Oggetto del Consiglio n. 86 del 5 luglio 1957 - Verbale

OGGETTO N. 86/57 - PROVVEDIMENTI URGENTI A FAVORE DEI COMUNI E PRIVATI DANNEGGIATI DALLE ECCEZIONALI AVVERSITÀ ATMOSFERICHE. (Mozione dei Consiglieri regionali Signori Savioz Fabiano e Manganoni Claudio)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Savioz Fabiano e Manganoni Claudio, concernente l'oggetto: "Provvedimenti a favore dei Comuni e privati danneggiati dalle eccezionali avversità atmosferiche", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

---

Geom. PAREYSON

Presidente del Consiglio della Valle

AOSTA

Preghiamo la S.V. di voler portare sull'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio la seguente mozione:

Considerato che le abbondanti piogge hanno causato gravissimi danni in Valle d'Aosta, sia alle opere di pubblica utilità: strade, ponti, ecc.., che alle proprietà private ed in modo particolare ai contadini.

Il Consiglio della Valle

dà mandato alla Giunta regionale

1°) di istituire nel bilancio preventivo per l'esercizio finanziario 1957-1958 una apposita voce con un adeguato stanziamento per fare fronte alle spese per la riparazione delle opere pubbliche comunali danneggiate e per l'indennizzo dei danni ai privati;

2°) di provvedere immediatamente ai casi più urgenti;

3°) di invitare i Sindaci a trasmettere l'elenco dei danni subiti nei rispettivi Comuni sia dalle proprietà comunali che private.

Aosta, lì 14 giugno 1957

F.ti: Savioz Fabiano - Claudio Manganoni

---

Il Consigliere SAVIOZ premette che sullo stesso argomento della mozione è stata presentata una seconda mozione dal Consigliere Barone e, poiché le due mozioni concernono lo stesso problema, propone di riunire e di discutere contemporaneamente le due mozioni.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara di essere contrario alla proposta del Consigliere Savioz, trattandosi di due mozioni distinte che recano proposte diverse l'una dall'altra.

Il Consigliere SAVIOZ, preso atto del parere contrario del Presidente della Giunta, Bondaz, alla discussione congiunta delle due menzionate mozioni, illustra la mozione soprariportata, dichiarando quanto segue:

"Prima di entrare nel vivo dell'argomento vorrei premettere che esula da ogni mia intenzione il desiderio di fare emergere opinioni di parte o di partito.

Ci troviamo di fronte ad una calamità che ha colpito tutta la Valle d'Aosta e particolarmente la parte più laboriosa della nostra popolazione: i contadini.

Compito primo nostro, che siamo i rappresentanti, gli eletti della popolazione valdostana, di provvedere, di fare il possibile per tutelare gli interessi di questi valdostani spogliati, nel breve giro di alcuni giorni, dei loro averi, dei loro beni costati duri sacrifici ed a volte il lavoro di intere generazioni.

La mia proposta, che collima con altre già espresse, tende a fare si che sia il Consiglio regionale autonomo, cioè il maggior organi sino della nostra Valle, l'elemento propulsore per risolvere i problemi eccezionali, che una calamità eccezionale ha arrecato all'economia valdostana.

Esiste nel nostro Statuto l'art. 12 che stabilisce al terzo comma:

"Per provvedere a scopi determinati, che non rientrino nelle funzioni normali della Valle, lo Stato assegna alla stessa, per legge, contributi speciali".

Detto comma prevede cioè l'intervento dello Stato per determinati eventi di carattere straordinario e imprevedibili.

La Costituente cioè aveva previsto che di fronte a determinati, improvvisi non previsti, eccezionali calamità o bisogni, lo Stato avrebbe erogato fondi straordinari.

D'altro canto lo Statuto speciale e la legge sul riparto prevedono che una quota fissa ed una quota variabile delle imposte versate dai contribuenti valdostani restino alla Valle per i bisogni della Valle.

Ora ci troviamo di fronte ad una situazione eccezionale ed occorrono dei provvedimenti eccezionali.

La Valle è stata colpita, colpita duramente, si fa la cifra di 6 miliardi, ma i danni che accerteremo anche per il futuro sono certamente maggiori del previsto perché in tutta la Valle noi vediamo dei terreni asportati dall'alluvione; dove c'era la campagna fertile vi sono ora ghiaia e sabbia, i danni sono dunque enormi.

Ebbene, lo Stato ci dia il 100% del riparto; ci lasci i 5 miliardi e mezzo che noi versiamo ogni anno in modo che possiamo sanare le ferite di casa nostra. Ci dia la possibilità di riportare un po' di sereno dopo tanta tempesta.

La mia proposta è questa. Il Consiglio, di fronte ad una situazione del genere, dovrebbe formare un blocco unito e chiedere alla unanimità allo Stato che lasci alla Regione per il tempo che sarà necessario, per riparare i danni causati dalla calamità, i 5 miliardi e mezzo che incassa in Valle.

Mettiamo da parte gli interessi particolari e di parte e mettiamo davanti a tutto gli interessi della Valle d'Aosta e dei Valdostani. Tutto il Consiglio unanime richieda questo allo Stato.

Chiedere questo non è una cosa impossibile, perché abbiamo già il precedente della Regione autonoma Siciliana che proprio nelle sue condizioni particolari non ha un riparto ma dispone già in proprio delle imposte erariali; questo da quando vi è lo Statuto autonomo e non per un solo anno come richiediamo noi.

Questo, non già per fare dei riferimenti a quello che hanno fatto gli altri, ma per avvalorare, se possibile, la tesi che si debba chiedere al Governo di lasciare alla Regione i miliardi che incassa in Valle affinché si possa andare rapidamente incontro ai bisogni impellenti della popolazione valdostana".

