Oggetto del Consiglio n. 343 del 28 giugno 1979 - Verbale

OGGETTO N. 343/79 - Disegno di legge regionale concernente: "Aumento, per l'anno 1979, delle spese previste dalle leggi regionali 11 agosto 1975, n. 40, e 30 luglio 1976, n. 25, recanti norme per l'assegnazione gratuita dei libri scolastici di testo agli alunni della Regione".

Con legge regionale 11.8.1975, n. 40, il Consiglio ha stanziato la somma di L. 300 milioni per l'assegnazione gratuita dei libri di testo agli alunni delle scuole secondarie della Regione.

Il limite di spesa è stato successivamente aumentato a L. 400 milioni, con legge regionale 30 luglio 1976, n 25, per la copertura dei maggiori costi dei libri di testo.

Il presente disegno di legge, sulla base di quanto già operato nel 1978 con legge regionale 7 novembre 1978 n. 52, propone un adeguamento dei precedenti impegni di spesa per 1'anno 1979, considerato anche il progressivo aumento del costo dei libri di testo.

La copertura della maggiore spesa, di L. 50.000.000 trova riscontro nella disponibilità di pari somma del fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi in corso di perfezionamento iscritto al capitolo 2175 della parte Spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1979 (punto n. 13 dell'allegato E della legge di bilancio).

---

Disegno di legge regionale n. 86

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ______________________________ n. _________

"AUMENTO PER L'ANNO 1979, DELLE SPESE PREVISTE DALLE LEGGI REGIONALI 11 AGOSTO 1975, N. 40 E 30 LUGLIO 1976, N. 25 RECANTI NORME PER L'ASSEGNAZIONE GRATUITA DEI LIBRI SCOLASTICI DI TESTO AGLI ALUNNI DELLA REGIONE".

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta regionale

PROMULGA

la seguente legge:

ART. 1

E' autorizzata, per l'anno 1979, la maggiore spesa di L. 50 milioni per l'assegnazione gratuita dei libri di testo agli alunni delle scuole secondarie della Regione.

Il limite di spesa previsto dalla legge regionale 11 agosto 1975, n. 40, modificata con legge regionale. 30 luglio 1976, n. 25, è conseguentemente aumentato da L. 400 milioni a L. 450 milioni per l'anno 1979.

ART. 2

L'onere di L. 50 milioni derivante dalla applicazione del la presente legge graverà sul capitolo 7040 della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979.

Alla copertura dell'onere di L. 50 milioni si provvede mediante riduzione di pari importo del fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi in corso di perfezionamento, iscritto al capitolo 2175 della parte Spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1979 (punto n. 13 dell'allegato E della legge di bilancio).

ART. 3

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1979, sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE SPESA

Variazioni in diminuzione

Cap. 2175

-

Fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento

(Spese correnti - Allegato E)

L. 50.000.000

Variazioni in aumento

Cap. 7040

-

Spese per l'assegnazione gratuita dei libri di testo e della cancelleria (leggi regionali 11 agosto 1975, n. 40 e 30 luglio 1976, n. 25)

L. 50.000.000

ART. 4

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'art. 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Dolchi (P.C.I.) - Allora procediamo con l'inversione dell'ordine del giorno. Per il punto 8bis ricordo che le Commissioni Affari Generali, e Industria e Commercio, sono convocate alle ore 15,30 in sala Giunta per questo argomento.

Il disegno di legge n. 86 è un provvedimento di carattere finanziario, la discussione potrebbe anche investire il problema della pubblica istruzione. Ritiene la Presidenza che si possa discutere ugualmente?

Andrione (U.V.) - Sì, ma penso che il Consiglio sia unanime nell'essere d'accordo perché si tratta semplicemente di un adeguamento finanziario, per l'assegnazione gratuita dei libri scolastici. Penso che si possa discutere, comunque se ci saranno delle opposizioni la Presidenza non ha niente in contrario anche a rinviarlo.

