Oggetto del Consiglio n. 67 del 29 maggio 1957 - Verbale

OGGETTO N. 67/57 - PROPOSTA DI NOMINA DI UNA COMMISSIONE CONSILIARE PER LO STUDIO DELLE MODALITÀ DI CONCESSIONE E DI DISTRIBUZIONE DEI PACCHI DI NATALE E DEI PREMI DI FEDELTÀ ALLA MONTAGNA. (Mozione)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dai Consiglieri regionali Signori Chabod Renato, Claudio Manganoni, Nicco Giulio, Barone Luigi, Nicco Anselmo, Barmasse Michele, Savioz Fabiano e Chabod Augusto, concernente l'oggetto: "Proposta di nomina di una Commissione consiliare per lo studio delle modalità di concessione e di distribuzione dei pacchi di Natale e dei premi di fedeltà alla montagna", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno della adunanza:

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Geom. PAREYSON

Presidente del Consiglio della Valle

AOSTA

Preghiamo la S.V. di voler portare sull'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio la seguente mozione:

IL CONSIGLIO REGIONALE

considerata la necessità di disciplinare le modalità di concessione e distribuzione dei pacchi di Natale e dei premi di fedeltà alla montagna,

DELIBERA

di demandare ad apposita nominanda Commissione consiliare la sollecita stesura della relativa bozza di regolamento, da sottoporre alla approvazione del Consiglio.

Aosta, li 8 aprile 1957

F.ti: Renato Chabod, Claudio Manganoni, Giulio Nicco, Barone Luigi, Nicco Anselmo, Michele Barmasse, Savioz Fabiano, Chabod Augusto.

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Il Consigliere MANGANONI comunica che la mozione non abbisogna di particolare illustrazione ai Signori Consiglieri, in quanto l'argomento è stato già discusso dal Consiglio nell'adunanza del 14 febbraio 1957.

L'Assessore BORDON, premesso che nella mozione si parla di due argomenti, cioè della questione dei pacchi natalizi e della questione dei premi di fedeltà alla montagna, comunica che risponderà anzitutto alla prima delle due questioni.

Informa che la prima distribuzione dei pacchi natalizi ha avuto luogo nel 1948, per iniziativa personale del Commendatore Rivella, il quale aveva incaricato della scelta dei beneficiandi apposite Commissioni comunali composte dal Sindaco, dal Parroco e dal Presidente dell'E.C.A., alle quali aveva dato la sola direttiva di tenere conto, nella compilazione dell'elenco dei beneficiandi, dello stato di povertà delle persone.

Comunica che la distribuzione annuale dei pacchi natalizi è stata in seguito effettuata, sempre con spese a carico del Comm. Rivella, fino a tutto il 1953 ed è stata accolta con favore dalle famiglie bisognose per le quali costituiva effettivamente un aiuto, in quanto il valore di ogni pacco si aggirava dalle 3000 alle 4000 lire.

Informa che nel 1954 l'iniziativa della distribuzione dei pacchi, - che comportava ormai una spesa di circa 5 milioni, poiché il numero dei pacchi distribuiti annualmente era salito a 1300, - fu assunta direttamente dalla Società SITAV, di St. Vincent, che potenziò ancora l'iniziativa e distribuì, in occasione delle feste natalizie del 1954, ben 2300 pacchi.

Riferisce che nel 1955, poiché la distribuzione dei pacchi comportava ormai un onere alquanto gravoso, la Società SITAV chiese il concorso dell'Amministrazione regionale e propose che l'iniziativa venisse inserita fra le manifestazioni di carattere extra contrattuale, realizzate annualmente mediante ripartizione delle spese nella misura del 50% a carico della Società SITAV e del 50% a carico dell'Amministrazione regionale.

Fa presente che la richiesta della Società SITAV fu accettata dall'Amministrazione regionale e che, nel 1955 e nel 1956. la distribuzione dei pacchi natalizi fu organizzata con l'assunzione di metà della spesa a carico regionale e fu effettuata in base agli stessi criteri già seguiti dal 1948 al 1954.

Comunica che, in effetti, il Commissario regionale presso la Casa da gioco, Colonnello F. Gastaldi, e l'incaricato della Società SITAV, per avere l'elenco delle famiglie bisognose, si rivolsero (come già il Comm. Rivella e la Società SITAV per il passato) alle menzionate Commissioni comunali composte, come già detto, dal Sindaco, dal Parroco e dal Presidente dell'ECA.

