Oggetto del Consiglio n. 264 del 20 dicembre 1969 - Verbale

OGGETTO N. 264/69 - (Varia) - Proposta di ordine del giorno a difesa della dignità del Consiglio regionale.

Il Consigliere CHABOD, dopo aver chiesto ed ottenuto la parola, sottopone all'approvazione del Consiglio, a nome della maggioranza consiliare, il seguente ordine del giorno, di cui dà lettura:

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta,

in considerazione delle espressioni offensive e lesive della dignità del Presidente dell'Assemblea e di un Consigliere, pronunciate dal Consigliere Avvocato Caveri, nel corso della seduta pomeridiana del 19 dicembre 1969, mentre ne deplora il comportamento, deplora altresì il ricorso frequente ad insinuazioni, ad attacchi rivolti alle persone abusando dell'articolo 24 dello Statuto;

manifesta la propria solidarietà e stima al Presidente del Consiglio, dandogli atto dell'imparziale conduzione dei dibattiti consiliari;

ribadisce la volontà del Consiglio di difendere la dignità di tutti i suoi componenti nell'espletamento del proprio pubblico mandato;

esprime la ferma volontà che questi episodi di intolleranza non abbiano a ripetersi per l'avvenire, per la salvaguardia della dignità del Consiglio Regionale della Valle d'Aosta.

Il Consigliere MANGANONI, dopo aver premesso di aver giudicato positivamente l'operato del Presidente del Consiglio nella seduta di ieri, quando, nell'intento di troncare una discussione un po' troppo accesa fra alcuni Consiglieri, sospese la seduta e rinviò la continuazione dei lavori all'adunanza odierna, dichiara di essere dispiaciuto che oggi si voglia ritornare su tali incidenti verbali.

Fa presente che, pur non intendendo perorare la causa di alcuno, desidera sottolineare come possa essere comprensibile che un Consigliere, dopo ore ed ore di discussioni, perda la calma nell'udire una frase polemica di Consiglieri della parte avversa.

Ritiene inopportuno, per la dignità del Consiglio stesso, che si riapra oggi la "bagarre" di ieri, dando corso a nuove polemiche.

Il Presidente, MONTESANO, fa presente di essersi limitato a smentire una frase attribuitagli dal giornale "La Stampa" nella sua edizione odierna.

Il Consigliere MANGANONI dichiara di concordare su tale smentita e invita il Consigliere Chabod a ritirare l'ordine del giorno soprariportato, affinché la questione possa considerarsi chiusa ed abbiano inizio i lavori del Consiglio.

Prega il Consigliere Caveri di voler considerare egli pure chiusa la questione.

Il Consigliere CAVERI premette che la scandalistica sollevata da parte di alcuno sul contenuto di certe sue espressioni lo lasciano completamente indifferente, perché - egli osserva - le osservazioni più o meno pepate avvengono e sono doverose quando nella sala di questo Consiglio qualche Consigliere della controparte fa, come è avvenuto ieri, delle dichiarazioni che non corrispondono al vero.

Afferma che era suo dovere di smentire certe menzogne e rileva di essersi doluto ieri della mancanza di obiettività del Presidente del Consiglio, il cui compito è di ristabilire la verità dei fatti.

Comunica di non aver altro da aggiungere e che non gli importa nulla di quanto proposto dal Consigliere Chabod, perché sarà l'opinione pubblica che giudicherà se la "FERA" era o no una iniziativa di pretta marca democristiana.

Il Presidente, MONTESANO, precisa che il suo intervento di ieri era inteso soprattutto a ridurre il calore polemico della discussione e fa presente che, proprio per dimostrare tale sua buona volontà, egli disse al Consigliere Caveri che, forse nella foga della polemica, si era lasciato andare a pronunciare una frase un po' pesante nei riguardi di alcuni Consiglieri.

Osserva che queste sono state le sue precise parole e che il suo intendimento era quello di placare una accesa polemica che era nata malamente.

Rileva che a tale suo intervento si rispose con una accesa polemica che degenerò poi in un battibecco fra il Presidente del Consiglio ed il Consigliere Caveri, ma ripete di aver fatto tutto il possibile per smorzare sin dal suo nascere la polemica, dimostrando anche in tale occasione di fare opera di componimento nelle dispute che possono sorgere fra un settore e l'altro del Consiglio.

Il Consigliere MANGANONI dà atto che il Presidente del Consiglio ha dimostrato, nella seduta di ieri, che era suo intendimento di troncare la polemica e dichiara di voler intervenire allo stesso fine per impedire che la polemica accesa ieri divampi di nuovo questa mattina.

