Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 96 del 4 aprile 1969 - Resoconto

OGGETTO N. 96/69 - Comunicazioni del Presidente del Consiglio.

Montesano (P.S.U.) - Io faccio due brevi comunicazioni al Consiglio; tutti hanno appreso la malattia che ha colpito l'Avvocato Bondaz, ex Presidente della Giunta della Valle d'Aosta ed io ho creduto doveroso far giungere all'Avvocato Bondaz un telegramma, anche a nome del Consiglio, telegramma augurante una pronta guarigione ed il ristabilimento completo della sua salute:

"Voglia accogliere carissimo Avvocato le espressioni mie augurali di pronta guarigione da parte mia et componenti Consiglio Regionale - Cordiali saluti".

Alla Presidenza del Consiglio è giunto un ordine del giorno votato dal Comitato Direttivo della Sezione Elter del Partito Comunista Italiano, tendente ad una sistemazione del Quartiere Cogne; io prima di dare risposta credo opportuno di darne comunicazione al Consiglio Regionale:

"Federazione Comunista Valdostana - Sezione Elter - Aosta

I lavoratori e loro familiari abitanti del Quartiere Cogne riuniti in assemblea domenica 16 marzo per discutere sullo stato del quartiere ove vivono le maestranze e le loro famiglie, constatato che le condizioni delle case e degli alloggi costruiti decine e decine di anni or sono non corrispondono più alle attuali esigenze di vivere civile, perché costretti ad abitare in alloggi privi di riscaldamento e di servizi igienici, circondati da strade e cortili che in assenza di ogni manutenzione sono degradati al rango di pozzanghere e mulattiere, richiedono l'intervento del Comune e della Regione presso la Nazionale Cogne affinché la stessa provveda nel rispetto delle norme del piano regolatore di Aosta alla ristrutturazione del quartiere anche mediante particolari finanziamenti previsti dalla CECA in tal senso onde garantire oltre al maggior inserimento di famiglie dei lavoratori migliori condizioni di vita igieniche, civili a chi già vi risiede".

Questo ordine del giorno sarà inviato con una lettera di accompagnamento alla Direzione della Società Cogne.

Io desidererei la presenza dell'Assessore Colombo perché sarebbe opportuno dare comunicazione al Consiglio in merito alla vertenza che investe la Società Cogne e allo sciopero che perdura per quanto riguarda gli alti forni e quello prospettato per mercoledì prossimo; comunque Fournier, per favore, reperire l'Assessore Colombo, il quale forse vi potrà fare una breve relazione.

In merito al mandato ricevuto il Presidente del Consiglio e l'Assessore Anziano ebbero un contatto - aspettiamo se mai Colombo - e allora vi do un'altra comunicazione così che interessa la Valle d'Aosta in merito a due ordini del giorno che sono stati votati e approvati dalla Conferenza permanente delle Camere di Commercio Italiane e Svizzere delle zone di frontiera:

"IV^ riunione plenaria - Varese 17 dicembre 1968.

- vedo che non ci sente - eppure funziona... Forse lo metto più distante -

Il primo ordine del giorno tratta della Statale 27 - tratto Aosta-St. Rhémy - e corrispondente strada per Martigny in territorio svizzero - Lavori di rettifica, allargamento e sistemazione.

La Conferenza permanente delle Camere di Commercio Italiane e Svizzere delle zone di frontiera nella sua IV riunione plenaria tenuta a Varese il 17 dicembre 1968. Tenuto presente l'intenso crescente traffico che si svolge attraverso il traforo stradale del G.S. Bernardo; considerato che i lavori di rettifica, sistemazione e ampliamento della SS. 27 sul versante italiano e della corrispondente strada per Martigny sul versante svizzero sono già in corso su alcuni tratti di tali strade ma procedono con estrema lentezza; considerato pure che essendo ormai imminente il completamento dell'autostrada Quincinetto-Aosta, è da attendersi il considerevole aumento del traffico autostradale fra Aosta e Martigny; ravvisata l'urgenza che tali lavori vengano completati al più presto sull'intero tracciato Aosta-Martigny, rinnova voti affinché i lavori rettifica, sistemazione e ampliamento della strada statale 27, nel tratto Aosta-inizio strada del traforo del G.S. Bernardo e della corrispondente strada svizzera nel tratto Martigny-strada del traforo vengano completati con la massima urgenza in considerazione all'intenso e crescente traffico che si svolge su detta strada".

Il secondo ordine del giorno che ha attinenza anche con la mozione che dobbiamo, mi pare, o l'abbiamo svolta già l'altra volta, non mi sembra che sia stata svolta quella delle trasmissioni televisive, l'abbiamo fatta? Ad ogni modo è un ordine del giorno che attiene a quell'argomento.

"Installazione ripetitori sul confine svizzero per irradiare i programmi televisivi in lingua francese e in lingua tedesca.

La Conferenza permanente per le Camere di Commercio Italiane e Svizzere delle zone di frontiera, nella sua IV riunione plenaria tenuta a Varese il 17 dicembre 1968, pur tenendo presenti gli ostacoli naturali, tecnici e amministrativi che si frappongono all'installazione nelle zone di confine di appositi ripetitori della rete televisiva svizzera, al fine di consentire la ricezione in territorio valdostano dei programmi in lingua francese e in lingua tedesca in Val Venosta dei soli programmi in lingua tedesca, considerato che un allacciamento dell'intera Val Monastero alla rete televisiva svizzera permetterebbe alla popolazione della Val Venosta appartenente nella stragrande maggioranza al gruppo etnico di lingua tedesca di ricevere il programma della televisione elvetica e che la Società svizzera di radio-diffusione aveva a suo tempo comunicato che non avrebbe mancato di riesaminare attentamente la questione allor quando avesse trattato il problema dell'allacciamento con la rete televisiva nazionale della Valle Monastero nel Canton Grigione, ossia molto probabilmente nel corso del 1969, preso atto che da parte delle competenti Autorità svizzere non sono pervenute altre comunicazioni in merito al problema; ravvisata l'opportunità di promuovere la realizzazione di tali installazioni; richiamati i voti formulati in precedenza dall'Assemblea; rinnova voti affinché venga proseguita nei confronti delle competenti Autorità svizzere l'azione intensa ad ottenere l'installazione di appositi ripetitori nelle zone di confine onde permettere che i programmi delle trasmissioni televisive svizzere possono essere irradiate nelle valli di Gressoney, Monastero e Venosta per la lingua tedesca e nel restante territorio valdostano confinante con la Svizzera per quella francese".

Ultima comunicazione è quella relativa allo sciopero Cogne, alla vertenza Cogne.

Facendo seguito al mandato avuto dal Consiglio, il Presidente del Consiglio e l'Assessore Anziano hanno avuto una riunione il 31 marzo, cioè il primo giorno in cui questo mandato fu deliberato, alle 15 con l'incontro con la Commissione interna e i Sindacati, incontro nel quale la Commissione interna e i Sindacati prospettarono ai rappresentanti del Consiglio e della Giunta le ragioni della vertenza.

Il 1° aprile, giorno seguente, alle ore 11 ci fu un incontro con la Commissione Interna e i rappresentanti dei lavoratori dell'alto forno; il 1° aprile stesso alle ore 16,30 per una intesa telefonica con l'Avvocato Einaudi, fu attuato un incontro fra il sottoscritto e l'Assessore Anziano Colombo con l'Avvocato Einaudi e, da parte nostra, con l'assistenza del Capo dell'Ufficio del Lavoro Scollica e, da parte Cogne, con l'assistenza del Capo del Personale, Dr. Umena. Questo incontro fu da noi ravvisato utile perché si addivenisse alla concreta realizzazione di quello che era il mandato datoci dal Consiglio affinché venissero riprese le trattative e venisse effettuato un incontro diretto fra Direzione della Cogne e rappresentanti dei lavoratori, costituita dalla Commissione Interna, rappresentanti dei lavoratori dell'alto forno.

Il 2 aprile, l'altro ieri, alle ore 16, in seguito appunto a questo accordo avvenuto fra i rappresentanti della Regione e la Direzione della Cogne, fu effettuato un incontro in sede dell'Ufficio del Lavoro, fra la Direzione della Cogne e la Commissione Interna e i Sindacati; su queste notizie che io ho dato succintamente, schematicamente, io credo che l'Assessore Colombo possa illustrarvi qualche dettaglio che può essere utile al Consiglio.

Prima di dare la parola all'Assessore Colombo, chiedevo ai Consiglieri se non fosse opportuno che questa riunione, visto e considerato che vi sono pochi oggetti, fosse opportuno che si chiudesse nella mattinata invece di riprendere nel pomeriggio perché ci sono molti che sono impegnati nel pomeriggio.