Dolchi (P.C.I.) - Mi sembra che, essendo assente giustificata per motivi di cure l'Assessore Viglino, il Consiglio possa comunque discutere il provvedimento. Ci sono obiezioni particolari alla discussione? No! Allora è aperta la discussione generale sul disegno di legge n. 86, chi chiede la parola? La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Io in commissione ho espresso parere contrario su questo disegno di legge non perché sia contrario ad un aumento di 50 milioni della legge per la assegnazione di tutti i libri di testo, ma perché ritengo questa cifra totalmente inferiore a quella che è la necessità reale, nel senso che già l'anno scorso con una legge regionale che prevedeva 450 milioni per i libri di testo, in realtà la spesa ha superato di gran lunga, i 460 milioni. Dall'anno scorso a quest'anno il costo dei libri di testo è senza dubbio aumentato e invece si viene, a riproporre la spesa di 450 milioni che necessariamente sarà insufficiente a coprire il fabbisogno. Ora su questa questione dei 1ibri di testo in Consiglio, almeno da quando sono io presente, se ne era discusso proprio l'anno scorso, mi pare a ottobre quando è stato presentato un analogo disegno di legge che aumentava di 50 milioni la legge regionale del 30 luglio 1976, n. 25 che appunto stabilisce un finanziamento annuo di 400 milioni.

In quell'occasione si era sottolineata, da parte di alcuni Consiglieri che erano intervenuti nel dibattito, che per quanto riguarda le questioni dei libri di testo ci sono due problemi legati fra di loro: un problema è quello del contenimento della spesa che stava diventando sempre più gravosa per l'acquisto dei libri di testo, l'altro problema strettamente collegato, ma senza dubbio più importante, era quello del tipo di gestione di questa spesa, cioè del modo con cui venivano assegnati gratuitamente i libri di testo e del modo con cui veniva utilizzata questa spesa. Finora è rimasta inapplicata la legge regionale 11 agosto 1975, n.40 che prevede la restituzione dei libri di testo, cioè i libri di testo vengono dati, in base alla legge del 1975, in uso gratuito agli studenti, ma rimangono di proprietà dell'Amministrazione regionale, questa è la legge 11 agosto 1975, n. 40. Ora questa non è stata applicata per, diciamo così, difficoltà di carattere tecnico, che però sono superabili, e infatti da parte della commissione permanente pubblica istruzione si è fatto un documento, a seguito anche di un incontro con i presidi e i rappresentanti del consiglio di istituto, in modo da arrivare alla restituzione dei libri di testo, cosa che permette da un lato di spendere di meno per l'acquisto dei libri di testo, ma dall'altro lato permette anche di impiegare le stesse somme, che verrebbero spese per l'acquisto di libri di testo sempre nuovi, impiegarlo per l'acquisizione di altro materiale di uso didattico, quindi non più solo libri, ma altro materiale che viene usato all'interno dell'attività scolastica.