Il Consigliere NICCO Anselmo fa la seguente dichiarazione:

"Qualsiasi decisione debba essere presa dal Consiglio regionale, io propongo che, in linea di massima, siano seguiti i criteri seguenti:

1°) il ripristino delle opere pubbliche comunali (strade, acquedotti, ponti, arginature, ecc...) deve essere fatto a totale carico dei bilanci statale e regionale perché i contadini non hanno i fondi necessari ed in seguito alle calamità verificatesi avranno entrate inferiori a quelle degli anni scorsi; inoltre gli alluvionati debbono essere esentati parzialmente o totalmente dalle imposte comunali (di famiglia e bestiame);

2°) i danni arrecati ai canali consorziali di irrigazione devono essere risarciti integralmente, tenuto conto che i contadini consortisti hanno subito danni anche nelle loro singole proprietà;

3°) per quanto riguarda i danni arrecati ai privati (case di abitazione e terreni) vi è già, salvo errore, una deliberazione consiliare che prevede la concessione di contributi regionali -, in misura del 50% del danno subito -, per le case rurali danneggiate da alluvioni e da frane. Propongo che tale percentuale sia aumentata.

Per quanto riguarda i terreni, occorre fare una distinzione:

a) a coloro che hanno perduto il raccolto, parzialmente o totalmente, per un anno, oltre all'indennizzo totale del danno subito, potrebbe essere corrisposto un indennizzo-contributo straordinario corrispondente al 70% del reddito dei terreni;

b) a coloro i cui terreni non possono più essere resi coltivabili l'indennizzo dovrebbe essere corrisposto in misura proporzionata al danno subito".

Il Consigliere MANGANONI dichiara quanto segue:

"Non voglio ribadire quanto già è stato detto, né aggiungere nuovi particolari sull'argomento in discussione: la recente alluvione che tanti danni ha recato alla nostra Valle, particolarmente alle opere pubbliche (strade, ponti, ecc.) ed ai nostri contadini.

Sono d'accordo con quanto esposto da Savioz e Nicco Anselmo, cioè dai Consiglieri che mi hanno preceduto.

Voglio notare però l'insufficienza delle somme a questo scopo stanziate nel bilancio preventivo per il 1957-58.

È vero che i fondi per riparare le opere pubbliche ed indennizzare i danneggiati devono essere forniti dallo Stato. Vi ha accennato il Collega Savioz, ma io voglio essere ancora più preciso: il 3° comma dell'articolo 12 del nostro Statuto speciale dice: "Per provvedere a scopi determinati che non rientrino nelle funzioni normali della Valle, lo Stato assegna alla stessa, per legge, contributi speciali".

In base a questo articolo 12 il Consiglio deve chiedere al Governo le somme necessarie. Quanto? È semplice, chiediamo solamente che ci vengano lasciati i nostri soldi.

Dei cinque miliardi e mezzo di tasse ed imposte che si paga annualmente in Valle d'Aosta, solamente un miliardo e trecento milioni ci vengono restituiti col riparto fiscale.

Oltre quattro miliardi se li trattiene Roma.

Ebbene, Roma ci restituisca solamente i nostri soldi, i nostri 4 miliardi e noi avremo i mezzi per riparare tutti i danni sia alle Opere pubbliche che alle proprietà private.

Se non basteranno i quattro miliardi del 1957, ne chiederemo anche per il 1958 fin quando avremo raggiunta la cifra necessaria per rimediare a tutto.

È anche vero che lo Stato ha già provveduto ai primi stanziamenti, ma sono sufficienti? - quando ci perverranno?

Considerato che le strade, i ponti, i canali di irrigazione, gli acquedotti, ecc. devono essere rimessi in efficienza immediatamente e che i nostri contadini, privati del raccolto molti ed altri con gli appezzamenti asportati dalle acque, devono pure essere indennizzati subito od almeno entro pochi mesi, è necessario disporre immediatamente di fondi sufficienti. Come pure è necessario iniziare subito lo sgombro e l'arginatura dei torrenti che hanno riempito il loro letto e straripato, come a Gressan, Pollein, Brissogne, St. Marcel, per fare alcuni esempi, allo scopo di evitare che alle prossime piogge si ripetano i disastri ai quali abbiamo assistito lo scorso mese.

Di fronte a queste urgenti e rilevanti necessità di fondi, i 170 milioni portati in bilancio, nei capitoli 121-130-138, sono assolutamente insufficienti, per non dire irrisori.

È indispensabile che vengano non solo aumentati, ma addirittura quadruplicati.

Ed affinché non vengano sottratti fondi ad altre attività economiche od edilizie della Valle, e in attesa che ci giungano i fondi che io penso il Consiglio richiederà allo Stato, propongo che siano stornati in favore degli alluvionati i 500 milioni circa destinati nei vari esercizi finanziari, alla costruzione del nuovo edificio, sede del Consiglio della Valle.

Perché ritengo che dopo l'immane cataclisma subito dalla Valle d'Aosta sia il caso di rimandare questa costosa costruzione an che se necessaria destinandone i fondi previsti alle spese che si dovranno eseguire per dare maggiore tranquillità alle popolazioni colpite.

Che cosa direbbero le popolazioni di Rhêmes e Valsavaranche, e quelle della desolata plaga da Montjovet a Donnaz, vedendo costruire un sontuoso palazzo regionale prima che siano stati riparati í gravi danni subiti dalle loro misere proprietà?

