Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 348 del 13 dicembre 1967 - Resoconto

OGGETTO N. 348/67 - (Varia) - Inversione dell'ordine del giorno.

Colombo (P.S.I.) - Io vorrei chiedere al Presidente del Consiglio, purché naturalmente il Consiglio sia d'accordo, di anticipare la discussione della mozione fatta sulla Nazionale Cogne. A me pare che sia un problema fondamentale, sostanziale.

E quindi se lo possiamo affrontare subito in mattinata, tanto di guadagnato per il Consiglio.

Germano (P.C.I.) - Questo sarebbe il modo di comportarsi quando non sappiamo cosa si discute, noi abbiamo presentato questa mozione, ce l'avete messa al 36° punto e improvvisamente adesso sentiamo e discutiamo subito. Ma uno come si regola?

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Germano, lei sa meglio di me che le mozioni vanno messe in fondo, prima voglio rettificare un pochino il pensiero del Consigliere Colombo, che ci sono tre mozioni, tre mozioni, non una, quindi perciò la proposta non so... chi chiede la parola?

Germano (P.C.I.) - Insomma vogliono che si discuta, io so per esempio che l'intervento... Ma com'è che dobbiamo discuterlo adesso? Ma dovete dirle queste cose. Ma come? Si fa un ordine del giorno e poi si sovverte così a piacere? (Voci in aula) ...Va bene, ma dico, se eri tanto sensibile potevi dircelo, voi siete d'accordo di questo? Ed allora ci saremmo preparati e saremmo stati d'accordo.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Germano, io volevo dire questo, che in genere tutte le volte abbiamo sentito qui delle lagnanze perché queste mozioni, o le mozioni in genere vengono sempre, proprio per un regolamento, messe al fondo dell'ordine del giorno, vengono sempre rimandate. Quindi la proposta di Colombo mi sembra che non sia una proposta da rigettare, soprattutto per lo spirito.

Germano (P.C.I.) - Se ci prendiamo l'impegno di risolvere tutto questa settimana.

Montesano (P.S.D.I.) - Non credo che vi preparate all'ultimo minuto, credo che siate preparati a discutere queste mozioni... (voci in aula) ...ma questo non ha valore, io mi permetto di presentare al Consiglio anche per addivenire alle proteste che voi avete fatto sempre, che le mozioni non si discutevano mai, sempre restando fermo che il Consiglio deve esaurire l'ordine del giorno, la proposta di Colombo mi sembra che sia una proposta che non debba essere rigettata appunto perché si discutono le mozioni, sempre che il Consiglio sia d'accordo. Ora questo io voglio rappresentare al Consigliere Germano quale proponente, dobbiamo preparare, mi sembra che l'abbiate presentata voi, e siate più che coscienti diciamo così, di quello che bisogna dire su questo argomento.

Il Presidente della Giunta che vuole...

Bionaz (D.C.) - Io non capisco più niente, la minoranza presenta una mozione, una mozione che è effettivamente di una certa importanza, proponiamo di discuterla subito, che vi lamentate sempre che vanno, che gli ordini del giorno non si esauriscono e che le discussioni si procrastinano e adesso venite fuori, non è possibile, non si deve fare, non siamo preparati. Che ragioni sono queste Germano? Proprio da lei questo non me l'aspetto, perché lei è uno che i lavori del Consiglio li segue, come fa a dire robe di questo genere, lo facciamo anche proprio perché vediamo che c'è una certa importanza in questa mozione. E siccome ci sono anche altri motivi che poi spiegherò, ma non vedo proprio il motivo perché non si debba fare, che non si debba accogliere la proposta dell'Assessore Colombo, in base all'articolo 56, di discutere, di anteporre la discussione della mozione. Non vedo proprio la ragione, non riesco a spiegarmela.

Germano (P.C.I.) - Ci sono parecchie ragioni, la prima ragione è quella che il Presidente della Giunta dice ci sono altri motivi che poi spiegherò, se ci sono altri motivi ce li dica, e quando noi ci troviamo di fronte ad una argomentazione seria e approvata possiamo anche accettarla. Se una questione, la questione della Cogne vogliamo che sia discussa e che gli operai sappiano quando la discutiamo, perché vogliamo che sentano anche loro quali sono le posizioni politiche che si assumono i diversi gruppi in Consiglio. Non è una mozione da prendere così e da fare passare di straforo, no, è la cosa più grossa sul piano economico che abbiamo in questa Regione.

Abbiamo 4.000 operai e 500 impiegati solo ai... e abbiamo bisogno che questi sappiano, chi vuole venga a sentire, e chi vuole non venga.

È seriamente così...(Bionaz: questo è serio?) ...è seriamente così perché non stiamo nel nostro concetto di democrazia che gli elettori vedano come si comportano gli eletti e sappiano quali posizioni assumono, soprattutto quando vi sono questioni che interessano direttamente loro. Noi siamo molto chiari, non ci nascondiamo, questo però non vuol dire, perché se ci sono ragioni che noi possiamo anche ritenere valide si possa anche accettare, non è che noi chiudiamo le porte, ma vogliamo sapere, non ho mai visto, non è mai successo che una della Giunta si alzasse a dire la mozione presentata dalla minoranza sarebbe d'accordo che si discutesse adesso, non è mai successo; mai successo, ma mi dica il caso che è successo? Mai successo, anzi abbiamo presentato delle mozioni che sono state tre mesi, quattro mesi, proprio perché la Giunta non voleva discuterla.

Bionaz (D.C.) - Non vi potete lamentare.

Germano (P.C.I.) - Ma non ci lamentiamo, permettete almeno che mi chiamo estraneo, e se volete fare una cosa che ha una motivazione seria, come ripeto, noi siamo sempre pronti a discutere, ma c'è ancora un altro fatto, c'è ancora il fatto che questo Consiglio è quello che avviene dopo il 25; e quindi noi vorremmo in questo Consiglio arrivare per prima cosa all'approvazione di qualche legge. Perché abbiamo bisogno, l'abbiamo assunta tutti assieme questa posizione e allora finora abbiamo approvato una delibera, abbiamo discusso delle interpellanze, arriviamo all'approvazione di qualche legge. A me discutere oggi pomeriggio quella della Cogne, discuterla sabato non cambia niente, non vedo nessun motivo di...