Ammette che siano state mosse delle critiche circa il sistema di distribuzione dei pacchi di Natale, ma rileva che ciò non deve stupire, poiché qualsiasi iniziativa dà sempre luogo a discussioni e a critiche.

Dichiara di essere dell'avviso che non possa essere accolta la proposta formulata dai presentatori della mozione, di nominare una Commissione incaricata di studiare le modalità di concessione e di distribuzione dei pacchi di Natale, predisponendo un apposito schema di regolamento, anche perché la spesa è finanziata per metà dalla Società SITAV, che potrebbe non accettare una tale procedura per la distribuzione dei pacchi di Natale.

Per quanto riguarda la seconda questione, e cioè la proposta di nominare una Commissione incaricata di studiare e di elaborare norme per la disciplina delle modalità di concessione e di distribuzione di premi di fedeltà alla montagna, informa che è già in vigore un apposito regolamento, che stabilisce le norme e le modalità da seguire per l'assegnazione dei premi di fedeltà alla montagna, regolamento che è stato elaborato ed approvato nel 1953, anno in cui è stata effettuata per la prima volta l'iniziativa della distribuzione di tali premi.

Informa che detto regolamento è sempre stato riportato integralmente nei bandi di concorso indetti ogni anno, dal 1953 ad oggi, per l'assegnazione dei premi in questione, aventi lo scopo di incoraggiare e sviluppare i valori morali, intellettuali e fisici dei montanari valdostani.

Fa presente che l'unica variazione apportata al regolamento, a cominciare dal 1954, concerne l'ammontare dei premi che, in alcuni casi, è stato ridotto da Lire 100.000 a Lire 50.000, per dare la possibilità di premiare un maggior numero di persone ed anche perché appariva non logico né giusto, ad esempio, di dare ad uno scolaro, che abbia frequentato regolarmente e con buon profitto la scuola, un premio della stessa misura del premio assegnato a chi abbia dimostrato attaccamento al dovere per tutta la sua vita.

Precisa che, mentre nel 1953 furono premiate 24 persone con l'assegnazione di premi individuali, di Lire 100.000, per un importo complessivo di spesa di Lire 2.400.000, nel 1954 furono elargiti n. 28 premi, di cui 20 da Lire 100.000 e n. 8 da Lire 50.000 (spesa complessiva di Lire 2.400.000); nel 1955 n. 27 premi, di cui n. 19 da Lire 100.000 ciascuno e n. 8 da Lire 50.000 (spesa complessiva di Lire 2.300.000); nel 1956, infine, n. 47 premi da Lire 50.000 ciascuno (complessiva spesa di Lire 2.350.000).

Comunica che la premiazione di coloro che sono riconosciuti meritevoli dell'assegnazione del premio di fedeltà alla montagna avviene ogni anno a St. Vincent, nel giorno della celebrazione della manifestazione del "Festival internazionale del Folklore", manifestazione che è ormai una tradizione del settembre valdostano.

Aggiunge che al regolamento del concorso di fedeltà alla montagna viene data la massima pubblicità sia mediante pubblicazione del regolamento stesso sulla stampa locale sia tramite i Comuni, per le segnalazioni delle persone ritenute meritevoli della concessione dei premi.

Ritiene, pertanto, che non si debba nominare una Commissione consiliare per lo studio e la stesura di un regolamento per la concessione e l'assegnazione dei pacchi di Natale e dei premi di fedeltà alla montagna.

Il Consigliere SAVIOZ dichiara che, allorquando ha presentato la mozione di cui si tratta, ignorava che vi fosse già un regolamento per l'assegnazione dei premi di fedeltà alla montagna.

Osserva, però, che la proposta formulata dai presentatori della mozione non dovrebbe essere senz'altro respinta, sia perché è opportuno che il regolamento predisposto ed approvato nel 1953 sia riveduto ed eventualmente modificato ed aggiornato, sia perché attraverso lo studio di una Commissione consiliare si possono ottenere dei risultati migliori, eliminando le lacune esistenti ed ovviando ai lamentati inconvenienti.

Chiede, quindi, che la mozione sia approvata.