Rivolge, pertanto, nuovamente un invito amichevole al Consigliere Chabod affinché ritiri l'ordine del giorno presentato, facilitando in tal modo l'inizio dei lavori.

Il Consigliere CHABOD dichiara che, prima di ritirare l'ordine del giorno, desidera sapere se il Consigliere Caveri intende ritirare le parole offensive pronunciate ieri nei confronti di un Consigliere.

Il Consigliere CAVERI ribadisce che le espressioni da lui dette nell'adunanza di ieri non sono state altro che una reazione ad affermazioni false fatte da un Consigliere del settore della maggioranza, il quale ebbe ad affermare che la responsabilità sulla questione della FERA era della Giunta Union-comunista.

Il Consigliere GERMANO dichiara che l'ordine del giorno presentato oggi dal Consigliere Chabod a nome della maggioranza è improponibile perché nulla ha a che vedere con l'argomento all'ordine del giorno, riguardante la concessione di contributi ad Imprese industriali per l'impianto di nuovi stabilimenti industriali in Valle d'Aosta.

Ritiene, pertanto, che detto ordine del giorno non possa essere posto in votazione.

Osserva, per contro, che il Regolamento interno del Consiglio prevede una procedura particolare per i Consiglieri che si ritengono offesi per essersi sentiti attribuire opinioni contrarie a quelle espresse.

Il Consigliere ANDRIONE rileva che è la prima volta, da quando esiste il Consiglio Regionale, che viene presentato un ordine del giorno di deplorazione nei confronti di Consiglieri a conclusione di una polemica ed osserva che un tale modo di agire è inammissibile ed inconcepibile.

Ripetendo quanto detto dal Consigliere Germano, fa presente che il Consigliere che si sente offeso per determinate espressioni può seguire la procedura prevista dall'articolo 52 del Regolamento del Consiglio Regionale.

Il Consigliere FOSSON dichiara di condividere il rilievo fatto dal Consigliere Germano, secondo cui l'ordine del giorno presentato a nome della maggioranza dal Consigliere Chabod è improponibile, perché non ha alcuna attinenza con l'argomento all'ordine del giorno.

Osserva che, se venisse accettato un tale ordine del giorno, ogni qualvolta sorgessero polemiche nel corso di discussioni, in futuro, potrebbero venire presentati analoghi ordini del giorno dalla parte avversa.

Rammenta che il Consigliere Caveri ha motivato le ragioni che l'hanno portato alla reazione che ha avuto nella seduta di ieri e, cioè, che tale reazione era in diretta relazione con l'affermazione destituita di fondamento - fatta dal Consigliere Pollicini - che la responsabilità per il caso della Società Fera era da attribuire alla Giunta Union-comunista.

Ritiene che si possa essere d'accordo o no sulla intensità di tale reazione, ma è indubbio - egli dice - che il Consigliere Caveri aveva ragione di controbattere l'affermazione fatta dal Consigliere Pollicini perché non corrispondente alla verità dei fatti.

Osserva che, se ieri il Presidente Montesano, anziché limitarsi a fare un richiamo ad un solo Consigliere, avesse fatto analogo richiamo anche al Consigliere dell'altro settore per avere fatto affermazioni non corrispondenti al vero, l'incidente non sarebbe nato ed il Presidente avrebbe dimostrato di agire in modo imparziale e obiettivo.

Dichiara che non è sua intenzione di riaprire oggi una nuova polemica su quanto avvenuto e, nel rivolgere invito ai Consiglieri a moderare le espressioni che possono dare adito a reazioni, chiede al Presidente di considerare chiuso l'incidente e di passare alla trattazione degli oggetti iscritti all'ordine del giorno dell'adunanza.

Il Presidente, MONTESANO, dopo aver precisato che il suo intervento di ieri concerneva soltanto una frase che toccava l'onorabilità di un Consigliere, chiede al Consigliere Pollicini se intenda avvalersi della facoltà concessagli dal sotto riportato articolo 52 del Regolamento interno del Consiglio, di cui dà lettura:

"Quando nel corso della discussione un Consigliere sia accusato di fatti che ledono la sua personalità, egli può chiedere al Presidente del Consiglio di nominare una Commissione, la quale giudichi sul fondamento dell'accusa.

Alla Commissione può essere assegnato un termine per riferire".