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola, allora chiede la parola... (Voci in aula, battibecco tra Bionaz e Germano) ...Consigliere Germano... (ancora battibecco) ...un attimo perché le proposte del genere devono essere discusse, devono essere spiegate, quindi io prego tutti di essere un po' calmi in questa discussione e pregherei anche il Presidente della Giunta se crede opportuno di dare delle spiegazioni anche di altro genere su questo argomento, su questo complesso della discussione che noi andiamo a presentare e ad intraprendere in questa seduta perché altrimenti noi non riusciamo a ritrovare un accordo che poi è un accordo preliminare sui lavori da seguire in questa adunanza. Consigliere Germano, io prego tutti, prego tutti di arrivare ad una conclusione, diciamo così, costruttiva per i lavori del Consiglio perché se dobbiamo fare polemiche perché una mozione venga messa avanti o dietro, per me non ha senso, è vero, è vero Consigliere Germano?

Germano (P.C.I.) - Guardi, io l'ho già detto, non siamo mai noi che facciamo le polemiche, sono gli atri. Ad ogni modo qui ci troviamo di fronte, questo mi rivolgo a lei Signor Presidente, ad una mozione presentata da noi, che è stata messa all'ordine del giorno ad un determinato punto e che noi abbiamo il diritto eventualmente di chiedere spostamenti o non discussione o ritirarla, non altri, se volete spostare qualche punto all'ordine del giorno ci sono punti dell'ordine del giorno presentati dalla Giunta, c'è un motivo di urgenza, lo faccia la Giunta, ma questa è una mozione che è stata inserita in un determinato punto e che noi potremo ritirare se vogliamo, ma che non possiamo lasciare ad arbitrio e discrezione di altri. Le ripeto ancora Presidente che se ci sono dei motivi seri, fondati, che ci vengono esposti, noi possiamo esaminarli.

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco, allora si espongono questi motivi e vediamo un pochino se si riesce a ritrovare...

Manganoni (P.C.I.) - Lei parla di conclusioni costruttive, per giungere ad una conclusione costruttiva, a mio parere, quando lei ci ha convocati, che ci ha mandato la convocazione, avrebbe dovuto mettere la convocazione: la mozione numero tale, adesso non mi ricordo il numero, quella della Cogne, 36 verrà spostata al numero 20.

Montesano (P.S.D.I.) - Eh, ma se il Presidente del Consiglio poteva sapere le proposte che potevano avvenire da qualche settore. Comunque, io ho fatto l'ordine del giorno come ho fatto sempre.

Manganoni (P.C.I.) - Ma questa non è un'accusa che io faccio a lei, io dico: la Giunta per comportarsi correttamente doveva informare di questa sua intenzione la Presidenza del Consiglio, la quale Presidenza a sua volta la comunicava ai Consiglieri, di modo che venendo oggi i Consiglieri in quest'aula, sapevano, erano preavvertiti che ai primi punti si discuteva di questa mozione; allora sì noi avremmo potuto dire alla Giunta: ci compiacciamo di questa vostra decisione, se questa decisione fosse stata presa in questi termini, in questi modi.

Ma quando improvvisamente ci si trova qui, con il punto dell'ordine del giorno, punto 36, e mozione della Cogne, mozione della Cogne si dice no, discutiamola subito; no, allora non è più serio, allora noi non possiamo più compiacerci con la Giunta di aver anticipato la discussione di questo importantissimo problema. No, non ci troviamo più noi in condizione di poterci felicitare di questo, ma dobbiamo dire: no, voi non siete seri perché di punto in bianco trasferite dal punto 36 al punto 24, 25 cosa è; non le pare Presidente questo? Io non faccio un'accusa a lei, sia chiaro, perché se lei lo avesse saputo lo avrebbe comunicato, però io accuso la Giunta di non essersi comportata lealmente e di non aver avvertito la Presidenza del Consiglio di questa questione, che noi senz'altro avremmo approvato. Se ci fosse stato comunicato in tempo, ma non possiamo approvarlo adesso, quando improvvisamente si dice: adesso discutiamo di questo e naturalmente nessuno di noi non prevedendo la discussione oggi, o almeno questa mattina, è venuto preparato.

Bionaz (D.C.) - Prima di tutto questo non è un problema di Giunta, non è un problema di Giunta. Io chiedo dove sta scritto che una proposta presentata da Consiglieri qualsiasi non possa essere modificata quanto a ordine di discussione se non sono gli stessi che lo chiedono, questo non sta scritto in nessun posto, c'è un argomento all'ordine del giorno, chiunque può chiedere che si possa posporre in base all'art. 86, non sta scritto in nessun posto che siano quelli che propongono che possono, soltanto quelli, chiedere la posposizione o la modifica dell'ordine del giorno. Non sta scritto in nessun posto e ripeto siccome non si tratta di un problema di Giunta, non era il caso che si dicesse prima, l'argomento lo discuteremo, lo porremo al n. 23, 24 o quello che è; io per altro non ho niente da obiettare se l'Assessore Colombo dice... ma insomma, quello che non ritengo giusto e che non ritengo serio ve l'ho detto, è che si accampi come motivo, per non accettare la proposta, quello che la tribuna è vuota.

È come per dire non parliamo perché non c'è gente in tribuna. Abbiate pazienza, questo è il sunto e la traduzione letterale di quello che lei ha detto Germano.

Germano (P.C.I.) - Non c'è gente in tribuna e non la discutiamo, ma insomma non è possibile aderire a certi punti di vista, abbiate pazienza.

