Oggetto del Consiglio n. 425 del 25 settembre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 425/79 - Rinvio dell'oggetto al punto 30 dell'ordine del giorno concernente: "Proposta per la eventuale trasformazione e ristrutturazione della S.p.A. Centrale Laitière d'Aoste".
Dolchi (P.C.I.) - Prima di dare la parola all'Assessore Marcoz, voglio ancora giustificare, ancora per queste sedute e le altre che seguiranno, il Consigliere Pedrini e, per la seduta di questa mattina, il collega Lanièce.
La parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (U.V.) - Probabilmente i Signori Consiglieri hanno avuto dalla Giunta regionale le proposte per la ristrutturazione della Centrale del Latte. Come dalla relazione allegata, le proposte, da un ampio esame della situazione della Centrale del Latte, dagli anni della sua costituzione, dall'anno...da quando è iniziata l'attività della Centrale del Latte, con le perdite avute fino al 1978 coi costi del personale, coi costi della trasformazione del latte, in modo dettagliato in particolare e con le...fatte dalla Giunta regionale con la ristrutturazione della Centrale del Latte...abbiamo ipotizzato cinque soluzioni della ristrutturazione della Centrale del Latte, e man man diciamo che scegliamo nel numero più alto dall'uno al cinque quelle che secondo noi sono le ipotesi meno auspicabili ad essere realizzate...penso che tutti i Consiglieri abbiano letto queste proposte, e quindi, prima di dire quello che pensa la Giunta regionale e l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, è bene che il Consiglio regionale si esprima su queste considerazioni fatte da me.
Dolchi (P.C.I.) - Prima di aprire il dibattito, siccome abbiamo unificato un'interpellanza del Gruppo Comunista a quest'oggetto, se qualcuno intende prendere la parola...hanno la precedenza i presentatori dell'interpellanza.
La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Mah, non ho sentito l'Assessore fare la proposta di rimandare la discussione in Commissione Agricoltura che aveva fatto ieri...
Noi non siamo d'accordo nel far prendere al Consiglio regionale una decisione sulle proposte che ha fatto la Giunta regionale in quel documento e mi spiego: nella nostra interpellanza, e già nella mozione che a suo tempo abbiamo presentato in Consiglio, noi chiedevamo alla Giunta regionale di entrare nel merito della gestione aziendale della Centrale del Latte, di analizzare il perché in quest'azienda il deficit cresce rapidamente, di fare una radiografia della situazione aziendale e, poi, di arrivare a delle proposte per migliorare la condizione dell'azienda stessa.
Le proposte che ci sono state consegnate sono in genere delle affermazioni non documentate, buttate lì; il documento riconosce la...il fallimento di quella gestione o comunque una gestione malfatta della Centrale, però non riesce, il documento, ad individuare dove, come provvedere al risanamento dell'azienda stessa. Mi sembra...a noi sembra un pochino troppo semplicistico dire: "diamo...e prendo un'ipotesi qualsiasi...diamo l'azienda ad una cooperativa di conferitori", senza dare indicazione sul come, su quali sono i nodi all'interno di quell'azienda che devono essere superati e sciolti, rischiamo di...con una scelta affrettata fatta in quel modo...rischiamo all'improvviso di avere poi magari tra un anno, ancora una volta, un contributo a fondo perso della Regione non più a favore della Centrale del Latte, ma a favore di una cooperativa che si troverà con dei nodi insoluti, come si è trovata di fronte a dei nodi la gestione di questa Centrale del Latte.
Ma ci son delle ragioni più di fondo che ci preoccupano e che sono delle garanzie per cui il problema deve essere affrontato a nostro avviso con una maggiore...con un maggior approfondimento. La prima questione - che è indubbia - è che il prodotto che esce fuori dalla Centrale del Latte è un prodotto che ha una grossa validità, una grossa importanza da un punto di vista di educazione alimentare, e questa caratteristica, questa soluzione della Centrale del Latte dev'essere in ogni caso salvaguardata (e questa è la prima questione). La seconda è che la Centrale, proprio perché ha una gestione pubblica e non speculativa, deve fornire questo latte ad un prezzo controllato, ad un prezzo che sia - ripeto - non speculativo, ma controllato dall'Ente pubblico. Queste due garanzie vengono salvaguardate con altre gestioni? Questa è una domanda alla quale bisogna rispondere e bisogna aver presente che il rischio di produrre altri tipi di latte può essere molto più conveniente, ma può avere...si può aver complessivamente un impoverimento di presenza sul mercato della nostra Regione di latte altamente igienico e altamente nutritivo come del latte che viene dalla Centrale del Latte. Tutti i nodi vanno, secondo noi, come impostazione generale, affrontati.