Allora la parola all'Assessore Colombo.

Colombo (P.S.U.) - Il Presidente Montesano ha già detto qual è stata la nostra attività, quali sono stati i nostri interventi e pensavamo, dopo questi interventi, sulla scorta anche così delle discussioni avute con l'Ingegnere, con l'Avvocato Einaudi, che per lo meno il problema dell'altoforno potesse trovare una sua soluzione.

Ci siamo sforzati, proprio anche per convincere l'Amministratore Delegato della necessità di una soluzione di questo genere anche perché, dopo aver sentito i lavoratori, sentito la Commissione Interna, ritenevamo che quanto veniva richiesto potesse, da parte della Società, essere accolto. La riunione, purtroppo, non ha portato a questo auspicato accordo, quindi oggi ci troviamo di fronte al proseguimento dello sciopero da parte dei lavoratori dell'altoforno, proseguimento dettato direi anche ad un certo momento da motivi tecnici; in un primo tempo si era ventilata l'ipotesi di una sospensione dello sciopero anche dei lavoratori dell'altoforno alla condizione che naturalmente i lavoratori dell'altoforno avrebbero poi seguito gli scioperi proclamati dalle organizzazioni sindacali nel seguito della vertenza di carattere generale. Devo dire che la responsabilità di questi lavoratori ci ha indotti - questo per la chiarezza - ad evitare la ripresa del lavoro, perché una eventuale ripresa del lavoro e una eventuale successiva sospensione del lavoro all'altoforno certamente avrebbe messo in una condizione di pericolo l'intero reparto dell'altoforno, perché questi impianti sono molto delicati e non possono sopportare attività e sospensione dell'attività proprio, dico, per il tipo di lavoro che è previsto, quindi la situazione è un po' questa, ad un certo, così, speranza di poter per lo meno, col nostro intervento, risolvere l'accordo per l'altoforno, e ci troviamo invece di fronte ad un nulla di fatto con la prospettiva che certamente non è bella. Io le dico molto chiaramente perché mentre sul problema dell'altoforno sembrava che le rivendicazioni potessero anche trovare una sua soluzione, per quanto concerne invece le richieste di carattere generale avanzate da parte delle organizzazioni sindacali, sulle quali ci siamo intrattenuti così di passaggio, perché le organizzazioni sindacali stesse hanno detto che questo problema lo volevano ancora mantenere a loro, abbiamo sentito tutte le lamentele dell'azienda su quelle che sono naturalmente le difficoltà finanziarie della stessa, su quello che è per quanto concerne l'altoforno, i costi di produzione che sono superiori praticamente a quelli che sono i prezzi di mercato cui viene venduta la ghisa e quindi, dico, con delle difficoltà non indifferenti.

Ci siamo subito anche premurati di evitare che questa vertenza naturalmente potesse sfociare in altri scioperi e posso dire che, al momento attuale, attraverso proprio anche l'azione dell'Ufficio del Lavoro, è prevista, sono previsti nuovi incontri fra organizzazioni sindacali e rappresentanti della Commissione Interna e rappresentanti dell'azienda per discutere dell'intero problema.

Da quanto mi risulta la Società ha già fatto sapere che è disponibile per continuare la trattativa e penso che nella giornata pervenga la notizia appunto della fissazione dell'incontro che dovrebbe avere luogo a Torino.

Detto questo assicuro il Consiglio che continueremo nei nostri sforzi, io conto personalmente di interessare del problema naturalmente il Governo, a livello nazionale, soprattutto il Ministero delle Partecipazioni Statali dal quale dipende la Società Nazionale Cogne e faremo tutti gli sforzi per evitare che, naturalmente, questo problema non abbia a tradursi in qualche cosa come è avvenuto nel 1960 con dei grossi disagi per l'economia dei lavoratori e dei grossi disagi per l'economia valdostana.

Dal momento che ho la parola vorrei anche dire qualche cosa sul problema della Brambilla di cui si è discusso nel passato Consiglio. Ho avuto dei contatti diretti con la Direzione, posso dire al Consiglio che martedì riprenderanno il lavoro 70-75 operai ad orario pieno; per quanto riguarda invece il problema economico dei lavoratori, posso anche qui aggiungere che nella prossima settimana, da parte dell'azienda, verranno pagate le intere retribuzioni ad una parte dei lavoratori che ha lavorato tutto il mese, un'altra parte di lavoratori ha lavorato 15 giorni e quindi anche questi avranno la retribuzione abbastanza sostanziale, se così vogliamo dire, alla parte invece che è rimasta in Cassa integrazione sospesa per tutto il mese, sempre la prossima settimana, verrà pagato 10.000 lire per premio pasquale, che fa parte di un accordo aziendale, più un acconto di 30.000 lire a tutti i lavoratori come minimo ad integrazione di quella che è la Cassa di integrazione.

Posso anche aggiungere che il decreto per la concessione della Cassa integrazione all'80% è, la richiesta è già stata approvata da parte del Ministero del Lavoro, del Ministero dell'Industria e che in questo momento è alla sua firma per quanto concerne la sua emissione da parte del Ministero del Tesoro. Comunque questo problema, come è stato detto nell'altro Consiglio, sarà esaminato ancora in Giunta per le determinazioni del caso. Volevo dire appunto che la situazione va verso una sua normalizzazione per lo meno per un elevato numero di lavoratori e seguiremo, naturalmente, il problema di quelli che, da quanto si può capire, l'azienda vorrebbe invece licenziare, limitando l'occupazione a 70-75 operai nei confronti dei 100 operai che oggi sono in forza allo stabilimento.

Germano (P.C.I.) - Devo dare atto a Colombo che sulla questione dell'altoforno è stato preciso e l'interessamento c'è stato. Però credo che, anche perché non tutti sappiamo bene come stanno le cose all'altoforno, sia necessario ribadire alcune cose, perché è una questione di grossa responsabilità, grossa responsabilità che non può lasciare estraneo il Consiglio. Ha detto Colombo - io confermo - che lo stato di usura degli altiforni e soprattutto le condizioni tecniche degli altiforni non prevedono delle fermate successive, fermate successive sarebbero pericolose e per usare un termine che hanno usato gli operai, ci farebbero andare nella luna prima dei russi e degli americani, quindi siamo di fronte ad un reparto che non ha altre forme di lotta che la lotta ad oltranza, non possono fermarsi due ore, fermarsi un giorno, poi riprendere il lavoro cinque giorni e poi fermarsi un altro giorno, no, l'unica forma di lotta che ha quel reparto è quella ad oltranza. I lavoratori in una riunione che hanno avuto con l'Assessore Colombo e col Presidente Montesano hanno descritto le loro condizioni di lavoro, che io qui non voglio fare, avremo occasione di farlo quando discuteremo della Cogne al termine dei lavori della Commissione, ma è certo che oggi le condizioni di lavoro degli operai dell'altoforno sono peggiorate nei confronti di prima per un semplice fatto che adesso usano del minerale che non ha le qualità di quello di Cogne né come rendimento né come scorrimento, come dicono loro, e devono mettere nei canali di scorrimento molta soda e molto silicio provocando una polvere e delle condizioni di lavoro che sono impossibili.

Quindi si trovano in condizioni più difficili di prima, nelle richieste che loro hanno fatto, le rivendicazioni che hanno avanzato non sono effettive, tutto calcolato al massimo arrivano ad un 4.000 lire al mese, una cosa che è abbastanza modesta; allora, di fronte a questo, noi assistiamo al fatto che la Direzione respinge tutto, non vuole dare niente, vuole trattare tutto assieme, vuole trattare le questioni dell'altoforno assieme a quelle di tutti gli operai, naturalmente questo cosa comporta? Che gli operai dell'altoforno dovrebbero seguire le forme di lotta di tutta la fabbrica, e se seguono le forme di lotta di tutta la fabbrica salta l'altoforno, e allora qui una Direzione normale avrebbe capito che bisogna risolvere questo problema, se si ha senso di responsabilità, la cosa non si è voluta fare ed io penso, senza fare troppo il profeta politico, che la Direzione non l'abbia voluto fare perché vuole esercitare una pressione presso gli organismi centrali per i finanziamenti che non ci trova estranei, siamo anche d'accordo, ma sulle spalle di questi lavoratori, a spese di questi lavoratori. Quindi la riunione che hanno fatto ieri gli operai dell'altoforno è stata una riunione abbastanza dibattuta, perché vi erano di quelli che dicevano va bene, se la Direzione vuole così, vuole trattarci tutti assieme, lottiamo anche noi come tutti gli altri, poi è prevalso il senso di responsabilità degli operai, perché han detto: se facciamo come tutti gli altri diamo un danno agli impianti, diamo un danno all'azienda, diamo un danno a noi stessi, e allora è prevalsa la tesi di continuare lo sciopero sperando in un ravvedimento della Direzione, ma sperando soltanto.