Caveri (U.V.) - Je pense que je demande que peut-être les Conseillers jujeront un peu ingénus. Peut-être cette demande d'anticipation de la discussion, sur la motion de la Cogne correspond un désir des deux Monsieur Froio e compagni contre lesquels Monsieur Zanatta comme président de la Cogne a présenté une plainte pour diffamation? Est-ce qu'il y a peut-être une liaison entre cette demande d'anticipation de la discussion de la motion de Germano et d'autres Conseillers et cette plainte de procès que doit se dérouler à Milan? Peut-être le fait que Colombo du Parti Socialiste a demandé d'anticiper cette discussion correspond à un désir de puntellare la défense de Monsieur Froio. Je ne sais pas c'est une demande très ingénue, je pose parce que je ne connais pas ces problèmes, ces mystères, je ne les connais pas, probablement vous vous les connaissez un peu ces problèmes que nous, nous connaissons pas les secrets, les hauts secrets de la haute politique entre Monsieur Zanatta et Monsieur Froio, mais c'est une question que je pose tout à fait ingénue et je vous demande pardon de mon ingénuité.

Colombo (P.S.I.) - Io voglio ancora precisare, se non sono stato sufficientemente preciso nel mio intervento, che la proposta l'ho fatta pensando che questo potesse fare piacere anche ai Consiglieri dell'opposizione. Vedo che i Consiglieri dell'opposizione per diversi motivi ritengono che non bisogna anticipare la discussione della mozione, io lascio cadere la mia proposta. Vorrei però aggiungere a quanto ha detto il Consigliere Caveri, è pacifico che il Partito Socialista naturalmente non starà zitto di fronte anche ad alcune azioni che vengono fatte dalla Presidenza della Nazionale Cogne, siamo qui per condannare anche quello, onorevole Caveri, però sia ben chiaro, non è che lo vogliamo condannare questa mattina alle ore dieci e 28 se il Consiglio non ritiene di discuterlo oggi, la nostra condanna avverrà il giorno che lo discuteremo. Io volevo anticipare anche perché questa certamente è la nostra posizione e pensiamo con questo, le prometto, di fare gli interessi dei lavoratori.

Germano (P.C.I.) - Io dò atto dell'intervento dell'Assessore Colombo, voglio però precisare senza fare polemica all'avvocato Bionaz, che abbiamo due concetti di democrazia che sono diversi.

La democrazia come governo di popolo noi la intendiamo sì nel dare attraverso un suffragio popolare un incarico a degli eletti perché agiscano nell'interesse di coloro che li hanno eletti. Questo è il suo concetto. E dato una volta ogni quattro anni, ogni cinque anni, non viene più a essere disturbato, vuole essere libero di agire, il nostro concetto è diverso, noi vogliamo che gli elettori, quelli che danno il mandato controllino più volte possibile, il più seriamente possibile, quello che fanno gli eletti e siano di spinta e partecipino sempre più direttamente al lavoro che fanno gli eletti. Questo è il nostro concetto di democrazia, e quando noi vogliamo o invitiamo la gente a venire in Consiglio, la invitiamo non perché venga a sentire dei discorsi più o meno alati o delle fandonie più o meno ben dette, noi vogliamo che vengano e si rendano conto personalmente e se è necessario intervengano attraverso la strada dei partiti per spingere nelle direzioni che vogliono loro, che ritengono giuste per la difesa dei loro interessi.

Quindi non di demagogia si tratta ma di due concetti della democrazia e il nostro concetto è il concetto che più si avvicina alla democrazia reale e sostanziale, perché noi richiediamo dal nostro partito, dai nostri compagni, la critica, il suggerimento, l'iniziativa e non li rispingiamo, li vogliamo anche quando riteniamo di aver fatto bene, e abbiamo una testa sola e poche teste decidono non tanto bene, più teste, più intervengono, più discutono e più le cose si fanno meglio.

Questo è il concetto che noi abbiamo della democrazia.

Bionaz (D.C.) - Consigliere Germano, lei ha dei concetti della democrazia che cambiano da occasione a occasione. Quando si discuteva della Fera non vi preoccupavate che sentissero quelli che c'erano, quelli che erano in tribuna. Ah! Chiaro, tutto chiaro, naturale e allora bisogna discutere in seduta segreta, oggi si discute in un altro modo, bisogna che ci sia la seduta pubblica, non solo ma bisogna che la tribuna sia piena di gente. Io non discuto sul fatto che è bene che si sappia, tutto quello che volete, ma che si venga a dire questa non la discutiamo perché la tribuna è vuota è un argomento serio, mi consenta, non è un argomento serio. Soltanto questo io volevo dire; quanto poi ai motivi ai quali io ho accennato, vi dirò che interpretate male il mio pensiero, perché proprio in ragione dell'importanza che io attribuisco a questo argomento, vi debbo dire che mi lasciava un po' perplesso un fatto, che quello che si sarebbe deciso avrebbe anche potuto essere, voi sapete, essere messo diciamo in nullità se così posso esprimermi per quella famosa ragione che non abbiamo ancora, non sappiamo ancora se esiste o no la proroga. E voglio informare il Consiglio a questo punto, che visto che i pareri sono discordi e noi abbiamo adottato all'unanimità, non all'unanimità perché insomma l'ordine del giorno votato è stato nostro che però ribadisce che noi intendiamo fare valere la validità delle nostre deliberazioni fino al momento della pubblicazione della convocazione del comizio elettorale, io informo il Consiglio di un altro passo che io avrei fatto, che ho fatto in data 6 dicembre presso la Presidenza del Consiglio.

E per non perdere ulteriore tempo vi leggo la lettera che ho mandato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 6 dicembre.

"Oggetto: Funzionamento del Consiglio Regionale dopo la scadenza quadriennale.

Il Consiglio Regionale nell'adunanza del 20 novembre 1967 ha approvato un ordine del giorno con il quale, tenuto presente che l'attuale Consiglio scade il 25 novembre 1967, e tenuto anche conto che le prossime elezioni regionali, in considerazione dei precedenti e delle disposizioni che regolano la materia avranno luogo nella prossima primavera secondo quanto dichiarato già dal Presidente della Giunta, afferma la volontà del Consiglio Regionale di continuare la propria attività fino all'avvenuta convocazione dei comizi elettorali. Sull'impossibilità di convocare i comizi elettorali in piena stagione invernale, ha riferito ampiamento il Presidente della Giunta nella riunione del Consiglio Regionale del 7 ottobre, con le argomentazioni riportate nell'allegato n. 1. Le predette argomentazioni hanno formato oggetto anche della lettera indirizzata a codesta spettabile Presidenza Ufficio Gabinetto il 20 ottobre 1967.

