Oggetto del Consiglio n. 251 del 21 dicembre 1968 - Verbale

OGGETTO N. 251/68 - Legge regionale concernente: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo trimestre dell'anno 1969".

Il progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno 1969 è in corso di predisposizione da parte della Giunta e sarà sottoposto quanto prima alla approvazione del Consiglio.

La legge di approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1969 non potrà quindi essere promulgata prima della data di scadenza dell'anno finanziario 1968.

Allo scopo di consentire l'approvazione e l'impegno delle spese necessarie per il normale andamento dei servizi dell'Amministrazione Regionale dopo tale data, si propone quindi che il Consiglio Regionale autorizzi l'esercizio provvisorio del bilancio per il primo trimestre del prossimo anno finanziario, come da allegato disegno di legge che si sottopone all'approvazione del Consiglio Regionale.

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Disegno di legge regionale n. 21

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ....................n. ....: "AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE PER IL PRIMO TRIMESTRE DELL'ANNO FINANZIARIO 1969".

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

È autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1969 fino a quando sia formalmente approvato ed applicabile, con la promulgazione e pubblicazione della relativa legge regionale di approvazione, il bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario stesso e, comunque, non oltre il 31 marzo 1969.

Art. 2

Le approvazioni e gli impegni di spese durante l'esercizio provvisorio non potranno superare mensilmente un dodicesimo dell'importo delle spese previste nei vari capitoli di spesa del progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1969 deliberato dalla Giunta Regionale e da sottoporre alla successiva approvazione del Consiglio Regionale.

Art. 3

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4, ed entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

Bordon (D.C.) - Io non vorrei dire tante cose perché è un provvedimento che è già stato richiesto da noi, è stato richiesto dalle precedenti Amministrazioni e quindi è un provvedimento che, se si potesse evitare, come siamo riusciti noi l'anno scorso, sarebbe gradito a tutti, ma purtroppo non sempre si fa quello che si vuole e mentre l'anno scorso in data 27 o 28 dicembre eravamo riusciti a portarlo nei limiti di tempo fissati del 31 dicembre... quest'anno, per tutto un insieme di fattori, non da noi voluti, non siamo riusciti a farlo. Questi fattori quali sono? Non sto qui a fare una lunga elencazione, ma ci furono degli impedimenti ovviamente legati alla crisi di governo, perché dovevamo per forza parlare con questi Ministri per vedere se l'impostazione data negli anni scorsi andava bene, in attesa dell'approvazione del riparto fiscale, come detto ieri, per l'anno 1969. Abbiamo anche avuto degli impedimenti qui nei nostri uffici tecnici, perché fino all'ultimo momento speravamo di avere, forse, la possibilità di applicare - è forse stata un'illusione - determinati provvedimenti e studi elaborati dalla programmazione, invece voi sapete - ci siete stati anche voi qui tante volte - che si cerca di portare avanti un problema con una determinata impostazione e la burocrazia e l'insieme delle cose qualche volta ce lo impediscono.

Ad ogni modo, per vostra tranquillità, vorrei soltanto dirvi che questo esercizio provvisorio che noi richiediamo qui per tre mesi, ne parlavo ancora stamattina col Segretario generale... noi chiediamo tre mesi ma l'intenzione della Giunta è quella di portare questo bilancio di previsione 1969 in discussione al massimo entro il 15-20 di febbraio. Soltanto che anche portandolo con questa intenzione, a fine gennaio-ai primi di febbraio, bisogna sempre, però, tener conto che questo bilancio deve poi essere trasmesso al Presidente della Commissione di Coordinamento per il visto e molte volte passano 20-25 giorni, ragione per cui noi l'esercizio provvisorio lo richiediamo per tre mesi, come sempre è stato richiesto, ma ci impegniamo nel modo assoluto di portare il bilancio di previsione molto prima in discussione.

Fatta questa premessa che vi dovrebbe già tranquillizzare in parte, perché basterebbe andare a vedere i fascicoli che abbiamo qui quando abbiamo parlato di questi argomenti per vedere come si sono dilungate queste discussioni, vorrei brevemente indicarvi quali sono stati i dati che la Giunta in una delle sue ultime riunioni ha approvato per questo bilancio di previsione per l'anno 1969.

Ora, le cifre si possono così riassumere, poi, eventualmente, per ciò che riguarda l'entrata, si possono anche sezionare in parte per dare una maggiore idea, invece, per quanto riguarda la spesa, le discuteremo quando discuteremo il bilancio di previsione che, come vi ho annunciato, dovrebbe essere portato in Consiglio con i primi di febbraio.

Ciò premesso, avrei desiderato potervi distribuire degli allegati, ma purtroppo è sempre avvenuto così, i dati non arrivano mai a tempo e quindi anche la finanziaria non può trasmettere quello che non ha. Allora, seguendo le vecchie tracce, perché si vede che quella è l'impostazione, vi dirò che il bilancio di previsione 1969 in entrata prevede - e se qualcuno vuole scriverlo, io lo detterò molto adagio - delle entrate tributarie per 11.748.480.000. Le entrate extra tributarie, di altra natura, si possono poi sempre vedere, ammontano a 10.420.620.000, per un totale, di queste due cifre, di 22.169.100.000.

Spese correnti: le spese correnti le possiamo vedere dopo. Come entrata in aggiunta, noi dobbiamo portare l'alienazione ed ammortamento di beni patrimoniali per 4.376.000.000 e un'accensione di prestiti di 1.400.000.000, per cui il totale dell'entrata del bilancio di previsione del 1969 ammonta a 27.945.400.000.

Qui vorrei subito sgombrare l'eventuale perplessità o dubbio che potrebbe nascere quando vi ho detto: accensione di prestiti per 1.400.000.000. Vi dirò che non è l'accensione di un mutuo, perché non abbiamo nessunissima necessità di accendere dei mutui, ma questo miliardo e quattrocento milioni - e voi l'avete già capito perché ne abbiamo già parlato precedentemente, lo ricordo così, perché è bene che lo si faccia - è destinato alla costruzione del nuovo Palazzo della Questura. In base a disposizioni di legge - ne abbiamo già parlato qui in Consiglio, è già stato illustrato da chi era tenuto a farlo - questo miliardo noi lo paghiamo... facciamo noi la costruzione; questo miliardo si prende presso la Cassa Depositi e Prestiti degli Enti locali, presso la Cassa Pensioni degli Enti locali e poi lo Stato, cioè il Ministero degli Interni ce lo rimborsa attraverso nove anni o dieci anni, non me lo ricordo, chi lo sa lo dica, non è compito mio... nove...

Allora l'interessante è solo questo, è questo che interessa l'Assessorato delle Finanze che questi denari che noi tiriamo fuori ci vengano restituiti e quindi è una specie di partita di giro che non ha potuto essere inclusa nelle partite di giro perché siamo noi che facciamo la spesa, però i denari spesi ci vengono rimborsati in nove anni.

I 400 milioni invece si riferiscono alla costruzione dell'Ospedale geriatrico, anche qui - voi sapete, ne abbiamo già parlato - 200 milioni li abbiamo messi per l'anno 1968, 400.000.000 li mettiamo qui nell'anno 1969, 600 milioni lo Stato ce li dovrebbe dare per mettere in condizioni l'Assessorato dei Lavori Pubblici di mandare avanti questa pratica nel 1969.

Non dimentichiamo mai - e ne riparleremo in sede di bilancio di previsione, che, naturalmente - che noi abbiamo 600 milioni previsti come contributi dello Stato, come aiuto dello Stato, con deposito con quel 4% che abbiamo già ricordato in altra sede, però ricordatevi che la spesa qui ammonterà a circa 1 miliardo 200 milioni-1 miliardo 300 milioni, per cui bisogna continuare a darsi da fare affinché questo contributo, se non a copertura globale di tutto, arrivi almeno a un miliardo, perché sennò è una spesa che graverà per 600-700 milioni sul bilancio della Regione e quindi, a un certo momento, bisognerà tenerlo presente. Allora, tranquillizzati i Signori Consiglieri per quest'accensione di mutui, possiamo vedere un po' che cos'è che ha consentito alla Regione di arrivare a un bilancio che prevede entrate effettive per 18.722.153.000, e mi spiego. Noi parliamo di 27.945.000.000 in entrata, però abbiamo 4 miliardi di crediti per concessioni di garanzie fideiussorie e abbiamo partite che si corrispondono nella spesa, cioè partite di giro per 3 miliardi, per cui il bilancio della Regione, che figura di 27, è invece di 20 miliardi. Ho fatto queste precisazioni perché non vorrei che qualcuno che poi dovesse scrivere sui giornali queste notizie scriva delle inesattezze, perché il bilancio è di 27 miliardi, ma non dimentichiamo che ce ne sono 7 di partite di giro e quindi non contano agli effetti voluti da noi, non possono figurare quali entrate della Regione, quindi, il bilancio della Regione, per entrate, previsioni 1969 è di 20.122.000.000, meno quel miliardo e 400 milioni di mutui, il totale delle entrate si riduce a 18.722.000.000, tralascio sempre i rotti...

Come abbiamo previsto questi 18 miliardi 722 milioni? Li abbiamo previsti con il solito criterio prudenziale perché è così che deve essere fatto e, checché se ne dica, fino adesso, insomma, siamo riusciti a mantenerli nei limiti giusti. Pertanto, gli importi principali che ci fanno arrivare a questa cifra sono, grosso modo, questi che vi possono interessare di più: abbiamo, per quote fisse di riparto, una previsione di 4.225.000.000; per quote variabili di riparto, abbiamo una previsione di 3.300.000.000; per un totale, quindi, di 7.525.000.000. Abbiamo una previsione tranquilla in quanto che, in confronto all'anno 1968, abbiamo previsto 290 milioni in più che vengono dati dall'aumento naturale delle imposte.

