Oggetto del Consiglio n. 246 del 21 dicembre 1968 - Verbale
OGGETTO N. 246/68 - Costruzione cavalcavia al passaggio a livello di Donnaz. Richiesta di informazioni. (Interpellanza dei Consiglieri regionali Sigg. Manganoni, Tonino e Crétier)
Interpellanza
Nella passata seduta di Consiglio abbiamo sollecitato più volte l'inizio dei lavori di costruzione del cavalcavia per eliminare il passaggio a livello di Donnaz.
Abbiamo sempre ricevuto l'assicurazione da parte della Giunta del suo interessamento presso l'ANAS affinché si inizino i lavori.
Senonché, a tutt'oggi, nulla è stato fatto.
Si interpella pertanto la Giunta Regionale per sapere in quale data detti lavori avranno finalmente inizio.
F.ti: Manganoni - Tonino Aldo - Crétier Egidio
Benzo (D.C.) - Sono presenti ventisette Consiglieri. Essendo assente il Consigliere Milanesio, propongo al Consiglio di esaminare successivamente la sua mozione.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Noi siamo intervenuti già una volta con un'interpellanza per sapere quando si sarebbero iniziati i lavori di questo cavalcavia. L'Assessore allora aveva risposto che i lavori avrebbero dovuto iniziare verso il mese di ottobre; siamo giunti alla fine di dicembre e questi lavori ancora non sono iniziati, ma vi sono - io direi così - collegate a queste cose altre cose molto importanti. Il Presidente della Giunta regionale firmava il decreto di esproprio dei terreni in data 10 gennaio 1967 senza peraltro interessarsi di cosa capitava alle spalle dei proprietari dei terreni, ai quali, ancora prima della firma dell'esproprio, venivano offerte cifre per metro quadro che si aggiravano dalle 25 lire alle 50 lire e in altri casi a qualcosa di più. Dopo che il Presidente della Giunta firmò il decreto di esproprio, si incominciarono a tagliare le viti e le piante e a entrare nelle legittime proprietà dei nostri agricoltori senza, peraltro, giungere a un accordo fra il proprietario dei terreni e i tecnici del Ministero. Certo, Signor Presidente, questo non era capitato quando si iniziò la pratica di esproprio per il primo tronco dell'autostrada, che interessava, appunto, la nostra zona, anzi la Giunta regionale si interessò direttamente della questione. Si arrivò così a una conclusione che, grosso modo, tenuto conto della legittimità dei proprietari di difendersi e di difendere i loro propri interessi e di chiudere la vertenza in un modo, se non proprio conveniente, ma almeno dignitoso verso i proprietari dei fondi...
Non parliamo poi delle quattro imprese artigiane che davano lavoro a una quindicina di operai che si trovavano collocate nel capannone di Cravetto e che dovettero appunto, per la conseguenza di questo esproprio, sloggiare urgentemente e cercare di trovarsi un'altra sistemazione in altri posti, con le conseguenze che si possono immaginare. È vero che la Regione è intervenuta con questi artigiani con dei contributi previsti dalla legge regionale; ciò, comunque, non giustifica l'atteggiamento irresponsabile della Giunta regionale che non ha avuto la sensibilità di interessarsi di come stavano le cose prima di apporre la firma al decreto di esproprio, per poi arrivare oggi, alle soglie del 1969, e, quindi a due anni di distanza dalla firma del decreto di esproprio, senza che i lavori siano iniziati.
Per la verità, non è esatto dire che nulla si è fatto, si è fatto qualcosa e difatti prima di allora l'Assessore al Turismo Savioz è intervenuto con un contributo regionale per abbattere i vecchi ruderi di Cravetto, creando così un grande piazzale che l'Amministrazione comunale era intenzionata a usare come mercato settimanale. Ora, invece, a seguito dei lavori che l'impresa in effetti ha fatto, abbiamo di nuovo un mucchio di macerie e calcestruzzi che fanno bella vista a quei quattro gatti che ancora passano per la Statale n. 26 e che qualcuno, per la verità, si ferma a guardare e pensa che siano il risultato di un terremoto.