I giornali locali hanno informato la popolazione di quanto sopra, come risulta dagli allegati ecc. Su quanto è avvenuto per i precedenti Consigli regionali si rinvia alla più sopra richiamate dichiarazioni del Presidente della Giunta Regionale nel Consiglio del 7 ottobre 1967. Tuttavia allo scadere della passata legislatura anno 1963, il Consiglio regionale ha continuato a funzionare, ma per quanto concerne l'attività legislativa, il Presidente della Commissione di Coordinamento, ha rilevato le carenze, la carenza di ogni potere del Consiglio.

Allegato n. 4: l'eccezione non fu contestata dalla passata Amministrazione la quale ha tacitamente accettato l'opinione del rappresentante del Governo. Dopo la scadenza del precedente Consiglio Regionale, 9 dicembre 1958, nessuna eccezione fu sollevata circa la sua potestà legislativa, furono infatti approvati, vistate e promulgate quattro leggi regionali, due nel mese di marzo del '59 e due nel successivo mese di aprile. La precisa presa di posizione del Consiglio Regionale con l'approvazione dell'ordine del giorno più sopra richiamato non ci consente di ignorare il problema; anzi ci fa ribadire la nostra opinione sul prorogatio, in considerazione però del fatto che il Consiglio Regionale è ormai scaduto e che ai sensi dell'art. 1 della legge 29 settembre 1954 non possono essere indette elezioni regionali per il periodo che va dal 15 dicembre al 31 marzo, è necessario definire la questione anche allo scopo di evitare una mancanza di riguardo nei confronti del nuovo Consiglio Regionale approvando provvedimenti la cui legittimità possa essere contestata.

In relazione a quanto sopra, prego codesta spettabile Presidenza del Consiglio di voler cortesemente sottoporre al Consiglio di Stato il seguente quesito. Se il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta nel periodo della sua scadenza quadriennale sino all'avvenuto convocazione dei comizi, non potendo le elezioni effettuarsi nel periodo invernale per effetto della disposizione dell'ultimo comma dell'art. 1 della legge 26 settembre 1954 e per ragioni di opportunità può adottare legittimamente i provvedimenti deferiti alla sua competenza dallo Statuto regionale e dalle vigenti leggi statali e regionali.

A maggior chiarimento di quanto sopra si allegano comunicazioni del Presidente della Giunta, copia della lettera del Presidente della Giunta Regionale, copia del n. 33 del giornale La Région e gli allegati che ho accennato nel corso della lettera.".

A questo punto non ho ancora ricevuto risposta ed evidentemente intendo che il Consiglio sappia che ho fatto questo ulteriore passo anche per non correre il rischio di vedere respingere nuovamente quelle leggi che noi andremmo promulgando, deliberando e promulgando o quelle deliberazioni contro le quali evidentemente non ci sarebbe che la riproposta al Consiglio ed eventualmente l'impugnativa.

Ho ritenuto di fare questo passo perché il Consiglio di Stato deve obbligatoriamente dare il parere al Consiglio dei Ministri, se il Consiglio dei Ministri lo richiede.

Non possiamo richiederlo direttamente ovviamente e allora ho detto vediamo un po' se a questa lettera non abbiamo ancora ricevuto risposta.

Ecco perché data l'importanza di quell'argomento quando sono stato interpellato dall'Assessore Colombo ho detto benissimo così almeno questo non trattandosi di una, diciamo, di una discussione che non può fare oggetto di deliberazione ecc. di legge, possiamo anche anteporla per non correre il Consiglio di vederci respingere le leggi ed eventualmente se il Consiglio di Stato va in diversa direzione della nostra dovrebbero poi cadere ed essere riproposte con la formula dell'impugnativa davanti alla Corte Costituzionale.

Dunque vedete che non rinunciamo a niente ed i motivi che ho esposto mi pare che possono anche giustificare la nostra condotta per cui non ritengo che sia il caso di allarmarsi se l'Assessore Colobo ha proposto una modifica all'ordine del giorno perché è stato fatto con una diciamo, con una assoluta buona fede, con una assoluta intenzione di poter accelerare i lavori e di poter discutere quelli che anche noi riteniamo siano delle discussioni molto importanti come del resto ritenete voi perché i presentatori della mozione siete voi.

Germano (P.C.I.) - Ma la procedura che tra l'altro devo sempre, non è che la Gazzetta del Popolo mi turba i sonni, ma devo sempre leggere prima sulla Gazzetta del Popolo che in Consiglio, la procedura seguita per il parere al Consiglio di Stato, mi lascia alquanto perplesso. Io non ho né gli elementi, né ho consultato per poter dare un parere, certo che la cosa mi lascia perplesso perché la strada maestra nostra e quella anche già preannunciata dall'avvocato Bionaz, cioè nel caso ci fosse un intervento dal Coordinamento in senso negativo, la strada maestra detta dal nostro Statuto quella per riconfermare la legge è di andare alla Corte Costituzionale che è l'Organo per Statuto che deve decidere sui conflitti attribuiti fra Regione e Regione e Stato. Ad ogni modo io voglio approfittare di questo dibattito sulla possibilità di legiferare del nostro Consiglio per fare, a nome del Gruppo comunista, una breve dichiarazione.

Pochi giorni or sono ed esattamente l'11 dicembre è scaduto il termine ultimo che il nostro Statuto ed il nostro Regolamento concedevano al Presidente della Giunta per indire le elezioni regionali. Sappiamo che voi del Centro Sinistra nel vostro tentativo di restare il più possibile aggrappati a quelle poltrone avete fatto e ce l'ha detto il Presidente della Giunta anche nella lettera inviata al Consiglio dei Ministri, avete fatto la bella scoperta di considerare valida una legge elettorale maggioritaria del '54 che è stata invece superata ed abrogata dalla legge proporzionale del '62 che stabilisce in tutti i particolari come si devono svolgere le elezioni regionali in Valle d'Aosta. Se avessimo la mania di alcuni di voi di salire per ogni questione le scale della Procura della Repubblica avremmo potuto anche noi fare il nostro bravo esposto e non sappiamo come ve la sareste cavata. Siccome però... (voce in aula) (Montesano: ...ma lasci parlare) ...sono sempre un ingenuo, sono sempre un ingenuo...