Il Consigliere POLLICINI fa presente di aver spiegato questa mattina al Consigliere Caveri le ragioni su cui si basava l'affermazione da lui fatta nella seduta pomeridiana di ieri in merito al problema della FERA. Precisa che all'epoca in cui si svolsero le note trattative fra la FERA e il Consorzio del BIM il Commissario di questo era un elemento nominato dalla Giunta frontista presieduta dall'Avv. Marcoz.

Dichiara che questo è il motivo che lo ha indotto a dire che se c'è qualche responsabilità, questa responsabilità è anche della Giunta frontista.

In merito alla domanda rivoltagli dal Presidente Montesano, se intenda o no avvalersi della facoltà prevista dall'articolo 52 del Regolamento interno del Consiglio, risponde che è stato presentato dal Consigliere Chabod un ordine del giorno espresso dalla maggioranza, sul quale il Consiglio deve pronunciarsi.

Il Consigliere CAVERI, riferendosi alla dichiarazione da lui fatta ieri sera e ripetuta inesattamente oggi dal Presidente Montesano, precisa che la frase da lui pronunciata era la seguente: "le impudenti dichiarazioni del Consigliere Pollicini disonorano il Consiglio" e non già la frase "il Consigliere Pollicini disonora il Consiglio".

Rileva che il Consigliere Pollicini è entrato oggi nuovamente nel merito della questione della FERA e dichiara di essere disposto ad affrontare subito la discussione se gli altri Consiglieri sono d'accordo di discutere di tale questione.

Il Consigliere GERMANO richiama l'attenzione del Presidente Montesano sul primo comma dell'articolo 64 del Regolamento che dice: "Il Presidente del Consiglio ha facoltà di negare l'accettazione e lo svolgimento di ordini del giorno, emendamenti o articoli aggiuntivi che siano formulati con frasi sconvenienti o che siano relativi ad argomenti estranei all'oggetto della discussione e può rifiutarsi di metterli in votazione".

Osserva che l'ordine del giorno proposto non ha alcuna attinenza con l'argomento concernente la concessione di contributi per l'impianto di stabilimenti industriali in Valle d'Aosta e che quindi, ai sensi della disposizione di cui al sopracitato comma, tale ordine del giorno è improponibile.

Il Consigliere SAVIOZ fa presente che i Consiglieri regionali hanno ricevuto il mandato dagli elettori di affrontare e risolvere numerosi ed importanti problemi che interessano la Valle d'Aosta, non già per perdere tempo in diatribe e in polemiche.

Osserva che mai, nel passato, sono stati presentati ordini del giorno di deplorazione nei confronti di Consiglieri della minoranza, sebbene vi siano state polemiche assai aspre.

Invita quindi i colleghi Consiglieri a soprassedere ad ogni discussione sugli incidenti verbali occorsi ieri e a mettersi di buona voglia al lavoro nell'interesse della Regione e della popolazione valdostana.

Il Consigliere MANGANONI dichiara di essere contrario a che il Consiglio entri oggi nel merito del problema della FERA e delle relative responsabilità e rivolge nuovamente invito al Consiglio a iniziare la trattazione degli argomenti all'ordine del giorno.

Il Consigliere POLLICINI osserva che, se qualche Consigliere intende discutere del problema della FERA, può presentare al Presidente del Consiglio una mozione sull'argomento.

Il Consigliere FOSSON ribadisce che l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Chabod è improponibile.

Il Consigliere POLLICINI fa notare che l'ordine del giorno di cui si tratta è stato presentato dal Consigliere Chabod, non già a titolo personale, ma a nome della maggioranza.

Il Consigliere FOSSON ripete che l'ordine del giorno in questione è improponibile e che il Consigliere Pollicini può avvalersi, se crede, della facoltà concessagli dalla disposizione di cui all'articolo 52 del Regolamento interno del Consiglio.

Il Presidente MONTESANO rileva che, ai sensi del primo comma dell'articolo 64 del Regolamento interno, compete al Presidente del Consiglio giudicare se un ordine del giorno sia, o no, improponibile.

L'Assessore DUJANY chiede al Presidente del Consiglio di voler sospendere per alcuni minuti la seduta.

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Si dà atto che la seduta viene sospesa dalle ore 10,27 alle ore 10,48.

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Il Consigliere CHABOD, alla riapertura della seduta, chiede al Presidente del Consiglio, a nome della maggioranza consiliare, di mettere ai voti l'ordine del giorno di cui si tratta.