Il Consigliere MANGANONI premette che è lodevole l'iniziativa della distribuzione di pacchi alle famiglie bisognose in occasione delle feste natalizie, iniziativa che, in un primo tempo, era limitata a determinati Comuni, mentre invece, successivamente, è stata gradualmente estesa anche agli altri Comuni della Valle d'Aosta.

Osserva che il dono di un pacco natalizio costituisce, effettivamente, un aiuto, se pure modesto, per le famiglie che si trovano in particolari condizioni di bisogno.

Fa presente che la questione sulla quale intende richiamare l'attenzione della Giunta riguarda le modalità ed i criteri seguiti nell'ultima distribuzione dei pacchi natalizi, fatta nel dicembre ultimo scorso.

Dichiara che le distribuzioni effettuate negli anni precedenti non avevano dato luogo a critiche né a rilievi di sorta, perché erano state fatte secondo criteri equi in tutti i Comuni della Valle, sia per quanto riguarda la compilazione degli elenchi delle famiglie bisognose, - che era affidata alle Commissioni comunali menzionate dall'Assessore Bordon -, sia per quanto riguarda la distribuzione dei pacchi, che era fatta in presenza dei Sindaci, quali massime Autorità dei Comuni.

Informa che l'ultima distribuzione dei pacchi natalizi ha, invece, dato luogo a critiche giustificate, per il fatto che non si è seguito lo stesso criterio in tutti i Comuni, perché, mentre nei Comuni di un determinato colore politico i Sindaci sono stati regolarmente invitati a presenziare alla cerimonia, nei Comuni di diverso colore politico i Sindaci sono stati totalmente ignorati e sono stati chiamati ad assistere alla distribuzione dei pacchi Consiglieri della minoranza.

Osserva che non avrebbe nulla da ridire se, unitamente al Sindaco, fosse intervenuto alla cerimonia anche un Consigliere della minoranza, ma fa presente che non è assolutamente ammissibile che intervenga alla cerimonia un Consigliere della minoranza e non il Sindaco.

Precisa che, secondo quanto detto dall'Assessore Bordon, la Società SITAV non accetterebbe che le modalità di concessione e distribuzione dei pacchi di Natale siano stabilite da una Commissione consiliare, perché metà della spesa sostenuta per l'acquisto dei pacchi di Natale viene finanziata dalla Società SITAV.

Rileva che l'altra metà della spesa viene finanziata dall'Amministrazione regionale, per cui è indubbio che le modalità di distribuzione dei pacchi di Natale debbano essere stabilite con trattative e di comune accordo fra la Società SITAV e l'Amministrazione regionale.

Ritiene che in tali trattative la Regione dovrebbe essere rappresentata non già dal solo Assessore al Turismo, bensì da una Commissione consiliare, tanto più che della Commissione stessa dovrebbe necessariamente fare parte anche l'Assessore al Turismo.

Fa presente che, in tale caso, le responsabilità, che ora ricadono esclusivamente sull'Assessore al Turismo e sulla Società SITAV, ricadrebbero sulla Commissione consiliare per la parte di competenza dell'Amministrazione regionale.

Ritiene che, per le ragioni esposte, l'Assessore Bordon dovrebbe concordare sulla proposta dei presentatori della mozione.

Il Consigliere NICCO Anselmo rileva che, secondo quanto è stato detto dall'Assessore al Turismo, l'incarico di compilare gli elenchi delle famiglie bisognose sarebbe stato affidato a Commissioni comunali composte dal Sindaco, dal Parroco e dal Presidente dell'E.C.A.

Comunica che, per quanto riguarda il Comune di Donnaz, la scelta delle famiglie bisognose da includere nell'elenco di cui si tratta è stata effettivamente fatta dalla predetta Commissione comunale, alle cui riunioni dichiara di essere intervenuto, su invito avuto.

Informa però che, all'atto della distribuzione dei pacchi natalizi, si è constatato che furono escluse dalla concessione del pacco alcune delle famiglie bisognose che erano state iscritte nell'elenco, mentre furono aggiunte, per contro, alcune famiglie che dalla Commissione comunale non erano state iscritte nell'elenco.

Osserva che ciò indurrebbe a pensare che l'elenco compilato dalla Commissione comunale, composta dal Sindaco, dal Parroco e del Presidente dell'E.C.A., sia stato riesaminato da altra Commissione, che vi ha apportato delle varianti, con stralcio di alcuni nominativi iscritti ed aggiunta di nuovi nominativi.