In seguito a questa mia proposta su cui chiedo che il Consiglio si pronunci, mi sia permessa una considerazione: - Si è affermato da diverse parti che i danni causati in Italia dalle ultime piogge, si sarebbero potuti in parte evitare.

Ho letto su di un giornale locale, che è agli antipodi con le nostre idee e perciò non accusabile di connivenza con noi, delle considerazioni di estrema gravità sulle alluvioni e che inducono ad una meditazione seria sulle negligenze colpose nella sistemazione idraulico-forestale delle nostre vallate e sul vergognoso disordine del corso della Dora Baltea che lentamente, ma costantemente, rosicchia i pochi terreni fertili e coltivabili del nostro fondo valle.

Invito pertanto il Consiglio a volere, magari in una prossima seduta, esaminare seriamente il problema dell'indigamento della Dora sollecitando energicamente il Governo centrale affinché si eseguano quelle opere di bonifica che sono di sua competenza in modo che si eviti il ripetersi di questi periodici disastri".

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, riferisce quanto segue:

"Nell'eccepire che le due mozioni erano diverse, per il loro contenuto e per il loro scopo, credevo che si fosse addivenuti alla decisione di ritirare questa mozione; spero ancora che lo si faccia, almeno dopo le precisazioni che sto per dare.

Questa mozione è stata presentata il 14 del mese di giugno, e, quindi, tempestivamente, poiché le alluvioni sono avvenute il giorno prima, 13 giugno, e naturalmente si chiedeva alla Giunta di prendere determinati provvedimenti.

Non mi attarderò su considerazioni di carattere generale sulle quali, naturalmente, siamo tutti d'accordo. Sappiamo tutti quanto gravi siano stati i danni nella nostra Valle, come sia assolutamente indispensabile -, e voglio sperare che una volta tanto il Consiglio sia d'accordo all'unanimità -, di assumere tutti quei provvedimenti che sono necessari per venire incontro alle nostre popolazioni così danneggiate particolarmente in alcune valli e in alcuni Comuni.

Debbo, però, dire al Consiglio che proprio il 14 giugno, nello stesso giorno in cui veniva presentata questa mozione, la Giunta si riuniva per esaminare la situazione e il da farsi, prendendo atto di tutte le segnalazioni già pervenute all'Amministrazione regionale e dando incarico all'Assessorato ai Lavori Pubblici di disporre quanto riteneva necessario per l'esecuzione dei lavori più urgenti, per il provvisorio ripristino delle comunicazioni stradali, per la predisposizione del programma di lavori di ricostruzione delle strade e delle altre opere di pubblica utilità da eseguire a cura della Regione.

Successivamente, già il 19 giugno 1957, in una riunione plenaria avvenuta nella sala della Giunta alla presenza dei parlamentari, degli organi della Questura, dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri e del Genio Civile, si faceva una specie di consuntivo di tutto quello che era stato fatto sino a quel giorno e si davano disposizioni per il futuro. La Giunta, in quella occasione, esaminava per approvazione i lavori urgenti di primo intervento già ordinati e in corso di esecuzione in varie località, riservandosi di adottare in seguito gli ulteriori provvedimenti deliberativi del caso, ai fini del finanziamento delle spese.

Abbiamo la coscienza di non aver perso un minuto in questa opera di ricostruzione e le popolazioni sono buone testimoni non soltanto di queste nostre intenzioni e di questa nostra buona volontà, ma di quello che abbiamo fatto per ovviare immediatamente ai danni e per evitarne di più gravi.

Quindi, a quanto si chiede in questa mozione di "istituire nel bilancio preventivo, per l'esercizio 1957-1958 una apposita voce, con un adeguato stanziamento...." io penso che si possa rispondere che questo è stato fatto, come pure quando si chiede di provvedere immediatamente ai casi più urgenti: anche questo noi abbiamo già fatto perché abbiamo dato incarico immediatamente a tutte le imprese che lavorano per l'Amministrazione regionale sulle diverse strade della Valle di iniziare, con tutti i mezzi a loro disposizione, i lavori per ripristinare la viabilità specialmente in quelle valli dove la viabilità è stata interrotta.

Prova ne è che nella Valsavaranche, ove vi è più di un Km. di strada asportata, - ed i Consiglieri che hanno avuto occasione di visitare questa Valle possono darne testimonianza, - domenica scorsa si arrivava già con le macchine al capoluogo di Valsavaranche, cioè a Dégioz.

Si sta già proseguendo, per eliminare gravissimi inconvenienti, sotto il villaggio di Creton nella Valle di Rhêmes; io spero che nella giornata di domani o di dopo domani si arrivi al capoluogo di Rhêmes N. Dame.

Abbiamo ordinato subito i lavori assumendocene la responsabilità perché eravamo sicuri di trovare consenziente il Consiglio; e questo abbiamo fatto nel modo più celere possibile. Naturalmente gli avverbi "immediatamente o similari" in questa materia hanno un senso relativo: immediatamente si possono dare gli ordini, ma non si può pretendere che immediatamente determinati lavori vengano eseguiti e ultimati, perché ci vuole il tempo necessario, specialmente ci vogliono i mezzi: se non ci sono mezzi meccanici non si possono eseguire determinati lavori, in quanto, ad esempio, i lavori di deviazione dei corsi d'acqua si possono fare soltanto con i grandi mezzi meccanici di cui dispongono le grandi Imprese. Anche se si mettessero al lavoro centinaia di persone, l'inconveniente non potrebbe essere eliminato e se non si possono ricondurre le acque nell'alveo naturale, o in un altro alveo ritenuto più confacente e meno pericoloso, non si possono eseguire i lavori di ricostruzione delle strade e dei ponti.