Vorrei richiamare la vostra attenzione perché ad un certo momento noi, oltre a questi 7 miliardi e mezzo, abbiamo riportato in previsione 3 miliardi come quota dei tributi erariali attribuita ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto speciale che, aggiunti ai 7 miliardi e mezzo, dovrebbero darci quei 10 miliardi e mezzo, che noi desidereremmo, vorremmo assolutamente avere nel nuovo riparto come cifra minima, perché riteniamo che sia la cifra vitale per la Regione, che d'altronde corrisponde alla proposta di legge da voi precedentemente inviata a Roma, quindi fra quota fissa, quota variabile e l'articolo 12, noi prevederemmo 10 miliardi e mezzo. È una previsione che ci lascia abbastanza tranquilli, in quanto non posso ancora darvi il risultato di quello che è stato per il 1968, ma questo che è stato il 1967 ve lo possiamo dare come spese effettive e avevamo previsto, in quel momento, 7 miliardi e mezzo, abbiamo avuto 7.686.000.000 tra quota fissa e quota mobile, perché nel 1967 abbiamo avuto di quote fisse 4.687.000.000, di quote variabili 2.989.000.000, cioè tre miliardi, che comporta 7.686, e per il 1967 contro i tre miliardi richiesti per l'articolo 12 ne abbiamo avuti due, per cui abbiamo avuto 9 miliardi e mezzo, e non i dieci miliardi e mezzo previsti perché penso che sia giusto prevedere qualche cosa di più, perché se noi mettiamo nell'articolo 12 soltanto i due miliardi, non potremo certamente chiederne di più.

Stabilito questo, dieci miliardi e mezzo, quindi, ci vengono già fuori da questo; poi abbiamo previsto 600 milioni in più in entrata per il Casinò di Saint Vincent; avevamo previsto per l'anno 1968 3.300.000.000, ne abbiamo portati 3.900.000.000. Non vorrei qui precisare troppo certe cifre, d'altronde in qualunque momento i Consiglieri che lo desiderano possono saperlo attraverso la finanziaria, ma quest'anno c'è un certo margine in più, che noi vorremmo lasciare come riserva per quella differenza che, eventualmente, tutti gli anni si è verificata all'articolo 12 dove noi, in modo imperterrito, abbiamo richiesto 3 miliardi, ottenendone 2 o 2 e mezzo come speriamo di avere. Quell'eventuale carenza da 2 a 3 o da 2 e mezzo a 3 quindi verrebbe coperta da questa differenza.

Altre somme di rilievo non dovrei citarvele, perché in fondo in fondo abbiamo detto: 10 e mezzo li prevediamo dallo Stato; circa 4 provengono da qui, sono 14 in totale; le altre cifre di rilievo possono essere introitate attraverso quelle sovvenzioni, quegli aiuti che ci provengono dai bacini montani, dal piano verde e da altre provvidenze per le zone depresse: per esempio, i territori montani del centro nord, che noi prevediamo in 968 milioni, perché ci sono già tanto di lettere, eccetera. Noi quindi prevediamo questa entrata globale, effettiva, vorrei chiamarla così, che abbiamo fiducia di ricevere per togliere quel miliardo e 400 milioni. Naturalmente l'entrata provoca, lega quella che può essere poi l'impostazione dell'uscita, che, naturalmente, non è sede questa oggi per discuterne, in quanto ne discuteremo col bilancio di previsione.

Mi sembra di aver detto tutto quello che è sempre stato detto in analoghi casi da me e da altri Assessori e non so che cosa altro aggiungere.

Germano (P.C.I.) - È un tipo - bisogna che lo dica con tutta amitié - nella sua esposizione il nostro Assessore alle Finanze, che, a giustificazione dell'esercizio provvisorio, dice: "ci sono stati impedimenti dovuti alla crisi di governo, dovuti agli uffici stessi qui". Io non vedo quale collegamento ci possa essere tra l'esercizio provvisorio o il bilancio e la crisi di governo; si poteva fare benissimo la presentazione del bilancio, anche se c'era la crisi di governo. Gli uffici che sono qui non hanno posto certamente degli ostacoli, hanno eseguito gli ordini che i vari Assessori, che l'Assessore alle Finanze hanno dato. Poi dice: "non abbiamo potuto tenere conto della programmazione, perché la burocrazia ci ha impedito di tenere conto della programmazione". Mi pare che ieri sia venuto fuori con parecchia evidenza che la programmazione non è la burocrazia che la impedisce, siete voi che non l'avete voluta, quindi dovrebbe dire: "non abbiamo potuto tenere conto della programmazione perché non abbiamo voluto".

Infine ci dice: "tranquillizzatevi, qui si discute delle entrate, si parla delle entrate e per le uscite ne discuteremo poi col bilancio", ma, Signori miei, con questo provvedimento noi autorizziamo la Giunta a spendere circa 5 miliardi. Noi quindi dobbiamo essere tranquilli che tutto è normale, tutto è tranquillo, non ci interessa l'uscita di cinque miliardi, perché, facendo i conti su quello che ha detto l'Assessore, sui 20 miliardi circa, i 3/12 dà circa 5 miliardi... quindi non è che dobbiamo essere così tranquilli e pacifici, non muoverci, non preoccuparci. Io nel mio intervento mi limiterò quindi solo ad alcune questioni essenziali, che però ci fanno riflettere e ci preoccupano. Il bilancio approvato dalla Giunta nella sua impostazione è il bilancio dell'anno scorso, maggiorato di alcune centinaia di milioni dovuto a quelle maggiori entrate del riparto fiscale che si suppone che si verificheranno.

Il metodo è lo stesso dell'anno scorso, senza programmazione, che poggia il suo intervento sui 3 miliardi dell'articolo 12.

Abbiamo discusso tanto l'anno scorso, si è detto: "un altro anno non ci sarà più l'articolo 12, ci sarà il nuovo riparto fiscale". Ne abbiamo discusso ieri e l'Assessore che ci ha accusato di aver fretta ha detto: "ma io a febbraio o marzo avrò concluso le trattative" e allora perché non si sceglie la via maestra di sempre di inserire nel bilancio una maggiore entrata equivalente per il nuovo riparto fiscale, in modo da dare maggiore peso alla nostra richiesta, per quale motivo si continua pervicacemente su una strada che non è una strada giusta?

Sulla questione spesa poi, dove si dice: "non c'è da preoccuparsi", sappiamo come si spendono, abbiamo avuto agio di constatare qui in questa seduta, in queste ultime sedute, e abbiamo denunciato che, alla revisione del riparto, c'erano 126 milioni in più per il personale, senza che il Consiglio ne sapesse niente; abbiamo precisato che i neo assunti saranno 62, c'è stato l'impegno di comunicare gli elenchi di questi neo assunti. Ebbene questi elenchi promessi che subito ci sarebbero stati dati, che poi dovevano essere rivisti, non ci sono ancora stati dati adesso. Si promette e non si mantiene, e come siano stati spesi quei soldi, noi non lo sappiamo. Abbiamo detto un'altra volta della pubblicità sui giornali, abbiamo detto dei cinema, dei depliant, e, evidentemente, in questi 5 miliardi che si spenderanno ci saranno queste voci, e si continuerà a spendere malamente, perché non c'è nessun controllo da parte del Consiglio.

Abbiamo documentato in un'altra seduta i tipi di assistenza che si dà a tutti quelli che l'Assessore vuole: adesso vengono fuori anche, spulciando così, fior da fiore delle cose che sono anche ridicole, ridicole, perché abbiamo saputo, per esempio, che per gli invalidi civili, a cui si dà la pensione, l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale ogni mese manda loro una lettera che annuncia il contributo, ogni mese e abbiamo qui alcune copie di lettere, del mese di novembre, qui ci sono anche gli auguri di Buon Natale, del mese di settembre dove non ci sono gli auguri di Buon Natale. Facendo però un conto così, approssimativo, viene fuori che ogni mese si inviano circa 1700 lettere, tanti sono i mutilati invalidi civili. Calcolando quindi le lettere, col francobollo da 40 lire, con il cliché, con la carta, con la timbratura d'archivio, con l'impiegata che fa questo, viene fuori che noi spendiamo circa 160.000 lire al mese per questo, che per un anno dà un totale di 1.920.000, spese perfettamente inutili. Io mi rivolgo all'Assessore Balestri che, quando era in un altro tipo di Giunta, è stato rimproverato perché era andato a consegnare il primo libretto di pensione; si è detto: "questa non è una pensione che dà Balestri" e si è proibito a Balestri di consegnare i libretti ...(voce dell'Assessore Balestri)... va bene, è un atto che si poteva anche comprendere, consegnare il primo libretto, ma qui non è questione di dare il libretto, qui ogni mese mandiamo una lettera agli invalidi civili, con cui diciamo: "guarda che questo mese ci sono le tue 15.000 lire". Questo è il modo, e poi si dice: "non preoccupiamoci dell'uscita", ma come "non preoccupiamoci"? Noi siamo molto preoccupati della spesa di questi cinque miliardi con cui noi autorizziamo la Giunta ad operare e siamo maggiormente preoccupati, oltre a queste che sono poi fior da fiore che, quando potremo andare nel merito, ne vedremo di tutti i colori. Vi è, infatti, l'eterna questione dei revisori dei conti: è da un anno e mezzo che, come revisore dei conti, chiedo di vedere i conti del 1966; siamo nel 1969 non si è ancora voluto riunire i revisori dei conti per esaminare i conti del 1966; questa è la realtà, e l'ho chiesto in Consiglio, e l'ho chiesto in Commissione, e l'ho chiesto per lettera, e l'ho chiesto oralmente, non si vuole: questa è la realtà in cui si opera e il nostro Assessore alle Finanze dice: tranquillizzatevi che tutto è normale, tutto è tranquillo, delle uscite ne discuteremo poi, quando si discuterà il bilancio. Questa è la situazione, senza demagogia, senza aggiungere niente in più, nella quale ci troviamo in questo Consiglio, con questa Amministrazione e io non credo sia una cosa che ci faccia molto onore.