Osserva che ciò non è ammissibile e non dovrebbe verificarsi.

Chiede all'Assessore al Turismo di fornire chiarimenti in merito.

Le Conseiller Madame PERRUCHON Veuve CHANOUX remarque, au sujet des prix de fidélité à la montagne, que l'on devrait prendre en considération et primer, tout particulièrement, les personnes qui habitent toute l'année dans des villages reculés et qui, conséquemment, sont privées de toute commodité et font de réels sacrifices pour y séjourner toute l'année, étant donné qu'il s'agit de prix de fidélité à la montagne.

L'Assessore BORDON dichiara che il Consigliere Manganoni è stato senz'altro male informato sui criteri seguiti per la distribuzione dei pacchi natalizi nel dicembre 1956, poiché la distribuzione è stata effettuata in base ai criteri già adottati negli anni precedenti.

Comunica che l'incarico di compilare l'elenco delle famiglie bisognose è stato affidato, come per il passato, a Commissioni comunali composte dal Sindaco, dal Parroco e dal Presidente dell'E.C.A., come risulta dalla seguente lettera inviata in data 30 novembre 1956 dalla Segreteria della Società SITAV alle Autorità comunali menzionate:

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OGGETTO: Pacchi Natalizi 1956.

"All'Ill.mo Signor Sindaco

del Comune di

e, p. c.;

Al Reverendissimo Parroco

Al Presidente dell'E.C.A.

Anche per il 1956, la Regione Autonoma della Valle d'Aosta e la Società SITAV, di St. Vincent, provvederanno alla distribuzione di pacchi ai capi famiglia in particolari condizioni di bisogno.

Allo scopo di potere effettivamente intervenire dove il bisogno urge, si pregano le Autorità comunali in indirizzo, di concerto col Parroco e col Presidente dell'E.C.A., di volere cortesemente ed urgentemente inviare alla SITAV, in St. Vincent, l'elenco aggiornato delle famiglie iscritte nel registro dei poveri, eventualmente completato di altri nominativi di famiglie veramente bisognose, tenendo presente che sarà possibile assegnare a codesto Comune il numero massimo di.... pacchi natalizi.

Si confida nella collaborazione delle Autorità in indirizzo e si resta in attesa dei dati richiesti che, per ragioni organizzative, dovranno improrogabilmente pervenire in data 10 dicembre".

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Fa presente che tale lettera è stata inviata a tutti i Sindaci, a tutti i Parroci ed a tutti i Presidenti degli E.C.A. della Valle.

Comunica che in ogni lettera era stato fissato, per ciascun Comune, il numero massimo dei pacchi natalizi che potevano essere concessi e questo perché alcuni Comuni, che nel 1954 avevano chiesto un determinato numero di pacchi, nel 1955 - forse con l'intendimento di fare dichiarare alla nuova Amministrazione di non potere accogliere totalmente la richiesta - avevano segnalato per la concessione del pacco un numero di famiglie bisognose due o tre volte maggiore dì quello segnalato negli anni precedenti.

Osserva che, se si fossero accolte integralmente le richieste formulate dai Comuni, la somma stanziata per l'acquisto e la distribuzione dei pacchi natalizi non sarebbe stata sufficiente, in quanto tale spesa sarebbe salita dai 5 o 6 milioni a circa 20 milioni.

A comprova della veridicità di quanto comunicato, dà lettura ai Signori Consiglieri dei dati relativi ai pacchi natalizi richiesti dai singoli Comuni ed ai pacchi concessi nel 1956, richiamando in particolare l'attenzione sul Comune di Cogne, che ha chiesto nel 1956 n. 45 pacchi, cioè più del doppio del numero richiesto nel 1954 (n. 20) e ne ha ricevuti 20, come nel 1955.

Sottolinea che, come risulta dai dati comunicati, nel 1956 i Comuni non hanno avuto un numero di pacchi inferiore a quello del 1955 e che, anzi, alcuni Comuni hanno avuto un numero di pacchi superiore al numero richiesto.

Informa che furono in passato riscontrati errori commessi da varie Commissioni comunali nella compilazione dell'elenco dei beneficiandi, errori che forse erano stati commessi in buona fede oppure forse per accontentare amicizie o clientele elettorali.