(Montesano: Consigliere Caveri lasci parlare, è Germano che ha chiesto la parola, ma no, io non la lascio interrompere)

...sarà perché siamo ingenui però noi possiamo dire che non sappiamo come se la sarebbero cavata. Siccome però noi pensiamo che i membri delle assemblee elettive devono rispondere del loro operato davanti agli elettori e non alla Magistratura, noi ci limiteremo ad enunciare il vostro atteggiamento agli elettori nella speranza e nelle certezze che questi sappiano giudicarvi giustamente.

Sia chiaro però a tutti che oltre alla prima domenica di aprile non vi permetteremo di andare, vi sarà perciò un'altra scadenza ed è quella del 7 febbraio, entro il 7 febbraio dovrà essere emesso il decreto che convoca i comizi elettorali, se ciò non avvenisse saremo costretti ad usare tutti i mezzi legali a diposizione per costringervi a rispettare questa scadenza. Voglio anche ricordare a Colombo, ai compagni dello PSIUP, perché Colombo è lui che si era preso l'impegno, impegno che essi si sono assunti in occasione della discussione della nostra mozione che richiedeva la fissazione della data dei comizi elettorali devo ancora infine denunciare il metodo antidemocratico dell'Avvocato Bionaz che sul problema della fissazione della data per le elezioni, continua ad agire come gli pare senza consultare nessuno, senza convocare i partiti o i gruppi consiliari, senza seguire il metodo democratico che un altro Presidente, però di altro stampo, l'Avvocato Marcoz, aveva adottato in tempi precedenti. Desidererei che la dichiarazione fosse inserita integralmente a verbale.

Andrione (U.V.) - Je voudrais faire une courte déclaration à propos de cette lettre que Monsieur Bionaz vient de lire au Conseil et je dois dire que je trouve cette lettre étrange, et même que en attendant que Monsieur Bionaz va lire, on aurait l'impression que Monsieur Bionaz désirerait au fond de son cœur que le Conseil d'Etat déclare que nous n'avons pas le pouvoir de légiférer, parce que on fait toutes les explications assez tortueuses d'abord, vraiment pour arriver à souffler au Conseil d'Etat qui peut dire que nous ne pouvons pas légiférer. Or cette explication est parfaitement inutile parce que le doute qui semble prendre Monsieur Bionaz est celui-ci, pouvons-nous faire des lois oui ou non? Or c'est la question qu'il faut demander au Président du Conseil de soumettre au Conseil d'Etat, et le Conseil d'Etat peut faire deux choses et bien il dit que la prorogation....de droit en analogie à ce qu'il y a pour les Chambres, et alors toutes les explications précédentes ne servent à rien, ou bien il dit que il y a pas cette prorogation, chose que nous croyons pas, mais en tout cas le Conseil d'Etat théoriquement pourrait dire cela et alors le fait parce que on a répondu et tout le reste il n'a aucune importance. Si on veut poser une question, on pose la question mais on ne dit pas annexe n. 16, en 1954 est arrivé cela, on pose la question juridique et la seule chose juridique qu'il y a à dire c'est l'analogie avec n'importe que autre assemblée, c'est-à-dire soit les Chambres que les Communes qui sont prorogées de droit jusqu'à ce qu'il y a la convocation des comices électoraux.

Caveri (U.V.) - J'ai très peu à ajouter ce qui a dit très bien Andrione, effectivement le contenu de la lettre de Monsieur Bionaz au Président du Conseil des Ministres est d'une gravité inouïe parce que dans cette lettre évidemment on dit seulement les éléments à faveur de la non prorogation et on ne dit pas au lieu les arguments contraires.

C'est d'une gravité inouïe le contenu de cette lettre parce que évidemment Monsieur Bionaz cherche de mettre en bouche à Monsieur Moro tout ce qui peut être contraire à la continuation des travaux du Conseil et surtout de l'activité des lois mais si quelqu'un exigu comme moi a des doutes sur cette question, sur ce désir très chaud de Monsieur Bionaz de ne pas continuer les travaux du Conseil surtout pour approuver les lois régionales, il y a cette confession, parce que à la fin de son discours qu'est-ce que il a dit? Que lui avait appuyé la proposition de Monsieur Colombo, proposition qui n'était pas de Monsieur Colombo parce que nous avons vu très bien que Monsieur Bionaz s'est approché à Monsieur Colombo, il a soufflé lui la proposition d'anticiper la motion sur la Cogne avec des gestes d'approbation de la part de Monsieur Colombo. Naturellement Monsieur Bionaz dira que ce n'est pas vrai, mais en tout cas Monsieur Bionaz a évolué et confessé qui n'était favorable à la question de la motion de la Cogne. Vraiment, pour ne pas discuter dans cette séance des lois régionales nous avons la preuve, à travers sa confession, qui ne veut pas, il ne veut pas qu'on fasse encore de lois régionales. Mais dernière chose, c'est-à -dire je dirais l'avant dernière, il a cité le fait que la Présidente de la Commission, mais l'autre jour Andrione a expliqué très bien les motifs pour lesquels il n'y avait pas à faire aucune opposition parce que désormais tout le monde était d'accord de faire l'élection au mois de novembre, alors c'était inutile au mois d'août et au mois de septembre de donner des réponses parce que il n'y avait plus la possibilité de faire des lois régionales vu qu'il fallait faire les élections au mois de novembre, du mois d'octobre du 1963, octobre, oui, je me trompe à faveur de Monsieur Bionaz et je me trompe d'un mois et c'était très triste que je sonne des ... à Monsieur Bionaz, mais il y a une dernière chose que je voulais dire, mais en somme, sommes-nous encore des autonomistes oui ou non? Voilà parce que l'opposition autonomiste d'un Conseil régional, d'une Junte et d'un Président de Junte, quelle est la position autonomiste? De continuer à faire les séances du Conseil? De continuer à approuver et à promulguer des lois régionales? Si la Présidence du Conseil des Ministres aura à dire quelque chose qu'il dise, sinon au revoir, comme les enfants de l'école qui doivent se retirer à la toilette y lèvent le doigt et ils disent "Signora maestra posso andare al camerino?" et le Président de la Junte il se comporte de la sorte et c'est une position anti autonomiste, la position autonomiste du Conseil c'est de continuer son travail, de continuer son travail, de continuer de faire des lois régionales, vu que nous en avons le droit parce qu'il y a la prorogatio, parce qu'il n'y a pas encore le décret qui fixe les élections et pas de demander la permission parce que autrement celle-ci serait une autonomie contrôlée mais celle-ci, cette autonomie c'est un protectorat colonial, et du reste la preuve, la preuve, bien regardez, je ne veux pas dire cette preuve qu'elle est parce que c'est une chose tellement misérable pour vous que je ne veux pas faire défendre le niveau du Conseil régional.

