Oggetto del Consiglio n. 23 del 2 febbraio 1968 - Verbale

OGGETTO N. 23/68 - Questione Piano Lavori pubblici.

Germano (P.C.I.) - Io vorrei richiamare l'attenzione del Presidente del Consiglio, del Presidente della Giunta e anche dei Consiglieri tutti su un fatto che è piuttosto strano. Con questa delibera noi approviamo l'istituzione dei cantieri di lavoro, quindi una parte delle spese dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, però abbiamo, nel bilancio del 1968, spese per 853 milioni che sono contributi, edifici scolastici e cose di questo tipo, diverse voci 304-309, 314-318-319-340-342, e poi abbiamo la voce 324 per 1 miliardo e 530 milioni, che è il cosiddetto "piano di strade, opere pubbliche", eccetera.

Ora, per queste voci il nostro Regolamento dice che l'approvazione di questi piani è competenza del Consiglio, nelle competenze, attribuzioni del Consiglio al punto n. 9 si dice: "il Consiglio provvede all'approvazione dei programmi e di piani di opere pubbliche di competenza alla Regione e al finanziamento delle relative spese". Nelle competenze di Giunta, nella pagina dopo al punto n. 3 si dice: "all'esecuzione di opere di pubblica utilità nei limiti dei programmi e dei piani approvati dal Consiglio".

È la prima volta che avviene questo fatto, cioè che una Giunta non presenti il piano di opere pubbliche al Consiglio certo per il 1968. Adesso stiamo discutendo quello per i cantieri scuola, ad ogni modo non mi risulta, Consigliere Colombo, che sia stato presentato il Piano delle opere pubbliche qui in Consiglio per il 1968 ...(voce)... no, ma io dico bilancio 1968, tutte queste voci ...(voci)... no, io dico qui viene scritto sui giornali, non è stato precisato dal Presidente del Consiglio se questo è o non è l'ultimo Consiglio.

Io denuncio il fatto che questa Giunta non ha presentato a tutt'oggi per il 1968 il Piano delle opere pubbliche e voglio chiedere alla Giunta cosa intende fare: se intende presentarlo come si deve al Consiglio prima della sua scadenza, oppure se intende procurare un danno enorme alla Regione perché se non si presenta, o si va a giugno e quindi si perde tempo, tutto quanto rimane indietro - con le elezioni in aprile e la prima riunione del Consiglio in maggio il piano si presenta solo in giugno, quindi con enormi ritardi e danni per tutti -, oppure se la Giunta intende fare quelle opere che può fare, prendendo le decisioni di Giunta con procedura d'urgenza per sottoporle poi al Consiglio, perché in questo caso poi allora le discriminazioni fiorirebbero, ci sarebbe il piano elettorale. Io voglio chiedere al Presidente della Giunta e al Presidente del Consiglio che cosa si intende fare, se si intende presentare questo piano o no. Non sono 10 lire, Presidente del Consiglio! Sono 1 miliardo e 530 milioni più i contributi che fanno 835 milioni, contributi del Comune che devono essere sottoposti al Consiglio.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Germano, per quello che mi riguarda, devo convenire con lei sulla precisazione delle competenze del Consiglio, cioè l'approvazione dei piani e questo lo avrei dovuto precisare nell'altra seduta quando si discusse di un certo piano e si pretendeva che nel Consiglio fossero portati i progetti delle opere di quel dato piano. Io non sono intervenuto in quel momento, ma il Consigliere Fosson disse precisamente: "è la prima volta che succede che in questo Consiglio venga approvato un piano senza che il Consiglio stesso sia edotto dei progetti, dei particolari riferiti a ciascuna opera". Ora, io allora dovevo rispondere al Consigliere Fosson che il Consiglio, come detto dal Consigliere Germano, ha la competenza di approvare i piani nel blocco, come s'è fatto sempre, il Piano dei lavori pubblici che è stato presentato da Colombo, come dagli altri Assessori ai lavori pubblici, viene approvato dal Consiglio in blocco, proprio per le mansioni che il Consiglio ha conferite per Statuto. Per quanto riguarda il punto n. 9: "il Consiglio provvede all'approvazione dei programmi e dei piani di opere pubbliche di competenza della Regione e al finanziamento delle relative spese", sono d'accordissimo con lei su queste precise mansioni del Consiglio regionale.

Lei chiede a me delle cose che non riguardano la Presidenza del Consiglio, comprende benissimo che la domanda riguardante la presentazione di un piano non va rivolta al Presidente del Consiglio.

Per quello che mi riguarda, io posso dire che il Consiglio non muore, va soltanto un po' in letargo in questo periodo pre-elettorale, ma il Consiglio perdura, rinascerà dopo le elezioni. Per quello che riguarda noi Consiglieri regionali, quindi possiamo morire ma il Consiglio sussiste sempre, anche se finisce per scadenza naturale e che poi debba rinascere con gli stessi rappresentanti nel prossimo futuro... quindi non è detto che il piano non viene approvato, questo per le risposte che posso dare io.

Per quello che riguarda la non presentazione del piano, queste sono risposte che io non posso dare, lei comprende bene perché, io ho voluto precisare due cose: è vero che il Consiglio deve approvare i piani e, secondo, che il Consiglio non muore in queste ultime sedute, ma rinasce con tutte le sue competenze nei prossimi mesi.

Fosson (U.V.) - Siccome la domanda del Consigliere Germano è stata fatta anche alla Giunta, ritengo che bisognerebbe aspettare una risposta su questo perché io voglio sentire questa risposta, poi ho dei particolari sulla delibera che stiamo esaminando.

Colombo (P.S.I.) - Io do solo una risposta su quanto naturalmente sono stato interpellato e cioè questa delibera che impegna i 182 milioni e che elenca tutti i cantieri di lavoro che dovremmo fare è relativa al programma che è stato approvato dal Consiglio nel 1967.

Bionaz (D.C.) - Io non posso non esprimere un certo stupore. Adesso che l'opposizione sa che le elezioni si faranno in aprile - si è sempre detto che noi volevamo rimandarle alle calende greche in autunno, a un altro anno, eccetera - c'è la fregola di sapere quando si fanno, che giorno ...(voce)... mi lasci parlare, diamine, avete tanto tempo, parlate sempre... scusate, ma prima c'era solo il timore che non si rimandassero, adesso su questo timore non si possono più costruire dei castelli in aria perché il Presidente della Giunta e la Giunta si sono impegnati, non abbiamo nessuna paura delle elezioni, si sa che le vogliamo fare ad aprile. Bisogna però in ogni modo impedire anche alla Giunta in questo periodo di fare qualche cosa, io vi chiedo: se noi non avessimo avuto tutta la perdita di tempo che grazie a voi si è verificata in questo Consiglio, dico perdita di tempo, perché, quando si discute due volte sugli stessi argomenti come si è fatto ieri per Pila, indubbiamente c'è l'intenzione di far perdere del tempo alla Giunta. Ora, noi del tempo da perdere non ne abbiamo. È vero che non si è fissata ancora la data e, per la verità, la data non l'ho ancora fissata perché voglio essere sicuro che non ci siano delle difficoltà, che non ci siano degli intralci, voglio essere sicuro che quando ...(voci)... no, non avete bisogno di girare la frittata perché le elezioni ad aprile si faranno, non dubitate, non abbiate paura, mi pare che cominciate già a non essere più tanto entusiasti del mese di aprile, mi pare che non avete più nessun entusiasmo per le elezioni ad aprile...

(voce di un Consigliere) - ... non è che non siamo entusiasti...

Bionaz (D.C.) - ... non siete entusiasti delle elezioni di aprile...

(voce di un Consigliere) - ... di lui non siamo entusiasti...

Bionaz (D.C.) - ... di lei, non lo siamo mai stati e, caro Avvocato Caveri, lei l'abbiamo digerita per 15-20 anni, è questo il guaio, l'entusiasmo abbiamo avuto tempo di perderlo, ve lo garantisco ...(voce)... è vero che non si è ancora potuto fare l'elenco dei Lavori Pubblici, però io vi posso tranquillizzare che, malgrado che non sia stato fatto, non sarà fermato nulla dell'andamento dei Lavori Pubblici. È inutile che il Consigliere Germano venga qui a farmi fare delle discriminazioni, perché quella è la parola che più mi garba, e che anche quelli che hanno taciuto per degli anni, quando si sono svegliati, hanno incominciato a parlare di discriminazioni, che non ci sono state e non ci saranno. Io assicuro che, per quanto riguarda la Giunta, non sarà fermato il ritmo dei lavori pubblici con la conseguente occupazione, eccetera.

Quando saranno fissate le elezioni - e lo saranno, penso, abbastanza presto -, io credo che potrebbe anche esserci la possibilità di presentare l'elenco dei lavori, però io di questo non prendo onestamente nessun impegno, ma prendo un impegno di garanzia che non sarà fermata per nulla l'attività dei lavori pubblici e ogni altra attività che potrebbe incidere sull'occupazione in Valle d'Aosta.

Per quanto mi riguarda, perché queste domande mi sono state fatte, non ho nessuna difficoltà a rispondere, non ho ancora fissato la data delle elezioni, perché ci sono due o tre questioni che devo ancora risolvere, insomma. Sono delle questioni molto secondarie che non incideranno per nulla sul periodo già fissato: quello del mese di aprile.

Fosson (U.V.) - Io prima avevo chiesto la parola per parlare della questione particolare della delibera, ma ovviamente la discussione è passata in un altro campo in questo momento e non posso fare a meno di rilevare che la risposta data dal Presidente della Giunta è una risposta quanto mai insoddisfacente. Non solo, dovrei qualificarla perfino con una parola più forte che non voglio usare per non fare della polemica in questo momento. Qui continuiamo a sentire un ritornello dal Presidente della Giunta, perché ogni volta che si fanno delle domande precise su dei problemi amministrativi... e mi pare che senza venire in difesa di quanto ha detto Germano prima, quando ha chiesto se la Giunta intendeva presentare un Piano dei lavori pubblici del 1968, che, è sempre stato presentato quando si è discusso il bilancio... In genere qualche volta lo si è presentato dopo, però in tutti questi anni, quando si è discusso il bilancio, si è portato anche all'approvazione del Consiglio il Piano dei lavori pubblici, quindi una richiesta più che logica da parte del Consigliere Germano, richiesta alla quale dobbiamo associarci anche noi, e il Presidente del Consiglio - ne do atto - effettivamente ha riconosciuto la giustezza di questa richiesta e, attraverso il suo intervento, ha riconfermato che in tutti questi anni passati si è sempre seguita questa via.

Il Presidente della Giunta non ha sentito il dovere di allinearsi in questa materia e, come sempre, ha detto: "voi vi preoccupate, voi avete solo uno scopo: quello di non lasciare lavorare la Giunta, non volete che la Giunta faccia qualche cosa", come se chiedere l'approvazione di un Piano dei lavori pubblici da parte del Consiglio, che è sua competenza, fosse un impedimento ai lavori della Giunta. Ora, queste cose se le dicesse l'ultimo manovale, le potremmo anche giustificare, ma che venga a dirle il Presidente della Giunta mi si permetta di dire con tutta franchezza che è un qualche cosa che va al di là e che fa effettivamente fare brutta figura a questa Giunta.

Si continua a dire che si vuol far perdere del tempo alla Giunta, voi non volete che si faccia niente, sono le stesse risposte che vengono date per quanto concerne le elezioni. Qui si crede proprio di prendere in giro tutti i Consiglieri, perché le risposte che sono state date dal Presidente della Giunta costituiscono una mancanza di riguardo nei confronti di tutti i Consiglieri e del Consiglio, perché potrebbe dire: "dobbiamo stabilire la data che sarà il giorno tale, il giorno tal altro". D'accordo non pretendiamo che diciate oggi: "il giorno tale ci saranno le elezioni", ma non girate intorno al problema con certe frasi che sono sibilline e che ci dimostrano anche qual è la vostra intenzione, perché ad un certo momento si dice: "adesso voi sapete, siete tranquilli che si fanno le elezioni ad aprile, su questo abbiamo preso un impegno, noi però non stabiliamo ancora la data di queste elezioni perché vogliamo essere sicuri che non ci siano degli intralci", mentre in cuor vostro vi augurate e sperate che questi intralci arrivino per poter dire a un certo momento: "noi avevamo preso solenne impegno dinanzi al Consiglio di fare le elezioni al mese di aprile, però sono subentrati dei fattori in campo nazionale, noi vediamo le beghe che ci sono oggi anche al Governo e alla Camera, quindi sono sopravvenuti fatti che non ci permettono di fare le elezioni al mese di aprile, così le rinviamo ancora un'altra volta". In questa sua risposta sibillina, Presidente della Giunta, l'interpretazione che noi possiamo dare è proprio questa sua speranza che succeda questo per procrastinare la questione delle elezioni.

Un'altra affermazione non la possiamo accettare - e mi sembra che anche qui sia un'enormità da parte del Presidente della Giunta -: "anche se non abbiamo fatto il piano per il 1968, che, in base al nostro Regolamento, avrebbe dovuto essere sottoposto all'approvazione del Consiglio, vi garantisco che nulla sarà fermato e che l'attività dei Lavori Pubblici continuerà". Noi non mettiamo in dubbio che voi continuerete la vostra attività per i Lavori Pubblici, però mi permetta, Signor Presidente del Consiglio, richiamandomi a quanto ha voluto specificare anche lei delle competenze del Consiglio, che è competenza del Consiglio approvare il Piano dei lavori pubblici in base al bilancio. Noi quindi non chiediamo altro che l'esercizio di un nostro diritto e il Presidente della Giunta può garantire tutto quello che vuole, che i lavori pubblici si faranno lo stesso anche se il piano non è stato approvato dal Consiglio regionale, ma se non sarà stato approvato dal Consiglio regionale, sarà a mercé dell'arbitrio di quello che vorrà fare la Giunta. Allora non ci venga a dire che noi non possiamo parlare di discriminazione, perché anche se la discriminazione non sarà fatta, noi potremmo effettivamente dubitare che non si vuol portare all'approvazione del Consiglio questo piano perché si ha l'intenzione di fare della discriminazione. Per evitare tutte queste polemiche, per evitare questi dubbi, quindi la cosa è molto semplice: non c'è che da portare questo Piano dei lavori pubblici all'approvazione del Consiglio, seguendo quella che è stata la norma sempre seguita rispettando in questo le prerogative del Consiglio. Allora anche noi non avremo nessun diritto di parlare di discriminazione, perché avremo deliberato, avremo fatto qui le osservazioni che avevamo da fare e il piano sarà stato approvato da una maggioranza, forse non tenendo conto di nessuna nostra osservazione, ma almeno sarà stata salvata la forma e saranno salvate anche le prerogative del Consiglio. Ora, rispondere come ha risposto il Presidente della Giunta prima vuol dire fregarsene di tutti i Consiglieri e fregarsene del Consiglio, perché effettivamente così non è il modo di agire.

Io credo che questo vada detto, non avevo proprio l'intenzione di parlare su una questione in generale e chiederò la parola dopo quando ritorneremo sulla delibera, perché il mio intervento, quando avevo chiesto la parola, verteva su una questione particolare della delibera in ratifica e non intendevo parlare su questa questione generale. Siccome avevo la parola, dopo aver sentito queste dichiarazioni, che, per conto mio, sono fuori da ogni logica, ho ritenuto che era doveroso rispondere come ho risposto.

Manganoni (P.C.I.) - Il mio intervento si riferisce alla delibera specifica della quale discutiamo, però mi riservo di intervenire dopo su questo. Adesso voglio intervenire invece sui problemi che sono venuti in discussione: il Piano dei lavori pubblici e le elezioni.

Ora, com'è già stato detto, il Piano dei lavori pubblici in 20 anni di autonomia, in 20 anni che funziona il Consiglio regionale è sempre stato portato o nella seduta del bilancio, o nella seduta immediatamente seguente...

Colombo (P.S.I.) - ... anche nel 1966?

Manganoni (P.C.I.) - ... sì, anche nel 1966...

Colombo (P.S.I.) - ... bravo!

Manganoni (P.C.I.) - ... un momento, nel 1966 noi abbiamo portato il piano di lavori o assieme al bilancio, o nella seduta seguente e voi non l'avete voluto discutere. Noi quindi l'abbiamo portato in Consiglio ed è il Consiglio, cioè voi, che facevate parte del Consiglio, che non lo avete voluto discutere!

Cosa si verifica oggi? Abbiamo approvato il bilancio in novembre, sono passati tre mesi e il piano di lavori non si porta. Ora, scusami Colombo, tu che dovevi preparare quel piano, come i piani venivano sempre proposti dall'Assessore ai Lavori Pubblici in Giunta, in Giunta se ne discute, si modifica se necessario, poi si porta all'approvazione del Consiglio. Colombo, tu ti presti a queste manovre della Democrazia Cristiana? Questo, credimi, è sommamente spiacevole, perché tu hai detto: "noi Socialisti andiamo in Giunta per mettere un freno allo strapotere, alla corruzione, a tutto quello per cui brilla la Democrazia Cristiana" e oggi, abbi pazienza, tu non solo ti accodi alla Democrazia Cristiana, ma ti presti al suo gioco, perché in questo caso sei tu, oltre alla Giunta...

Colombo (P.S.I.) - ... allora lo porteremo fra cinque giorni... "non mi prendo nessun impegno di portarlo in Consiglio", questo avrebbe detto il Presidente della Giunta e voi zitti... ha detto così?...

Manganoni (P.C.I.) - ... Signor Presidente, posso continuare?

A parte il fatto che questa ultima affermazione del Presidente è enorme: "io gli impegni che prendo li intendo assolvere", io posso tirargli fuori il famoso decalogo coi dieci punti programmatici, non ne ha assolto uno su dieci. Altro che "io intendo assolvere gli impegni che prendo"! Presidente, poi sta prendendo per il fondo dei pantaloni il Consiglio, la popolazione, gli abitanti, qui sta prendendo per dei bambini dell'asilo tutti quanti! Almeno non fate delle affermazioni così enormi se non mantenete gli impegni, non ne mantenete nessuno, almeno abbiate il pudore di tacere, non di dire: "noi li rispettiamo tutti, li portiamo a termine tutti".

Allora, ritornando sul mio intervento di prima, proseguendo dicevo: è spiacevole, Colombo, dover osservare questo, perché se tu volevi condizionare un po' la D.C., tu e i colleghi dei Socialisti avreste avuto un sacco di occasioni per farlo, ma in questo caso, che è tuo compito specifico, tu vieni non solo condizionato, ma ammanettato dai tuoi colleghi della Giunta, i quali devono a Colombo... e i casi sono due qui: o Colombo effettivamente non ha voluto prepararlo - e io non ci credo, perché sarebbe enormemente grave questo per Colombo -, o Colombo voleva prepararlo e gli altri gli hanno detto: "un momento, aspetta", e allora Colombo ha aspettato un momento, cioè ha subito le imposizioni della Democrazia Cristiana. Io voglio propendere per il secondo caso per una ragione: perché non penso che tu spontaneamente ti sei preso questa iniziativa di non portare il piano dei lavori pubblici in Consiglio.

Ora, quando i Consiglieri che mi hanno preceduto hanno parlato di questo, il Presidente del Consiglio ha detto: "questo non riguarda il Presidente del Consiglio", ma scusi, Presidente, chi è che tutela le prerogative e i diritti del Consiglio? Se non è lei, è forse il Presidente della Giunta? Il quale vorrebbe servirsi del Consiglio come un semplice organo di tutela: "noi Giunta facciamo, deliberiamo, voi Consiglio ratificate". Ora, questo avviene da una parte dei Consiglieri, la palude laggiù, che non banfa mai; che è qui solamente per alzare la mano, ma da parte nostra no, perché noi abbiamo ancora la dignità non solo di uomini, ma anche di Consiglieri e siamo qui non per ratificare senza discutere ciecamente quello che fa la Giunta, ma siamo qui per discutere e vogliamo sapere quello che approviamo; noi non vogliamo alzare la mano come succede da quella parte del Consiglio, senza sapere di che cosa si discute e che cosa si sta approvando.

Presidente del Consiglio, mi permetta quindi di rivolgermi a lei, invitandola, pregandola di tutelare le prerogative. Ora, il Consigliere Germano ha letto l'articolo del Regolamento dove l'approvazione del Piano dei lavori è competenza del Consiglio...

Montesano (P.S.D.I.) - ... è pacifico quello, Consigliere Manganoni...

Manganoni (P.C.I.) - È pacifico? E allora lo approviamo quando? Dopo le elezioni?

Montesano (P.S.D.I.) - ... non lo posso dare subito... perché questa discussione venga un po' contenuta... Io francamente sono un po' stupito del discorso che si fa su questo argomento, perché oggi siamo il 2 di febbraio, io mi sono voluto sincerare negli altri anni quando sono stati presentati i programmi dei lavori pubblici - questo per quanto riguarda le risposte che riguardano il Consiglio -: nel 1963 il Piano dei lavori pubblici è stato presentato il 15 giugno dello stesso anno, riapprovato il 2 luglio, queste sono le delibere; nel 1964 il 21 di luglio.

Ora, cari Signori, io non voglio difendere nessuno, però, per rispondere alle domande che mi sono state fatte: "ma il Consiglio non muore, muoiono i Consiglieri di morte consiliare, ma non il Consiglio", è pacifico che il Consiglio nella mia persona possa avere assicurazione nella riaffermazione della potestà del Consiglio di riapprovare il piano, io la posso fare fino alla fine del mio mandato. Dico anche questo poi: la Giunta va a finire, ci sarà un'altra Giunta, che potrà essere la stessa o un'altra, e quindi la Giunta potrà avere tutte le possibilità di modificare anche il piano se ne avrà voglia e di portarlo in Consiglio perché è quest'ultimo che lo deve approvare. Il fatto stesso però che ci dica: "oggi noi non approviamo il Piano dei lavori pubblici"... io voglio ricordare che nel 1963 e nel 1964 è stato approvato nel mese giugno e di luglio.

Manganoni (P.C.I.) - Posso continuare? Mi permetta di fare osservare al Presidente che non mi ricordo sino a quale anno, ma l'anno finanziario andava da giugno a giugno e allora, se si approvava il bilancio dopo giugno, è naturale che non si poteva presentare il Piano dei lavori prima! In secondo luogo vi è un fatto: allora non "scadeva" il Consiglio.

Ora, prima di tutto io vi ho parlato sempre del bilancio, non vi ho mai parlato della data, io vi ho detto sempre che il Piano dei lavori pubblici veniva presentato o nella seduta del bilancio, o in quella seguente, indipendentemente dalla data, perché se voi non avete presentato il bilancio del 1968, non potremmo pretendere la presentazione del Piano dei lavori pubblici. Io voglio insistere su questo, Presidente: non mese di gennaio, di febbraio, di novembre o di dicembre, ma la data in riferimento all'approvazione del bilancio. Ora, coi dati in suo possesso lei mi smentisca che noi in passato abbiamo sempre approvato il Piano dei lavori pubblici o in quella seduta, o in quella seguente, nello spazio di 15 o 20 giorni; lei questo non me lo può smentire.

Adesso invece è da tre mesi che abbiamo approvato il bilancio e del Piano dei lavori pubblici non se ne parla; non solo, ma siamo morituri e si dice: "si fanno le elezioni", no? Sappiamo che questo Consiglio fra 8-15-20 giorni... non so, perché questa è l'eccelsa mente del Presidente della Giunta che stabilisce le elezioni... noi del Consiglio non ne dobbiamo sapere niente e allora dipenderà tutto da questo: ecco la differenza, è su questo che io insisto, Signor Presidente! Ribadisco quindi che non si tratta di date, ma di presentazione di bilancio.

Allora dite: "io posso dare la mia assicurazione". Presidente, lei dà la sua assicurazione che tutela le prerogative, eccetera. Sì, ma se domani il Presidente della Giunta stabilisce che fra otto giorni noi scadiamo, le sue assicurazioni che cosa possono? Non può più convocare il Consiglio una volta che siamo scaduti, allora, anche se lei ha la buona volontà di farlo - io voglio anche dargliene atto -, non potrà farlo se il suo collega di Giunta dirà: "fra otto giorni noi scadiamo" ...(voce del Consigliere Montesano)... ma allora se le elezioni saranno in aprile e il nuovo Consiglio si instaurerà entrò un mese, normalmente passano sempre 25 giorni, noi andremo a maggio, forse alla fine del mese, e quando si approverà il Piano lavori? In giugno, cioè otto mesi dopo che abbiamo approvato il bilancio. Questo è quanto voglio farle osservare io, è qui il problema grave, è su questo che noi puntiamo.

Ora, vede, noi questo lo comprendiamo molto bene, questa è una manovra non sua, Presidente del Consiglio, ma una manovra della Giunta uscita col filo bianco, perché? Perché dice: "noi non fermeremo i lavori, i lavori andranno avanti, si darà l'occupazione". Si capisce, ma voi farete il piano, lo approverete come Giunta, salvo ratifica del Consiglio, il Consiglio non ne discuterà perché scadiamo, se ne discuterà a fine maggio o in giugno e intanto voi farete un Piano di lavori pubblici addomesticato, fatto su misura secondo le vostre mentalità e i vostri criteri, che io non voglio ribadire, come ha detto Fosson, di discriminazione, perché se non fosse così, lo portereste in Consiglio. Per quali ragioni non volete portarlo in Consiglio? Perché volete fare questo piano voi Giunta, approvarlo voi e non sottoporlo al Consiglio? È naturale, è logico che qui scaturiscano tutti i dubbi possibili. Non volete perché voi non volete che ne discutiamo, non volete che noi vi facciamo osservare le discriminazioni che ci saranno su questo piano, perché ci saranno di nuovo i comuni figli delle galline bianche e i comuni figli delle galline nere. Allora si potrà di nuovo spendere sette milioni per un campo dei ragazzi a St. Nicolas e non fare, per esempio, un giardino di infanzia, un giardino per giocare per i ragazzi al Ponte di Pietra o alle Case operaie di Aosta, o magari a Verrès e a Pont St. Martin; dove i bambini, nel capoluogo, non sono due come sono lassù, perché sono dieci sparsi in tutto il Comune e due nel capoluogo.

Naturalmente io capisco che queste cose che noi vi facciamo osservare vi stiano sui piedi, io comprendo che voi siate lì che fremete nel sentire queste osservazioni; allora per non sentirle non le portate in Consiglio regionale.

Guarda, che voialtri abbiate quella che si dice "una faccia di tolla" non lo dubitiamo, lo dimostrate, però permettete che io dubiti che vi faccia piacere sentirvi tutte queste verità alle quali non siete in condizioni di rispondere e di ribadire.

Allora andiamo avanti... e tu Colombo ti presti a questi giochi. Il Presidente Bionaz esprime lo stupore per la fregola dei Consiglieri di sapere quando si faranno le elezioni. Il Consigliere Fosson ha detto di non voler usare delle parole forti, non voglio farlo neanch'io, ma è sommamente scorretto da parte di un Presidente della Giunta affermare che i Consiglieri abbiano la fregola di sapere quando saranno le elezioni; io penso che sia un loro diritto sacrosanto sapere se scadranno fra otto giorni o fra un mese. Cosa ha dimostrato il passato? Ve l'ha detto ieri il Consigliere Caveri: il Presidente Marcoz in passato ha convocato tutti i Partiti e all'unanimità era stata decisa la data delle elezioni, ma non otto giorni prima, l'aveva fatto cinque o sei mesi prima.

Noi oggi che scadiamo, che siamo già scaduti da tre mesi (il 21 ottobre) - c'è chi dice in novembre, vada anche solo nel corso di tale mese - non sappiamo ancora quando si fanno le elezioni. Scusi, Presidente del Consiglio, ma la domanda che noi poniamo al Presidente della Giunta: "quand'è che ci volete fare scadere?" è legittima. Se io avessi posto questa domanda un anno fa, lei avrebbe potuto dirmi: "andiamoci adagio!". Siamo scaduti da due mesi e mezzo, tre mesi, quando pensate di farci scadere definitivamente, cioè quando pensate di fare le elezioni? Si chiama aver la fregola questo? O è semplicemente un nostro legittimo diritto di porre questa domanda ai due Presidenti, perché io glielo pongo anche a lei. Lei naturalmente dirà: "è quello lì davanti che stabilisce", è il Presidente della Giunta che stabilisce, però è lei il Presidente del Consiglio!

Ora, "bisogna impedire alla Giunta di fare"... no, noi non abbiamo mai impedito alla Giunta di fare, non solo, ma noi vogliamo collaborare, vogliamo discutere e diamo i nostri suggerimenti, i nostri consigli affinché la Giunta faccia bene, perché un conto è fare e un conto è fare bene. Noi siamo preoccupati nell'interesse degli abitanti, nell'interesse della Regione che le cose si facciano bene e apportiamo il nostro contributo di critica costruttiva e di suggerimenti affinché la Giunta faccia e faccia bene; quindi non è vero che noi non vogliamo che la Giunta lavori! D'altronde, se la Giunta volesse veramente lavorare, se avesse solo questa preoccupazione, gli Assessori andrebbero un po' meno a spasso nei cinque continenti del mondo, in Canada, alle Cascate del Niagara, eccetera, perché se avessero veramente intenzione di lavorare, starebbero qui a lavorare e, se interessa vedere la cascata, andrebbero a vedere la cascata di Derby, che è molto più vicina e si perde molto meno tempo e non quelle del Niagara. Questi quindi sono fatti che dimostrano che la vostra preoccupazione non è quella di lavorare ma è più che altro quella di andare a spasso.

"Voi ci fate perdere tempo" ce lo siamo già sentito dire altre volte, perché per la Giunta noi facciamo perdere tempo, ma è naturale perché voi volete il Consiglio addomesticato, succube, una banda di "montoni della palude", che dice: "quello che fa la Giunta va bene". Voi vorreste questo e noi non ci prestiamo a questo gioco, noi non siamo dei montoni, ma siamo dei Consiglieri e diciamo quello che pensiamo e lo diciamo anche per il vostro bene, perché se voi ci ascoltaste di più, commettereste meno enormità, meno errori.

Vi farò osservare un'altra cosa: io sono stato sei anni in Giunta e l'opposizione ha sempre parlato, ha detto quello che intendeva dire; noi l'abbiamo ascoltata e mai da quei banchi della Giunta, quando noi sedevamo lì, ci siamo permessi di offendere il Consiglio dicendo: "voi ci fate perdere del tempo!" Abbiamo sempre ascoltato gli interventi dell'opposizione quando gli interventi erano costruttivi - e purtroppo lo erano poco -, noi abbiamo anche convenuto in diversi casi con le osservazioni e con i suggerimenti dell'opposizione, abbiamo detto: va bene, noi accettiamo queste osservazioni, non abbiamo mai detto: voi ci fate perdere del tempo. Questo lo dite voi e questo deve suonare come un oltraggio al Consiglio. È vero che quelli non reagiranno mai, ditegli quello che volete a quei Consiglieri... ma noi qui no, noi reagiamo e protestiamo contro quest'offesa al Consiglio, noi siamo qui mandati dagli elettori per portare la loro voce e non per fare perdere tempo, e non è un perdere tempo, questo è un vostro giudizio, perché le nostre critiche vi toccano e allora dite: "voi fate perdere del tempo".

Termino, però voglio ancora rivolgere, per l'ennesima volta, la domanda che hanno già rivolto i miei colleghi: "per quale data intendete indire le elezioni?".

Caveri (UV) - Sarò molto breve. Non posso non rilevare che il Dottor Montesano tutte le volte che parla di questo argomento cade in una serie di contraddizioni: ieri ci ha detto - e noi non abbiamo mancato di ironizzare su quella frase -: "il Consiglio è morto", mentre oggi ha detto: "il Consiglio rinascerà"; allora, se rinascerà, è veramente forte...

Montesano (P.S.D.I.) - ... è naturale...

Caveri (UV) - ... guardi, che sul fatto della morte del Consiglio ho da dire qualche cosa... Venti minuti dopo, dimenticandosi di quello che aveva detto prima, ha usato il tempo presente e ha detto: "il Consiglio muore".

Mi pare che a tutta questa storia si potrebbe mettere un titolo da romanzo, cioè "Morte e resurrezione" quei bei titoli che si usavano una volta, come, per esempio, "Sedotta e abbandonata", titolo dello stile di Carolina Invernizio.

Lei, Dottor Montesano, deve essere un lettore veramente di romanzi, perché a un certo momento ha detto una frase riferendosi non più al Consiglio, ma alla Giunta: "e la Giunta va a morire". Questo mi ricorda il titolo di un romanzo, ma me lo ricordo imperfettamente... giusto, il Consigliere Savioz ha ragione, io mi ricordavo di "Ernestina", ma "Ernestina" non c'entra proprio niente, perché è "L'Agnese va morire" era un titolo che ha avuto un vero successo. Lei con poca reverenza per la Giunta - si vede che lei quel romanzo lo ha letto, nelle orecchie aveva ancora queste parole del titolo - ha detto: "noi dell'opposizione, questo non l'abbiamo mai detto", invece lei, Presidente del Consiglio, che deve avere qualche complesso freudiano, ha detto: "e la Giunta va a morire"...

Montesano (P.S.D.I.) -... no, i complessi freudiani li ha lei...

Caveri (UV) - ... ma, in realtà, questo Consiglio è morto molto tempo prima, perlomeno è morto fin dal gennaio 1966. La Signorina Personnettaz - non fisicamente, perché fisicamente la Signorina Personnettaz è ancora viva - era deceduta come Consigliera, perché dal gennaio del 1966 aveva percepito lo stipendio, quindi era diventata ineleggibile. Se la Magistratura funzionasse, vi sarebbe già la sentenza che la dichiarerebbe ineleggibile e questa sentenza avrebbe un valore retroattivo, perché in materia di questo genere una sentenza ha valore ex tunc, cioè dal momento in cui sorge motivo di ineleggibilità e non da questo momento. Ecco che era dimostrato che il Consiglio regionale era già morto perché ormai era composto di 16 membri.

Ha ragione lei quindi, Dottor Montesano, questo Consiglio è morto e ha continuato, come quel personaggio dantesco, a combattere portandosi una testa in braccio, non si è accorto di essere morto, cioè voi ve ne siete accorti benissimo, ma avete superato tutto con un seguito di nullità sul quale noi non intendiamo ritornare.

Montesano (P.S.D.I.) - Guardi, scusi, se lei ritorna su questo argomento, allora apriamo una polemica sui fatti del 1966. Io sono prontissimo ad affrontare quella polemica.

Caveri (U.V.) - Benissimo, ritorniamo pure...

Montesano (P.S.D.I.) - Se lei vuole ritornare in argomento, allora ritorniamoci, se invece vuole tornare su quei fatti, io sono prontissimo a prendere la parola non più come Presidente del Consiglio, ma mi vado a sedere lì per dire tutto quello che deve essere detto su quei fatti.

Caveri (U.V.) - Allora io le rispondo che io le imposizioni non le subisco da nessuno e nemmeno dal Presidente del Consiglio, quindi io sono perfettamente libero di parlare come voglio e di sviluppare i temi che voglio, e non chiedo certamente il permesso a lei per decidere degli argomenti!

Montesano (P.S.D.I.) - Altro che, Consigliere Caveri, deve... se lei parla di questo argomento, altrimenti io devo richiamarla.

Caveri (U.V.) - Io parlo degli argomenti che credo.

Montesano (P.S.D.I.) - E va bene, continui a parlare.

Caveri (U.V.) - Vengo allora a dire un'altra cosa: prima mi sono occupato delle frasi celebri e delle frasi storiche del Dottor Montesano, ora mi occupo delle frasi celebri del Signor Bionaz, al quale è scappata una frase. Il Signor Bionaz è molto... come dire? ermetico in questa materia, è ermetico come una bottiglia di acqua ossigenata, ogni tanto gli scappa una frase e la frase che gli è scappata l'abbiamo sentita tutti, perché ha detto: "se non si verificheranno difficoltà e intralci...". Il Consigliere Fosson ha notato quella frase e l'ha sottolineata, questi quindi sono i lapsus freudiani, perché si è impassibili, si è ermetici, non si vuol parlare, ma poi scappa la frase che rivela l'interiore affanno.

Quando Mussolini una volta fece un discorso riservato ai gerarchi, è successo che durante il suo sproloquio ha detto una frase che non c'entrava niente. Un medico mi ha parlato di questo fenomeno e mi ha detto che anche il Parroco del suo Paese del Basso Piemonte era stato vittima di un fenomeno di questo genere: faceva una predica su non so che argomento e improvvisamente ha pronunciato un'altra frase. Mi spiegava questo medico che sono fenomeni che succedono a certi oratori, parlano di un argomento poi tac, salta fuori quella frase, ma quella frase è rivelatrice di quello che si agita nelle profondità del subconscio e nel caso del Signor Bionaz è proprio la speranza di quelle tali difficoltà e di quei tali intralci.

Il Presidente Bionaz ha fatto un'affermazione ben più grave quando ha detto che tutto quello che noi diciamo qui è perfettamente inutile, che tutto quello che noi diciamo lo facciamo per ritardare i lavori del Consiglio. In questo egli dimostra di avere la tipica mentalità del Gerarca fascista com'è stato e come lo rimane come mentalità perché un vero Democratico riconosce la funzione democratica dell'opposizione e non sta con l'orologio a contare quanti sono i minuti o le ore degli interventi, perché tutto quello che noi diciamo lo diciamo non per sabotare i lavori del Consiglio, ma perché siamo profondamente convinti di quello che diciamo. Noi possiamo anche sbagliare quando sosteniamo certe tesi, ma, malgrado questo, i veri Democratici devono riconoscere se non sono degli incalliti Gerarchi fascisti, com'è Bionaz, e non soltanto il Bionaz... se si è diventati dei Democratici, bisogna riconoscere la funzione democratica dell'opposizione, altrimenti andatevi a nascondere! Mettetevi d'accordo con i vostri generali e con i vostri politici, che nel luglio del 1964 avevano tutto architettato per abolire una buona volta, ancora una volta, l'opposizione in Italia, perché tanto, secondo voi, l'opposizione è inutile, e allora tanto vale fare un colpo di Stato come in Grecia.

Io appartengo al gruppo di quelle persone che non credono che il pericolo sia cessato, che credono che in Italia sia sempre incombente un pericolo di colpo di Stato, di questo noi siamo perfettamente convinti perché voi non siete dei Democratici e in ogni occasione vi incaricate di dimostrarlo a noi dicendo che l'opposizione è perfettamente inutile e che si può fare a meno nel Consiglio regionale dell'opposizione. Voi, quando dite queste cose, dite la cosa più grave che potete dire in un Consiglio regionale.

Vengo alla questione del Piano dei lavori pubblici. Noi non siamo dei bambini, né dei deficienti e, quando il Dottor Montesano ci dice che il Piano dei lavori pubblici del 1963 è stato portato in giugno all'esame del Consiglio regionale e che quello del 1964 è stato portato in luglio, noi rispondiamo che nel 1968 ci sono di mezzo le elezioni. Il vostro piano, il vostro intento quindi è trasparente, evidentissimo, perché voi, chiuso il Consiglio, intendete varare come Giunta il Piano dei lavori pubblici e noi sappiamo già che quello sarà il vostro piano elettorale che dovrà servire, attraverso preferenze, ingiustizie e discriminazioni, per la vostra campagna elettorale. Ecco qual è il vostro vero intento, ecco perché voi non presentate al Consiglio il Piano dei lavori pubblici e questo è molto grave, ma voi credete proprio di prenderci per dei deficienti! Anche i bambini dell'asilo, se fossero presenti nel pubblico, capirebbero questo vostro trasparentissimo piano, per cui quello che voi dite qui, che potrebbe essere sibillino, è soltanto ridicolo, perché se voi aveste soltanto un minimo non di sensibilità democratica, ma di intelligenza politica, nulla vieterebbe a voi di parlare di questa famosa data, così come ha fatto il Presidente Marcoz, che fin dall'agosto del 1963 ha riunito, come dicevo ieri, tutti i Dirigenti dei Partiti e dei Movimenti e ha chiesto a loro quando si dovevano fare le elezioni. Vi è stato un accordo fra tutti i Dirigenti di tutti i Partiti e di tutti i Movimenti - non escluso il M.S.I., perché Marcoz aveva voluto invitarlo e sentirne anche il parere -, che hanno detto: "ci siamo la tale data". Qui no, segreto di Stato. Ah, ma voi avete imparato da quei Signori che si rifiutano di dire se Segni aveva nascosto i microfoni nel Quirinale mentre interrogava gli esponenti dei Partiti italiani. Quando si è chiesto a qualcuno se era vero che si erano nascosti i microfoni nello studio del Presidente Segni, è stato risposto: "segreto di Stato!" e, quando abbiamo visto nel rapporto Manes tutti i vari omissis, se bisognava dire che la serva del colonnello era andata a comprare il pesce, quello era un segreto militare.

Anche questa storia della data delle elezioni, che è la cosa più ovvia di questo mondo, perché oramai non avete voluto fare le elezioni nel maggio del 1966, non le avete volute fare nell'autunno del 1967, quando era scaduto il mandato, adesso dovreste fare queste elezioni e dite che le volete fare nel mese di aprile, ma la data non si può dire: segreto militare, segreto di Stato! L'Onorevole Moro ha detto che non poteva rispondere a certe domande per non offendere gli Alleati americani, ma allora cosa vuol dire questo? Che gli Alleati americani erano ben d'accordo di fare il colpo di Stato in Italia, come sono stati ben d'accordo di fare il colpo di Stato in Grecia. Allora voi forse avete paura di offendere gli Americani se dite che le elezioni si fanno il 7 di aprile, o il 14, o il 21 o il 28. Insomma credete di essere tanto furbi, ma siete soltanto ridicoli, profondamente ridicoli, perché se voi aveste un minimo di intelligenza politica, voi riunireste, come già è stato fatto, i rappresentanti dei vari Partiti e cerchereste di mettervi d'accordo.

La cosa più grave, e ho terminato, è che le vostre dichiarazioni provano che voi non avete la mentalità democratica, perché di Fascisti diventati Democratici ne abbiamo conosciuti tanti, ma vi sono stati degli ex Fascisti che hanno fatto uno sforzo per acquistare la mentalità democratica. Voi questo sforzo non lo fate perché la mentalità fascista è una mentalità, la vostra mentalità è una mentalità profondamente antidemocratica, perché è quella del "voglio, posso, comando". Voi non volete consultarvi con nessuno, voi non volete discutere con nessuno. Voi avete una mentalità autocratica e antidemocratica e in ogni seduta del Consiglio voi ne date la squisita dimostrazione e non siamo mica soltanto noi che lo diciamo, perché è pieno di Democristiani, e ci sono anche dei sacerdoti che lo dicono, quindi non siamo soli quando diciamo queste cose.

Germano (P.C.I.) - Io mi limiterò all'essenziale. L'Avvocato Bionaz ha continuato con quella storia che i giornali del Centro-Sinistra stanno continuando a portare avanti che noi faremmo l'ostruzionismo. Pensate che la "Gazzetta" di oggi - Egidio è stato là a sentire tutto il Consiglio - dice che anche sulla Maternità noi abbiamo presentato una serie di emendamenti tentando di far perdere tempo, mentre invece il Consigliere Mappelli ha chiarito tutto: non abbiamo presentato neanche un emendamento, non abbiamo detto neanche una parola. Ha continuato a dire la questione dell'ostruzionismo.

Rendetevi conto, siete solo voi che fate dell'ostruzionismo e lo fate come? Non dando gli allegati a tempo, venendo in Consiglio non preparati, non rispondendo, non essendo informati di come stanno le cose, nessuna Giunta finora si era comportata così. Siete solo voi quindi che fate dell'ostruzionismo e fate perdere tempo!

In secondo luogo sul terreno del minimo di disciplina chiedo testimonianza al Presidente del Consiglio: l'opposizione è convocata per le ore nove e alle nove è in Consiglio; la maggioranza arriva alle nove e mezza, alle nove e quaranta, alle nove e cinquanta, mezz'ora dopo tutti i Consigli, mezz'ora al mattino, mezz'ora al pomeriggio e, se non ci fossimo noi sempre presenti in Consiglio, non sareste mai in maggioranza, siete solo in maggioranza quando il Presidente suona e si corre a votare...

Montesano (P.S.D.I.) - ... io suono per tutti però...

Germano (P.C.I.) - ... sì, io chiedo la sua testimonianza che noi siamo sempre qui presenti e permettiamo l'apertura del Consiglio; se non ci fossimo noi, il Consiglio non comincerebbe mai. Siete voi quindi che fate perdere del tempo in Consiglio: questa è la verità! Guardate anche questa discussione che abbiamo fatto è importante, perché investe 1 miliardo e 530 milioni, oltre a 835 milioni del nostro bilancio.

Abbiamo chiesto: continuerà il Consiglio? Bordon, un altro che è mago nel far perdere tempo, ha detto: "lasciaci tranquilli a esporre le nostre tesi!". Non si sa se il Consiglio continuerà. Se avessero detto: "il Consiglio scade il 25 marzo", non avremmo fatto una discussione, avremmo convocato il Consiglio richiedendo il Piano delle opere pubbliche, ma non ci dite nulla, non si sa. Chiediamo al Presidente della Giunta e cosa ci dice? "Nessun impegno per il piano". Se ci avesse detto: "ve lo presento fra otto giorni", nessuno avrebbe discusso, sarebbe tutto finito, saremmo andati avanti. No, "nessun impegno - e lo ribadisce - di presentare il piano in Consiglio" e poi dice nel medesimo tempo - è questo il grave -: "ma noi le opere pubbliche le faremo lo stesso!" Allora al Presidente della Giunta le competenze del Consiglio non interessano, non gli interessa che deve essere il Consiglio ad approvare il piano, che la Giunta deve solo eseguire il piano, approvato dal Consiglio. Qui ci manca anche il rispetto, si vogliono prefabbricare le competenze del Consiglio! Allora sono andato a vedere le competenze della Giunta, per vedere che cosa studia quell'uomo, perché studia sempre le cose più strane di questo mondo per vedere come ingannare la gente. Ho trovato - forse è questa la volontà - al punto n. 18 delle competenze della Giunta c'è: "all'adozione, nei casi di necessità e di urgenza, di deliberazioni di competenza del Consiglio" e c'è la precisazione: "i provvedimenti adottati dalla Giunta in via d'urgenza debbono essere presentati al Consiglio nella sua prima seduta successiva per la ratifica e cessano di avere efficacia dalla data della deliberazione con la quale il Consiglio neghi la ratifica".

Allora quel genio di Bionaz ha pensato: "non parliamo del piano". Infatti sono tre mesi che è stato approvato il bilancio; noi lo portavamo assieme al bilancio, qualche volta il Consiglio dopo. Abbiamo fatto dieci Consigli dopo il bilancio, ma il piano delle opere pubbliche non è mai stato portato. Ecco quello che ha pensato: "nessuno ne parla, il Piano delle opere pubbliche non lo si presenta, la Giunta lo assume in via d'urgenza e il prossimo Consiglio - tanto faremo la campagna elettorale, faremo quello che vorremo - lo ratificherà": questo è forse il pensiero di Bionaz.

In questo modo si eludono, si prevaricano le competenze del Consiglio e noi questo lo denunciamo e, per impedire che avvenga questo, presentiamo un ordine del giorno e chiediamo che venga votato segretamente dal Consiglio:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale impegna il Presidente e la Giunta regionale a presentare entro il 7 febbraio 1968 all'approvazione e discussione del Consiglio il piano delle opere pubbliche per il 1968.

F.to: Germano

Chiedo che l'ordine del giorno venga messo in votazione.

Colombo (P.S.I.) - Io vorrei iniziare dalla fine dell'intervento del Consigliere Germano dicendo che qui nessuno, almeno per quanto mi concerne personalmente, vuole prevaricare o eludere le competenze del Consiglio. A dimostrazione di questo voglio dire che se c'è stata la giusta osservazione fatta dal Consigliere Manganoni sulla presentazione in giugno o luglio degli anni 1963-1964, non c'è assolutamente questa giustificazione di modifica di decorrenza dell'anno finanziario per quanto riguarda il 1966 e il 1967. Potremmo andare a vedere anche il 1964 e 1965, in questo momento questi dati io non li ho; comunque nel 1966 il Piano dei lavori pubblici è stato presentato il 23 marzo, nel 1967 il 23 marzo e poi è stato approvato in giugno per le note vicende politiche...

Germano (P.C.I.) - ... e quando è stato presentato?

Colombo (P.S.I.) - ... sarà stato presentato anche in marzo, io non discuto di questo, naturalmente può anche darsi, nel 1967 è stato presentato anche il 14 marzo.

Il fatto di questo ritardo che è quanto è avvenuto sempre nel passato... e direi che maggiormente è giustificato oggi, lasciatemelo dire, con molta chiarezza... perché mi pare che richiamarsi a un certo momento al Compagno Colombo o ai Socialisti...

Germano (P.C.I.) - ... quest'anno se il Piano non si presenta entro febbraio, non si approva più, perché il Consiglio non c'è più, si va a giugno e ci rimettono i lavori...

Colombo (P.S.I.) - ... richiamarsi alle dichiarazioni del Compagno Colombo oppure alla posizione dei Socialisti ormai è un ritornello comodo, che naturalmente, lasciatemelo dire, non mi tocca. Io ho la coscienza tranquilla di aver fatto quello che si doveva fare e non mi sono mai prestato a nessun gioco, neanche da parte naturalmente dei Democristiani, perché nei Democristiani - e tutte le volte che naturalmente ho sostenuto determinate posizioni - posso dire di avere trovato sufficiente adesione a quelli che erano i miei concetti.

Vorrei aggiungere che quest'anno è vero che noi abbiamo presentato il bilancio nel mese di novembre, però datemi atto che allora, quando ancora avevamo tutti i lavori in corso e avevamo ancora l'attuazione del vecchio programma del 1967, non era certamente possibile pensare a un programma per il 1968.

Tenete anche conto di questo, che, a differenza di quanto veniva fatto prima, Compagno Manganoni, noi nell'impostazione del Programma dei lavori pubblici abbiamo richiesto ai Sindaci l'elencazione delle opere disposte in modo prioritario che ritenevano di richiedere all'Amministrazione regionale per i relativi finanziamenti.

Naturalmente ci siamo trovati di fronte a dei Sindaci che hanno fatto delle richieste che potevano essere ammesse nell'ambito dei finanziamenti della Regione, abbiamo avuto dei Sindaci che ci hanno trasmesso delle richieste non documentate sullo stato di progettazione e di disponibilità dei terreni, e questo naturalmente ha comportato per l'Assessorato l'avvicinamento di molti Amministratori comunali, coi quali, diciamo molto chiaramente, noi abbiamo concordato e le opere, e le priorità da dare all'esecuzione di queste opere.

Onorevole Caveri, o amico Manganoni, quando si parla di discriminazione, quando si parla di "piano addomesticato", quindi io assolutamente su questo terreno non vi seguo, ma respingo decisamente. Mi pare di avere dimostrato di non fare delle discriminazioni nei confronti di nessun Comune qualunque sia il colore della sua Amministrazione e ritengo di camminare su questo terreno, perché è su questo terreno che si amministra e che veramente si fanno gli interessi della Valle d'Aosta. Volevo dare una risposta anche alle osservazioni fatte per quanto concerne i timori che ancora qui sorgono sulle elezioni regionali. C'è stato un impegno assunto dal Partito Socialista e voglio dire ancora, ribadire che questo impegno verrà mantenuto, le elezioni verranno fatte in aprile. Anche questa illazione che viene fatta, questo dubbio che viene espresso io penso che possa essere tralasciato perché, perlomeno per quanto ci concerne come Partito Socialista, c'è un impegno e ad esso risponderemo in modo definitivo.

È all'esame della Giunta, bisogna anche vedere questo problema in relazione alla scadenza regionale; io sono d'accordo di portarlo in Consiglio, questo è pacifico, non ho nessun dubbio su quello che può essere questo...

Caveri (U.V.) - Prendiamo atto...

Montesano (P.S.D.I.) - ... spero che non sia esplosiva la sua frase...

Caveri (U.V.) - ... no, la mia frase sarà intrisa a una grande bonarietà e a una grande dolcezza e la dolcezza e la bonarietà sono: prendiamo atto della dichiarazione dell'Assessore Colombo, il quale parla di un impegno del Partito Socialista per le elezioni regionali. Noi però prendiamo atto di questo e nello stesso tempo speriamo fervidamente che questo impegno non faccia la fine di altri impegni del Partito Socialista. Solo recentemente il Partito Socialista ha preso davanti a tutto il Partito, davanti a tutto il suo elettorato, e non solo davanti al suo elettorato ma davanti a tutti i cittadini italiani, l'impegno solenne di chiedere in Parlamento di insistere in Parlamento affinché si faccia un'inchiesta parlamentare sullo scandalo del S.I.F.A.R..

Abbiamo visto che fine ha fatto quell'impegno, un altro rospo che i Socialisti hanno dovuto inghiottire. Speriamo vivamente che non avvenga lo stesso anche per la Valle d'Aosta.

(voce del Consigliere Colombo)

Bionaz (D.C.) - Dopo tutta questa discussione, si vorrebbe forse che non constatassimo che qui si perde del tempo... e c'è qualcuno che si offende quando si dice che si perde del tempo e abbiamo un ordine del giorno con 20-25 argomenti da discutere. Il Consigliere Fosson ha detto: "noialtri vorremmo che il Piano dei lavori fosse approvato dal Consiglio". Io chiedo ai Signori dell'opposizione: nel 1966, quand'è che avete fatto approvare il Piano dei lavori? E quando avete presentato il bilancio? Il 23 di marzo, e fino al 23 di marzo con che cosa avete fatto le opere pubbliche?

(voce di un Consigliere) - ... era d' inverno...

Bionaz (D.C.) - ... ah, d'inverno, d'inverno non avete fatto niente, non avete speso un soldo dal 1° gennaio al 23 di marzo? Non potevate spendere niente e avete speso chissà quanto! Non vi facciamo mica dei rilievi su quello che avete speso, ma li avete spesi tutti illegalmente... il 23 di marzo avete presentato il bilancio e fate dei rimproveri a noi perché noi non abbiamo presentato il Piano dei lavori. Noialtri abbiamo presentato il bilancio - la prima volta che abbiamo potuto farlo, cioè nel 1968 - entro l'anno precedente, cioè l'abbiamo presentato il 10 di novembre, cosa che non è mai stata fatta da voi, perché nel 1966 l'avete presentato il 23 di marzo e l'abbiamo poi approvato noi il 7 giugno. Per il 1967 noi lo abbiamo fatto il 2 marzo e effettivamente non abbiamo potuto fare di più perché le condizioni nelle quali lavoravamo le conoscete. A noi si fa il rimprovero non di aver presentato in ritardo, ma di aver presentato troppo prima il bilancio perché evidentemente se non passava il bilancio, noi non avremmo potuto spendere nulla. Loro spendevano senza bilancio, e questo non dovrebbe essere detto, cioè senza l'atto formale che autorizza la spesa e anche il finanziamento delle opere pubbliche.

Oggi ritorna a galla, in discussione la speranza da parte nostra, la speranza che mettono sulla nostra coscienza... il procrastinare le elezioni. Dopo tutto quanto si è detto, dopo tutti gli impegni che abbiamo preso, sono tutti convinti che le elezioni si fanno in marzo, in aprile, tutti. In aprile, quarto mese dell'anno: gennaio, febbraio, marzo e aprile! Non sta scritto in nessun posto che devo dire a lei in quale domenica debbo fare le elezioni ...(voce del Consigliere Manganoni)... no, mi rincresce, guardi, Consigliere Manganoni, non c'entra niente, non si preoccupi, non divaghi. Ora vediamo...

Montesano (P.S.D.I.) - Io voglio avvertire... tutti i Consiglieri dell'opposizione hanno parlato senza essere interrotti e io prego...

Bionaz (D.C.) - ... evidentemente io sono convintissimo che questa data oggi non è più molto gradita; se si potesse rinviare ancora le elezioni - e naturalmente accollandolo alla Giunta e alla maggioranza -, si avrebbe un piacere matto. Signori, questo piacere, questa soddisfazione non l'avrete, ve lo garantisco: le elezioni si faranno in aprile! Non lo avrete perché traspare da tutti i vostri atteggiamenti che oggi, ripensandoci bene e specialmente sondando l'opinione pubblica, specialmente andando in giro a sentire cosa pensano gli elettori, oggi avreste piacere di procrastinare la vita del Consiglio. Questo piacere non lo avrete, ve lo garantisco ...(voce del Consigliere Caveri)... no, io so di parlare a voi, a un buffone come lei, perché tale è quando parla in questo modo, Avvocato Caveri! Quando lei parla in questo modo, non è altro che una persona classificabile così.

Io ho sostenuto che gli impegni li assolviamo. Mi hanno detto: "ah, basterebbe leggere il suo decalogo". Consigliere Manganoni, di decaloghi ne abbiamo letti in otto anni della vostra Giunta e abbiamo visto qual era il bilancio consuntivo del vostro decalogo. Quando dite: "non abbiamo fatto niente", dimenticate troppo facilmente che quando siamo arrivati qui, c'era lo spettro dei licenziamenti alla Cogne e che noi abbiamo rimediato a questo spettro e l'abbiamo cacciato, lo abbiamo fugato, ottenendo addirittura 20 miliardi per la Cogne. Oggi queste cose non si dicono più, perché? Perché oramai è diventata legge, non si può più dire che non lo hanno ottenuto e cosa serve ancora parlare di queste cose? Non serve a niente. Avrei voluto vedervi, cari Signori, se non fossimo arrivati noi qui, cosa sarebbe successo alla fine del 1966, cari amici, avrei voluto vedere... il caos è successo a maggio... (voci di alcuni Consiglieri)

Montesano (P.S.D.I.) - Io richiamo i Consiglieri che hanno parlato senza essere interrotti. Consigliere Germano, non venga a protestare quando interrompono lei. Lasciate parlare quindi, poi farete le vostre deduzioni.

Bionaz (D.C.) - ... Avvocato Caveri, guardi, non c'è bisogno di aprire la finestra, le sue prodezze le conoscono tutti i Valdostani, anche se siamo nel chiuso della sala del Consiglio... (voce del Consigliere Caveri) ...e conoscono il ridicolo nel quale voi... Senta un po', chi vuol fare entrare dalle finestre? O vuol fare ancora uscire le poesie alla luna? ...(voce del Consigliere Caveri)... Avvocato, ne avrei altri, e ne avrei ancora, non dubiti. E qui da noi si vorrebbe che si facesse tutto in fretta.

Abbiamo presentato il bilancio al mese di novembre, evidentemente, siccome si presentava sempre il piano tre-quattro mesi dopo, oggi la difficoltà, che giustamente riconosco che ha l'Assessore Colombo è quella di aver dovuto raccogliere tutti i dati dei Sindaci, dei Comuni, i progetti che ci hanno sempre detto che passavano, i piani di lavoro senza progetti... evidentemente l'Assessore si sarà preoccupato di avere i progetti, tutto questo prende del tempo e non si può mica fare in due giorni il Piano dei lavori! Oggi non c'è il Piano dei lavori. Scusatemi, siccome voi avete fatto tutte queste cose in quattro, cinque-sei mesi, io vi dico che, se ci pensate un momentino, anche se questo Consiglio non approvasse il Piano dei lavori, verrebbe ancora sempre approvato per tempo dal prossimo Consiglio proporzionalmente in uno spazio minore di quanto non sarebbe accaduto quando c'eravate voi, perché lo approvavate al mese di giugno, è chiaro che quest'anno per il mese di giugno, ammesso che si debba arrivare lì, certamente il Piano sarebbe approvato. E noi non abbiamo fatto nulla, e va bene. Oggi però sappiamo che i tuoi tre miliardi che erano nel fumo la Commissione legislativa della Camera li ha approvati ieri...

(voce di un Consigliere) - ... non ci sono...

Bionaz (D.C.) - ... e non abbiamo avuto la sorpresa che i Deputati Comunisti chiedessero che andasse in aula, non abbiamo avuto la sorpresa di veder chiedere che l'approvazione andasse in aula. Si vede che lo scherzo che ci hanno fatto per i contingenti non ha avuto buon riscontro in Valle d'Aosta e i Comunisti, che queste cose le raccolgono, hanno pensato che questa volta è meglio non intralciare i lavori della Giunta e di assecondare questi sforzi che sono veramente notevoli e che sono lodevoli, non solo notevoli.

Quanto poi alla scadenza del Consiglio, Signori, voi dimenticate che il Consiglio praticamente non è scaduto, perché se fosse scaduto, noi non saremmo qui a legiferare. In base alla norma della legge elettorale del 1956 che allunga la durata del Consiglio durante i mesi invernali fino al 31 marzo, è chiaro che quella norma va interpretata con una mancata scadenza, perché altrimenti, se fossimo scaduti, non saremmo qui a legiferare e a deliberare; dunque la scadenza che è procrastinata alla fine di marzo è scadenza a tutti gli effetti. Ora, il testo dell'articolo 18 dello Statuto cosa recita? "Il Consiglio della Valle è eletto per quattro anni, le elezioni sono indette..." ...(voce del Consigliere Caveri)... ma stia quieto, Avvocato Caveri... poi, quando interrompono, lei se la prende ...(voce del Consigliere Caveri)... "... dalla Giunta regionale entro 15 giorni dalla fine del precedente Consiglio e hanno luogo non oltre il sessantesimo giorno", dunque non oltre il sessantesimo giorno dalla fine del precedente Consiglio; richiamando e riportando la fine del precedente Consiglio al 31 marzo, in quel lasso di due mesi evidentemente abbiamo il tempo di fare le elezioni.

Quando io vi dico, e ne siete più che convinti, che le elezioni si faranno in aprile, evidentemente questo dubbio non sussiste più. Vi è di più: se vogliamo invocare la legge elettorale del 1962, all'articolo 3: "... i comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Giunta regionale, da pubblicarsi non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la data fissata per le elezioni. Il decreto non può essere pubblicato a meno di quarantacinque giorni dalla data fissata per le elezioni...", non dice quando. Siamo dunque nella perfetta legalità e non sta scritto in nessun sacro testo che il Consiglio deve essere informato prima della data fissata, non sta scritto in nessuna parte che il Presidente della Giunta deve comunicare con anticipo la data che riterrà opportuna - e che sarà opportuna specialmente per l'esercizio del voto da parte di tutti gli elettori - che si intende fissare per le elezioni. Mi sembra dunque che siamo nella piena legalità, anche se questo vi può dare un po' di dispiacere.

Il Consigliere Manganoni si è preoccupato, ha detto: "il piano non è pronto..." e io dico che, se non è pronto, è perché non ha potuto esserlo per le ragioni che già ho accennato, non ha potuto esserlo. Dite che noi ci prepariamo a varare il piano, o a far delle opere pubbliche con delibere di Giunta, ma effettivamente questo è un rimedio che la Costituzione, lo Statuto riconosce quando non è possibile fare altrimenti.

C'è dunque il rimedio per non fermare tutto e, quando io vi dico che non mi impegno a presentare un piano di lavori entro pochi giorni, è perché so quello che vi dico, non mi impegno perché voglio essere onesto e perché gli impegni intendo assolverli e mantenerli, e questo è un impegno che non mi sento di prendere.

Il rimedio c'è ed è il rimedio delle delibere d'urgenza e sarebbe poi già molto meglio di quanto non avete fatto voi, che dal 1° gennaio del 1966 - e mi riferisco solo al 1966 - avete continuato ad appaltare lavori e a svolgere la normale amministrazione senza il bilancio approvato, bilancio che naturalmente, senza l'approvazione, non consentiva di spendere nemmeno un centesimo e questo è andato avanti tranquillo e non mi risulta che abbiamo sollevato delle particolari, può anche essere stato rilevato, ma che abbiamo sollevato delle particolari eccezioni per questo fatto non mi risulta.

Allora ricordate un po' quello che avete fatto voi prima di venire a gettare le pietre sull'attuale Giunta, che ha dovuto fare come ha potuto e ha ottenuto molto di tutto quello che pensava di fare e che certamente ancora riuscirà a fare prima della sua scadenza.

Quanto al grande timore della vostra discriminazione, guardate: neanche i vostri Sindaci dicono queste cose, nessuno le dice, perché tutti in un modo o nell'altro sono stati accontentati, nessuno...

(voce di un Consigliere) - ... è sordo...

Bionaz (D.C.) - ... no, non sono sordo, è sordo lei! Tutti sono stati accontentati; evidentemente non si possono accontentare tutti in tutto quello che chiedono, però nessun Sindaco dell'opposizione, che è qualificato almeno come facente parte dell'opposizione, non ci ha mai fatto questo rilievo. Su questo credo che anche l'amico Colombo sia tranquillizzato, perché non mi risulta che ci siano state delle lamentele: io ho chiesto questo e non me lo avete dato... a quegli altri però avete dato molto di più di quanto non avete dato a me. Questo rimprovero da parte vostra dunque è gratuito, ma non dagli Amministratori dei Comuni.

Voi mi dite: "Marcoz ha convocato i Partiti e ha comunicato loro non so che cosa", ma, scusate, Marcoz non aveva nel 1963 il conforto dell'articolo l della legge elettorale del 1962? Per noi la scadenza era questa, non quell'altra e se le elezioni non si sono fatte in estate, è perché non c'era nessuna disposizione che permetteva di invocare questa norma per fare solo le elezioni in estate. Ha voluto sentire i Partiti e ha fatto benissimo, noi non abbiamo ritenuto di doverlo fare perché non ce n'era bisogno per una norma precisa che dice: "le elezioni non si fanno dal 15 di novembre al 31 di marzo", l'abbiamo invocata, l'abbiamo applicata. Non solo, quell'assicurazione che cercavate e che invocavate affinché il Consiglio potesse ancora funzionare, funzionasse regolarmente e potesse legiferare validamente mi pare che l'avete perché nulla è successo, anche se il parere non ci è stato dato, però praticamente le delibere vengono approvate. Non c'è dunque ragione per ritenere che non siano validi tutti gli atti che sono stati compiuti e dal Consiglio e dalla Giunta dopo il 15 di novembre.

Non scandalizzatevi quando vi diciamo che ci fate perdere del tempo; ma, scusate, la discussione di oggi ne è la dimostrazione, noi abbiamo perso del tempo per discutere di queste cose, mentre avremmo potuto andare avanti nell'ordine del giorno. Questo, Consigliere Manganoni, non è un oltraggio al Consiglio, perché caso mai l'oltraggio al Consiglio lo avete consumato voi alla fine del mese di maggio, quello è il fil di ferro a doppia mandata sulla porta del Palazzo regionale da considerarsi un oltraggio! Quello sì, perché qui nessuno ha potuto entrare, eppure anche noi, come voi, eravamo stati eletti qui dal popolo e avremmo avuto diritto di accedere a quest'aula. Caro Consigliere Manganoni, questa bella prodezza non so quando la toglierete e questa è una di quelle giustificazioni di quella certa preoccupazione per vedere se si potrà andare ancora un po' oltre nella "vista" del Consiglio, è un po' tutta la conseguenza di tutte queste belle cose, cari amici.

Io sono tranquillissimo di non avere mai violato le norme che ci regolano! Mi dicono che mi esprimo qualche volta con vivacità, è un appunto, un rilievo che accetto, del resto non sono il solo a farlo. D'altronde qui, siccome le discussioni che si fanno in quest'aula sono tutt'altro che attinenti agli argomenti che si dovrebbero discutere, io mi chiedo perché la maggioranza non dovrebbe ritorcere su quella che è adesso l'opposizione quegli argomenti che giustamente noi riteniamo che siano da ritorcere, perché non ci sentiamo per nulla colpevoli dei rilievi che ci muovete. Gli intralci e le difficoltà alle quali io ho accennato e che l'Avvocato Caveri ha raccolto non si riferiscono al mese di aprile, stia tranquillo; caso mai possono riferirsi a qualche dettaglio sulla fissazione di una domenica anziché un'altra; ma non alla fissazione del mese di aprile: questo sia ancora ribadito per un'ulteriore volta.

È naturale che le funzioni del Consiglio non sono mai state da noi menomate e la vera prova l'aveste, se vi ricordate, quando abbiamo continuato a deliberare qui anche in vostra assenza. Il Consiglio ha funzionato benissimo, ha funzionato validamente, ha deliberato su delle cose importantissime: l'organico del personale, i bilanci predisposti da voi e siamo andati avanti per sei mesi e nulla è successo ...(voce del Consigliere Caveri)... abbiamo funzionato benissimo e non abbiamo avuto le rotture di timpani grazie all'Avvocato Caveri, perché ha avuto il buon senso di starsene a casa per un po' di giorni ...(voce del Consigliere Caveri)... La Personnettaz è molto a posto ed è stata al suo posto benissimo e vi ha anche tenuto testa, caro Avvocato Caveri, lei ha fatto benissimo a starsene a casa, perché almeno non abbiamo avuto le rotture di timpani che abbiamo troppo spesso qui dentro grazie a lei ...(urla del Consigliere Caveri)... la Corte Costituzionale vi ha bollati e ve ne dovreste ricordare, vi ha detto quello che eravate e quegli atti che avete compiuto erano dei soprusi, degli attentati alla libertà di tutti: questo vi ha detto la Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato ...(urla del Consigliere Caveri)... sì, Signore... (richiami del Presidente) ... e, se vuole, ne ho una copia a sua disposizione.

Montesano (P.S.D.I.) - Io richiamo un po' il Consiglio a ritornare sull'argomento...

Bionaz (D.C.) - ... è un po' la legittima difesa, scusate, perché, visto che siamo in campagna elettorale, ne facciamo anche noi, almeno rispondiamo agli attacchi che ci muovono. Qui si parla di truffa, si parla del S.I.F.A.R., si parla di tutto eccetto di quello che si deve parlare, ma è possibile, insomma, che si debba poi proprio sopportare tutte queste divagazioni quando abbiamo tante altre cose da fare, ma abbiate pazienza... e naturalmente poi non vorreste che noi rispondessimo, e qual è il bello? Ci accusano di non essere dei Democratici, ma, insomma, quest'accusa di non essere dei Democratici la dobbiamo proprio subire dall'Avvocato Caveri che in 20 anni di vita politica non ha fatto altro che passeggiare alla ricerca di alleati da un Partito all'altro, perché alla fine ha finito di essere abbandonato anche dai suoi e noi altri, naturalmente, non siamo dei Democratici, siamo insomma tutto quello che volete. Se ne accorgerà ...(voce del Consigliere Caveri)... non dubiti, se n'è già accorto. Avvocato Caveri, l'ora della verità si avvicina, dunque si tranquillizzi, qualche settimana di pazienza e lei sarà accontentato, e non avremo bisogno di farci mettere alla porta dall'usciere della Presidenza come si è dovuto fare con lei. Certamente, se non saremo confermati, usciremo con i nostri mezzi senza farci intimare l'uscita dagli uffici di Presidenza, non dubiti ...(urla del Consigliere Caveri)... noi usciremo democraticamente... senza aspettare le intimazioni degli ufficiali di Polizia giudiziaria e senza scendere dal montacarichi come ha fatto lei ...(richiami del Presidente)... e il giudizio spetta ai Valdostani, che già in parte l'hanno dato nei suoi confronti, perché lei non pensi di venire qui a seminare zizzania, a coprire tutti naturalmente con le sue ingiurie pensando che nessuno le risponda!

Guardi, io non ho paura di lei nel modo più assoluto e ho argomenti da ribadire ai suoi a volontà, quando crede ...(voce del Consigliere Germano)... Consigliere Germano, lei se la prenda con la "Gazzetta", è il suo incubo. Vede che strano, io penso che la "Gazzetta" le informazioni le prenda da lei, giudicando magari al mattino quando lo incontra, dall'aspetto che lei ha per metter su l'articolo di fondo, mentre io non vedo mai il redattore della "Gazzetta", si vede che lo incontra molto più spesso di me...

Montesano (P.S.D.I.) - Ascolti, Consigliere Germano, lei ha parlato, non è stato interrotto. Io dopo di questo sospendo per cinque minuti la seduta, perché non possiamo andare avanti...

Bionaz (D.C.) - ... beh, io sinceramente non mi preoccupo, i giornali sono lì per scrivere tutto quello che ritengono, il giornalista può essere più o meno bene informato, scrive doverosamente quello che sa; quando non offende la reputazione e l'onore di nessuno, non c'è nessun rimprovero da muovere.

Io non sono stato avvicinato da nessuno che mi abbia chiesto la data delle elezioni, non ho risposto perché verosimilmente non potevo rispondere, dunque non se la prenda con la "Gazzetta". Il giornalista della "Gazzetta" fa il suo mestiere, come lei fa il suo e io faccio il mio ...(voce del Consigliere Caveri)... sa, io saprei cosa risponderle, Avvocato Caveri, è proprio per rispetto al Consiglio che non dico certe cose!

Lei, Consigliere Germano, mi ha citato il punto n. 18 delle prerogative della Giunta; vede che mi ha tranquillizzato anche lei, perché lei conosce bene queste prerogative. Quel timore che lei aveva in difetto di un'approvazione da parte del Consiglio del Piano dei lavori non può sussistere, vuol dire che si tirerà avanti con l'adozione di un Piano generale per non invadere le competenze dei futuri Amministratori, ma certamente ribadisco l'impegno a non fermare nulla, specialmente di tutto quanto potrebbe provocare una certa disoccupazione: questo sia ben chiaro.

Se io ripeto che non prendo quegli impegni che mi vorreste far prendere, lo faccio con un senso di onestà e di responsabilità, questo sia chiaro: non mi impegno perché il piano potrebbe non essere pronto nella sua completezza. Non c'è nessun timore da avere, non avrete nessun rilievo da fare sia per quanto riguarda la destinazione dei fondi e la distribuzione ai vari Comuni, sia per quanto riguarda il varo di opere importanti e urgenti. Nessuna prevaricazione quindi e in conclusione mi sembra che non vi sia nessuna ragione perché venga votato quell'ordine del giorno, perché si imporrebbe alla Giunta di presentare un piano entro il 7 di febbraio. Ma perché? Dove sta scritto? Me lo volete dire dove sta scritto quest'obbligo da parte della Giunta? Qui abbiamo uno Statuto, abbiamo il nostro sacro testo che è il nostro testo delle leggi e non sta scritto da nessuna parte che noi abbiamo questo impegno da assumere. Il rimedio dei provvedimenti d'urgenza c'è, non si farà nulla, nel limite del possibile, che debba oltrepassare le nostre competenze, ma qualora questo dovesse essere fatto, certamente sarà fatto con oculatezza e specialmente con onestà, senza nessun timore da parte di nessuno che si facciano delle discriminazioni.

Detto questo, mi sembra di avere risposto un po' a tutti, ma quello che mi conforta è che tutte quelle accuse che avete rivolto alla Giunta sono tutte cadute nel vuoto: gli impegni per la Cogne li abbiamo assolti e la assicuro, Consigliere Germano, che non è semplice portare via 20 miliardi, è da 20 anni che si aspettano certe cose, è da 20 anni che si aspetta un programma di riconversione ...(voce del Consigliere Germano)... ma mi lasci parlare, ma faccia il piacere, lei che non ha mai fatto niente quando era Deputato, ha taciuto per 35 sedute ...(voce del Consigliere Caveri)... quest'Onorevole Deputato della Valle d'Aosta, quando si trattava del problema delle acque, non ha sollevato un'obiezione ...(urla del Consigliere Caveri)... quando era Presidente della Giunta, ha aspettato 39 giorni per farsi ricevere da De Gasperi... ma lasci stare, guardi, dica un po' ...(urla del Presidente della Giunta Bionaz e del Consigliere Caveri e richiami del Presidente)... è il fatto personale, lo so, che c'è tra me e lei, ma ciò di cui mi compiaccio è che il fatto personale c'è tra lei e i Valdostani, amico Caveri, e poi viene qui e vorrebbe vedere fatto tutti in cinque giorni. Abbia pazienza, sia conseguente... nessuno mai le ha tolto la parola, lei che è stato Presidente della Giunta per tanto tempo cosa viene a pretendere da chi è stato qui per 18 mesi e ha dovuto arrangiarsi in tutti i modi, lavorando 15 ore al giorno con tutta la Giunta! Cari amici, non avevo il tempo di andare a passeggiare, come fa lei, nelle vie della città, magari facendosi la cultura a buon mercato e poi viene qui a sciorinarla al Consiglio facendo perdere del tempo, queste cose le faceva lei!

Gli impegni per il bilancio, l'articolo 12, c'è la notizia oggi che ieri la Commissione legislativa della Camera li ha approvati, insomma, i contingenti da dieci anni, 1956... non era neanche stato chiesto l'aumento, siamo arrivati e abbiamo ottenuto quello che abbiamo ottenuto; avremmo anche voluto fare di più, abbiamo fatto quello che si poteva fare. Le questioni dell'I.G.E. - e ce ne sono che pesano - dovrebbero definirsi in questi prossimi giorni e abbiamo già messo avanti tutto nostro armamentario, se così si può chiamare, per poter arrivare a una soluzione. Per la questione delle acque, pensiamo in questi giorni di ottenere il pagamento almeno dei 9/10 dei canoni.

Cosa volete da noi quando per dieci anni avete veramente dormito? Insomma, onestamente, giudichino i Valdostani queste cose e queste realizzazioni! Ci accusano di essere sempre in viaggio e, purtroppo, lo so che passiamo molte ore, quando non addirittura i giorni, sul treno e sugli aerei, ma non per andare a passeggiare, ma per andare a Roma e per fare quello che dobbiamo fare e che il nostro incarico ci impone di fare, e lo facciamo volentieri, non è che una parte del nostro dovere al quale abbiamo assolto e al quale intendiamo ancora assolvere con onestà e con dedizione alla Valle d'Aosta.

Montesano (P.S.D.I.) - Io voglio richiamare all'attenzione di tutti i Consiglieri il fatto che si stia discutendo fuori argomento ...(voce del Consigliere Caveri)... ma non diciamo: loro, scusi, Avvocato Caveri, lei non lascia parlare neanche me, io desidero rivolgermi a tutti e lei interrompe anche il Presidente del Consiglio, quando è lei che è stato il primo a uscire un po' fuori del seminato!

Io devo prendere atto di questa cosa come ne prendono atto tutti i Consiglieri. Noi eravamo a parlare di approvazione di deliberazioni di Giunta, ne abbiamo approvate cinque e sulla quinta si è scatenata questa polemica, con gli interventi fatti da alcuni Consiglieri. Ora, naturalmente, se l'argomento di cui si tratta così generico e generale verrà ancora ripreso dai Consiglieri che sono iscritti a parlare: Fosson, Manganoni e Germano... io non so se possiamo andare avanti sulla traccia dei lavori che noi abbiamo. Questo, diciamo così, deve anche essere considerato nel senso di responsabilità del Consiglio; siamo ben d'accordo che siamo in un clima pre-elettorale e quindi tutte le cose vengono fuori, il Presidente ha risposto adesso, voi avete parlato prima. È naturale che vengano fuori queste punte di polemica in un clima che è pre-elettorale, però io mi affido alla responsabilità di tutti i Consiglieri affinché si prosegua nell'espletamento dei lavori, che d'altra parte sono ancorati a un ordine del giorno ben numeroso.

Io quindi allo scopo di non prolungare questi argomenti di polemica, pregherei i Consiglieri che sono iscritti a parlare di ritirare la loro iscrizione e di passare all'esame dell'ordine del giorno. Se questo accoglimento viene fatto, naturalmente tutti si rendono conto che i lavori del Consiglio possono andare avanti; se invece i Consiglieri ritornano sulla polemica, allora naturalmente si arriva a concatenare le polemiche stesse, la domanda e la risposta, l'accusa e la difesa. Io quindi rinnovo questo invito e si va a votare, dice l'Assessore Bordon, ma il voto è, diciamo così, una conclusione della discussione. Io quindi domando ai Consiglieri Fosson, Manganoni, Germano e Caveri se ribadiscono la richiesta di intervento.

Fosson (U.V.) - Io voglio accogliere in parte la raccomandazione fatta dal Dottor Montesano. Lei ha detto che da un argomento si è passati a un altro. Io posso dare atto che dai nostri banchi, con una certa vivacità, si è andati a toccare qualche altro argomento. La risposta del Presidente della Giunta non si è più limitata a quegli argomenti, ma è andata a toccarne altri che proprio con la discussione che stavamo facendo non avevano nessuna connessione, perché noi abbiamo parlato di una delibera che prevedeva un piano per i cantieri scuola ed è venuta fuori la discussione della presentazione del Piano dei lavori pubblici.

Le risposte potevano essere molto semplici su questo punto e probabilmente la discussione non si sarebbe prolungata, cioè probabilmente non ci sarebbe neanche stata discussione su questo punto; l'ha già rilevato un momento fa il Consigliere Germano, ci si è risposto, così per traverso, a un certo momento si è detto: "il piano noi non lo porteremo, almeno non prenderemo nessun impegno per portare questo piano". Tutta la discussione che è stata fatta dopo, si è voluto dimostrare che nel passato questi piani sono stati portati più tardi. Io devo dire che c'è sempre stata una connessione, l'avevo già detto nel mio intervento e cerco di non ripetere quello che ho detto prima: c'è sempre stata una connessione fra approvazione del bilancio e approvazione del Piano dei lavori pubblici.

Anche quando il Professor Montesano ricordava che nel 1963 il piano è stato presentato al mese di giugno e nel 1964 al mese di luglio, va precisato che nel 1963 eravamo in un anno di elezioni e si è portato in quel momento. Si è tardato un po' ad approvare il bilancio, ma insieme col bilancio si è approvato un Piano di lavori pubblici e, siccome le elezioni avevano luogo in autunno, lo abbiamo approvato durante l'estate, nel mese di giugno. Nel 1964 c'è stato uno spostamento di durata del bilancio e c'è stato un bilancio semestrale per rimettere a posto la durata del bilancio con quello dello Stato, che, mentre prima andava dal 1° luglio... ecco, mi viene in mente adesso la questione del giugno 1963, allora il bilancio non andava dal 1° gennaio al 31 dicembre, ma andava dal 1° luglio al 30 giugno, fino al 1964. La questione della data di giugno, che oggi può sembrare così procrastinata, quindi era perfettamente in regola con la durata, l'impostazione del bilancio. Nel 1964 c'è stato un sei mesi di bilancio per spostare di nuovo, come l'aveva adottato lo Stato dal 1° gennaio al 31 dicembre e quindi c'è stato al mese di luglio il Piano anche dei lavori pubblici che era attinente al bilancio di sei mesi.

L'Avvocato Bionaz ha detto: "E nel 1966? Cosa avete fatto? Avete fatto peggio, avete portato in marzo l'approvazione di questo Piano dei lavori e voi non avevate neanche il bilancio approvato e quindi avete continuato a fare delle delibere di Giunta". Ma qui parliamo tra persone serie, non cerchiamo di ingannarci vicendevolmente, perché noi non avremmo potuto far niente se non c'era un bilancio provvisorio approvato. In base al bilancio provvisorio approvato, avevamo il limite dei dodicesimi da spendere, quindi eravamo nella piena legalità e non abbiamo sorpassato questi dodicesimi e abbiamo speso nell'ambito di quello che era stabilito dal bilancio provvisorio.

Non sembri strana quindi la nostra richiesta e guardate che mi tengo proprio su un piano per non entrare in una polemica acerrima tra noi, quindi parlo proprio con tutta calma. Non sembri strana la questione di chiedere e di insistere in questa sede che oggi, a distanza di tre mesi e più che è stato approvato il bilancio regionale, si debba portare in Consiglio l'approvazione di un Piano di opere pubbliche. Perché, vedete, io ho voluto essere misurato anche nelle mie parole del primo intervento e, quando ho parlato di discriminazione - e basterebbe risentire il nastro -, ho detto: agendo in questo sistema voi potete avvalorare questo dubbio che si voglia fare della discriminazione. Mi sono tenuto quindi molto misurato, perché ho detto proprio attraverso questa nostra misura delle parole: la Giunta voglia interpretare questa nostra volontà di approvare il Piano di lavori pubblici senza fare e sollevare della polemica. Questa è un'attesa per noi legittima, è un diritto che noi abbiamo come Consiglieri. Quando il Presidente della Giunta dice: "ma, eventualmente noi ci avvaliamo dell'articolo 18 e quindi i lavori di urgenza li approveremo, salvo ratifica del Consiglio dopo, e non ci sta scritto in nessun posto che noi dobbiamo presentare questo Piano dei lavori pubblici", io dico: il Presidente della Giunta deve mettersi d'accordo anche con quello che ha detto il Professor Montesano in un primo momento, perché egli ha dato atto che, in base alle competenze del Consiglio, i Piani dei lavori pubblici devono essere approvati dal Consiglio.

È quindi una questione anche qui di sensibilità, una questione di rispetto delle prerogative del Consiglio e quindi non si venga a dire - mi permetto di sottolineare questo - che noi desideriamo far perdere tempo al Consiglio quando facciamo una richiesta che è una richiesta legittima e una richiesta alla quale voi dovreste senz'altro aderire. Non stiamo a gettare la croce perché il bilancio è stato approvato tre mesi fa e il Piano dei lavori pubblici non è stato ancora presentato, però, prima di arrivare alla scadenza del Consiglio, si dovrebbe poter approvare questo Piano dei lavori pubblici. Si sono portate in Consiglio diverse cose che sono molto meno importanti, è logico che si debba portare questo atto che rappresenta però un piano per la spesa del 1968 che ammonta a un miliardo e mezzo e quindi è logico che sia il Consiglio a dover dare il suo voto su questo.

Cerco di non entrare in una polemica su molti argomenti che ha toccato l'Avvocato Bionaz, perché altrimenti qui apriremmo di nuovo una discussione che andrebbe per delle ore, perché anche noi dobbiamo ribadire certe cose, e poi sappiamo che in questo momento la Cogne ha avuto l'aumento, parleremo di questo problema al momento della mozione che c'è su tale azienda. Non voglio toccare quindi in questo momento questo punto, voglio solo ricordare che il prestito C.E.C.A. è stato annunciato qui nella sala del Consiglio quando c'era la Giunta precedente.

L'Avvocato Bionaz ha detto: "voi non avete nessun rispetto per il lavoro che abbiamo svolto in questi tempi, abbiamo lavorato 15 ore al giorno con tutta la Giunta, voi per dieci anni avete dormito"; ci sarebbe da aprire un capitolo: per conto nostro non abbiamo dormito e, quando si è trattato di lavorare, stia tranquillo che abbiamo lavorato noi come lavorerete voi, perché chiunque sia alla Giunta deve lavorare quelle date ore al giorno se sente di servire le leggi, i suoi rappresentanti.

Un'altra cosa ha detto l'Avvocato Bionaz e l'ha ripetuta due volte: che praticamente per noi non è più tanto gradita questa data di aprile per le elezioni. Stia tranquillo che su questo punto io ribadisco che noi volevamo le elezioni nel 1966, nel 1967, le vogliamo per il mese di aprile del 1968, prendiamo atto che ha corretto un po' la sua dichiarazione, perché prima ci ha detto: "vogliamo vedere se ci saranno delle difficoltà"; in un secondo tempo ha detto: "si tratta solo di stabilire qual è la domenica di aprile". Io mi sono permesso, così come una buttata, di dire: "quale aprile? Quello del 1968?", perché a un certo momento non si equivocasse ancora e si dicesse: "mah, io ho parlato del mese di aprile, ma non ho parlato di che anno", quindi potrebbe andare anche all'aprile del 1969. No, noi intendiamo il mese di aprile del 1968, penso che il Presidente Bionaz, quando ha parlato dell'aprile, abbia inteso quello del 1968, intendiamoci, perché, se non fosse così, le cose andrebbero male. Noi quindi non abbiamo nessuna paura, l'esito sarà quello che sarà, non lo anticipiamo, saranno gli elettori che dovranno fare la scelta, che avranno la possibilità di misurare tante cose e non voglio fare anticipazioni, perché non sono un profeta, però assolutamente la smentisco sulla questione che non è più tanto gradita questa data di aprile, noi eravamo d'accordo di farle nel 1966, nel 1967, dobbiamo assolutamente avere le elezioni nel 1968.

Quando l'Avvocato Bionaz dice che l'Avvocato Marcoz nel 1963 non aveva il conforto dell'articolo 1 della legge elettorale e quindi ha fatto bene di sentire i vari Partiti per quando si voleva fissare le elezioni... e che invece non sta scritto in nessuna parte che il Presidente della Giunta debba dire al Consiglio la data delle elezioni. Io posso anche convenire che non sia scritto in nessuna parte che lei debba dire al Consiglio quando sono le elezioni, però ci sono delle norme che non sono scritte e che sono sempre usate e che, a un certo momento, alla vigilia della fissazione di questa data, sarebbe una questione di sensibilità, una questione di costume, una questione di sensibilità democratica quella di dire: "bene, adesso dobbiamo fare le elezioni". Sarebbe, per me logico - e, ripeto, è una questione di sensibilità democratica - di sentire i vari dirigenti dei Partiti e dire: "guardate, noi in aprile dobbiamo fare le elezioni". Se avete scelto una data domenica, la potete anche comunicare e quindi dire: "guardate, noi per delle esigenze tali, intendiamo farle quella domenica"; gli altri ne prenderanno atto, nessuno farà delle discussioni se voi vorrete fissare al 21, per dire, le fissiamo al 7... ci sarà chi può fare anche queste cose, ma ad ogni modo sarebbe una questione di informazione che non dimostrerebbe altro che quella sensibilità democratica che, non seguendo questa via, certamente voi non avete.

Io quindi non voglio dire altro su questo, avrei molte altre cose da ribattere sull'intervento dell'Avvocato Bionaz, ma, come ho detto all'inizio, voglio raccogliere quell'invito fatto dal Professor Montesano di attenerci esclusivamente alla discussione che era stata impostata e quindi non aggiungo altro in questo momento.

Caveri (U.V.) - Io ho chiesto la parola per fatto personale, quindi io avevo diritto di parlare anche prima, perché chi domanda la parola per fatto personale ha diritto alla parola, di replicare subito dopo...

Montesano (P.S.D.I.) - ... non è scritto in nessun posto...

Caveri (U.V.) - ... no, questo lo si applica in tutti i Parlamenti del mondo, perché una risposta data due ore dopo all'offesa magari...

Montesano (P.S.D.I.) - ... senta, Avvocato Caveri, lei deve rispettare questo posto, non me, io le tolgo la parola per il momento, perché io sono eguale con tutti; ci sono il Consigliere Manganoni e il Consigliere Germano che hanno chiesto la parola; io domando ai Consiglieri se vogliono che lei parli e le do la parola ma non venga a fare atti di prepotenza qui ...(urla del Consigliere Caveri)... senta, Consigliere Caveri, io sospendo la seduta per cinque minuti. Lei non deve disordinare così i lavori del Consiglio...

Caveri (U.V.) - ... ma vada a scuola...

Montesano (P.S.D.I.) - ... no, non vado a scuola...

La seduta è sospesa.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 12,31 alle ore 12,37.

Caveri (U.V.) - Riprendo quello che dicevo un momento fa e cioè che in tutti i Parlamenti del mondo, quando un Deputato o un Senatore è stato offeso o ritiene di essere stato offeso, domanda la parola per fatto personale e il Presidente dell'Assemblea dà prima la parola a chi è stato offeso, o ritiene di essere stato offeso da quelle parole pronunciate da un altro Parlamentare.

Venendo al fatto, devo fare una precisazione e una smentita. La precisazione è questa: si è voluto alludere a un colloquio che si è svolto tra l'Onorevole De Gasperi e il sottoscritto accompagnato dall'Onorevole Farinet e dal Senatore Page.

Perché avevamo chiesto quel colloquio? Intanto, chi aveva chiesto quel colloquio? Eravamo in quattro, non ero soltanto io, ero io che avevo proposto che una delegazione di Valdostani fosse ricevuta da De Gasperi, perché in quell'anno già vedevamo che il Governo democristiano non attuava e non realizzava lo Statuto e allora io ho detto: "così non si va più avanti". Erano imminenti - e poi si sono svolte nel 1953 - le elezioni politiche; noi eravamo allora, se non erro, nel 1952, io ho detto: io non mi presento agli elettori della Valle d'Aosta per ingannarli e per dire che la Democrazia Cristiana rispetta lo Statuto, perché, se mi presento davanti agli elettori, ho il dovere di dire che il Governo democristiano non rispetta lo Statuto della Valle d'Aosta. Deffeyes, Fosson ed io - Fosson mi è buon testimone perché era presente allora - abbiamo detto: qui vi è la crisi dell'alleanza fra l'Union Valdôtaine e la Democrazia Cristiana.

Io ho proposto quindi che fosse redatto - e l'ho redatto io - un memoriale nel quale si ricordava all'Onorevole De Gasperi quali erano i punti fissati dallo Statuto che non erano stati attuati, e che io non nomino nemmeno perché sono gli stessi punti che rimangono ancora oggi da attuare. Allora eravamo nel 1952, adesso siamo nel 1968, fate il conto di quanti anni sono passati - se non erro, 16 anni - e quegli stessi problemi rimangono tuttora sul tappeto, quei punti sono tuttora da attuare dal Governo democristiano. Quel memoriale era stato firmato dall'Onorevole Farinet, dal Senatore Page, dall'Avvocato Bondaz e dal sottoscritto; dovevamo partire in quattro, poi l'Avvocato Bondaz ha avuto un impedimento per cui siamo andati in tre. C'era chi cercava di aiutarci per farci ricevere dall'Onorevole De Gasperi, c'era chi cercava di metterci il bastone nelle ruote, e sappiamo anche quali sono gli autori: combinazione, erano Democristiani che cercavano di fare in modo di non farci ricevere.

Siamo stati ricevuti dall'Onorevole De Gasperi nella sua villa a Castel Gandolfo e per più di un'ora gli ho esposto qual era il punto dei rapporti tra lo Stato e la Regione e quali erano quei punti non attuati allora e non attuati oggi dallo Statuto. L'Onorevole Farinet e il Senatore Page hanno approvato questa mia relazione verbale nella quale io lumeggiavo questo memoriale. Che cos'è successo dopo? Il Presidente De Gasperi si è impegnato a darci una risposta punto per punto. La risposta ci è stata data dall'Onorevole Andreotti, ma per lo più su certi punti ci dava ragione, su altri punti non si rispondeva negativamente, ma si rimandava alle calende greche. È allora che c'è stato il famoso episodio: su mia richiesta, ci siamo incontrati coi Dirigenti della Democrazia Cristiana; c'era l'Assessore Bionaz, fratello dell'attuale Presidente della Giunta; l'Onorevole Farinet; il Senatore Page; l'Avvocato Bondaz; il Professor Deffeyes, Fosson; c'eravamo io e Arbaney, Berthet e altri di cui forse mi sfugge il nome. Allora io ho proposto di scrivere un secondo memoriale all'Onorevole De Gasperi nel quale si affermasse che la risposta dell'Onorevole Andreotti non era quella che ci era stata promessa da De Gasperi, ed è allora che il Senatore Page ha risposto con quella famosa frase: "nous nous sommes nous et vous vous êtes vous". Abbiamo chiesto qual era il significato di quella frase e il significato ce lo ha spiegato Page: "voi che siete dell'Union Valdôtaine potete mandare il secondo memoriale a De Gasperi, noi che siamo della Democrazia Cristiana questo secondo memoriale non intendiamo e non possiamo mandarlo". Quella è stata la sentenza finale dell'alleanza tra la Democrazia Cristiana e l'Union Valdôtaine; quel giorno il Professor Deffeyes, Fosson e io siamo usciti da quella sala dove ci eravamo riuniti, che era la sala del vecchio Consiglio regionale, ci siamo scambiati i nostri punti di vista e abbiamo detto: non si può più continuare a essere gli alleati della Democrazia Cristiana. E queste sono le ragioni per cui è cessata l'alleanza tra l'Union Valdôtaine e la Democrazia Cristiana. Si è detto dopo: personalismi, eccetera, le ragioni invece non erano personali, erano delle ragioni obiettive: questa è la prima precisazione.

Vi è poi la smentita che io devo fare sulla questione delle acque, perché da parte dei nostri avversari si è detto fino alla noia, è stato ripetuto domenica durante quella specie di comizio, non so come bisogna chiamarlo... orazione del Signor Bionaz al Cinema Italia, mi sembra, e la stessa cosa è stata ripetuta oggi, cioè "l'Avvocato Caveri non ha aperto bocca sulla questione delle acque pubbliche": questo è falso e che fosse falso e che sia falso è stato da me dimostrato in un intervento che ho fatto qui al Consiglio regionale e che è durato almeno un'ora. Io vi tranquillizzo, non intendo parlare per un'ora, ma ho il diritto di difendermi da queste accuse che sono calunniose e mi limito a dire questo: io non facevo parte della Commissione sulle acque pubbliche e l'E.N.E.L., io mi sono però rivolto all'Onorevole Togni e gli ho chiesto di poter intervenire alla Commissione, di poter parlare, di poter presentare un emendamento: questo mi è stato concesso dall'Onorevole Togni.

In quella seduta di quella commissione, nella quale era ormai chiaro, per dichiarazioni fatte da tutti i rappresentanti, che i Democristiani, i Socialisti, i Comunisti, i Repubblicani avrebbero votato la legge dell'E.N.E.L. e che soltanto i Missini e i Liberali avrebbero votato contro, ho pensato che la cosa migliore da fare fosse di presentare un emendamento e così ho fatto, con l'intento di riaffermare la questione della titolarietà novantanovennale delle acque per la Regione Valle d'Aosta. Allora ha preso la parola dopo di me l'Onorevole Togni, che ha detto: "l'Onorevole Caveri non deve avere timori, perché anche dopo la legge dell'ENEL, ci sarà sempre la titolarietà novantanovennale delle acque" ...(voce)... difatti i vostri non hanno rispettato quell'impegno di cui parlerò dopo. Ha parlato l'Onorevole De Cocci, pure lui Deputato democristiano, e anche lui mi ha dato le stesse assicurazioni. Mi è stato chiesto se io rinunciavo all'emendamento e io ho detto: io rinuncio all'emendamento alla sola condizione che il relatore di maggioranza dichiari nella sua relazione scritta alla legge quanto ha detto l'Onorevole Togni e cioè che, malgrado la legge sull'E.N.E.L., rimane intatta la titolarietà novantanovennale delle acque della Valle d'Aosta. Questo impegno c'è stato da parte dall'Onorevole Togni, Presidente della Commissione, e mi è stato ribadito dal relatore, l'Onorevole De Cocci, democristiano, relatore sulla legge dell'E.N.E.L.. Successivamente io verbalmente, per iscritto - e io conservo le lettere - ho sollecitato l'Onorevole De Cocci a presentare, a incastonare quella tale dichiarazione nella relazione sulla titolarietà novantanovennale delle acque pubbliche della Valle d'Aosta. Ho dovuto sollecitarlo parecchie volte perché l'Onorevole De Cocci aveva il compito immenso di preparare questa relazione, una questione complessa, una questione delicata, comunque egli ha promesso di mettere quella frase nella relazione della maggioranza, come poi è stato effettivamente fatto. Nello stesso tempo ho parlato con il Senatore Chabod, che ha scritto un'altra lettera identica o analoga al relatore di maggioranza al Senato e sia nella relazione di maggioranza alla Camera, sia nella relazione di maggioranza al Senato, si legge quell'impegno di rispettare la titolarietà novantanovennale delle acque.

Detto questo, è detto tutto; se poi la Corte Costituzionale ha assunto quella decisione che ha assunto, se la Democrazia Cristiana, attraverso i suoi uomini e attraverso gli organi nei quali la Democrazia Cristiana ha la stragrande maggioranza, non ha rispettato quegli impegni e non ha rispettato quell'accordo, la colpa non è certamente del povero Onorevole Caveri che ha fatto il suo dovere. Questa quindi è la risposta alle accuse false, menzognere e calunniose nel senso che io non abbia aperto bocca. Io ho aperto bocca nella sede che era più opportuna, cioè nella Commissione, prima che la legge andasse in aula. Il mio dovere l'ho fatto, l'emendamento l'ho presentato, ma io ho pensato che era meglio fare un accordo su questo emendamento coi Democristiani che avevano la pasta in mano, piuttosto che portare allo sbaraglio un emendamento in aula, che certamente sarebbe stato respinto con le arie che tiravano. Questa quindi è la mia risposta e aggiungo che - e alcuni di voi lo sanno -, quando ero Presidente della Giunta, a richiesta di vari Consiglieri, abbiamo fatto una riunione della Commissione degli Affari Generali più la Commissione dei Lavori Pubblici e il sottoscritto ha presentato due articoli che dovevano stabilire quel contemperamento di cui parla la sentenza della Corte Costituzionale tra la legge dell'E.N.E.L. e lo Statuto, perché la Corte Costituzionale ha riconosciuto che, purtroppo, indirettamente i diritti stabiliti dallo Statuto rischiavano di venire compressi, per cui il legislatore consigliava di fare quel tale contemperamento. Allo scopo di fare il contemperamento, ho presentato quei due articoli che sono stati approvati da tutti i presenti: Democristiani, Liberali, Comunisti, Socialisti, da tutti quanti. Io successivamente ho scritto alle Segreterie regionali dei vari Partiti e le tre Segreterie del Partito Comunista, del Partito Liberale e di un certo Partito, che in questo momento non ricordo, hanno detto che si impegnavano ad appoggiare questi due articoli da me proposti in Parlamento, così stanno le cose.

Manganoni (P.C.I.) - Se dovessi trattare tutte le note che ho preso di Bionaz, eccetera, io ne avrei fino alle due... vi risparmierò e mi limiterò a trattarne alcune solamente, quindi non vi affliggerò.

Signor Presidente del Consiglio, lei mi deve scusare se io ritorno su questi argomenti. Lei ha detto: "sorpassiamo, passiamo alla questione dell'ordine del giorno", lei però deve capire questo: che non si può udire tutte quelle inesattezze, quelle enormità che si sono sentite qui, che dovrebbero far arrossire anche i lampadari, senza almeno rispondere, almeno fare delle precisazioni, mettere a punto almeno alcuni fatti. Qui noi si parla di perdere del tempo e si è discusso e si è continuato, non solo l'ultimo intervento, a dire: "il bilancio è stato presentato dopo, in quella data...", eccetera. Presidente, se lei avesse annotato le date, e può farsele dare dai Segretari... è stato detto: "in gennaio il bilancio è stato preparato in data...", "è stato presentato in data tale il bilancio e in data tale il piano di lavori", ecco, questo avrebbe troncato tutta la questione, perché questo non è stato fatto? Ora, io non ho i dati qui, ma lei che può averli e leggere quelle date, che non sono delle opinioni, ma delle cifre... e dopo la discussione l'avremmo troncata e avremmo risparmiato molto tempo. Ora, io non dico di farlo, perché sennò... però se lei lo facesse, non ci sarebbero commenti o impegni di non parlare più e almeno chiarirebbe le idee ai Consiglieri e al Consiglio.

In secondo luogo il Consigliere Colombo ha detto: "noi non possiamo presentare il piano dei lavori perché i Sindaci non hanno presentato la loro richiesta accompagnata dai relativi progetti...", eccetera. Consigliere Colombo, si consultano i Sindaci, l'abbiamo sempre fatto, tutti gli Assessori, io, tu adesso, è la prassi normale! Ai Sindaci io lo chiedevo mandando delle lettere nel mese di maggio per il piano ai mesi di novembre-dicembre. Tante volte bisognava telefonare: "ma cosa aspettate?". "Io ho il Segretario...", "va beh, scavalca il Segretario, vieni qui, dimmi cosa vuoi", "sai questo sistema, questa procedura...", quindi quella non è una giustificazione, perché è sempre avvenuto così.

Un momento fa si è parlato di palude, devo dare atto che il Consigliere Pedrini questa volta ha "banfato" e ha detto: "la commissione non è stata sentita". Allora io non voglio difendere il Consigliere Pedrini, che sa troppo bene difendersi da solo, però vi dico che la procedura è questa: prima l'Assessore raccoglie i dati, prepara una bozza di piano e la porta in Commissione - e Pedrini, che faceva parte della Commissione quando ero lì, lo può dire se non abbiamo sempre seguito questa prassi -, che lo esamina, lo discute, lo approva, dice quel che vuol dire, poi va in Giunta e poi va in Consiglio. Questa è la procedura che io ho sempre seguito e che dovrebbero anche seguire adesso, invece non è stata seguita, perché il Consigliere Pedrini dice che c'è stato lo scavalcamento, se ne è già parlato in Giunta. Ora, si è sempre seguita questa procedura e perché questa volta si ritarda? ...(voce del Consigliere Colombo)... perché è la procedura la più democratica... (voce dei Consiglieri Colombo e Germano)

La prassi che ha seguito il mio predecessore Vesan, che in fatto di democrazia non eccelleva... e poi l'ho sempre seguito io e penso che potrebbero seguirlo, perché... Voi potete anche non portare il piano in Commissione, in Consiglio, come state facendo adesso, sarà un vostro sistema, la democrazia interpretata da voi. Colombo, tu dici: "noi ci prendiamo l'impegno di farlo in aprile", sì, ma noi non vi diciamo di farlo in aprile o in dicembre, noi vi chiediamo in quale data: il 1° aprile, il 10 aprile, il 20 aprile o il 30 aprile? È questo che noi vi diciamo.

Ora, circa l'affermazione del Presidente Bionaz in merito al perdere tempo, se la Giunta questa mattina avesse risposto a queste domande dicendo: primo, "le elezioni saranno il giorno "X" di aprile" e "noi ci impegniamo a portare in Consiglio il piano dei lavori prima dello scadere della legislatura", noi avremmo risparmiato tre ore di discussione e di polemiche. La Giunta però non ha voluto rispondere così; ecco perché si continua a discutere, le ragioni sono queste. Voi vi lamentate che il Consiglio fa perdere del tempo, ma siete voi che fate perdere del tempo, perché voi al Consiglio non rispondete mai, o rispondete sempre "di traverso", o con delle polemiche. Ora, qui non polemizzo, il decalogo del Presidente Bionaz lo conoscono tutti, almeno i Consiglieri dovrebbero, forse di là non lo conoscono... ma noi lo conosciamo tutti, è inutile che lo ribadiamo! Ora, che questa Giunta abbia salvato la Cogne lo sanno solo loro, perché i 4.000 dipendenti dello stabilimento questo non lo sanno e non ci credono. Per quanto riguarda la situazione della Cogne, mi si permetta di dire - io dipendo dalla Cogne da 30 anni e mi sono preso, fra l'altro, anche la silicosi - che io potrei forse saperne più del Presidente Bionaz, questo non per dire che io sono un grande uomo, più grande di Bionaz, ma perché, essendo che è da tanti anni che io sono là dentro, ho visto non nascere, ma sviluppare la Cogne. Non mi soffermo di più su questo, perché ne discuteremo a suo tempo.

Ancora una cosa: il Presidente Bionaz dice che qui si parla di S.I.F.A.R., si divaga, ma, mi scusi, la prospettiva di svegliarci domani di fronte a due o tre agenti che ti suonano o magari hanno già la chiave falsa per entrare a casa tua e ti presentano le manette e poi, impacchettato, ti trasferiscono in un lager della Sardegna io penso che possa anche interessare il Consiglio regionale, perché non è escluso che fra i candidati dei lager sardi non ci possa essere anche qualche Consigliere. Allora questo è il brusco risveglio del mattino, non parliamo poi delle conseguenze: dittature dei generali e dei colonnelli, perché noi li abbiamo visti alla ribalta e ne sappiamo qualcosa della Grecia. Presidente Bionaz, mi permetta di dire che questo non è divagare, perché francamente non rallegra questa prospettiva che questa volta abbiamo superato il pericolo, ma il Consigliere Caveri diceva - e io sono d'accordo con lui - che non è eliminato questo pericolo; noi da un momento all'altro potremmo sempre trovarci di fronte a questa prospettiva di svegliarci con due agenti che ci vengono ad ammanettare. Io pertanto penso che questo non sia divagare ma che questa sia una legittima preoccupazione del Consiglio, perché noi, fra l'altro, abbiamo anche il dovere di difendere la democrazia come cittadini italiani anche in Italia, ma come Consiglieri in modo particolare alla Regione.

Ora, i piani del S.I.F.A.R. non è che si prefiggevano di installare una migliore democrazia in Italia, non era proprio quella democrazia... La preoccupazione dei Consiglieri quindi è di tutti i cittadini, dunque la nostra preoccupazione, come cittadini e come Consiglieri, è più che giustificata e pertanto non è divagazione. Ora, vi dico ancora questo e poi ho finito: il Presidente Bionaz ha detto che nessun Sindaco si è lamentato e che tutti i Sindaci hanno ottenuto quello che hanno richiesto, qui mi permetta di avere delle idee un po' divergenti da quelle del Presidente. Innanzitutto che i Sindaci non vengano a lamentarsi dal Presidente io lo posso anche comprendere, perché noi conosciamo certi sistemi e sappiamo anche che se un Sindaco dovesse venire dal Presidente Bionaz... e non dirgli quello che diciamo noi... ma umilmente fa presente che effettivamente il Comune... noi non sappiamo le reazioni non immediate, non che il Presidente lo pigli per i vestiti e lo faccia sbattere fuori, però le conseguenze future... questa sensazione forse eccessiva però i nostri Sindaci ce l'hanno. Sbagliano, secondo me, perché se io fossi Sindaco, non andrei solo dall'Assessore Colombo a dirgli: "qui prometti e non fai...", eccetera, ma me ne andrei anche dal Presidente Bionaz. Forse però non tutti hanno... non so se chiamarlo coraggio di presentarsi al Presidente per le proprie rimostranze... (voce del Presidente della Giunta Bionaz)... no, se non glielo dicono Sindaci, glielo dico io... (voce) ... no, non la faccio lunga, vi cito i casi. C'è una delibera del Comune di Hône del 15 giugno del 1966 in cui si dice che ci sono dei terreni per il piazzale che serve anche per il mercato e per il campo sportivo a un prezzo veramente di favore che però se noi non li acquistiamo subito, corriamo il rischio che vendano a dei privati; se poi dovremo riacquistarli dai privati, cioè da altri privati, naturalmente li pagheremo di più.

Ebbene, se il Sindaco di Hône non ha avuto il tempo o il coraggio di venire dal Presidente a dirgli: "sono sette mesi che avete questa delibera, non ci rispondete", ve lo dico io: perché voi non avete risposto? Mi pare che venivano chiesti 27 milioni e qualcosa mettevano anche loro perché hanno qualche fondo dal B.I.M.. Ora, perché non avete risposto "sì" o "no"? Perché non siete andati sul posto e perché non avete definito? Ora, è inutile insistere sull'urgenza del piazzale di questo disgraziato Paese che non sai dove mettere una macchina, e del campo sportivo ...(voce del Consigliere Colombo)... no, ma mi lamento io, perché io vi dico: voi vi affrettate per la questione di Gimillan, o a portare i terreni del Tesolin, però questi no... questo è con lettera in data 15 giugno 1967... Questi sono fatti, non sono delle chiacchiere, questi sono dati qui a vostra disposizione ...(voce del Consigliere Colombo)... e la lettera del 15 giugno 1967 dov'è? Non c'è stata risposta... per Gimillan non c'è stato bisogno di tante delibere, di tante storie, di tante lettere, ci si è precipitati e poi vi do atto che il buon senso ha prevalso in quel caso, però qui, dove urge, perché il Sindaco dice: "se non facciamo presto, quelli vendono a dei privati e poi di terreni a Hône non ne troviamo più", perché Hône non ha tanti terreni, è un buco e poi ci sono i dirupi...

Un'ultima cosa, dopo ho finito: le petizioni di questi acquedotti per Montjovet, c'è la mozione... sono 17 villaggi che non hanno acqua; c'è la questione di Perral di cui abbiamo discusso ...(voce del Consigliere Colombo)... si tratta di mesi fa, il Presidente ha detto: "io mi impegno...", sono passati sei mesi e quelli della frazione Perral non hanno l'acqua, perché il Presidente dice: "mi impegno a trattare" e io do anche atto ed è anche giusto che il Presidente dica: "tento di mettere d'accordo i testoni da una parte e l'Amministrazione dall'altra", lo capisco, però questi tentativi non devono durare tre, cinque, otto mesi e i cittadini restare senza acqua! Non continuo quindi su questo ...(voce del Consigliere Colombo)... ti sei interessato però adesso dormi, non ti interessi più...

Colombo (P.S.I.) - ... ci sono i progetti...

Manganoni (P.C.I.) - ... ma come "progetti"? non si tratta dei progetti, si tratta di quella sorgente che c'è un testardo che non vuol cedere. Si faccia l'esproprio, non si può mica privare un villaggio di acqua perché un Signore dice: " mollo pa, mè vouì pa..." (traduzione dal patois: "io non mollo, io non voglio") e se tu "te vouì pa" (traduzione dal patois: non vuoi), ti facciamo l'esproprio e così la pianti! Dicendovi quest'ultima cosa vi assicuro che ho veramente finito.

Il Presidente ha detto: "voi non avrete nessun rilievo da fare sul piano dei lavori pubblici". Questa è una grande verità, è una delle poche verità che ha detto il Presidente. Noi non potremo fare dei rilievi; perché? Perché il Consiglio non ci sarà più, sarà morto e i morti non possono fare dei rilievi. Questa quindi è una verità. Morti non come persone, intendiamoci, almeno auguriamocelo, ma morti come Consiglieri. Se noi fra otto-dieci giorni scadiamo e voi l'approvate in Giunta dopo, non potremo fare dei rilievi perché non siamo più Consiglieri. Questa quindi è la grande verità del Presidente, l'unica verità che ha detto in tutto il suo intervento.

Germano (P.C.I.) - Io voglio solo aggiungere una parola rispetto a quanto ha detto il Consigliere Caveri, perché ho sentito da parte di qualcuno della Giunta dei commenti, è stato detto: "però le acque le abbiamo perse". Sì, le acque le abbiamo perse, però la stessa sentenza della Corte Costituzionale conferma in tutte le lettere la veridicità di quanto ha affermato l'Onorevole Caveri e conferma le promesse, gli impegni non mantenuti, che i diritti della Valle sono stati conculcati e che ci vuole una legge che modifichi questo stato di cose. Questa Giunta però cosa fa? Invece di indirizzarsi alla legge - ce l'ha detto l'Avvocato Bionaz -, va a chiedere dei soldi all'E.N.E.L. e non modifica il diritto e il principio.

Ad ogni modo, fatta questa breve parentesi, io voglio fare una constatazione: chi è che in questo Consiglio provoca i Consiglieri? Perché è questione di provocazione! Chi è che distorce, che cambia le carte in tavola, che modifica i problemi, che parla di altre questioni? Sempre il Presidente Bionaz, l'ho detto altre volte e oggi ce l'ha confermato. Chi è che in questo Consiglio fa quello che vuole e basta? È sempre il Presidente Bionaz, non consulta nessun gruppo, se vede magari qualcuno che è esitante, che vorrebbe magari accettare qualcosa, no, interviene lui, basta, chiuso, finito lì... è sempre lui. Io quindi credo che rispondere a tutto quello che ha detto il Presidente Bionaz non è il caso; avremo occasione noi di fare la campagna elettorale, avremo occasione di rispondere e di ribadire, lo faremo in quella sede. Io sono certo che come risultato, se il popolo valdostano ci aiuterà a liberarci di Bionaz, farà l'interesse suo e direi che farà anche l'interesse della Democrazia Cristiana, perché più in fretta ce ne libereremo meglio sarà per il popolo valdostano, per la Regione e anche per la Democrazia Cristiana.

Detto questo, io torno subito alle domande che abbiamo posto: se il Piano delle opere pubbliche per circa due miliardi tra contributi e opere ci verrà portato in Consiglio. Ecco, Presidente Bionaz, qui è stato chiaro, è, come si dice nei tribunali, reo confesso. Ha detto: "io non mi impegno a portare il piano e c'è il punto 18 delle competenze della Giunta che ci permette di operare, di agire e di fare tutte le cose che vogliamo". Io mi auguro ancora che il Consiglio abbia buon senso e approvi l'ordine del giorno e che si possano rispettare le competenze dell'Assemblea, cioè approvare il piano, mentre alla Giunta spetta il compito di eseguirlo. Se non avverrà così, io voglio avvertire i Signori della Giunta che il punto 18, oltre che dire: "... all'adozione nei casi di necessità e di urgenza di deliberazioni di competenza del Consiglio", vi faccio presente che noi avremo tutto il tempo, quindi quella urgente necessità è poi da vedere... ma se guardiamo poi anche al contenuto del piano, vi voglio dire che si aggiunge: "i provvedimenti adottati dalla Giunta in via d'urgenza debbono essere presentati al Consiglio nella sua prima seduta successiva per la ratifica e cessano di avere efficacia dalla data della deliberazione con la quale il Consiglio neghi la ratifica". Badate che se adottate questa strada e se il futuro Consiglio negherà la ratifica, i responsabili personalmente sarete poi voi, tutti voi, tenetelo presente.

Ancora una brevissima considerazione sul 7 aprile, perché il 7 aprile? Vede, Avvocato Bionaz, io penso di immaginare perché non ha risposto il Consiglio di Stato: perché quest'ultimo non può affermare con la leggerezza con cui lo fa lei che una legge del 1954, che è legge ordinaria, abbia il potere di modificare una legge costituzionale; lo Statuto è una legge costituzionale e non c'è nessuna legge ordinaria al mondo che può modificarla.

Volendo o non volendo, quindi il nostro Consiglio è scaduto o al 27 ottobre o al 25 novembre del 1967. Siamo qui per volontà sua, perché lei ha interpretato che una legge ordinaria modifica la legge costituzionale. Non si illuda quindi con il calcolo che ha fatto che il Consiglio può durare fino al 15-16 marzo e che dal 16 marzo si può votare al 16 aprile o il 16 maggio nei 60 giorni, non si illuda di questo, perché lei ne ha fatte tante di cose, può anche fare questa, può anche rinunciare a quella piccola copertura che non abbiamo voluto sfruttare della legge del 1954 e può anche pensare di portare le elezioni a quando vuole dal 16 aprile al 16 maggio. Guardi però che anche questa volta noi non faremo le scale della Procura, non le faremo neanche in questa occasione, non è nostro costume, ma noi denunceremo questo suo atteggiamento all'opinione pubblica e ci auguriamo che l'opinione pubblica sappia dare un giudizio giusto ed è quello che ci auspichiamo noi. Chiedo perciò che sia messo in votazione il mio ordine del giorno.

Bionaz (D.C.) - Sarò breve, anzi brevissimo. Senza fare polemica, voglio dire all'Avvocato Caveri che non è sulla sostanza di quello che lui ha fatto o non ha fatto che io ho voluto muovergli un appunto; quando gli ho detto: "lei ha aspettato 39 giorni prima di farsi ricevere da De Gasperi", non entravo in merito a quello che lui certamente a ragione e dovutamente andava a fare da De Gasperi. Volevo ricordargli soltanto una cosa: com'è difficile qualche volta poter avere dei contatti con il Presidente del Consiglio e come questo, diciamo, costume, questa difficoltà sia stata da noi superata, perché oggi abbiamo piena e facile udienza presso i Ministri e anche presso il Presidente del Consiglio, perché? Perché riteniamo di non essere andati anche dal Presidente del Consiglio e dai Ministri, con i modi con i quali si presentava Caveri, solo questo. Ognuno ha il suo temperamento, non voglio entrare... ma però questo costume ritengo che sia stato positivo anche per noi e anche per gli interessi valdostani che difendiamo.

Quanto poi alla questione delle acque, io non ho detto all'Avvocato Caveri quello che lui mi ha ricordato: ho detto che, purtroppo, per 35 sedute della Camera non abbiamo avuto il piacere di sentire la sua voce, solo questo, e di essersi accontentato delle promesse non so di chi... di Togni o di De Cocci, solo questo: per 35 sedute non c'è stato un intervento dell'Avvocato Caveri per la questione delle acque, solo questo.

Consigliere Manganoni, io non credo che tu sia preoccupato del S.I.F.A.R., non ci credo e non credo che tu abbia perduto peso per questo; certamente tu dormi tranquillo, mangi e bevi tranquillo, non ho avuto questa impressione. Ad ogni modo, per quanto mi riguarda, non credo che ci sia da temere tutta questa roba, queste minacce.

Consigliere Germano, io credo che lei abbia un piacere matto dal vedersi liberato da Bionaz, non metto in dubbio questo, essere liberato da Bionaz è veramente liberarsi da un incomodo. Guardi però che io ho imparato da uno dei suoi che la politica è fatta per confondere le idee, ma agli altri; io le idee non me le lascio confondere da voi, questo certamente, io so quello che voglio e so esattamente i limiti e i margini dei miei doveri. Lei mi ha detto che io ho fatto tante cose, è vero che io ho fatto tante cose ed è altrettanto vero che non ho fatto tutte le cose che ha fatto lei, questo certamente. Io credo di saper leggere, di saper scrivere, di saper interpretare la legge, non sono stato interdetto per il momento e so esattamente quali sono i compiti del Presidente della Giunta: il Presidente della Giunta di questi compiti è conscio, indirà le elezioni nei tempi dovuti e le riconfermo, per sua tranquillità, che saranno nel mese di aprile e non ci saranno prevaricazioni di sorta. Ho precisato un momento fa che si trattava di stabilire una domenica piuttosto che un'altra, ma certamente il margine è quello del mese di aprile e non si preoccupi che il responso è devoluto unicamente al popolo valdostano, il quale giudicherà chi vuole all'amministrazione della cosa pubblica e anche il popolo potrebbe volere qualcun altro, non ho nessun dubbio, ma noi rispetteremo e non faremo quello che avete fatto voi quando certe maggioranze si sono dileguate e non ricorreremo né al fil di ferro, né alle resistenze alle quali abbiamo assistito nel mese di maggio.

Caveri (U.V.) - Domando la parola per fatto personale, perché di nuovo il Presidente Bionaz dimostra che mi parte dal principio che gli altri sono dei cretini e che si può ingannarli, cioè cerca di ingannare ripetendo la storia che nelle 35 sedute il sottoscritto non ha parlato. Non c'era motivo di parlare perché io avevo parlato prima, perché avevo parlato davanti alla Commissione dell'E.N.E.L. e avevo presentato un emendamento.

Ha detto anche: "l'Onorevole Caveri si è accontentato di promesse", nossignore, vi sono le dichiarazioni scritte nella relazione della Camera e in quella del Senato, nelle quali si dice che la concessione novantanovennale delle acque rimane alla Valle d'Aosta. Questi sono i fatti, le altre sono le menzogne, le bubbole che si raccontano perché si continua a dire che nelle 35 sedute non si è parlato, ma non si è parlato perché si è parlato prima e perché prima si era detto tutto quello che c'era da dire. Si parla poi di difficoltà, io posso in qualunque momento documentare... ah, dimenticavo di dire una cosa per la questione delle acque pubbliche, io adesso non ricordo esattamente quando, ma il Consiglio regionale in carica prima delle elezioni del 1963, con l'ordine del giorno votato anche dall'Avvocato Bondaz, aveva approvato la condotta del sottoscritto come Deputato al Parlamento esattamente per la questione delle acque; questo particolare me lo stavo dimenticando.

Per quanto riguarda la questione relativa alla difficoltà di essere ricevuti, io posso documentare in qualunque momento quante volte io sono stato ricevuto dall'Onorevole De Gasperi, perché quella è stata una visita, ma ce ne sono state infinite altre. Il Presidente Bionaz dimentica intanto che quella richiesta di colloquio era stata fatta non solo da me, ma anche dagli Onorevoli Farinet e Page, che sono stati ricevuti insieme a me, e non si accorge che manca di rispetto alla memoria dell'Onorevole De Gasperi, perché con le sue parole lo accusa di non essere stato un Presidente democratico, perché la tesi adombrata, anzi esplicitamente affermata è che il Presidente De Gasperi riceveva gli uni e non riceveva gli altri, aveva le "facilità" per gli uni e le "difficoltà" per gli altri. Questo corrisponde alla sua mentalità, che è una mentalità tipicamente antidemocratica. L'Onorevole De Gasperi certamente riceveva coloro che per ragioni della loro carica chiedevano un colloquio e non penso che facesse distinzione di colore, perché in quel caso sarebbe stato un Presidente antidemocratico. Ma questo il Presidente Bionaz non arriva neanche lontanamente a immaginarlo, perché il suo cervello è talmente coriaceo, è talmente negativo e refrattario alla concezione democratica che lui attribuisce all'Onorevole De Gasperi addirittura un comportamento antidemocratico. Mi pare quindi di avere risposto a queste enormità.

Casetta (P.C.I.) - Io avevo già quasi rinunciato al mio intervento, se l'Avvocato Bionaz non usava di nuovo le parole del fil di ferro... questo è il linguaggio che ha in bocca quel Signore!

Vede, Avvocato Bionaz, le sue assicurazioni noi le prendiamo con le pinze dalla bocca e dalla persona che vengono, questo è poco ma è sicuro. Noi prendiamo queste parole con le pinze non solo a proposito del piano dei lavori, ma anche a proposito della data delle elezioni perché conosciamo troppo bene lei e anche perché questo è un nostro diritto, non ci bastano le sue assicurazioni, vogliamo i fatti! Quel piano dei lavori noi lo dobbiamo discutere perché è un vostro dovere presentarlo e perché è un nostro diritto discuterlo, è una nostra prerogativa, come si è sempre usato, come sta scritto, come si è sempre fatto e come voi non volete fare e questo ci autorizza a pensare che non lo si vuol presentare e che lo si sta preparando in un certo modo per servire alla vostra campagna elettorale. L'impedimento a questo non presentarlo... è il fatto che questo Consiglio deve scadere e se scade, non lo discute più, non c'è "ma" che tenga, non lo discute più e voi, come Giunta, potete farne l'uso e il consumo che volete. È chiaro che anche questo, anche se noi non siamo qui... perché noi siamo ancora usi ad andare nei Paesi a portarvi qui la gente in delegazione, come abbiamo sempre fatto prima con Bondaz, Vesan, tutti i vostri colleghi di Partito e state certi che questo sistema... noi siamo il Partito che fa la propaganda e l'agitazione: questo è il nostro compito, ve li porteremo qui, sulla piazza, come abbiamo già fatto. Voi i lavori però non li farete come volete, ma li farete com'è giusto che li facciate: questa è la realtà delle cose! Vi sbagliate quindi se pensate di agire in questa direzione.

D'altra parte, Avvocato Bionaz, non ho bisogno di dire con tanta leggerezza che le questioni del S.I.F.A.R. preoccupano noi e non lei: questo è chiaro, lei è uno che crede nel S.I.F.A.R.. Io la vedo già di nuovo con la berretta nera addosso; lei ci credeva nel S.I.F.A.R., le è andata male. Noi siamo anche in grado di dirle che il S.I.F.A.R. non è passato nel 1953 con la legge truffa, non è passato nel 1961 con il Governo Tambroni e non passerà adesso, sia certo di questo perché qui ci siamo anche noi.

A proposito del maggio del 1965, lei ha detto che è uno che ha fatto tante cose, questo lo sappiamo, glielo ha detto un giorno l'Onorevole Caveri, glielo abbiamo scritto noi sul giornale, la sua biografia è conosciutissima nella nostra Regione. Lei ha saputo fare però anche quella cosa di mandare Strazza in esilio e questo è sotto la sua personale responsabilità, non quella del fil di ferro... i sette anni di galera pesano sulla sua coscienza, Avvocato Bionaz...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Casetta, se lei entra su questo argomento, che non c'entra... voi accusate gli altri che vi stimolano...

Casetta (P.C.I.) - ... è tutta la mattina che... questo discorso...

Montesano (P.S.D.I.) - ... io sono qui, avete cominciato voi e il Presidente ha risposto, adesso ricominciate...

Casetta (P.C.I.) - Lei non si agiti un momento, io non ero intervenuto su questo argomento...

Montesano (P.S.D.I.) - ... io devo dire che qui i lavori del Consiglio non vanno avanti, è da stamattina che siamo qui...

Casetta (P.C.I.) - ... difatti l'Avvocato Bionaz la sera dopo il processo di Strazza in un Comizio al Villair di Quart si è vantato o ha cercato di vantarsi di quella sentenza, ma la reazione che ha avuto a quel Comizio l'ha sconsigliato di portare avanti quella politica e di questo si vergogni!

(urla del Consigliere Bionaz)

Montesano (P.S.D.I.) - Chiudiamo un po' questa discussione che poi è fuori dell'argomento che è stato l'inizio di questa mattinata un po' burrascosa ...(battibecco tra il Consigliere Casetta e il Presidente Bionaz)... allora, Consigliere Germano, per favore, stia ad ascoltare... siamo partiti dalla delibera di Giunta sui cantieri di lavoro e siamo arrivati al S.I.F.A.R.. Ora, Consigliere Germano, gli ordini del giorno devono essere attinenti alla delibera e dico questo perché lo si sappia e perché il Consiglio decida quello che vuole fare. "Il Consiglio ha facoltà di negare l'accettazione di ordini del giorno, emendamenti o articoli aggiuntivi che siano formulati con frasi sconvenienti - non è il caso - o che siano relativi ad argomenti estranei all'oggetto della discussione e può rifiutarsi di metterli in votazione". Ora, io non ho nessuna difficoltà a metterlo in votazione, se lei insiste, il Consiglio su proposta del Presidente... lo metto in votazione però dopo l'approvazione di questa delibera.