Mappelli (D.C.) - Consigliere Germano, sarà almeno la decima volta che ritorna su questa questione e allora ne parliamo per la decima volta, giustamente.

La questione degli invalidi civili rimane in questi termini: se non vado errato, avevo spiegato, già a suo tempo, che, per esigenze di bilancio, per esigenze di pagamenti, non è possibile fissare una data fissa ogni mese per il pagamento delle pensioni agli invalidi civili. Questa è l'occasione buona per informarne il Consiglio, a parte il fatto che, con la nuova legge degli invalidi civili in campo nazionale, assieme al Ministero con la nuova Commissione, in base alla legge, siamo riusciti a fare di nuovo le visite per tutti questi invalidi civili, per vedere di scaricarli al Ministero per quelle 8 mila lire. Il Ministero, giustamente, ignora la differenza che noi diamo loro perché sennò bisognerebbe modificare la legge, pertanto tutto questo nuovo procedimento, questa nuova procedura è per poter poi fare il pagamento per la metà tramite gli E.C.A. e, per un'altra metà, il pagamento è fatto tramite la Regione, cioè 8 mila lire tramite gli E.C.A. dalla legge degli invalidi civili e 7 mila lire da parte della Regione. Tutti questi nostri vecchietti che sono su per i villaggi di alta montagna, dato che noi non possiamo stabilire una data fissa, per questioni amministrative, ma dovranno pur sapere il giorno in cui è a loro disposizione la loro pensione ...(voce)... Quale E.C.A., abbia pazienza, l'E.C.A. del Comune di Aosta manda, non so chi, ad avvisare 450 assistiti e dire loro: "guardate che sono arrivati gli assegni", ma è assurdo! E questi vecchietti che vanno avanti e indietro. Volete che non si metta più la firma? È la firma che vi dà fastidio? Non metterò più la firma... tutto quello che volete.

Guardate che io ho degli attestati da parte dei Sindaci, perché i Sindaci, a un certo momento, ricevendo questi assegni, dovrebbero avvisare, tramite il Messo comunale, tutti gli aventi diritto che gli assegni sono arrivati. A un certo momento non vi è altra via d'uscita, a meno che noi facciamo un'altra cosa: lasciamo perdere un mese, daremo gli assegni, anziché con 15 giorni di ritardo, con un mese di ritardo, entro fine mese cercheremo, in qualche modo, di provvedere alla liquidazione. Al di fuori di questo, non ci sono possibilità, perché sennò questa gente continuerebbe a protestare... avete mai visto una protesta voi? È questo che chiederei: c'è un nostro assistito che si sia lamentato, qualcuno di voi ha ricevuto una protesta per un'inadempienza in questo senso? E i nostri assistiti ci ringraziano, perché ogni qualvolta... noi logicamente, per esigenze di bilancio, non possiamo sempre mandare gli assegni entro il 15, a volte il 17, a volte, purtroppo, anche il 22, a volte anche con tutta la buona volontà si arriva a finire anche al 23 di un mese e logicamente, quando si ritarda di due o tre giorni, giustamente hanno ragione, brontolano e allora si era inserito questo sistema per cercare di ovviare a questo inconveniente.

Ora, io dico, che se l'unico fastidio è quello della firma... guardate, io, quando dico una cosa, la faccio, non firmerò più le lettere; ma questo è un servizio che va bene per gli assistiti, per i nostri vecchietti.

Germano (P.C.I.) - Solo per completare. La lettera di novembre, perché l'Assessore ci pensa a queste cose è del seguente tenore: "Le comunico che in data odierna ho provveduto alla trasmissione al Comune dell'assegnazione di assistenza integrativa regionale disposta a favore della S.V. quale invalido civile, relativo alla mensilità di novembre 1968. Le comunico inoltre che sono a sua disposizione per qualsiasi informazione e per ogni necessità eventuale in casi di particolare bisogno. Colgo l'occasione per porgere a lei e famigliari i migliori auguri di buon Natale, facendo voti che l'anno nuovo sia portatore di salute e serenità. Distinti saluti. L'Assessore: Angelo Mappelli".

Manganoni (P.C.I.) - Riservandomi di intervenire eventualmente in seguito sulla sostanza di questo provvedimento che ci proponete, adesso mi limito a una considerazione sulle lettere del Consigliere Mappelli. Dunque 160 mila lire, 1 milione e 600 mila lire all'anno, ammettendo che sia in carica tutta la legislatura (4 anni), sono 6 milioni e 400 mila lire che Mappelli spende ...(voce dell'Assessore Mappelli)...

Presidente - Mappelli, per favore!

Manganoni (P.C.I.) - ... Mappelli spende non solo per la campagna elettorale, ma per le preferenze, perché naturalmente il buon vecchietto dirà: Mappelli l'è brao, queunte dzente lettre que mandoo é adón ouè fou lèi baillé la préféranse, étò péquè llu l'è vin-i demandé de lèi la baillé [traduzione letterale dal patois: Mappelli è bravo, quante belle lettere che mandava e allora sì bisogna dargli la preferenza, anche perché lui è venuto a domandare di dargliela]. Ora, mi chiedo una cosa: le giustificazioni dell'Assessore Mappelli sono molto campate per aria, anzi forse volute, create appositamente. Lui dice: se ritardo di due o tre giorni, quelli non lo sanno! Assessore Mappelli, ragioniamo da persone serie, stabilite una data fissa e rispettatela!

Mappelli (D.C.) - non posso...

Manganoni (P.C.I.) - ... non puoi perché non vuoi, perché con data fissa non puoi più mandare le lettere... è semplice questo. Stabilite il giorno 15, 20, 27 o quello che volete del mese e in quel giorno si paga e voi fate in modo che per quella data gli assegni arrivino, va bene? Allora non hai più bisogno di mandare le lettere al caro vecchietto e spendere 1 milione e 600 mila lire all'anno. Questo sto dicendoti, perché gli assistiti, dici, non protestano. Ma cosa vuoi che protestino i vecchietti? Quando arriva l'assegno sono contenti; cosa importa a loro della lettera o della non lettera, cosa ne sanno quelli che tu spendi un milione e 600 mila lire all'anno, piuttosto questo milione e 600 mila lire all'anno, anziché in lettere e francobolli e cose inutili, daglieli a questi vecchietti che ne hanno bisogno, quello sì.

Io quindi dico all'Assessore Mappelli di risolvere il problema in questo modo, di stabilire una data fissa. Parlavi delle disponibilità di cassa, eccetera, ma, a sentire l'Assessore Bordon, state navigando nei miliardi, no? E quindi qual è la difficoltà? Cosa sono queste storie? Allora, o tu ci racconti delle balle o ce le racconta Bordon, io penso che ce le raccontate tutti e due. Ad ogni modo, concordate, stabilite la data, fate pervenire i fondi entro quella data e non avrai più bisogno di mandare delle lettere, di occupare delle dattilografe, di dare del lavoro ai postini e tutto quello che ne segue e saranno dei soldi risparmiati.

Fosson (U.V.) - Je pense que ce que je voulais dire a déjà été dit par le Conseiller Manganoni maintenant et alors je ne voudrais pas me prolonger. Je trouve seulement étrange que l'Assesseur Mappelli dise que, pour des exigences de budget et pour des exigences administratives, on ne peut pas fixer une date fixe pour payer les pensions. Il y a une loi, on sait combien on doit payer, on peut très bien fixer la date sans envoyer ces lettres en faisant ainsi des économies. Nous avons plusieurs fois désapprouvé ce système et nous devons le désapprouver encore une fois. Nous devons faire une recommandation à l'Assesseur Mappelli: de suivre une autre ligne, parce que celle-ci ce n'est pas seulement une mauvaise figure faite par l'Assesseur Mappelli, mais c'est une mauvaise figure faite par l'Administration régionale et par toute la Vallée d'Aoste en envoyant une lettre chaque mois pour aviser qu'il y a la pension, qu'on a envoyé les chèques directement à la Commune. Ce n'est pas la question de mettre la signature de l'Assesseur Mappelli ou de ne pas mettre de signatures, c'est le système que nous ne pouvons pas approuver. À part qu'on fait une économie et les économies on les fait aussi dans les petites choses, ceci c'est de l'argent gâché et, à un certain moment, on fixe une date et pour cette date on donne la pension. Si on ne peut pas le faire pour le 15 du mois, il sera pour la fin de mois, mais on établit une date et à cette date on paye.

C'est une pension qui vient à travers une loi, ce n'est pas une contribution que l'Administration régionale donne: c'est une chose qui recourt chaque mois et ce serait la même chose si la Previdenza Sociale qui paye les pensions chaque mois envoyait une lettre à celui qui reçoit la pension pour dire: "allez à la poste pour retirer le chèque". Une fois que la pension a été établie, elle est payée régulièrement chaque mois. D'autre part, à travers cette lettre qui a été lue, on ne fixe pas une date, on dit seulement: "abbiamo trasmesso gli assegni al Comune". La Commune doit faire une autre lettre pour dire: "venez le tel jour a ritirare l'assegno". Je ne voudrais pas me prolonger sur ce point, mais ici je voudrais vraiment que l'Assesseur Mappelli comprenne l'énormité de cette question et ne la comprenne pas seulement l'Assesseur Mappelli, mais la comprenne la Junte entière. Ici maintenant nous ne faisons par une question de signature ou pas à ces lettres: ici il y a une économie à réaliser et on doit la réaliser et, à part tout, c'est un système qu'on doit changer.