Voi sapete che l'Amministrazione regionale, sostituendosi all'ANAS, ha provveduto a fare gettare, in 16 ore, un ponte metallico a monte di Villeneuve, per riattivare la viabilità sulla strada nazionale. L'ANAS ha già dato incarico di allestire il progetto dei lavori di ripristino del nuovo ponte, che saranno eseguiti al più presto.

Abbiamo preso immediati contatti attraverso i nostri Parlamentari e abbiamo mandato gli Assessori Bionaz e Bordon alla nota riunione, tenutasi a Torino, di tutti i Parlamentari del Piemonte, e abbiano tenuto dei contatti stretti e continui con il Genio Civile. Possiamo dirvi che il Governo è venuto incontro alla Valle di Aosta già per i lavori di pronto intervento con assegnazione di un fondo di 146 milioni di lire; per lavori di arginatura abbiamo già avuto assicurazione, da parte del Genio Civile, dell'assegnazione di 348 milioni di lire.

A detta del Consigliere Manganoni gli stanziamenti proposti nel nostro bilancio sono insufficienti. Voi ricordate che, a' sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale, lo Stato deve venire incontro alle necessità particolari e straordinarie delle nostre popolazioni e, in effetti, il Governo ha già preso impegni in tale senso, poiché vi sono due disegni di legge, di iniziativa ministeriale, attualmente in discussione al Senato e alla Camera dei Deputati, di cui uno presentato dal Ministero dei Lavori Pubblici, inteso a fare applicare al Piemonte, alla Valle d'Aosta, alla Lombardia e al Delta Padano le disposizioni delle leggi 10 gennaio 1952, già applicate per il Polesine: il limite dei singoli contributi previsti da tali leggi è stato aumentato da L. 1.600.000 a L. 2 milioni. Per la Valle d'Aosta verrà assegnata una tangente di quei 13 miliardi che sono impegnati per il Piemonte.

Per l'agricoltura voi sapete che c'è un disegno di legge del Ministero dell'Agricoltura e Foreste che prevede contributi straordinari anche nei confronti dei privati mediante tre ordini di contributi: a) per il ripristino, per la ricostruzione e per la riparazione di fabbricati; b) per il ripristino di piantagioni arboree; c) per il ripristino delle piccole proprietà quali sono quelle della nostra Valle. Quindi, praticamente, le aziende della Valle d'Aosta, che sono tutte piccole, possono ottenere un contributo fino al 67% delle spese.

Questo farà lo Stato. Però, prima di stabilire delle cifre bisogna conoscere la entità dei danni e ci siamo, quindi, preoccupati di disporre per gli accertamenti del caso. Abbiamo raccolto dati dai tecnici incaricati che abbiamo mandato immediatamente sulle località danneggiate; abbiamo invitato i Sindaci a trasmettere immediatamente all'Amministrazione regionale l'elenco dei danni alle opere pubbliche accertati nei singoli Comuni nonché l'elenco dei danni subiti dai privati. Abbiamo consigliato ai Sindaci di fare eseguire delle perizie; si stanno ora raccogliendo questi dati e si è quasi al termine del lavoro che deve essere fatto per conoscere con esattezza l'entità dei danni.

È stato rilevato giustamente dal Consigliere Savioz che i danni aumentano sempre rispetto alle prime stime e previsioni incomplete.

Noi desideriamo avere dei dati precisi, anche perché questi dati ci serviranno per ottenere dal Provveditorato alle Opere Pubbliche per il Piemonte, - al quale competerà di fare la ripartizione dei fondi assegnati dagli organi governativi -, la somma necessaria alla copertura delle spese di ripristino in seguito ai danni causati dall'alluvione in base alle cifre percentuali stabilite dalla legge.

A questo punto interverrà la Regione che provvederà, dal conto suo, ad integrare i fondi statali perché il nostro aiuto deve essere solo una integrazione di quello che ci verrà dallo Stato.

Abbiamo quindi previsto nel bilancio sottoposto alla vostra approvazione in questa seduta i seguenti stanziamenti di fondi regionali:

- 100 milioni per le spese di ripristino di opere danneggiate dalla recente alluvione;

- 50 milioni per le spese di ripristino delle opere di irrigazione e di altre opere danneggiate;

- 20 milioni per le spese di bonifica (di terreni danneggiati da alluvioni e valanghe;

- 200 milioni per le spese e contributi per il miglioramento fondiario, costruzioni e sistemazione di fabbricati, con precedenza, naturalmente, a tutti i fabbricati rurali danneggiati.

Evidentemente questi fondi sono di gran lunga insufficienti a coprire i danni, ma il Consiglio comprenderà quali sono le ovvie ragioni che ci hanno consigliato di agire in questo modo.

Noi non sappiamo quale è l'ammontare dei danni; sappiamo, però, che lo Stato deve intervenire; cominciamo quindi col bilanciare come Regione queste spese che ammontano a 370 milioni; vedremo poi che cosa accadrà.

Noi ci dobbiamo preoccupare prima di tutto delle strade regionali; noi sappiamo quali siano i danni arrecati alle strade regionali, ma anche tali danni verranno calcolati nella spesa per la quale lo Stato deve intervenire, in proporzione alla misura percentuale prevista dalla legge.

Noi siamo tranquilli perché abbiamo sempre la possibilità di fare tutti gli storni che si renderanno necessari per finanziare le spese per l'integrazione regionale. Mi sia permesso di dubitare della bontà di un sistema diverso dal nostro, quale sarebbe quello di iscrivere nel bilancio regionale tutte le spese che avremmo potuto mettere a questo scopo, quando noi non sappiamo ancora esattamente l'entità dei danni e l'ammontare dell'intervento finanziario dello Stato in base alle menzionate leggi, che devono essere approvate secondo la procedura di urgenza.

