Oggetto del Consiglio n. 347 del 29 giugno 1979 - Verbale
OGGETTO N. 347/79 - Disegno di legge regionale concernente: "Interventi regionali per il recupero occupazionale dell'ex I.M.V.A.".
Al fine di garantire l'occupazione, a seguito del fallimento della Società IMVA corrente in Verrès, si ritiene di dover concretizzare alcuni interventi straordinari regionali.
Prima di accennare al programma di interventi per il salvataggio della ex-IMVA appare opportuno porre in evidenza le difficoltà dell'intervento e la particolare onerosità dell'azione di salvataggio rispetto ad operazioni riguardanti nuove iniziative, e ciò perché le esigenze sono diverse ed evidenti: valga per tutte la difficoltà di ricostituire immediatamente un efficiente organismo, dopo un lungo periodo di defezione aziendale, utilizzando nel limite del possibile i dipendenti della vecchia azienda, il più delle volte altrimenti collocati o "prevenuti".
L'Amministrazione regionale, quindi, ha presentato istanza al Giudice fallimentare per ottenere in locazione e con diritto di subaffitto gli immobili ex-IMVA al prezzo di lire 3.000.000 mensili per la durata di 6 mesi rinnovabili.
Si è raggiunto, inoltre, con la Ditta Enrietti S.p.A., di Hône, una intesa volta a riprendere il lavoro con 90 dipendenti presso lo Stabilimento ex-IMVA, per la ripresa immediata dei reparti "bius" e "bidoni".
Tutti i dipendenti dell'ex-IMVA saranno assunti dalla Società che all'uopo verrà costituita dalla Dita Enrietti e i lavoratori eccedenti le 90 unità rimarranno in cassa integrazione fino a che nuova proposta di lavoro non possa essere loro offerta.
Per rimettere in moto la produttività è necessario garantire un comodo capitale di esercizio, restituibile in tempi brevi alla costituenda Società.
Per riprendere l'attività e per garantire le liquidazioni degli ex dipendenti, la costituenda Società dovrà acquistare il macchinario ex-IMVA, oltre a nuovi macchinari, per cui la Giunta regionale presenta all'approvazione del Consiglio la proposta di legge di seguito allegata:
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Disegno di legge regionale n. 89
REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ______________________________ n. _________
INTERVENTI REGIONALI PER IL RECUPERO OCCUPAZIONALE DELL'EX-IMVA
Il Consiglio regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta regionale
PROMULGA
la seguente legge:
ART. 1
La Giunta regionale è autorizzata ad adottare i provvedimenti di cui agli articoli successivi per il recupero occupazionale della ex-IMVA, corrente in Verrès.
ART. 2
La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla costituenda Società, da formarsi dalla Ditta Enrietti S.p.A di Hône, per la gestione della ex-IMVA, corrente in Verrès un contributo regionale atto a coprire - per una durata limitata ad anni 5 - la quota degli interessi superiore all'8% e comunque sino al limite complessivo del 16%, per la stipulazione presso uno o più Istituti di Credito di mutui fino all'importo massimo di lire 1.500.000.000.
ART. 3
Il mutuo di lire 1.500.000.000 viene garantito, per un periodo massimo di anni 8, per il 70%, pari a lire 1.050.000.000, con fidejussione della Regione; per la restante quota del 30%, pari a lire 450.000.000, la garanzia è a carico della costituenda Società di cui all'articolo 2.
La fidejussione regionale si estinguerà gradualmente per un terzo al 6° anno, per 1/3 al 7° anno e per l'ultimo terzo all'8° anno.
ART. 4
La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla costituenda Società di cui all'art. 2, per l'anno finanziario 1979, una anticipazione di lire 500.000.000 a valere sulle disponibilità di cassa eccedenti il normale fabbisogno della Regione, con totale garanzia dell'Amministrazione regionale stessa, per l'acquisto di macchinari ex-IMVA o nuovi.
La durata dell'anticipazione è di anni 15 al tasso effettivo dell'8%.
ART. 5
La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla costituenda Società di cui all'art. 2, per l'anno finanziario 1980 una anticipazione di lire 400.000.000 a valere sulle disponibilità di cassa eccedenti il normale fabbisogno della Regione, con garanzia dell'Amministrazione regionale per il 50% e per il restante 50% con garanzia della Società stessa, per l'acquisto di macchinari ex-IMVA o nuovi.
La durata dell'anticipazione è di anni 15 al tasso effettivo dell'8%.
ART. 6
La restituzione alla Regione delle anticipazioni di cui ai precedenti art. 4 e 5 avverrà secondo le modalità stabilite dalla Legge regionale 8.10.1973, n. 33, capo terzo "industria".
ART. 7
Il Presidente della Giunta regionale e, in caso di sua assenza o di impedimento, l'Assessore regionale alle Finanze, è autorizzato a sottoscrivere gli atti necessari per la concessione, a nome e per conto della Regione, della garanzia fidejussoria di cui all'art. 3 della presente legge, nonché a provvedere agli atti conservativi dei diritti della Regione e al recupero delle somme eventualmente risultanti a credito della Regione stessa.
Art. 8
L'onere derivante dal contributo regionale per l'abbattimento del tasso di interesse ammontante per l'anno 1979 a lire 120.000.000 graverà sul capitolo 4900, di nuova istituzione del Bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979.
Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede mediante variazione in aumento del cap. 195 della parte Entrata del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979, di Lire 120.000.000 - Per gli anni futuri l'onere sarà iscritto con la legge approvativa del bilancio di previsione.
ART. 9
Ai sensi della Legge regionale 1.4.1975, n. 7, l'onere derivante dalla concessione della garanzia fidejussoria prevista dall'art. 3 della presente legge, valutato in annue Lire 20.000.000, graverà sul capitolo 2610 del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 e sul corrispondente capitolo dei bilanci degli anni successivi.
Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede mediante riduzione di pari importo dello stanziamento del capitolo 4890 della parte spesa del Bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1979.
Per gli anni futuri l'onere sarà iscritto con la legge approvativa del bilancio di previsione.
ART. 10
Al Bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1979 sono apportate le seguenti variazioni:
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PARTE ENTRATA |
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VARIAZIONE IN AUMENTO |
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Cap. 195 |
Proventi della Casa da gioco di Saint-Vincent |
in più £. 120.000.000 |
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PARTE SPESA |
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VARIAZIONI IN DIMINUZIONE |
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Cap. 4890 |
Contributi, concorso in spese per mutui, sussidi ed interventi per iniziative e manifestazioni economiche e per lo sviluppo delle attività economiche |
in meno £. 20.000.000 |
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VARIAZIONI IN AUMENTO |
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Cap. 2610 |
Oneri derivanti dalle garanzie prestate dalla Regione in dipendenza di disposizioni legislative (L.R. 1.4.1975, n. 7) |
in più £. 20.000.000 |
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Cap. 4900 (di nuova istituzione) |
Contributo regionale in conto interessi sui mutui contratti dalla costituenda Società da formarsi dalla Ditta Enrietti S.p.A. di Hône per la gestione della Società ex-IMVA di Verrès al sensi della legge regionale____________ n. ___ |
£. 120.000.000 |
Nell'allegato I del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 è aggiunto quanto segue:
Legge regionale ____________________ n.___
"Interventi regionali per il recupero occupazionale dell'ex-IMVA"
(garanzia fidejussoria della Regione presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino a favore della costituenda Società da formarsi dalla Ditta Enrietti S.p.A. di Hône per la gestione dell'ex-IMVA)
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£. 1.050.000.000 |
La presente legge sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come Legge della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
Dolchi (P.C.I.) - Per quanto concerne l'ordine del giorno delle sedute del 28 e del 29 giugno, rimane da esaminare l'oggetto in epigrafe, iscritto ieri mattina al punto 8bis. In proposito, si sono riunite ieri le Commissioni Affari Generali e Industria che sono competenti a esprimere il parere, le quali, si sono nuovamente riunite questa mattina ed hanno espresso il parere, parere preventivo obbligatorio per poter procedere al dibattito e alla votazione. I Consiglieri avranno questo parere scritto e fotocopiato al più presto.
Perché la discussione possa avere inizio, mi permetto di leggere il parere, in modo che poi il Consiglio possa procedere ai suoi lavori, e questo solo per economia di tempo: "Le Commissioni consiliari permanenti Affari Generali, Finanze e Programmazione e Industria e Commercio, nella riunione in data 29 giugno, presenti il Presidente della Commissione Affari Generali Manganone ed i componenti Berti, Cout, De Grandis, Nebbia, Pollicini, Riccarand, Salvadori, Tonino, Voyat hanno preso in esame il segnalato disegno di legge e, dopo ampio dibattito, si sono così pronunciati: Manganone, Chabod De Grandis, Salvadori: parere favorevole all'approvazione del disegno di legge nel testo proposto dalla Giunta; Cout: esprime parere favorevole sull'opportunità dell'intervento, esprimendo nello stesso tempo critiche al contenuto dell'intervento stesso e al modo con cui sono state condotte le trattative per il rilevamento dell'azienda; Berti: esprime parere favorevole in linea di massima con alcune perplessità in ordine al costo finanziario dell'operazione; Nebbia: esprime alcune perplessità per quanto concerne le modalità di controllo che non appaiono sufficientemente chiare nel testo del disegno di legge; Pollicini: esprime forte perplessità in ordine al metodo proposto per risolvere la crisi dell'IMVA; Riccarand: esprime un giudizio negativo sul disegno di legge, sul modo con cui è stato elaborato e proposto all'esame del Consiglio; Tonino: esprime parere favorevole sull'opportunità dell'intervento, esprimendo però forti critiche sui contenuti dell'intervento stesso; Voyat: esprime parere favorevole, auspicando l'inserimento di un rappresentante della Regione nel Collegio dei Sindaci, come d'accordo con il Presidente della Giunta, la ditta Enrietti e le Organizzazioni Sindacali".
Questo brevemente è il parere che poi sarà distribuito, parere che ci permette di aprire il dibattito, dicevo, con 28 presenti, scusano l'assenza i colleghi Lustrissy, Rollandin, Viglino, e Maquignaz. Sono invece rientrati dalla loro missione i colleghi Faval e Mafrica, pertanto passerei senz'altro alla trattazione del punto 8bis dando la parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Sono note le vicende dell'ex GUINZIO ROSSI, azienda metallurgica corrente in Verrès, che aveva goduto per diversi anni di un certo nome, di un certo prestigio, che funzionava normalmente. A seguito di una serie di avvenimenti, tra l'altro la morte dell'Ingegnere Rossi, ha cominciato a fare acqua da diverse parti e nel 1970 è stata praticamente messa in liquidazione dalla famiglia degli eredi. Sono intervenuti alcuni gruppi industriali e la Regione ha dato preferenza alla società IMVA che si è dimostrata incapace, ne abbiamo parlato diverse volte in Consiglio, non ripeterò, considerazioni che sono note, è stata incapace di gestire questa società accumulando un pesante passivo per cui il 13 aprile di quest'anno veniva dichiarato il fallimento dal Tribunale di Aosta.
Era stato impossibile precedentemente trovare un accordo per una cessione pacifica senza procedure concorsuali dell'azienda all'ILSSA VIOLA che dopo un primitivo interessamento nel '76 aveva declinato la proposta della Regione di riprendere l'azienda. Di fronte a una situazione di questo genere, sia per il valore intrinseco dell'azienda stessa, valore determinato dalla sua posizione, dalla capacità delle maestranze, da alcune delle lavorazioni perché era un'azienda strettamente diversificata, alcune lavorazioni sembrano essere valide dal fatto che l'azienda ha anche una piccola centrale quindi ha dei vantaggi sul piano delle forniture energetiche, oggi particolarmente apprezzati dalla necessità infine di salvaguardare il più possibile l'occupazione in quella zona, la Giunta regionale, mi ha incaricato e mi sono interessato personalmente, di trovare una soluzione possibilmente globale positiva per l'IMVA. Soluzione che, perlomeno fino a che fosse stato possibile, doveva comprendere l'integrità dello stabilimento e non permettere spezzettamenti tra i differenti gruppi interessati. Le trattative hanno potuto prendere un avvio concreto con la ditta Enrietti e, dopo lunghe e laboriose trattative, mi permetto di dire che le trattative con i gruppi industriali non si conducono in comitati numerosi, si conducono per quello che si possono condurre e evidentemente non si possono anticipare delle soluzioni che non esistono perché tutto è sempre sospeso a un accordo più o meno globale. Queste trattative che hanno avuto come polo anche il Tribunale e i curatori del fallimento, l'Avvocato Balducci e il Ragionier Giansoldati da una parte, la Regione dall'altra, la ditta Enrietti che deve costituire una società per riprendere l'attività dall'altra.
