivo. Allora abbiamo proposto due cose: o di lasciare solo la prima parte e, quindi, di dare questi soldi attraverso cinque rate uguali - e la cosa è definita - oppure di sostituire l'articolo, se si vuole procedere in altro modo, dando i 180 milioni di valore attuale, però con un unico provvedimento e senza un articolo pasticciato - a nostro avviso - che può far rischiare di bocciare la legge...questo è il senso del nostro articolo.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? Visto che i primi due emendamenti che sono stati presentati dal Consigliere Riccarand e dal Gruppo Comunista sono emendamenti soppressivi, e soppressivi dello stesso comma, evidentemente metto in votazione entrambi contemporaneamente. Allora, chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: ventotto
Votanti: ventisei
Maggioranza: quindici
Favorevoli: cinque
Contrari: ventuno
Astenuti: due (Nebbia e Tripodi)
Il Consiglio respinge.
A questo punto, su richiesta del Partito Comunista, dobbiamo mettere in votazione l'emendamento 2bis, chiamiamolo così. Allora, metto in votazione l'emendamento 2bis, presentato dal Partito Comunista. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Votanti: ventisette
Maggioranza: quindici
Favorevoli: cinque
Contrari: ventidue
Astenuti: due (i Consiglieri Nebbia e Tripodi)
Il Consiglio respinge.
Metto ora in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Votanti: ventiquattro
Maggioranza: quindici
Favorevoli: ventiquattro
Astenuti: cinque (Bajocco, Cout, Mafrica, Tonino e Riccarand)
Il Consiglio approva.
Articolo 3. All'articolo 3 non ci sono emendamenti. Qualcuno chiede la parola? Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione: stesso risultato.
Articolo 4. All'articolo 4 è stato presentato un emendamento del Partito Comunista.
Emendamento
Art. 4
Sostituire "al 90% del capitale azionario" con "al 60% del capitale azionario".
La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - L'avevamo già detto in precedenza che quella della società di leasing può essere una soluzione accettabile, può essere anche utilizzata per altri casi. Ci sembra, però, che se è giusto che la Regione abbia la maggioranza delle azioni in una società di questo tipo, non ci pare opportuno, per chi impegna meno e responsabilizza di meno l'imprenditore, portare tale livello al 90%. Quindi, noi crediamo di dover sostituire la percentuale di intervento della Regione con il 60%, senza toccare la cifra, il che significa che ci sarà la possibilità di utilizzare lo stesso il denaro regionale, ma di impegnare in corrispondenza quantità maggiori di denaro dell'imprenditore. Ecco, questo è il senso dell'emendamento.
Faval (U.V.) - Metto in approvazione l'emendamento presentato dal Partito Comunista. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Votanti: ventisette
Maggioranza: quindici
Favorevoli: cinque
Contrari: ventidue
Astenuti: due (i Consiglieri Nebbia e Tripodi)
Il Consiglio respinge.
Metto ora in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Votanti: ventiquattro
Maggioranza: quindici
Favorevoli: ventiquattro
Astenuti: cinque (Bajocco, Cout, Mafrica, Tonino e Riccarand)
Il Consiglio approva.
Articolo 6...no, articolo 5, pardon.
All'articolo 5 non sono stati presentati emendamenti. Se nessuno chiede la parola lo metto in votazione. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione: stesso risultato.
Articolo 6. All'articolo 6 vi è un emendamento del Partito Comunista.
Emendamento
Art. 6
Sostituire l'ultimo comma con il seguente:
"Gli oneri di cui ai precedenti articoli 2 e 3, determinati rispettivamente in lire 185.000.000 per il 1980 e lire 5.000.000 per gli anni successivi, gravanti sugli esercizi dal 1980 e con scadenza al 1984, saranno iscritti con legge di approvazione dei relativi bilanci".
Allora, se nessuno chiede la parola, metto in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione: stesso risultato.
Articolo 7. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione: stesso risultato.
Articolo 8. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione: stesso risultato.
Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Credo che vadano fatte alcune riflessioni sul modo con cui è avvenuta la discussione su questo importante disegno di legge. Io penso che tutti i Gruppi qui presenti siano favorevoli al fatto che si intervenga, che si trovino anche soluzioni di questo tipo per il Comune di Cogne. Il problema è di come si interviene, se si interviene in modo oculato, avendo ben chiaro anche quale sarà il futuro dell'iniziativa, o se si va un pochino al buio.