Ora noi sappiamo come succedono le lotte alla Cogne, questa lotta che ha il carattere non solo di una lotta sindacale, ma anche un suo sfondo politico e finanziario, non è certamente una lotta che si risolverà nel giro di otto giorni, non si risolverà nel giro di otto giorni, andrà avanti un mese, un mese e mezzo, e noi avremo qui 250 operai che per il loro senso di responsabilità, per non voler dare danno all'azienda, dovranno fare questa lotta ad oltranza, e per le loro rivendicazioni e per le rivendicazioni generali dell'azienda; allora qui l'intervento del Consiglio regionale non deve avere paura di essere solo mediatore, in questo caso non dobbiamo solo badare a dire mettiamo in contatto le due parti e poi si aggiustino, dobbiamo dire anche la nostra, e dobbiamo dirla alla Direzione, dobbiamo dire che succede qualcosa all'alto forno, guardate che la responsabilità è vostra, della Direzione, che non ha voluto trattare delle rivendicazioni che sono minime, non comportano il fallimento della Cogne, i 250 operai che chiedevano mediamente un aumento di 4.000 lire mensili non comporta il fallimento della Cogne, quindi ci vuole un intervento serio da parte dell'Esecutivo nei confronti della Direzione, nel senso di dire va bene, seguite i vostri obiettivi, anche noi li appoggiamo, anche noi siamo dell'opinione che dovete avere i finanziamenti, però teniamo conto che l'appoggio della lotta degli operai ha per tutti gli operai questo aspetto, per quelli dell'altoforno ha un aspetto molto più grave, molto più difficile, e quindi bisogna risolvere questa questione.

E poi, secondo me, qui ci vuole una solidarietà anche economica, perché abbiamo questi 250 lavoratori - non parlo di tutti quelli della Cogne, che faranno una lotta articolata, faranno un giorno sciopero, due giorni sciopero, un'ora sciopero, e questo è sopportabilissimo - ma ci avviciniamo ai 15 giorni continui e a questi ne aggiungeremo altri 15 o un altro mese e quindi bisognerà...

Montesano (P.S.U.) - Consigliere Lustrissy, per favore, io desidero che il banco della Giunta sia un po' non disturbato, abbia pazienza, non è possibile andare avanti così, e allora io la invito a prendere il suo posto, no, io non faccio ridere nessuno, soltanto che si viene qui a conversare mentre c'è un dibattito, è una abitudine che io devo togliere, non faccio ridere nessuno io!

Germano (P.C.I.) - Eh sì, Bordon, proprio a te mi rivolgo, non è un caso, va bene che quello della Brambilla si risolve bene, se c'è l'80% ma questo non credo, bisogna poi vedere no, però si risolve bene ed io sono contento come te, ma di fronte a questo caso badate che noi costringeremo dei lavoratori a piegarsi per fame su delle rivendicazioni che sono giuste, perché quando vanno avanti un mese e mezzo, due mesi, e non hanno niente, come fanno? Non possono mica vivere, chi ha bambini, chi ha moglie o padre o chi a carico, deve pur vivere e non ha una forma di lotta diversa, non può fare diversamente, quindi secondo me ci vuole da parte della Presidenza del Consiglio la costituzione di questo Comitato e ci vuole, come buon esempio, un aiuto della Giunta che sia sempre orientato nel senso giusto, cioè che le cose siano fatte d'accordo con la Commissione Interna, che tengano conto di tutti gli aspetti e così via, qui non si può andare alla Cassa di integrazione e quindi bisognerà che l'intervento sia di carattere diverso.

Manganoni (P.C.I.) - Sulla relazione fatta dal Presidente del Consiglio vorrei fare alcune considerazioni; sulla strada del Gran San Bernardo, scusi quegli ordini del giorno che ci ha letto lei sono stati approvati da chi? Dalle Camere di Commercio ha detto di...?

Montesano (P.S.U.) - Sì, dalle Camere di Commercio riunite a Varese sotto l'egida della Conferenza permanente delle Camere di Commercio Italiane e Svizzere delle zone di frontiera.

Manganoni (P.C.I.) - Grazie. Allora sulla strada del Gran San Bernardo dove si lamentano che i lavori procedono con estrema lentezza hanno più che ragione; da quanti anni hanno incominciato questo lavoro, questo allargamento della strada? Io sono transitato parecchie volte su questa strada ma è fermo, il lavoro è fermo, operai e macchinari non ne vedo o ne vedo pochissimi. Ora è alquanto strano, anzi è lodevole che le Camere di Commercio riunite a Varese prendano questa posizione, ma io penso che sarebbe stato dovere dell'Amministrazione regionale di prendere questa posizione, ma molto tempo prima e quindi io penso che non solo ci possiamo associare, ma fare nostro quell'ordine del giorno, ma addirittura inviare e sollecitare a Roma, sollecitare l'ANAS in modo che i lavori abbiano termine, perché ormai sono degli anni che si stanno trascinando. Non so se è il caso che il Consiglio, in appoggio a quelle richieste delle Camere di Commercio, voti un ordine del giorno suo, da inviare all'ANAS in modo che questi lavori vengano accelerati.

Sulla questione dell'installazione dei ripetitori televisivi, e beh di questo, effettivamente, ne abbiamo già parlato diverse volte, e pertanto si vede che non è soltanto un problema solamente sollevato dal nostro Consiglio, e questo ci fa piacere, pertanto ci deve incoraggiare ad insistere, è vero, presso gli organismi governativi affinché questi ripetitori vengano installati e si possano ricevere le trasmissioni delle zone di confine.

Sulla questione della Cogne io non ho molto da aggiungere su quanto è stato detto, però io voglio attirare l'attenzione del Consiglio su un fatto, qui si parla della Direzione, della Direzione, della Direzione della Cogne, ma cos'è questa Direzione? Questa Direzione non è una cosa astratta, questa Direzione è formata da uomini, no? Ora questo Consiglio di Amministrazione della Cogne che, se non vado errato, è l'organismo primo, ma noi in questo Consiglio abbiamo delle persone, abbiamo degli uomini valdostani, o almeno nominati dalla Valle d'Aosta, dalla Regione, noi abbiamo Froio il Presidente - i soliti tre milioni al mese ecc. - beh insomma questo signore che è stato un po' di anni in Valle d'Aosta, che è stato nominato io non so da chi, forse su proposta del Consiglio regionale, non so da chi è stato nominato, ad ogni modo è un uomo che è rimasto parecchi anni in Valle d'Aosta e che dovrebbe un po' conoscere i problemi della Valle d'Aosta e che dovrebbe anche sentirsi in dovere di sostenere le rivendicazioni, le giuste e legittime rivendicazioni degli operai, poi ne abbiamo un altro, abbiamo Palmas, abbiamo Bionaz, va beh adesso capisco Bionaz il Presidente è ricoverato, poi mi pare che abbiamo anche Ramera se non vado errato, abbiamo Tubère, poi non so se li ho elencati tutti, ora questi Signori che fanno parte del Consiglio di Amministrazione della Cogne non hanno niente da dirci? Quale azione hanno fatto costoro? Perché si è detto, quando si sono nominati questi rappresentanti del Consiglio regionale alla Cogne, si sono nominati per che cosa? Solamente per andare ad avallare quello che la Cogne vuol fare? Penso di no, io penso che nel Consiglio di Amministrazione abbiano anche voce in capitolo e possano anche, non so, orientare la Direzione, io non so il numero totale dei Consiglieri, però qui ce ne sono già cinque o sei, ora questi Signori non hanno niente da dirci? Quale azione hanno fatto? Perché loro sono particolarmente responsabili essendo nominati dal Consiglio regionale, non solo, ma il Consiglio regionale non si sente in dovere di chiedere a questi Signori che cosa stanno facendo nel Consiglio di Amministrazione? Io penso che il Consiglio regionale debba sapere!

Montesano (P.S.U.) - Consigliere Manganoni una rettifica: non sono nominati dal Consiglio regionale, una rettifica soltanto.