Il disegno di legge che è sottoposto al Consiglio costituisce soltanto l'aspetto finanziario perché una volta approvato potrà dar luogo ad una convenzione così come abbiamo fatto con la MAXEL. Convenzione che sarà approvata da questo Consiglio e dove potranno essere inserite, come diceva Voyat nel parere, clausole riguardanti le modalità di controllo, che non sono mai state messe in nessuna legge finanziaria, comunque questo è un particolare. La convenzione la discuterà un Consiglio specifico e stabilirà gli oneri e i doveri reciproci con la ditta Enrietti per quel periodo di tempo nel quale la ditta Enrietti subaffitterà in un primo tempo dalla Regione l'immobile.
Quali sono i punti salienti della legge finanziaria che viene sottoposta oggi al Consiglio in relazione al fatto che l'attività riprende per dei settori limitati rispetto alle differenti lavorazioni dell'IMVA e i settori limitati sono i bidoni per la produzione del latte e i bius. La costituenda società si riserva di apportare nel tempo, dopo un periodo di preparazione del personale, nuove lavorazioni, in particolare lavorazioni meccaniche di materie plastiche per la costruzione di presse a iniezione, per stampi e di sviluppare poi ulteriormente il settore alluminio. In relazione a questi fatti e per poter riprendere l'attività tempestivamente in relazione ai fatti relativi agli ordini che sono giunti per i bius e per i bidoni, la Regione, anticipa un miliardo, grosso modo un miliardo, un miliardo e 50 per le due attività che costituiscono il capitale di esercizio di queste attività. Poiché sono attività fortemente stagionali con ordini che vengono a gruppi e che devono essere forniti in periodi brevi, esigono periodi lunghi di stoccaggio e di conseguenza l'onere finanziario di questa operazione con un anticipo di 5 anni per un miliardo e 50 e una garanzia fidejussoria che durerà 8 anni, a scalare negli ultimi 3 anni di un terzo. Questo capitale di esercizio viene anticipato dalla Regione per poter riprendere l'occupazione delle 90 persone ex IMVA e poter così rimettere in movimento il volano di quella fabbrica.
L'anticipo è dato sul fondo di cassa e quindi non impegnando denaro nuovo della Regione, è costituito da due voci: una di 400 milioni che non ha bisogno di particolari illustrazioni perché corrisponde alle modalità e alle regole del fondo di rotazione che potrà essere versato nel 1980 per l'acquisto di macchinario nuovo, e che praticamente garantisce alla costituenda società di non entrare nella graduatoria che si fa per il fondo di rotazione, e di ricevere comunque nel 1980, per l'acquisto di quei macchinari, 400 milioni alle condizioni stabilite dal Capo III "Provvidenze per l'industria" della legge 8 ottobre 1973, n. 33. Mentre i 500 milioni a totale garanzia regionale anticipati dalla Regione per l'acquisto del macchinario IMVA e per qualche piccolo macchinario nuovo esistente in questo momento nella fabbrica, vengono dati per rimettere in movimento la fabbrica stessa. Questo macchinario ha ricevuto valutazioni estremamente differenziate a seconda che la perizia venisse fatta dalle parti interessate o da periti nominati dal Tribunale. Rimane un dato di fatto che è un dato di buon senso, e cioè che quel macchinario vale in quanto è dentro quella fabbrica e può essere ancora utilizzato, spostato o messo in vendita all'asta, trattandosi di macchinario vetusto. La macchina più giovane ha almeno 15 anni, rischia di essere valutata soltanto a peso, come "ferraille", e di conseguenza mancando la proprietà del macchinario, mancando soprattutto ogni altra possibilità, (costituito il macchinario come garanzia per la liquidazione dei lavoratori) e di fronte a richieste ripetute, reiterate di un contributo a fondo perso, la proposta che si fa è di questo anticipo straordinario all'8% per 15 anni, in maniera da sbloccare questa situazione e da permettere la ripresa delle lavorazioni, la ripresa parziale per quei settori, almeno all'inizio, che sono stati indicati prima.
A questo bisogna aggiungere che con ordinanza del Giudice fallimentare gli immobili dell'azienda garantiti da un'ipoteca in seconda istanza, ma solo in pratica, è titolare la Regione perché ha anticipato i soldi, gli immobili dell'azienda sono stati affittati, per sei mesi rinnovabili, a 3 milioni al mese, abbiamo accettato, il prezzo è stato concordato in questa maniera perché anche queste piccole somme possono poi essere devolute al fondo di garanzia dei lavoratori dipendenti. Gli immobili sono stati affittati alla Regione con il diritto di subaffitto, per cui già all'inizio della prossima settimana, penso che sarà il 4 di luglio, con Enrietti, procederemo ad un esame intero della situazione dell'azienda, in modo da vedere di poterla mettere in funzione, perché ci vorrà almeno una quindicina di giorni di lavoro, potremo vedere di anticipare al massimo i tempi in modo da occupare queste novanta persone previste dal primo accordo con la massima celerità.
Come ho già avuto occasione di dire, in questo modo risolviamo parzialmente il problema, perché in realtà gli occupati dell'IMVA sono 180 e qui se ne occupa soltanto il 50%. È in corso una trattativa parallela con la ditta Besso, che ha la possibilità di assumere direttamente personale, mano d'opera quasi esclusivamente femminile, ma in questo momento è fermata da difficoltà di ordine giuridico - piano regolatore di Hône - per la costruzione di un altro capannone e quindi i tempi saranno un pochino più lunghi. È da precisare che il personale, su richiesta dei curatori fallimentari, quindi a carico dell'INPS è in cassaintegrazione e man mano che verrà assunto verrà licenziato e resterà creditore nei confronti della massa fallimentare per quelli che sono gli stipendi arretrati e la liquidazione, e entrerà così nuovo nell'azienda e su queste posizioni, anche se con la riserva che la soluzione non è stata globale, si sono espresse favorevolmente le Organizzazioni Sindacali. Per quanto riguarda infine le condizioni che verranno messe nella convenzione specifica che poi verrà approvata dal Consiglio, i Sindacati hanno chiesto, e Enrietti ha accettato, che sia nominato direttamente dalla Regione, uno dei tre membri del Collegio sindacale, potrebbe anche essere il Presidente, non avrebbe nessuna difficoltà, e si può richiedere, non vi sono difficoltà, che vi sia anche un membro della Regione nel Consiglio di Amministrazione, così come mi sembra il Consigliere Nebbia aveva richiesto nella riunione di ieri.
Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione generale. La parola al Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Abbiamo già discusso diverse volte di questo problema, soprattutto con mozioni ed interpellanze nostre, abbiamo discusso di questo problema e, più in generale sul problema dell'industria in Valle d'Aosta, e su questi problemi, proprio per la gravità della questione e su come venivano affrontati, siamo arrivati a chiedere le dimissioni dell'Assessore all'Industria e Commercio, Chabod. Abbiamo sempre fatto rilevare in queste mozioni, nei nostri interventi, l'assoluta mancanza di una politica industriale della Giunta regionale, il non impegno dell'Assessore, il fatto che molto probabilmente l'Assessore ha degli altri interessi, pensa ad altro, anche dagli ultimi incontri avuti in Commissione si vede come, solo dopo un po' di tempo l'Assessore si accorga di cosa si stia parlando, un'assoluta delega al Presidente della Giunta di questi problemi e un modo di agire del Presidente che ci lascia abbastanza esterrefatti.
Il fatto che il Presidente agisca da solo e che non riferisca non solo ai lavoratori, ma neppure al Consiglio, alle Commissioni, cosa che avevamo anche chiesto in una lettera di vibrata protesta, alla quale non c'è stato neanche risposto, dubitiamo che l'Assessore abbia riferito in modo approfondito abbastanza raramente anche in Giunta. Anche da quello che ci ha detto l'Assessore in Commissione, quando dice che: "anche in Giunta ne abbiamo discusso in questo modo, più o meno così e non ne so io qualcosa di più preciso".
Direi che come conseguenza di questo non dobbiamo stupirci se queste proposte sono arrivate in questo modo all'ultimo momento, senza una documentazione, è arrivato il telegramma senza l'allegato e solo ieri sera dopo la riunione delle Commissioni, siamo riusciti ad avere in mano, come Consiglieri, gli ultimi dati che Enrietti ha fatto avere, cioè i termini reali della questione. Aggiungerei che sembra quasi che ci sia una gran fretta da parte della Giunta di fare passare la cosa al più presto, come per scaricarsi da dosso un fardello.
Quindi una riflessione a questo punto mi sembra logica, proprio sul fatto che non c'è da stupirsi se noi chiediamo spiegazioni e se abbiamo grosse riserve su quelli che sono i contenuti delle proposte della Giunta. Anzi potremmo aggiungere che il fatto che, non solo una volta, abbiamo chiesto di essere tenuti al corrente di come stava andando avanti la questione era proprio perché quello che ci arrivava per le vie traverse tramite i lavoratori, tramite le Organizzazioni Sindacali, ci lasciava abbastanza perplessi ed avremmo veramente voluto poter conoscere meglio, discutere prima, e discutere sul modo di intervenire, ma prima, non arrivare come si arriva ora, all'ultimo momento di fronte quasi ad un ricatto, e mi scusino i Consiglieri Nebbia e Pollicini, i quali sia nella riunione di ieri che di questa mattina, hanno usato questo termine, "ricatto", infatti sembra quasi che questi novanta posti di lavoro, siano posti in modo alternativo prendere o lasciare e chi a questo punto se la sentirebbe di lasciare a casa 90 operai? Ieri Nebbia aveva usato questi ed altri termini e anche da parte di molti Consiglieri sono sorte delle perplessità. Ci sono alcune cose che ci trovano abbastanza consenzienti quando, per esempio, si parla di forzatura della nuova maggioranza e di questo modo di lavorare in Consiglio su questi problemi, che non è certamente quello che rispecchia, almeno secondo il nostro parere, quelle che dovrebbero essere le regole democratiche e le informazioni al Consiglio stesso.
Non solo, una volta abbiamo detto in Consiglio regionale dell'assoluta mancanza di una politica industriale da parte della Giunta regionale e di come fosse necessario rivedere anche la funzione del credito, i modi di intervento, la necessità di prevenire i problemi, non di rincorrerli sempre, andare sempre a tamponare queste situazioni, queste falle in extremis che risultano costosissime per l'Ente pubblico, sapendo anche che molto probabilmente il problema di quella data industria si sarebbe ripresentato, come si è ripresentato tante volte, sapendo che problemi di questo tipo ne esistono più di uno sul restante territorio regionale. Direi quindi che non possiamo continuare con questo modo disorganico e disordinato di intervenire che sta provocando un deficit spaventoso nelle casse della Regione; e sarà sempre più grosso questo deficit, ma è necessario dare un colpo di reni o un buon colpo di timone per una virata in una direzione diversa, per procedere, come noi più volte abbiamo chiesto e che anche oggi chiederemo.
Non rifaccio la cronistoria: dell'IMVA, l'ha fatta il Presidente, è stata fatta altre volte in Consiglio, e direi purtroppo troppe volte in questi ultimi tempi. Ricorderei solo alcuni dati ad esempio: ci sono ancora all'IMVA 184 operai e questi operai hanno, oltre ai dati che ricordava appunto il Presidente Andrione, un'età variabile, ma hanno una grossa concentrazione dai 40 ai 50 anni di età, ce ne sono con delle anzianità di servizio anche molto alte. Tre addirittura hanno un'anzianità di servizio che parte dal 1945 e sei dal 1945 al 1949, però direi che una grossa concentrazione di assunzioni è stata fatta dal 1960 al 1969 con 88 assunti, quindi dei lavoratori con delle anzianità di servizio che vanno dai 19 ai 10 anni. Di questi 184 operai 99 sono uomini e 85 sono donne e la situazione al mese di luglio vedeva 164 operai e 26 impiegati. Questi operai sono in cassaintegrazione ormai dall'anno scorso, l'IMVA ha chiuso nel mese di agosto, e c'è stata l'istanza di fallimento il 13 di aprile su di un passivo di 4 miliardi sembra. Gli operai, e questo penso che sia un dato che ci deve interessare abbastanza, devono ancora percepire 985.127.734 lire, di cui 85 milioni e più per l'indennità di anzianità e 127 milioni per spettanze varie, tredicesima mensilità e altro.
Ho ricordato questi dati non perché amante della statistica, ma perché vorrei fare un paio di considerazioni: ci diceva il Presidente della Giunta che i 500 milioni dell'articolo 4 della legge che stiamo discutendo dovrebbero servire a garantire il pagamento del dovuto nei confronti degli ex dipendenti IMVA, perché con questi Enrietti si impegnerebbe appunto ad acquistare macchinari nuovi e vecchi, quindi acquistare i macchinari della ex IMVA che sono stati valutati in una perizia della ditta sui, mi sembra, 1.700.000.000, un miliardo e settecento milioni, se non mi sbaglio, e invece da una perizia del Tribunale sui 469.000.0000, quattrocentosessantanove milioni. Se quindi Enrietti acquista questi macchinari, non li pagherà certamente più di quest'ultima cifra, cioè la cifra che è stata valutata dal Tribunale, e su questa cifra i lavoratori dovrebbero essere i creditori privilegiati, e la cifra dovrebbe servire per il pagamento di questi operai. Ora appunto ci sono un paio di considerazioni che vanno fatte.