Il Consigliere FOSSON afferma che è assurdo mettere in votazione un ordine del giorno della maggioranza con il quale viene deplorato il comportamento della minoranza, anche perché, se venisse instaurata una simile prassi, mentre la maggioranza potrebbe, quando le aggrada, presentare un ordine del giorno per deplorare l'intervento di un Consigliere della minoranza, ben sapendo che detto ordine del giorno verrebbe approvato, altrettanto non potrebbe fare la minoranza, ben sapendo a priori che l'ordine del giorno sarebbe respinto dalla maggioranza.

Il Consigliere MANGANONI ricorda di aver avuto occasione, in altra seduta, di dare atto della imparzialità del Presidente del Consiglio nell'espletamento di tale sua funzione, ma di non poter esprimere un uguale giudizio nell'adunanza odierna.

Il Consigliere SAVIOZ dichiara di essere molto dispiaciuto per il fatto che, nonostante l'appello da lui rivolto ai Consiglieri, si continui a perdere tempo in una discussione sterile. Aggiunge che mai in passato è stato presentato un ordine del giorno di deplorazione di Consiglieri della minoranza, sebbene nei 20 anni trascorsi vi siano state delle discussioni assai vivaci ed aspre in Consiglio.

Il Consigliere TONINO rammenta che, in una seduta precedente, egli ebbe a presentare un ordine del giorno di solidarietà del Consiglio Regionale con i Vigili Urbani di Aosta, denunciato alla magistratura per aver scioperato e che tale ordine del giorno non fu accettato dalla maggioranza del Consiglio, che lo considerò improponibile perché non aveva attinenza alcuna con l'argomento in discussione, che verteva sulla proposta di concessione di un contributo al Comune di Aosta.

Dichiara che oggi il Presidente Montesano, il quale in molti casi si è dimostrato imparziale, dimostra di essere parziale e di praticare due pesi e due misure, poiché dichiara proponibile l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Chabod, nonostante che detto ordine del giorno non abbia effettivamente alcuna attinenza con l'argomento di cui è stata iniziata la discussione nella seduta di ieri e, cioè, la proposta di provvedimenti per la concessione di contributi per l'impianto di stabilimenti industriali in Valle d'Aosta.

Rammenta che è stato più volte fatto notare che il Consigliere Pollicini può avvalersi della facoltà di cui all'articolo 52 del Regolamento interno del Consiglio.

Il Consigliere GERMANO osserva che la discussione polemica che ha portato ieri alla sospensione della seduta è sorta in seguito alla affermazione erronea fatta dal Consigliere Pollicini sulla questione della FERA.

Ricorda, infatti, che il Consigliere Pollicini ebbe ad affermare, ieri sera, che la responsabilità per la questione della FERA era della Giunta Union-comunista, mentre, invece, tale responsabilità ricade sulla Giunta del Centro-sinistra ed essenzialmente sulla Democrazia Cristiana, perché l'allora Presidente del Consorzio dei Comuni del BIM era il democratico cristiano Signor Brun.

Ritiene che i Consiglieri democristiani che siedono attualmente in Consiglio non siano al corrente di come avvennero realmente i fatti e riferisce quindi brevemente su tali fatti.

Ricorda che, per impedire che il Consorzio del BIM concedesse un ulteriore contributo di lire 50 milioni alla Società "Nuova Fera", sorta dopo il fallimento della Società Fera, in una certa adunanza i Consiglieri regionali dei Gruppi dell'Union Valdôtaine e del Partito Comunista avevano addirittura abbandonato l'aula. Fa presente che, in tale seduta, si doveva approvare una certa operazione finanziaria secondo la quale l'Amministrazione Regionale avrebbe dovuto concedere al Consorzio predetto un finanziamento di 50 milioni di lire per l'esecuzione di opere pubbliche se detto Consorzio avesse, a sua volta, concesso alla "Nuova Fera" il contributo di 50 milioni di lire.

Riferisce che, nell'ambito del Consorzio del BIM, i rappresentanti dei Comuni appartenenti ai gruppi politici dell'opposizione nel Consiglio Regionale di allora si erano già opposti a questa operazione finanziaria. Fa presente che i gruppi di opposizione in seno al Consiglio Regionale avevano assunto, allora, precise informazioni in ordine alle capacità finanziarie di quelle tali persone che pretendevano di portare avanti la gestione della "Nuova Fera", informazioni che non erano per nulla tranquillizzanti.