Ora invece cosa è successo? Dall'anno scorso, quando erano stati fatti questi rilievi sulla necessità di razionalizzare questa spesa, di arrivare alla restituzione dei libri di testo ad adesso, di fatto non si è arrivati ancora a nessuna decisione concreta per quanto riguarda la restituzione e le modalità con cui vengono utilizzati questi libri di testo, di fatto si prosegue invece una linea di tendenza che a mio avviso è negativa, che è quella di bloccare la spesa per quanto riguarda i libri di testo e più in generale per gli strumenti di carattere didattico per le scuole, e questo è documentabile in un modo molto semplice, infatti, e risultava dalla stessa relazione fatta dalla Commissione permanente Pubblica Istruzione, ormai sono tre anni che la spesa per i libri di testo rimane immutata nelle leggi regionali e nel bilancio. Erano 400 milioni nel 1976, sono diventati 470 milioni nel 1977, sono rimasti 450 milioni ne1 1978, rimangono 450 milioni ne1 1979. Nel giro di tre anni invece la spesa reale per i libri di testo è notevolmente aumentata, quindi evidentemente questa spesa non corrisponde più a quelle che sono le necessità reali. Se poi andiamo a vedere la percentuale, l'incidenza delle spese per i libri di testo sul bilancio della pubblica istruzione, vediamo che nel 1975 1a spesa per i libri di testo incideva per 1/33mo sul bilancio generale della pubblica istruzione, nel 1976 questa incidenza è scesa a 1/35mo nel 1971 è scesa a 1/41mo, nel 1978 è scesa 1/46mo, nel 1979 è ulteriormente scesa questa incidenza. Per quanto riguarda poi l'incidenza delle spese per i libri sul bilancio generale della Regione, questa incidenza era di 1/207 nel 1975, è scesa a 1/215 nel 1976, a 1/229 nel 1971, a 1/245 nel 1978, cioè progressivamente questa spesa diminuisce. Ora se la questione negativa è che non diminuisce la spesa dei libri di testo, ma diminuisce tutta quanta la spesa per, diciamo così, le strutture didattiche, il patrimonio bibliografico da usare nelle scuole, a mio avviso il discorso dei libri di testo, l'avevo già fatto, non va impostato nel senso di un taglio della spesa per questo settore qui, va impostato nel senso di ottenere effettivamente la restituzione, in modo che si possano creare delle biblioteche di classe, in modo che si possa arricchire il patrimonio bibliografico e didattico che è a disposizione nelle scuole, ma non andare nel senso invece di un puro e semplice taglio delle spese di bilancio per quanto riguarda i libri di testo e per quanto riguarda il patrimonio didattico in generale. Quindi sulla base di queste considerazioni, anche se evidentemente 50 milioni in più nel bilancio che sono poi gli stessi dell'anno scorso, non sono un fatto negativo in sé, però rimangono del tutto insufficienti rispetto a quelli che sono i fabbisogni reali. Quindi io voterò contro, per questo motivo.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Cout.

Cout (P.C.I.) - Evidentemente avrei preferito che ci fosse stato l'Assessore presente per la discussione, anche perché ho un rilievo da fare a quelle che sono le disposizioni che l'Assessore non ha adottato quest'anno per quanto riguarda il problema dei libri di testo. Già Riccarand ricordava come questo sia un problema che va avanti da diversi anni e come nella legge del 1975 ci sono delle disposizioni precise per quanto riguarda il fatto che questi libri sono in uso gratuito e quindi dovrebbero essere restituiti. Ogni anno la Giunta aveva impartito, a riguardo, delle disposizioni e il rilievo che già avevamo fatto in commissione e nello studio che è stato redatto su questo problema era che la Giunta, pur essendoci queste disposizioni nella legge del 1975, non ha mai impartito delle disposizioni così incisive da arrivare alla effettiva resa dei libri ed è per questo che si è riunita la commissione e che il dibattito è andato avanti fino ad arrivare all'incontro coi presidi e il presidente del consiglio di istituto come ricordava Riccarand.

Cosa è successo quest'anno? Quest'anno a differenza degli altri anni forse, appunto l'Assessore faceva presente in commissione, per mancanza di tempo e per il fatto che poi sono sopravvenute le elezioni, non sono state impartite queste disposizioni e l'Assessore ha chiesto che la cosa venisse esaminata nel mese di settembre dopo che i vari presidi e presidenti di consiglio di istituto faranno pervenire le osservazioni che verranno fatte a seguito della resa di quest'anno dei libri di testo. Già in commissione avevamo fatto presente all'Assessore che, se non altro, se non almeno le disposizioni, in attesa che si definisse meglio la questione venisse chiesto ai presidi e ai presidenti dei consigli di istituto di assumere all'interno dei vari consigli di istituto, delle varie scuole, un atteggiamento che andasse ad incentivare quanto più possibile questa resa dei libri. Questa cosa, ci diceva l'Assessore, è stata fatta telefonicamente e noi avremmo invece preferito che ci fossero state delle disposizioni più precise.