C'è da chiedersi se è stata definitivamente definita la questione del medio credito, e se il medio credito non sarà un creditore privilegiato alla stessa stregua degli operai e non potrà avanzare per esempio un diritto sui 300 milioni che gli sono dovuti. Comunque anche se il medio credito non fosse privilegiato, per pagare gli operai ci vorrebbero almeno altri 500 milioni e il Presidente appunto ricordava bene ieri e anche adesso che in più la Regione pagherà al Tribunale 3 milioni al mese di affitto. Ci sono delle giacenze di magazzino che, da una valutazione che potrà essere fatta, non potranno coprire quello che è il disavanzo, ma direi che queste sono cifre che sono relative al problema e che quindi fanno considerare il problema forse in termini un po' diversi da quelli che possono essere evidenziati dalla legge. C'è il problema ad esempio degli operai che, oltre a quelli che verranno riassunti, ci saranno altri 94 operai in cassaintegrazione, anche qui la cassaintegrazione è da verificare perché sembra che possa andare fino al 1981, dopo non ci sarà più. Vi è quindi la necessità di rivedere la questione e su questo ci deve essere un impegno preciso della Regione per coprire quello che non è stato coperto, e che era nelle richieste di una trattativa più globale, perché ci sono effettivamente delle difficoltà per la riassunzione e anche per quanto riguarda i livelli probabilmente le difficoltà potranno essere superate per quelli che verranno assunti da Enrietti, però per tutti gli altri che non verranno riassunti sarà difficile che vengano riassunti già per l'età che hanno questi operai, ma penso che ci saranno delle difficoltà estreme per la riassunzione perché c'è un problema occupazionale nella zona che è già abbastanza disastroso, soprattutto per quanto riguarda l'occupazione femminile e i dipendenti che rimarranno in cassaintegrazione saranno per la maggioranza donne, io mi chiedo come possiamo semplicemente dire che verrà risolto il problema?
Tra le altre cose, oltre alla questione dei dipendenti, c'è la questione che va considerata nei termini finanziari, e se andiamo a fare delle valutazioni di quanto verrà a costare alla Regione, ho provato a fare dei calcoli, noi andiamo ad aggiungere al costo dei 20 milioni sugli interessi del miliardo e mezzo in 5 anni, quelli che sono gli interessi sui 500 milioni e sui 400 milioni degli articoli 4 e 5 in quindici anni all'8%, noi verremo, sommando queste cifre, ad avere un costo per la Regione all'8% su queste cifre per il 1979 di 192 milioni, per il 1980 di 187 milioni, scalando 182, 177, fino al 1992 9.600.000; novemilioniseicentomila...4.800.000 nel 1993 per un totale quindi di unmiliardocentosettantaseimilioni...
(interruzione del Presidente della Giunta, Andrione)
...sì, il vantaggio per l'imprenditore, appunto quello che dovrebbe guadagnare l'imprenditore! Comunque, direi che praticamente quello che ci mette di suo l'imprenditore in questa azienda è ben poco e se non altro la Regione poteva almeno chiedere le garanzie sull'azienda esistente o chiedere delle garanzie maggiori, perché l'imprenditore costituirà una nuova azienda, ci metterà 200 milioni di capitale, però poi il resto lo metterà solo attraverso i mutui che la Regione gli farà avere attraverso le banche con il tasso agevolato.
Ieri il Presidente della Commissione diceva che c'è la questione dell'avviamento, logicamente questo è un costo che l'imprenditore dovrebbe sostenere per riattivare l'azienda, però su questo non ho capito bene e vorrei chiedere una spiegazione, nel caso di una ristrutturazione dell'azienda, ieri il Presidente ha fatto presente che c'è da risistemare la canalizzazione della centrale, mi sembra, o qualcosa del genere, e lì dovrebbe intervenire la Regione, quindi mi è sorto un dubbio, nel caso di ristrutturazione dell'azienda, dei capannoni, di adattamento di questi capannoni, il costo sarà a carico della Regione o rimarrà a carico dell'imprenditore? In questa operazione va fatta una considerazione che, se è pur vero che si tratta di una operazione di salvataggio, praticamente Enrietti dovrebbe riattivare il reparto bius e containers no?
Però, ancora questa mattina, il Presidente non ha accennato che - probabilmente è una dimenticanza - ieri faceva presente che c'è questa nuova officina che dovrebbe poi lavorare sul progetto Enrietti famoso per le materie plastiche, questa è una nuova attività, non è un'operazione di salvataggio, quindi almeno su questo ci sarebbe dovuta essere una certa differenziazione anche per quanto riguarda gli interventi. Sta di fatto che su tutto questo noi abbiamo avuto ed abbiamo delle grosse riserve, anche se poi in fondo abbiamo sempre denunciato il modo con cui sono state condotte le trattative, tenendoci all'oscuro e mettendoci di fronte ai problemi solo quando i giochi erano fatti, se così li possiamo chiamare, o meglio posti di fronte quando le trattative sono ormai ad un punto tale che non si può tornare indietro, e quindi essere posti proprio di fronte all'alternativa del prendere o lasciare - lo dicevo già prima - a questo punto diventa molto difficile per tutti dire lasciamo questi 90 operai a casa.
Ecco, la responsabilità non sarà quindi certamente nostra, non potrà neanche essere dell'Assessore Chabod che su questo non ha mai trattato, ma una grossa responsabilità sarà del Presidente della Giunta e della Giunta nel suo complesso.
Adesso, andare a valutare quali sono i punti positivi, ad esempio se Enrietti è meglio degli Orlando, o se erano meglio gli Orlando, ecco, queste sono valutazioni personali che secondo noi saranno poi recitate agli effetti di quello che succederà in seguito e quindi penso sia compito nostro dare una valutazione di questo, ci sono sì delle cose positive, cioè l'impegno di un controllo maggiore della Regione e però diciamo che ci sono anche molte cose negative e sono quelle che ho evidenziato prima.
Rimangono aperti tutta una serie di altri problemi, l'assicurazione per i 94 operai che sono in più e che devono trovare un'occupazione, il fatto che è necessario che venga garantito un effettivo controllo della Regione sulla costituenda società, portando avanti con un impegno preciso questa questione, vedendo eventualmente se questo rappresentante della Regione nel Collegio dei Sindaci potrà essere il Presidente o meno, è necessario poi andare anche a vedere tutta una serie di altre questioni. Mi facevano presente ad esempio alcuni lavoratori della vicina Cooperativa di Arnad, la VALSIDER, che ha 23 operai - e non è cosa da poco - che ha difficoltà ad avere anche solo 60 milioni sembra che da parte della banca ci siano delle difficoltà tali per cui probabilmente dovranno rinunciare anche all'idea di poter avere questo mutuo agevolato di 60 milioni, mentre invece con il quadruplo di operai, con 90 operai il vantaggio che avrà l'imprenditore sarà di 1 miliardo e cento e più milioni e mi dicevano appunto...
(nuova interruzione del Presidente della Giunta, Andrione)
...sì, d'accordo, comunque lui ha avuto la possibilità e avrà la possibilità di accedere a questo mutuo, mentre gli altri non ce l'hanno, e allora facendo le proporzioni appunto basterebbe anche solo un quarto, che sono 280 e più milioni!
Direi quindi che è necessario intervenire rapidamente anche nei confronti delle altre aziende minori o aziende di questo tipo, perché non si deve aspettare che si verifichino ancora queste situazioni, perché queste aziende possano accedere al credito, e direi che la Giunta - e l'abbiamo chiesto diverse volte - dovrebbe impegnarsi a presentare almeno entro tre mesi delle proposte precise per quanto riguarda la ristrutturazione del settore industriale per dare la possibilità all'Assessore di avere delle indicazioni più precise per poter intervenire conseguentemente e che entro tre mesi vadano fatte delle proposte più precise e più organiche per quanto riguarda tutta la revisione della legislazione riguardante il credito agevolato. E su questo noi presenteremo un ordine del giorno perché pensiamo che il Consiglio dovrebbe impegnare la Giunta su queste cose.
Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Pollicini, ne ha facoltà.
Pollicini (D.P.) - Ci rendiamo conto che l'operazione di salvataggio - perché penso si tratti di un'operazione di salvataggio - è estremamente difficile, come sono state difficili tutte le operazioni tentate finora con risultati alterni quindi non è che noi imputiamo alla Giunta una difficoltà particolare nel comportamento che ha dovuto affrontare, se dobbiamo fare degli appunti alla Giunta ne facciamo di due ordini: il primo è l'assenza di informazione al Consiglio, non giustificata, in ordine all'andamento delle trattative, ma non tanto come fatto conoscitivo, quanto come possibilità del Consiglio di seguire il problema, di portare il suo contributo.
Stamane il Presidente della Giunta diceva che gli incontri di questo tipo non possono essere condotti in delegazione, possiamo capire, non chiedevamo di far parte della delegazione, però un coinvolgimento del Consiglio per il problema dell'IMVA secondo me era opportuno, anche perché giungere con una proposta come questa all'ultimo giorno, con un documento arrivato in extremis senza possibilità di approfondimento, né in Commissione, né in Consiglio, né in particolare da parte di ciascun Consigliere, rischia di...ecco, il termine giusto è "ricatto"...rischia di costringere il singolo Consigliere a dare un voto all'operazione a scatola chiusa, senza conoscere i risvolti, e quello che è più grave senza avere il tempo di esaminare le conseguenze di questa operazione. Certo, siamo favorevoli alla finalità dell'operazione di salvare una parte dei posti di lavoro, d'altra parte l'obiettivo massimo è quello del mantenimento dei livelli occupazionali, qui purtroppo non si raggiunge neppure quello! Ecco perché il costo dell'operazione ex IMVA non è quello che è portato dal documento in esame, ma dovrebbe tenere conto anche del costo necessario per il recupero delle altre 90 unità che non trovano occupazione, sia pure al limite nel 1981 nella ditta Enrietti.
Detto questo, lamentiamo anche un'altra cosa, e qui non ha giustificazioni il Presidente Giunta. Il documento che la ditta Enrietti ci ha presentato nell'ultima versione e di cui noi ne siamo venuti in possesso in Commissione ieri pomeriggio, è un documento che altri organismi hanno avuto il 6 giugno. Sarebbe stato opportuno e doveroso che questo documento...che non era più segreto, perché altri organismi, al di fuori del Consiglio regionale, al di fuori della Presidenza della Giunta ne erano in possesso e ne hanno discusso...bene, se potevano averlo altri organismi esterni al Consiglio, ritengo doveroso che questo documento fosse dato ai Consiglieri, alle Commissioni, in maniera tale da poter oggi dare un giudizio più ragionato, più approfondito e da poter esprimere un voto più cosciente. Direi inoltre che non è che ieri sera mi abbia fatto una grande impressione una certa dichiarazione rilasciata in una TV locale dagli industriali regionali i quali hanno presentato questa operazione come un'operazione valida, condotta dall'industria privata valdostana per salvare questa azienda. Non credo che ci siano dei grossi meriti proprio nell'industria valdostana, negli industriali privati valdostani, perché penso che l'unico merito sia quello che, come sempre capita da noi, si è riusciti a convincere la Regione a cucire una situazione che era già giunta al limite di rottura con la chiusura dell'agosto scorso.
Quello che dovremmo fare invece è un'osservazione, sia pure non ponderata perché non ci è stato dato il tempo, visto che il documento l'abbiamo avuto ieri, della proposta che viene fatta dalla Giunta e cioè abbiamo visto - almeno questa è una valutazione sia pure rapida e può darsi che non sia esatta nei termini, però nella sostanza penso lo sia - che con questa proposta tutte le linee di credito indicate oggi, sono al di fuori di quelle seguite finora. Non li leggo per brevità, ma la serie di interventi avvenuti nel campo dei salvataggi dell'industria o comunque nel campo degli interventi per l'istituzione di nuove aziende, sono tutti interventi al di fuori di quelli che oggi ci vengono proposti. Che cosa dico con questo? Dico che qui non c'è una linea di politica industriale univoca della Giunta regionale, stiamo continuamente in un pendolamento fra un tipo di intervento e un altro tipo di intervento, infatti tra gli interventi per l'INTEVA, per la FORTUNA WEST, per la MAXEL, per la SIV, vi sono interventi che sono tutti al di fuori dell'intervento seguito oggi, perché questo? Ecco, qui mi domando il motivo dell'incapacità della Giunta di avere una linea di politica industriale coerente. In fondo strumenti ve ne sono e sono quelli del fondo di rotazione, che è stato stravolto da una serie di modificazioni, originariamente prevedeva un intervento interassessorile per avere un'unica politica di intervento regionale sia nell'industria, che nel turismo, che nell'agricoltura, si è di nuovo portato lo spezzettamento per cui ogni Assessorato marcia secondo linee proprie e qualche volta può darsi che siano anche in contrasto fra di loro. Qui i fondi di rotazione non sono stati considerati; l'altro strumento, sia pure limitato, quello della Confindustria non è utilizzato, e praticamente andiamo avanti con la proposta relativa al problema dei macchinari che ricopia la legge nazionale, la "legge Sabatini", e non si utilizza questa legge che avrebbe potuto scaricare sulle finanze dello Stato un intervento che invece viene a gravare sulla Regione.