Questa è la ragione per cui noi dobbiamo fare intelligentemente una azione integratrice di quanto lo Stato darà per la nostra Valle.

Il Consigliere Manganoni ha fatto una affermazione sulla quale io non concordo, allorquando ha detto di stornare a favore degli alluvionati i 500 milioni circa destinati nei vari esercizi finanziari alla costruzione del nuovo Palazzo della Regione.

È vero che vi sono dei residui attivi per la costruzione di detto palazzo, ma la previsione di L. 500 milioni è destinata solo in parte per il finanziamento del nuovo Palazzo regionale, perché una parte di detto fondo è destinata per la bonifica della zona paludosa di Quart e per la valorizzazione della Fons Salutis di Saint-Vincent nonché parte per altre opere.

Noi sapremo con certezza fra pochi giorni quale è veramente l'entità dei danni; ma lungi dell'avvilirci per la sventura che ci ha colpiti, dobbiamo reagire e continuare regolarmente la nostra strada, ottenendo dal Governo centrale quello che ci è dovuto e che, d'altra parte, il Governo centrale dimostra di volerci dare.

Facciamo quindi gli sforzi che devono essere fatti riunendo sempre più le nostre forze per superare il momento difficile che la Valle d'Aosta sta attraversando.

Io sono dell'avviso che bisogna affrontare l'avversità sopravvenuta con pieno animo e senza limitare la nostra attività, perché sono convinto che troveremo la possibilità di fare fronte a questa calamità con l'apporto considerevole dei fondi dello Stato, che verranno integrati con i fondi della Regione.

Avremo sempre tempo di fare tutti gli storni che si renderanno necessari per finanziare l'integrazione regionale, perché il giorno in cui effettivamente dovesse accadere qualche cosa per cui vedremo che questa nostra intenzione propulsiva non può sortire un effetto favorevole potremo sempre allora prendere decisioni di carattere restrittivo e negativo.

Noi riteniamo veramente di dover essere l'elemento propulsivo e il Consiglio regionale lo è e lo ha dimostrato, come lo dimostrerà ancora attraverso la sua decisione, perché saremo veramente l'elemento propulsivo se non ci accasceremo di fronte alla disgrazia che ci ha colpiti. Come nella nostra vita familiare ci sono dei momenti difficili che bisogna superare reagendo con forza, cosi oggi noi cerchiamo di riunire i nostri sforzi per superare queste difficoltà.

Noi vi preciseremo l'ammontare dei danni; io sono convinto che, con l'aiuto dei fondi che lo Stato ci darà in base alla menzionata legge, la necessità di una integrazione regionale non sarà cosi forte come potrebbe apparire sul primo momento.

Questo è il mio pensiero, che credo sia condiviso dalla Giunta, per cui concludo, per quanto riguarda questa prima mozione, dicendo che noi abbiamo già provveduto a quanto si chiede nella mozione: abbiamo provveduto immediatamente ai casi più urgenti; abbiamo invitato i Sindaci a mandarci l'elenco dei danni subiti dalle opere pubbliche dei Comuni e dalle proprietà private, abbiamo stanziato nel progetto di bilancio i fondi già citati e vi abbiamo illustrato le regioni di tali stanziamenti.

Mi pare, quindi, che la mozione non abbia più ragione di sussistere in questo momento".

Il Consigliere CHABOD Renato dichiara di aver preso atto dei chiarimenti dati dal Presidente della Giunta, Bondaz, e di ritenere egli pure che la mozione in discussione, presentata in data 14 giugno scorso, sia ormai in parte superata in seguito ai provvedimenti assunti dalla Giunta.

Comunica di aver appreso con molto compiacimento che la Regione ha provveduto, in uno spazio di tempo di poche ore, a riattivare la viabilità sulla strada statale a monte di Villeneuve, installando provvisoriamente un nuovo ponte in ferro - tipo Bailey -, in sostituzione di quello crollato a causa dello straripamento delle acque del torrente in tale località.

Fa presente che la tempestività con cui la Regione ha saputo riattivare la circolazione su tale strada statale ha prodotto ottima impressione anche fuori del territorio della Valle d'Aosta e, pur confidando che per l'avvenire i danni causati dalla. recente alluvio, ne possano essere evitati con l'esecuzione di opere opportune e adatte allo scopo, raccomanda all'Assessore ai Lavori Pubblici di tenere sempre a disposizione, per eventuali genti necessità, uno o più ponti tipo Bailey ad elementi metallici.

Rileva che, in seguito alle precisazioni fatte dal Presidente della Giunta, Bondaz, la mozione può ritenersi superata salvo nei punti in cui si parla di "adeguato finanziamento", - di cui si potrà eventualmente parlare in sede di discussione del bilancio di previsione -, e di "indennizzo dei danni ai privati".

Osserva, in proposito, che nel progetto di bilancio non è stato previsto con molta precisione l'intervento finanziario della Regione per il risarcimento di danni arrecati dall'alluvione alle proprietà private, poiché, se, è vero che al capitolo 129 è previsto lo stanziamento di L. 200 milioni per "spese e contributi per opere di miglioramento fondiario per la costruzione e sistemazione di fabbricati rurali, con precedenza ai fabbricati danneggiati dalla recente alluvione", va tenuto presente, però, che l'alluvione ha danneggiato non soltanto dei fabbricati ma anche molti terreni, per i quali non è previsto alcun stanziamento in bilancio.