Precisa che, in effetti, da accertamenti eseguiti, risultavano iscritti nell'elenco da parte di alcune Commissioni comunali persone che non si trovavano nelle particolari condizioni di bisogno in cui si trovavano, invece, altre persone che non erano state iscritte nell'elenco, il che non era giusto.

Informa che le Autorità comunali furono, quindi, invitate con la menzionata lettera a includere nell'elenco le famiglie ritenute le più bisognose.

Fa presente che era preciso obbligo dell'Amministrazione regionale e della SITAV di accertare che gli elenchi fossero stati compilati in base a criteri di giustizia, per evitare eventuali ingiustizie nei confronti di famiglie effettivamente bisognose.

Comunica che in alcuni Comuni, al momento della distribuzione dei pacchi natalizi, si presentarono al Commissario regionale, Col. Gastaldi, alcune persone le quali fecero presente che il Sindaco le aveva escluse dall'elenco delle famiglie bisognose, nonostante si trovassero in condizioni di bisogno, e chiesero la concessione del pacco.

Informa che il Col. Gastaldi annotò i nomi di tali persone e, dopo aver accertato che esse si trovavano effettivamente in condizioni di particolare bisogno, provvide a fare loro pervenire a domicilio un pacco natalizio.

Ritiene che, cosi facendo, si sia agito molto bene, tanto più che alcuni Comuni hanno ricevuto più pacchi di quanto richiesto.

Per quanto riguarda il rilievo che, in certi casi, il Sindaco non è stato invitato a presenziare alla distribuzione dei pacchi dono natalizi, precisa che si tratta di casi del tutto particolari e giustificati.

Informa che, già nel 1955, un Sindaco, che non era stato invitato alla cerimonia, si presentò ugualmente e tenne un discorso alle persone che erano in attesa di ricevere il pacco-dono, ponendo in risalto ed elogiando l'operato dell'Amministrazione comunale.

Comunica che il Col. Gastaldi intervenne allora facendo osservare al Sindaco che, se il Comune aveva comunicato, su richiesta della SITAV, l'elenco delle famiglie meritevoli di ricevere il pacco-dono natalizio perché bisognose, era necessario però chiarire e precisare che erano l'Amministrazione regionale e la Società SITAV che avevano finanziato la spesa sostenuta per l'acquisto dei pacchi natalizi distribuiti alle famiglie più bisognose del Comune.

Informa che, naturalmente, l'anno successivo (1956) tale Sindaco non fu invitato a presenziare alla distribuzione dei pacchi natalizi.

Comunica che vi furono poi vari Sindaci i quali, ai capi-famiglia bisognosi e richiedenti chiarimenti circa la loro non inclusione in elenco, risposero di avere iscritto in elenco tutte le famiglie bisognose del Comune e che, se qualche famiglia era stata in seguito esclusa, di ciò dovevano essere incolpati gli Amministratori regionali.

Fa presente che tali capi-famiglia, prendendo visione degli elenchi trasmessi dai Sindaci alla Società SITAV, - poterono tuttavia rendersi conto che i Sindaci avevano mentito, perché effettivamente non erano stati inclusi negli elenchi.

Osserva che non è ammissibile che un Sindaco faccia una speculazione di carattere politico sulla questione dei pacchi natalizi, tanto più quando la spesa per l'acquisto di tali pacchi, viene finanziata non già dal Comune ma dall'Amministrazione regionale e dalla Società SITAV.

Quant à la proposition faite par Madame Perruchon Veuve Chanoux, Monsieur l'Assesseur Bordon répond que la question posée est déjà contemplée dans le règlement du concours de fidélité à la montagne, qui prévoit dans un alinéa le cas de l'attachement au sol d'une personne résidant dans une localité reculée et de peu de ressources.

Il informe que dans le dernier concours, qui a eu lieu l'an 1956, on a justement primé une personne qui est le seul et unique habitant d'un village très égaré de nos montagnes, village qui a été abandonné par tous les autres habitants.

Il fait noter que, dans le cas en question, la prime équivaut à une petite aide qui est accordée pour subvenir aux nécessités matérielles des campagnards qui habitent dans des villages reculés.