Ho un documento e ho la "legge Sabatini" che parla dei finanziamenti del 1979 e parla dei tassi agevolati per interventi di durata dai 4 ai 5 anni al tasso del 6,90%, in ogni caso con la "legge Sabatini", e parlo proprio del problema del 1979, il tasso di interesse applicabile dalla ditta venditrice a quella acquirente non potrà superare l'8,20%. Ecco, io mi domando ed è una domanda che faccio al Presidente della Giunta, se non era il caso di utilizzare un provvedimento di legge statale che avrebbe scaricato sullo Stato e non sulla Regione un intervento che in effetti era giusto fare, però probabilmente era giusto fare al minor costo per le casse regionali.
L'altro aspetto che manca, secondo me - e ripeto un po' quello che è già stato detto in Commissione stamane - è la non garanzia per gli strumenti di controllo. Vediamo, sempre in queste leggi di intervento nazionale, mi riferisco ad esempio alla legge 902 del 1976, che parla di una serie di interventi di garanzia da parte dello Stato per vedere se i contributi dati, sia pure attraverso varie forme, tasso agevolato, eccetera, sono spesi secondo i programmi che erano stati presentati dalle aziende, vi sono elencati gli strumenti di controllo. Qui noi, salvo l'affermazione fatta stamane dal Presidente della Giunta che potrebbe essere o ci sarà un rappresentante della Regione sia nel Consiglio di Amministrazione che nel Collegio dei Sindaci, queste garanzie, sappiamo che nel Collegio dei Sindaci la Regione è rappresentata anche all'IMVA, ci rendiamo conto che questo strumento di controllo non è servito a niente perché siamo giunti al risultato che stiamo discutendo oggi le conseguenze, pur avendo dentro quello che oggi ci viene presentato come uno strumento di garanzia perché sia salvaguardato l'interesse dell'intervento regionale.
Ecco, ora la domanda che faccio, questa nuova proposta che ci fa la Giunta, con questo nuovo tipo di intervento, e la nuova impostazione del credito che vuol dare la Regione o è un intervento ad hoc, particolare, e poi in un altro caso si seguirà un altro tipo di intervento, perché l'impegno economico dell'azienda ci sembra estremamente limitato, mi pare che la proposta della Enrietti, si limita a quell'intervento di 200 milioni di capitale sociale interamente versato quindi c'è un rapporto che va collegato fra l'impegno finanziario dell'azienda, l'impegno finanziario dell'ente pubblico e il dato occupazionale. Questi tre elementi, secondo me, non si fondono in un tipo di discorso che possa essere rassicurante per l'ente pubblico, perché il dato occupazionale è purtroppo estremamente limitato, probabilmente è il massimo ottenibile, su questo non discuto, perché a questo punto dico che il costo dell'operazione non è quello che oggi noi stiamo discutendo. Questo è il costo di un pezzo dell'operazione, perché se poi c'è l'intervento per la Besso, mi riferisco al discorso fatto ieri dal Presidente della Giunta, non so cosa vada alla Besso, mi pare che il Presidente abbia dato delle cifre, delle richieste piuttosto esorbitanti della Besso, per poter assorbire, non vorrei essermi sbagliato, ma mi pare che il Presidente ieri nell'intervento alle Commissioni abbia detto che la Besso avrebbe, in un colloquio, richiesto un intervento della Giunta per poter assorbire questo personale, in maggioranza femminile, che verrebbe utilizzato eventualmente nel costruibile stabilimento in quella zona, una volta risolti i problemi del piano regolatore e di carattere giuridico.
Allora mi pare che il costo sia notevole, non tanto nelle cifre, prese a prima vista, cioè non sono d'accordo, 2 miliardi e 400 milioni perché l'intervento della Regione, se non sbaglio, è di 120 milioni più 20 milioni per le fideiussioni, all'anno, aggiungiamo a questi costi il costo del 50% del personale da sistemare, che potrebbe essere anche superiore, aggiungiamo a questi costi che la Regione dovrà, - sono convinto, è una convinzione per carità con beneficio d'inventario - acquistare lo stabilimento ex IMVA, sia pure a prezzo di fallimento, perché presumo che l'industriale, facendo i suoi conti e procedendo come procedono tutti gli industriali, preferenzialmente tenda a pagare attraverso un affitto trentennale la proprietà eventuale dello stabilimento. Presumo che facciano questi conti in quanto nessun industriale è portato a spendere denaro liquido per un investimento di quel genere, cioè quello dell'azienda stessa intesa come capannone, per cui rischiamo di avere, dopo i sei mesi di affitto prorogabili, l'acquisto da parte della Regione dello stabilimento. Quindi un ulteriore investimento a cui farebbero seguito i costi di ristrutturazione e di manutenzione.
Ecco, quello che voglio dire è che siamo di fronte ad un'operazione condotta in un momento estremamente difficile, perché siamo tutti convinti che oggi è estremamente difficile trovare l'industriale che si prenda l'iniziativa di mantenere in vita, sia pure al 50%, un'occupazione, però è certo che questo industriale abbia acquisito questo tipo di impegno ad enorme vantaggio proprio, certo c'è anche il vantaggio dell'occupazione di 90 persone, sia pure 56 persone quest'anno per arrivare a 90 soltanto fra due anni.
Gli industriali si dimostrano di un'eccessiva esigenza proprio perché siamo presi per il collo, ecco qui il secondo discorso che conferma il ricatto questa volta dell'industriale, non avevamo altre soluzioni più valide, almeno noi non ne siamo a conoscenza e non era, fra l'altro, nostro compito anche perché non coinvolti, però rimane un fatto che qui non siamo garantiti contro questo tipo di operazione, noi non siamo, attenzione Presidente, non siamo contro il salvataggio delle aziende, siamo contro il salvataggio fine a sé stesso, ecco, qui noi siamo tutti tranquilli diciamo, perché l'etichetta del nuovo industriale ci dà delle garanzie, l'industriale ci dà delle garanzie nella misura in cui l'operazione è di estrema convenienza a sé stesso perché questa è la sua vocazione. D'altra parte l'industriale in una società come la nostra liberistica mira al profitto, questo profitto gli viene con l'intervento massiccio dell'Ente Regione. Quindi lui sa certamente quello che vuole, bisogna sapere se noi sappiamo quello che vogliamo perché io continuo a dire che con questa legge, è vero che c'è la convenzione come ci ha detto il Presidente che dovrebbe definire i particolari rapporti fra la Regione e la società, però vorrei dire che ad oggi non vi è alcun controllo sugli investimenti perché purtroppo dobbiamo avere, viste le esperienze passate, una estrema rigidità di controllo anche per quegli industriali che oggi danno le massime garanzie perché l'industria può avere i momenti alti e i momenti bassi, per cui non stiamo tranquilli solo perché oggi quell'azienda va bene, perché potrebbe essere domani un'azienda che, per ragioni di mercato o per azioni sbagliate, può trovarsi in difficoltà, e continueremo a pagare ancora noi.
È necessario, proprio perché siamo stati ammaestrati dalle esperienze negative del passato, mettere in atto quegli strumenti di controllo che sono necessari anche perché noi non amministriamo soldi personali nostri, sono soldi pubblici, per cui è giusto che la gente si renda conto che tutte le volte che interviene il pubblico potere con pubblico denaro, sono tutti autorizzati a spendere come vogliono senza controllo. Per l'IMVA mi pare che sia notorio una serie di cose, tant'è vero che la gente dubitava anche vi fosse possibile reato di bancarotta in quel fallimento. A prescindere da questo aspetto, risulterebbe che certi macchinari acquistati come nuovi di fatto fossero macchinari vecchi, queste notizie probabilmente sono vere perché chi le dice dovrebbe essere una persona che conosce tecnicamente se una macchina è nuova o non lo è. Non c'è stato, da parte dell'Ente pubblico, il controllo per verificare se le finalità per cui era stata finanziata l'IMVA attraverso i fondi di rotazione erano state ottemperate, quindi non può essere considerato un provvedimento di politica industriale quello.
Mettiamo, ora, almeno in atto quegli strumenti di controllo affinché siamo garantiti, d'altra parte occorre che il grado di informazione che ha la Regione sia diverso. Certo che se il grado di informazione, Assessore Chabod, è quello che tu ieri hai dimostrato di avere, noi siamo notevolmente preoccupati! Non voglio, assolutamente fare un appunto né di carattere ironico, né di altro tipo, sono veramente preoccupato perché occorre un grado di informazione che ci dia la garanzia che l'Esecutivo sappia realmente esercitare una funzione di controllo unica per evitare che il denaro pubblico, ancora una volta, sia sprecato. D'altra parte - e vorrei solo ricordare una cosa e poi avrei terminato - noi siamo favorevoli a questa proposta di legge, ma per i motivi che ho detto prima, e con tutti i dubbi, con tutte le perplessità che ho espresso ora, vorremmo che il Presidente ci desse una garanzia che almeno questa volta - e forse sarà la prima - si sono messi in atto degli strumenti tali da evitare i rischi che abbiamo corso e per cui oggi siamo qui a discutere.
Dolchi (P.C.I.) - È iscritto a parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
Nebbia (P.S.I.) - Questo provvedimento dimostra come la Regione si stia impegnando nei diversi settori dell'economia, in modo piuttosto disorganico e saltuario trovando per ogni tipo di intervento forme diverse.
Credo, per il futuro, che sia opportuno fare in modo di avere una certa unità in tutte le partecipazioni, in tutte le forme di finanziamento, in tutte le modalità di intervento che la Regione ha finora attuato e che riterrà di attuare per il futuro. Questo l'ha già detto in precedenza, mi pare Pollicini, perché si scopre in ogni nuovo caso un modo diverso di intervenire senza conoscere a priori quali potranno essere le conseguenze, perché manca l'esperienza, perché manca il supporto di valutazioni oggettive anteriori. Questo non vuol dire che non si debba anche operare con una certa elasticità, ma vuol dire che le possibilità di valutazione dell'Amministrazione regionale sono piuttosto ridotte, e quindi come tali anche passibili di portare soluzioni inadeguate.
È quindi opportuno - e la storia di quest'ultimo caso lo dimostra - affrontare tutti i problemi delle partecipazioni regionali, in modo diverso e ritengo che l'Amministrazione, così com'è strutturata in Assessorati, non sia all'altezza della situazione; non sia all'altezza perché l'Amministrazione è nata per eseguire delle opere pubbliche, per realizzare dei servizi pubblici, la diversa forma di interventi sul territorio non trova una rispondenza sufficiente da parte degli uffici, anche direi da parte degli amministratori, e le polemiche o le polemichette che ci sono state circa le competenze diverse lo dimostrano. In effetti non credo che ci sia globalmente una capacità sufficiente per affrontare questi problemi. Non vi è capacità sufficiente proprio per l'insufficienza della struttura e ritengo sia opportuno, come già hanno fatto altre Regioni, al di là delle considerazioni che qui in Valle d'Aosta erano state fatte anni fa, di affrontare nuovi strumenti che siano collaterali all'Amministrazione, ma collegati a questa e che hanno il cosiddetto nome improprio di "finanziaria", in certi casi anche il nome di "Enti di sviluppo", ma che regione per regione assumono una forma diversa, una competenza diversa, questo perché le strutture collaterali possono assumere caratteristiche più specifiche e dotarsi di personale qualificato.
Personale adeguato a valutare sino in fondo le necessità delle aziende, perché ne ha la competenza e ha la possibilità di controllare continuamente e di valutare anche l'evoluzione economica dell'azienda stessa: questo è collegato ad alcune osservazioni proprio su questo provvedimento perché, in effetti 1'Amministrazione assume in questo caso la funzione quasi di azienda bancaria per credito a medio termine e quindi non può certamente avere la capacità di una banca, in quanto non ha né la struttura, né il personale. L'Amministrazione non ha, almeno dal testo del disegno di legge, e quindi propongo un emendamento molto semplice che richiama quanto ha detto e proposto il Presidente circa la futura convenzione che non ha però, dal testo di legge, la possibilità di controllare l'evoluzione dell'azienda, né la possibilità di valutare l'utilizzazione pratica dei fondi qui previsti. Questo è stato detto perché altre volte i risultati che hanno dato le partecipazioni regionali, il Consiglio di Amministrazione o il Collegio dei Sindaci non sono stati utili, non sono stati validi, e ritengo che non sia assolutamente il caso di negare la possibilità di mettere in piedi nuovi strumenti e di organizzare nuove forze per poter coordinare e valutare tutte le partecipazioni regionali, solo nelle società funiviarie, sono circa una ventina, sono stati concessi cospicui finanziamenti e quindi ritengo opportuno che sia costituita all'interno di questo organismo collaterale un'équipe di tecnici specializzati, preposti al controllo dell'Amministrazione regionale di queste cose, controllo che sinora è avvenuto sporadicamente mediante l'utilizzazione saltuaria di singole persone che sappiamo benissimo hanno operato scollegate tra di loro, scollegate anche dal potere politico e che non hanno - e questa è l'esperienza passata - portato assolutamente dei buoni risultati.
