Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 352 del 13 dicembre 1967 - Resoconto

OGGETTO N. 352/67 - Legge regionale recante: "Norme sulla concessione di contributi regionali su mutui bancari assunti per la costruzione, l'ampliamento, l'ammodernamento e l'arredamento di alberghi, ristoranti, bar, nonché di case per ferie per lavoratori, campeggi e ostelli per la gioventù".

Balestri (P.S.I.) - Si è sentita l'opportunità di apportare varie modificazioni alle norme vigenti di concessione di contributi regionali su mutui bancari, per due ragioni, uno per ragioni formali, l'altro per ragioni sostanziali.

Per ragioni sostanziali in quanto i costi della vita, delle costruzioni alberghiere, dei terreni e gli interventi regionali più efficaci a favore di coloro che intendono costruire, ammodernare alberghi di dimensioni medie e medie superiori.

Con questa legge noi intendiamo anche dare un beneficio a quegli alberghi che sono nati sotto certe prospettive che oggi si intendono ammodernarsi. L'optimum degli alberghi prima era di una capacità di 25-35 persone, oggi si è spostato sui 56-60. Sulle ragioni formali si citano ad esempio i casi di domande successive presentate da una stessa ditta alberghiera, sulla quale prima rimanevano sempre in decisione se accettare o no, oggi sono condizionate da delle norme. Questo è quello che ci ha portato a proporre questa legge sugli alberghi.

Vi dirò subito che proporrò delle modifiche, cioè delle aggiunte da fare in quanto per una delibera del Consiglio regionale era stata demandata la parte dei ristoranti e dei bar non facendo parte di esercizi alberghieri che la includiamo in questa legge, nella stessa stesura che era stata accettata allora, cioè all'art. 3, andrebbe al n. 2 per ristoranti o bar non facenti parte di esercizio alberghiero, l'importo massimo dei mutui è limitato a 23 milioni. Il contributo regionale è commisurato all'importo totale delle spese e per interessi e da accessori dovuti sul capitale mutuato. Poi a un certo punto specifichiamo quelle cose che il Consiglio aveva... (voce in aula) ...3 milioni, art. 3 n. 2... (voce di Manganoni) ...poi limitatamente all'esame delle domande di cui al punto 2, il precedente articolo sempre su bar e su ristoranti dell'art. 3 della presente legge, la priorità sull'ammissibilità delle domande verrà determinata tenendo conto dell'ultimo reddito annuo imponibile di ricchezza mobile accertata e definita a carico della ditta della natura dell'esercizio, della località di ubicazione e delle prospettive di sviluppo dell'azienda con preferenza alle località depresse di montagna.

Sono escluse dalle concessioni e contributi regionali suddetti le imprese commerciali avendo reddito annuo imponibile di ricchezza mobile superiore a 2 milioni, cioè quelle cose che aveva deciso il Consiglio per la legge sul commercio.

Da parte della programmazione ci sono state fatte altre indicazioni, la prima noi ritenemmo di approvarla in quanto a un certo momento non è di facile classificazione, cioè la Giunta... comma da inserirsi dopo il primo comma dell'art. 9 dice "avranno precedenza nell'assegnazione delle provvidenze di cui alla legge i richiedenti che dimostreranno di possedere specifica competenza tecnica nell'attività contemplate dalla presente legge". La cosa può essere giusta però non è facile da parte degli uffici accertare questo e poi c'è anche un'altra faccenda che a un certo momento gli alberghi possono essere costruiti e dati in gestione ai competenti, quindi questa è una cosa che esula dalla nostra. Ma siccome invece che riteniamo di accogliere ed è così. La concessione di contributi previsti per bar e ristoranti sarà limitata all'importo del 20% delle somme previste dal fondo annuale di cui all'art. 13, cioè limitare una parte dell'importo per i bar e per i ristoranti. Poniamo questo al Consiglio e sentiamo.

Germano (P.C.I.) - Anche qui un provvedimento che potrebbe essere più completo soprattutto quando è presentato da un socialista. Quali sono i concetti che sono comuni al movimento democratico circa il turismo? Di cercare uno sviluppo verso il turismo di massa per fare in modo che migliaia, centinaia di migliaia di persone possono godere di questo campo libero. Avevamo fatto a suo tempo una Commissione al turismo che aveva trattato questi argomenti, in questa Commissione erano presenti Pedrini, Balestri, Bordon e Chamonin e il sottoscritto e sono stati tutti d'accordo di inserire tra gli elementi da aiutare per uno sviluppo turistico le case di riposo e i campeggi, in questo non c'è. Noi sappiamo che la grande massa dei lavoratori che si affaccia adesso alla possibilità di usufruire del turismo non può andare nel grande albergo. La maggior parte di questi in organizzazioni democratiche diverse si aggiustano con campeggi, con case di riposo. Abbiamo esempi in Valle d'Aosta di organizzazioni democratiche che affittano dei villaggi interi, in Valle di Gressoney ad esempio, affittano un villaggio intero dai contadini per poter praticare dei prezzi 1250, 1300 lire a questi lavoratori che vengono a passare un determinato periodo in Valle d'Aosta. Ora è evidente che la richiesta che mi pare naturale fare anche perché era già stata discussa ed era presente Balestri a questa Commissione, sia quella di inserire, ed è facile inserire, quando dice all'art. 1, "assunti per la costruzione, l'ampliamento, l'ammodernamento, l'arredamento di alberghi, di bar, di ristoranti, di case di riposo o campeggi di ogni tipo e categoria nel territorio della Valle". Mi pare che sia giusto inserire questo.

Balestri (P.S.I.) - ...nella legge dei villaggi turistici, però...

Manganoni (P.C.I.) - Innanzitutto una domanda, questa legge avrà effetto retroattivo in questo senso, se vi sono alberghi, ristoranti ecc. già in costruzione, cioè oggi che approviamo questa legge vi sono già in costruzione no, già iniziati i lavori, rientreranno in questa legge, cioè potranno beneficiare dei vantaggi di questa legge?

Balestri (P.S.I.) - ...parte dal 1° gennaio 1968...

Manganoni (P.C.I.) - Ma, al primo gennaio 1968 cioè avranno questi contributi? Quelli che non hanno ancora iniziato i lavori dal 1° gennaio 1968? Una cosa.

Seconda questione qui io voglio chiedere...

Pedrini (P.L.I.) - ...d'accordo con te, però chi ha ancora i lavori in corso dovrebbe poter...

Balestri (P.S.I.) - ...chi non ha presentato ancora domanda e chi non ha chiesto ancora contributi, quelli che lo chiedono dopo il 1° gennaio, se sono nelle condizioni, lo possono ottenere.

Manganoni (P.C.I.) - ...anche se hanno già il lavoro in corso? Questo che io volevo chiedere...

Pedrini (P.L.I.) - ...se vogliono aiutarli senno è inutile che li aiutiamo ti pare? O li aiutiamo o ...

Manganoni (P.C.I.) - Questa è una domanda che io pongo, cioè per chiarire bene, quindi questo ha un effetto retroattivo...

Balestri (P.S.I.) - ...come domande no ...

Manganoni (P.C.I.) - Non come domande ma come costruzione, la domanda io, in qualsiasi momento io la posso fare la domanda. Ora, sulla questione della retroattività delle leggi, qui io vorrei sentire un po' i legali, è una questione discutibile sulla retroattività delle leggi no, perché normalmente le leggi non sono retroattive, partono dal giorno in cui vengono promulgate, quindi dal 1° gennaio dovrebbero partire ma se noi ammettiamo ai benefici di questa legge anche quelli che hanno già i lavori in corso...

Balestri (P.S.I.) - Praticamente, guarda Manganoni, che tutti quelli che hanno fatto domande e chi ha il lavoro in corso l'hanno presentata, tutti, può essere solo un caso, due casi che stanno in attesa di questa legge che possono non aver presentato ma sennò sono già state tutte ammesse o vagliate dagli uffici quindi non rientrano in questa...

Manganoni (P.C.I.) - Va bene, poi io volevo chiedere se l'Assessore o l'Assessorato o la Giunta hanno fatto un piccolo studio sui limiti dell'economicità, in questo senso, conviene a noi continuare ad incoraggiare la costruzione di bar o ristoranti? Questo è il punto interrogativo che io pongo perché noi sappiamo che aumentandone continuamente il numero, noi arriveremo al punto in cui devono suddividersi i clienti, più aumenta il numero dei bar o dei ristoranti, più diminuirà il numero dei clienti, perché il numero dei clienti è quello. Allora noi vedremo di questi esercizi pubblici che scarseggiando di clienti o vanno in malora o aumentano i prezzi. E questo va a detrimento della Regione perché vedete, la stagione turistica ha un limite in Valle d'Aosta e mi si potrà dire che nel mese di agosto anche se noi raddoppiamo il numero dei bar avranno sempre dei clienti al che io rispondo di sì per il mese di agosto, anche luglio. Ma gli altri dieci mesi all'anno, se noi continuiamo ad incoraggiare l'aumento del numero di questi esercizi, noi arriviamo al punto in cui i clienti diminuiscono e quelli aumentano i prezzi. Io vi cito dei casi, non so se ve l'ho già citati, in un ristorante non lontano da Aosta un pranzo 2800 lire, un tale che aveva inviato quel cliente e quel cliente poi era andato da quel tale a protestare, dice al proprietario dell'albergo, io ti mando dei clienti e tu per pranzo con la solita bistecca trasparente e per... 2800 lire.