A noi il procedere al buio - e noi siamo volutamente lasciati al buio dalla maggioranza - non piace. Perché dico questo? Innanzitutto, la relazione è insufficiente. Seconda cosa: anche il semplice emendamento, che ci sembra di rispetto della dignità di tutto il Consiglio portare prima le cose in Commissione prima di portarle in Consiglio, è stato respinto, non è stato tenuto in considerazione. Questo modo di operare - a nostro avviso - delinea un'inaccettabile comportamento da parte della maggioranza. In modo particolare, crediamo che non sia neanche del tutto corretta la procedura seguita per trattare queste cose, per arrivare a fare delle proposte al Consiglio. Avevo detto una volta, per scherzo, che auguravamo che non ci fosse nuovamente un "dittatore Mario" in questo Consiglio, visto che prima si era parlato di un "Cesare"...mi sembra che si stia andando abbastanza in questa direzione: il fatto che l'Assessore all'Industria e Commercio, discutendo di due provvedimenti di rilievo, quello dell'IMVA e questo per Cogne, non senta il dovere di dire neanche una parola, significa che lui, di queste cose, non sa niente, non è assolutamente informato! Qui è il Presidente della Giunta che riceve gli industriali, che sente, che valuta le condizioni - questo sì che può stare bene - però gli altri Consiglieri, gli stessi membri della Giunta, cosa ci stanno a fare?
Noi, come minoranza, rivendichiamo il diritto di essere informati, questo è il senso dei nostri emendamenti. Potevano essere valutati, presi in considerazione, discussi, invece con alzata di mano sono stati bellamente respinti! Noi facciamo anche questa osservazione, che poi entra anche nella forma della legge: crediamo che a livello politico la Giunta abbia il diritto di parlare, di sentire, di parlare con gli imprenditori, ma tra il momento in cui si prende una decisione di Giunta o di maggioranza a livello politico e la stesura della legge deve passare la necessaria informazione agli uffici, perché altrimenti si possono preparare delle leggi non sufficientemente calibrate che possono poi essere respinte. Noi crediamo che qui, in questa Regione, praticamente faccia, se non tutto, quasi tutto il Presidente della Giunta, e che la maggior parte anche degli stessi funzionari interessati a queste cose siano lasciati inutilizzati. A parte queste osservazioni, diciamo di carattere generale, ci sembra che proprio anche nel merito del possibile miglioramento della legge non si sia tenuto conto di nostre osservazioni, tipo quella relativa ai 200 milioni da dare in cinque rate, per non essere - diciamo - accusati di far saltare accordi già precedenti con la ditta.
Abbiamo questa volta presentato un emendamento che diceva: invece di dare i 200 milioni, almeno teoricamente in rate per poi, in realtà, darli insieme l'anno prossimo, facciamo che essere più onesti, diciamo subito "diamo questi soldi, il loro valore corrispondente, tutto in una volta"...ecco, anche questo emendamento che semplificava la legge, che le dava maggiore sicurezza formale, è stato respinto! Noi non crediamo di poter accettare questo metodo; quindi, pur essendo favorevoli al fatto che si intervenga e che si vada anche in questa direzione, non possiamo che astenerci su questa legge, dando un giudizio negativo sul comportamento della Giunta e della maggioranza. Ci sembra che sia troppo comodo, per il Presidente della Giunta, lasciare intravvedere chissà quali rapporti tra il Partito Comunista, per esempio, e la Clamy, e invece non tener conto dell'apporto effettivo di un Gruppo consiliare che pure ha un suo peso nel Consiglio.
Se noi abbiamo fatto delle proposte, delle richieste per la Clamy, è perché lì c'è una proposta di occupazione per cento persone. Ci sembra che la Giunta regionale debba esaminare queste cose, debba dare delle risposte al Consiglio, debba arrivare in Consiglio dopo anni di trattative, di cui noi non sappiamo niente, perché si continua con questa strada di non consultare le Commissioni, di far sapere il meno possibile, di discutere in Consiglio il meno possibile, e di approvare "a colpi di maggioranza" qualunque cosa, tranne poi far perdere tre mesi ai lavoratori, come si è verificato per l'IMVA! Diciamo, quindi, che la nostra astensione è motivata soprattutto da questo tipo di comportamento che noi denunciamo e che cercheremo in tutti i modi di contrastare.
Faval (U.V.) - Altri per dichiarazioni di voto? Ha chiesto la parola l'Assessore Chabod.
Chabod (D.C.) - Non è per dichiarazione di voto, ma è solo per dire a Mafrica che io non appartengo al Partito Comunista e non ho bisogno di fare sempre la prima donna in Consiglio regionale. Le cose le discutiamo in Giunta, la Giunta penso sia un organo collegiale...eh no! Non ci piace sentir parlare tanto per parlare, le cose le discutiamo seriamente!
Faval (U.V.) - La parola al Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Le motivazioni addotte per la votazione della legge precedente. Voteremo a favore anche di questa legge.
Faval (U.V.) - Altri? Si passa alla votazione segreta.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Votanti: ventiquattro
Maggioranza: quindici
Favorevoli: ventitré
Contrari: uno
Astenuti: 5 (Bajocco, Cout, Mafrica, Tonino e Riccarand)
Il Consiglio approva.
Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 116.
Esaurito l'ordine del giorno, la seduta è tolta.
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L'adunanza straordinaria termina alle ore 13,01.