Manganoni (P.C.I.) - Va beh, ad ogni modo, insomma sono degli uomini residenti in Valle d'Aosta, almeno che risiedevano alcuni in Valle d'Aosta. Ora questi devono anche rispondere del loro operato, della loro azione; poi abbiamo non so, abbiamo la Commissione consiliare per la Cogne, la quale non avrà molti poteri, ne convengo, non è che possa dirigere la Cogne, però è da sei o sette mesi che funziona, che è stata nominata, che si riunisce ecc., io penso che anche questa Commissione qualche cosa possa dire, così anche se possono dire gli interessi dei fatti tuoi, dato che è un organismo nominato dal Consiglio però io penso che tutti questi organismi, tutte queste persone cosa stanno facendo in questa situazione particolare e difficile della Cogne?

Allora io direi, io sono del parere che l'invito del Consiglio regionale debba essere indirizzato naturalmente alla Direzione della Cogne che continuino i contatti, come accennava l'Assessore Colombo, però che noi chiamiamo anche questi signori dicendo: beh muovetevi, che cosa state facendo? Qual è l'azione che voi avete svolto? In modo, perché la responsabilità, è comodo dire: "beh io sono il Consigliere di Amministrazione della Cogne"; sì signore, però deve anche svolgere un'attività là dentro, io penso che in questo caso, in questo momento devono dare prova della loro attività e anche della loro coscienza nei confronti delle lotte degli operai.

Pertanto io sulla questione della Cogne non aggiungo altro, però penso che la questione vada affrontata quanto prima, con l'intervento non solo delle persone che ho accennato prima, con l'intervento del Consiglio regionale, della Giunta, del Presidente del Consiglio ecc., in modo che le richieste legittime e giuste degli operai vengano accolte, perché li si vuol far lottare e ormai è da 10 e 15 giorni che sono in lotta, perché si deve continuare, questa loro lotta deve continuare per altri giorni, forse per altri mesi, per che cosa? Tanto ad una conclusione si deve venire, allora si venga subito ad una conclusione, si evitano danni alla produzione della Cogne e si evita particolarmente agli operai che perdono delle giornate e si trovano in condizioni difficili; questa è una raccomandazione, l'invito che io faccio al Consiglio e, particolarmente, alla Giunta e al Presidente del Consiglio, sugli operai della Cogne.

Sulla questione della Brambilla ha detto Colombo: 80 operai riprendono il lavoro, e questo sta bene, beh 70 o 75, no Colombo non mi fossilizzo sul numero, bene 70 o 75 riprendono il lavoro, quanti ne rimangono in Cassa Integrazione? Perché mi pare che 11 si sono licenziati da soli, ne rimangono una ventina in Cassa Integrazione; ora bisognerà sapere per quanto tempo, cioè la Direzione della Brambilla ha intenzione, ad una scadenza relativamente breve, di riassumerli, anche questi? Cioè di quale morte devono morire questi? Qual è il loro destino? Perché dicendogli 70 o 75 li riprendiamo, gli altri sono in Cassa Integrazione, ma in Cassa Integrazione, innanzitutto, vuol dire percepire uno stipendio molto limitato, in secondo luogo non è eterna perché si traduce in un certo numero di mesi e la Cassa Integrazione ti saluto, no? Ed allora sarebbe interessante sapere la destinazione di questi operai che non vengono riassunti, che non rientrano nei 70 o 75 ai quali accennavi prima, in modo che sappiano quale destino, quale avvenire li aspetta, è una domanda che io ti pongo, uno.

Secondo: dice che il decreto dell'80% è alla firma e sta bene, auguriamoci che avvenga quanto prima, per il problema che era stato sollevato nell'ultimo Consiglio, però era anche questo, anzi era particolarmente questo: gli operai che sono stati messi in Cassa Integrazione speravano, dalle promesse che le erano state fatte, di percepire il 66% su 44 ore lavorative, invece hanno percepito il 66% su 24 o 22 ore lavorative, pertanto hanno percepito questo indennizzo della Cassa di Integrazione solamente per metà di quanto era stato loro promesso, cioè hanno percepito 15.000 o 18.000 lire, 20.000 lire al mese anziché percepire 30.000 o 32.000, ora si era chiesto qui che la Regione intervenisse per la differenza, no? Disse la Giunta ci informiamo, vediamo il problema e riferiremo.

Ora Colombo ha accennato alle 10.000 lire pasquali e di altre 30.000, però con queste 10.000 lire del premio pasquale e le 30.000 di cui hai accennato, queste cifre sono sufficienti per coprire quella differenza dalle 24 ore alle 44 ore? Cioè è questo che mi interesserebbe sapere perché l'altro giorno si era, almeno, io avevo capito che si sarebbe fatto in modo o tramite l'Ufficio del Lavoro presso l'Integrazione, o se non interveniva la Regione in modo che gli operai che erano stati messi in Cassa Integrazione, parlo per il passato, avessero percepito almeno il 66% per 44 non per 24 ore.

Allora io chiederei a Colombo che anche su questo mi risponda.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io ho udito nella relazione fatta dal Presidente del Consiglio e sulla relazione anche fatta dall'Assessore Anziano Colombo dei vari incontri che sono stati fra le SS.VV. e i lavoratori e con l'Amministratore Delegato, Avvocato Einaudi e con l'Ufficio del Lavoro.

Ora vorrei sapere una cosa io, se a questi incontri ha partecipato anche il Presidente della Cogne Froio.

Fosson (U.V.) - Ma io come ho detto l'altra volta, non è il caso di entrare in particolari della questione Cogne perché ci riserviamo di parlarne ampiamente quando dovremo parlare dopo i risultati della Commissione nominata dal Consiglio; però, dando atto al Presidente del Consiglio e all'Assessore Colombo dell'interessamento in base alla richiesta, vorrei chiedere a loro una cosa, se possono rispondermi, cioè quale impressione hanno avuto parlando con il Direttore Generale-Amministratore Delegato? Perché non vorrei che ci sia da parte della Società la tendenza di strumentalizzare le richieste dei lavoratori esclusivamente per ottenere un aumento dei finanziamenti, questa è la prima cosa che vorrei chiedere e questa la chiedo a voi.

La questione dell'altoforno è una questione complessa, non entro in particolari tecnici, perché ognuno può avere le sue opinioni anche dal punto di vista tecnico, ma anche su questo punto avremmo molte, molte cose da dire, sia sull'opportunità di marciare in uno stabilimento come il nostro con due altiforni contemporaneamente senza averne uno di riserva, perché una volta si marciava con uno e si aveva l'altro di riserva e si alternava la marcia; secondo: quali sono gli sprechi che potremmo anche documentare e basterebbe dire che si è voluto andare in marcia con due altiforni e il gas che viene prodotto da un altoforno non viene utilizzato ma viene completamente bruciato, bruciando così centinaia di milioni di valore all'anno, perché si può vedere quanti metri cubi produce al giorno, quante calorie ci sono per ogni metro cubo, e vedere, fare un conto economico di quello che si brucia invece di utilizzarlo, perché quello che si brucia ogni giorno corrisponde a circa 100.000 litri di nafta che invece per il riscaldo dei forni si deve comperare; questi sono piccoli particolari, ne parleremo in un altro momento.

Voglio ancora sottolineare un punto, non parlo di altri sprechi perché non è il momento, e vorrei dire, riferirmi a quanto aveva detto il Consigliere Manganoni che giustamente ha fatto rilevare il Presidente, Manganoni si stupisce e dice: ci sono diversi membri del Consiglio di Amministrazione e cosa dicono questi membri del Consiglio di Amministrazione? Per la questione della Cogne bisogna, ad un certo momento, dare un apporto, non sarà un apporto tecnico per qualcuno che non si intende di tecnica, ma almeno un apporto costruttivo per le diverse questioni sul tappeto. Effettivamente noi, salvo la questione che abbiamo sentito a suo tempo del finanziamento di 20 miliardi che avrebbe dovuto sanare tutta la situazione Cogne, altre volte un intervento di questi Amministratori non l'abbiamo più sentito. Quando abbiamo posto il problema della miniera di Cogne ci è stato risposto dal Presidente della Giunta quello che avevamo già sentito dall'Avvocato Einaudi a Cogne che aveva detto agli operai, e praticamente dinnanzi a certe altre richieste il Presidente della Giunta ha detto: "io non sono competente quindi di queste cose non ne voglio parlare". Questo è molto grave e questo viene a confermare la critica serrata che avevamo fatto al momento in cui sono stati nominati questi membri del Consiglio di Amministrazione della Cogne, perché noi avevamo ricordato in questa sede che fin dall'inizio, fin dal 1949-'50 avevamo chiesto non cinque membri del Consiglio di Amministrazione, ma avevamo chiesto due membri del Consiglio di Amministrazione nominati dal Consiglio regionale, in modo che questi membri del Consiglio di Amministrazione eventualmente potessero rispondere in seno al Consiglio regionale sull'andamento della Società Nazionale Cogne e fossero i porta parola dell'Amministrazione regionale in seno al Consiglio di Amministrazione della Cogne per quella che era la formazione dei vari programmi e per quello che era lo studio di quello che doveva fare la Cogne nell'interesse anche della Valle d'Aosta.