Je voudrais seulement demander à l'Assesseur Bordon sur les données qu'il a lues avant s'il pouvait me préciser dans les prévisions, previsione dell'entrata, donc il y a le quote fisse, quote variabili, articolo 12, Casinò di Saint Vincent... je voudrais avoir le chiffre qui a été dit global avec les autres choses, mais je ne voudrais pas... tant pour le retenir bien, sur les bacini montani, territori... piano verde, quel est le chiffre précis de cela?

Mappelli (D.C.) - Moi je n'ai rien de contraire à donner un coup d'œil pour voir si c'est possible, mais naturellement la modification de cette procédure pourrait poser des questions particulières à nos vieillards... eh bien, on continuera à faire comme on a fait jusqu'à maintenant; cependant, cela ne veut pas dire que je ne regarderai pas. Croyez-moi, je vous dis que je n'ai pas aujourd'hui des détails sur cette question, mais dans une année... eh bien, on n'a pas deux mêmes mois qu'on a envoyé l'argent le même jour et parfois même pas la même semaine... parce qu'il y a des difficultés pour avoir toujours les mandats, et cetera.

Bancod (U.V.) - Vorrei chiedere all'Assessore Mappelli che ha parlato degli invalidi civili: quanti ricorsi ci sono giacenti su questi casi qua? Pare che ci siano molti ricorsi e tanti di questi invalidi aspettano, sarà per poco, però aspettano e sarebbero contenti di avere una risposta. Assessore Mappelli, insomma, questa è una questione da regolare, perché sono già parecchi anni che questi ricorsi sono giacenti.

Mappelli (D.C.) - Certo i ricorsi sono moltissimi e il motivo per cui è stata ritardata la definizione di questi ricorsi è che la Commissione è impegnata a ripassare tutti gli invalidi civili già ammessi a questa legge per poterli scaricare al Ministero. Pertanto tutti i ricorsi sanitari che noi abbiamo non li abbiamo potuti definire perché la Commissione è impegnata a rivisitare una seconda volta già quelli ammessi con la nostra legge per poterli scaricare al Ministero. Questo comporta circa 700-800 visite, anche se con tutta la buona volontà... però occorre, logicamente, andare in tutti i Comuni della Valle d'Aosta - ed è stato già fatto per circa i 2/3 - per poter accelerare i tempi e scaricare questi invalidi civili che sono già ammessi qui che devono essere rivisitati al Ministero.

La Commissione pertanto, avendo dovuto rivisitare questi, ha dovuto sospendere con le altre visite relative ai ricorsi, ma non solo i ricorsi, le dirò di più: sono sospese anche le nuove domande, perché, logicamente, due giorni alla settimana questa Commissione deve recarsi in ogni Comune della Valle d'Aosta a visitare e noi, malgrado tutto, ci conviene insistere in questa direzione per poter recuperare maggior soldi possibili nei confronti del Ministero, scaricando questi invalidi al Ministero. Per poter far questo, le nostre informazioni, le nostre visite e tutto il fascicolo della Regione non è valido: bisogna compilare moduli nuovi, effettuare visite nuove con una Commissione nuova, anche se poi, nella realtà, i componenti la Commissione, ad esempio, il Presidente, è nella stessa persona, perché di medico regionale ne abbiamo solo uno... Indipendentemente da questo, però io le posso assicurare, Consigliere Bancod, che nel giro di alcune settimane, forse anche un mese-un mese e mezzo, la situazione verrà sbloccata, riusciremo a scaricare al Ministero, dopodiché riprenderemo di nuovo il ritmo normale...

Bancod (U.V.) - ... che ci sia anche molto lavoro, ma deve ammettere che gli invalidi civili sono generalmente vecchi e quindi certe volte il ricorso viene già belle esaminato, perché se ne vanno, quindi quello è già belle accantonato.

Benzo (D.C.) - C'è qualcun altro che vuol prendere la parola sulla discussione generale, prima che riprenda la parola l'Assessore Bordon? La parola all'Assessore Bordon.

Bordon (D.C.) - Stavo parlando di esercizio provvisorio e l'impostazione data dal Consigliere Germano alla quale io vorrei rispondere bene, perché è giusto, perché quella è proprio seria... il Consigliere Germano è poi passato a parlare della storia dei libretti. Ora, io non so cosa abbia inteso dire l'amico Mappelli quando ha fatto cenno alle difficoltà di bilancio, non credo che abbia voluto dire difficoltà di bilancio come pagamenti, perché è una cosa ben comprensibile.

L'Assessore alle Finanze, fra le altre cose, come cireneo, ha anche questa fortuna: generalmente gli uffici competenti predispongono una delibera e la portano in Giunta. Supponiamo che la delibera passi lunedì, se l'interessato si presenta martedì a chiedere la competenza all'Assessorato che ha predisposto la delibera, all'Assessorato gli dicono che la delibera è già stata passata alla finanziaria; anche se essa, invece, deve andare ancora al Coordinamento. Questa è ormai diventata una piccola abitudine - ogni tanto ce lo diciamo fra noi Assessori -, però per la tranquillità dei Consiglieri - perché tutto il resto non conta -, mi permetto di ripetere che difficoltà di bilancio non ce ne sono, e penso che l'Assessore Mappelli potrebbe precisare quello che ha voluto dire, perché difficoltà di bilancio per il pagamento delle pensioni, grazie a Dio, non le abbiamo mai avute; saranno difficoltà burocratiche, saranno difficoltà nel predisporre le deliberazioni, saranno difficoltà di impostazioni, ma, grazie a Dio, come abbiamo sempre pagato gli stipendi, abbiamo sempre pagato gli impegni che la Regione ha preso....

Naturalmente, il nostro amico Manganoni ha tirato fuori una grossa parola sostenendo che qui c'è della gente che racconta delle bubbole, le definisco così. Io penso che qui dentro, se c'è qualcuno che racconta delle bubbole ogni tanto, non sono né Mappelli, né Bordon, ma sono altri: si direbbe quasi che all'amico Manganoni spiaccia che noi stiamo, come dice lui - che purtroppo non è vero - navigando nei miliardi. È indubbia una cosa, Consigliere Manganoni: è indubbio che noi non navighiamo nei miliardi, ma vi possiamo dire che, mentre nel 1965 il vostro bilancio era di 10 miliardi 408 milioni, il nostro nel 1967... e non vi dico ancora qual è nel 1968, perché i soldi non li abbiamo ancora in tasca, ma il 1967 lo abbiamo in tasca e contro i vostri 10 miliardi e 400 milioni noi siamo arrivati a 15 miliardi e 853 milioni, quindi non è che navighiamo nei miliardi, ma qualche miliardo in più c'è.

Che cosa dovrei aggiungere? Riallacciandomi a quanto vi ho detto prima, vengo alla esposizione dell'amico Germano e lo ringrazio anzitutto delle espressioni che ha avuto nei miei riguardi, per il mio modo di esporre, perché queste espressioni di cordialità io le ricambio a lui, specialmente in quest'atmosfera natalizia, perché bisogna dare atto che, in linea di massima, i problemi impostati dal Consigliere Germano sono giusti, sono trattabili, si possono discutere, anche se lui li vede in un modo diverso da quello che possiamo vederli noi.

Piccola precisazione: l'amico Germano dice stupito, e lo dico in senso buono: "qual è il collegamento dell'esercizio provvisorio con la crisi di Governo?... e allora io sono un povero illuso". Senti, Germano, io nel mese di luglio, quando abbiamo ripreso le trattative per il riparto fiscale sulla base della vostra proposta, speravo di arrivare a qualche cosa a settembre-ottobre e se non ci fossimo sentiti dire che la proposta era inattuabile, forse, dico: forse - sempre quella illusione che dobbiamo avere in cuore - ci saremmo riusciti, avremmo impostato il bilancio con il nuovo riparto. Prima osservazione su quella che sembra un'enormità, perché è indubbio che, per poter fare un bilancio con riparto, bisogna avere il riparto in mano, bisognava sapere se potevamo impostare il bilancio come prima o dargli un nuovo aspetto.

Seconda cosa: "gli uffici sono quelli che sono". Consigliere Germano, quando fai queste battute, lo fai tanto per dirle, perché, insomma, l'Ufficio noi sappiamo perfettamente che va avanti come può: noi abbiamo un Ufficio di Finanze, dove effettivamente il lavoro è enorme: ci sono 22-23 mila mandati all'anno, ci sono ventidue miliardi all'anno di movimento. Inoltre avevamo il Ragioniere Capo che doveva prepararsi per fare il concorso e che avrebbe voluto sei mesi di aspettativa per potersi preparare. Io l'ho pregato a strappi di cercare di andare avanti, come ha fatto e vedete che la differenza non è molto grave.

Io non ho voluto la programmazione? Consigliere Germano, io ti prometto che il giorno in cui ti verrà attuata la programmazione e vi si darà corso, io ti offro un pranzo, sai perché? Perché non ci sarà nessuno più tranquillo dell'Assessore alle Finanze, perché ha avuto il dovere di arrivare, come ha già fatto in parte ultimamente e dire: "Signori belli, io qui vi ho portato 18-19 miliardi", la Giunta si è data da fare con l'aiuto di tutti e siamo arrivati con questo bilancio. Per me, se volete dare una nuova impostazione, niente di più gradito... sarà quella che è e verrà divisa fra i vari Assessorati, in base al piano fissato dalla Programmazione. Per quanto mi concerne, la programmazione più presto arriva meglio è, perché certamente non avrò da fare queste discussioni.