Questo provvedimento - chiaramente non voglio ripetere quanto è già stato detto da altri - è un provvedimento che non è possibile non approvare, perché è opportuno trovare soluzioni adeguate alla precaria situazione economica ed occupazionale della Bassa Valle, però è opportuno fare una serie di valutazioni su come sono state attuate le trattative, su come il Consiglio ne è venuto a conoscenza, e anche su alcune modalità specifiche del provvedimento. Per quanto avessi detto che non volevo ripetere quanto già da altri illustrato ritengo però che il provvedimento sia stato portato in Consiglio in modo inadeguato, in modo insufficiente che non ha consentito ai Consiglieri un'assunzione di responsabilità diretta in modo cosciente.
Per quanto mi riguarda dirò di sì al provvedimento, però un sì sulla fiducia perché non c'è stata la possibilità di valutare sino in fondo tutti gli aspetti. Un sì sulla fiducia, anche se quello che mi pare implicito nel provvedimento circa i finanziamenti, perché le garanzie, l'abbiamo visto ieri in Commissione, le garanzie praticamente sono quasi inesistenti e la fiducia è che l'attività di questo nuovo organismo industriale proceda per i 15 anni dei finanziamenti se no diversamente la Regione, non avrebbe solamente perso quei 140 milioni l'anno di abbattimento degli interessi, ma perderebbe anche l'intero capitale. Su come è stato affrontato il provvedimento ci sono da fare alcune considerazioni, per esempio sulle questioni formali, non si capisce bene a chi, a quale ditta, a quale società andranno questi contributi perché si parla di concedere alla costituenda società da formarsi dalla ditta Enrietti S.p.A. di Hône, ma non sappiamo se sarà una società per azioni, se sarà una società a responsabilità limitata. Si è sentito parlare solamente di 200 milioni di capitale, ma evidentemente non pare adeguato per una società che si deve ancora formare. Ecco, questa è una questione di carattere formale, tanto per illustrare forse la rapidità con cui il provvedimento è stato affrontato. L'emendamento che propongo, ed è un emendamento che può anche essere modificato, è molto semplice, l'articolo 10 dovrebbe essere sostituito dal nuovo articolo che così recita: "Apposita convenzione regolerà i rapporti tra la Regione e la ditta contraente in modo da garantire adeguate forme di salvaguardia dell'impegno economico della Regione stessa", questo proprio per impegnare e indirizzare già nella legge la convenzione, nel senso che verbalmente è stato da molti detto di avere un certo numero di garanzie all'interno della nuova società in modo che la Regione possa seguirne l'andamento economico.
Fra le diverse garanzie è stata citata la partecipazione al Collegio dei Sindaci, dovrebbe esserci la partecipazione al Consiglio di Amministrazione come quello anche del deposito cauzionale delle azioni. Comunque la convenzione verrà discussa in Consiglio e spero che riporti queste considerazioni. Per questi motivi il parere è favorevole, però un parere favorevole nel dubbio, nella speranza e nella fiducia che le cose non debbano essere riaffrontate da questo Consiglio nell'arco dei prossimi due, tre anni.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Uno stabilimento che l'anno scorso, all'incirca a questa data, nell'estate del 1978, aveva 230 dipendenti e che secondo gli impegni assunti dall'IMVA nel 1974 quando aveva avuto i finanziamenti dalla Regione doveva arrivare a 309 dipendenti, si salvano in sostanza, con questo disegno di legge, con l'operazione condotta dalla Giunta in tutti questi mesi, 55 posti di lavoro. Cioè di quella che era l'attività e di quelli che erano i dipendenti dell'IMVA rimane la produzione dei reparti bidoni e bius, con i relativi addetti più gli amministrativi, nei 55 sono compresi anche gli amministrativi. Ecco, già questo dato a mio avviso indica quali sono i risultati di quella che il Presidente della Giunta chiamava la "soluzione globale" cercata dalla Giunta. Un'azienda che aveva oltre 200 dipendenti e che aveva un piano per arrivare a oltre 300 dipendenti è sostanzialmente ridotta a 55 occupati, alla cifra di 90 si arriva infatti soltanto aggiungendo 35 dipendenti che l'Enrietti aveva già previsto di assumere per lo stabilimento di Hône, per l'ampliamento di alcuni reparti dello stabilimento di Hône. Ci sono quindi due considerazioni da fare su questo dato occupazionale: uno rispetto alla zona di Verrès e uno rispetto agli occupati dell'IMVA.
Rispetto alla zona di Verrès la situazione evidentemente è chiara, si aggrava ulteriormente il problema occupazionale, si aggrava il problema per chi già aveva un posto lavoro, ma si aggrava evidentemente anche il problema per i giovani, per quelli che il posto di lavoro non l'avevano e che evidentemente hanno bisogno di trovarlo, hanno bisogno di cercarlo. Scompaiono vecchi posti di lavoro e non ne vengono creati nuovi. Quindi, rispetto alla situazione occupazionale della zona che già negli anni passati aveva visto un progressivo decadere dell'occupazione con la chiusura di fabbriche, eccetera, ieri il Presidente della Giunta parlava anche delle difficoltà e delle prospettive di crisi che potrebbero insorgere per la stessa SADEA, quindi c'è una situazione estremamente grave che non viene risolta, anzi viene accentuata dalla situazione che si è determinata, e di cui questo disegno di legge ne è semplicemente un riflesso, rispetto poi a quella che era la situazione occupazionale dell'IMVA 55 posti su 180, questa è la realtà dei dati e indica già quelli che sono i grossi limiti.
Ora, prima di entrare nel dettaglio del contenuto del disegno di legge, anch'io vorrei, come già fatto dai Consiglieri Cout, Pollicini e dallo stesso Nebbia, ribadire per l'ennesima volta una critica rispetto al modo con cui è stata gestita tutta la trattativa, si tratta di una ripetizione, perché, visto che il Presidente della Giunta continua a sostenere che le trattative potevano essere condotte solo in quel modo, io continuo invece a ritenere - ed insieme a me penso altri Consiglieri - che c'erano altre modalità con cui si doveva informare il Consiglio, si doveva discutere all'interno del Consiglio e all'interno della Commissione consiliare, su quella che era la situazione; oltretutto il disegno di legge ci viene presentato con una relazione che, a mio avviso, è del tutto ridicola, questa relazione è quasi letteralmente ricopiata da quello che è il promemoria che Enrietti ha mandato alla Giunta regionale. Mi stupisce che una Giunta, per presentare un disegno di legge elaborato dalla Giunta, ricorra ad un documento fatto dal padrone che chiede sostanzialmente del denaro, chiede dei mutui per rilevare un'azienda! Ora, è chiaro che leggendo questo disegno di legge, sentendo la relazione, ieri nella Commissione congiunta, del Presidente della Giunta e della Giunta più in generale che si sono trincerati dietro il silenzio, dietro la reticenza e non hanno mai dato informazioni su come stavano andando le cose, perché evidentemente dietro non c'era niente o c'era pochissimo, c'era, diciamo così, una realtà di incapacità di iniziativa, di impossibilità di prendere l'iniziativa, questa era la realtà che evidentemente è stata nascosta per mesi e mesi con il fatto che la trattativa va condotta a livello ristretto, in comitati ristretti, eccetera, eccetera.
Entrando più direttamente nel merito del disegno di legge, non riprenderò tutta una serie di osservazioni critiche che condivido e che sono già state espresse dai Consiglieri che sono intervenuti prima di me, mi limiterò a riprendere alcuni aspetti di questo disegno di legge che secondo me sono particolarmente criticabili. Anzitutto, dicevo prima, il problema occupazionale, questo problema di fatto non viene evidentemente risolto, non viene avviato neanche alla risoluzione, ma anzi di fatto vi è la prospettiva di un aggravamento con la presentazione di questo disegno di legge, di fatto questo problema non tende affatto a risolversi. Dicevo 55 posti vengono mantenuti, per tutti gli altri posti, per ora, rimane la cassaintegrazione per la maggioranza dei dipendenti IMVA oltretutto si aggrava uno degli aspetti più importanti: la disoccupazione femminile o la non occupazione femminile, perché ad esempio dei 90 posti previsti di assunzione nella nuova società che creerà l'Enrietti solo 24 saranno posti per l'occupazione femminile e le altre 60 donne che erano impiegate presso l'IMVA non hanno attualmente nessuna prospettiva occupazionale. Si parla di questa prospettiva della Besso, ne parlerò dopo, però è una prospettiva riferita non tanto alla zona di Verrès, quanto piuttosto alla zona di Hône, e comunque ritornerò dopo su questo.
L'aspetto finanziario di questa operazione: la costituenda società Enrietti, ottiene per questi 90 posti di lavoro - 35 già preventivati nei piani di Enrietti e 55 per il mantenimento dell'IMVA - ottiene sostanzialmente 2.400 milioni sotto forma di mutui o di anticipazioni della Regione o delle banche a tassi agevolati all'8%. Quindi praticamente per ogni posto di lavoro vengono investiti oltre 26 milioni e mezzo di lire. La Regione spenderà complessivamente nel giro di tre anni, per questa operazione, circa 2 miliardi di cui solo una piccola parte, se tutto va bene, se non ci saranno nuovi fallimenti, eccetera, soltanto una piccola parte rientrerà.
Un altro aspetto che a mio avviso è abbastanza indicativo di quella che è la situazione, ecco, vorrei riprendere un pochino quello che già osservava il Consigliere Pollicini, che questi finanziamenti vengono fatti completamente al di fuori della legge regionale sui fondi di rotazione, si fa riferimento alla legge dei fondi di rotazione, ma soltanto sulle modalità di assunzione. I finanziamenti vengono fatti completamente al di fuori sia della legge sui fondi di rotazione, sia di altre leggi finanziarie. Quindi condivido in pieno quello che diceva il Consigliere Pollicini, è indicativa questa assenza di una linea politica in campo industriale da parte della Giunta. Oltretutto si finanzia una società che ancora non esiste perché questa società, Enrietti lo dice molto chiaramente, si tratta di costituire una nuova società in cui Enrietti praticamente non rischia nulla, metterà 200 milioni di capitale e si rifiuta, come dice chiaramente il promemoria dell'Enrietti, i signori Enrietti non ritengono di poter prestare a favore della Regione garanzie reali in aggiunta a quelle personali, anche il pegno parziale del pacco azionario dell'attuale società F.lli Enrietti S.p.A. è di difficile realizzazione per le limitazioni che imporrebbero lo sviluppo di tale azienda. Quindi praticamente il Consiglio regionale è chiamato a votare un disegno di legge per dare mutui e anticipazioni per 2.400 milioni a una società che ancora non esiste, che deve essere costituita e che si rifiuta sin d'ora di dare garanzie reali. Mi pare proprio di essere presi per la gola, di trovarci in una situazione di completo ricatto, come già qualcuno in precedenza indicava.
Sulla questione della Besso che il Presidente della Giunta ha citato nella sua introduzione, anche qui la situazione mi pare abbastanza paradossale, nel senso che l'Enrietti aveva previsto nei suoi piani di sviluppo aziendale per lo stabilimento di Hône un ampliamento dei reparti stampaggio e per la produzione di particolari in materie plastiche, 1o dice Enrietti stesso nel piano presentato nel mese di aprile alla Giunta. Ora, questo ampliamento previsto in Hône che avrebbe potuto occupare i 35 dipendenti non viene più fatto ad Hône, ma viene situato a Verrès nello stabilimento dell'IMVA e quindi sostanzialmente non vengono mantenuti, si spostano, i 35 posti che dovevano essere creati a Hône, a Verrès. Contemporaneamente proprio a Verrès, dove c'è un maggiore problema di occupazione femminile, dicevamo prima che metà almeno dei dipendenti IMVA sono donne, non è prevista la localizzazione di un'altra azienda come la Besso che invece verrebbe localizzata a Hône e dovrebbe occupare 90 dipendenti. Fra l'altro la zona di Verrès ha già delle aree industriali previste dal piano regolatore, mentre invece si pensa di localizzare, non capisco bene con quale criterio, questo stabilimento della Besso a Hône che non ha delle aree industriali previste dal piano regolatore e quindi l'operazione è ancora tutta quanta in forse; ecco, non riesco a capire tutti questi spostamenti a quale logica rispondono o se c'è una logica dietro queste operazioni.