Nel merito della Centrale c'è un documento di una Commissione speciale del Consiglio, che mi è stato tra l'altro difficile chiarire, perché non si capisce bene...una Commissione del Consiglio non ha completato i lavori, comunque non esiste agli atti del Consiglio regionale. Lì si è iniziata un'analisi della situazione aziendale e si sono anche individuati a mio avviso alcuni nodi che sono importanti, rispetto ai quali bisogna dire cosa vogliamo fare. Io ne accenno due che mi sembrano quelli più rilevanti: il primo è la presenza all'interno della Centrale del Caseificio. A parte il fatto che sembra che tutte le centrali, tutte le altre centrali del latte abbiano eliminato questa produzione, quello è effettivamente il nodo, perché la presenza all'interno della Centrale del Caseificio rappresenta un deficit notevole, inteso come notevole nella gestione dell'azienda. Seconda questione non risolta è quella dell'esubero... dell'esubero, che è legata...il caseificio è la soluzione che si adatta a risolvere il problema dell'esubero? È una soluzione sbagliata? Bisogna eliminarlo? Il caseificio non rende? Occorre trovare altre soluzioni per il problema del cosiddetto "esubero"? Altra questione che lì è affrontata: "il costo di produzione"...e qui bisogna...la Regione ha il 99 o il 98% delle azioni della Centrale...fate delle proposte per un miglior utilizzo del personale!
Ultima questione che è di un certo rilievo, si sa, e tutti sanno che lì ci sono macchinari che lavorano una quantità di latte che è decisamente più bassa di un...del potenziale macchinario esistente, allora sono necessarie delle scelte per espandere il mercato e per lavorare una maggior produzione di latte, qui c'è la necessità di una campagna di educazione anche alimentare che è importante...perché non c'è? E secondo me questa campagna di educazione alimentare è importante perché il prodotto merita questa particolare attenzione della Regione, questo è un altro di quei nodi che credo come Consiglio regionale dovremmo affrontare e rispetto al quale dare delle indicazioni più precise.
Io ho soltanto accennato ad alcuni dei problemi che secondo me ci sono, che sono dei problemi che ci fanno dire che il piano della riorganizzazione dell'azienda è un qualcosa di completamente diverso dalle proposte che sono venute finora, dove si è, nella prima parte, malamente riportato alcune analisi che tutti sanno. E poi le soluzioni sono date semplicemente come trasformazione della situazione giuridica della Centrale, senza capire forse, rispetto all'impostazione della Centrale, quali possono essere i risultati delle gestioni future. Questa è la nostra riserva di fondo e che vogliamo fare rispetto a questo documento; per quel motivo crediamo che sia decisamente avventato, oggi, in quest'aula, chiedere al Consiglio di esprimersi per una o per l'altra soluzione.