Al che questo, risponde, la stagione è breve, i clienti sono pochi se li devono suddividere, io devo pagare la gestione dell'albergo alla fine dell'anno, o io tengo i prezzi alti per rifarmi, ma se io pratico dei prezzi normali io vado in debito, non riesco a pagare l'affitto. Ora, ora, facciamo attenzione, questo si potrà dire, è una scusa, una giustificazione perché quello che ha pelato il cliente, l'ha strozzato, però facciamo attenzione a queste cose qui, perché è vero che bisogna sviluppare questo, ma entro un limite, perché se noi oltrepassiamo quel limite poi incorriamo in quell'inconveniente che io vi ho segnalato.

Badate e noi non abbiamo interesse ad obbligare questi esercizi pubblici per rimanere a galla di alzare i prezzi, perché i prezzi sono già abbastanza alti, i prezzi in Valle d'Aosta sono più alti che in molte altre zone anche turistiche d'Italia. Quindi io vi dico, avete fatto uno studio qui su questo perché sennò non è serio, sennò noi invitiamo con questi contributi con questi sussidi, invitiamo i cittadini ad aprire continuamente questi esercizi poi alla fine ci troviamo in queste condizioni. In secondo luogo, qui i liberali naturalmente non ci sono, l'altra volta, tempo addietro in un Consiglio, Cusumano e Berthet, Berthet non ci può essere perché è dimissionato, hanno detto che l'alcoolismo che si sviluppa in Valle d'Aosta era dovuto alla distillazione della grappa da parte dei nostri viticoltori e quindi per combattere l'alcoolismo si doveva non più distillare la grappa. Ora io vorrei sentire almeno il Dr. Cusumano che non ha ancora dimissionato, se lo sviluppo illimitato dei bar favorisce o meno l'alcoolismo, e vorrei, non c'è, non c'è... che esprimesse anche lui il suo parere come dottore no? Per sapere se è solamente la distillazione della grappa che favorisce l'alcoolismo, mentre invece sviluppando, aumentando il numero dei bar quello combatte l'alcoolismo. Poi qui al punto a) dice "contributo commisurato all'importo totale delle spese per interessi ad accessorie", cos'è questo accessorie al punto, al comma a) dell'art. 3? Cioè noi un momento fa chiedevamo le 25 mila lire per le spese accessorie al punto, al comma a) dell'art. 3, cioè noi un momento fa chiedevamo le 25 mila lire per le spese accessorie per le case dei lavoratori e voi avete detto no! Qui nelle spese accessorie vengono comprese, allora in questo caso diamo a questa categoria le spese accessorie del mutuo? Io vorrei che mi desse una spiegazione.

Poi qui un'altra domanda che io voglio porre, noi vediamo, constatiamo giornalmente questo inconveniente che lungo la strada, dove ci sono i bar e gli alberghi, si posteggia con notevole intralcio al transito, prevede la Giunta, dando questi contributi che in caso di costruzione di nuovi bar e di nuovi alberghi si imponga la costruzione di un piazzale? Questa è la domanda che io vi pongo e alla quale vi prego di rispondere; guardate che questa è una cosa grave perché davanti agli alberghi, davanti ai bar ci sono continuamente delle macchine posteggiate e perché? Perché se non posteggiano lì dove vanno posteggiare? Perché buona parte degli alberghi e dei bar i piazzali non se li costruiscono. Qui un altro chiarimento perché io non ho capito bene, art. 7, comma 5, "documentazione comprovante la proprietà del bene immobile interessato oppure atto di assenso del proprietario qualora si tratta di persona diversa dal richiedente la concessione del contributo". Ma noi il contributo lo diamo a chi? Al proprietario o al gestore del bar? Questa è la domanda che io vi pongo, perché se lo diamo al proprietario allora che cosa ci sta a fare il comma 5 dell'art. 7? Io penso che noi non possiamo darlo e al proprietario e al gestore. Ad ogni modo io aspetto questi chiarimenti.

Savioz (P.C.I.) - Io vorrei fare alcune osservazioni di carattere generale perché ritengo che queste osservazioni non possono essere comunque incluse nelle disposizioni di legge che qui sono presentate per alcune questioni di carattere anche nazionale, e cioè questo, la prima è quella del turismo di massa, turismo di massa che è stato esaminato a suo tempo in campo nazionale e che sono state prese alcune deliberazioni da parte governativa, alcuni finanziamenti sono stati fatti, ma purtroppo una legge molto lacunosa, molto difficile da applicarsi e che non ha portato dei benefici sostanziali per le classi lavoratrici, ma ha favorito in un certo senso coloro che sulle classi lavoratrici fanno speculazioni in modo che sono sorte delle case per ferie, per soggiorni estivi, invernali e primaverili, però queste case hanno un carattere strettamente industriale, quindi i lavoratori hanno un beneficio molto relativo perciò non possiamo invocare la legge nazionale per avere dei benefici in campo regionale. Ma a me però mi sembra che qui l'Assessorato al Turismo avrebbe dovuto tenere conto di quanto fatto precedentemente in questo campo, avrebbe dovuto includere la possibilità dei mutui per le case per ferie come da quegli studi che erano stati fatti e che ci sono certamente in Assessorato, penso che non siano andati persi... (voci in aula) ...però non c'è, hai già detto che sei d'accordo, allora chiuso, non parlarmi più di quella questione lì, questione che interessa e che interessa in modo particolare il turismo, noi avevamo anche tenuto conto della situazione delle zone, non è detto che questo turismo di massa possa essere inserito in tutte le zone della Valle d'Aosta perché dobbiamo tenere conto di valorizzare quelle zone meno conosciute e che sono tra l'altro le più belle, le più adatte per il turismo di massa, vedi per esempio...

Balestri (P.S.I.) - L'articolo 5 ci permette poi di organizzarle in questo senso, la Giunta regionale stabilirà i requisiti di carattere tecnico e funzionale delle opere di interesse turistico e alberghiere ammissibili alle agevolazioni finanziarie previste dalla presente legge. Quindi con questo potremmo poi disciplinarle come zone e come tutto.

Savioz (P.C.I.) - Va bene, va bene, purché siate d'accordo di farlo, l'articolo 5 va... senz'altro ma bisogna essere d'accordo ma qui non c'è, qui non c'è per adesso. E volevo dire, citavo questo, citavo ad esempio Oyace per esempio, facciamo un esempio pratico, Oyace è una bellissima zona, turisticamente non si è riusciti a sfondare per diverse ragioni e che potrebbe servire in un modo meraviglioso per questo turismo di massa; ci sono anche le condizioni per poterlo fare. L'altro problema che m'interessa e di cui abbiamo già parlato a suo tempo, è la questione dei bar e dei ristoranti. Se c'è una cosa nella Valle d'Aosta che è contro il turismo e non per il turismo, nella maggioranza questi locali sono privi quasi, privi anche dei servizi igienici. Entrate in un bar qualsiasi, fuori c'è l'ampollosa scritta bar, quando entri dentro una bettola qualsiasi, dove non c'è niente come requisito per il turismo, non possiamo neanche lontanamente pensare di fare un confronto con i vicini svizzeri e francesi. Non possiamo neanche fare un confronto con quelli dove dobbiamo riconoscere che in fatto di bar e di ristoranti hanno delle costruzioni che sono vecchie, non è che abbiamo un grande patrimonio nuovo, hanno un patrimonio vecchio, quindi non molto facilmente adattabile, però hanno dei requisiti che sono veramente all'altezza della situazione, noi no! E qual è la difficoltà che si incontra? D'accordo per dargli questi contributi, perfettamente d'accordo, ma la difficoltà che ne viene fuori è questa, mentre gli alberghi sono disciplinati da una legge nazionale e ricadono sotto l'osservanza delle disposizioni emanate dall'Assessorato del Turismo della Regione, i bar e i ristoranti no, quelli fanno parte dell'industria e del commercio, sono disciplinati dalla legge di PS anche loro, ma esclusivamente e quindi l'Assessore al Turismo non può fare niente per i bar e per i ristoranti qualora non siano classificati come alberghi, pensioni e locande. E questo è molto importante perché per esempio quando a questi Signori si fa l'obbligo di esposizione dei prezzi delle consumazioni, che cosa avviene? L'esposizione viene fatta, la tabella con su riportati i principali liquidi che si vendono in quel locale e questa tabella è messa regolarmente dietro la macchina del caffè espresso, ben distante da dove il cliente possa vedere, e allora succede che quando entra il cliente del posto, non so, paga il caffè 50 lire, quando viene uno straniero o giudicato tale il caffè automaticamente passa a 60 a 70. E queste cose si sanno, queste cose portano del grave danno alla Regione. Ora qual è la questione che si possa fare, noi possiamo legiferare in questo campo, si può qui, basta che l'Assessore all'Industria e Commercio si metta d'accordo con l'Assessore al Turismo e anche lì c'è tutta una documentazione, c'è un fascicolo dove degli accordi in questo senso erano già stati presi nel tempo di Nicco, poi non siamo riusciti ad andare fino in fondo per delle altre ragioni ma bisogna arrivare al punto che questi locali siano regolamentati da un qualche cosa di positivo per il turismo e che i prezzi vengano messi sulla porta d'ingresso del locale in modo che si possa vederli prima di andare dentro perché succede spesse volte che l'individuo entra dentro, fa la sua consumazione, poi si trova una stangata tale per cui se ne va via mugugnando e chi va via mugugnando naturalmente non fa reclam per la Valle d'Aosta. Queste sono delle cose a portata di mano, forse non sono di alto livello ma sono quelle cose pratiche di cui a un certo punto bisogna tenere conto. Quindi io direi è necessario che questi locali vengano prima di tutto esaminati dal punto di vista sanitario e in secondo luogo vengano esaminati dal punto di vista della correttezza turistica, in modo che i prezzi siano quelli e non vengano modificati e non vengano alterati o non vengano agli uni fatto pagare un prezzo, agli altri fatto pagare un altro a seconda dell'intelligenza del proprietario, del conduttore.