Quarta cosa: la preoccupazione sulle uscite da noi autorizzate. Effettivamente dice bene: quando c'erano dieci miliardi, certamente non c'era la possibilità, in un esercizio provvisorio, di correre il pericolo di vedere spendere male 5 miliardi, è giusto. Anche su questo, però, per quei Consiglieri che vogliono obiettivamente guardare questo provvedimento, ho detto all'inizio che il bilancio lo avremmo portato forse in gennaio; chiediamo i tre mesi perché proprio ancora stamattina, lo ripeto, il Segretario generale mi diceva: "guarda che ci vuole già un mese per il visto". Vi diciamo con tutta tranquillità che è nostra intenzione portarvelo entro la fine di gennaio, o i primi di febbraio, si tratta quindi di un mese. Consigliere Germano, trascorri quindi le feste natalizie e di fine anno con la massima tranquillità, perché non credo che possa essere questo a toglierti il sonno.

Naturalmente che cosa vi dovremmo aggiungere? Vi dovremmo aggiungere che se avessimo potuto avere il riparto fiscale, eccetera, allora sì che avremmo potuto impostare un bilancio diverso. Ve l'ho detto prima: ma noi col riparto nuovo, se riusciremo ad avere i 10 miliardi, i 10 e mezzo, gli 11, tale cifra non corrisponderà a niente altro che a quello che suppergiù abbiamo adesso con l'articolo 12. Naturalmente vi dichiaro che questo riparto lo stiamo mandando avanti, è inutile ribadire sempre la stessa cosa, perché, se agli effetti politici vogliamo pescare l'acqua nel mortaio, continuiamo pure, ma questo non ci tocca. Ripeto, quindi, a tutti che, entro la fine di gennaio, o i primi di febbraio, perché non si può mai prevedere con precisione, ma se non sbaglio, adesso avremo la grande sventura di avere due Consigli regionali al mese: uno alla prima quindicina, uno alla seconda. Il bilancio verrà quindi in discussione, se non al Consiglio della seconda quindicina di gennaio, a quello della prima quindicina di febbraio.

Due cose, due rimproveri che accetto in parte, ma che desidero precisare: l'elenco dei famosi 62, Consigliere Germano. Dico che questo elenco è stato compilato: ho ritenuto - e ho fatto una volta tanto cosa saggia - di portarli in Giunta. In Giunta, sul prospetto che io avrei dovuto consegnare a te e ad altri Consiglieri, gli Assessori interessati, tutti qui presenti, hanno riscontrato degli errori; figuravano delle date di assunzione che, secondo loro, non corrispondevano a quella esatta, e io che ci potevo fare? Forse che ce l'ho io l'elenco del personale? Ho preso questo elenco, l'ho rimandato indietro, pregando l'Ufficio competente di accordarsi coi vari Assessorati e correggere gli eventuali errori. Ditemi se potevo fare un'altra cosa.

Adesso mi diceva l'amico Colombo da me interpellato che da lui già sono andati, quindi state tranquilli anche dall'Assessore Balestri - credo che stiano facendo il giro - perché se c'erano degli errori, era giustissimo che non vi si desse la possibilità di discutere su delle cose inesatte.

Quanto al revisore dei conti, sei stato molto obiettivo come sempre. Ancora l'altro giorno, in piena Commissione, mi sono permesso di dire al Ragioniere Peretto: "ma, insomma, convoca, fa quello che dobbiamo fare, tanto più che ormai sono pronti". Io non ho altro da aggiungere.

All'amico Fosson vorrei leggere due dati - qui, per essere più preciso, perché, se non sbaglio, all'amico Fosson interesserebbe -: noi per il piano verde e per lo sviluppo della zootecnia abbiamo previsto 555 milioni; l'Assessore all'Agricoltura Maquignaz aggiungerà qualche cosa se c'è da precisare, perché io non so come sono distribuiti, ma va bene.

Per i territori montani e il centro-nord, che qui hanno chiamato così, noi abbiamo previsto 978 milioni. Al momento della discussione del bilancio io porterò tutti gli allegati, tutto quello che è necessario o se ti occorressero te li faccio già avere prima; e basta per quelle due voci, mi sembra che non ci sia altro...o se hai altro da chiedere... pardon? ...(voce del Consigliere Fosson)... no, i territori depressi sarebbero quelli che qui hanno chiamato, penso, territori montani e centro-nord... sì, è tutto compreso: sono 978 milioni, perché qui, in questa distinta che ho io ho soltanto le voci riassuntive, ma se vi occorressero, io vi faccio... Penso di aver detto quello che dovevo dire.

Manganoni (P.C.I.) - L'Assessore Bordon ha cominciato ieri e continua oggi a citare miliardi per dimostrare che, da quando c'è lui, da quando c'è la nuova Giunta, la Regione introita di più di quando c'era la Giunta precedente, ma, Assessore Bordon, quindi noi dovremmo dire: bravo Bordon, evviva Bordon, e dargli una bella patacca, come ricordo ai posteri.

Ora, ebbene, e se Bordon queste cose se le dimentica, volutamente, allora io gliele ricordo: quando c'era la Giunta Bondaz, e mi pare che c'era già Bordon Assessore alle Finanze ...(voci)... beh, dove diavolo fosse, era comunque in Giunta... il bilancio non era di dieci miliardi e rotti, come era, recentemente, quello della Giunta Caveri, ma era di sette-otto miliardi. Allora noi avremmo dovuto farci belli, come fa Bordon, dicendo: "ha visto noi da sette miliardi siamo passati a dieci, perché noi siamo più bravi, perché noi..." cioè tutte le autosviolinature che si sta facendo adesso l'Assessore Bordon.

Se andate a sfogliare i bilanci, voi vedrete che già i primi anni della Giunta Marcoz il bilancio era superiore a quello della Giunta Bondaz, ma questa è una cosa normale. Noi non ci siamo mai pavoneggiati con queste penne che non erano nostre; ciò che, invece, sta facendo oggi Bordon.

Ora, è naturale che i bilanci aumentino; perché tutti i bilanci aumentano? Prima di tutto c'è la svalutazione, quello che un vostro collega diceva molti anni fa, continua, seppur lenta, corrosione della moneta: è quella che io, in termini più semplici, chiamo svalutazione, quindi questo è un fatto che non potete negare.

Seconda cosa: c'è un maggiore carico dei tributi erariali sui cittadini italiani, e anche su quelli valdostani. Pertanto, dato che noi percepiamo una percentuale di quei tributi, naturalmente, aumentando i tributi, aumentano le entrate.

Assessore Bordon, quindi piantiamola di pavoneggiarci sempre dicendo: "io ho ottenuto più miliardi, voi meno miliardi", perché questo è sempre stato e, man mano che andremo avanti, anche l'Assessore che succederà a Bordon - io gli auguro di durare molto - potrà dire: "vedete, io sono bravo, ho incassato di più di Bordon". Perché? Perché è una via naturale per i fatti che vi ho esposto prima.

Allora, Assessore Bordon, piantiamola con queste sviolinature, che servono solamente per épater les bourgeois qui ne comprennent rien, ma chi capisce un minimo e ha un minimo di nozione di amministrazione queste cose le capisce. Non è vero, Bordon, che a me spiace se voi navigate nei miliardi, che poi hai detto tu stesso che non è vero; io vi ho solo detto di mettervi d'accordo, perché l'Assessore Mappelli parla di difficoltà di bilancio, tu dici: "nessuna difficoltà di bilancio", mettetevi d'accordo fra voi due, no? Non è che ci siano dei contrasti in questo caso fra l'opposizione e l'Assessore o la Giunta; ma fra due Assessori stessi. Io quindi vi direi: accordatevi prima di venire in Consiglio, no? Perché noi, naturalmente, quando dobbiamo assistere a queste contraddizioni così evidenti, ve le facciamo osservare e diciamo: "ma allora qui a chi dobbiamo credere, chi dei due racconta delle bubbole, uno dei due le racconta, no?". Io concludo dandovi lettura di ciò che dicevano i Consiglieri democristiani quando la Giunta del Leone presentava al Consiglio l'approvazione dell'esercizio provvisorio: vi leggo un passaggio, perché se ve li leggessi tutti, ne avrei da deliziarvi... Questo qualche volta andrebbe bene, perché voi siete portati a dimenticare con troppa facilità il passato e quanto dicevate; mi limito, per non farvi perdere del tempo, ad alcuni passaggi dell'allora Consigliere Dujany: "ritiene - si riferiva alla richiesta dell'esercizio provvisorio - che ciò denoti mancanza di serietà e di tempestività nella redazione e presentazione al Consiglio dei bilanci di previsione della Regione". Non so se avete capito, caso mai ripeto: "mancanza di serietà e di tempestività".

Ora, io vorrei dire all'Assessore Dujany, che forse è andato a prendere il caffè, se oggi, che ci troviamo esattamente nella stessa situazione, è disposto a ripetere le stesse osservazioni che allora faceva non a nome personale, ma a nome del Gruppo Democristiano, cioè le faceva anche a nome vostro. Adesso voglio chiedere a voi altri se siete disposti a ripetere queste cose, ad ammetterle; se siete coerenti con voi stessi, dovreste dire: "qui effettivamente siamo poco seri e per niente tempestivi".

L'allora Consigliere Dujany aggiungeva che non possono votare a favore perché temono - quindi tutti i Consiglieri democristiani, questo dimostra che non era personale questa dichiarazione, ma a nome del Gruppo - che il loro voto favorevole possa indurre la Giunta ad adottare come sistema un provvedimento legislativo che dovrebbe costituire un'eccezione. Bene, voi che dichiaravate questo nel 1964, siete disposti a ripeterlo oggi, che siamo nel 1968?

Mappelli (D.C.) - Per non creare degli equivoci, devo chiarire che io ho parlato di ragioni di bilancio, ma intendevo dire ragioni amministrative.

Bordon (D.C.) - Stavo scherzando con Manganoni, perché è ben giusto, sennò le sedute diventano un po' pesanti.

Qui avevo davanti a me due malloppi e a un certo momento, quando incominciò a parlare Germano, pensavo proprio: si tratta solo di invertire le parti. Io potrei servirmi di quel verbale, perché potrei ripetere quello che ebbero a dire gli Assessori alle Finanze miei predecessori, dicendo quello che ho detto oggi, perché la verità è questa.