Per quanto riguarda la spesa dei libri che già ricordava Riccarand, anche noi siamo abbastanza dell'idea che vada all'interno del bilancio della Pubblica Istruzione e più in generale all'interno del bilancio generale della Regione, perché se è pur vero che i libri di testo sono un costo per la Regione che non sarà aumentato, rimane pur sempre un costo di mezzo miliardo. Con la resa dei libri si può andare a diminuire il costo effettivo dei libri, non che questa spesa debba essere stornata completamente, questa spesa potrà rimanere eventualmente per aiutare i consigli di istituto in quelle che saranno le loro scelte, eventualmente alternative ai libri di testo, potranno essere usati per strumenti audio visivi, potranno essere usati per strumenti diversi, proprio considerando il fatto che molto sovente ai consigli di istituto manca una effettiva possibilità di spesa che venga tenuto presente questo fatto. Quindi se un taglio ci dev'essere vada valutato se il taglio debba essere in altre parti, su altri capitoli del bilancio della Pubblica Istruzione o se alla Pubblica Istruzione non debba essere data eventualmente una fetta maggiore. Siamo anche d'accordo che quando si discute questa legge che, per quanto possibile, venga tenuta presente la spesa effettiva dei libri che è stata valutata l'anno scorso in 460 milioni e non certamente 450. Comunque per quest'anno, in attesa di queste ulteriori valutazioni, di questi ulteriori dati che debbono venire dalle varie scuole, siamo disponibili a continuare lo studio in commissione, purché entro settembre la cosa si definisca. Quindi chiediamo un impegno preciso alla Giunta che per il prossimo anno ci siano delle disposizioni precise su questo argomento perché siamo convinti che, pur essendo possibile mostrare un lavoro all'interno della commissione riunita in sede consultiva, in definitiva si debbano impartire le disposizioni e lo debba fare la Giunta, lo debba fare l'Assessore. In particolare pensiamo che per quest'anno su questa spesa non si possa certamente essere contrari, pur facendo tutte queste osservazioni, e pur invitando la Giunta per il prossimo anno a dare delle disposizioni più precise.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che prendono la parola in sede di discussione generale sul disegno di legge n. 86? Non ci sono altri, possiamo considerare chiusa la discussione generale, dando la parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Solo alcune brevi osservazioni perché non sono completamente al corrente di com'è la situazione adesso. Quando 17 o 18 anni fa abbiamo istituito la questione dei libri gratuiti alla scuola si era già parlato della restituzione dei libri e, perlomeno per certe classi, avevamo già allora ritenuto inopportuno pretendere la restituzione in quanto molti libri dovrebbero o fare parte del patrimonio professionale degli studenti, penso specialmente alle licenze che sono professionalizzate: ragionieri, geometri, istituti tecnici e cose di questo genere, o fare parte del patrimonio individuale, non lasciando soltanto ad alcuni la possibilità di acquistare certi libri. Tutti i libri dei licei dovrebbero essere lasciati, sembrerebbe inopportuno almeno in linea di principio, esigerne la restituzione. Per il resto concordo nel senso che soprattutto in certe parti, in certi cicli scolastici, dovrebbe essere ottenuta la restituzione dei libri. Fin d'allora ci siamo scontrati con le grosse difficoltà, perché dietro il libro di scuola vi è un mercato particolarmente fiorente, particolarmente organizzato, e bisogna dire le cose come stanno, la restituzione dei libri eliminerebbe anche quel continuo cambiamento dei libri di testo che favorisce edizioni a getto continuo, non sempre del tutto giustificate e con mutazioni, una volta erano annuali adesso credo che, noi abbiamo introdotto il principio che dovevano essere triennali per i libri di testo.