Un altro argomento di cui mi preoccupa è questo, io vorrei che in questa legge fosse in qualche modo inserito il fatto dell'ammobigliamento tipico valdostano. Questo è un problema che soprattutto per i bar e per i ristoranti l'albergo è già diverso, perché obbligare un albergatore a fare un tipico ammobigliamento a carattere locale non è facile, me ne rendo conto, per i letti ecc. i moderni, ma per quello che concerne le sedie, il bancone, il tavolo, può essere benissimo fatto stile valdostano, non c'è mica niente di trascendentale e in certo senso si viene ad avere in beneficio dal punto di vista spesa e manutenzione. E il nostro locale anche se non è dei più belli potrebbe anche acquisire un certo cachet valdostano. Penso che chiedere questo a chi allestisce il bar, non sia niente di troppo. Io faccio un esempio, quando Jerusel ha fatto il nuovo, ha aggiustato il suo locale qui in Aosta è venuto a chiederci un contributo, un contributo che non abbiamo potuto dare perché in quel momento queste cose ancora non si potevano fare, però io ho insistito nei suoi confronti e ho detto fai il piacere mentre spendi in questo modo piuttosto che in quello, andate a vedere, non è un grande locale però da prima adesso è cambiato sostanzialmente, entrate lì dentro e avrete l'impressione di essere in un locale tipico valdostano. Quindi chiedere questo mi sembra di non chiedere la luna, ma di chiedere qualche cosa di molto pratico.

Quindi, detto questo, io non avrei altro da aggiungere per il momento, ma insisterei molto sul fatto della sorveglianza, la sorveglianza è sempre stata deficitaria e soprattutto è stata deficitaria per il fatto che ho prima accennato, mentre il turismo, gli addetti al turismo hanno una certa possibilità di intervenire nei confronti dell'albergatore di qualsiasi categoria egli appartenga, non possono intervenire nei confronti dei conduttori dei bar e dei ristoranti perché con il turismo non hanno niente da fare e l'Assessorato dell'Industria e Commercio non ha l'istituzione e le competenze pratiche perché al Turismo ci sono degli ispettori mentre al commercio e l'industria non ci sono. Quindi un ispettore che gira solo nell'ambito delle stagioni, ho fatto questa prova, ne abbiamo assunto uno nel 1964 e abbiamo avuto dei risultati ottimi perché basta che l'albergatore o chi conduce l'azienda sa che c'è qualcuno che vigila e praticamente è come quando noi corriamo con la macchina per la strada, pensiamo che c'è la Polizia stradale dietro le costole, naturalmente facciamo più attenzione. Con questo io non aggiungerei altro.

Barone (P.C.I.) - Io esprimo un mio punto di vista personale, io non sono per il numerus clausus, né per gli alberghi, né per nessuna altra attività. Io in questo sono per la massima liberizzazione. Ogni cittadino ha diritto di tentare con l'apporto del suo capitale, con l'apporto delle sue risorse, di tentare di farsi una strada, di tentare. E questo secondo me non va a detrimento della popolazione, affatto, io non lo vedo, io vedo che nei Comuni in genere c'è una commissione per il rilascio delle licenze. Nei comuni in genere sono restii, c'è già un negozio o due, ci sono due negozi di abbigliamento, non diamone in terzo perché tutti e tre non camperebbero. Ma questa non è una cosa che deve preoccupare un'Amministrazione comunale né un Amministrazione regionale, questo interessa al privato, in questo fatto qui che poi i prezzi dovrebbero aumentare se aumentano gli alberghi in vista, non è affatto vero secondo me, secondo me non è affatto vero.

Ora Chabod che ha l'albergo dice "è meglio che non ne aprano un altro", magari il suo punto di vista può essere quello, ma io, che sono parte completamente disinteressata, io esprimo il mio punto di vista che non è affatto un punto di vista, è concordato con un altro, io esprimo il mio punto di vista. Intanto il fatto di ottenere questi mutui non dipende affatto dalla Valle, dipende dalla Cassa di Risparmio, dall'Istituto San Paolo o da qualsiasi altro Istituto, perché le prove sono confortanti in questo senso.

Non c'è nessuna Banca né Cassa di Risparmio che ha voluto dare via dei milioni, se non sanno che una possa rispondere e non hanno bisogno di avere istruzioni da parte della Valle per il conto di lasciare dei mutui perché la Valle paga solo una percentuale dei mutui. Si dice allora che le spese di gestione sono talmente grandi che aumentano i prezzi, io sono di impressioni completamente contrarie invece, perché il fatto della gestione è un fatto privato e contrae il gerente contro il cliente, può anche diminuire il prezzo della gestione, non è detto che debba aumentare, può anche benissimo diminuire. Se il prezzo della gestione diminuisce per la concorrenza diminuirà anche il prezzo del costo del cliente che va a servirsi. Quindi per conto mio il fatto della liberizzazione dovrebbe essere un fatto diciamo così ...La Valle fa bene secondo me a fare questo aumento perché non è solo l'aumento che dà all'albergatore in percentuale, il quale albergatore è anonimo, oggi ce ne sono tre a Champoluc, domani ce ne saranno dieci, alla Valle questo non interessa, darà a tutti, ognuno prima fa i conti in tasca sua se può aprire un albergo o non può aprire l'albergo, fallite alla Valle non interessa questo fatto, non interessa perché interessa soltanto all'Istituto di credito, non interessa alla Valle questo fatto e intanto si incentiva questa attività dove siamo ancora molto scarsi tra parentesi, non è che si dica, i clienti sono sempre quelli, non è vero che i clienti sono sempre quelli. Se devo prestare fede alle statistiche che vengono pubblicate i clienti aumentano tutti gli anni, non è che siano rimasti quelli del tempo, non so, di Giosuè Carducci che andavano a Champoluc o a Courmayeur, sono aumentati i clienti no, e aumentano tutti gli anni. Il fatto che siano in più questo va a profitto del cliente che va, perché la concorrenza che cosa crea? Una diminuzione di prezzi, tutte le altre cose secondo me non erano neanche pertinenti, ha fatto bene Savioz a dire che bisogna esporre i prezzi, a Torino non entra in un solo albergo senza leggere di fuori la tariffa, è fondamentale. Quando io vado, non so al Zebra, non so in qualsiasi albergo di Torino, io so già prima quello che spendo, ma questa è una cosa marginale, se ne parla perché adesso si parla in fatto di alberghi e allora si può parlare anche di questo perché si parla di un argomento generale, ma il fatto sostanziale secondo me di incentivare questi alberghi, questi bar ecc. crea un'attività che è superiore a quella alberghiera, non è che l'attività alberghiera sia limitata al fatto del cliente che va lì, lavora di più il barbiere, lavora di più il sarto, lavora di più il minigolf, lavora di più il tennis, lavorano di più tutte le altre attività. Quindi per conto mio, a parte il fatto delle cifre che si possono discutere più o meno, ma come principio generale io sono favorevole al fatto che venga aumentato l'apporto sul mutuo sull'interesse che la Valle deve pagare sui mutui che vengono contratti dagli albergatori.

Pedrini (P.L.I.) - Signor Presidente io ho già espresso il mio pensiero parecchio tempo fa facendo con l'amico Cusumano anche una mozione su questo e dopo aver sentito parlare l'amico Barone io debbo dire che seguo la sua impostazione sotto tutti i profili. Io non vorrei che egli fosse a un dato punto richiamato dai suoi dirigenti, ma le parole che egli ha detto fanno sì che io pensi una tantum come il comunista Barone. Quando si parla di liberizzazione e ha ragione questo non è che io lo voglia sfottere, io ben mi guardo, io sono pienamente con lui sotto tutti i profili perché egli ha parlato su questo problema come un liberale quindi praticamente io meglio di lui non avrei potuto esprimermi e giunti a questo punto non mi rimane che concordare in pieno e fare mie le sue parole perché soltanto così io sono convinto si riuscirà a fare qualche cosa di buono in questo campo nei confronti del turismo che dovrà venire più numeroso in Valle d'Aosta.

Benzo (D.C.) - Vorrei solo fare una precisazione che ritengo per l'esattezza storica. Il Consigliere Pedrini ha detto che ha presentato quella mozione, bisogna essere precisi: la legge è stata portata al Consiglio regionale per risposta all'Assessorato dell'Industria e Commercio e sottoposta dalla Giunta, reca la data del 31 marzo 1967, mentre la mozione è del 21 aprile. Era stata portata, la legge era stata portata al 7 aprile, al 7 aprile e qui... (voce di Germano: ...è stata portata prima, poi è stata passata dopo) ...non dalla data della mozione e dalla data della legge. È stata portata un Consiglio il 7 aprile, no per la verità storica insomma, la data, è stata portata il 7 aprile solo che il Consiglio regionale non ha potuto discutere l'oggetto all'ordine del giorno della legge che prevedeva già l'estensione ai bar e ai ristoranti perché sono delle aziende commerciali e poi il 21 aprile è arrivata la mozione.