Dolchi (P.C.I.) - Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Non è, a nostro avviso, questione di avventatezza o meno, e in realtà la mia proposta, anche in relazione alla richiesta fatta nella vostra interpellanza, quella di sentire prima i produttori di latte, eccetera...quindi un rinvio breve fino al 5 ottobre, per sentire e responsabilizzare i vari interessati e, poi, tirare le conclusioni. Perché in realtà si è parlato, in realtà gli studi sulla Centrale del Latte esistono e le passività sono talmente alte...ricordo una feroce discussione avvenuta alcuni anni fa, quando si chiedeva addirittura il "prezzo politico" del latte...le passività sono talmente alte che non sono ulteriormente sostenibili, perché è molto facile dire che la Centrale del Latte deve vendere latte ad un prezzo non speculativo, quando in realtà, quando il...viene pagato dal contribuente...la differenza è stata sempre pagabile dal contribuente, sono soldi sottratti ad altri investimenti. E raggiungiamo delle cifre abbastanza alte perché tutto il Consiglio regionale possa fare una riflessione...uno; due, ci troviamo presi come si troverebbe preso chiunque gestisce la centrale in una serie...non una sola...una serie di forchette: la prima è il prezzo che si paga alla stalla, perché la Centrale del Latte perde di meno latte per il fatto che d'estate i conferitori sono minori, allora si compra il latte a Chivasso e pagandolo meno, metà della monticazione serve per diminuire le...della Centrale del Latte; due, il conferimento del latte oggi è fatto...molto sovente ci sono state delle imitazioni a piacere, cioè si dice: io fornisco il latte da...mettiamo il 1° ottobre, o dal 29 settembre, il giorno successivo a Saint-Michel, fino al 31 maggio, dopodiché non fornisco più perché le mucche vanno in montagna, e si stabilisce in questa maniera il problema degli esuberi, si stabilisce per il fatto che la quantità di latte fornita è nettamente superiore alla quantità di latte che viene smaltita, il perché viene smaltito meno latte, anche perché i costi del prezzo del latte alla vendita portano sulle quantità...perché la quantità, la percentuale, la quantità di denaro riconosciuta su un litro di latte...è di venditore...è inferiore alla quantità di denaro, alla percentuale riconosciuta da altri fornitori di latte, sterilizzato o cose di questo genere, Parmalat...per cui i rivenditori, come forse anche qualcuno di voi ha potuto constatare, tendono a non avere o addirittura nascondere latte della Centrale per poter lucrare le 70 lire invece delle 30 che occorrono in questo genere.
Evidentemente se ci mettiamo sulla strada dell'economia, della produzione, il prezzo del latte alla vendita sale in maniera tale per cui non esiste più il vantaggio di comperare latte prodotto in Valle d'Aosta con il rischio che i superi diventano ancora più pesanti e quindi le perdite aumentano in proporzione, caseificio o non caseificio! E a tutto questo bisogna aggiungere che dal punto di vista degli investimenti stabili - macchinari, e cose di questo genere - non si fa dall'origine una lira di ammortamento, perché è sempre tutto...grazie se...dall'Amministrazione regionale.
Questi sono i punti che devono andare in discussione: prima, cioè avere prima chiaro...c'è una relazione, del resto, a pagina 4, che ricalca poi quelle che sono state le soluzioni date, proposte, così, alla discussione dalla Giunta regionale, ma prima bisogna che tutto il Consiglio, o perlomeno la Commissione Agricoltura, udendo le varie parti, eccetera, abbia chiaro il panorama economico. Non vi sono...lavorando 70 quintali di latte con la popolazione di 115.000 abitanti sparsi come è sparsa la Valle d'Aosta, con i costi di trasporto, eccetera...non vi sono economicamente delle grosse possibilità di arrivare...non dico al pareggio, ma di arrivare a delle perdite ragionevoli, almeno questo secondo calcoli che io non so fare, ma che il commercialista che avevamo preso perché vedesse questi studi aveva fatto. Quindi si tratta a un certo momento di sapere se la Regione - e credo che questo sia il nodo fondamentale - intende responsabilizzare e chiamare a raccolta gli interessati - e per "interessati" intendiamo i consumatori, i produttori, i rivenditori - e tirarne fuori qualche cosa, oppure se la Regione intende far finta di niente, e ogni volta che le perdite superano il terzo reintegrare il capitale...andando avanti così si può andare avanti all'infinito! Semplicemente che quel capitale lì, reintegrato...in media saranno 400 milioni ogni due anni, adesso...in media viene a costare 250, 260 all'anno, che sono evidentemente un investimento molto pesante.