Rileva che il capitolo 121 prevede uno stanziamento di L. 20 milioni per sussidi a favore di iniziative per la arginatura e per bonifica di terreni danneggiati dall'alluvione e valanghe, spese per lavori di arginatura, sgombro frane e valanghe, per cui soltanto una parte di tale stanziamento sarà destinato alla esecuzione di lavori di ripristino nei terreni danneggiati da alluvioni.

Per quanto riguarda (il risarcimento di danni ai privati, dichiara di concordare con il Presidente della Giunta, il quale ha affermato, giustamente, che tali danni devono essere e saranno risarciti dallo Stato, in base alla legge che prevedrà la concessione di contributi statali.

Osserva che il Presidente della Giunta ha riconosciuto la necessità che la Regione integri i contributi statali per venire incontro agli alluvionati nella maggior misura possibile, affermando che non era il caso di farlo subito, perché vi era sempre tempo di farlo in un secondo momento.

Comunica di non poter concordare con il Presidente della Giunta su questo punto, perché ha presente la situazione in cui si trovano quei poveri contadini che hanno avuto le loro proprietà danneggiate dall'alluvione.

Ritiene che l'intervento dello Stato in favore degli alluvionati giungerà soltanto dopo parecchio tempo, pure avendo il Governo richiesto che la legge recante norme particolari per i colpiti dalle alluvioni sia esaminata, discussa ed approvata con procedura d'urgenza.

Ritiene, quindi, che il Consiglio debba pronunciarsi subito sulla questione dell'integrazione regionale affinché gli alluvionati, in attesa di ricevere il contributo statale che spetterà loro per legge, possano ricevere qualche cosa dall'Amministrazione regionale.

Ammette che non si possa conoscere per ora, con approssimazione, l'ammontare dei danni recati alle proprietà private dall'alluvione; ma ritiene che, quanto meno, in via di larga massima, si possa avere una idea dei danni causati dall'alluvione alle proprietà private.

Riconosce che nel progetto di bilancio di previsione sono stati stanziati fondi per il ripristino di opere danneggiate dalle recenti alluvioni, comprese le opere di irrigazione, nonché per la bonifica di terreni danneggiati e per la ricostruzione e sistemazione di fabbricati, con precedenza a quelli danneggiati dall'alluvione.

Osserva, però, che nel progetto di bilancio preventivo non vi è alcuna somma stanziata da erogare a titolo di risarcimento di danni a quei contadini che hanno avuto i loro terreni asportati dalle alluvioni.

Chiede, quindi, che il Consiglio si pronunci ora sulla questione della somma da stanziare e da erogare a tale titolo dalla Regione ad integrazione dei contributi statali, affinché si possa venire subito incontro agli alluvionati elargendo loro un quid, in attesa di ricevere i contributi statali.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, precisa di non aver detto che vi sia sempre tempo per venire incontro ai privati danneggiati dall'alluvione.

Rileva di aver detto invece, - in riferimento alla proposta fatta dal Consigliere Manganoni, di stornare in favore degli alluvionati la somma di L. 500 milioni stanziata per opere di carattere straordinario, - che vi era sempre tempo per effettuare tale storno allorquando si dovesse constatare che allo sforzo finanziario integrativo della Regione) e per venire in aiuto agli alluvionati si debba provvedere con altre disponibilità di bilancio.

Sottolinea che nel progetto di bilancio preventivo sottoposto all'approvazione del Consiglio nell'adunanza odierna sono comprese anche spese da erogare a favore di privati danneggiati dall'alluvione perché i capitoli di spese già citati sono comprensivi anche delle spese medesime.

Il Consigliere MANGANONI dà atto che la relazione fatta dal Presidente della Giunta è assai incoraggiante; osserva, però, che desidera ulteriori e maggiori chiarimenti su alcuni punti. Chiede, anzitutto, quando arriveranno presumibilmente i fondi straordinari statali, tenuto presente che i lavori di ripristino delle opere pubbliche danneggiate sono stati già iniziati ed urge siano ultimati al più presto.

Rammenta l'urgenza della sistemazione definitiva dell'alveo di alcuni torrenti, del ripristino delle prese di molti canali di irrigazione rovinate dallo straripamento delle acque dei torrenti e del ripristino e riparazione di alcuni canali irrigui.

Rammenta ancora che molti contadini hanno avuto le loro proprietà danneggiate, in parte o totalmente, e che occorre, quindi, provvedere ad indennizzarli dei danni subiti o concorrere nelle spese per il ripristino della coltivabilità dei terreni danneggiati.

Ritiene che i 50 milioni previsti nel progetto di bilancio per il ripristino delle opere di irrigazione non siano sufficienti, anche perché le spese relative alle opere irrigue danneggiate dall'alluvione devono essere rimborsate al 100% e non già soltanto in base se alle percentuali per i contributi ordinari stabilite nella deliberazione assunta a suo tempo dal Consiglio.

Rammenta che della bonifica dei terreni danneggiati da alluvioni e da valanghe ha già parlato il Consigliere Chabod Renato e non intende, quindi, ritornare su tale argomento.

Richiama, invece, l'attenzione del Consiglio e della Giunta sul capitolo 129 del progetto di bilancio, che prevede L. 200 milioni per spese e contributi per opere di miglioramento fondiario e per costruzione e sistemazione di fabbricati rurali, "con precedenza ai fabbricati danneggiati dalle recenti alluvioni".

Rammenta che già sul corrispondente articolo di spesa del bilancio di previsione dello scorso anno era stanziata la somma di L. 200 milioni, per cui, se gran parte dello stanziamento di quest'anno dovrà essere destinato per la ricostruzione di fabbricati danneggiati dalla recente alluvione, è da ritenersi che dovrà necessariamente essere limitata la annuale erogazione di contributi per la costruzione e la ricostruzione di fabbricati rurali.