Germano (P.C.I.) - Solo per ristabilire una verità storica. La legge per l'ampliamento dei mutui ecc. ecc. è stata discussa due anni e mezzo fa in Commissione, no, dato che ci siamo qui... (Benzo: ...non per l'astensione alle categorie) ...alberghi, case di riposo, locali tipici... (Benzo: ...se lei stava attento io sto parlando di bar e di ristoranti, cioè aziende commerciali) ...erano comprese, solo era un po' restrittiva nel senso che noi volevamo locali tipici, cioè volevamo le cose che qui sono state richieste da molti, che avessero la caratteristica valdostana.

Benzo (D.C.) - Se è così non so perché avete fatto tutta quella battaglia per non volerla dopo.

Germano (P.C.I.) - Ma come tutta quella battaglia per non averla dopo?

Balestri (P.S.I.) - Per quanto richiesto dal turismo di massa, è giusto c'è un'omissione, quindi accettiamo di includere case di riposo e campeggi, per la parte generale accennata da Manganoni non sto a rispondergli perché non vorrei rifare il solito discorso sennò sembra essere tutti d'accordo, insomma, ma Barone ha già risposto, già sufficientemente, cioè abbastanza eloquentemente.

Vorrei rispondere solo a Savioz che su quanto chiesto da lui, che forse gli è sfuggito quello che avevo letto prima, a parte l'importo dei 3 milioni c'è l'altra da aggiungere sulla legge che dice "limitatamente all'esame delle domande di cui al punto 2 del precedente art. 3", quindi bar e ristoranti, la presente legge "la priorità sull'ammissibilità delle domande verrà determinata tenendo conto dell'ultimo reddito annuo imponibile accertato e definito" che "sono escluse dalla concessione di contributi suddetti imprese commerciali avendo un reddito" che però c'è tutta una parte che era incluso nella precedente legge presentata da Benzo e che il Consiglio poi disse di trasportare su questa del Turismo, che questi bar e questi ristoranti devono avere una data caratteristica valdostana ecc., è già inclusa in questa, sì, sì, e fu proprio il Presidente della Giunta, mi pare, a dettare quella definizione. Quindi ora la troveremo e vedrai che è già incluso e già accertato quella.

E a Manganoni devo rispondere che per le spese accessorie s'intendono le attrezzature perché io vorrei dire questo, che se c'è bisogno, se ci sarà bisogno, auguriamocelo tutti, di nuovi alberghi e di una nuova espansione turistica, questa legge ha la prospettiva per il riammodernamento degli attuali perché a un certo momento, sia nei bar, nei ristoranti, negli alberghi, certuni non corrispondono più alle esigenze moderne e quindi è augurabile che troviamo dei proprietari che possono lavorare e che possono permettersi attraverso questi mutui di ammodernare quello già esistente. Questo è un po' lo spirito. Le spese accessorie o che...

Manganoni (P.C.I.) - No, al punto a) "contributo commisurato all'importo totale delle spese per interessi ed accessorie", cioè spese accessorie dovute sul capitale mutuato. Quello è il problema, qui non c'entra con gli accessori del bar, c'entrano le spese accessorie degli interessi, articolo 3, punto a). L'ultima parola della seconda riga.

Balestri (P.S.I.) - Nelle spese del capitale mutuato sono comprese anche tutte le spese che fanno parte dei mutui.

Manganoni (P.C.I.) - Sì, ma allora qui chiariamo le cose perché, ad ogni modo, risponderò dopo, rispondi pure a tutto, io risponderò dopo.

Balestri (P.S.I.) - Il piazzale ecc. ti posso dire che oggi non viene dato un permesso alberghiero, un permesso ecc. se non c'è una certa consistenza del piazzale. Questo è il tenore che è stato sempre tenuto e che si continua a tenere. Quindi anche per i bar, i ristoranti è logico che ci devono essere determinati parcheggi o determinate possibilità, almeno che non siano su strada normali dove sono possibili dei posteggi.

Gestore, l'articolo 5, il numero 5 dell'articolo 7. Qui va interpretato, documentazione comprovante la proprietà del bene per mobile e interessato oppure atto di assenso del proprietario quando il mutuo viene richiesto dal gestore, quando viene chiesto dal gestore non è che si dia all'uno o all'altro, si può dare anche al gestore, ma ci vuole l'atto di assenso del proprietario.

Lustrissy (D.C.) - Mi stavo guardando adesso la nuova legge nazionale 614, cioè la nuova legge per le aree economicamente depresse, estesa poi a favore dei territori montani, quella del 22 luglio 1966. Parlando delle provvidenze a favore dei privati si parla, oltre che della costruzione, ampliamento e adattamento di mobili ad uso alberghi, pensioni, locande e ostelli, di case per ferie di lavoratori, campeggi, gli ostelli per la gioventù, i villaggi turistici a tipo alberghiero e per le relative attrezzature. Io vorrei chiedere all'Assessore di voler includere come dizione esatta dell'emendamento proposto dal Consigliere Germano, dato che poi la Regione... (Montesano: Balestri era, vuole ripetere...) ...cioè di voler indirizzare questa legge su quel fac simile di quella legge regionale perché poi la Regione avrà facoltà, cioè dovrà, non solo avrà facoltà, dovrà richiedere allo Stato di fare un piano quinquennale per chiedere una parte dei fondi messi a disposizione della legge 614 e se noi ci richiamiamo con disposizioni analoghe alle stesse leggi è poi più facile utilizzare i fondi.

Ora dato per scontato che l'Assessore ha accettato la richiesta del Consigliere Germano, cioè di case per ferie e per lavoratori e di campeggi, dato che dei villaggi turistici ne parliamo poi con un'altra legge, lasciamo perdere i villaggi turistici, vorrei fare aggiungere anche gli ostelli della gioventù. Noi sappiamo che qui ad Aosta siamo assolutamente carenti di questo tipo di attrezzatura, non chiamiamola alberghiera ma di ricettività. Ne avevamo uno a Saint Nicolas ma ormai da quest'anno non sarà più in funzione e scomparirà, pertanto sarebbe estremamente importante inserire oltre a quelle due dizioni anche gli ostelli per la gioventù.

Manganoni (P.C.I.) - Vedi Balestri, io le domande non le avevo poste al Consigliere Barone, io le avevo poste all'Assessore ed io... (voce) ...no, no perché io non ho parlato, io ho detto, ho chiesto questo se l'Assessorato aveva fatto uno studio sul limite della economicità, dello sviluppo di questi esercizi, era quella la domanda che avevo posto. A parte che Barone a questa domanda non aveva risposto, ma io la domanda l'ho posta a te, non a Barone. Sulla questione dell'economicità penso che in tutto c'è un limite, oltrepassando il quale non è più positivo. No, ma guarda vediamo tutti gli altri, perché noi sappiamo che in tutte le attività c'è un limite che non si deve oltrepassare, l'optimus? Non si deve oltrepassare. Io vi avevo chiesto sì e allora non l'avete fatto, mi rispondete che non l'avete fatto e chiuso. Solo quello. In secondo luogo, io insisto su questo degli interessi spese accessorie, ma cosa sono? Per esempio all'art. 3, punto a), perché noi questa mattina le spese accessorie che cosa comprendono, tutte le altre spese connesse nel senso di domande per le ipoteche, cioè mi ricollego alla discussione per le case che abbiamo fatto per i lavoratori, per gli operai e per i pensionati, tutte le spese accessorie ricadono sulle loro spalle e noi avevamo chiesto di stanziare almeno 25 mila lire per ognuno per venire incontro non a tutte le spese accessorie, ad una piccola parte delle spese accessorie. Ci si è detto che si creavano dei pericolosi precedenti, che si sarebbero sollevate le proteste delle altre categorie, qui vi si concede tutto, tutte le spese accessorie, quindi qui io vi chiedo una spiegazione chiara su questo.

Terzo, ecco io prendo atto della risposta che mi si è dato, si chiede ai bar e ristoranti di costruire dei piazzali salvo che non si trovino sulla strada ecc. ma appunto, io sollevavo anche il problema di quelli che si trovano anche sulla strada, perché la strada serve per circolare, per transitarvi e non per fare i posteggi degli alberghi e dei bar.

Ora io chiedo questo, a tutti quelli che costruiscono nuovi alberghi e bar vi si imponga o vi si condizioni la concessione del mutuo al fatto che si costruiscano il piazzale, ma non il piazzale per tre motociclette, un piazzale che ci stiano un dato numero di macchine perché non è giusto che poi si ingombri il suolo pubblico, le strade pubbliche e tutti gli ingorghi e gli inconvenienti che si verificano.

Sull'altro punto dice che si possono concedere anche ai gestori del bar, non solo ai proprietari; io non è che mi ponga questo, però sollevo una domanda, normalmente ogni volta che si cambia gestione si cambia arredamento, per lo più, dico normalmente, non dico sempre. Cosa succede se ogni tre o quattro anni cambiano gestore, ogni tre o quattro anni cambiano arredamento, ogni tre o quattro anni bisogna fare il mutuo. È una domanda che io vi pongo, se avete esaminato questo, se non è il caso di limitare dicendo quando a un bar si è dato un contributo per un numero x di anni, io parlo non di costruzione ma di arredamento, per un numero x di anni non glielo diamo più perché se a quelli gli salta lo sghiribizzo di cambiare l'arredamento noi paghiamo, non è neanche giusto... (voce) ...ah c'è solo dieci anni, allora se ci sono dieci anni, va bene. Ad ogni modo io chiederei la risposta di quegli altri punti.