In conclusione ci troviamo, a mio avviso, di nuovo di fronte a una politica, a una prassi diciamo nel campo dell'iniziativa industriale che si è già manifestata in questi mesi, si ricordava prima il caso della Fortuna West, il caso dell'ipoteca sullo stabilimento di proprietà regionale per garantire un mutuo all'INTEVA, si continua, sostanzialmente, in una serie di interventi che sono affannosi, che non sono sorretti da una linea precisa di politica industriale, che sono frammentari e disorganici e che, a mio avviso, mantengono soltanto delle situazioni di precarietà senza nessuna solida prospettiva né a livello produttivo, né a livello occupazionale, e quindi il parere mio e di tutta la Nuova Sinistra su questo disegno di legge è fortemente negativo.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri non c'è più nessuno iscritto a parlare. Ci sono altri colleghi che chiedono la parola? Se non c'è più nessuno che chiede la parola...la parola al Consigliere Voyat.
Voyat (U.V.) - Provvedimenti di questo genere non è che vengano adottati con entusiasmo, non perché non si voglia intervenire in tutti i casi in questo settore, ma perché l'intervento è la conseguenza in tutti i casi in cui vi è una crisi, o un fallimento.
Come diceva Pollicini questa è un'operazione di salvataggio, questo intervento che da tutti è ritenuto necessario, non è solo per il mantenimento dei livelli occupazionali della Bassa Valle, ma è anche un fatto morale, o almeno così veniva detto nei diversi interventi fino a poco tempo fa dalle forze politiche, per salvare la situazione grave di circa 180 persone a Verrès. La gravità poi di questa situazione, come ce lo hanno detto e ripetuto, è l'impellente necessità di trovare una soluzione che ci fa ad un certo punto anche soprassedere all'urgenza con cui questo provvedimento è arrivato in Consiglio. Bisogna, tra l'altro, tenere presente l'impegno che si era preso la Giunta nei confronti delle diverse interpellanze, mozioni, interrogazioni proposte dalle diverse forze politiche, l'impegno di portare, appena avesse avuto una soluzione valida, di presentarla in Consiglio. Tutti erano d'accordo con noi di trovare questa soluzione e diciamo una soluzione più che valida, ma adesso non si ritiene più la cosa tanto necessaria, tanto urgente. Noi riteniamo che questa urgenza sussista ancora e qualora ci fosse qualche forza che pensa, come ad esempio dice Cout, che noi vogliamo imporre l'approvazione giocando sulla necessità o facendo leva sul fatto morale o di non...forzando una forza politica a votare contro un provvedimento di questo genere, e se qualcuno vuole prendersi la responsabilità di ritardare, addossando le colpe alla Giunta, lo faccia pure! A proposito dell'impegno finanziario della Giunta o della Regione ritenuto eccessivo, noi diciamo che non è troppo forte, o per lo meno non è così forte come gli interventi proposti o accettati da certe forze politiche, proposte in tutti i casi portate avanti nella Commissione Industria e Commercio per la Clamy. L'intervento della Clamy è molto più forte di quanto non sia questo. Dovrei solo precisare che se qui l'intervento è di 2 miliardi per la Clamy è superiore ai 2 miliardi, 1040 milioni per la costituzione della società, per poi arrivare ad una fidejussione tutta a carico della Regione di 1500 milioni.
A differenza quindi di altri, noi esprimiamo la nostra soddisfazione per questa soluzione chiedendo evidentemente quanto già concordato dal Presidente della Giunta con le Organizzazioni Sindacali e la ditta Enrietti di trovare una soluzione per il controllo di questa società.
Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri Consiglieri? La parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (Ind. P.L.I.) - Presidente, mi pare che abbiamo consumato qualche tempo per questo provvedimento di primaria importanza per la Bassa Valle, direi che ne abbiamo discusso molto largamente con il Presidente della Giunta ieri, in sede di Commissione allargata ai Capi Gruppo, e non vorrei ripetere quello che a iosa ogni oratore ha detto.
Indubbiamente la cosa evidente su cui non si può sottacere è che sul numero complessivo degli operai quelli che vengono riassunti sono una minoranza, nello stesso tempo bisogna però riconoscere che sia la Regione da una parte, che Enrietti dall'altra, fanno un grosso sforzo di peso finanziario o viceversa, come meglio volete, per poter iniziare una nuova lavorazione che noi pensiamo sia la continuazione di parte del vecchio e una nuova lavorazione, che noi pensiamo in buona fede, che possa portare veramente dei risultati positivi all'occupazione della Bassa Valle d'Aosta.
Io non mi voglio dilungare, potremmo fare dei lunghissimi discorsi che sanno soltanto di demagogia o di critica per poi arrivare alla chiusura finale, dicendo però votiamo a favore, niente di tutto questo. Piena fiducia nell'operazione sia degli organi regionali, sia degli organi privati, ragione per cui anticipo la mia dichiarazione di voto, per non riprendere un'altra volta la parola, che è di pieno favore, quindi voterò, evidentemente, di conseguenza.
Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare in sede di discussione generale. Se nessuno chiede la parola, io considererei chiusa la discussione generale, dando la parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Cercherò di, non dico rispondere, ma di ribadire alcuni concetti generali, quindi non risponderò individualmente, salvo forse qualche caso particolare. Un grosso problema che è stato più volte sollevato è quello del rischio per queste somme di denaro date alla costituenda società e garantite come? È vero che l'imprenditore corre pochi rischi rispetto alle somme impegnate, corre il rischio dei 200 milioni del capitale azionario della società e corre il rischio di sottoscrivere garanzie per 650 milioni: 200 dei 400 milioni di cui all'articolo 5, 450 di cui all'articolo 2, per dare garanzie per 650 milioni. Ci vuole un patrimonio superiore ai 2 miliardi ed è difficile immaginare che qualcuno prenda 2 miliardi e li butti in Dora! È vero che qualche anno fa le garanzie sarebbero state ben superiori ed è anche vero che qualche anno fa, nel 1974, quando è stata approvata la legge sui fondi di rotazione il tasso di interesse per i fondi industriali era dell'8% mentre oggi danno solo il 50% di quell'8%, danno il 4%, la situazione evidentemente è voluta. Quali altri possibili rischi vi sono se lo sceicco Zaki Yamani domani decidesse di portare il petrolio a 50 dollari il barile e se la FIAT come conseguenza diminuisse la produzione di automobili da un milione e più di adesso a cinquecentomila? Non voglio fare Cassandra, ma è chiaro che tutta l'industria dell'alta Italia, da Torino in su, si troverà in situazioni spaventose, e non saranno certo né i Presidenti, né i Consiglieri regionali, che con piani e con uffici risolveranno problemi di questo tipo perché un certo tipo di programmazione si può fare in fase di sviluppo, ma voler applicare le tecniche delle fasi di sviluppo a momenti di recessione quando si sta imboccando una spirale inversa pericolosissima, mi sembra non dico ingenuo, ma probabilmente un po' fuori luogo. In più si è parlato e si è sovente insistito sul problema legato all'occupazione e si dice che la Giunta regionale deve impegnarsi per i 94 dipendenti che non trovano posto e questo impegno della Giunta regionale evidentemente consisterà in trattative con altri gruppi per sistemare queste persone, però poi si critica la Giunta regionale per il fatto che abbia avviato delle trattative per arrivare a questa legge.
È vero, io qui devo dare atto che l'informazione è arrivata tardi, è arrivata all'ultimo momento, perché avremmo potuto benissimo depositare gli atti e i documenti tutto quanto e discutere il provvedimento di legge o al Consiglio di luglio o a quello di settembre se si fosse trattato di un provvedimento di natura ordinaria, purtroppo in queste situazioni l'Amministrazione ha sempre dei tempi limite per arrivare ad un accordo e per avere una legge operante, ci vogliono dei tempi che non sono certamente dei tempi industriali, dei tempi da ordinazione o da pagamenti che si fanno dai 90 ai 120 giorni. Abbiamo preferito presentare immediatamente la legge per guadagnare quel poco tempo che ci dà questo tipo di procedura. Quali sono le spese regionali? Le spese regionali sono specificate nella legge non credo sia difficile fare i conti di 120 milioni per 5 anni più 20 milioni di spese che effettivamente la Regione fa, ma bisogna tenere conto dall'altra parte che l'occupazione, anche solo di 90 persone è fonte di ricchezza, e che per il giro delle tasse il 9% rientra, invece la cassaintegrazione è fonte di perdita per tutti ed è un pagamento assolutamente a vuoto.
Quali possibilità abbiamo...e qui aspettiamo l'emendamento di Nebbia...quali possibilità abbiamo di controllo dei macchinari vecchi o nuovi? Io, denunce di questo genere, non ne ho ricevute, ma non avrei nessuna difficoltà a presentare formale denuncia nei confronti di chi non avesse fatto il proprio dovere in materia, perché abbiamo delle ispezioni, vi sono ingegneri che vanno a vedere, che controllano questo tipo di cose, ma in realtà in una questione come quella che stiamo discutendo, in un momento industriale come quello che stiamo vivendo, il problema non è quello del controllo, che può essere fatto correttamente attraverso il Collegio sindacale, potrebbe essere fatto anche sotto certe forme dal Consiglio di Amministrazione, ma il problema è quello dell'effettiva capacità di produrre.
È stato detto che il costo di questa operazione è alto, ed io non voglio aprire polemiche, ma per amore di patria vorrei pregarvi di verificare quanto costa l'investimento di Pomigliano d'Arco o, se preferite, per essere più vicini di quant'è costato al contribuente italiano l'investimento Cogne, in lira contante, poi vediamo cosa costa un lavoratore della Cogne...insomma, ci sono anche dei limiti a dire certe cose! Ai 220 miliardi attuali di passivo della Cogne possiamo aggiungere tutti quelli che sono ripagati dal mal tempo, ma questi direi sono solo piccoli esempi rispetto a quelli che sono gli interventi regionali che per 1o meno sono fatti a misura locale. Dire che il Presidente della Giunta tratta, è cattivo e l'informazione è arrivata in ritardo, tra l'altro quel documento del 6 giugno, Pollicini, contiene diversi errori, perché le trattative sono proseguite; ora, quel documento non fa nessun riferimento alla soluzione che avevamo trovato per il macchinario e che è stato approvato alle 2 di notte di martedì scorso dopo uno scontro e che informazioni avrei potuto darvi? Dunque siamo arrivati a questo punto bisticciamo sul macchinario mi sembrerebbe che il Consiglio possa discutere seriamente di qualche cosa di diverso genere.
"Legge Sabatini": ho parlato personalmente, ero a Roma per la questione della Clamy, sia con Mazzari che con Carbone, i due direttori generali dell'industria, fino al 1983 non c'è nessuna speranza di prendere un centesimo sulla "legge Sabatini" per quanto riguarda non solo la Valle d'Aosta, ma per tutte le Regioni del Nord, per via del meccanismo dell'almeno 60% delle regioni meridionali e di conseguenza noi che siamo considerati, pare, molto bene, non abbiamo voce in capitolo in materia anche se non è vero che stiamo bene. Grosso problema sollevato e dove vi è una parte di vero, è quello della diversità degli interventi, non solo la Regione, viste le norme di aumento dei tassi di interesse che non si fermeranno a questo plafond del 16% perché basta aprire un giornale per capire che quest'autunno arriveremo di nuovo al 20%, dico non solo la Regione ha una funzione di banca indiretta, ma si trova di fronte a delle situazioni che variano e che sono estremamente differenti da un caso all'altro. Nel caso della FORTUNA WEST, il fatto che il Banco di Roma accettasse di dare quei soldi e noi abbiamo dato una fideiussione per la somma di 150 miliardi ma il Gretti ci ha dato una fideiussione per oltre 1 miliardo che ha permesso di sbloccare quella situazione e quel nodo, nel caso dell'INTEVA, abbiamo inventato l'espressione un'ipoteca.
Io vi pongo un problema signori Consiglieri, è molto probabile, abbiamo avuto anche questa mattina delle notizie pessime, è molto probabile che ci troveremo entro poco con 574 posti di lavoro in meno per la MONTEFIBRE di Châtillon, se c'è qualcuno che ha delle idee e che sa come risolvere un problema di questo genere, bene, noi siamo qui per ascoltarlo! Certamente non saranno dei suggerimenti persi, perché la crisi, che per diversi anni si era sentita in Valle d'Aosta forse in maniera un po' attenuata, sta arrivando in maniera massiccia, e se dovessimo avere delle restrizioni in materia di rifornimenti energetici, in particolare per il riscaldamento e se entrasse in crisi anche il turismo, cosa che non è nelle probabilità più remote, ebbene affronteremo negli anni 1979-1980-1981 un inverno difficile. E qual è, di fronte ad una situazione di questo genere, la politica regionale? Quella di tamponare, lo diciamo e lo riconosciamo, una situazione che si sta degradando ogni giorno di più e che diventa estremamente pericolosa. Non siamo evidentemente i soli perché è una crisi mondiale, e sembra che in certi Paesi si aumenti la benzina di colpo del 400%, cosa che può capitare anche da noi, ma attenzione, non è questo il momento per fare dei discorsi ottimisti o dei discorsi facili, rendiamoci conto che vi sono sul tappeto dei problemi che possono scoppiare nella nostra Regione in maniera gravissima e la nostra risposta è quella di cercare piccole industrie che siano piazzate in modo tale da darci un minimo di garanzia e un minimo di equilibrio.