Manganoni hai fatto bene a dirlo, però tu hai proprio un'ossessione di questo, perché l'altra volta tu hai già ripetuto le stesse parole - stavo cercando questo sul verbale - e se noi dovessimo portare qui il nuovo bilancio 1970... io ringrazio per l'augurio, forse non è un augurio molto molto piacevole, ma non ha importanza, è sincero, però arrivati a un certo momento ha sempre lo stesso pezzo e quindi è una cosa bella, ma è simpatica lo stesso.

Guarda, io penso che se tu fossi qui un giorno al posto mio, probabilmente io da quel posto direi la stessa cosa, perché ormai è inveterata questa abitudine, ma la sostanza dei fatti è ben altra.

Ora, qui che cosa ne è venuto fuori? Per quanto riguarda la differenza di bilancio, eccetera, stiamo navigando nei miliardi... Io per tua tranquillità - e non per il pavoneggiamento, perché tu e io siamo nati belli, non abbiamo bisogno di pavoneggiarci, non c'è niente da fare - ti dico che stiamo facendo uno studio, perché ce lo aveva chiesto il Consigliere Germano, e forse anche il Consigliere Caveri, di vedere un po' qual era stato questo aumento naturale per potercene servire anche nella trattativa sul riparto fiscale. Quando io avrò questo studio, quindi glielo darò al Consigliere Germano e lo porteremo qui in Consiglio e vedremo insieme se c'è stato o non c'è stato un aumento.

Germano (P.C.I.) - Io volevo riportare la questione sui binari che dovrebbero essere quelli che ci permettono un giudizio sull'esercizio provvisorio, sul bilancio approvato dalla Giunta.

Prima questione: l'Assessore Bordon ci ha detto: la crisi di Governo ci ha impedito di arrivare a ottobre a una conclusione che noi speravamo di poter arrivare a quella conclusione a novembre. Ieri ha detto: nella situazione attuale, speriamo febbraio-marzo, può anche darsi che sia aprile, non facciamo la questione del mese, ma l'importante è di sbloccare, per quest'anno, la revisione del riparto fiscale, ma allora perché non lo inseriamo nel bilancio, in modo di dare più forza alla trattativa?

Seconda questione: l'Assessore Bordon ha scansato un po', è scivolato d'ala, come si dice, quando si parlava della programmazione, dicendo: nessuno è più felice di me che ci sia la programmazione. Io lo comprendo che sarà felice quando ci sarà. Nell'analisi delle cause, però, io non dico che è colpa dell'Assessore Bordon: dico che è colpa della Giunta se, dal marzo dell'anno scorso, non ha nominato il Presidente e il Vice Presidente della Commissione di Programmazione, non ha fatto funzionare questa Commissione, non ha fatto distribuire il piano per la discussione in Consiglio. Non si è arrivati a una decisione in materia: si è voluto lasciare fermo perché si preferiva fare così. È questa la realtà; perché non va più bene la programmazione; ma questo non è l'addebito che io faccio all'Assessore Bordon personalmente, è un addebito collettivo che faccio alla Giunta, al Presidente della Giunta che era quello che doveva dirigere queste cose.

Infine, una terza questione: per essere proprio schematici, direi, di essere i più corti possibile. Noi abbiamo criticato come si spendono i denari, e qui si devono spendere 5 miliardi. Anche qui l'Assessore Bordon è scivolato d'ala, e forse perché io penso anche che, in alcune questioni, sia d'accordo con noi. Io penso anche questo, sono anche così indotto a pensare questo, però cosa facciamo per impedire che avvengano queste cose? Noi diamo l'autorizzazione e la Giunta continua su quella strada. Cosa facciamo per cambiare questo metodo di amministrazione, per aver un metodo di amministrazione che non ci faccia scivolare verso metodi di altre Regioni criticate, ma continui a mantenere quel criterio, quel giudizio che vi era sulla Valle d'Aosta? Perché questo si è verificato... abbiamo cambiato... Forse si può addebitare alla Giunta del Leone, in certi casi, una certa pitoccheria, una certa esagerazione; ma adesso si opera all'inverso, con una faciloneria, con una corsa ognuno per conto suo e non con un assieme, un collettivo che amministra con serietà, con dei propositi seri. È questo che manca alla Giunta e, secondo me, su questo terreno non si è voluti scendere, perché, quando l'Assessore Bordon afferma: "ha ragione di chiedere che i revisori dei conti si riuniscano, io l'ho detto al Ragioniere Peretto che li riunisca". No Assessore Bordon, è l'Assessore alle Finanze che deve convocare i revisori dei conti, sono i revisori dei conti che devono eleggersi il loro Presidente, cominciare il lavoro assieme agli uffici finanziari. Se non c'è l'iniziativa dell'Assessore alle Finanze, non è che io posso convocare gli altri due, o gli altri due possono convocare me: è l'Esecutivo che deve dire:" i conti sono a posto; venite, guardate, esaminate, fate le vostre osservazioni"!

È su questo terreno quindi che io vorrei riportare la discussione, perché, ripeto, non è un atto qualsiasi quello che facciamo nel votare questo disegno di legge, anche se sembra una cosa semplice, di tre articoli, anche se si dice bisogna farlo, così, perché l'Amministrazione deve continuare.

È un atto politico importante che noi facciamo; è un'autorizzazione che diamo alla Giunta di continuare su questa strada, senza nessuna contropartita, senza un impegno serio della Giunta a correggere determinate cose. Ormai non credo siano patrimonio della sola minoranza, sono patrimonio di tutti quelli che si sono interessati di queste cose; non c'è nessuno che accetta certi sistemi che sono venuti fuori qui nella discussione in Consiglio.

Non voglio riprendere la questione della lettera, perché è una questione, anche se conta, secondaria, ce ne sono altre più grosse. Mi si dice che tutti gli Assessorati fanno del cinema: non lo so se questo è vero, non ne abbiamo discusso, ne discuteremo, ma se fosse vero, o se ce ne fossero tre o quattro: cosa facciamo? Siamo diventati un club di cineamatori? Non so: ci vuole, secondo me, un determinato criterio nelle cose, altrimenti scivoliamo in un metodo, in un sistema di amministrazione che non è più serio, come finora per tutte le Giunte di qualsiasi colore che si sono succedute, il giudizio è sempre stato di amministrazione seria.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io non entro in merito allo strano modo con cui vengono recapitate le lettere dell'Assessore Mappelli, che preannunciano l'arrivo della povera pensione a favore dei vecchietti, anche perché ritengo che sia una considerazione che deve essere fatta a parte, vorrei però fare alcune considerazioni sull'esercizio provvisorio, che l'Assessore alle Finanze Bordon porta in visione ai Consiglieri per l'approvazione.

Ha già ampiamente illustrato il collega Germano quale può essere il motivo di questo disegno provvisorio, e cioè con questo dodicesimo che si delibera su un bilancio di 20 miliardi circa, questa disposizione per l'esercizio provvisorio ha raggiunto una cifra che si aggira sui 5 miliardi, giustamente, come diceva il Consigliere Germano, nessuno sa come questi miliardi verranno spesi. Questo è un modo per me corretto di agire sui soldi che sono dei valdostani e non vostri.

Io so che i piccoli Comuni devono approvare il proprio bilancio entro la data stabilita; se questo non avviene, questi piccoli Comuni sono oggetto di richiamo da parte delle Autorità tutorie della Regione. Vediamo, invece, che la Regione, ma più specificatamente la Giunta regionale, si concede questo spazio di tempo, per cui corrono ai ripari presentandoci il disegno di legge sull'esercizio provvisorio. Su questo io vorrei fare un'altra considerazione: ogni Assessorato, io penso, ha bisogno di sapere quale sia la somma a disposizione per sopperire alle varie richieste che provengono dai Comuni. L'Assessorato, per esempio, dei Lavori Pubblici, ha inviato, giustamente, una lettera alle Amministrazioni Comunali affinché redigano un piano di lavoro generale delle opere che intendono fare e il tempo a disposizione che si dà alle Amministrazioni comunali per far pervenire l'elenco delle opere, corredate giustamente dai vari progetti, è limitatissimo, per cui qualche Comune non riuscirà a presentare in tempo tutti i documenti prescritti.

Vediamo che, per finire, a causa della mancata presentazione del bilancio da parte della Giunta, con l'approvazione, in sua vece, dell'esercizio provvisorio, gli Assessorati saranno costretti a rimandare i finanziamenti per le opere che con tanta sollecitudine erano state richieste dai Comuni.

Per me, ripeto, questo quindi è un modo poco corretto di procedere per una sana amministrazione dei soldi del popolo valdostano, ma forse non è giusto che i singoli Assessorati non possano mantener fede agli impegni; io penso che loro li porteranno avanti. In questo modo, però, arriveremo di nuovo qui ad approvare delle opere già fatte, com'è stato in passato e anche questa per me non è una cosa seria. In questo modo si continuerebbe a scavalcare i poteri e i doveri del Consiglio.

Fosson (U.V.) - Io non vorrei ripetere quello che è già stato detto e, contrariamente a quanto ha voluto sottolineare il Consigliere Manganoni, io capisco anche la necessità di presentare l'esercizio provvisorio. Certamente, lo spunto che ha avuto il Consigliere Manganoni era quello di far notare all'Assessore Dujany, che allora parlava a nome della Democrazia Cristiana, che la mancanza di serietà e di tempestività che veniva a noi imputata oggi potrebbe essere riversata su di voi; ma io non voglio dire che è mancanza di serietà e di tempestività quella di presentare un esercizio provvisorio, perché sappiamo cosa vuol dire l'Amministrazione, sappiamo anche cosa vuol dire l'esigenza di presentare un esercizio provvisorio.