Purtroppo su questo punto non ci si è dato ascolto e si è voluto invece ultimamente, così di punto in bianco, politicizzare completamente il Consiglio di Amministrazione della Cogne nominando esclusivamente dei membri di Consiglio di Amministrazione nominati dai Partiti, perché è chiaro e questo l'abbiamo già rilevato, e questo porta a certe lotte di partito perché quelli che sono all'opposizione ad un certo momento devono pure combattere eventualmente contro questi sistemi, porta a una, come dire, gestione della Società che esula da quelli che sono i principi economici, che esula da quelli che sono i principi che sono sacrosantamente richiesti da noi, cioè l'interesse della Valle d'Aosta e della popolazione che vive in Valle d'Aosta, e avremo tempo di chiarire le cose, ho ricordato l'altra volta che in seno alla Commissione consultiva della programmazione due anni fa il sottoscritto si è permesso, in quanto rappresentante sindacale, si è permesso di porre alcuni problemi in quella sede, alcuni problemi a cui i diretti responsabili, i rappresentanti della Società Cogne hanno risposto così, con sufficienza dicendo che non eravamo al corrente di quelli che erano i programmi grandiosi della Società, che noi avevamo delle paure e che non erano giustificate, però siccome conoscevamo la Società meglio di quello che la conoscevano loro, avevamo pure, con una certa cautela espresso alcune preoccupazioni che purtroppo oggi si stanno avverando, non solo oggi si stanno avverando ma noi ne vedremo i frutti deleteri andando avanti nel tempo e, purtroppo, quando non saremo più in tempo di fare niente, perché, come ho detto l'altra volta, si sono spesi dei miliardi per impostare un certo programma, un certo programma che io dico ed affermo che è contrario agli interessi della Società, contrario agli interessi della Valle d'Aosta, contrario quindi agli interessi della popolazione valdostana. Questo noi lo approfondiremo, lo diremo con maggior cognizione di causa con l'appoggio di dati al momento in cui parleremo esclusivamente del problema della Cogne, ma questa situazione è grave e io dico dobbiamo tutti insieme, i rappresentanti di tutti i Partiti e Movimenti, che sediamo in questo Consiglio fare molta attenzione, dobbiamo appoggiare le sacrosante rivendicazioni dell'altoforno perché non mi perdo qui a dire quali sono le condizioni di lavoro dell'altoforno, dobbiamo fare attenzione di non porre delle rivendicazioni che eventualmente facilitano lo scantonamento alla Società per mettere tutto nello stesso calderone e quindi dobbiamo avere le idee chiare su quello che dobbiamo fare, purtroppo anche con le idee chiare la situazione, io dico e ribadisco, che è compromessa e dovremo vedere come e cosa potremo fare per ridurre il male al minimo possibile, perché si ricordi che qui si è voluto copiare l'Italsider - eh sì a Taranto c'è l'acciaieria LD, a Bagnoli c'è l'acciaieria LD, a Piombino c'è l'acciaieria LD - ma la Cogne aveva un primato negli acciai speciali, oggi questo primato non ce l'ha più perché oggi non siamo più in grado di costruire acciai speciali alla Cogne e quando noi faremo, oggi si dicono acciai di qualità, si basano sugli acciai di qualità che fanno a Taranto e via dicendo, ma gli acciai di qualità oggi li fanno tutti, e quindi su questo argomento avremo tempo di parlare, ne parleremo a tempo opportuno, ma io dico facciamo attenzione e mettiamo, puntiamo gli occhi sulla Cogne prima che sia troppo tardi. Vorrei solo, la mia domanda è forse ingenua, sapere dal Presidente del Consiglio e dall'Assessore Colombo quali impressioni hanno avuto sulla domanda di finanziamenti, perché i finanziamenti vanno benissimo, ma i finanziamenti bisogna poi ad un certo momento utilizzarli perché diano dei frutti, perché se non danno dei frutti, sono anche lì controproducenti.

Pollicini (D.C.) - Uno dei pericoli che grava su questa vertenza degli operai della Cogne è l'innesto della speculazione politica, ed è facile, è indubbiamente compito nostro, ritengo, tener lontano, proprio nell'interesse dei lavoratori della Cogne, questo pericolo, di farne una speculazione di parte.

Vi è stato già all'interno della fabbrica l'inserimento di un partito che cerca spazio in zona gialla sostituendosi a Sindacati e Commissione interna e con volantini e con giornali. Ebbene noi non dobbiamo seguire questa strada perché non è negli interessi dei lavoratori della Cogne, riteniamo che la vertenza è e debba rimanere sindacale con le caratteristiche e la responsabilità dei Sindacati legittimi rappresentanti di questi lavoratori; quindi respingiamo qualunque strumentalizzazione della lotta degli operai della Cogne, respingiamo qualunque accusa attraverso il corpo dirigente Cogne nei confronti del centro-sinistra e riteniamo invece valide le parole del Consigliere Fosson quando dice che la situazione è grave, che bisogna intervenire tutti insieme e subito, superare le divisioni di parte e, dico io, evitare episodi che dovrebbero insegnarci a comportarci in maniera diversa come quelli del 1954, sono costati 46 giorni di sciopero, due ore per turno, episodio del 1960, 26 giorni di sciopero continuativo nell'ottobre del 1960, e dopo questi 26 giorni si è andati a concludere un accordo a Roma poiché evidentemente si era pregiudicata la situazione in campo locale.

Ebbene io ritengo che a questo punto convenga intervenire oggi quando c'è ancora tempo di ridurre al minimo quelli che sono i danni economici dei lavoratori che, evidentemente, non possono sopportare eccessivamente a lungo situazioni di carenza finanziaria, anziché intervenire magari fra 20 giorni come già nel passato è stato fatto; quindi ammaestrati da un esempio che abbiamo avuto noi nella stessa Cogne, nella stessa Aosta, non tanto lontano, anche se sono nove anni, io vi dico che sarebbe opportuno che la Giunta regionale, il Presidente del Consiglio, l'Assessore anziano, intervenissero immediatamente in sede ministeriale, in sede di Ministero delle Partecipazioni Statali al fine di accelerare questa possibilità di soluzione perché comunque una soluzione bisogna trovarla e, quindi, sotto questo profilo, è necessario intervenire con tempestività per evitare che la situazione degeneri e poi assuma aspetti che a ricomporla sarà sempre più difficile.

Quindi io voglio presentare, ho già fatto vedere a qualche componente nella minoranza, un ordine del giorno proprio per definire una volontà del Consiglio in questo senso: "Il Consiglio regionale, preso atto delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio e dell'Assessore anziano in ordine alla vertenza sindacale in atto negli stabilimenti siderurgici della Nazionale Cogne; dà mandato al Presidente del Consiglio e all'Assessore anziano di prendere immediatamente contatto con l'Onorevole Ministro delle Partecipazioni Statali al fine di ottenere un suo intervento per la definizione della vertenza onde alleviare il disagio economico dei lavoratori e il conseguente riverbero sull'economia regionale".

Montesano (P.S.U.) - Io, Consigliere Pollicini, le propongo una modifica a quell'ordine del giorno, perché già ieri sera io, telefonicamente, ho preso contatto con il Ministro delle Partecipazioni Statali e il Ministro mi ha comunicato di attendere nei primi giorni dopo Pasqua, l'incontro che da me è stato sollecitato anche a nome dell'Assessore Colombo; quindi perciò l'ordine del giorno va benissimo, soltanto tenga conto di questo per proseguire, se mai, non prendere contatto, l'abbiamo già preso ieri sera, ed io proporrei di perfezionare la sollecitazione del colloquio. Appunto io vorrei dire al Consiglio che questa discussione è stata inserita su dichiarazioni del Presidente del Consiglio e dall'Assessore anziano, un argomento importantissimo che naturalmente il Consiglio deve discutere, però io pregherei tutti i Consiglieri di, diciamo così, tenere conto che è un argomento che non è posto all'ordine del giorno e se vogliamo mantenere la promessa di finire questa mattinata di Consiglio per esaminare gli altri tre o quattro argomenti...