La ditta Besso ha, per iscritto, parlato di occupare 120-150 dipendenti e preferisce, per motivi suoi, di collocarla a Hône, comunque come ho detto sarò la settimana prossima in Bassa Valle per vedere di studiare questi problemi, e se c'è una cosa che auguro a tutti è che la crisi economica mondiale si attenui e che ci permetta di riprendere dei discorsi di espansione programmata, che in quel momento avrebbero un senso e che in un momento come questo, sembrano, scusatemi l'espressione, a quelle opere male allestite dove il tenore passa di stecca in stecca, e dovendo fare la famosa romanza fa invece uscire dei suoni un poco...
Dolchi (P.C.I.) - Signori Consiglieri, prima di passare all'esame della legge articolo per articolo, il Consiglio deve pronunciarsi sull'ordine del giorno che è stato presentato in sede di discussione generale dal Consigliere Cout e che vi è stato distribuito. Io l'ordine del giorno non lo rileggo, è stato commentato dal Consigliere Cout, è stato distribuito a tutti i Consiglieri regionali.
Ordine del giorno
Il Consiglio regionale
Preso atto che con la votazione in Consiglio della legge che predispone interventi regionali per il recupero occupazionale della ex IMVA, rimane aperta una serie di grossi problemi inerenti la situazione industriale in Valle d'Aosta, alcuni dei quali si riferiscono e derivano, anzi, dal provvedimento stesso;
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1) intervenire affinché sia rapidamente trovata una soluzione occupazionale per i restanti 94 operai o impiegati in Cassa Integrazione anche dopo il provvedimento di cui in premessa;
2) agire affinché venga garantito un effettivo controllo della Regione sulla costituenda nuova società attraverso la rappresentanza regionale nel Collegio dei Sindaci così come richiesto dalle 00.SS.;
3) intervenire rapidamente in favore delle aziende minori che attraversano momenti di difficoltà affinché possano accedere alle agevolazioni creditizie regionali per poter garantire così i livelli occupazionali (es. la Coop. Valsider di Arnad);
4) a presentare in Consiglio regionale, entro tre mesi, proposte concrete per l'adeguamento della struttura regionale incaricata di seguire i problemi dell'industria e proposte più organiche di revisione della legislazione riguardante gli interventi sul credito.
Aosta, 29 giugno 1979
F.to: Cout
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Se il Presidente del Consiglio concorda di votarlo separatamente, votiamo il primo e il secondo punto, non votiamo il terzo e il quarto, per quanto ho già spiegato.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (Ind. P.L.I.) - Colgo l'occasione per dire che sono d'accordo con il Presidente della Giunta e, nello stesso tempo, mi permetto di ricordare che noi avevamo parlato ieri di un ordine del giorno sulla faccenda della RAI, è stato stabilito dal Presidente ed è stato portato ai Capi Gruppo e quindi sarà iscritto al prossimo Consiglio, quindi Conferenza dei Capi Gruppo e poi nel prossimo Consiglio per l'approvazione. Insomma è soltanto per dare un senso logico alla continuazione della cosa, se no nessuno ne sapeva più niente.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Io propongo un'aggiunta al punto 2) dell'ordine del giorno, là dove dice che: "2) agire affinché venga garantito un effettivo controllo della Regione sulla costituenda nuova società attraverso..." e qui aggiungerei: "l'Assessorato all'Industria, Commercio e Artigianato e la rappresentanza regionale nel Collegio dei Sindaci..." in quanto, l'ho detto prima e lo ripeto oggi, nel Collegio dei Sindaci era presente la Giunta anche quando c'era 1'IMVA. Io non credo nell'efficacia del controllo de1 Collegio dei Sindaci, ritengo maggiormente importante che sia coinvolto direttamente l'Assessorato all'Industria per questo controllo, quindi io farei questa proposta alla Giunta, se è d'accordo il proponente.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola sull'ordine del giorno? La parola al proponente sulla proposta del Consigliere Pollicini...
La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Per me va bene l'aggiunta che ha proposto Pollicini, era implicita tra l'altro nel quarto punto, noi volevamo dare all'azione della Regione un contenuto un tantino più corposo. Prendiamo comunque atto che la Regione continua a rifiutare di darci delle strutture più adeguate e continua nel modo di gestire la politica industriale che è stato testé illustrato dal Presidente della Giunta, Andrione. Ci stupisce, e anche questo va decisamente denunciato, invece, che non ci vuole essere la volontà di intervenire con altrettanto rigore e altrettanta passione verso quelle aziende minori che costituiscono un tessuto, e allora perché non votare il punto 3? Il punto 3 dice "intervenire rapidamente"...
Andrione (U.V.) - ...siamo intervenuti. Per quanto riguarda la Regione è stato fatto tutto quello che la Regione poteva fare, le carte sono al S. Paolo, abbiamo dato parere favorevole.
Tonino (P.C.I.) - Noi contestiamo invece questo fatto, nel senso che se è vero che le cose vanno avanti con la solita routine, che è caratteristica di una serie di atti da parte della Giunta, c'è particolare impegno per alcune cose che vanno avanti molto rapidamente, altre, invece, inspiegabilmente...le leggi nascono molto male, perché non c'è la conseguenza adeguata, preventivamente vanno rifatte, e via dicendo. E poi crediamo che non sia adeguato l'impegno della Giunta nei confronti delle banche, degli operatori di credito, perché è inspiegabile che situazioni come quella della VALSIDER si trascinino per tanto tempo. Per questo richiediamo un rinnovato impegno, chiediamo che ci sia un maggiore impegno da parte della Giunta.
Andrione (U.V.) - ...sul problema specifico messo in questa maniera, quando la Regione ha fatto quello che doveva fare non è accettabile.
Dolchi (P.C.I.) - Altri sull'ordine del giorno? Il Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Io al punto 2) chiederei alla Giunta, anche in conseguenza di quanto avevo detto in precedenza, di aggiungere alla fine "e nel Consiglio di Amministrazione", cioè la rappresentanza regionale non solo nel Collegio dei Sindaci, ma anche nel Consiglio di Amministrazione con, evidentemente, persone adeguate e adatte in modo da non ripetere gli errori del passato.
Dolchi (P.C.I.) - Nel Collegio dei Sindaci e nel Consiglio di Amministrazione?
Andrione (U.V.) - "...Assessorato all'Industria, Commercio e Artigianato, la rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione e nel Collegio dei Sindaci", altrimenti non sta in piedi.
Dolchi (P.C.I.) - Altri? Allora, come da richiesta del Presidente della Giunta, metto in approvazione l'ordine del giorno con votazioni separate ai sensi del Regolamento.
Punto 1) dell'ordine del giorno. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 30
Maggioranza: 16
Voti favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Il secondo punto risulterebbe così:
"2) agire affinché venga garantito un effettivo controllo della Regione sulla costituenda nuova Società attraverso l'Assessorato all'Industria, Commercio e Artigianato e la rappresentanza regionale nel Consiglio di Amministrazione e nel Collegio dei Sindaci così come richiesto dalle Organizzazioni Sindacali."
Corrisponde alle proposte? Allora, in seguito alle proposte aggiuntive del Consigliere Nebbia e del Consigliere Pollicini, che i proponenti hanno accettato, c'è qualcuno che chiede la parola? Metto in approvazione il punto 2), così come completato dalle proposte dei vari Consiglieri, e nel testo da me letto. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 30
Maggioranza: 16
Voti favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Sul punto 3) chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 30
Maggioranza: 16
Voti favorevoli: 12
Voti contrari: 18
Il Consiglio non approva.
Sul punto 4), non ci sono particolari modificazioni. Qualcuno chiede la parola? No. Procediamo alla votazione. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene? Stesso risultato? No.
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 30
Maggioranza: 16
Voti favorevoli: 13
Voti contrari: 17
Il Consiglio non approva.
Si passa ora alla trattazione del disegno di legge n. 89, articolo per articolo.
Articolo 1. C'è qualcuno che chiede la parola sull'articolo 1? Metto in approvazione, per alzata di mano, l'articolo 1. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione palese:
Presenti: 30
Votanti: 29
Maggioranza: 16
Voti favorevoli: 29
Astenuti: 1 (Riccarand)
Il Consiglio approva.
Articolo 2. Ci sono variazioni nella votazione da parte dei Gruppi? Stesso risultato.
Articolo 3. Stesso risultato.
Articolo 4. Stesso risultato.
Articolo 5. Stesso risultato.
Articolo 6. Stesso risultato.
Articolo 7. Stesso risultato.
Articolo 8. Stesso risultato.
Articolo 9. Stesso risultato.
All'articolo 10 c'è la proposta di sostituzione, l'emendamento presentato dal Consigliere Nebbia; l'articolo 10 verrebbe quindi sostituito con il seguente che è stato distribuito:
Emendamento
"ART. 10
Apposita convenzione regolerà i rapporti tra la Regione e la Società contraente in modo da garantire adeguate forme di salvaguardia dell'impegno economico della Regione stessa."
C'è qualcuno che chiede la parola sull'emendamento sostitutivo? Metto in approvazione l'articolo 10 così com'è proposto nel testo del Consigliere Nebbia. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione sull'emendamento sostitutivo dell'articolo 10:
Presenti: 30
Votanti: 29
Maggioranza: 16
Voti favorevoli: 29
Astenuti: 1 (Riccarand)
Il Consiglio approva.
Metto quindi in approvazione l'ex articolo 10 che prende il numero di articolo 11. C'è qualcuno che chiede la parola? Stesso risultato.
Con ciò termina la votazione palese. Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Fosson.
Fosson (D.C.) - Molto rapidamente per annunciare ovviamente il voto favorevole della Democrazia Cristiana a questa che è un'operazione di salvataggio. È già stato detto molto stamattina, l'ha sottolineato il Presidente della Giunta che vi sono crisi nazionali ed internazionali che passano sopra la nostra testa e delle quali noi non facciamo altro che prendere atto o subirne le conseguenze, non meno degli altri. Dicevo: è un'operazione di salvataggio, che avviene in un momento particolare sotto la spinta delle forze sindacali, sotto la spinta delle forze operaie.
Noi ci sentiamo di votare a favore, e votiamo a favore, pur riconoscendo tutti i limiti che le operazioni di salvataggio in quanto tali hanno. Noi saremmo per un tipo di economia e di politica forse più liberistica, ma, dopo tanti anni di spinte in senso contrario, cambiare tendenza è piuttosto difficile ed è poi piuttosto difficile decidere quando cambiare tendenza e sulla testa di chi. Non riteniamo che vi siano operai più privilegiati ed altri meno, per alcuni dei quali il salvataggio debba essere fatto, ed altri per i quali non debba essere fatto. Quindi in questo senso noi votiamo a favore.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Ma noi voteremo a favore, perché finalmente c'è un intervento che, sia pure parzialmente, va a rioccupare una parte del personale dell'ex IMVA di Verrès, noi siamo sempre particolarmente attenti a queste situazioni, Consigliere Fosson, senza mai strumentalizzarle, semplicemente perché non possiamo tollerare che sbagli nella direzione politica del Paese e nella direzione della politica economica del Paese cadano sulle spalle dei lavoratori. Mi sembra un concetto di estrema semplicità e che non ha nulla a che fare con la demagogia. Siamo d'accordo sulla necessità, oggi, del salvataggio dell'azienda; non siamo d'accordo - e questo lo spiegheremo anche ai lavoratori - sul metodo che ha seguito la Giunta regionale, e non siamo d'accordo sulla logica del provvedimento stesso, o sarà forse il caso di parlare, oggi, della mancanza di logica del provvedimento.
Sul metodo: contrari al metodo perché l'azione personalistica che ha portato avanti il Presidente Andrione non ci va bene, noi siamo evidentemente d'accordo che a trattare non debba essere portato il Consiglio nel suo complesso, ma crediamo che situazioni così difficili, neanche Leonardo Da Vinci, se fosse ancora in vita, potrebbe affrontarle da solo, per tutte le implicazioni di carattere politico ed economico che hanno. Non è per noi assolutamente giustificabile e noi non lo giustificheremo mai che il Consiglio sia stato escluso dall'informazione e non sia stato coinvolto in questa trattativa. Ne è dimostrazione la difficoltà con cui in Commissione, prima, e in questo stesso Consiglio, poi, siamo riusciti a discutere concretamente dell'operazione, salvo alcuni sprazzi...a nostro avviso non si è discusso sufficientemente nel merito della cosa. Il metodo affrettato dimostra, a nostro avviso, la volontà della Giunta regionale di mettere soprattutto dei tacconi alla situazione industriale senza avere alcune linee, già altri l'hanno sottolineato nel dibattito generale.