Balestri (P.S.I.) - Manganoni, per i bar e i ristoranti a un certo momento come dico, noi sulle costruzioni nuove, dove vengono fatte e non parliamo degli alberghi, sugli alberghi è già una cosa scontata, per i piazzali, mi sembra anche che non possiamo proibire che un ristorante o un bar non venga su una strada o che, se in quella strada lì non c'è possibilità di posteggio o che si debba impedire e allora chiediamo a tutte quelle che sono al centro praticamente di... (Manganoni: ...non impedire) ...non la trovo giusta perché possono anche avere benissimo un posteggio a 20 metri di distanza da una piazza o essere in via Porta Pretoria e possono anche avere il contributo anche loro... (voce di Manganoni) ...ma in Valle dove c'è la possibilità richiediamo sempre il posteggio, dove c'è la possibilità richiediamo sempre il posteggio. Per l'altra questione sì, si tratta che qui siccome si parla fino ai dieci milioni no, ma dai 25 ai 50 milioni si parla di dare i mutui su un importo che al 50%, cioè per avere un mutuo di 50 milioni devono avere un capitale di 100 milioni, a un certo momento si erano messi anche gli interessi per le spese accessorie. Se vogliamo le togliamo, non sono quelle che poi... (voci in aula) ...sì, sì, stracciamole pure tanto non è su un progetto di 100 milioni non sono le spese accessorie, che sarà un milione o due, quello che incide su... (voce di Manganoni) ....d'accordo, sarà un principio...

Manganoni (P.C.I.) - ...tu, ma Bordon, il Bordon viene, spara e poi scappa così non sente cosa gli si risponde, dice "ma è pericoloso, creiamo un precedente, le proteste di tutte le altre categorie", che altre categorie? Alle altre categorie paghiamo tutto.

Balestri (P.S.I.) - No, guarda è rimasto perché c'era già sulla vecchia legge, era tale e quale.

Manganoni (P.C.I.) - Però questo io vorrei farlo osservare al tuo collega lì, di destra, che non c'è, che lui racconta sempre un sacco di balle in Giunta perché questa mattina diceva che avevano protestato le altre categorie, ma se le altre categorie lì hanno questi vantaggi! (Bionaz: ...non ha detto questo) ...Bionaz io ho preso nota, solleverebbe ingiustizia nei confronti dei coltivatori quello laggiù, poi Bordon ingiustizia, ma ho detto che non conveniva rispondere altrimenti lo sfottevo... (voce) ...guarda stattene bravo, perché tu ogni volta che apri bocca, io una volta ti rispondevo poi i miei colleghi mi hanno detto "ma tu sei fesso, ma tu ti perdi con quella... ma lascia perdere" e i miei colleghi hanno ragione, io riconosco che ho fatto male a polemizzare con te perché non ne vale la pena. Allora Bordon ha detto, solleveremmo il malcontento delle altre categorie, è vero che ha detto questo Bordon questa mattina no? Ci sono tutti i testimoni. Ora Bordon affermava come al solito il falso perché le altre categorie, questa categoria già beneficiava... (voci) ...e allora... (Bionaz: ...quante sono quelle non ce l'hanno?) ...sì, ma Bionaz, Presidente guardi, a questi qui, cioè agli albergatori, quelli che fanno i ristoranti e i bar che sono gente che economicamente stanno meglio degli operai e dei pensionati, questo nessuno potrà negarlo, a questi noi paghiamo anche le spese accessorie agli operai e ai pensionati che sappiamo che sono la categoria la meno abbiente, la più bisognosa in Valle, quella che fruisce meno dei vantaggi dall'autonomia, no, quando noi diciamo, includiamo le 25 mila lire che sono delle inezie, non chiedevamo di includere tutte le spese accessorie, solo una delle quattro, cinque spese accessorie, una piccolissima parte, si è fatto tutto quel can can che ha fatto Bordon. Qui invece si includono, non sono delle categorie, Bionaz, quelli che costruiscono dei ristoranti, dei bar, non è che abbiano bisogno, che abbiano necessità come un operaio, un pensionato, e allora a quei poveretti negate tutto, a questi concedete tutto. Allora per una questione di equità... (voce) ...o a tutti o anche agli operai.

Montesano (P.S.D.I.) - Io desidererei però da parte mia fare una brevissima precisazione, sento parlare di liberalizzazione di bar, ristoranti ecc. Io vorrei dire e ricordare a tutti che la disciplina sui bar e sui ristoranti è imperniata sulla legge delle pubbliche assicurazioni, dico questo perché ho fatto parte per dieci anni della Commissione così detta antialcoolica. La quale Commissione, sapete tutti, è una Commissione consultiva per concedere le licenze ai bar e ai ristoranti, le quali licenze vengono concesse dal Questore. Ora è avvenuto molte volte nel corso degli anni in cui io ho fatto parte di questa Commissione e alcuni anni con l'Assessore Colombo perché mi pare il Presidente è l'Assessore all'Industria, è avvenuto che cosa? È avvenuto che dei cittadini avevano costruito dei bar, li avevano arredati e non si erano resi conto che, delle disposizioni di legge sull'ottenimento delle licenze, che sono quelle rapportate, cioè esistenti con un rapporto limite fra esercizi di bar e ristorante e popolazione.

Quindi ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto, di cittadini che avevano costruito il bar, avevano arredato, speso parecchi, parecchi milioni e che non potevano ottenere la licenza perché erano già fuori paese, erano già fuori dal cosiddetto rapporto limite. Quindi io proporrei qui all'art. 7 che ci fosse un'aggiunta, quindi sono 6 i punti, ci fosse un settimo punto in cui venisse richiesta anche la licenza di esercizio per i bar e i ristoranti, cioè l'ottenimento... (voce) ...e già perché altrimenti noi incoraggiamo questo fenomeno di costruire dei bar, di arredare dei bar senza preoccuparsi se la licenza può essere ottenuta o no e che ci siamo trovati davanti a situazioni anche tragiche, tragiche di gente che ha dato fondo ai propri risparmi per fare dei ristoranti e poi si è trovato da non poter esercitare. Noi abbiamo avuto un caso qui a Saint Christophe, quel caso fu benevolmente esaminato dalla Commissione e la Commissione, visto e considerato che era un locale ben messo, aveva una quantità e qualità di ottime, diciamo, presentazioni sul piano di arredamento, le dette la licenza, cioè dette il parere favorevole per la licenza, il Questore dette la licenza. Un suo concorrente a distanza da duecento metri, a Saint Christophe, fece il ricorso a norma di legge al Ministero. Il Ministero impose il ritiro della licenza e quindi ci fu questo doloroso episodio, il quale, ripeto, ogni anno si è ripetuto e si ripete, quindi io credo che per ragioni di prudenza non sarebbe inopportuno che l'Assessorato ravvisasse la possibilità o la necessità di garantire, oltre che la Regione, in questo campo, ma di garantire chi domanda questa licenza. (voci in aula)

Balestri (P.S.I.) - Ci sono il Ministero del Turismo e tutti gli organi turistici che hanno presentato proprio delle leggi per abolire le licenze.

Montesano (P.S.D.I.) - Un momento, io volevo aggiungere questo, caro Balestri, caro Balestri esiste oggi questa legge qui, so benissimo che c'è la legge che liberalizza tutto, ora nessuno vieta al momento della liberizzazione di modificare questo punto qui, ma oggi come oggi c'è un rapporto limite fra popolazione e il numero degli esercizi. Quindi io l'ho voluto fare presente perché diciamo così è la mia conoscenza, per esperienza decennale anche Colombo... (voci)...e già... (voci) ...allora ci sono tre interventi...

Balestri (P.S.I.) - Forse tu vuoi dire che la licenza viene rilasciata quando è stata vista l'idoneità dei locali ecc. ecc.

Savioz (P.C.I.) - ...ma la legge che il Presidente cita in questo momento, vi sono da aggiungere altre disposizioni: è notorio che per le frazioni isolate c'è una disposizione transitoria, non solo, ma c'è una possibilità di rilasciare la licenza da parte del Questore senza tenere conto del rapporto popolazione primo; secondo le zone dichiarate e riconosciute d'interesse turistico dipendono dall'Assessorato del Turismo, se l'Assessore al Turismo ritiene che lì si apra un nuovo esercizio, il Questore non è che sia tenuto a darlo, però tiene conto di questa richiesta e la licenza viene concessa. Ma è sulla sua richiesta Presidente mi sembra che ci sia un qualcosa che non ingrana molto, perché non ingrana? Per il semplice motivo che la Commissione antialcoolica è vero che si riunisce e determina con voto consultativo il parere negativo o favorevole; ed è vero che il Questore ne tiene conto o non ne tiene conto perché è lui che ha potere deliberativo in campo. Però in Questura non si riesce ad avere il parere se lei non presenta la domanda completata da tutti gli allegati, ivi compreso progetto, sistemazione, e non rilascia la licenza se non dopo sopralluogo dei membri stessi della Commissione quando questa la chiedono oppure quando il Questore ritiene opportuno di farlo, quindi il chiedere una licenza preventiva a mio modesto avviso mi sembra che non sia possibile.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora Consigliere Savioz, c'è, permane sempre quel grosso punto interrogativo che... esempio.