Bordon (D.C.) - Non so da dove incominciare perché è un argomento così vasto che ci porterebbe via troppo tempo e, non avendo io la fortuna di avere idee molto chiare come le ha Fosson che vive nell'ambito della Cogne da diversi e svariati anni e quindi conosce bene i problemi, forse direi delle cose inesatte, quindi io penso che il mio intervento si riduca ad alcune cose sostanziali però di grande importanza per la Regione, perché finché si sente parlare del Ministero delle Partecipazioni, Ministero del Tesoro, tutti i problemi che abbiamo già trattato per i famosi cinque miliardi e abbiamo avuto anche il piacere di trattarli in parte personalmente con la collaborazione di tutti gli altri, è una cosa che ci tocca un po' meno direttamente, quindi io vorrei riprendere brevemente quell'intervento amichevole che ho avuto con Germano e che, come al solito ci siamo capiti subito e che invece forse altri non avevano capito, che cosa è accaduto quando avete sentito la risposta di Germano? Io mi riallaccio al colloquio che ho avuto con voi qui dentro lunedì scorso, e non fui grande profeta, fui grande di statura ma non di sapienza, in quanto che ad un certo momento noi qui dentro siamo tutti d'accordo su questi problemi del lavoro, siamo tutti d'accordo nel prendere in esame le situazioni che si stanno creando e che vengono via via creando, perché sono come le ciliegie, una tira l'altra, ed io ricordo di avere detto allora, sempre con quel veto di parlare il meno possibile, - questo con soddisfazione vostra -, io già allora avevo detto: "Signori stiamo molto in gamba, perché noi stiamo parlando del bilancio regionale" e quando stiamo discutendo delle necessità dei lavoratori, a parte quelle giuste osservazioni che ha fatto Pollicini che vengono fuori così un po' per motivi di Partito e un po' per natura, sono problemi, ripeto, che sono sentiti da tutti, noi quando ci mettiamo qui a parlare di questo problema e quando Bordon fa segno all'amico Germano e dice dove li andiamo a prendere, eh no la risposta è semplicissima, si fa un po' di lavori pubblici di meno, si fa qualche cosa di assistenza di meno, è un problema che ha da essere risolto, perché se no qui è proprio - io non voglio neanche parlare di demagogia politica, voglio soltanto parlare che diventa una corsa alla simpatia, mi sono alzato io, si alza, adesso lo dico per simpatia, il Consigliere Caveri, ad un certo momento ci mettiamo a fare - lo dicevo in senso buono - ci mettiamo a fare le corse, diciamo noi riteniamo di dover dare questo, di dover dare quello e sono tutte cose sentitissime e pertanto devono essere esaminate con molta tranquillità e con molta ponderatezza, perché quando mi si viene a dire non so, abbiamo degli operai, dei lavoratori che sono alla Brambilla in sciopero da tanto tempo li dobbiamo aiutare, vorrei sapere chi si alza a dire di no, tutt'al più qui dentro ci sarà soltanto una cosa: che uno dirà dategli 5 lire, io mi alzerò per dire 10, Maquignaz 15, quindi ad un certo momento la voglio solo definire corsa alla simpatia per non adoperare delle altre parole più brutte.

Ora, che cosa ne voglio dedurre da tutto questo? Ne voglio dedurre che lunedì sera io mi permisi di far presente che siamo tutti d'accordo di intervenire in questi casi, però io vi prego ad un certo momento di prendere in esame la nostra situazione, quale è la nostra situazione? Ma oggi ho sentito qui, mi sembra l'amico, non ha importanza chi, i sacrosanti diritti degli altiforni, ma io penso dei lavoratori degli altiforni, ma io penso che i sacrosanti diritti siano di tutti i lavoratori, siano ieri della Brambilla, oggi della Cogne, domani dell'Ilssa Viola, di qualsiasi industria che noi possiamo avere qui in Valle, perché io chiedo che le necessità in una famiglia, l'operaio della Brambilla o della Cogne, siano come quelle di un altro, di dire che gli spazi dello stomaco della moglie, dei figli, l'operaio della Cogne sono gli stessi di quelli che può essere di una altra industria. Però io vi voglio domandare - ed è per questo che ho preso la parola - io voglio chiedere ad un certo momento, ad un certo momento dovremmo riunirci, dovremmo pure esaminare quale linea di condotta noi vogliamo ottenere di fronte a questi problemi, perché presi così tutti insieme ma siamo tutti convintissimi che è necessario che si ricorra, che si venga incontro, che si aiuti finanziariamente questi lavoratori che si trovano in queste difficoltà, però io chiedo anche che ad un certo momento si stabilisca, attraverso una riunione di Commissione Affari Generali, perché io qui non parlo di Consiglieri, di Consiglio di Amministrazione della Cogne, io parlo del Consiglio regionale nostro, io parlo del nostro bilancio che ad un certo momento può trovarsi gravato di 200 o 300 milioni per delle spese che sono sopravvenute senza prevederle, perché questo nessuno lo prevedeva. Pertanto io chiedo che ad un certo momento questi problemi non vengano decisi qui come si è fatto lunedì o come si vuole fare adesso, vengano portati in una Commissione Affari generali, integrata eventualmente da altri elementi, per cui ad un certo momento si sappia quale linea dobbiamo tenere, perché io mi sono permesso lunedì di dire: "ma guardate, fa ridere, 50.000 lire a testa per 100 operai fa 5 milioni", però mi ero anche detto - e se non sbaglio credo che i conti tornino anche se non li ho messi un pezzo di carta - che 50.000 a 1.000 operai fa 50 milioni e a 4.000 operai fa 200 milioni. Quindi io chiedo che ci sia eventualmente una riunione di Commissione Affari generali, integrata da altri gruppi o da altri Partiti che non fanno parte di questa Commissione, per cui si venga fuori con un indirizzo, e mi sembra che questo mio discorso, mi fa piacere di vedere che Germano annuisce a quanto io sto dicendo come io annuisco tante volte a quello che dice lui, per una serietà amministrativa del nostro bilancio, perché se no arrivati ad un certo momento qui facciamo le corse, come abbiamo detto prima, e ditemi voi che cosa ne viene fuori! Perché allora mi direte, tu tieni tutti gli anni nel tuo bilancio, l'Assessore alle Finanze della Regione tenga nel suo cassetto a disposizione un 200 o 300 milioni all'anno per eventuali casi come questo, perché arrivati ad un certo momento noi non potremo fare delle discriminazioni, non potremo dire sono 100 operai della Brambilla e glieli diamo, sono 250 gli operai dell'altoforno della Cogne e glieli diamo, sono 4.000 gli operai della Cogne e non glieli diamo più, io non credo che sia serio un discorso del genere; e quindi concludo dicendo che siamo tutti d'accordo, siamo tutti vicini a questi problemi, ha detto bene Pollicini e credo che non si voglia fare qui della demagogia politica qui di fronte ad un problema di questa importanza, di questa gravità, però per la serietà, è opportuno che si veda un po' in una Commissione nostra, di Regione, non la Commissione consiliare regionale che tratta i problemi con la Cogne, non i nostri Consiglieri o quelli che fanno parte del Consiglio di Amministrazione della Cogne, questi sono problemi loro, noi abbiamo un intervento che deve essere fatto dalla Presidenza del Consiglio e della Giunta verso la Società Cogne perché aderisca, acceda a queste richieste dei lavoratori, ma noi abbiamo anche come Consiglieri regionali il compito di vedere questa impostazione di bilancio che interessa, perché se no ad un certo momento le impostazioni che noi diamo potrebbero essere tutte sovvertite.

Quindi concludo: se voi non ritenete che questa mia proposta sia così sballata, io vi chiederei che questo problema ad un certo momento venga portato alla Commissione Affari generali, con la convocazione urgentissima, e se questa Commissione deve essere integrata da altri Partiti che lì non sono presenti, mi sembra che ne abbiano diritto perché se anche altri Partiti non ne fanno parte discutiamo dei denari della Regione, e si discuta quale è la linea di condotta che si deve seguire, perché non si può seguire una condotta così saltuaria, oggi sì, domani magari no, e se questa proposta non vi aggrada io sono lieto di averla fatta e chiedo che sia messa lì, questo a buona serietà amministrativa e, vorrei dire a difesa, se non difesa, a giusta spesa del bilancio della Regione.

Milanesio (P.S.U.) - Il mio Partito ha già assunto una posizione molto precisa in merito alla vertenza in atto alla Nazionale Cogne e oggi i quotidiani riportano un ordine del giorno che è stato votato all'unanimità dal nostro Esecutivo della Federazione.