Dall'esame delle cifre che sono state fornite dall'Assessore Bordon, io devo, però, senz'altro concordare con quanto ha già rilevato il Consigliere Germano, nel senso che si dà di nuovo in questo esercizio provvisorio un'impostazione analoga a quella di questi anni passati che noi avevamo già discusso ampiamente in quest'aula per cui noi eravamo contrari. Eravamo contrari all'impostazione dell'articolo 12, ad esempio. È stata approvata questa impostazione negli anni scorsi per gli esercizi provvisori, per i bilanci degli anni scorsi e l'Assessore Bordon ha difeso questa impostazione. Noi continuiamo a essere di parere contrario e l'abbiamo già esposto allora e non vogliamo ripetere oggi tutto quello che è stato detto allora. La situazione però quest'anno è cambiata perché voi stessi intendete presentare una legge sulla ripartizione delle entrate. Questa legge, mutilata o cambiata, ridotta, come vorrete, però dovrebbe essere la base per l'impostazione del nuovo bilancio di previsione del 1969, perché se questa legge non la si prende a base, sia pure quella che voi volete presentare, sulla quale noi non concordiamo completamente...

Ora, proprio dovendo passare all'esercizio provvisorio e dovendo, quindi, impostare il bilancio che dovrà già servire per questi primi due-tre mesi di funzionamento del 1969, su una base diversa, qui, scusatemi, ma vuol dire che neanche voi pensate a una soluzione del problema della ripartizione delle entrate e, quindi, a una revisione del riparto fiscale. Allora, noi abbiamo tutti i nostri dubbi, perché allora tutte quelle parole, tutte quelle assicurazioni che vengono date in questa aula... noi non diciamo che queste assicurazioni le vogliamo prendere esatte alla lira, ma almeno dovremmo poter contare sulla nuova impostazione, perché se partite già col principio di non poter usufruire di questa nuova impostazione, allora, scusatemi, ma tutto quello che si dice qui dentro è l'opposto di quello che poi si vuole fare.

Io volevo quindi solo rilevare questa contraddizione, perché, in questo momento, in cui viene o voi trattate su un nuovo riparto, avendo già discusso in Commissione un disegno di legge, dovreste almeno riportare questo principio nell'impostazione del bilancio e non solo nell'impostazione del bilancio di previsione del 1969, che avremo poi tempo di discutere quando lo presenterete al Consiglio, ma questa stessa impostazione dovrebbe già essere data a quel bilancio che voi avete allegato o avete deciso in Giunta per chiedere l'esercizio provvisorio. Questa mi sembra che sia una cosa che doveva essere rilevata.

Dolchi (P.C.I.) - È una breve questione formale, ma di notevole importanza, penso, non fosse altro che perché rappresenta un precedente.

Ieri il Presidente del Consiglio, direi con una certa solennità, ci ha richiamato alla necessità per lui di ottemperare nelle sue funzioni al disposto dell'articolo 97 del Regolamento, che recita: "I disegni di legge, i regolamenti e le questioni di ordine generale di cui debba essere investito il Consiglio sono dal Presidente del Consiglio regionale sottoposte all'esame della Commissione e delle Commissioni competenti in materia". Mi trovo quindi nell'obbligazione di fare rilevare sia al Consiglio, sia alla Presidenza che questo disegno di legge, poiché proprio di un disegno di legge si tratta, non è stato, come vuole l'articolo 97, sottoposto all'esame della competente Commissione, cioè la Commissione Affari Generali e Finanze. Ancora una volta, ci si richiama in alcuni casi al Regolamento, ma il Regolamento stesso non si applica nella sua integrità.

Benzo (D.C.) - È mio dovere rispondere al Consigliere Dolchi, data l'assenza del Presidente del Consiglio, non potendo, quindi, dare delucidazioni maggiori in ordine a quanto il Presidente del Consiglio poteva o non ha potuto fare. Mi pare risultare evidente, da quanto ha detto la Giunta, che esiste una difficoltà proprio inerente alla presentazione di questo esercizio, non solo ma anche alla urgenza di poter addivenire, nei tempi previsti per l'approvazione anche da parte della Commissione di Coordinamento, alla presentazione e all'approvazione dell'esercizio provvisorio stesso.

Qualcun altro chiede la parola?

Bordon (D.C.) - Signor Presidente, come ho detto ieri, io penso che sia un atto di scortesia il non prendere la parola, ma io non vorrei continuare perché penso d'aver già risposto e di aver spiegato nei limiti di quello che, modestamente, ero capace di fare. Vorrei quindi solo puntualizzare alcune cose che ho segnato qui.

Incomincio dal Consigliere Dolchi, sulla questione formale ha risposto lei, non è compito mio rispondere. Vorrei soltanto dirvi però che si deve tener conto effettivamente di questa urgenza, di tanti fattori che sono venuti fuori e che è inutile elencare qui; però, per la tranquillità del Consigliere Dolchi, preciso che noi abbiamo seguito la prassi consolidata: tutte le volte che è stato richiesto l'esercizio provvisorio è stato portato in Consiglio in questo modo. Tanto, guardate, qui noi stiamo sempre girando intorno a un ostacolo: andiamo a vedere di spaccare il capello in quattro, sappiamo che se non passa l'esercizio provvisorio, l'Amministrazione regionale rimane ferma; avete voi l'interesse che rimanga ferma? No, come non l'avevamo noi quando lo portavate voi. È la stessa cosa per la stessa durata di tempo: basta rileggere qui questi atti, sono stati detti da voi oggi, li ripetevamo noi ieri e alla fine si è votato ed è questo il risultato al quale noi dovremo arrivare.

Fatta questa premessa della quale potevo fare benissimo a meno, vorrei soltanto riprendere - io mi auguro per l'ultima volta per me - la chiacchierata del Consigliere Germano. Siccome però qualche volta si insiste nel voler farmi dire delle cose che non ho detto e si vuole ribattere certe impostazioni per uso, consumo proprio, politico, ripeto, anche se diventerò noioso a tanti, che qui nessuno è contrario alla programmazione. Qui, quando si parla della programmazione e mi si dice dall'aprile dell'anno scorso, io penso che ci sia un lapsus, perché non è dall'anno scorso, è dall'aprile 1968, da giugno, da maggio, da quando ci sono state le elezioni. Se quindi certe cose non sono venute fuori siamo tutti qui per aiutare, per augurarci che vengano fuori al più presto possibile, per cui la paternità di questa programmazione non è del Consigliere Germano più che di altri Consiglieri.

Seconda cosa: io ve l'ho detto per averlo esposto in Giunta, per averlo esaminato con gli Assessori e, anche se non concordiamo con i Consiglieri Fosson e Germano, noi non abbiamo ritenuto di porre la questione del riparto fiscale su questo bilancio, perché se poi non passava questo riparto con quella speranza e quella celerità auspicata... noi mettendo, caro Fosson, il riparto nel nostro bilancio, potremmo trovarci in difficoltà per la chiusura del bilancio, non per la previsione. Secondo noi, pertanto, il riparto dovrà essere portato al momento opportuno, vi dicemmo allora che la vostra soluzione contro la nostra proposta dell'articolo 12 era opinabile, ve lo diciamo anche oggi. Noi abbiamo però un conforto: quello che questo famigerato articolo 12, che voi sostenevate non avrebbe dato nessun risultato positivo alla Regione, ma nel 1966 per mezzo anno ci ha dato un miliardo; nel 1967 ce ne ha dati due, nel 1968 speriamo che ce ne dia due e mezzo, se non tre. Queste vostre battute pertanto noi le accettiamo di buon grado, ma, grazie a Dio, siamo confortati dai risultati avuti, per cui questa scelta, da voi considerata infelice, a noi ha dato dei dati che risultano positivi, perché, fino a prova contraria, i miliardi non sono delle noccioline, ma sono miliardi. Noi quindi vi ripetiamo che non abbiamo ritenuto di portare l'impostazione del riparto nel bilancio del 1969 perché riteniamo che la questione sia ancora per quest'anno da portare avanti con l'articolo 12.

Signori, ve l'ho detto prima: le idee sono opinabili, voi eravate maggioranza, noi minoranza; voi impostavate i problemi come meglio ritenevate e in questo momento lo facciamo noi. Noi veniamo qui, vi sottoponiamo le nostre impostazioni, ogni tanto abbiamo la fortuna, se non la capacità, di arrivare con dei dati di fatto portandovi delle cifre, non delle bubbole e, a un certo momento, noi altro non possiamo aggiungere.

Naturalmente, ritornando alla storia del riparto, pensate un po': voi sapete che il riparto viene avanti con determinate percentuali, vengono versate alla Regione attraverso l'arco dell'anno in base al ruolo delle imposte i determinati proventi. Se noi impostassimo il riparto completamente sfasato, quindi ditemi voi su che cosa li prenderemmo questi denari, ma su questo punto, Signori Consiglieri, almeno quelli di maggioranza, non debbono preoccuparsi, perché è logico che il dibattito avvenga sempre in questo modo.

Qui si dice: "noi, a un certo momento, abbiamo notato come si spendono". Io su questo punto mi sono permesso di dirlo prima e qualche volta anche in Giunta naturalmente l'Assessore alle Finanze fa presente determinate cose, ma qui non siamo in sede di discussione di bilancio. Su un foglio che io ho qui da diverso tempo, però, per esempio, vi sono delle note sul bilancio di previsione del 1969, ma, naturalmente, su quello che dice il Consigliere Germano esagerando, ed è giusto che faccia così, perché se io fossi all'opposizione, avrei fatto la stessa cosa e continuerei a farlo... per determinate cose sono d'accordo con lui; per esempio: quando noi qui dentro facciamo delle leggi con le quali prevediamo una spesa di 70-80 milioni o 100 milioni, poi ci troviamo sul groppone 400-500 milioni; quando noi abbiamo un contributo per costruire un ospedale geriatrico di 600 milioni e invece facciamo fare dei progetti che arrivano a 1 miliardo e 200 milioni, 1 miliardo e 300 milioni; ma tutte cose che io vi dirò qui, perché non vengo qui a fare il censore né il Quintino Sella, come mi chiama l'amico Benzo, io vengo a dirvi quello che le competenze del mio Assessorato mi obbligano a dirvi, poi ognuno fa quello che vuole.