Savioz (P.C.I.) - Allora se lei mi permette io ritorno a dire quello che ho detto prima e che forse non ho chiarito abbastanza che il concetto è questo. Bisogna arrivare nella nostra Regione e prendo lo spunto adatto da Balestri, nella Commissione centrale del turismo di cui facevo parte, di cui fa parte l'Assessore adesso, questo problema è stato ampiamente dibattuto nelle riunioni, siamo intervenuti con una certa energia non solo noi ma quasi tutti i responsabili del turismo d'Italia, per chiedere queste modifiche di P.S. La legge di pubblica sicurezza dovrebbe limitarsi nei casi specifici a quello che è la P.S. nel vero senso della parola e non entrare nel merito se lì deve essere data o non deve essere data una licenza di esercizio tenuto conto del numero della popolazione. Quando poi bisogna tenere conto che in Italia non c'è una frazione, non c'è un Comune, non c'è un semplice esempio che sia in base alla legge sul numero degli abitanti. Tutti indistintamente le città italiane, i paesi italiani, tutti indistintamente hanno il numero dieci volte superiore a quello che la legge prescrive. Quindi stiamo proprio pestando l'acqua nel mulinello che non serve proprio a niente. Io insisto che la Commissione al turismo della Valle d'Aosta esamini attentamente questo problema e tenuto conto che possiamo legiferare, prepariamo un disegno di legge che ci dia la potestà di finalmente mettere a onore del giorno questa situazione che è pesantissima, con delle leggi antiquate, con dei provvedimenti che andavano bene al tempo di Napoleone ma che adesso non servono più, ma che comunque sono lì a impedire il buon andamento del turismo in genere. Quindi io sono di questo avviso qui e ripeto sono d'accordo tra Assessore all'Industria e Commercio e Assessore al Turismo, dei fascicoli ci sono già, delle sedute sono state fatte, la Commissione ha già discusso in merito e ci sono anche delle relazioni, ma arrivare al dunque di questo problema sarebbe veramente un passo avanti e si potrebbe arrivare a sistemare definitivamente i nostri locali, che ripeto, lasciano molto a desiderare. Questo ognuno di noi lo può vedere e sarebbe meglio, Signor Presidente, questa soluzione radicale che non la proposta che lei fa, che in linea di chiamiamola di buon senso sarebbe giustissimo, ma che in pratica non può essere realizzata, almeno penso così.

Benzo (D.C.) - Pare che di concerto con l'Assessore al Turismo e dirigenti e i funzionari è stato messo proprio allo studio per le preoccupazioni sollevate da vari Consiglieri, questo fatto cioè del numero dei locali che esistono nei vari paesi, nei vari Comuni della Valle. E abbiamo constatato in tutte le sedute della Commissione antialcoolica, che ci trovavamo di fronte, diciamo così, ad una volontà quasi determinata se non determinante della Questura che in attesa, ma per loro la davano quasi per scontata questa liberizzazione delle licenze per i bar e i ristoranti, c'era una continua diciamo invasione di nuove richieste, di domande e se venivano sottoposte, tanto è vero che ci sono state anche delle discussioni in quanto, è sì ben vero che la legge su cui è formata la Commissione antialcoolica la definisce Commissione consultiva, ma uno degli articoli ha una possibilità d'interpretazione che è inutile a un certo momento che la Questura, insomma i rappresentanti vengano in Commissione consultiva, tanto è il Questore che decide, fa tutto, allora è inutile che si riunisca una Commissione. Questo parere non è del tutto solamente consultivo ed abbiamo approfondito bene, è un parere di cui effettivamente deve tener conto in base alla legge il Questore, non solo, ma noi ci troviamo di fronte e lei che è stato...me ne potrà dare atto che di un Presidente collega, Assessore Colombo, se n'era accorto anche lui che a un certo momento tutti i pareri sono favorevoli. Tutti dicono che ci sono troppe licenze, che c'è un'invasione di bar però noi lodiamo sempre i quattro pareri, parere del turismo favorevole, parere dei Comuni favorevolissimi e quindi ci sono anche determinate situazioni in cui non è mai in esame quello che è l'aspetto economico anche, perché va nell'interesse delle stesse categorie quello di vedere. Quindi abbiamo fatto fare uno studio per vedere un po' qual era ormai la possibilità ancora di continuare a sfornare decine di richieste. Questo studio sarà preso poi in esame dai due Assessori in modo da poter veramente, in quelle sedute, in quelle discussioni, aver un quadro molto preciso e non trovarsi di fronte a delle situazioni in cui, da un lato, la categoria rappresentata giustamente difende una piena liberizzazione, ma dall'altro bisogna vedere tutto quello che è l'ordinamento economico generale della collettività, va tenuto in considerazione che si può superare, come diceva prima e Manganoni e lei stesso, questo rapporto limite, e arriviamo sul punto che è esagerato.

Balestri (P.S.I.) - ...che dobbiamo ritornare indietro. Le spese accessorie per i mutui alberghieri non si riferiscono a spese di progettazione, sopralluoghi, spese notarili od altre ma unicamente alle provvigioni e allo scarto delle cartelle, cioè all'1,90% della somma mutuata e agli interessi del 5% richiesti dalla Banca sulle operazioni di Banca. Quindi non si può eliminare in quanto questo è stato concordato con le Banche, non riguarda tutto il resto, le spese accessorie, non solo spese di Banca, non progettazioni, niente...solo unicamente quelle.

Cusumano (P.L.I.) - Siccome sono stato tirato in ballo in mia assenza dal Consigliere Manganoni sulla questione dei bar e della grappa, desidererei finalmente fare una chiara precisazione. Prima di tutto, il contributo che noi abbiamo voluto dare ai bar non è tanto quello di istituire dei bar nuovi o dei locali nuovi, quanto di migliorare quelli che ci sono. Poi quell'indegna propaganda che adesso si fa da parte di quelli che si riempiono continuamente la bocca con la parola popolo, i difensori del popolo, io voglio dire ben chiaramente che per me ognuno può distillare tutto quello che vuole però è un dato di fatto che nella distillazione, fatta con metodi non perfezionati, passa nell'alcool etilico una quantità di alcool metilico, se siete capaci di dimostrarmi che questo non è vero allora io ho tolto i baffi e finito perché questa è una vera indegna cosa che si approfitti della gente per andare a travisare le cose che io non voglio che bevano, che io difendo le distillerie, che io difendo qui, che io difendo là. Io non ho proprietà di distillerie, non ho vigne da distillare, non distillo niente, per me possono distillare tutto quello che vogliono. Però è un dato di fatto, come dico, i fatti siano capaci di dimostrare con fatti che questo non è vero ecco. Che è molto più pratico che andare a dire "ma qui prendono dell'alcool da un Comune", lo facciano analizzare poi mi dicano se quando non è rettificato ce lo consegnano alcool metilico, poi dite quello che volete e sia finita una volta per tutta questa musica che è diventata la barzelletta di tutta la Valle... (voci) ...contro la salute pubblica, io ho creduto parlare come medico, poi come dico, ognuno può suicidarsi come vuole... (voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Io preciso che l'articolo 1, alla penultima riga, dopo le parole "di ogni tipo e categoria, nonché" bisogna aggiungere "nonché di case per ferie, campeggi e ostelli per la gioventù", come? (Lustrissy: case per ferie per lavoratori) ...tutti lavorano, ferie per lavoratori allora "nonché di case per ferie per lavoratori, campeggi e ostelli per la gioventù", d'accordo. Allora osservazioni? Nel testo globale così integrato da questa aggiunta nessuna osservazione?

Vallino (U.V.) - Bisognerebbe aggiungere "essere di preferenza quella di tipico valdostano come architettura".

Savioz (P.C.I.) - Vorrei avere un chiarimento da Balestri: un momento fa ha sollevato la questione della sistemazione a carattere locale valdostano dei locali, tu mi hai detto che c'è un... dove questo è inserito...

Montesano (P.S.D.I.) - Che cosa deve essere inserito?

Benzo (D.C.) - Viene messo sull'altra legge, per quella legge del fabbricato di Piazza Narbonne, forse ha fatto confusione, in questa non c'è, parla della località ... non su questa legge ma lui si riferisce alla Giunta che ha letto...

Balestri (P.S.I.) - ...la Giunta regionale stabilirà i requisiti di carattere tecnico e funzionale o che possiamo aggiungerlo qui...

Savioz (P.C.I.) - ...allora bisogna aggiungere, come ho chiesto io allora, allora non è che ci sia già.

Balestri (P.S.I.) - ...non è stato sintetizzato...

Savioz (P.C.I.) - ...e no, perché allora si aggiunge sull'articolo...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Savioz quando arriviamo a quell'articolo mi fate il favore di dire precisamente che cosa volete aggiungere. Allora Consigliere Vallino ritira quello che ha detto perché comprensivo di quello che ha detto il Consigliere Savioz. Allora nessuna osservazione su questo articolo 1? Il Consiglio approva.

Art. 2 - Osservazioni? Il Consiglio approva.

Art. 3 - qui c'è da fare delle modifiche, come rimane così? C'è un'aggiunta dopo il paragrafo c), c'è un secondo punto.

Art. 3, resta fermo il 1° comma, dopo il 1° comma c'è il n. 1 "per esercizi alberghieri con o senza ristorante o bar annessi" da aggiungere, art. 3 neh! Poi si inserisce ancora nel testo originale A, B e C, e dopo c'è... (voce) ...dopo il 1° comma dell'articolo 3 bisogna aggiungere il n. 1 con questa dizione "esercizi alberghieri con o senza ristorante o bar annessi".