Ricorda che, trattandosi di discutere nel Consiglio Regionale di simili questioni riguardanti fatti e situazioni concernenti persone, l'opposizione consiliare aveva chiesto che l'argomento fosse discusso in seduta segreta, ottenendo però una netta opposizione alla richiesta stessa, soprattutto da parte dell'attuale Presidente della Giunta, il quale doveva convincere in seduta pubblica certi Consiglieri titubanti a votare a favore della proposta della maggioranza.

Ricorda che, per questo rifiuto, i Consiglieri della minoranza consiliare avevano abbandonato l'aula per protesta, mentre la maggioranza aveva continuato la discussione, nel corso della quale si era sostenuto che i pretesi finanziatori della "Nuova Fera" erano delle persone dotate di notevoli possibilità finanziarie e che offrivano garanzie di serietà.

Ricorda ancora che l'iniziativa in questione, nonostante che fosse stata approvata dalla allora maggioranza del Consiglio Regionale, non venne portata a termine perché, nel frattempo, era mutata la situazione nell'ambito del Consorzio dei Comuni del BIM, essendosi costituita una nuova maggioranza nel Consiglio di amministrazione ed essendo stato sostituito il Presidente, Signor Brun.

Rileva che, di fronte a tale realtà dei fatti, il sentire oggi affermare da alcuni Consiglieri che l'iniziativa della FERA è stata una questione voluta e patrocinata dalle forze politiche dell'Union Valdôtaine e del Partito Comunista non può che generare delle reazioni, che si manifestano secondo il carattere che ognuno ha.

Ritiene, pertanto, che alla base della reazione verbale del Consigliere Caveri vi sia stato un valido motivo, che dovrebbe essere preso in considerazione anche dall'attuale maggioranza consiliare con il ritiro dell'ordine del giorno che, tra l'altro, risulta improponibile ai sensi del Regolamento interno del Consiglio.

Osserva che non è possibile pensare che in un'Assemblea legislativa democratica una determinata maggioranza politica possa deplorare un rappresentante della minoranza, perché ciò costituirebbe un vero arbitrio.

Fa presente, inoltre, che l'ordine del giorno in esame risulta anche contradditorio perché, mentre nella prima parte si deplora il Consigliere Caveri per certe dichiarazioni da lui fatte, nella seconda parte si ribadisce la volontà del Consiglio di difendere la dignità di tutti i suoi componenti nell'espletamento del loro mandato.

Invita, pertanto, caldamente la maggioranza consiliare a ritirare l'ordine del giorno e aggiunge che, qualora questa sua richiesta non venisse accolta, i Consiglieri di opposizione abbandoneranno l'aula perché non potrebbero assistere ad un atto che tocca la dignità dei Consiglieri presenti in Consiglio.

Il Consigliere RAMERA osserva che gli incidenti verbali avvenuti nella seduta di ieri e la discussione nella seduta in corso confermano la bontà della sua proposta fatta testé in sede di riunione dei Capi-gruppo consiliari - di includere nel Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale una nuova norma intesa a richiamare formalmente i Consiglieri in caso di necessità.

Fa presente che, in tale sede, alcuni settori politici avevano manifestato una decisa opposizione a tale proposta, alla quale era particolarmente contrario il Consigliere Caveri e che, dopo l'attuale esperienza, ritiene più che mai valida.

Dichiara di essere favorevole all'approvazione dell'ordine del giorno in discussione.

Dichiara, inoltre, di concordare su certe affermazioni fatte dal Consigliere Germano perché, se nella seduta di ieri il Consigliere Caveri avesse illustrato la questione della FERA, con gli stessi termini usati oggi dal Consigliere Germano, l'incidente su cui si discute non si sarebbe verificato, perché nessuno aveva intenzione di portare avanti una discussione polemica sulla questione della FERA.

Insiste quindi affinché l'ordine del giorno di cui si tratta sia messo ai voti dal Consiglio.

Si dà atto che i Consiglieri dei Gruppi di opposizione dell'Union Valdôtaine, del P.C.I., del P. S. I. U. P. abbandonano l'aula consiliare in segno di protesta.

Il Presidente, MONTESANO, dopo aver constatato che, in seguito all'abbandono dell'aula da parte dei Consiglieri appartenenti ai Gruppi di opposizione, il numero dei Consiglieri presenti alla seduta è ridotto a 16, dichiara sospesa la seduta per mancanza del numero legale prescritto per la validità delle deliberazioni consiliari e aggiorna i lavori del Consiglio alle ore 16 della giornata odierna.

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Si dà atto che la seduta ha termine alle ore undici e minuti nove.

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