Io voglio brevemente ricordare qui, a questo Consiglio, la posizione assunta dal Partito. Innanzitutto - e lo dico preliminarmente, anche perché forse è superfluo - è meglio evitare determinate impostazioni polemiche quando si vuole affrontare un argomento che è certamente serio come quello di oggi, così come ha fatto il Consigliere Manganoni, il quale, oltre tutto, oltre a non sapere quanto è l'emolumento del Presidente della Cogne, e quindi a fare delle illazioni, perché sta a lui dimostrare che l'emolumento è di quella entità, mentre è decisamente più basso e l'abbiamo già detto in questo Consiglio, dovrebbe anche essere al corrente che questo Consiglio regionale non ha mai designato né indicato nessun Consigliere di Amministrazione all'interno della Cogne; questo è già più grave perché, evidentemente, significa che allora la sua attività di Consigliere viene svolta con una certa superficialità.

Comunque, sgomberato il terreno da queste polemiche, noi socialisti riteniamo che le richieste avanzate dai lavoratori riflettano una situazione aziendale che deve essere modificata e che pertanto queste loro richieste devono trovare una equa soluzione. Quindi noi esprimiamo, in primo luogo, la nostra solidarietà ai lavoratori che erano in sciopero, che sono e che saranno in sciopero e riteniamo che questa situazione vada affrontata così come si sta cercando di fare, almeno da parte del potere regionale, vada affrontata cercando di avvicinare le parti e cercando di costringere la Direzione della Nazionale Cogne a trattare, se non altro preliminarmente, i problemi che riguardano l'altoforno e poi entrare nel merito delle altre rivendicazioni che sono state avanzate. Né dobbiamo dimenticare in questa circostanza che i problemi della Nazionale Cogne non solo sono di ordine salariale e di ordine normativo, ma riguardano, in modo particolare, la necessità che determinati diritti sindacali abbiano a potersi esercitare nell'interno della fabbrica, quindi noi approfittiamo di questa circostanza per ricordare la necessità che si possa ottenere il diritto di assemblea, che vi sia il riconoscimento delle questioni sindacali e dei comitati paritetici.

Ciò detto, noi riteniamo ancora che questa occasione possa essere - e non per voler far pesare sempre sui lavoratori tutte le richieste - ma che questa occasione possa essere utilmente impiegata per premere con maggiore forza presso il Governo affinché vengano concessi ulteriori finanziamenti che ci appalesano necessari senza che la Commissione, per esempio, di studio sulla Nazionale Cogne abbia già rassegnato le conclusioni. Io penso che tutti i Consiglieri oggi possano affermare con sufficiente cognizione di causa che è necessario un ulteriore e massiccio intervento finanziario per quanto riguarda la Nazionale Cogne, per poter consentire anche una ristrutturazione aziendale che non ricada essenzialmente, come avviene, sulle spalle dei lavoratori. Quindi la nostra posizione è una posizione molto chiara: solidarietà con i lavoratori in lotta e richiesta che si incontri al tavolo delle trattative, non con l'intenzione di eludere i problemi ma con l'intenzione di aggredirli, di affrontarli, e, ripeto come richiesta preliminare, e che vengano soddisfatte le legittime richieste dei lavoratori dell'altoforno.

Per quanto riguarda gli interventi che il Presidente del Consiglio ha espletato insieme all'Assessore Anziano - e noi riteniamo che questi siano giusti e che la strada scelta, cioè quella di premere oggi sul Ministro delle Partecipazioni Statali, sia la strada forse più breve per poter giungere ad una soluzione di questa vertenza, anche perché abbiamo avuto tutti l'impressione che dopo l'ultimo aumento salariale concesso alcuni mesi fa, diciamo così, senza colpo ferire, in questo momento da parte dei dirigenti Cogne e da parte anche del Ministero delle Partecipazioni Statali, vi sia una certa resistenza, evidentemente, ad accogliere certe proposte. La Cogne ha detto: questi aumenti salariali hanno, diciamo così, posto al limite di sopportabilità il bilancio dell'azienda; noi non possiamo né accettare, né sposare questa tesi, però se è vero che è da parte del Ministero che vengono fatte certe pressioni, che è da parte del Ministero che viene detto di tenere duro, se è vero, ebbene allora aggrediamo direttamente il centro delle resistenze, perché non dimentichiamo che questa azienda è di totale proprietà dello Stato e che quindi il pacchetto azionario ce l'ha quel famoso funzionario del Ministero che quando arriva a fare l'Assemblea dei Soci dice: tu sei del Consiglio di Amministrazione, tu anche, tu anche, quindi il detentore reale del potere in questo caso è il Ministero delle Partecipazioni Statali, non dimentichiamo questi aspetti e questo non per scaricare le responsabilità di altri, di dirigenti che hanno anche loro delle responsabilità evidentemente, ma conoscendo una certa situazione, l'intervento più utile, l'intervento più necessario, io ritengo sia quello sul Governo, sia quello sul Ministro del Ministero delle Partecipazioni Statali.

Io ritengo che le richieste avanzate da Germano per quanto attiene un concreto, dice lui, aiuto, un concreto intervento economico, siano quanto meno, in questo momento, premature e aderisco all'invito dell'Assessore Bordon caso mai di discutere nella Commissione Affari Generali, allargata a qualche rappresentante della Giunta e a qualche gruppo consiliare o a rappresentanti di gruppi consiliari che non sono presenti in questa Commissione, aderisco a questa richiesta di discutere questi problemi, anche se ritengo che queste richieste debbano essere in primo luogo esaminate dalla Giunta regionale.

Caveri (U.V.) - Non volevo intervenire in questa questione, tanto più che alcuni Consiglieri regionali, tra i quali cito il Consigliere Fosson, hanno inquadrato il problema e lo hanno messo a fuoco con molta precisione. Mi limito solo a fare alcune considerazioni su quello che ha detto l'Assessore Bordon. L'Assessore Bordon dice: 5.000 a testa per ogni operaio della Brambilla di Verrès moltiplicato 100 fa 5 milioni, e poi ha citato alcune altre, e poi ha fatto altre operazioni di matematica del genere. L'Assessore Bordon ha parlato anche di serietà amministrativa e di un certo rigore che ci deve essere nell'Amministrazione e ha detto che non ci devono essere due pesi e due misure. Io sono perfettamente d'accordo con quello che dice l'Assessore Bordon, però vorremmo che la Giunta proprio ripudiasse il sistema dei due pesi e delle due misure, quando si pensa che l'Assessore Balestri ha proposto in Giunta e ha fatto deliberare quattro milioni di lire per quel Generale di squadra aerea che, tra parentesi, si chiama Antonio Giachino, quattro milioni di lire per fare uno studio sul campo di aviazione di Aosta, questa è una vergogna, vergogna per l'Assessore Balestri e non voglio dire di più, dico soltanto questo: che gli altri Assessori ad un certo momento, prima di avallare certe decisioni, col sistema dei due pesi e delle due misure, perché si tratta di dare quanto? Le 50.000 lire a testa, - mi ero sbagliato un momento fa -, le 50.000 lire a testa a quei 100 operai della Brambilla, allora si hanno delle preoccupazioni, ma quando si buttano dalla finestra quattro milioni di lire per quel Generale, che ha detto un suo amico che i quattro milioni saranno divisi fra lui e l'Assessore Balestri, perché si arriva a questo punto, perché non solo c'è lo sperpero ma c'è la disonestà anche dei nostri amministratori e allora io dico: io sono d'accordo con l'Assessore Bordon, non seguiamo il sistema dei due pesi e delle due misure, e se ci deve essere serietà amministrativa ci sia in tutto la serietà amministrativa e non per certe questioni soltanto.

Balestri (P.S.U.) - Io vorrei pregare il Consigliere Caveri, per fatto personale, a ripeterle fuori queste cose, perché non so se siano quattro milioni, ora mi informo, non so.

Caveri (U.V.) - Lei non sa mai niente, ho qui la delibera, sono quattro milioni, è una vergogna questa!

Balestri (P.S.U.) - In ogni modo ritengo che uno studio sul campo di aviazione, così perfezionato, ci vuole, e se Lei conoscesse l'integrità del Generale Giachino non farebbe queste considerazioni, ma io la invito ad una cosa sola: la invito, le accuse che mi ha fatto, a farmele fuori in modo che io la possa denunciare con ampie prove di fatto.

Montesano (P.S.U.) - Un momento, io non posso permettere che si scantoni dall'argomento che è già di per sé pesante, quindi Avvocato Caveri la prego di desistere dal continuare questo discorso e rientrare un pochino, ecco la prego proprio amichevolmente di rientrare un pochino in questo nostro argomento che è pesantissimo e che dovrà essere ancora esaminato dal Consiglio sempre con quella mia raccomandazione di concludere poi in breve tempo l'argomento.

Caveri (U.V.) - Due parole di replica, io non posso mica non replicare a quello che ha detto l'Assessore Balestri.