Per l'altra questione di aumentare ancora l'intervento regionale in materia cerchiamo di contenerlo al massimo, non per fare delle discussioni sulla spesa specifica, ma per responsabilizzare, perché credo che siamo l'unica Regione che, applicando la legge, da dei fondi ai consigli di istituto, e quindi ai consigli di istituto la responsabilità di scegliere quale sia un investimento migliore per la scuola stessa, per quel tipo di scuola, per quel tipo di attività didattica, che si vuole svolgere. Ultima osservazione, abbiamo un enorme patrimonio audiovisivo e di sussidi didattici che già si è utilizzato nelle scuole, è uno dei punti più negativi di una politica di acquisto notevole di mezzi audiovisivi, che purtroppo non sono sufficientemente utilizzati, uno dei tentativi che stiamo facendo sulle biblioteche, è proprio quello di mettere a disposizione delle scuole dei locali e delle biblioteche, e dall'altro canto di pretendere dalle scuole che i metodi audiovisivi siano a disposizione delle biblioteche e non soltanto della scuola. E' un discorso che dovrà essere approfondito se la commissione arriverà a delle proposte concrete, noi l'impegno che possiamo prendere è che accettiamo di approfondire il problema, non ci sembra che sia così facile risolverlo in questo momento.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri dichiarazioni di voto? Non ci sono dichiarazioni di voto, trattasi di articolo unico pertanto non ci sono votazioni palesi, il Consiglio è chiamato a pronunciarsi sull'approvazione del disegno di legge con un'unica votazione segreta. Scusate, la parola al Consigliere Cout per dichiarazione di voto.

Cout (P.C.I.) - Non per dichiarazione di voto, ma per far presente che manca il parere della Commissione Pubblica Istruzione che era favorevole per tutti, contrario per Riccarand e c'erano due osservazioni che avevo fatto presente in aula da parte del nostro gruppo.

Dolchi (P.C.I.) - Il parere richiesto è il parere della Commissione Affari Generali, trattandosi di provvedimento di carattere finanziario. Il parere della Commissione Pubblica Istruzione è un parere facoltativo, non impedisce l'approvazione del provvedimento, non ho capito bene cosa ha chiesto il Consigliere Cout.

Cout (P.C.I.) - Visto che su questo problema relazionava l'Assessore alla Pubblica Istruzione e visto che era stato esaminato in commissione e c'era stato richiesto di esprimere un parere su questo problema, perché questo provvedimento era stato inviato alla commissione pensavo che fosse, se non indispensabile, almeno utile conoscere il parere della commissione.

Dolchi (P.C.I.) - Mi sembra di dover ribadire, dal punto di vista della regolarità della discussione e della votazione, che la Commissione Pubblica Istruzione ha fatto benissimo ad approfondire il problema e il Consigliere Cout a illustrare quelle che sono state le diverse posizioni e la posizione del suo gruppo in sede di commissione. A me corre l'obbligo sottolineare che essendo problemi di carattere finanziario, il parere che è vincolante per procedere è quello della Commissione Affari Generali che esiste ed è allegato. Allora passiamo alla votazione, mi scuso c'era stato uno scambio di allegati, del disegno di legge regionale n. 86.

Art. 1. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano per l'approvazione dell'art. 1, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?

Esito della votazione concernente l'art. 1:

Presenti: 28

Votanti: 28

Maggioranza: 15

Favorevoli: 27

Contrari: 1

Il Consiglio approva.

Art. 2. Stesso risultato.

Art. 3. Stesso risultato.

Art. 4. Stesso risultato.

Ci sono dichiarazioni di voto? Si passa alla votazione segreta.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Proclamo l'esito della votazione concernente l'approvazione del disegno di legge n. 86:

Presenti: 28

Votanti: 28

Maggioranza: 15

Favorevoli: 26

Contrari: 2

Il Consiglio approva.

Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 86.