Ecco quindi che, oltre al sollecito che si richiede per realizzare l'opera, vi è anche la mia preghiera che vi rivolgo per vedere come siano stati pagati i proprietari, come e con quali criteri si intende indennizzare i proprietari che hanno subito sia i danni del taglio delle viti, sia tutti gli altri danni, cominciando dal mancato raccolto dei due anni che sono ormai trascorsi da quando l'impresa, con l'autorizzazione conseguente alla firma del decreto di esproprio da parte del Presidente della Giunta regionale è entrata nelle proprietà altrui in un modo poco rispettoso. Per me, infatti, prima di entrare in una proprietà altrui, si devono pagare i terreni, o, almeno, accordarsi sul prezzo del terreno stesso.
Bionaz (D.C.) - Io devo rispondere al Consigliere Tonino: come al solito, lei è male informato; si vede che lei ha certi informatori che poi le suggeriscono delle cose inesatte, perché gli espropri furono firmati quando tutti avevano dichiarato non solo a me, che erano d'accordo. Proprio in quella occasione venne concordato l'intervento della Regione a favore di quegli artigiani, quelli che dovevano spostare le loro aziende, perciò le sue dichiarazioni non hanno il conforto della verità e non è assolutamente vero che il Presidente della Giunta si è comportato irresponsabilmente perché lei deve sapere, intanto, che questo è un atto dovuto. Se poi, per altre questioni, il cavalcavia non si è fatto subito, questo non dipende da noi, e noi non siamo neanche responsabili se quel piazzale ha preso l'aspetto che lei definisce da zona terremotata, perché non c'è stato nessun terremoto lì. Anche i prezzi dell'esproprio sono stati concordati e sono stati accettati; il decreto si è fatto, naturalmente, dopo che era avvenuto questo accordo, perché noi non abbiamo fatto nulla che potesse pregiudicare in modo irresponsabile, come lo definisce lei, gli interessi dei proprietari delle zone sottoposte a esproprio per il cavalcavia di Donnaz.
Lei perciò si informi meglio e vedrà che le cose non corrispondono al modo con il quale lei le descrive.
Colombo (P.S.U.) - Dopo la giusta risposta che ha dato il Presidente della Giunta per quanto riguarda il problema dei terreni e dell'occupazione, io devo informare il Consigliere Tonino che, per quanto concerne l'inizio dei lavori, finalmente l'A.N.A.S. ha passato al proprio Comitato dei 18 la variante tecnica; c'è stato l'atto di sottomissione da parte dell'impresa e quindi i lavori dovrebbero iniziarsi subito dopo queste feste, naturalmente tempo permettendo.
Vorrei anche informare il Consiglio, dal momento che trattiamo di appalti da parte dell'A.N.A.S., che il Ministro ha dato disposizioni per l'appalto dei lavori di sistemazione della strada di Cogne dal tratto qui della Statale n. 26 a La Poyà, con la costruzione di un ponte in diagonale, nuovo, per quanto concerne l'allacciamento ad Aymaville, il rifacimento del ponte di Cretaz e l'appalto del paravalanghe di Lexert, sempre sotto la strada di Cogne, anche questo problema quindi sta andando verso soluzione.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Vorrei rispondere al Presidente della Giunta, il quale dice che si sono trovati d'accordo i proprietari altrimenti lui non avrebbe firmato il decreto di esproprio... si sono trovati d'accordo quelli che occupavano i capannoni Cravetto, in quanto tali capannoni non erano di loro proprietà, erano di proprietà di Cravetto... e questi quindi dovevano sloggiare presto, ma non i contadini, i proprietari dei terreni! Io, su questo che lei ha detto adesso, volevo informarmi immediatamente, perché è proprio un contadino proprietario che mi ha dato il decreto di esproprio firmato da lei, il quale mi ha detto di interessarmi di questa questione.
Il Consiglio prende atto.