Montesano (P.S.U.) - Ma scusi Avvocato Caveri, lei ha fatto un'accusa, un'accusa pesante!

Caveri (U.V.) - E la ripeto anche, se è necessario, perché siccome l'Assessore Balestri dice che non ricorda, lui non ricorda mai quando non gli conviene.

Montesano (P.S.U.) - Ma non è questo.

Caveri (U.V.) - Ma io qui ho la copia della delibera del 10 gennaio 1969 e qui c'è tutta la premessa del Professor Balestri, il quale dice che questo Generale deve studiare sul Campo di aviazione e la Giunta ha deliberato di dare atto che la spesa di lire 4 milioni - lei dice che non ricorda - è qua la delibera che lei non ricorda!

Montesano (P.S.U.) - Ad ogni modo Avvocato Caveri...

Caveri (U.V.) - ..."prevista per la realizzazione dello studio di cui si tratta sarà approvato con successivi provvedimenti della Giunta regionale"...

Montesano (P.S.U.) - Ma non è questo che dicevo io, scusate dobbiamo chiudere questo incidente e poi, no! Per la ragione che lei mi mette in condizioni, mi tira fuori un argomento che non c'entra affatto con questo!

Caveri (U.V.) - Si riferisce alle dichiarazioni...

Montesano (P.S.U.) - È un fatto, è un fatto personale che possiamo chiarire in separata sede, anche in sede di Presidenza del Consiglio, allora Assessore Balestri, allora io faccio una domanda precisa, c'è un fatto personale? Facciamo un'inchiesta?

Balestri (P.S.U.) - Siccome ha dato dei dati, questa è una delibera di massima, per cui c'entrano non solo il Generale Giachino ma c'entrano anche i tecnici, dei geometri o che, per gli studi di rilievo che devono essere fatti sul Campo di Aviazione e che, è comprensiva di tutto, perché se lui va a vedere, al Generale Giachino non è stato liquidato niente e la cifra anche proposta per questo è molto minore di quella riportata in questa delibera di massima, quindi si sta girando le cose.

Ma io ripeto che l'Avvocato Caveri, se ha del coraggio, mi deve ripetere questo fuori e sia messo a verbale questo... (voce dell'Avvocato Caveri) ...e chiedo che sia messo a verbale perché una denuncia non gliela toglie nessuno e lei se ha questo coraggio, invece di venire a blaterare qui in Consiglio regionale come fa, abbia il coraggio di... o se no mi denunci lei per questo e vedremo come va.

Montesano (P.S.U.) - Un attimo, qui è una parentesi, un incidente che ha creato... un attimo Avvocato Caveri, io domando all'Assessore Balestri se si vuole avvalere dell'articolo 52 del Regolamento in cui è detto "quando nel corso di una discussione un Consigliere sia accusato di fatti che ledono la sua personalità egli può chiedere al Presidente del Consiglio di nominare una Commissione la quale giudichi sul fondamento dell'accusa".

Balestri (P.S.U.) - Ringrazio il Presidente del Consiglio e lo prego di nominare una Commissione su questi fatti.

Montesano (P.S.U.) - Va bene, chiuso l'incidente. Passiamo all'argomento che era in discussione.

Germano (P.C.I.) - Ma io volevo dire brevemente su quell'ordine del giorno proposto, che non rispecchia tutto quello che è venuto fuori nella discussione, cioè anche Milanesio ha detto preliminarmente la questione dell'altoforno, e quindi che sia contenuta; la questione del Ministero delle Partecipazioni Statali anche Milanesio ha detto c'è un padrone della Cogne ed è il funzionario del Ministero delle Finanze, è lui il padrone che viene con la valigetta a fare il Consiglio di Amministrazione, no? Non è contenuta nell'ordine del giorno nell'ordine del giorno la questione della solidarietà ed io dicevo sì a quello che diceva Bordon perché io non ho richiesto uno stanziamento, io ho richiesto la costituzione di un Comitato di solidarietà, e se l'Assessore Bordon vuole sottoporre delle proposte alla Commissione Affari Generali, integrata, ecc. d'accordo, quindi contenuto solo l'elemento costituzione di un Comitato di solidarietà.

Dette queste cose io sono d'accordo, rimaneggiato l'ordine del giorno, sono d'accordo che sia approvato all'unanimità, è una cosa importante... (voce) ...Come no? Se metti "preliminarmente la questione dell'altoforno", se metti "il Comitato di solidarietà ", se metti cosa devono fare, mi pare, non lo facciamo mica...

Montesano (P.S.U.) - Germano, queste proposte, ce l'ha per iscritto?

Pollicini (D.C.) - Per chiedere cinque minuti di sospensione... (Voce: ...per metterci d'accordo sull'ordine del giorno) ...la maggioranza deve vedersi a me pare, perché sono delle proposte, viste non singolarmente ma come espressione della maggioranza, io chiederei una sospensione di cinque minuti, mi pare che l'argomento valga la pena di una sospensione per concordare una cosa responsabilmente.

Montesano (P.S.U.) - Accoglie la proposta del Consigliere Pollicini? Allora c'è una sospensione della seduta per mettere a punto questo ordine del giorno. Consigliere Pollicini lei ce l'ha l'ordine del giorno? Volevo farle vedere un'aggiunta di parola che io ho fatto, cioè di "perfezionare i contatti già iniziati con l'Onorevole Ministro".

La seduta viene sospesa alle ore 11,18 e riaperta alle ore 11,49.

Pollicini (D.C.) - Vorrei leggere al Consiglio l'ordine del giorno concordato dalla maggioranza di centro-sinistra:

"Il Consiglio Regionale, preso atto delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio e dell'Assessore Anziano in ordine alla vertenza sindacale in atto negli stabilimenti siderurgici della Nazionale Cogne, dà mandato al Presidente del Consiglio e all'Assessore Anziano di perfezionare i contatti già iniziati dagli stessi con Onorevole Ministro delle Partecipazioni Statali al fine di ottenere un suo intervento per la definizione della vertenza onde alleviare il disagio economico dei lavoratori e il conseguente riverbero sull'economia regionale, esprime piena comprensione del disagio e delle esigenze dei lavoratori, rimanda alla Giunta l'esame dei vari aspetti del problema".

(voce: ...potrei averne una copia?)

...Faccio battere o poi passiamo.

Germano (P.C.I.) - Per me è un po' una questione di metodo, non è che sia il metodo giusto quello di riunirvi voi, fare un ordine del giorno e darcelo lì, abbiamo detto delle questioni prima che lì non sono contemplate? Perché? Si è detto preliminarmente per la risoluzione del problema dell'altoforno, non c'è... si è detto che la Presidenza del Consiglio costituisca un Comitato per esprimere la solidarietà, non c'è... allora non so, o chiedo la sospensione perché noi possiamo esaminare coi vostri capigruppo questo, oppure proponiamo un ordine del giorno noi che contenga queste cose, non è giusto che voi vi riuniate, lo facciate vedere al Consigliere liberale e che noi...

Montesano (P.S.U.) - Adesso vi portano delle copie.

Germano (P.C.I.) - È venuto di là, ci ha dato quello, non si fa un ordine del giorno così, non c'è neanche... non si fa un ordine del giorno comune per un problema che tutti assieme diciamo grave e importante?

Montesano (P.S.U.) - Sì, ma adesso Germano sono andati a battere questo ordine del giorno, ve lo danno, e poi si vede quelli che possono essere i contatti con la minoranza. Bisogna trovare prima un comune denominatore della maggioranza.

Germano (P.C.I.) - Ma si è trovato nel dibattito e lì è sparito, nel dibattito c'era, tutti hanno capito che il problema dell'altoforno era diverso, è diverso, è una cosa diversa, quelli possono lottare solo così, e per di più quando c'è uno sciopero in bianco e gli operai vanno in giro e possono trovare qualcos'altro da fare. Loro no! Nello sciopero devono stare in fabbrica, devono firmare il cartellino, perché se succede qualcosa devono intervenire subito, non possono neanche andare a tagliare l'erba o fare le altre cose, devono stare lì, e se non consideriamo che questa è una situazione particolare abbiamo fatto un bel dibattito, ci siamo detti delle belle cose che poi non si concludono in un atto comune, che serva a risolvere i problemi.

Montesano (P.S.U.) - Consigliere Germano, io la pregherei poi di ripetere quando c'è presente il Consigliere Pollicini, perché è lui il promotore di questo ordine del giorno e quindi, Dottor Brunod, lo faccia ricopiare quell'ordine del giorno e Pollicini se mai lo fa rientrare.

Allora andiamo avanti con l'ordine del giorno, va bene?