Dopo si riprende il vecchio testo, a, b, c e poi c'è un altro emendamento aggiuntivo con n. 2... (voce) ...ha scritto il primo emendamento... (voce) ...no, con o senza ristorante o bar annessi. Ecco vi passa una copia l'Assessore così... (voce) ...Dopo il punto c'è da aggiungere il n. 2 "per ristoranti o bar non facenti parte di un esercizio alberghiero, l'importo massimo dei mutui è limitato a lire 3 milioni, il contributo regionale è commisurato all'importo delle spese per interessi ed accessorie dovute sul capitale mutuato".

Osservazioni, in più c'è una correzione di carattere marginale da fare al primo rigo dell'art. 3: "L'intervento finanziario regionale nelle spese per interessi e spese accessorie", aggiungere spese, e spese accessorie relative ai mutui ecc. Allora osservazioni?

Savioz (P.C.I.) - Mi sembra che, forse io non ho ancora afferrato bene e scusi se ho un po' la testa dura. Mi sembra che questa aggiunta qui al 1° comma dell'art. 3 voglia essere un chiarimento sì per quello che concerne gli alberghi, ma siccome questa disposizione di legge vale anche per i bar e i ristoranti senza albergo, è inutile che mettiamo qui questa aggiunta, ha una ragione di funzionalità questa aggiunta?

Benzo (D.C.) - ...è molto più preciso mettere l'uno che l'altro...

Lustrissy (D.C.) - Probabilmente questa modifica all'art. 3 era stata stesa prima di questa Giunta che abbiamo proposto noi delle case per ferie, dei campeggi, allora bisognerebbe includere nella prima parte dell'emendamento, cioè prima del comma a) "per esercizi alberghieri" con quella dizione, "campeggi, case per ferie per lavoratori, ostelli per gioventù", altrimenti verrebbero esclusi.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora l'aggiunta passa all'art. 1 viene riportata qui integralmente. Altre osservazioni, Consigliere Savioz è chiaro.

Savioz (P.C.I.) - Passiamo poi all'esame del comma 2, perché il comma 2 parla di ristoranti o bar facenti parte di esercizio alberghiero per l'importo massimo dei mutui limitato a lire 3 milioni. Quindi allora questo serve per chiarire l'aggiunta che facciamo al 1° comma, ma certo che rimane una stesura un po' fatta, non molto chiara, comunque andiamo avanti.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora nessun intervento sull'art. 3 ancora...

Savioz (P.C.I.) - Quanto da lei proposto prima, viene aggiunto.

Montesano (P.S.D.I.) - La dizione all'art. 1 va aggiunta anche qui nel 1° comma al n.1, d'accordo? Il Consiglio approva.

Art. 4 - Osservazioni? Il Consiglio approva

Art. 5.

Savioz (P.C.I.) - Se permette Presidente, io vorrei inserire proprio qui, all'art. 5, "di preferenza all'ambientazione regionale", insomma qualche cosa del genere, dei bar e dei ristoranti, perché ho già precisato prima che per gli alberghi chiedere questo non è possibile per ragioni di tecnica alberghiera.

Montesano (P.S.D.I.) - Bisogna formularlo per bene.

Savioz (P.C.I.) - Io guardi pensavo di mettere, dunque, qui finisce l'art. 5 dicendo "alle generazioni finanziarie previste dalla presente legge". Io direi "con preferenza alle ambientazioni regionali di carattere regionali" per i bar e i ristoranti, certo.

Benzo (D.C.) - Io penso che facciamo punto, e poi giustamente unisce "per i bar e i ristoranti saranno di preferenza considerati quelli a carattere tipico valdostano".

Savioz (P.C.I.) - D'accordo, va bene.

Montesano (P.S.D.I.) - Per i bar e i ristoranti sarà data preferenza a quelli aventi caratteristiche di ambientazione valdostana.

Savioz (P.C.I.) - Di ambientazione tipica, bisognerebbe chiarire, forse è bene mettere la parola "tipica".

Montesano (P.S.D.I.) - Ambientazione tipica valdostana. Altre osservazioni?

Germano (P.C.I.) - Questo art. 5, anche con l'aggiunta, manifesta sempre una determinata tendenza accentratrice, la Giunta regionale stabilirà i requisiti di carattere tecnico e funzionale delle opere, dico ma sì, ma dico quali sono? E se uno fa la domanda e la Giunta la respinge, cosa fa questo qui? È tutto a discrezione della Giunta, il problema è che in ogni legge c'è un regolamento e se uno non ritiene di essere soddisfatto ha qualcuno a cui ricorrere per farsi fare giustizia, qui non c'è nessuno che si fa giustizia, la Giunta regionale stabilirà, ma su che base? Su che cosa? Su quali questioni? Ne abbiamo aggiunta una.

Benzo (D.C.) - ...mettere "sentito l'Assessorato al Turismo".

Montesano (P.S.D.I.) - Un momento, ordiniamo un pochino, facciamo gli interventi ordinati perché...

Savioz (P.C.I.) - Farei una proposta in merito, intanto vi è una disposizione già stabilita dalla Commissione che resa attiva dalla Giunta con deliberazione per quanto concerne tutto quanto l'ammobigliamento, i metri cubi, i servizi ecc. ecc. per gli alberghi, è molto restrittiva perché concerne anche l'obbligo di determinati posti per i garage, l'obbligo di determinati posti per il posteggio interni all'albergo, l'obbligo di aree verdi, quindi se applichiamo, se si continua a applicare quella regola lì, siamo sicuri che le cose vanno bene... (voce) ...aspetta, aspetta, quindi io penso che si possa aggiungere e richiamare quella disposizione, se noi aggiungiamo quella disposizione la legge diventa operativa, primo, poi nell'altro caso invece dove ci dice, qui interessa l'art. 8, dove si parla della domanda, no, l'art. 9 sull'ammissibilità delle domande. Anch'io rilevo che sarebbe opportuno che la domanda eventualmente respinta dalla Giunta possa avere una possibilità di fronte al Consiglio e dare al cittadino la possibilità di dire al Consiglio regionale qual era che ritenesse...nella sua richiesta. Questo modestamente mi sembrerebbe di includere, ma su quell'altra sezione penso che mettendo le norme che sono state decise dall'Amministrazione regionale precedente per quanto concerne alberghi ecc., una volta che siano applicate con quella rigidità di cui si applicavano prima.

Balestri (P.S.I.) - Germano, posso chiarire una cosa, quella che diceva Savioz. Sui mutui alberghieri c'è il permesso dell'urbanista che dà la validità del progetto, c'è l'approvazione del progetto, poi c'è la dicitura e l'assenso, tutti i rilievi del tecnico dell'Assessorato al Turismo che la sottopongono e con questo poi si sottopongono alla Giunta, c'è tutta una trafila degli uffici che richiede l'attività dell'Assessorato del Turismo e dell'ufficio della Sovraintendente dell'urbanistica.

Lustrissy (D.C.) - Penso che la questione posta dal Consigliere Germano sia in questi termini, in sostanza quando un richiedente vede negata la domanda, viene respinta la sua richiesta a chi ricorre? C'è la vertenza, ad un certo punto il richiedente si trova la domanda respinta per una motivazione che non è valida.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma Lustrissy non è un problema soltanto specifico di questo caso.

Lustrissy (D.C.) - ...tutte le leggi prevedono però un certo provvedimento amministrativo che decide in via definitiva.

Balestri (P.S.I.) - Praticamente le domande vengono respinte per due ragioni, o per mancanza di fondi, se si arrivasse a questo punto qui, o per motivi tecnici, mica per altro.

Germano (P.C.I.) - Con la legge sulle case i lavoratori hanno la possibilità di fare tutti i ricorsi che ritengono, per non essere stati posti nella classifica giusta, ma si capisce, i punteggi sono quelli che determinano la possibilità o no del mutuo. Qui voi, in base a questa legge, potete fare le cose giustissime, le più giuste di questo mondo, ma se alla Giunta saltasse in mente di non dare il permesso a Barone perché Barone non gli piace, Barone il permesso non lo piglia anche se è in regola con tutto, non può e come è possibile questo? Possibile che Barone non possa dire "io corrispondo a tutti questi requisiti quindi ho il diritto", come si fa non prevedere questo?

Montesano (P.S.D.I.) - Un attimo, tutti chiedono la parola.

Balestri (P.S.I.) - Volevo precisare che la trafila è sempre stata così...

Germano (P.C.I.) - Sì, ma come è detto qui non c'è nessuna...

Benzo (D.C.) - Consigliere Germano, innanzitutto l'articolo recita "la Giunta stabilirà i requisiti di carattere tecnico", questa è una norma che interessa i requisiti tecnici di progetti presentati, non l'ammissibilità delle domande. A tutte le leggi fatte precedentemente dall'Amministrazione e anche da alcune nostre leggi che abbiamo modificato, tutte danno facoltà, la Regione può concedere, fa delle leggi per gli artigiani, le leggi per la piccola e media industria, tutte sono configurate così, questa invece è una norma, ripeto, che riguarda i requisiti di carattere tecnico e se non è la Giunta regionale che li determina mi dica lei l'iter, è quello che l'Assessore Balestri le ha detto che è sempre stato fatto in 20 anni, l'Assessore Savioz tant'è vero che l'ha confermato, in più qui l'articolo dice la Giunta stabilirà i requisiti, è importante che ci sia l'organo politico amministrativo della Regione che dica "Signori miei, a un certo momento non presentate dalle topaie, non fate delle cose abnormi", è la stessa considerazione che abbiamo fatto anche per altre discussioni che abbiamo fatto precedentemente su altre leggi.