Io quindi ringrazio il Consigliere Germano quando fa queste critiche, perché tante ne facciamo anche noi; in Giunta non siamo lì per avallare tutto quello che deve passare, d'altronde non è che si portino in Giunta delle cose che non vanno: sono valutazioni che qualche volta una persona sente in un modo e un'altra sente in un altro. Sulla critica, per quanto riguarda le spese che tu hai fatto prima, io quindi penso che ci sia un po' di esagerazione, ma in tutte le Amministrazioni ci sono delle lacune e, se c'è qualche cosa che non va, con la collaborazione di tutti, e con la critica, si cercherà di risolverla. Naturalmente avrei altri appunti, ma non ho più voglia di andare avanti.

Il Consigliere Tonino lo guardiamo sempre con particolare simpatia. Ti fa piacere questo? Dimmi di sì, perché sennò mi demoralizzo... perché è arrivato, è un po' l'ultimo della nidiata qui dentro... e allora viene fuori con delle illustrazioni che sono fatte bene, anzi io mi compiaccio perché vorrei avere io l'abitudine di mettere tutto per iscritto, perché colui che scrive ci riflette di più, è più facile leggere, quello che è scritto è molto ponderato, perché a uno che parla a braccio, qualche volta gli può anche scappare un'esattezza, invece colui che scrive, ci riflette molto.

Il buon Tonino ripete quello che ha detto Germano, quello che ha detto l'opposizione: che noi travalichiamo questo, che noi travalichiamo quello, che non rispettiamo l'elettorato e la popolazione valdostana facendo questo.

Il Consigliere Tonino non mi ha citato la Bassa Valle perché sa che sono di Pont Saint Martin, quindi questo non me lo può dire; è arrivato però a un altro risultato: a un certo momento ti potremo anche dar ragione. Guarda io ti manderò in omaggio... no, te lo impresto, perché qui c'è scritto: "ultima copia", è sempre l'ultima copia... ma, io ti presterò questo libro e tu lo leggerai e vedrai che quello che hai detto tu oggi lo diceva Bordon ieri. Te l'ho già ripetuto: sono sempre le stesse storie, dove la verità è che le esigenze del bilancio qualche volta non si possono mandare avanti come si vogliono, e l'esigenza della vita amministrativa della Regione deve andare avanti per forza. Tutto quello che hai detto tu quindi lo dicevo io e lo dirò io a te il giorno in cui sarai qui.

Detto questo, una preoccupazione tua che hai corretto in parte è il sostenere che gli Assessorati non sanno quale sarà la spesa. Non è vero: gli Assessorati sanno qual è la spesa già, perché tu ti sei corretto dopo e hai detto bene, perché nel loro ammontare non è che sappiamo solo il periodo di esercizio provvisorio, hanno già il loro stanziamento nell'interno del bilancio. Poi il Consiglio, che è sovrano - e anche tu - dirà all'Assessore Balestri: "invece di mettere "X" milioni per scavare le vecchie pietre, mettili per fare questo"; il Consiglio lo deciderà, ma l'importo c'è, quindi questa preoccupazione non la devi avere.

Al Consigliere Fosson ho già risposto, perché ha parlato dell'articolo 12; io mi sono già permesso di dire al Consigliere Germano qual era il nostro punto di vista e non se l'abbia a male, Consigliere Fosson, io mi ricordo... e se ci divertiremo, lo faremo quando approveremo, quando discuteremo il bilancio di previsione, perché oggi non è il caso... ma io rileggerò tante cose che sono state dette contro l'articolo 12 e mi auguro di poter portare qui i risultati non solo del 1966 e 1967, ma anche quelli del 1968 e vedrete che questo famigerato articolo 12 ha dato dei miliardi. Ciò non è sufficiente: c'è una contraddizione in quello che ha detto il Consigliere Fosson e lo voglio rilevare, ma è strano - me lo faceva rilevare l'Assessore Dujany - il Consigliere Fosson dice: "ma voi siete qui a impostare sull'articolo 12 eppure volete portare avanti il riparto". Lo abbiamo sempre sostenuto anche quando voi dicevate: "non volete mandare avanti il riparto". leggete i verbali vecchi. Noi impostiamo il bilancio ancora quest'anno così, perché riteniamo che questa sia la strada migliore per poter avere questi denari, come li abbiamo avuti, perché se noi non ottenessimo il riparto, se il riparto dovesse tirare alla lunga, come purtroppo sappiamo che può tirare alla lunga, non credo che questa sarebbe una soluzione buona.

Noi quindi abbiamo ancora impostato così il 1969 e ci auguriamo di poter impostare il 1970 con il riparto.

Dolchi (P.C.I.) - Solo una parola. Voglio solo precisare, in merito alla precedente eccezione formale, che mi sembra abbastanza importante, che in seguito alle risposte avute, devo dedurre che, secondo l'Assessore Bordon e la Presidenza, il motivo di urgenza giustifica la non applicazione dell'articolo 97 del Regolamento. Comunque può esistere per l'urgenza di un disegno di legge, perché non faccio la questione dell'esercizio provvisorio, faccio la questione che questo è un disegno di legge e quindi come tale doveva essere sottoposto al parere della Commissione... dico può esistere per l'urgenza, l'eccezione, la deroga, cioè l'esclusione dell'esame della Commissione consiliare.

Benzo (D.C.) - Io ritengo che lei, Consigliere Dolchi, abbia leggermente travisato le mie parole e il mio pensiero. Mi sono espresso in questi termini: non conosco quali sono stati i motivi per cui il Presidente del Consiglio non ha sottoposto questo disegno di legge all'esame della Commissione consiliare competente. Ritengo, da quanto ho potuto sentire dalla Giunta e da quanto io stesso personalmente posso dedurre, che questa non presentazione, questo passaggio non avvenuto del disegno di legge sull'esercizio provvisorio alla Commissione consiliare sia stato determinato da questi motivi. Non che con questo, sia ben chiaro, per quello che mi compete nelle funzioni che oggi esercito, io voglia assolutamente dire che venga a mancare la validità dell'articolo 97.

Il Regolamento del Consiglio va rispettato integralmente e, quindi, di queste cose mi farò portavoce al Presidente del Consiglio oggi assente.

Dolchi (P.C.I.) - Io non voglio prolungare questa discussione, vorrei solo che il Consiglio prendesse atto che questo disegno di legge non è stato sottoposto al preventivo esame della Commissione.

Benzo (D.C.) - Ciò che effettivamente è avvenuto: questo è un fatto, quindi non è questione...

Se ci sono altri interventi prima di chiudere la discussione generale, sennò dichiaro chiusa la discussione generale sul disegno di legge per l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio preventivo della Regione per il primo trimestre dell'anno finanziario dell'anno 1969. Passiamo, quindi, all'esame degli articoli, a meno che qualcuno voglia fare prima la dichiarazione di voto, sennò lo facciamo dopo.

Germano (P.C.I.) - Sugli articoli ci asterremo, perché non abbiamo avuto le spiegazioni richieste e perché il disegno di legge non è andato in Commissione. Esprimeremo, invece, un voto sul complesso della legge.

Benzo (D.C.) - Dichiaro chiusa la discussione generale e invito i Consiglieri a votare i singoli articoli.

Articolo 1

Esito della votazione:

Consiglieri presenti: 33

Votanti e favorevoli: 18

Astenuti: 15

Il Consiglio approva.

Articolo 2

Si dà atto che il Vice Presidente BENZO fa presente che dall'Ufficio della Segreteria Generale è stata fatta notare la necessità di un emendamento aggiuntivo all'articolo 2, dove si dice: "Le approvazioni e gli impegni di spesa durante l'esercizio provvisorio non potranno superare mensilmente un dodicesimo dell'importo delle spese previste nei vari capitoli di spesa del progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1969, deliberato dalla Giunta regionale". Prima delle parole "e da sottoporre alla successiva approvazione del Consiglio Regionale" occorre aggiungere la seguente dizione: "in data 20 dicembre 1968".

Prego i Consiglieri regionali di prendere nota di questa correzione.

Esito della votazione:

Consiglieri presenti: 33

Votanti e favorevoli: 18

Astenuti: 15

Il Consiglio approva.

Articolo 3

Esito della votazione:

Consiglieri presenti: 33

Votanti e favorevoli: 18

Astenuti: 15

Il Consiglio approva.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Consiglieri presenti: 33

Votanti: 33

Favorevoli: 18

Contrari: 15

Il Consiglio approva il sottoriportato disegno di legge n. 21.

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Disegno di legge regionale n. 21

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Legge regionale .................... n. ....: "AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE PER IL PRIMO TRIMESTRE DELL'ANNO FINANZIARIO 1969".

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

È autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1969 fino a quando sia formalmente approvato ed applicabile, - con la promulgazione e pubblicazione della relativa legge regionale di approvazione -, il bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario stesso e, comunque, non oltre il 31 marzo 1969.

Art. 2

Le approvazioni e gli impegni di spese durante l'esercizio provvisorio non potranno superare mensilmente un dodicesimo dell'importo delle spese previste nei vari capitoli di spesa del progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1969, deliberato dalla Giunta Regionale in data 20 dicembre 1968 e da sottoporre alla successiva approvazione del Consiglio Regionale.

Art. 3

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4, ed entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.