Allora, dette queste brevi parole, la proposta che la Giunta fa è quella di un rinvio al 5 ottobre, sentite le parti interessate da parte della Commissione Agricoltura, convocata apposta; evidentemente la Commissione Agricoltura è allargata a tutti i Consiglieri che vogliono essere presenti, informati...se il Presidente della Commissione Agricoltura è disponibile, a un certo momento, fosse interessato alla cosa, può anche chiamare gli esperti, o l'esperto in materia finanziaria che ha fatto una prima indagine sulla Centrale del Latte, affinché possa portare quei dati specifici, tecnici, economici, che permettono a tutti di avere le idee più chiare, perché il dibattito...che non sia un dibattito di opinioni e di sensazioni, ma che sia un dibattito concreto su qualche cosa di serio, di un'indicazione sul come il Consiglio voglia procedere.
Dolchi (P.C.I.) - Anche se c'è la proposta di investire del problema la Commissione Agricoltura, il fatto che l'argomento è stato portato in Consiglio regionale credo che possa permettere un dibattito in Consiglio regionale, che serva anche alla Commissione Agricoltura in tale senso.
Aveva chiesto la parola il Consigliere Lustrissy, che ne ha facoltà.
Lustrissy (D.P.) - Credo di non aver più molto da dire, anche perché le dichiarazioni del Presidente della Giunta confermano che questa proposta era una non proposta. Questa proposta non era neanche iscrivibile nell'ordine del giorno, in quanto contiene una serie di analogie e di proposte alcune delle quali si elidono, perché in definitivo le proposte sono tre, perché la prima e la quinta proposta in definitivo dicono la stessa cosa.
Perciò credo che l'unica proposta saggia in questo momento sia proprio quella di fare del lavoro che avrebbe dovuto essere fatto in precedenza, cioè contatti con i produttori interessati, istruttoria della situazione della Centrale del Latte; dopodiché, previa quest'analisi, la Giunta presenterà in Consiglio una proposta di soluzione per il problema della Centrale del Latte, così credo si debba procedere, e a questo punto credo che possiamo già essere d'accordo sulla procedura iniziata, nel senso che ci sembra che è la via che doveva essere subito presa.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? Se nessuno intende più prendere la parola, io ritengo che il Consiglio debba prendere atto di quanto è stato detto questa mattina su questo argomento iscritto all'ordine del giorno al n. 30, incaricando il Presidente della Commissione Agricoltura di scendere nel particolare e di affrontare il problema in modo che il Consiglio sia in grado, in futuro, di avere delle proposte precise su cui confrontarsi e poi decidere.
La Commissione Agricoltura è convocata, se farà a tempo a dare un parere estremamente...per la seduta del 5 ottobre, sennò andrà alla seduta del 24; non credo che possa essere iscritta al 5 ottobre d'ufficio senza sapere se il lavoro della Commissione Agricoltura...l'ordine del giorno per il 5 ottobre viene fatto adesso, parte entro oggi. Se vogliamo rimanere a quanto è stato detto ieri sulla validità del Regolamento da applicarsi circa l'iter delle proposte, mi sembra che la Commissione Agricoltura entro questa sera non possa darci un risultato. La Giunta può chiedere la discussione all'ordine del giorno dello stesso oggetto per il 5 ottobre...allora la Giunta ritiene che lo stesso oggetto sia iscritto al 5 ottobre; la Commissione Agricoltura è incaricata di continuare i lavori.
La parola al Consigliere Voyat.
Voyat (U.V.) - Non so se sia possibile per il 5 ottobre, visto che la proposta del Presidente è di convocare la Commissione Agricoltura insieme ai produttori di latte, quindi è chiaro che non c'è la possibilità di avere un parere per il 5 ottobre.
Andrione (U.V.) - ...la Giunta farà la lettera per richiedere l'iscrizione...
Voyat (U.V.) - Perché non è detto che, diciamo così, si porterebbe un parere con una sola riunione, può darsi che le riunioni possano essere di più...
Dolchi (P.C.I.) - Allora mi sembra che possiamo ragionevolmente concludere così: la Commissione Agricoltura è investita del problema, renderà noto i propri risultati quando sarà riuscita a raccogliere i dati e le proposte, e la Giunta chiederà l'iscrizione all'ordine del giorno secondo la via normale, quando avrà tutti gli elementi per fare la proposta. Il Consiglio è d'accordo?
Il Consiglio prende atto del rinvio.
Allora si passa alla trattazione del punto n. 31 dell'ordine del giorno.