Bionaz (D.C.) - Come sempre la discussione anziché contenersi nell'ambito dell'argomento scivola sempre, specialmente per merito dell'Avvocato Caveri. Comunque c'è da precisare questo, dice Germano la strada maestra è quella dell'impugnativa, va bene, i risultati quali sono? Cioè il tempo, non parliamo del tempo, che non avremo mai una risposta, lo dite voi e che comunque la risposta non possiamo averla in termini brevi perché se l'impugnativa davanti alla Corte deve seguire la sua strada e il suo corso ed evidentemente non facciamo in tempo ad avere l'approvazione o il tempo, il tempo. So anch'io, so anch'io che la strada è quella, d'accordo, ma allora io direi perché non è stata intrapresa nel '63? Ma non servono questi motivi, ma già perché c'era l'estate, dopo due mesi si facevano, non solo quelle leggi non le avete neanche più riproposte, nessuna e mi venite a dire che avete fatto il vostro dovere? Non le avete neanche più riproposte, cioè avete chinato supinamente il capo, neanche contestando, almeno noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo votato un ordine del giorno nel quale ribadiamo questa nostra opinione e nella lettera glielo diciamo, non io espongo un desiderio, no Avvocato Caveri questa interpretazione è tutta sua e anche un po' del Dr. Andrione intendiamoci. Dice lei dà degli argomenti, io dico come si sono svolti i fatti, cosa c'è stato e qual è la nostra posizione, qual è la nostra intenzione e qual è il nostro convincimento, questo io dico, ecco il quesito che faccio al Presidente del Consiglio, perché chieda il parere, è un quesito che io ho voluto portare a vostra conoscenza perché ritengo che il Consiglio queste cose le debba sapere, anche per essere confortato domani in una decisione che potrebbe anche andare di contrario avviso a quella del Consiglio di Stato, però potrei sempre dire, ma scusate abbiamo consultato il Consiglio di Stato dunque anche la Corte ne tenga conto nel caso che questa risposta possa essere favorevole, possa essere positiva.

E cosa venite a fare? Il processo alle intenzioni al Presidente della Giunta che avrebbe naturalmente delle macinazioni, dei macchinosi propositi di mettere sotto al naso del Presidente del Consiglio degli argomenti per respingere le nostre proposte? Ma non hanno bisogno dell'Avvocato Bionaz i legali della Presidenza del Consiglio e i Consiglieri di Stato, non hanno bisogno dei miei consigli, non mi ritengo ancora così alto nella gerarchia del Consiglio di Stato e degli ambienti costituzionali, certamente non sono così modesto certamente e non hanno bisogno dei miei consigli, però non potete negare che almeno abbiamo contestato questa affermazione del Coordinamento del 1963, cosa che voi non avete fatto. E quei motivi sono peciosi, dice, ma eravamo troppo vicini alle elezioni, ma non c'entra niente questo.

Si poteva dire non accettiamo nel modo più assoluto questa impostazione e almeno il prossimo Consiglio avrebbe dovuto riproporre queste leggi, non l'ha fatto, cioè ha ritenuto validissimo e come accettabile proprio tutto quello che il Coordinamento aveva fatto. Io dò notizia nella mia lettera di tutti i precedenti, anche delle leggi che sono state approvate, che sono state o che non sono state contestate, che sono state vistate; dunque vedete che non metto tanto in evidenza i motivi negativi ma metto in evidenza quelli positivi e voi me lo contestate questo? Ma siete in malafede se volete contestarmi queste intenzioni. Dice Germano, noi non consentiremo all'Avvocato Bionaz di andare oltre la prima di domenica di aprile, intanto sappia che io so bene quello che faccio, e le responsabilità del mio agire me le prendo tutte, qui come fuori di qui, stia tranquillo, e poi abbia la cortesia se non altro di riconoscere che se io non ho fatto già il decreto è anche per rispetto al Consiglio. Io l'avrei anche già potuto fare il decreto di convocazione e allora naturalmente oggi non saremmo neanche più qui, riconosca almeno questo gesto di rispetto verso il Consiglio. Se io avessi pubblicato questo decreto di indizione dei comizi elettorali per il mese di aprile, oggi non saremmo qui, non lo faccio perché ritengo che sarebbe una mancanza di riguardo al Consiglio, ma voi lo volete proprio questo, va bene tengo conto di questo vostro desiderio, ne terrò conto. Se questo voi volete, perché non si può a un certo momento prendere una decisione e poi si cambia la faccia e se ne suggerisce un'altra; no signore, io quello che ho fatto l'ho fatto nel pieno rispetto dell'autonomia e nei pieni poteri del Consiglio e se ho fatto questa lettera che non ho nessuna difficoltà a leggere e sono contento di aver informato il Consiglio di quello che ho fatto, l'ho fatto proprio per rispetto al Consiglio e affermando e riaffermando il nostro convincimento sulla prorogatio. Questo intendo dire, non credo con questo di aver mancato ai miei doveri, di essere mancato al mio dovere.