Comunica che, sempre per evitare una limitazione di tali contributi, aveva proposto di stornare in favore degli alluvionati i 500 milioni circa destinati nei vari esercizi finanziari alla costruzione del nuovo Palazzo della Regione.

Osserva che tale sua proposta è in armonia con quanto detto dal Presidente della Giunta, Bondaz, il quale ha affermato che le calamità verificatesi non devono limitare la normale attività quale sino ad oggi è stata esplicata dalla Regione.

Osserva che trascorrerà parecchio tempo prima che i fondi straordinari dello Stato possano giungere in Valle d'Aosta e che non si può pretendere che gli alluvionati debbano attendere molto tempo senza ricevere alcun aiuto, quanto meno dall'Amministrazione regionale.

Ritiene, quindi, che il Consiglio debba, oggi stesso, pronunciarsi sulla misura dell'integrazione regionale, affinché la Regione possa intervenire immediatamente in favore degli alluvionati, in attesa che pervengano i contributi statali loro spettanti.

Per quanto riguarda, in modo particolare, la ricostruzione e riparazione dei fabbricati rurali danneggiati dall'alluvione, ritiene che debbano essere notevolmente aumentate le normali misure percentuali dei sussidi stabilite con deliberazione consiliare n. 47 del 7-4-1955, che sono del 60% per il primo milione di spesa, del 50% per il secondo, il terzo e il quarto milione di spesa ammessa a sussidio.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara che la Giunta è pienamente d'accordo di venire in aiuto agli alluvionati al più presto e nella maggior misura possibile, ma ripete che non occorre fare ora in bilancio gli stanziamenti proposti dai Consiglieri Chabod Renato e Manganoni, in quanto vi sono già nel bilancio capitoli di spese, con voci generiche, con i quali vi è la possibilità di venire in aiuto agli alluvionati; ribadisce che non è opportuno, per ragioni ovvie, iscrivere ora maggiori stanziamenti con dizione più precisa. Dichiara che la Regione ha la possibilità di venire incontro immediatamente agli alluvionati nella misura in cui deciderà il Consiglio, non appena si conoscerà l'entità dei danni arrecati dall'alluvione e l'entità dei contributi statali. Precisa che la conoscenza di detti due elementi- è assolutamente indispensabile e ripete che è intendimento della Giunta di venire in aiuto agli alluvionati al più presto e nella maggiore misura possibile.

Il Consigliere CHABOD Renato dichiara di aver preso atto con soddisfazione dell'ultima dichiarazione fatta dal Presidente della Giunta il quale, in sostanza, ha affermato che la Regione ha la possibilità dí integrare i fondi dei contributi Statali; osserva che rimane soltanto più da raccomandare alla Giunta di provvedere con urgenza a risarcire i privati dei danni causati dall'alluvione alle loro proprietà.

L'Assessore ARBANEY informa che, da un calcolo approssimativo, risulta che sono più di 5000 le aziende danneggiate dalle recenti alluvioni in Valle d'Aosta e fa presente che per decidere circa i soccorsi agli alluvionati è necessario conoscere almeno in via approssimativa i dati relativi ai danni. Per quanto riguarda i canali di irrigazione, riferisce che l'intervento della Regione è stato tempestivo e che, ove non è possibile fare ripristini definitivi, i canali sono ripristinati per ora con opere provvisorie, mentre invece negli altri casi sono state date istruzioni ai Sindaci per l'allestimento immediato dei progetti delle opere da eseguire per la sollecita riattivazione definitiva dei canali irrigui. Comunica che l'accertamento completo dei danni è cosa tutt'altro che facile, tanto è vero che in alcuni Comuni sono state nominate apposite Commissioni con l'incarico di procedere all'accertamento dei danni. Informa che, per indirizzare e semplificare nel limite del possibile il lavoro di raccolta dei dati, ha diramato istruzioni ai Sindaci invitandoli a comunicare all'Amministrazione regionale la descrizione dettagliata dei danni causati dall'alluvione alle proprietà, affinché si possa determinare l'ammontare dei danni.

Dichiara che la Giunta ha fatto tutto il possibile per l'accertamento tempestivo dei danni al fine di poter provvedere alle prime necessità degli alluvionati in modo equo.

Per quanto riguarda i danni causati dall'alluvione alle colture, rileva che essi variano a seconda delle località e mentre in alcuni casi si riducono alla perdita di un solo raccolto, in altri casi, invece, essi sono maggiori perché le acque hanno depositato sui terreni ghiaia e sabbia, il che significa la perdita di più di un raccolto e la necessità di un intervento razionale e con mezzi adeguati per il ripristino delle colture.

Osserva che la legge dello Stato prevede la concessione di contributi ai proprietari che intendono ricostruire i fabbricati o ripristinare le colture nelle proprietà danneggiate; ritiene che la Regione non debba allontanarsi da tale concetto nel venire in aiuto agli alluvionati per il ripristino delle colture.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, informa che la Giunta, per accelerare il ripristino delle colture danneggiate, ha disposto a mezzo dell'Assessorato all'Agricoltura e Foreste che i trattori esistenti in Valle d'Aosta fossero messi a disposizione dei contadini aventi colture danneggiate dall'alluvione.

Il Vice Presidente, PASQUALI, rileva che il Consiglio ha esaminato lungamente il problema oggetto della mozione con una notevole concordanza di espressioni. Dichiara che il Consiglio dovrebbe prendere atto con soddisfazione dell'intervento immediato e tempestivo del Presidente della Giunta e degli Assessori in occasione della recente alluvione, intervento di cui sono stati testimoni i Consiglieri stessi sia nell'alta che nella bassa Valle.