Il observe, cependant, que l'on ne peut pas réserver et donner les primes à une seule catégorie de personnes, en tant que les primes doivent être réparties entre les différentes catégories établies dans le règlement du concours.

Le Conseiller Madame PERRUCHON Veuve CHANOUX déclare d'avoir pris acte avec satisfaction que la question de l'attachement au sol natal est déjà prévue dans le règlement du concours de fidélité à la montagne et a déjà été prise en considération par la Commission.

Elle souhaite, cependant, que la disposition soit appliquée sur une échelle plus vaste, en allouant, si c'est nécessaire, une somme majeure afin de pouvoir venir en aide, moyennant l'assignation d'une prime, aux familles, - qui ne sont désormais pas très nombreuses, - qui habitent tonte l'année dans les villages les plus égarés de nos montagnes en faisant de grands sacrifices.

Elle demande que sa proposition soit prise en considération, étant donné que la question est très importante, puisqu'il s'agit de venir en aide à ceux qui démontrent leur attachement au sol natal.

Elle remarque, ensuite, à propos des "pacchi-dono natalizi", d'avoir noté que, par exemple à Cogne, on n'avait donné que la moitié des colis qui avaient été requis par la Commune, tandis que dans certaines autres Communes on a même donné des colis en surplus du nombre requis, ce qui n'est pas du tout juste.

Elle demande à l'Assesseur au Tourisme de vouloir fournir des explications au sujet de cette question.

Monsieur l'Assesseur BORDON rappelle d'avoir déjà dit, quant à la question des "pacchi-dono natalizi", que le Syndic de la Commune de Cogne, au lieu de se limiter à indiquer des noms pour le nombre maximum de colis qui lui avait été communiqué par lettre, en a signalés un nombre qui était plus du double de celui qui lui avait été indiqué par lettre et qui correspondait au nombre de colis qui avaient été accordés en 1955.

Il fait noter que dans la lettre que l'on a envoyée aux Syndics on avait cru bien, - et c'était effectivement nécessaire, - de fixer le nombre maximum de colis qui pouvaient être données à chaque Commune, car déjà en 1955 on avait constaté la tendance des Syndics à exagérer dans la requête des colis.

Il observe que, si l'on n'avait pas mis une limitation, la somme qu'on élargit chaque année pour l'achat des colis à distribuer à l'occasion des fêtes de Noël augmenterait sans cesse et 5 ou 6 millions ne suffiraient plus, mais on arriverait bien vite à 15 ou 20 millions de dépense par année.

Le Conseiller MANGANONI déclare d'avoir noté une forte différence quant aux colis qui ont été distribués entre les diverses Communes ayant à peu près la même population et aussi d'avoir remarqué que certaines de ces Communes ont eu un nombre de colis double en rapport à ceux distribués aux autres Communes.

Il souligne que ceci est dû d'une façon tonte particulière au fait que certaines Communes, ne disposant que de peu de moyens, n'inscrivent dans la liste des pauvres que les personnes qui se trouvent vraiment dans la misère, car l'assistance des pauvres pèse sur le budget communal.

Il observe que d'autres Communes qui se trouvent dans de meilleures conditions financières ont des critériums plus larges pour admettre les personnes dans la liste des pauvres, ce qui a comme conséquence que les personnes inscrites dans la liste des pauvres de ces Communes sont plus nombreuses.

Il ajoute que, étant donné que la liste des colis est faite en prenant pour base la liste des pauvres, les Communes qui se trouvent dans des conditions meilleures viennent à recevoir un majeur nombre de colis que d'autres Communes qui en auraient effectivement plus besoin.

Il observe que ce serait bien que, petit à petit, l'on mette un peu de justice dans la distribution des colis en donnant le colis aux personnes qui, tout en n'étant pas inscrites sur la liste des pauvres, se trouvent dans des conditions de nécessité.

Il rappelle de s'être plaint surtout de la façon dont a été effectuée la distribution des colis l'année dernière. Il remarque, à cet égard, que l'Assesseur Bordon même a parlé d'un Syndic qui, tout en n'ayant pas été invité à la cérémonie de la distribution des colis, s'est présenté et a tenu un discours pas très à propos aux personnes qui attendaient de recevoir le colis.

Il observe que la façon d'agir de ce Syndic était en quelque sorte compréhensible et excusable, si l'on pense que ce Syndic était sans doute au courant que dans d'autres Communes de la Vallée les Syndics avaient été invités à la cérémonie.