Balestri (P.S.I.) - Germano, scusami, a un certo momento questa è stata sempre la prassi, non è vero che tutto si derma alla Giunta perché se fossero altre ragioni che impediscano di dargli non logiche a un certo momento ogni cittadino ha diritto al ricorso di ogni atto amministrativo si può ricorrere alla Giunta giurisdizionale.

Benzo (D.C.) - L'art. 9, quello che dice lei però, l'art. 9 di cui parla lei...

Germano (P.C.I.) - Chiederei che almeno qui venissero richiamati invece "la Giunta regionale stabilirà", venisse richiamato com'è la procedura, "la Giunta regionale fa istituire le pratiche..." (voce) ...sì, su proposta, in modo che la gente sappia quali sono i requisiti, quello è stabilito, se c'è una procedura in corso, se è dieci anni che danno i mutui agli alberghi, adesso aumentiamo il quantitativo ma non cambiamo mica... (voci)

Balestri (P.S.I.) - ...requisiti di carattere tecnico, quindi i requisiti di carattere tecnico praticamente...

Montesano (P.S.D.I.) - Allora dobbiamo arrivare a una conclusione per questo articolo, allora c'è l'aggiunta per i bar e i ristoranti, sarà data precedenza a quelli aventi caratteristiche della tradizione tipica valdostana. Tutto il resto rimane nel testo originario. Osservazioni? Il Consiglio approva.

Art. 6 - Osservazioni? Il Consiglio approva.

Art. 7 - Il Consiglio approva.

Art. 8 - Il Consiglio approva.

Art. 9 - C'è una modifica, Consigliere Savioz lei ha la copia, ecco e allora mi pare che sia segnato sulla pagina 2, dopo il primo capoverso, bisogna aggiungere "limitatamente all'esame delle domande di cui al punto 2° del precedente articolo 3 della presente legge la priorità sull'ammissibilità delle domande verrà determinata tendendo conto dell'ultimo reddito annuo imponibile di ricchezza mobile accertato e definito a carico della Ditta della natura dell'esercizio, della località di ubicazione, delle prospettive di sviluppo dell'azienda con preferenza località depresse di montagna, sono escluse dalla concessione dei contributi regionale tutte le imprese commerciali aventi un reddito annuo imponibile di ricchezza mobile superiore a lire 2 milioni, ad avvenuto rilascio del parere favorevole della Giunta regionale" ecco c'è soltanto sino ai 2 milioni - 2° comma - bisogna aggiungere questo comma che io ho letto. Osservazioni?

Vallino (U.V.) - Art. 9? Non ho capito quale aggiunta voleva mettere.

Montesano (P.S.D.I.) - Dopo il 1° comma dell'art. 9, bisogna che si faccia dare, Consigliere Vallino si vuole avvicinare al Consigliere Savioz che ha la copia così mi evita di rileggerlo? D'accordo? (voci in aula)

Benzo (D.C.) - Era quello già approvato dal Consiglio... (voci: bar e ristoranti) ...avevamo visto che erano pochissime, erano solo 37 le aziende che superavano, erano tutte...

Montesano (P.S.D.I.) - D'accordo, il Consiglio approva.

Art.10 - Osservazioni? Il Consiglio approva.

Guardi che qualcuno è uscito e entrato, ne tiene conto?

Art. 11 - Consigliere Germano.

Germano (P.C.I.) - Anche qui continua il metodo, le domande di concessione di contributo non accolte dalla Giunta regionale possono essere ripresentate una sola volta, non prima di un anno dalla data del non avvenuto accoglimento. Se la domanda non è a posto, gli si dice di cambiare questo, modificare quello, preparare quell'altro, ma perché una sola volta e non prima di un anno perché? (voci)

Savioz (P.C.I.) - Ecco, qui io mi sono messo un appunto, confesso che è una questione un po' delicata, è vero, però è altrettanto vero che una legge dove non si dia la possibilità a colui che fa una domanda di aver un Ente a cui rivolgersi per ottenere giustizia qualora ritenga di non averla avuta, non c'è, va bene, ma devono ricorrere alla Giunta Giurisdizionale amministrativa... (voce) ...in questo caso qui, Avv. Bionaz, lei mi insegna che ricorrere alla Giunta Giurisdizionale Amministrativa significa avere la risposta se tutto va bene dopo 9 mesi, 8 mesi... (voce) ...ma non lo so, in questo caso potremmo benissimo mettere al Consiglio...

Montesano (P.S.D.I.) - Ma no, non è competente il Consiglio, mai successa una cosa del genere.

Savioz (P.C.I.) - Lo so che non è mai successo, motivo per cui le dicevo prima che è una questione perplessa, però si è verificato il caso.

Montesano (P.S.D.I.) - No, dico non competente in materia di ricorso... (voci)

Balestri (P.S.I.) - La domanda che si respinge è per mancanza di requisiti...

Bionaz (D.C.) - Scusate, potete anche togliere "una sola volta".

Balestri (P.S.I.) - Si può togliere "una sola volta".

Montesano (P.S.D.I.) - "Le domande di concessione del contributo non accolte dalla Giunta regionale possono essere presentate non prima della data di non avvenuto accoglimento".

Germano (P.C.I.) - Non prima di aver fatto le modifiche necessarie per il suo accoglimento, a un anno, se mancassero due o tre cose che questo in un mese me la può ripresentare, perché devo dirgli stai lì fermo un anno e poi scaduto l'anno vieni, no, se lui accoglie le modifiche.

Montesano (P.S.D.I.) - Si può trovare la forma per distinguere se la domanda non è accolta per ragioni sostanziali o la domanda non è accolta per ragioni... (Germano: ...mettiamo non prima di sei mesi) ...Allora togliere "una sola volta" e modificare "non prima di un anno" in "non prima di sei mesi", sei mesi può mettere a posto.

Art. 11 - Altre osservazioni? Il Consiglio approva.

Art. 12 - Osservazioni? Il Consiglio approva.

Art. 13.

Balestri (P.S.I.) - Art. 13, alla fine bisognerebbe mettere "la concessione di contributi previsti per bar e ristoranti sarà limitata all'importo del 20% delle somme previste dal fondo annuale di cui all'art. 13", per dare un'aliquota su tutto.

Savioz (P.C.I.) - Io mi permetto di non essere molto d'accordo su questa limitazione per una semplice ragione, che se in Valle d'Aosta c'è bisogno di un intervento per rimettere a posto, sono proprio questi gli esercizi che devono essere messi a posto più degli alberghi, alberghi di carattere vecchio in Valle d'Aosta ce ne sono pochissimi per fortuna e sono stati tutti costruiti in questo ventennio con dei criteri di costruzione che sono, non dico di primo piano, ma che almeno da 6-7 sette anni a questa parte i nostri alberghi sono stati costruiti con dei criteri veramente aggiornati, quindi non c'è bisogno di rimodernare un bel niente, ma dove c'è bisogno di intervenire con un coltello abbastanza affilato è proprio là in quei bar, in quei ristoranti vecchi, ubicati malamente, privi di servizio e quindi se incominciamo a mettere un limite che solo il 20% può essere giudicato, a questi mi sembra che non sia molto producente, io lascerei libero, questo dovrebbe essere a discrezione dell'Assessorato del Turismo, perché a un certo punto non possiamo limitare tutto, perché allora prendiamo quattro funzionari, mettiamoli al posto degli amministratori e buona notte. Io lascerei libero questo, non metterei dei vincoli.

Balestri (P.S.I.) - È una raccomandazione della programmazione.

Savioz (P.C.I.) - D'accordo, io ho tutto il rispetto per la programmazione, per la carità, però in questo caso francamente la mia esperienza in materia mi dice che sarebbe meglio che non ci fosse.

Lustrissy (D.C.) - Parto da questo fatto che tutti hanno riconosciuto oggi che di bar e ristoranti in Valle d'Aosta ne abbiamo a sufficienza, si tratta di ammodernare quelli che ci sono. Ora abbiamo un'altra grave insufficienza in Valle d'Aosta che è quella dell'attrezzatura ricettiva, abbiamo bisogno di alberghi e di buoni alberghi in prevalenza, pertanto limitiamo l'intervento a favore dei bar e dei ristoranti a una certa percentuale e favoriamo piuttosto questa altra attività di cui siamo largamente carenti. Questo è il concetto che ha informato il suggerimento del Comitati di Programmazione.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora qual è l'aggiunta Balestri? Me la vuoi passare per favore? Bisogna che io l'alleghi qui per ragioni. "La concessione per contributi per bar e ristoranti sarà limitata all'importo del 20% ragion prevista al fondo annuale di cui all'art. 13". Pramotton per favore lo ricopia e poi restituisce all'Assessore.

Altre osservazioni? O scusi un chiarimento dall'Assessore Balestri, è un'aggiunta dell'art. 13 o art. 13 bis, quindi art. 13?

Il Consiglio approva.

Art.14 - Questo è stato discusso, osservazioni ancora? Il Consiglio approva.

Art. 15 - Osservazioni? Il Consiglio approva.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto.