Oggetto del Consiglio n. 253 del 21 dicembre 1968 - Verbale
OGGETTO N. 253/68 - Costruzione di "box" per parcheggio di automobili nel palazzo di proprietà dell'Amministrazione regionale sito in località St. Etienne. Ritiro della mozione.
Mozione
I dipendenti regionali, assegnatari di alloggi nel palazzo di proprietà regionale di St. Etienne-Viale della Pace, rivolgevano domanda all'Amministrazione regionale affinché venissero costruiti una serie di "box" per il parcheggio dei propri automezzi.
Il Consiglio regionale, sul piano di lavori pubblici per il 1968, stanziava a tale scopo lire 5 milioni.
A tutt'oggi, non essendo stati iniziati i lavori, il Consiglio regionale
delibera
di invitare la Giunta a costruire sollecitamente i "box" in questione predisponendo gli opportuni provvedimenti.
F.ti: Manganoni - Giulio Dolchi - Tonino Aldo
Tonino (P.S.I.U.P.) - Qui un gruppo di capi famiglia dipendenti dell'Amministrazione regionale ha inviato una lettera a tutti i Consiglieri regionali chiedendo che si interessassero per la costruzione di un'autorimessa, come da loro già richiesta in passato, nel cortile dello stabile regionale sito in Viale della Pace. Specificatamente questi capi famiglia fanno presente che ci sarebbe quella striscia di terreno che è di proprietà regionale e che fu data in concessione precaria ai Signori Veysendaz Vittorio e Fenoil Arturo.
È ovvio che questi dipendenti regionali chiedano di avere un trattamento uguale ai loro colleghi, per questo chiedono che vengano costruiti questi garage. È inutile dire il danno che subiscono questi dipendenti che sono costretti a lasciare i loro automezzi nei cortili, dove giocano i bambini, oltre a quella bella fuliggine che esiste nella città di Aosta, dove quasi non si conosce più la propria macchina quando questa sta fuori un dieci-dodici ore - questa cosa dovrebbe anche interessare l'Assessore alla Sanità - ma ora abbiamo un'altra discussione e un altro argomento e non è il caso di saltare di palo in frasca.
L'atto di concessione precaria fatta a richiesta dei Signori Veysendaz Vittorio Emiliano e Fenoil Arturo di Aosta per il passaggio sul terreno di proprietà della Regione è stato fatto il 23 maggio 1955. Nell'atto si dice - non sto qui ad elencarvi tutto quello che dice questo atto - che si concede l'autorizzazione precaria di passaggio su una striscia di terreno, e salto subito agli impegni dei Signori Veysendaz Vittorio Emiliano e Fenoil Arturo, che, per ottenere detta concessione, si impegnavano a provvedere a loro spese alla costruzione di una recinzione per la delimitazione del detto passaggio da costruirsi nei modi prescritti dalla Regione e come da allegato disegno. Questo questi Signori l'hanno fatto a copertura di tutto il canale di irrigazione attualmente scoperto e hanno provveduto anche alla costruzione di un pozzetto di derivazione per irrigare la proprietà del Signor Veysendaz Leonardo.
C'è inoltre l'autorizzazione che afferma che è subordinato al versamento da parte dei sunnominati Signori della somma per tassa di istruttoria di lire... quale canone annuo di concessione, nonché al rilascio di apposito disciplinare di concessione da registrare all'Ufficio del Registro; queste cose non sono state fatte e quindi cade il fatto che la concessione, appunto, viene rilasciata per la durata di anni diciannove, salvo revoca a decorrere dalla data della presente. Questa precitata autorizzazione ha carattere di precarietà e può essere revocata in qualsiasi momento dall'Amministrazione regionale ove lo ritenga opportuno.
Visto quindi come stanno le cose e visto anche che l'Amministrazione regionale aveva, a suo tempo, stanziato la somma di 5 milioni per costruire quei garage, a me pare che la Giunta regionale debba, con urgenza, farsi rivalere la sua proprietà e destinarla a zona verde, se i garage dovessero essere costruiti nel cortile, o destinare tale zona alla costruzione dei garage richiesti e lasciare liberi i cortili a zona verde.
Mi pare che le richieste di questi dipendenti regionali siano legittime sotto ogni aspetto per cui sollecitiamo la Giunta regionale a costruire questi garage.
Colombo (P.S.U.) - Io ritengo, dopo l'illustrazione fatta dal Consigliere Tonino, di dire che il nostro interessamento su questo problema non è mai mancato e se questa pratica è andata così per le lunghe, ciò è dovuto proprio al fatto che lì avevamo questa concessione precaria e si trattava di riavere nuovamente questa striscia di terreno per la costruzione dei garage. Di questo problema si è interessato l'Ufficio patrimoniale: siamo riusciti, appunto, a disdettare la convenzione; quindi, quando ci siamo di nuovo trovati proprietari della striscia di terreno, abbiamo inoltrato al Comune di Aosta la richiesta di autorizzazione per la costruzione dei garage.
Il Comune di Aosta, senza leggere naturalmente tutta la lettera, ci ha risposto che non era possibile eseguire la costruzione richiesta lungo il lato di ponente in quanto in contrasto con le norme relative alle... da qui naturalmente un altro impedimento: non è che noi possiamo andare contro le norme del Comune di Aosta, quindi in seguito si è un po' intravista - io, per la verità, non è che abbia delle grandi simpatie per una soluzione di questo genere - la possibilità di una costruzione di questi garage nel mezzo del cortile. C'è da dire subito che una costruzione di questo genere elimina quel poco spazio che questa casa ha perché i bambini possano disporre di una certa area per giocare. Comunque, ho voluto anche sentire in proposito il Comune su una soluzione di questo genere, che sarebbe disponibile a darci l'autorizzazione limitandola però alla costruzione di solo sei garage. Ci troveremmo quindi nella condizione di non soddisfare, in primo luogo, le esigenze degli abitanti della nostra casa di Viale della Pace e al tempo stesso di rovinare il cortile, di eliminare quello spazio verde, che, naturalmente, trova il consenso di tutte le famiglie, soprattutto di chi ha dei bambini.
La situazione quindi è questa. Io, guardate, naturalmente ho delle riserve su questa questione dei garage; teniamo però conto che siano limitati dal Comune, eventualmente, alla costruzione di solo sei garage e che costruendoli roviniamo il cortile e lo togliamo alla sua funzione originale e che, naturalmente, non soddisfiamo le esigenze di tutti i richiedenti.
Se il Consiglio ritiene che i garage si facciano nel cortile, io non ho niente in contrario, io ho però dei dubbi in proposito, comunque lascio al Consiglio decidere in merito.
Chamonin (R.V.) - Sono stato attento, ma non vorrei non aver capito qualcosa. Comunque, vorrei proporre una soluzione che forse è fattibile, anche se più costosa: ma non si può fare un garage sotterraneo, sotto il cortile, così il cortile rimarrebbe a disposizione dei bambini come area verde? Naturalmente questa soluzione è più costosa, ma ci potrebbero essere i garage in sotterraneo, se non a box un garage anche unico, ma in sotterraneo, così il cortile rimarrebbe a disposizione.
Manganoni (P.C.I.) - L'Assessore Colombo sostiene che, costruendo i box sul cortile, naturalmente, diminuisce l'area disponibile per i bambini per giocare: giusto, esatto. Ma costruendo quei box quale superficie si occupa di terreno? Si occuperanno non so... 100 mq.? Di più? Ora, se noi riacquistiamo la proprietà del terreno ceduto... riacquistiamo proprio niente perché la proprietà è nostra, il terreno occupato viene compensato dalla nuova area che noi acquisiamo, perché? L'area ceduta è 23 metri di lunghezza e 21 metri sull'altro mappale, che sono 45 metri circa, per una lunghezza di 2 metri, 45 per due sono 90 metri quadrati. Allora, se noi reperiamo questi 90 metri quadrati oggi ceduti, come area disponibile compensiamo questi 100 metri quadrati che saranno utilizzati per i box ...(voce dell'Assessore Colombo)... Ho capito, ma io parlo di superficie... quindi, come metro quadro di zona libera, di area verde, perché i bambini possano giocare, recuperando quest'area ceduta, noi siamo pressappoco lì, non è che viene diminuita di molto e io ne convengo che quei box in mezzo al cortile non stiano molto bene, è vero.
Colombo (P.S.U.) - Senti, Consigliere Manganoni, io penso che non possiamo tenere impegnato il Consiglio per una mozione di questo genere. Io chiederei, a un certo momento, al Presidente della Commissione dei Lavori Pubblici, di riunire la Commissione ed esamineremo il problema in quella sede.
Benzo (D.C.) - Tutti d'accordo? La mozione viene ritirata e verrà portata all'esame della Commissione consiliare competente.
Il Consiglio prende atto.