Il rappelle que la question qu'il avait posée auparavant à l'Assesseur au Tourisme était justement celle-ci: pourquoi, à l'occasion de la dernière distribution, les Syndics de certaines Communes ont été invités à la cérémonie, tandis que ceux d'autres Communes n'ont pas reçu l'invitation?

Il déclare que l'on ne doit pas faire question de couleur politique et il insiste, par conséquent, sur la nécessité de nommer une Commission chargée d'établir les modalités à suivre pour l'assignation des colis de Noël.

Il Consigliere NICCO Anselmo osserva che il rilievo da lui formulato non riguarda tanto la questione del numero dei pacchi distribuiti, - pur avendo il Comune di Donnaz ricevuto 23 su 30 pacchi dono richiesti -, quanto la questione della modificazione dell'elenco delle persone bisognose compilato dal Comitato comunale.

Il Consigliere NICCO Giulio dichiara che non può esservi dubbio che siano stati usati due pesi e due misure, perché, mentre in molti Comuni il Sindaco è stato invitato a presenziare alla cerimonia, in altri Comuni, di diverso colore politico, è stato invitato alla cerimonia un Consigliere della minoranza, anziché il Sindaco.

Dichiara che per la distribuzione dei pacchi-dono natalizi bisogna procedere in base a criteri di giustizia e prescindendo dal colore politico delle persone che si trovano nello stato di bisogno. Osserva che, in base ai dati statistici letti dall'Assessore Bordon, si notano sperequazioni fra Comune e Comune, perché il quantitativo dei pacchi-dono risulta determinato tenendo conto essenzialmente del numero degli abitanti e non delle loro condizioni economiche.

Rileva che le popolazioni di certi Comuni sono poverissime e conducono un tenore di vita molto basso in confronto alle popolazioni di altri Comuni. Cita, ad esempio, le popolazioni di Emarese e di Champdepraz, che sono molto più povere delle popolazioni di Saint Pierre e di St. Vincent.

Per le ragioni esposte, ritiene che sia necessaria la nomina di una Commissione consiliare incaricata dello studio delle modalità per la concessione e la distribuzione dei pacchi di Natale, al fine di evitare il ripetersi delle sperequazioni verificatesi.

L'Assessore BORDON rileva che quanto affermato dal Consigliere Manganosi circa le modalità seguite per la compilazione degli elenchi delle famiglie proposte dai Comuni per la concessione dei pacchi dono non è esatto; osserva che nella lettera inviata in data 30 novembre 1956 alle Autorità comunali, e di cui ha dato lettura, si pregavano le dette Autorità di inviare alla SITAV, in Saint Vincent, l'elenco aggiornato delle famiglie iscritte nel registro dei poveri, "eventualmente completato di altri nominativi di famiglie veramente bisognose".

Dichiara che non è, quindi, vero che nella distribuzione dei pacchi dono natalizi l'Amministrazione regionale e la Società SITAV si siano attenute essenzialmente agli elenchi dei poveri, per cui sarebbero state escluse famiglie che si trovano in stato di particolare bisogno.

In risposta ai rilievi del Consigliere Nicco Giulio, comunica che nelle disposizioni impartite ai Sindaci dei Comuni ha sempre precisato e ribadito che per la compilazione degli elenchi in questione occorreva prescindere da ogni questione di colore politico e tenere sempre presente soltanto lo stato di bisogno delle famiglie da segnalare.

Conclude, ribadendo che per la assegnazione e la distribuzione dei pacchi dono natalizi si è agito in base a criteri equi e giusti, per cui non ritiene che si debba accogliere la proposta dei presentatori della mozione per la nomina di una Commissione consiliare incaricata dello studio di un regolamento recante norme per la disciplina delle modalità di concessione e di distribuzione dei pacchi di Natale.

Il Presidente, PAREYSON, pone ai voti la proposta di approvazione della mozione in discussione.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica il seguente risultato:

- Consiglieri presenti e votanti: trentuno;

- Consiglieri favorevoli: otto;

- Consiglieri contrari: ventitre.

Il Presidente, PAREYSON, in base all'esito della votazione, dichiara che il Consiglio ha respinto la mozione.

Il Consiglio prende atto.

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