L'Avvocato Caveri naturalmente lui ci accusa sempre di essere anti autonomisti ma ribadisco un'altra volta che le posizioni che ho assunto sono proprio per rispettare e fare affermare questo nostro potere, queste nostre prerogative, quindi non credo che possiate attaccarvi a questo argomento per accusarci di non fare rispettare lo Statuto e le nostre prerogative nel modo più assoluto. Ve l'ho dimostrato e credo che basti l'attenta lettura di quella lettera dove invece i precedenti del 1958 e quelli anche antecedenti ancora perché voi non possiate mettere sulle mie spalle un'accusa e delle intenzioni che assolutamente io non ho e che ribadisco ho voluto anche esporre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri perché interpelli il Consiglio di Stato in sede consultiva perché lui lo può fare e noi non lo possiamo fare e non è mica detto, io anzi confido proprio, mi stupisco perfino che non abbia ancora la risposta, ma non è mica detto che il Consiglio di Stato non si pronunci favorevolmente, non vedrei neanche il perché, se si afferma questo principio che già ho visto si è fatto nel passato. Noi vogliamo sempre fare il processo alle intenzioni, qui non credo che sia assolutamente il caso di farlo.

Caveri (U.V.) - Je demande à Monsieur Bionaz de vouloir bien me donner une copie de la lettre qui a envoyé à Monsieur Moro avec tous les annexes relatives. Nous demandons, alors je demande à Monsieur, alors vu que Monsieur Bionaz se refuse de nous communiquer la copie de cette lettre... (Bionaz: je ne me refuge pas...) ...alors vous vous engagez à me donner cette copie oui ou non? J'aimerais bien savoir, est-ce-que vous me donnez la copie de cette lettre avec les annexes, oui ou non?

Bionaz (D.C) - ...non, non je n'ai rien au contraire de vous la donner, absolument pas...

Caveri (U.V.) - Credo che si dia atto a verbale di questo impegno del Presidente.

Bionaz (D.C.) - Sì, sì, si metta a verbale, non sarei venuto qui a leggerla se non...

Caveri (U.V.) - Il y a un précédent qui nous rend un peu méfiants et c'est quand nous avons discuté de la question des employés; Monsieur Bionaz a agité un feuillet en avisant qu'il y avait 121 employés nommés sans concours et sans preuves de sélection par la Junte précédente. J'ai écrit une lettre que Monsieur Bionaz s'était engagé de nous donner une copie de cette liste. J'ai écrit une lettre à Monsieur Bionaz en lui demandant d'avoir une copie de cette liste, vous croyez que Monsieur Bionaz il m'a donné la copie de cette liste? Ma manca peu sunzo, et alors maintenant moi je demande, Monsieur Bionaz voulez-vous me donner une copie de la lettre que vous avez fait à Moro et voulez me donner, s'il vous plaît, la liste des employés que vous dites nommée par nous? Voilà!

Bionaz (D.C.) - La copie des employés vous l'aurez dans la journée, elle est déjà preste, je me permets de vous rappeler un petit détail Monsieur Caveri, le 28 avril 1964 moi je vous demandais de me répondre au sujet la vente des îles de Quart, savez-vous quand, vous rappelez quad j'ai eu la réponse de votre part? In data 28 aprile 1964 facevo la domanda, ho avuto la risposta il 24 aprile 1966, due anni dopo, e lei proprio lei si lamenta di un ritardo di qualche giorno, guardi questo particolare dovrebbe almeno insegnarle che ha perso una buona occasione per tacere.

Caveri (U.V.) - Je dois contrôler les dates de ces deux lettres, mais vu que vous parlez des îles de Quart de quel île vous parlez? De celle qu'on dit que vous avez vendu vous et votre frère à l'Autostrade? Ah! Non...

Bionaz (D.C.) - Moi je n'ai vendu rien de tout parce que je n'en possède pas.

Caveri (U.V.) - Ah! Bon, alors c'est quelque parent proche, alors nous établirons la date de ces lettres et nous établirons aussi la question des îles de Quart...

Bionaz (D.C.) - Il y a l'originel si vous voulez, il y a l'originel...

Caveri (U.V.) - Nous établirons aussi quel est le fond des îles de Quart et de certaine vente... et à quel prix on a vendu...

Bionaz (D.C.) - Ne vous en souciez pas!

Caveri (U.V.) - Je m'en soucie, Monsieur Bionaz, je m'en soucie beaucoup.

Germano (P.C.I.) - Io direi che sarebbe il momento di chiudere l'incidente e di riprendere l'ordine del giorno...

Montesano (P.S.D.I.) - Oh! Vede che mi dà un aiuto.

Germano (P.C.I.) - Voglio solo far rilevare all'Avvocato Bionaz, che ha accennato di una nostra proposta di decreto dei comizi elettorali che farebbe cessare automaticamente l'attività del Consiglio, che l'attività del Consiglio non parte dall'emissione del Decreto, parte dalla convocazione, dai comizi elettorali, e quindi non si illuda anche di fare un decreto domani per poi dirci che il Consiglio non si riunisce più perché neanche questo non lo accetteremmo. Va bene? Per parte nostra neanche questo lo accetteremmo.

Bionaz (D.C.) - Voi fate solo quello che vi fa comodo e quando vi fa comodo, e quando vi fa comodo.

Germano (P.C.I.) - Noi teniamo le nostre posizioni e lei tenga le sue!

Bionaz (D.C.) - Ah! Bene, è umano, è umano, lo comprendo diamine, non creda mica che mi stupisca per questo...

Montesano (P.S.D.I.) - Vorrei dire io qualche cosa trattandosi di una questione che riguarda preminentemente la funzionalità e la funzione del Consiglio regionale.

Il Consiglio ha espresso in due ordini del giorno la propria convinzione che la sua funzione, la sua potestà legislativa è tuttavia presente anche dopo la scadenza del mandato.

Io personalmente ho fatto una dichiarazione per cui ritenevo che questa potestà fosse perdurante e anzi ho richiesto che questa mia dichiarazione fosse messa a verbale.