Comunica che, personalmente, ha veduto l'Assessore Bordon e l'Assessore Vesan scarpinare in mezzo al fango nella zona di Champoluc e l'Assessore Arbaney nella zona di Courmayeur.

Propone, quindi, di passare avanti nella discussione degli oggetti all'ordine del giorno.

L'Assessore ARBANEY informa il Consiglio che la Giunta ha a disposizione il fondo di L. 7.350.000, residuato dal bilancio del primo semestre 1957 e con il quale si può iniziare a fare qualche cosa subito a favore dei sinistrati dell'alluvione.

Il Consigliere CHABOD Renato chiarisce che l'avverbio "subito", da lui usato ripetutamente nel suo intervento, va inteso in senso relativo e tradotto con l'espressione "specialissima urgenza", rendendosi pienamente conto che l'intervento integrativo della Regione non può avvenire se non dopo conosciuta l'entità dei danni e l'ammontare del contributo statale.

Il Consigliere NICCO Giulio raccomanda all'Assessore Arbaney di procedere con molta prudenza e attenzione all'accertamento dei danni alluvionali affinché non si verifichi il caso che qualche persona non troppo scrupolosa chieda ed ottenga il risarcimento di danni che in effetti non ha avuto.

L'Assessore VESAN dichiara quanto segue:

"Era mia intenzione di fare una relazione sia pure in termini molto riassuntivi. in merito ai danni alluvionali che si sono purtroppo verificati nella nostra Valle. Dopo l'ampia discussione che si è svolta, la mia relazione può ormai considerarsi quasi superflua.

Desidero soltanto riaffermare che da parte della Giunta regionale è stato fatto subito quanto umanamente era possibile fare per provvedere alle necessità più urgenti della popolazione.

Per fare questo, come già ha accennato il Presidente, ci siamo recati sulle località più colpite e poi abbiamo tenuto delle riunioni preliminari, mobilitando tutte le forze della nostra Valle, a cominciare dalle Imprese che già lavoravano per conto dell'Amministrazione regionale, alle quali abbiamo distribuito il lavoro in rapporto ai cantieri che avevano in efficienza nelle singole zone.

Parlando di danni alluvionali e di lavori da eseguire dobbiamo distinguere i lavori di pronto intervento da quelli di carattere definitivo: questa distinzione è necessaria sia perché così vuole la legge e anche perché cosi vogliono gli organi tecnici e, in particolare, il Provveditorato alle opere Pubbliche per il Piemonte e il Genio Civile. Ai lavori di pronto intervento si è provveduto con la massima urgenza, compatibilmente con le nostre possibilità".

Riferisce, quindi, in modo dettagliato in merito ai lavori di pronto intervento per la riattivazione del transito eseguiti o in corso di esecuzione sulle varie strade nonché in merito ai lavori di arginatura in varie località della Valle, in particolare nelle Valli di Gressoney, di Ayas, di Cogne, di Valsavaranche e di Rhêmes, nonché nei Comuni di Gressan, Pollein, St. Marcel, Brissogne e Fénis.

Dichiara che, dove si è potuto, si è agito con tempestività e con tutti i mezzi a disposizione e afferma che in nessuna altra Regione si è lavorato con tempestività ed efficacia eguali a quella della Valle d'Aosta.

Precisa che i lavori di pronto intervento sono stati eseguiti con la piena collaborazione del Genio Civile e delle autorità militari, che hanno validamente contribuito a portare i primi aiuti alle località colpite.

Per quanto riguarda l'arginatura della Dora, assicura il Consiglio che si stanno già eseguendo, e sono già in parte fatti, i rilievi intesi ad accertare i tratti dove si rendono necessarie opere di arginatura e di consolidamento delle sponde. In base ad una prima sommaria perizia fatta sono state già inoltrate proposte, in accordo con i tecnici del Genio Civile e del Provveditorato alla OO.PP. per il Piemonte, per la sollecita compilazione dei progetti definitivi delle opere dì sistemazione e di consolidamento degli argini della Dora.

È intenzione della Giunta di definire una volta per sempre il problema dell'arginatura della Dora, onde evitare che abbiano da ripetersi in avvenire gli inconvenienti già verificatisi, con i conseguenti danni ai terreni situati lungo la Dora.

Per quanto riguarda i lavori di sistemazione e di arginatura delle sponde della Dora, ricorda che, come comunicato dal Presidente della Giunta, vi è già un primo stanziamento di 248 milioni messi a disposizione dall'Ufficio Genio Civile sui fondi dello Stato e per tali lavori si stanno già predisponendo i relativi progetti.

Il Presidente, PAREYSON, chiede al Consigliere Manganoni, presentatore della mozione, se in seguito agli ampi ed esaurienti chiarimenti che gli sono stati forniti intenda ritirare la mozione stessa.

Il Consigliere MANGANONI rileva che la discussione avvenuta sulla sua mozione è stata esauriente, utile e necessaria, poiché gli interventi del Presidente della Giunta e degli Assessori Arbaney e Vesan hanno servito a mettere i Signori Consiglieri al corrente della realtà della situazione.

Dichiara di ritirare la sua mozione, avendo preso atto delle assicurazioni date dal Presidente della Giunta, il quale ha anche affermato che la Regione aveva la possibilità di provvedere ad integrare i contributi statali onde venire incontro nella maggior misura possibile ai contadini danneggiati dalla recente alluvione

Il Consiglio prende atto.

______