Questo ci preoccupa: invece di avere un'azione di orientamento e propulsiva, la nostra Regione oggi sta stimolando l'assistenzialismo, un assistenzialismo, e mi spiace non ci sia il Presidente della Giunta, che non ha alcun riscontro in altre Regioni d'Italia, con il rischio, tra l'altro, di scaricare il padronato dagli impegni che deve assumere. Sotto questa cappa di assistenza che nella nostra Regione è fornita dalla Giunta regionale, dal bilancio regionale, noi ci permettiamo il lusso anche di non fare i conti con i soldi che ci sono, alla fine tutto quadra, questa è la sostanza dell'intervento. C'è l'urgenza, e in tal senso abbiamo proposto nel nostro ordine del giorno che la Regione si dia strutture affinché possa fare una politica industriale, è urgente un collegamento con le altre Regioni, era urgente e poteva essere fatto questo collegamento, Assessore Chabod! Anche in questa vicenda voglio ricordare che c'è stato, ad Alghero, nel settembre scorso, un incontro tra gli Assessori all'Industria al quale ha partecipato anche l'Assessore Chabod, ed in quella sede, nel documento che ha concluso questa riunione sta scritto che le Regioni e il Comitato interregionale previsto dalla legge n. 675, oltre ad affrontare congiuntamente tutti i problemi relativi ai piani di settore, le Regioni, dicevo, debbono, attraverso quel Comitato interregionale, affrontare di comune accordo le situazioni di crisi che ci sono nelle varie Regioni. Non è pensabile nella situazione industriale del nostro Paese una situazione campanilista, localista nel settore dell'industria e questa è purtroppo la posizione della nostra Regione. Non è questo un metodo di fare politiche industriali, per cui noi lo combatteremo e non siamo neanche d'accordo, per rispondere all'intervento del Presidente della Giunta, che il compito delle Regioni in questa fase sia quello di "tamponare".
Mi permetto, anche qui, di citare il documento delle Regioni per ricordare che le Regioni si sono date l'impegno di avere una funzione attiva di mediazione e di coordinamento, cioè di rapporto con la realtà industriale e con le Organizzazioni Sindacali, di occuparsi in primo luogo della formazione professionale e di fare tutti gli sforzi necessari affinché ci siano strutture industriali e aree attrezzate adatte. Ma le Regioni escludono la creazione di...potremmo chiamarle "IRI regionali" e di interventi regionali massicci a favore dell'industria, così come si sta verificando nella nostra Regione, per cui noi non siamo d'accordo che debba essere quello il ruolo della Regione. In Piemonte, alla data di ieri, ci sono 89 situazioni industriali in crisi...pensate se dovesse il Consiglio regionale del Piemonte agire, per ognuna di queste 89 situazioni di crisi, nel modo in cui noi stiamo agendo oggi! Riteniamo debbano essere applicati nella politica industriale della Regione questi principi che sono di forma, di superamento degli interventi a pioggia sanciti dalla legge di riconversione industriale.
Siamo dunque d'accordo e concludo per il salvataggio, anche se limitato, di quest'azienda; siamo comunque contrari - lo voglio ripetere - alla visione fatalistica della Giunta regionale, al modo di non fare una politica industriale, e mi permetta il collega Voyat di rispondere che noi stiamo aspettando - credo da un anno, un anno e mezzo - la proposta della Giunta rispetto ad una richiesta di insediare 200 occupati. Questo è il dato di fatto, quindi non servono le false contrapposizioni, è necessario seguire queste realtà minori, è necessario seguire le altre aziende minori della nostra Regione e non comprendiamo la chiusura della Giunta rispetto alla proposta che abbiamo fatto al punto 3). È necessario - lo ripeto - strutturare meglio la Regione. Questi sono dei punti rispetto ai quali noi ci batteremo con tutta la nostra forza ed energia; solo così, credo, e doverosamente concludo, potremmo evitare nel seguito di rifare delle discussioni come quella di oggi, a tratti al limite, direi affannosa e poco concreta, discussioni che nella sostanza alla fine lasciano, è il caso di dirlo, l'amaro in bocca!
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Minuzzo, per dichiarazione di voto.
Minuzzo (P.S.D.I.) - Su questa proposta di legge della Giunta, pregherei la Giunta tutta, dall'Assessore all'Industria, Commercio e Artigianato, all'Assessore alle Finanze, di farsi parte diligente per seguire queste trattative con gli Istituti di credito, perché ho grosse perplessità che questa legge, così come è stata formulata, possa essere attuata in tempi brevi...a mio avviso questa legge potrà essere attuata solo nel 1980 nei primi mesi del 1980 se tutto va bene. Non dobbiamo dimenticare che per una leggina di 120 milioni, quella dei commercianti, e quella di 170 milioni, delle Cooperative, il problema è stato risolto sono alcuni mesi or sono, ricordiamo tutte le traversie della VALSIDER per poter attingere ai fondi stanziati con la legge per la cooperazione. Se ci sono stati tutti quei problemi per queste due leggine, in questo caso in cui la Regione deve stanziare dei miliardi per fare dei mutui che vanno al di sopra dei tempi previsti dagli Istituti di credito per cui bisognerà chiedere l'autorizzazione alla Banca d'Italia per poter avere questi mutui che sono solo per un credito di esercizio e non un credito di investimento, ritengo che la Giunta avrà dei grossi problemi ad applicare questa legge, per cui chiedo che si faccia parte diligente fin d'ora e prenda in mano la situazione, consulti gli Istituti di credito e, se è possibile, mi dispiace che non c'è il Presidente della Giunta, chiederei che nelle comunicazioni, al prossimo Consiglio regionale, il Presidente della Giunta illustri come vanno avanti le trattative con gli Istituti di credito per l'applicazione di questa legge.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola per dichiarazione di voto? Non c'è più nessuno che chiede la parola? Allora, chiuse le dichiarazioni di voto, il Consiglio è chiamato a pronunciarsi per votazione segreta sul complesso della legge. Pregherei i colleghi Consiglieri di non uscire subito dopo la votazione, perché dovrei fare due o tre comunicazioni riguardanti l'attività del Consiglio. Si passa ora alla votazione segreta.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti: 30
Votanti: 29
Maggioranza: 16
Voti favorevoli: 25
Voti contrari: 4
Astenuti: 1 (Riccarand)
Il Consiglio approva.
Ordine del giorno
Il Consiglio regionale,
Preso atto che con la votazione in Consiglio della legge che predispone interventi regionali per il recupero occupazionale della ex I.M.V.A., rimane aperta una serie di grossi problemi inerenti la situazione industriale in Valle d'Aosta, alcuni dei quali si riferiscono e derivano, anzi, dal provvedimento stesso;
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1) intervenire affinché sia rapidamente trovata una soluzione occupazionale per i restanti 94 operai o impiegati in cassa integrazione anche dopo il provvedimento di cui in premessa;
2) agire affinché venga garantito un effettivo controllo della Regione sulla costituenda nuova Società attraverso l'Assessorato all'Industria, Commercio e Artigianato e la rappresentanza regionale nel Consiglio di Amministrazione e nel Collegio dei Sindaci così come richiesto dalle Organizzazioni Sindacali.
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Disegno di legge regionale n. 89
REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ______________________________ n. _________
INTERVENTI REGIONALI PER IL RECUPERO OCCUPAZIONALE DELL'EX-IMVA
Il Consiglio regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta regionale
PROMULGA
la seguente legge:
ART. 1
La Giunta regionale è autorizzata ad adottare i provvedimenti di cui agli articoli successivi per il recupero occupazionale della ex-IMVA, corrente in Verrès.
ART. 2
La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla costituenda Società, da formarsi dalla Ditta Enrietti S.p.A di Hône, per la gestione della ex-IMVA, corrente in Verrès un contributo regionale atto a coprire - per una durata limitata ad anni 5 - la quota degli interessi superiore all'8% e comunque sino al limite complessivo del 16%, per la stipulazione presso uno o più Istituti di Credito di mutui fino all'importo massimo di lire 1.500.000.000.
ART. 3
Il mutuo di lire 1.500.000.000 viene garantito, per un periodo massimo di anni 8, per il 70%, pari a lire 1.050.000.000, con fidejussione della Regione; per la restante quota del 30%, pari a lire 450.000.000, la garanzia è a carico della costituenda Società di cui all'articolo 2.
La fidejussione regionale si estinguerà gradualmente per un terzo al 6° anno, per 1/3 al 7° anno e per l'ultimo terzo all'8° anno.
ART. 4
La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla costituenda Società di cui all'art. 2, per l'anno finanziario 1979, una anticipazione di lire 500.000.000 a valere sulle disponibilità di cassa eccedenti il normale fabbisogno della Regione, con totale garanzia dell'Amministrazione regionale stessa, per l'acquisto di macchinari ex-IMVA o nuovi.
La durata dell'anticipazione è di anni 15 al tasso effettivo dell'8%.
ART. 5
La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla costituenda Società di cui all'art. 2, per l'anno finanziario 1980 una anticipazione di lire 400.000.000 a valere sulle disponibilità di cassa eccedenti il normale fabbisogno della Regione, con garanzia dell'Amministrazione regionale per il 50% e per il restante 50% con garanzia della Società stessa, per l'acquisto di macchinari ex-IMVA o nuovi.
La durata dell'anticipazione è di anni 15 al tasso effettivo dell'8%.
ART. 6
La restituzione alla Regione delle anticipazioni di cui ai precedenti art. 4 e 5 avverrà secondo le modalità stabilite dalla Legge regionale 8.10.1973, n. 33, capo terzo "industria".
ART. 7
Il Presidente della Giunta regionale e, in caso di sua assenza o di impedimento, l'Assessore regionale alle Finanze, è autorizzato a sottoscrivere gli atti necessari per la concessione, a nome e per conto della Regione, della garanzia fidejussoria di cui all'art. 3 della presente legge, nonché a provvedere agli atti conservativi dei diritti della Regione e al recupero delle somme eventualmente risultanti a credito della Regione stessa.
Art. 8
L'onere derivante dal contributo regionale per l'abbattimento del tasso di interesse ammontante per l'anno 1979 a lire 120.000.000 graverà sul capitolo 4900, di nuova istituzione del Bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979.
Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede mediante variazione in aumento del cap. 195 della parte Entrata del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979, di Lire 120.000.000 - Per gli anni futuri l'onere sarà iscritto con la legge approvativa del bilancio di previsione.
ART. 9
Ai sensi della Legge regionale 1.4.1975, n. 7, l'onere derivante dalla concessione della garanzia fidejussoria prevista dall'art. 3 della presente legge, valutato in annue Lire 20.000.000, graverà sul capitolo 2610 del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 e sul corrispondente capitolo dei bilanci degli anni successivi.
Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede mediante riduzione di pari importo dello stanziamento del capitolo 4890 della parte spesa del Bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1979.
Per gli anni futuri l'onere sarà iscritto con la legge approvativa del bilancio di previsione.
ART. 10
Apposita convenzione regolerà i rapporti tra la Regione e la Società contraente in modo da garantire adeguate forme di salvaguardia dell'impegno economico della Regione stessa.
ART. 11
Al Bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1979 sono apportate le seguenti variazioni:
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PARTE ENTRATA |
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VARIAZIONE IN AUMENTO |
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Cap. 195 |
Proventi della Casa da gioco di Saint-Vincent |
in più £. 120.000.000 |
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PARTE SPESA |
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VARIAZIONI IN DIMINUZIONE |
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Cap. 4890 |
Contributi, concorso in spese per mutui, sussidi ed interventi per iniziative e manifestazioni economiche e per lo sviluppo delle attività economiche |
in meno £. 20.000.000 |
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VARIAZIONI IN AUMENTO |
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Cap. 2610 |
Oneri derivanti dalle garanzie prestate dalla Regione in dipendenza di disposizioni legislative (L.R. 1.4.1975, n. 7) |
in più £. 20.000.000 |
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Cap. 4900 (di nuova istituzione) |
Contributo regionale in conto interessi sui mutui contratti dalla costituenda Società da formarsi dalla Ditta Enrietti S.p.A. di Hône per la gestione della Società ex-IMVA di Verrès al sensi della legge regionale____________ n. ___ |
£. 120.000.000 |
Nell'allegato I del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 è aggiunto quanto segue:
Legge regionale ____________________ n.___
"Interventi regionali per il recupero occupazionale dell'ex-IMVA"
(garanzia fidejussoria della Regione presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino a favore della costituenda Società da formarsi dalla Ditta Enrietti S.p.A. di Hône per la gestione dell'ex-IMVA)
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£. 1.050.000.000 |
La presente legge sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come Legge della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