Naturalmente il punto che noi consideriamo è un punto che ha due facce perché due facce sono state espresse in due diverse occasioni. Prima occasione interregno chiamiamolo così del '58 in cui quattro leggi sono state approvate e quindi sono state promulgate, interregno '63-'64 in cui due leggi non sono state approvate e non sono state quindi promulgate, alla quale decisione di non approvazione non è stata fatta nessuna opposizione, naturalmente ci troviamo in una situazione di questo genere che anche tutti noi, credo che tutti in coscienza rimaniamo perplessi di fronte ad una situazione di questo genere, di fronte agli aspetti che nel futuro possiamo avere approvando delle leggi nel Consiglio regionale. Fermo restando che non dobbiamo esaminare queste leggi, dobbiamo approvarle e mandarle avanti, però il grosso punto interrogativo secondo me esiste, esiste proprio per questa alternanza di giudizi dati in due diverse occasioni e per le perplessità che molti Consiglieri hanno espresso nella seduta precedente del Consiglio, quindi il motivo, egregio collega Germano, di discutere le mozioni non era soltanto la mozione della Cogne e di vedere in qualche giorno di avere qualche lume al riguardo ci metteva, ci avrebbe messo un pochino più, diciamo così, in una posizione di maggiore tranquillità, sempre restando ferma la nostra intenzione di riaffermare la nostra potestà legislativa del Consiglio regionale. Quindi questo secondo me è il succo di tutta la questione, non sono questioni di tribune, questioni di artifizi per discutere prima la mozione, discutere dopo le leggi, no, noi discuteremo anche queste leggi, però se nel lavoro di questi due o tre giorni ci viene qualche lume del Consiglio di Stato che può essere a noi favorevole, tanto meglio, però ciò non toglie che la questione di riaffermare la piena potestà legislativa del Consiglio regionale noi la ribadiremo perché è già stata espressa in varie occasioni, ultimamente in ordine del giorno che sarà approvato in tutti i Consigli. Questo è il mio pensiero questa è la, diciamo così, la conclusione che io derivo dalla discussione che non è stata fatta e quindi perciò non ci sono termini oppure diciamo dei sottointesi per la proposta fatta da Colombo, anche se Colombo ha affermato, ha affermato perché c'è anche un motivo valido richiesto dall'Avvocato Caveri che riguarda un certo schieramento politico per dire una parola chiara su questo argomento importantissimo per la ... della Valle d'Aosta e di tutta la popolazione valdostana.

Allora io ...

Andrione (U.V.) - ... di sentire da quanto dice lei per una ragione fondamentale cioè il principio generalissimo della certezza del diritto, impedisce di credere che il Presidente, il Predetto Querci o quello che c'era nel '58, io non ricordo il nome, siano, in una materia di questo genere che ha delle rilevanti costituzionali, cioè in materia di prorogatio, siano determinanti sul Consiglio di Stato, il parere che deve dare il Consiglio di Stato deve essere dato in base ai testi legislativi e tutt'al più, come richiede, in base ad una analogia di legge a un principio di diritto. Un precedente potrà servire come prova o meno di quanto è stato fatto ma non può essere assolutamente invocato per dire è così perché ha questi precedenti. Qui non vige in Italia, non vige la legislazione anglosassone per la quale il giudice è tenuto a rispettare queste leggi e se non lo fa deve spiegare perché non lo fa. Da noi il principio è quello della completezza generale dell'ordinamento giuridico... (voce in aula) ...je ne parle pas de machinerie, d'autre chose, là vous contestez d'une façon telle d'être plus d'accord à Monsieur Querci que, c'est une opinion personnelle, je ne veux pas faire de polémique.

Allora io volevo sapere questo, il principio generalis per cui il diritto è completo non permette di pensare che sia l'alternanza come spiegava lei.

Montesano (P.S.D.I.) - ...ci sono due episodi contrastanti...

Andrione (U.V.) - Tutti sanno che ci saranno state ... contrastanti però il fatto è che la prorogazio, l'unico organo e in questo senso possiamo ammettere che il Signor ... avrebbe fatto bene a chiedere ... del Consiglio di Stato. L'unico organo che può decidere in materia giuridica è il Consiglio di Stato.

Ma noi, noi diciamo come Consiglio, avevamo interesse a farle queste leggi, noi facciamo la nostra parte, poi se dall'altra parte si vuole sollevare la questione, benissimo noi seguiremo questa questione e non si manca di rispetto al futuro Consiglio il quale sarà liberissimo di riprendere o di non riprendere queste leggi.

Bionaz (D.C.) - Va bene quello che lei ha detto perché in fondo concorda con quanto ho fatto perché mi dice che ho fatto bene a consultare il Consiglio di Stato, però lei dice non è una mancanza di rispetto verso il prossimo Consiglio, lei sa che ci sono certe leggi che hanno una importanza tale che impegnano per molti anni, a parte le questioni di principio, ma impegnano per molti anni anche i deliberati del Consiglio regionale, e anche di questo ci dobbiamo preoccupare, se siamo scaduti e se siamo come siamo alla vigilia delle elezioni, fare delle leggi molto importanti che insomma potrebbero anche, che impegnano l'avvenire, non è che sia un atto molto riguardoso verso il prossimo Consiglio, intendiamoci bene, se fossimo, se mancasse un anno alla scadenza lo capirei, ma insomma anche questa è una preoccupazione che ho lo scrupolo di avere, Dr. Andrione, glielo dico molto francamente.

Andrione (U.V.) - ...Conseil non, une loi peut être abrogée...

Bionaz (D.C.) - Oui mais enfin, d'accord...

Andrione (U.V.) - Moi je n'insiste pas.

Bionaz (D.C.) - Il y a des lois che vogliono anche interessi di terzi, insomma non è che, qualsiasi soluzione si adotti si può sempre fare, si possono sempre fare degli sbagli, e meno ne facciamo e meglio è. Per quello che ci premuniamo volendo anche sentire gli organi che debbono essere consultati su quello che pensano, a parte il fatto che se noi fossimo qui e delibereremmo, siamo qui a deliberare e legiferare, poi sappiamo che tutto va in aria, allora perdiamo del tempo anziché fare un lavoro che dobbiamo fare, perdiamo solo del tempo.

Andrione (U.V.) - Non, seulement deux paroles, nous ne perdons pas du temps dans le sens que nous affirmons quelque chose qui a été et qui sert à l'autonomie valdôtaine. C'est une question avant tout de principe.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora nessuno chiede la parola, ma Colombo mi pare che ha fatto cadere la sua, nessun altro chiede la parola?